Giustizia: F.S. Marini, ‘ddl rafforza correntismo, dubbi costituzionalità su porte girevoli’ (2)
(Adnkronos) – Secondo il costituzionalista, “il problema, non è quello dell’indipendenza esterna, ma quello dell’indipendenza interna e, in particolare, delle degenerazioni del correntismo e del carrierismo. La questione principale non è, o quantomeno non è solo, il rapporto tra i magistrati e gli organi parlamentari o di governo, ma soprattutto il rapporto tra i magistrati e quella sorte di associazioni partitiche, chiamate correnti, interne alla magistratura: correnti che hanno la forza di condizionare l’intera vita professionale di tutti i magistrati. Nella stessa logica rimangono poi meramente accennati e sostanzialmente ai margini dell’intervento normativo aspetti fondamentali: come il tema delle funzioni e del ruolo istituzionale del Csm o quello della responsabilità dei magistrati”.
L’altro tema politicamente caldo sul quale il ddl interviene è il sistema elettorale della componente togata del Csm: “Rispetto all’obiettivo di limitare il peso delle correnti, la proposta è molto deludente; anzi potrebbe addirittura risultare peggiorativa rispetto alla disciplina vigente – avvisa il professore di Tor Vergata – Anzitutto, non è stato previsto il sorteggio misto che, a mio avviso, rappresenterebbe, a costituzione vigente, l’unico sistema per indebolire il gioco correntizio. Inoltre, l’introduzione di un sistema in parte maggioritario in parte proporzionale, con addirittura meccanismi di recupero proporzionale, si muove in una logica di riconoscimento giuridico e di consolidamento delle correnti. Invece, cioè, di combattere e, possibilmente, di smantellare il sistema correntizio – commenta – ci si è limitati a tenerlo in equilibrio tra le varie correnti. Infine, lascia perplessi la decisione di incrementare il numero dei componenti dell’organo, che già oggi potrebbe risultare ipertrofico”.
(di Roberta Lanzara)

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