**Difesa: Fassina (Leu), ‘Draghi ascolti di più il Parlamento e non correrà rischi’**
Roma, 30 mar (Adnkronos) – “Credo che il governo debba prestare maggiore attenzione alle posizioni espresse in Parlamento, evitare aut aut e costruire le condizioni politiche perchè l’Italia possa corrispondere agli impegni internazionali”. Lo dice il deputato di Leu Stefano Fassina a proposito del Dl Ucraina e in particolare sulla questione dell’aumento delle spese per la Difesa.
“Sul decreto la maggioranza non ha problemi, ma mi pare invece che sulle spese per il settore militare gli aut aut vadano evitati. Ho letto parole attribuite a Draghi che preoccupano, di fronte a problemi politici rispondere ‘si va alla conta’ non aiuta”, spiega Fassina all’Adnkronos.
“Conte non mette in discussione l’impegno preso dall’Italia anche dal suo governo e pone una questione politica: a quale quadro fa riferimento la spesa militare? La difesa comune europea o un quadro in cui ciascun Paese fa per se? -chiede Fassina-. Poi ci sono il caro bollette e dell’inflazione, esigenze molto rilevanti che gravano su famiglie e imprese. In ultimo, il Parlamento rappresenta i cittadini italiani, il M5s è la forza di maggioranza relativa e i cittadini italiani esprimono grande solidarietà al popolo ucraino e nell’accoglienza dei rifugiati, ma sono piuttosto riluttanti nei confronti della corsa verso le spese militari o l’invio di armi”.
(Adnkronos) – Il governo rischia su questo? “Io vedo tutte le condizioni per evitare rischi. Il M5s non pare voglia far cadere il governo o uscire dal governo. Le condizioni per evitare rischi ci sono se si evitano aut aut e se si presta ascolto alle questioni politiche”.
Il tema è divisivo anche per Leu? Ne avete parlato al vostro interno? “Alla Camera sull’ordine del giorno sulle armi ci siamo astenuti perché non è una scelta che si fa in astratto e in riferimento alle quantità economiche ma in riferimento a un quadro politico. A mio avviso tutti vogliamo rispettare gli impegni presi dall’Italia, ma serve chiarire il quadro politico e quello della finanza pubblica”.

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