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Uno sciame di api uccide 63 pinguini africani

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Sessantatre pinguini africani in via di estinzione sono stati vittime di un tragico attacco

Lo Spheniscus demersus, noto come pinguino africano, è un pinguino proveniente dall’Africa meridionale che è classificato come “in pericolo” nella Lista Rossa IUCN.

Per questo fa particolarmente impressione che alcuni esemplari di questa specie, che vive sulle isole e lungo la costa della Namibia e del Sudafrica – e che è già vittima di caccia, pesca, estrazione mineraria, trivellazione di petrolio e gas e cambiamento climatico –, abbia dovuto subire anche un attacco omicida da parte di uno sciame di api.

È successo all’interno di quello che dovrebbe essere uno spazio sicuro, la colonia di pinguini di Boulders a Simon’s Town, in Sudafrica.

In un primo momento, gli investigatori hanno accusato i predatori. Poi hanno notato le punture intorno agli occhi degli uccelli – la pelle intorno agli occhi dei pinguini è particolarmente sottile, grazie alle ghiandole sudoripare rosa che si trovano lì.

Uno dei pinguini rimasti uccisi ha subito 27 punture. Alla fine sono morti in 63. Il motivo per cui è successo rimane per ora un mistero.

“Di solito i pinguini e le api coesistono”, ha detto a BBC la dottoressa Alison Kock, una biologa marina dell’agenzia dei parchi nazionali del Sudafrica. “Le api non pungono a meno che non vengano provocate – stiamo lavorando sul presupposto che un nido o un alveare nell’area sia stato disturbato e abbia causato la fuga di una massa di api dal nido, lo sciame e l’aggressività“, ha aggiunto. “Purtroppo le api hanno incontrato un gruppo di pinguini sulla loro traiettoria di volo“.

A parte le punture, i pinguini non avevano lesioni esterne visibili. Le api, dal canto loro, sono tutte morte dopo aver punto.

Una volta che un’ape ha punto qualcosa, lascia dietro di sé un feromone in modo che l’obiettivo sia facilmente individuato da altre api che difendono il nido“, ha detto a BBC Jenny Cullinan dell’African Wild Bee Institute.

L’istituto chiede ai residenti nelle vicinanze di non avere più alveari nei loro giardini.

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