Lavoro: rapporto Una-Almed, in settore comunicazione 53% occupati sono giovani (2)
(Adnkronos) – Solo in 26 società su 100 c’è almeno un dipendente straniero, mentre in due società su 100 ci sono più di 20 lavoratori stranieri e fanno tutte parte di grandi imprese e network internazionali. Fra le società interpellate il 67,79% dichiara di aver fatto ricorso nel 2020 alla Cassa Integrazione Covid, mentre il 32,21% dichiara di non averla utilizzata. Solo il 7,5% ha fatto ricorso alla cig prima dell’emergenza Covid. Infine l’81,6% delle imprese dichiara di aver attivato lo smartworking da 1 a 10 mesi nel corso del 2020 e il 14,5% non prevede di mantenerlo.
“Monitorare l’evoluzione delle professioni della comunicazione è fondamentale per un’Alta Scuola come Almed che si propone di preparare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”, spiega Nicoletta Vittadini, direttore del Master in Digital Communications Specialist. “La ricerca svolta con Una ci ha permesso di comprendere l’impatto della pandemia sull’organizzazione del lavoro. Ad esempio molte imprese hanno indicato nella riorganizzazione del lavoro per obiettivi un valore aggiunto dell’esperienza di smartworking. Questa evoluzione si accompagna alla richiesta di nuove competenze”.
Marianna Ghirlanda, ceo di Dlvbbdo e presidente del Centro studi Una, “la pandemia rappresenta un punto di grande discontinuità, se da un lato ha accelerato i processi di trasformazione già in corso, come digitalizzazione e diffusione del lavoro agile, dall’altro ha contribuito a evidenziare tematiche importanti come i gender gap. Diventa fondamentale per noi come associazione non solo monitorare il mercato, rilevarne le principali tendenze ma anche suggerire misure correttive e azioni per migliorare la industry, incentivare l’ingresso e la crescita dei giovani in questo settore e migliorare le distorsioni ancora in atto”.

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