Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato-Iran, Trump lancia 'Project Freedom' a Hormuz: Teheran alza livello dello scontro-Mattarella accoglie gli azzurri del tennis al Quirinale e ricorda Zanardi: "Grande spessore umano e sportivo"-Leroy Merlin, con Talent Lab obiettivo 60% manager interni-Rubio a Roma, incontrerà Papa Leone XIV: Vaticano ufficializza-Scudetto Inter, da Amadeus a Tananai: chi c'era alla festa in piazza Duomo-David di Donatello, 'Una battaglia dopo l'altra' vince il premio per il Miglior film internazionale-Nuoto, nel fondo a Golfo Aranci trionfo azzurro nella staffetta e il sigillo di Paltrinieri-Flotilla, procura Roma apre nuova inchiesta per sequestro di persona-FenealUil, Franzolini: "A congresso dal 13 al 15 maggio, insieme per costruire"-Casa, Franzolini (FenealUil): "Serve piano strutturale"-Scudetto Inter, Bonolis: "Vittoria della rinascita". Gianfelice Facchetti: "Chivu bella sorpresa"-Ucraina, attacco russo su Merefa: morti e feriti. Zelensky: “Putin deciderà tra guerra e diplomazia”-Energia, Franzolini (FenealUil): "Paese troppo dipendente da fossili, serve Piano"-Mathew Knowles al Wmf 2026, a Bologna il 25 giugno-BolognaFiere-Sig, accordo strategico per sviluppo di Iuc

La resistenza di Johnson, sempre più solo a Downing Street

Condividi questo articolo:

Londra, 7 lug. (Adnkronos) – Più di 40 rappresentanti di gabinetto, fra cui ministri importanti, da martedì hanno rassegnato le loro dimissioni dal governo di Boris Johnson. L’ultimo a lasciare, in ordine di tempo, è il ministro per l’Irlanda del Nord, Brandon Lewis. Il suo messaggio al premier: il governo richiede “onestà, integrità e rispetto reciproco”.

Bojo però, almeno per ora, non ha intenzione di mollare: ai ministri ha infatti detto che non si dimetterà, sostenendo che la sua uscita dal governo causerebbe “caos” e vedrebbe “i conservatori quasi certamente sconfitti” alle prossime elezioni. “Questi ultimi due giorni hanno tolto a Boris Johnson gran parte della sua autorevolezza, ma non ancora il suo lavoro” riassume la Bbc.

Le dimissioni a raffica sono arrivate dopo l’ennesimo scandalo che ha investito Johnson, vale a dire il caso del vice ‘chief whip’ Christopher Pincher, con la storia di festini ad alto tasso alcolico e molestie sessuali nei confronti di giovani uomini alle spalle che il Premier avrebbe ignorato, facendo finta, ancora una volta dopo il partygate, di non saperne nulla.

Dopo Sajid Javid (Salute), Rishi Sunak (il Cancelliere dello Scacchiere), ieri si è dimesso anche il Segretario per il Galles, Simon Hart. L’Attorney Heneral Suella Braverman non lo ha fatto, ma ha invitato il Premier a dimettersi, annunciando anche la sua candidatura a leader dei tories, e quindi a Premier. Il ministro Michael Gove è stato invece licenziato da Johnson, dopo che ne aveva chiesto le dimissioni in un incontro a due. Anche la ministra degli Interni Priti Patel, il ministro dell’Impresa, Kwasi Kwarteng, e dei trasporti Grant Shapps, sono fra coloro che chiedono a Johnson di lasciare Downing Street.

Lo scontro in atto mette in crisi un sistema basato sulla fiducia, come ha riassunto l’ex ministro per l’Irlanda del Nord, Julian Smith. Fra gli scenari possibili, oltre alla convocazione di elezioni anticipate ventilate dal Premier alle strette, la possibilità di cambiare le regole per la sfiducia (introdurre la possibilità di chiederne una nuova prima di un anno) e riproporre questo passaggio.

Questo articolo è stato letto 1 volte.