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Mostra Venezia: Gassmann, ‘società oggi piena di rabbia e odio, non ci si ascolta’

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Roma, 8 set. (Adnkronos) – “Questo film è una carezza, un film empatico con personaggi che hai voglia di abbracciare, soprattutto ora che non possiamo farlo fisicamente”. Così Alessandro Gassmann descrive all’Adnkronos ‘Il Silenzio Grande’, la pellicola che il regista e attore romano porta a Venezia tratto da una piece teatrale scritta da Maurizio De Giovanni, che firma anche la sceneggiatura insieme ad Andrea Ozza e lo stesso Gassmann. La pellicola racconta la storia, segnata da conflitti, equivoci, confronti, voci e silenzi di una famiglia tanto eccezionale quanto, nel suo intimo, caotica e disfunzionale. E’ un film sull’incomunicabilità e sul silenzio, a volte salvifico.

“La sensazione è quella di vivere in una società che urla tanto e non ascolta -spiega Gassmann, raccontando come è nato l’interesse al tema del film- Una società dove non ci viene data la possibilità del silenzio, e quindi è confusa perché non capisce quello che urlano contro perché sta essa stessa urlando contemporaneamente”. E allora, “porre in un’epoca dove si urlava un po’ meno questo tema mi è sembrato interessante, perché il silenzio, che può fare anche paura per alcuni versi, in questo caso è un silenzio salvifico perché porta queste persone che si amano molto a sentire davvero come stanno”.

Un film sulle relazioni, che “durante la pandemia sono peggiorate perché c’è stato un’evidenziamento di quelli che erano i problemi già presenti nella società -analizza Gassmann- Quelli che pensavamo essere in un modo si sono rivelati essere in tutt’altro modo, e soprattutto si sono acuite rabbia, desiderio di sopraffare l’altro, e questo ora è il problema numero uno nella nostra società. Non c’è più una mediazione, non c’è più l’ascolto”. O meglio, “è molto rapido è poco approfondito. E sui social, soprattutto per chi non ha i mezzi per distinguere un’accusa falsa da una vera, può portare reazioni pericolose e improvvise, lo abbiamo visto col ventennio fascista. E’ un paese che ha dimostrato di avere un equilibrio fragile che va mantenuto”.

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