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	<title>Sostanze chimiche &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/sostanze-chimiche-nei-vestiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 20:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 22/06/2026 Sostanze chimiche nei vestiti? Nei capi d&#8217;abbigliamento che indossiamo ogni giorno possono restare, spesso a nostra insaputa, residui delle sostanze chimiche usate per tingere, fissare i colori e trattare i tessuti: formaldeide, coloranti azoici, nichel, PFAS, metalli pesanti. Nella maggior parte dei casi non rappresentano un pericolo grave per chi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – 22/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320158 size-full" title="Etichette e tessuti di capi d'abbigliamento nuovi con residui di sostanze chimiche" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/sostanze-chimiche-nei-vestiti.webp" alt="sostanze chimiche nei vestiti" width="1266" height="713" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/sostanze-chimiche-nei-vestiti.webp 1266w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/sostanze-chimiche-nei-vestiti-300x169.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/sostanze-chimiche-nei-vestiti-1024x577.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/sostanze-chimiche-nei-vestiti-768x433.webp 768w" sizes="(max-width: 1266px) 100vw, 1266px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="7:1-7:593;180-772"><strong>Sostanze chimiche nei vestiti? Nei capi d&#8217;abbigliamento che indossiamo ogni giorno possono restare, spesso a nostra insaputa, residui delle sostanze chimiche usate per tingere, fissare i colori e trattare i tessuti: formaldeide, coloranti azoici, nichel, PFAS, metalli pesanti. Nella maggior parte dei casi non rappresentano un pericolo grave per chi li indossa, ma in soggetti sensibili possono causare dermatiti da contatto. Il gesto più efficace per ridurre l&#8217;esposizione è semplice: lavare sempre i capi nuovi prima di indossarli.</strong> Ecco quali sono queste sostanze, quali rischi comportano davvero e come proteggersi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="9:1-9:50;774-823">Quali sono le sostanze chimiche nei vestiti</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="11:1-11:279;825-1103">La filiera tessile prevede una lunga serie di trattamenti — tintura, fissaggio, finissaggio, impregnazione — che lasciano sui capi tracce variabili di residui chimici. Le principali sostanze documentate da enti come l&#8217;associazione Tessile e Salute e dalle autorità europee sono:</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="13:1-13:245;1105-1349"><strong><a href="https://www.fondazioneveronesi.it/educazione-alla-salute/glossario/formaldeide" target="_blank" rel="noopener">Formaldeide</a>.</strong> Impiegata nelle resine per il finissaggio anti-piega e anti-stropicciamento e per prevenire la formazione di muffe durante il trasporto. È una delle sostanze più note e tra le più frequentemente associate a irritazioni cutanee.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="15:1-15:273;1351-1623"><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coloranti_azoici" target="_blank" rel="noopener">Coloranti azoici</a>.</strong> Usati per la brillantezza e la resistenza dei colori, soprattutto su fibre sintetiche come il poliestere. Alcuni di essi possono rilasciare ammine aromatiche classificate come cancerogene, e per questo sono soggetti a restrizione nell&#8217;Unione Europea.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="17:1-17:268;1625-1892"><strong><a href="https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/metalli-pesanti-piombo-pb-arsenico-as-cadmio-cd-nichel-ni" target="_blank" rel="noopener">Nichel e metalli pesanti</a>.</strong> Il nichel è presente soprattutto in bottoni, cerniere, rivetti e accessori metallici. Cromo (in particolare il cromo VI nelle pelli conciate), cadmio, piombo e mercurio possono restare come residui dei processi di tintura e mordenzatura.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="19:1-19:298;1894-2191"><strong><a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento-da-pfas/" target="_blank" rel="noopener">PFAS</a> (sostanze per- e polifluoroalchiliche).</strong> Utilizzati nei trattamenti idrorepellenti e antimacchia, soprattutto nell&#8217;abbigliamento outdoor e tecnico. Sono composti molto persistenti, definiti &#8220;inquinanti eterni&#8221;, al centro di crescenti restrizioni europee per i rischi ambientali e sanitari.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="21:1-21:248;2193-2440"><strong>Altri composti.</strong> Ritardanti di fiamma, biocidi e antimuffa (per la conservazione durante i lunghi trasporti), nonilfenoli etossilati (tensioattivi), ftalati (nelle stampe plastificate) e residui di pesticidi nelle fibre naturali come il cotone.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="23:1-23:43;2442-2484">Quali sono i rischi reali per la salute dovuti alle sostanze chimiche nei vestiti</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="25:1-25:181;2486-2666">Qui serve equilibrio, senza minimizzare né allarmare. Il rischio più concreto e documentato per chi indossa i capi non è oncologico, ma dermatologico: la <a href="https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-dermatologici/dermatite/dermatite-da-contatto" target="_blank" rel="noopener"><strong>dermatite da contatto</strong></a>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="27:1-27:294;2668-2961">Come spiegano i dermatologi del <a href="https://www.policlinico.mi.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Policlinico di Milano</strong></a>, le principali sostanze sensibilizzanti presenti negli indumenti includono coloranti dispersi, formaldeide, resine per il finissaggio, composti di cromo e nichel, oltre a ritardanti di fiamma e biocidi. Si distinguono due tipi di reazione:</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="29:1-29:255;2963-3217">La <strong>dermatite irritativa da contatto</strong>, la più comune, è l&#8217;azione diretta di una sostanza irritante (un colorante poco fissato, una concentrazione elevata di formaldeide) che altera la barriera cutanea. Si manifesta con arrossamento, bruciore e prurito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="31:1-31:183;3219-3401">La <strong>dermatite allergica da contatto</strong> è invece una reazione immunologica verso una sostanza riconosciuta come allergene, spesso con un ritardo di 24-72 ore rispetto all&#8217;esposizione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="33:1-33:403;3403-3805">Le reazioni compaiono soprattutto nelle zone dove il tessuto aderisce di più — collo, ascelle, vita, inguine — e colpiscono più frequentemente chi ha la pelle sensibile, dermatite atopica, eczema o una storia di allergie cutanee. È un punto importante: <strong>non succede a tutti e non con tutti i capi</strong>. Il rischio dipende dal tessuto, dal colore, dai trattamenti ricevuti e dalla sensibilità individuale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="35:1-35:281;3807-4087">Per quanto riguarda i rischi a lungo termine legati a sostanze cancerogene come alcune ammine dei coloranti azoici, è proprio per questo che la normativa europea ne vieta la presenza oltre soglie molto basse: il sistema di tutela agisce a monte, sulla produzione e l&#8217;importazione.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="37:1-37:54;4089-4142">Cosa protegge il consumatore: la normativa europea</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="39:1-39:152;4144-4295">Un aspetto rassicurante riguarda le regole. Nell&#8217;Unione Europea,<a href="https://www.mase.gov.it/portale/il-regolamento-reach" target="_blank" rel="noopener"> il regolamento REACH</a> disciplina le sostanze chimiche nei prodotti, compresi i tessili.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="41:1-41:447;4297-4743"><strong>Dal 1° novembre 2020, 33 sostanze CMR</strong> (cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione) <strong>di categoria 1A e 1B non possono più essere presenti oltre determinati valori</strong> soglia nei capi d&#8217;abbigliamento, negli accessori e nei tessili a contatto con la pelle come lenzuola, asciugamani e accappatoi. Questi gruppi comprendono metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, solventi, ftalati, coloranti azoici e relative ammine, e formaldeide.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="43:1-43:339;4745-5083">Il punto critico, però, è la provenienza. Le tutele europee sono tra le più severe al mondo, ma molti capi sono prodotti in Paesi dove le normative sono meno stringenti. Per questo il rischio tende a essere maggiore con i capi di importazione e con il fast fashion a bassissimo costo, dove i controlli lungo la filiera sono più difficili.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="45:1-45:50;5085-5134">Cosa significa concretamente: come proteggersi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="47:1-47:77;5136-5212">Da questo quadro derivano alcune indicazioni pratiche, semplici ed efficaci.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="49:1-49:424;5214-5637"><strong>Lavare sempre i capi nuovi prima di indossarli.</strong> È il consiglio su cui concordano dermatologi ed enti sanitari. Come ricordano gli esperti, il lavaggio prima del primo utilizzo riduce il carico di residui e limita il rischio di irritazioni. Vale soprattutto per i capi a diretto contatto con la pelle: biancheria intima, magliette, pigiami, e per l&#8217;abbigliamento sportivo, perché la sudorazione favorisce l&#8217;assorbimento.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="51:1-51:207;5639-5845"><strong>Particolare attenzione per neonati e bambini.</strong> La loro pelle è più sottile e permeabile: body, tutine e lenzuolini andrebbero sempre lavati prima dell&#8217;uso, con detersivi delicati e senza profumi marcati.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="53:1-53:286;5847-6132"><strong>Come fare il primo lavaggio.</strong> Usare un detersivo delicato senza eccedere nelle dosi (un eccesso lascia a sua volta residui), preferire un risciacquo abbondante o doppio, evitare l&#8217;ammorbidente al primo lavaggio se la pelle è reattiva. La temperatura va scelta in base all&#8217;etichetta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="55:1-55:361;6134-6494"><strong>Scelte d&#8217;acquisto più sicure.</strong> Preferire materiali certificati che garantiscono l&#8217;assenza di sostanze nocive (come lo standard OEKO-TEX), privilegiare fibre naturali non trattate, diffidare delle descrizioni vaghe (&#8220;tessuto misto&#8221; senza dettagli) e dei capi che richiedono trattamenti anti-piega o antimuffa, che possono contenere più formaldeide o biocidi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="57:1-57:357;6496-6852"><strong>Quando rivolgersi al medico.</strong> Un leggero prurito che si risolve dopo il lavaggio è normale. Diverso è il caso di arrossamenti marcati, vesciche o prurito intenso che si ripresentano ogni volta che si indossa un certo tessuto: in questi casi è opportuno consultare un dermatologo, che può eseguire test specifici (patch test) per individuare l&#8217;allergene.</p>
<p data-sourcepos="57:1-57:357;6496-6852"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320286 size-full" title="Infografica illustrativa sui rischi delle sostanze tossiche nei vestiti" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-sostanze-chimiche-nei-vestiti.webp" alt="Infografica sostanze tossiche nei vestiti" width="864" height="1821" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-sostanze-chimiche-nei-vestiti.webp 864w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-sostanze-chimiche-nei-vestiti-142x300.webp 142w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-sostanze-chimiche-nei-vestiti-486x1024.webp 486w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-sostanze-chimiche-nei-vestiti-768x1619.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-sostanze-chimiche-nei-vestiti-729x1536.webp 729w" sizes="(max-width: 864px) 100vw, 864px" /></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="59:1-59:27;6854-6880">FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="61:1-61:55;6882-6936">Quali sostanze chimiche ci sono nei vestiti nuovi?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="63:1-63:315;6938-7252">I residui più comuni sono formaldeide (resine anti-piega e antimuffa), coloranti azoici, nichel e metalli pesanti come cromo dei processi di tintura, PFAS nei trattamenti idrorepellenti, oltre a biocidi, ritardanti di fiamma e residui di lavorazione. La quantità varia molto in base al capo e alla sua provenienza.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="65:1-65:51;7254-7304">I vestiti nuovi sono pericolosi per la salute?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="67:1-67:287;7306-7592">Per la maggior parte delle persone non rappresentano un pericolo grave. Il rischio più concreto è la dermatite da contatto, cioè irritazioni o reazioni allergiche cutanee, che colpisce soprattutto chi ha pelle sensibile, dermatite atopica o allergie. Non riguarda tutti né tutti i capi.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="69:1-69:63;7594-7656">Perché bisogna lavare i vestiti nuovi prima di indossarli?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="71:1-71:263;7658-7920">Perché il lavaggio rimuove gran parte dei residui chimici di lavorazione (coloranti in eccesso, formaldeide, finissaggi) e anche eventuali contaminazioni accumulate durante manipolazione, trasporto e prova in negozio, riducendo il rischio di irritazioni cutanee.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="73:1-73:61;7922-7982">Quali parti del corpo sono più a rischio di irritazione?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="75:1-75:203;7984-8186">Le zone dove il tessuto aderisce maggiormente e resta a contatto prolungato: collo, ascelle, vita e inguine. Sono anche le aree dove più spesso compaiono prurito e arrossamenti da capi nuovi non lavati.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="77:1-77:75;8188-8262">I capi in fibra naturale o biologici sono esenti da sostanze chimiche?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="79:1-79:289;8264-8552">No. Anche cotone, lino e capi biologici possono contenere coloranti o trattamenti di finissaggio, e le fibre naturali possono trattenere residui di pesticidi della coltivazione. È comunque consigliabile lavarli prima dell&#8217;uso. La certificazione (es. OEKO-TEX) offre una garanzia maggiore.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="81:1-81:12;8554-8565">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="83:1-83:770;8567-9336">I capi d&#8217;abbigliamento possono contenere residui chimici dei processi produttivi — formaldeide, coloranti azoici, nichel, PFAS, metalli pesanti — spesso senza che il consumatore ne sia consapevole. Il rischio reale per chi li indossa non è, per la maggior parte delle persone, un pericolo grave, ma la dermatite da contatto, che colpisce soprattutto chi ha pelle sensibile o allergie. Nell&#8217;Unione Europea il regolamento REACH vieta le sostanze più pericolose oltre soglie minime, ma i capi importati e il fast fashion a basso costo restano i più a rischio. La buona notizia è che proteggersi è semplice: lavare sempre i vestiti nuovi prima di indossarli, con particolare attenzione per neonati e capi a contatto diretto con la pelle, e privilegiare tessuti certificati.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="87:1-87:611;9343-9953"><em>Questo articolo sulle sostanze chimiche nei vestiti ha finalità informative e non sostituisce il parere di un medico. In caso di reazioni cutanee persistenti è opportuno consultare un dermatologo. Fonti principali: <a href="https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/ivconferenza_reach_rossetti-pdf" target="_blank" rel="noopener">associazione Tessile e Salute (rapporto tecnico UNI/TR 11359)</a>; Policlinico di Milano e dermatologi specialisti per le indicazioni cliniche; <a href="https://www.mase.gov.it/portale/il-regolamento-reach" target="_blank" rel="noopener">regolamento UE REACH</a> e Consumatori.it/Altroconsumo per il quadro normativo; settimanale Internazionale per i consigli dermatologici sul lavaggio. I dati sulle sostanze si riferiscono a residui potenziali la cui presenza ed entità variano in base al capo, al trattamento e alla provenienza.</em></p>
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			</item>
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		<title>Cosa si nasconde nei «gatti» di polvere?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/cosa-si-nasconde-nei-gatti-di-polvere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 13:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, nei cumuli di polvere che si ammassano agli angoli delle stanze e sotto ai letti c&#8217;è un serbatoio di sostanze chimiche, anche tossiche Secondo la Hayward Score&#160;«ciò che chiamiamo &#8220;polvere&#8221; è in realtà una combinazione complessa di particelle, peli, polline, fibre, metalli pesanti, sostanze chimiche, spore di muffe e altro ancora». [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38482" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Gatti_di_polvere.jpg" alt="" width="798" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Gatti_di_polvere.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Gatti_di_polvere-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Gatti_di_polvere-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, nei cumuli di polvere che si ammassano agli angoli delle stanze e sotto ai letti c&#8217;è un serbatoio di sostanze chimiche, anche tossiche</p>
<p>  <span id="more-38483"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la <a href="https://www.haywardscore.com/articles/what-chemicals-are-in-your-dust/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Hayward Score</em></a>&nbsp;«ciò che chiamiamo &#8220;polvere&#8221; è in realtà una combinazione complessa di particelle, peli, polline, fibre, metalli pesanti, sostanze chimiche, spore di muffe e altro ancora». Dovremmo pensarci ogni volta che vediamo un «gattino» di polvere che si nasconde da qualche parte della nostra casa e che raccoglie in sé tutta la sporcizia che gli si accumula intorno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo racconta di uno <a href="https://pubs.acs.org/doi/full/10.1021/acs.est.6b02023" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;di qualche tempo fa, che ha analizzato la presenza di prodotti chimici nella polvere, raccontando come non si può essere certi degli effetti sulla salute che alcuni di questi composti possono avere. L&#8217;ambiente interno alla polvere, secondo questo studio, è un «paradiso per le sostanze chimiche associate a tossicità riproduttiva e dello sviluppo, disturbi endocrini, cancro e altri effetti sulla salute».</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>team</em> della <em>Hayward Score</em> ha, quindi, stilato una lista di buone raccomandazioni per ridurre l&#8217;esposizione a sostanze chimiche dannose:</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;&#8211; rendere le superfici «pulibili» e sgombrare lo spazio, al fine di ridurre i punti di raccolta della polvere;<br />&nbsp;&#8211; lavarsi le mani e farle lavare ai bambini frequentemente e sempre prima di mangiare, usando un sapone normale, non antibatterico;<br />&nbsp;&#8211; spolverare regolarmente le superfici con una microfibra lavabile umida o un panno elettrostatico;<br />&nbsp;&#8211; pulire regolarmente i pavimenti con un panno in microfibra lavabile umido o un panno elettrostatico;<br />&nbsp;&#8211; aspirare regolarmente i tappeti con una filtrazione ad aria ad alta efficienza (tipo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filtro_HEPA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">HEPA</a>);<br />&nbsp;&#8211; sostituire il filtro dell&#8217;aria del forno con un MERV 11 (o equivalente);<br />&nbsp;&#8211; acquistare un purificatore d&#8217;aria con un filtro a carbone.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>La sostanza misteriosa trovata sulla Luna</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/la-sostanza-misteriosa-trovata-sulla-luna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 22:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cratere]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazioni lunari]]></category>
		<category><![CDATA[lander lunare]]></category>
		<category><![CDATA[Luna]]></category>
		<category><![CDATA[meteoriti]]></category>
		<category><![CDATA[mistero]]></category>
		<category><![CDATA[sostanza gelatinosa]]></category>
		<category><![CDATA[Sostanze chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[vetro lunare]]></category>
		<category><![CDATA[Yutu-2]]></category>
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					<description><![CDATA[Il lander lunare cinese manda nuove immagini del materiale colorato e strano che ha trovato vicino a un cratere Il lander lunare cinese Yutu-2 ha appena inviato nuove immagini di una strana sostanza trovata in un piccolo cratere sul lato nascosto della Luna. Già il mese scorso, la squadra dietro il rover lunare aveva raccontato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38336" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Luna_CUT.jpg" alt="" width="800" height="414" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Luna_CUT.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Luna_CUT-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Luna_CUT-768x397.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il lander lunare cinese manda nuove immagini del materiale colorato e strano che ha trovato vicino a un cratere</p>
<p>  <span id="more-38337"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il lander lunare cinese <em>Yutu-2</em> ha appena inviato nuove immagini di una strana sostanza trovata in un piccolo cratere sul lato nascosto della Luna. Già il mese scorso, la squadra dietro il rover lunare aveva raccontato di aver trovato una <strong>sostanza misteriosa e colorata sulla Luna</strong>, un materiale con una forma e un colore significativamente diversi dal terreno lunare circostante.</p>
<p style="text-align: justify;">In un <a href="https://mp.weixin.qq.com/s/c7edQwOcN0gL9lQuylWRCA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">post</a>,&nbsp;pubblicato dal <em>team</em> di recente, vengono mostrate nuove immagini della <strong>strana sostanza gelatinosa</strong> che, però, trovandosi nel bel mezzo del cratere, non è di facile raggiungimento – le immagini sono state scattate dalla telecamera che si trova sul rover per evitare che il macchinario si scontri con degli ostacoli (insieme alle notizie sulla sostanza trovata, infatti, il post racconta anche come il team di Yutu-2 si è avvicinato con cura al cratere per analizzare il campione, nonostante i rischi).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immagine più chiara mostra due delle sei ruote del rover e il contenuto di un cratere largo circa 2 metri. Ovviamente lo scatto è compresso e in bianco e nero – lo spazio rettangolare verde e il cerchio rosso visibili all&#8217;interno sono probabilmente correlati al campo visivo dello strumento, più che alla sostanza stessa, dicono alcuni scienziati lunari.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi di cosa si tratta? La migliore <strong>ipotesi</strong> che abbiamo finora è <strong>che sia un pezzo di vetro lunare che si è formato durante un impatto meteorico</strong>, ma gli scienziati non possono esserne certi.<br />È probabile che in futuro i ricercatori cinesi rilasceranno altre immagini e altre letture spettrometriche della misteriosa sostanza, in modo da poterne sapere di più.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nuovi motivi per smettere di fumare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/nuovi-motivi-per-smettere-di-fumare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 11:44:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[mozziconi]]></category>
		<category><![CDATA[sigaretta]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento]]></category>
		<category><![CDATA[smettere di fumare]]></category>
		<category><![CDATA[Sostanze chimiche]]></category>
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					<description><![CDATA[I mozziconi di sigaretta sono in cima alla classifiche come tipo di rifiuto che inquina e influiscono anche sulla crescita delle piante Quando ci concentriamo nella nostra lotta contro la plastica, gli oggetti non riciclabili, le cannucce, le buste e quant&#8217;altro, dimentichiamo spesso di prendercela con il primo inquinatore al mondo: i mozziconi di sigaretta. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38094" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_mozziconi_di_sigaretta.jpg" alt="" class="caption" title="Mozziconi di sigaretta abbandonati sulla spiaggia" width="796" height="435" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_mozziconi_di_sigaretta.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_mozziconi_di_sigaretta-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_mozziconi_di_sigaretta-768x420.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" />
<p>I mozziconi di sigaretta sono in cima alla classifiche come tipo di rifiuto che inquina e influiscono anche sulla crescita delle piante</p>
<p>  <span id="more-38095"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Quando ci concentriamo nella nostra lotta contro la plastica, gli oggetti non riciclabili, le cannucce, le buste e quant&#8217;altro, dimentichiamo spesso di prendercela con il primo inquinatore al mondo: i mozziconi di sigaretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pezzo di sigaretta che rimane quando abbiamo finito di fumare, infatti, è in cima alle classifiche per quanto riguarda gli articoli che generano la maggior quantità di rifiuti. <br />Forse ci facciamo meno caso perché sono di piccole dimensioni, ma di fatto due sigarette su tre vengono semplicemente gettate a terra anziché smaltite correttamente. Ciò raggiunge fino a 4,5 trilioni (un trilione è un miliardo di miliardi) di mozziconi di sigarette ogni anno che si accumulano in parchi, città e oceani. In Europa ci sono casi di città virtuose, come Parigi, che <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/cigarette-a-parigi-usare-la-strada-come-portacenere-costera-35.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno dichiarato guerra ai fumatori che gettano le cicche per strada</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una nuova ricerca arriva a dirci, però, che i mozziconi non sono solo antiestetici e inquinanti: stanno anche incidendo negativamente sulla vita delle piante. Lo <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0147651319307481?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato su <em>Ecotoxicology and Environmental Safety</em> ha confrontato le piante coltivate in terreni contenenti mozziconi di sigaretta con un gruppo di piante di controllo coltivate senza la presenza dei mozziconi e ha riscontrato una differenza significativa: le prime, infatti, avevano germogli più brevi del 25%, con una biomassa radicale più piccola del 60%.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se sono biodegradabili, le sigarette possono richiedere anni per decomporsi e, mentre questi anni passano, i mozziconi abbandonati, che sono pieni di sostanze chimiche che tutti sanno essere tossiche e cancerogene, inquinano la vita del pianeta e delle piante.</p>
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		<title>Il popcorn da micronde? Molto pericoloso</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/il-popcorn-da-micronde-molto-pericoloso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 12:33:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[microonde]]></category>
		<category><![CDATA[pop corn]]></category>
		<category><![CDATA[popcorn]]></category>
		<category><![CDATA[Sostanze chimiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Prodotti chimici fluorurati nei sacchetti di popcorn da microonde Pensaci due volte prima di prendere una busta di popcorn a microonde, anche se si tratta di mais biologico. I sacchetti, infatti, sono rivestiti con sostanze chimiche fluorurate, che possono entrare nel corpo attraverso l&#8217;ingestione o l&#8217;inalazione. Il fluoro è una neurotossina che è stata anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37721" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/04/images_popcorn-1587092_960_720.jpg" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/04/images_popcorn-1587092_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/04/images_popcorn-1587092_960_720-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/04/images_popcorn-1587092_960_720-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Prodotti chimici fluorurati nei sacchetti di popcorn da microonde</p>
<p>  <span id="more-37722"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Pensaci due volte prima di prendere una busta di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36868" target="_blank" rel="noopener noreferrer">popcorn a microonde</a>, anche se si tratta di mais biologico. I sacchetti, infatti, <a href="https://www.naturalblaze.com/2017/01/microwaved-popcorn-fluoride-healthy-alternative.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sono rivestiti con sostanze chimiche fluorurate</a>, che possono entrare nel corpo attraverso l&#8217;ingestione o l&#8217;inalazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fluoro è una neurotossina che è stata anche collegata al cancro, ai disturbi ossei, alla depressione, al disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), alla disfunzione tiroidea e ad altri disturbi ormonali. La forma di fluoruro trovata nelle buste di popcorn a microonde è nota come fluorotelomero: le aziende utilizzano queste sostanze per proteggere i sacchetti di carta dal degrado, quando vengono a contatto con l&#8217;olio bollente. Ma i ricercatori hanno scoperto che, anche durante il normale utilizzo, i fluorotelomeri nei sacchetti di popcorn a microonde si scindono nei prodotti chimici PFOA e PFOS. PFOA e PFOS, una più ampia famiglia di prodotti chimici noti come composti perfluorurati (PFC), o &#8220;prodotti chimici di Teflon&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa c&#8217;è di così spaventoso nei PFC? Molto. Le sostanze chimiche sono state collegate a effetti avversi sulla salute, tra cui la disfunzione ormonale, disfunzione tiroidea, cancro, difetti alla nascita, peso alla nascita ridotto, infiammazione del fegato, indebolimento della funzione immunitaria, elevati livelli di colesterolo LDL (&#8220;cattivo&#8221;), menopausa precoce, artrite, malattie cardiache e ictus .</p>
<p style="text-align: justify;">I PFC si trovano in più di 200 prodotti di consumo, tra cui le pentole antiaderenti. Quando le padelle raggiungono temperature fino a 325 gradi, queste sostanze chimiche PFC si aerosolizzano e possono uccidere gli uccelli domestici, proprio come accadeva al &#8220;canarino nella miniera di carbone&#8221;. Nell&#8217;uomo, l&#8217;esposizione a queste sostanze inalate può produrre una sindrome nota come &#8220;influenza teflonica&#8221; “.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfortunatamente, l&#8217;esposizione ai PFC oggi non è completamente evitabile. Inoltre, poiché i prodotti chimici si bioaccumulano e resistono al degrado, quasi tutti gli esseri umani li portano nei loro corpi. Questo non significa che non abbia senso evitarli: al contrario, rende più importante che mai non aumentare inutilmente il peso corporeo di queste sostanze chimiche pericolose.</p>
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		<title>Sostanze chimiche pericolose nell&#8217;abbigliamento e nell&#8217;attrezzistica outdoor</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/sostanze-chimiche-pericolose-nell-abbigliamento-e-nell-attrezzistica-outdoor/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 13:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[perfluorurati]]></category>
		<category><![CDATA[polifluorurati]]></category>
		<category><![CDATA[Sostanze chimiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Un rapporto di Greenpeace per far luce sulle aziende che vendono i prodotti da indossare per sfuggire all&#8217;inquinamento che, a quanto pare, sono inquinanti Continuiamo a muoverci per il mondo sommersi dai soliti paradossi: pensiamo che fare una passeggiata in mezzo alla natura sia un ottimo modo per sfuggire all&#8217;inquinamento della città e prendere un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30617" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_Abbigliamento_outdoor_tossico-17592-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Un rapporto di Greenpeace per far luce sulle aziende che vendono i prodotti da indossare per sfuggire all&#8217;inquinamento che, a quanto pare, sono inquinanti<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30618"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Continuiamo a muoverci per il mondo sommersi dai soliti paradossi: pensiamo che fare una passeggiata in mezzo alla natura sia un ottimo modo per sfuggire all&#8217;inquinamento della città e prendere un po&#8217; d&#8217;aria fresca; poi, però – purtroppo – si scopre che gli equipaggiamenti ai quali gli appassionati di sport outdoor si affidano per stare al caldo, all&#8217;asciutto e al sicuro, nascondono elementi che possono danneggiare gli ambienti incontaminati che si stanno esplorando. </span></p>
<p>L&#8217;associazione ambientalista <a href="http://www.greenpeace.org/international/en/publications/Campaign-reports/Toxics-reports/Leaving-Traces/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Greenpeace ha recentemente pubblicato un rapporto</a> nel quale racconta dei test che hanno mostrato la presenza di sostanze chimiche in queste attrezzature: su 40 campioni, ben 36 (tra abbigliamento, calzature, zaini, tende e sacchi a pelo di una serie di marchi diversi) sono risultati essere composti da prodotti chimici  perfluorurati e polifluorurati (PFC). Questi composti sono utilizzati per il trattamento delle superfici, per renderle resistenti all&#8217;acqua e allo sporco, ma queste sostanze chimiche sono dannose per l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente. </p>
<p>Lo scorso settembre, Greenpeace ha chiesto ai rivenditori di rivelare se i prodotti chimici erano stati utilizzati e, dal momento che i rivenditori non confermato questa eventualità, l&#8217;associazione ha chiesto al pubblico di votare per scegliere i prodotti sui quali si sarebbero effettuati i test (è sulla base di questa votazione che sono stati selezionati i 40 articoli da controllare). Alla luce dei risultati, è stato chiesto ai marchi l&#8217;eliminazione graduale – entro il 2020 – di queste sostanze dal loro processo produttivo.</p>
<p>Il rapporto di Greenpeace, pubblicato il 26 gennaio di quest&#8217;anno, mette in guardia contro l&#8217;impatto ambientale della PFC, visto che queste sostanze possono rimanere nell&#8217;ambiente per molti anni dopo il loro rilascio e, infatti, sono disperse per tutto il globo (anche in posti impensabili: luoghi remoti, fegati degli orsi, sangue umano).</p>
<p>Il fatto che almeno 4 dei campioni siano risultati liberi da questi prodotti chimici (si tratta delle giacche di Vaude e Jack Wolfskin, di uno zaino di Haglöfs, e un paio di guanti di The North Face) dà speranza: dimostra che una produzione «sana» è possibile, che esiste un futuro verde per questo settore, per far sì che contribuisca davvero a legare le persone con la natura.</p>
<p>E.C.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=11359" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecoinvenzioni: la stampante che ricicla i vecchi vestiti</a></p>
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