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Belgio: un’isola artificiale per produrre piu’ energia

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Per produrre piu’ energia pulita, il Belgio potrebbe presto avvalersi di una nuova isola artificiale in grado di sfruttare la potenza in eccesso dei suoi parchi eolici offshore

Per produrre più energia pulita, il Belgio potrebbe presto avvalersi di una nuova isola artificiale in grado di sfruttare la potenza eolica in eccesso, fornita dagli impianti offshore del Paese. Si tratta, in pratica, di un progetto della durata di 5 anni, presentato recentemente dal Ministro dell’Ambiente belga per rafforzare la sicurezza energetica del proprio Paese.
Per produrre più energia pulita, si è quindi deciso di ‘costruire’ un’isola speciale preposta ad immagazzinare tutta quella potenza eolica, in eccesso rispetto al reale fabbisogno energetico del Belgio, prodotta dagli impianti installati nel Mar del Nord, ad alcuni chilometri dalla costa nord-ovest del Paese.

L’energia immagazzinata in questo modo, invece di essere dispersa e sprecata (come sta attualmente accadendo), verrebbe infine recuperata, per poi essere opportunamente riutilizzata all’interno del contesto di produzione elettrica nazionale.

Per produrre più energia pulita e recuperare le energie rinnovabili che verrebbero altrimenti perdute, il Belgio sarebbe quindi intenzionato a realizzare un’isola a forma di ciambella a circa tre chilometri dalle sue coste, utilizzando come ‘materia prima’, per la creazione del pezzo di terra artificiale, la stessa sabbia presente nel Mare del Nord.

Per produrre più energia pulita, il progetto, una volta terminato, punterà quindi a convogliare con dei cavi di trasmissione subacquea la potenza in eccesso dei parchi eolici offshore, direzionandola verso un particolare meccanismo a pompa presente nell’isola ‘a ciambella’. La bizzarra forma dell’atollo artificiale, in questo caso, avrebbe un preciso scopo: stoccare l’energia eolica in eccesso attraverso una tecnologia di pompaggio dell’acqua che si avvale del foro centrale dell’isola come serbatoio di energia idroelettrica potenziale, da sfruttare in ogni momento grazie a delle speciali idroturbine.

Per produrre più energia pulita, si utilizzerà, in pratica, il surplus di potenza degli impianti offshore per pompare l’acqua dell’oceano verso il buco centrale dell’isola: in questo modo, quando sarà opportuno sfruttare l’energia supplementare da immettere nella rete elettrica, l’acqua confluita nel serbatoio naturale, attiverà a comando le turbine idroelettriche che invieranno al Paese l’alimentazione necessaria, attraverso degli appositi cavi di trasmissione. Quando invece sulla rete viene prodotta troppa energia eolica, questa viene nuovamente utilizzata per azionare la pompa che reinvia l’acqua fino al livello del suolo.

Produrre energia pulita con questo sistema può sembrare un’idea molto ambiziosa ma il Belgio appare davvero intenzionato a portare avanti il suo progetto. Speriamo quindi che questo esempio, una volta realizzato, possa essere di ispirazione, in futuro, anche per l’Italia.

Matteo Ludovisi

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