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Ucraina: diplomatico Usa Haass, ‘i suoi non hanno potere di fermare Putin’

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Roma, 1 mar. (Adnkronos) – “Credo che quella di Putin sia una guerra per scelta perché aveva altre opzioni, non credo che i suoi interessi vitali fossero minacciati. È chiaro che il conflitto non sta andando come si aspettava: si sta dimostrando molto più difficile e costoso. Si è trovato davanti una fiera resistenza ucraina aiutata da Stati Uniti ed Europa, sanzioni economiche e il rafforzamento della Nato. Ma è vero che Putin ha investito molto, incluso il suo prestigio, e ci chiediamo che cosa farà ora”. Così al Corriere della Sera il diplomatico americano e presidente del Council on Foreign Relations Richard Haass, secondo cui il presidente russo “ha una serie di opzioni di escalation: potrebbe intensificare attacchi e raid in Ucraina, ampliare la guerra e colpire un Paese della Nato, lanciare attacchi cibernetici contro istituzioni finanziarie europee e americane, usare armi di distruzione di massa biologiche o nucleari. Il nostro compito è far funzionare la deterrenza: continuare a rafforzare l’Ucraina, la Nato e le sanzioni per non permettere che Putin vinca, e allo stesso tempo accertarci che abbia una via d’uscita negoziata direttamente con l’Ucraina e indirettamente con Usa e Europa, perché non concluda che la sua unica scelta è l’escalation”.

“La sola altra opzione che riesco a immaginare – afferma Haass – è che le persone della sua cerchia concludano che le azioni di Putin sono una tale minaccia per il futuro della Russia (e per loro in quanto crimini di guerra) che arrivino a contrastarlo: una sfida interna alla sua autorità. La cosa più inquietante dell’allerta del deterrente nucleare russo non è che Putin userà le testate ma che potrebbe farlo. Non sono certo che ci sia qualcuno in Russia che può fermarlo: ha talmente aumentato il suo potere e ridotto quello altrui che, se scegliesse l’escalation, non avrebbe grandi ostacoli. Non sono sicuro – aggiunge – che in politica estera ci sia ancora una dottrina Biden. Se c’è, è cambiata. L’approccio di Biden alla politica estera consiste nel lavorare strettamente con gli alleati in Europa come in Asia. La crisi in Ucraina ha illustrato l’importanza della partnership transatlantica e ha portato alla realizzazione collettiva che l’Europa è riemersa come area geopolitica. Molti in America pensavano che non avremmo più dovuto preoccuparci dell’Europa e che potevamo lasciarci alle spalle il Medio Oriente e concentrarci sull’Indo-Pacifico. La crisi ucraina prova che è un lusso che non abbiamo. Accanto all’Asia, dobbiamo continuare a prestare attenzione all’Europa e al Medio Oriente e dunque, si tratta di un contesto internazionale straordinariamente esigente per gli Stati Uniti e l’Occidente”.

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