Tassa sui rifiuti: ancora aumenti. Ma i servizi sono pessimi

La Tari, la nuova tassa sui rifiuti, presenta un aumento del 2,25%. Ma i servizi sono sempre scadenti
Mentre i servizi sono sempre più scadenti, le tasse sono sempre più alte. È il caso, per esempio, della tassa sui rifiuti, che in soli 4 anni, dal 2010 al 2014, è aumentata in media del 21,96% per un appartamento di 100mq, con una famiglia di tre persone. Un aumento, in pratica, pari a 51 euro in più a fronte di una inflazione nazionale nello stesso lasso di tempo del 7%. I dati sono emersi dalla VIII indagine nazionale del Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori sui ‘Servizi e Tariffe Rifiuti’, che ha preso in considerazione un campione delle 91 città in cui è stata varata la Tari 2014, la nuova tassa sui rifiuti.
La nuova tassa sui rifiuti, la Tari, presenta un aumento del 2,25% (circa 6 euro): sarà di 284 euro la spesa media annua della Tari per una famiglia tipo. Dall’indagine è emerso che a Cagliari si pagherà il conto più salato con 532 euro, seguono Siracusa (502 euro), Reggio Calabria (496 euro), Salerno (473 euro) e Napoli (463 euro). Tra le città meno care Cremona (136 euro), Udine (161 euro), Brescia (175 euro).
‘La contrazione dei consumi continua ma ancora una volta siamo davanti ad aumenti tariffari per le famiglie italiane’, ha sottolineato il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, che chiede all’Authority di inserire ‘obbligatoriamente’ nella bolletta un prospetto sulle agevolazioni o esenzioni tariffarie che le famiglie a basso reddito possono chiedere.
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