Varese: Valente, ‘padre violento non è buon padre, prevalga interesse minore’
Roma, 3 gen. (Adnkronos) – “Lo ripetiamo ancora una volta: un padre violento non può essere considerato un buon padre, non c’è diritto alla bigenitorialita che tenga. Di fronte alla violenza e alla pericolosità sociale del soggetto il diritto alla patria potestà retrocede di fronte al superiore interesse del minore. Ancora troppi casi di bambini messi in pericolo, abusati, addirittura uccisi. È necessario un cambio di marcia. La convenzione di Istanbul, le recenti pronunce della Cassazione, tutte le norme internazionali sui diritti dei minori sono chiare: a prevalere nell’analisi del caso concreto deve essere sempre il principio della sicurezza e dell’incolumità psicofisica del minore”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della commissione sul Femminicidio e la violenza di genere.
“In questo senso -aggiunge- ci siamo più volte espresse ed espressi come commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, in questa direzione insieme ad altri e altre parlamentari abbiamo depositato un ddl che afferma un principio chiaro: i padri violenti vanno tenuti lontani dai minori. Ma, con estrema franchezza: in questo senso sarebbe già possibile operare. Le norme per tenere i padri violenti lontani dai figli minori ci sono già e si possono applicare. L’omicida di Viggiù, anche alla luce di quanto puntualmente riferito dal presidente del Tribunale di Varese, era agli arresti domiciliari per aver accoltellato un collega ed era stato denunciato per maltrattamenti in famiglia. Purtroppo ancora una volta la piena circolarità delle informazioni nei procedimenti giudiziari, in questo caso tra Procura e gip, non ha funzionato come avrebbe potuto e dovuto funzionare, ancora una volta la violenza domestica non viene letta o viene sottovalutata, e così non viene adeguatamente considerata la pericolosità sociale del soggetto”.

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