Afghanistan: Ripamonti (centro Astalli), ‘Italia ed Europa ascoltino grido della popolazione’ (2)
(Adnkronos) – Per i profughi, una volta terminato il periodo di quarantena – fa sapere il presidente – “metteremo a disposizione tutta l’esperienza del Centro Astalli e collaboreremo nel loro inserimento e integrazione, consapevoli del fatto che questa situazione di emergenza è stata molto repentina e quindi bisognerà anche mettere in atto tutta una serie di accompagnamenti psicologici”.
Sono tanti i profughi afghani che il Centro Astalli ha assistito negli ultimi anni e che ora si rivolgono al Servizio dei Gesuiti per esprimere “preoccupazione e apprensione” per i loro cari rimasti nel Paese, con cui hanno difficoltà a comunicare. A questo si aggiunge la “difficoltà a capire cosa realmente sta stia succedendo in Afghanistan e come evolveranno le cose”.
L’auspicio di padre Ripamonti è che anche dopo il 31 agosto “possa continuare la possibilità di creare dei ponti aerei e di accogliere soprattutto le situazioni più a rischio, donne e persone che hanno collaborato con i vari governi occidentali”.

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