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	<title>pesca &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Il Giappone ha deciso di riversare l’acqua contaminata di Fukushima nel mare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/il-giappone-ha-deciso-di-riversare-lacqua-contaminata-di-fukushima-nel-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 07:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua contaminata]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<category><![CDATA[pesca]]></category>
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					<description><![CDATA[Parliamo di più di 1 milione di tonnellate di acqua contaminata Il governo giapponese ha annunciato la sua decisione: più di 1 milione di tonnellate di acqua contaminata dalla stazione nucleare distrutta di Fukushima verrà riversata in mare. Come è noto, il disastro nucleare di Fukushima Daiichi avvenne a seguito di un terremoto di magnitudo 9 e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-95642" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/pond-3776437_1280-e1618471459530.jpg" alt="acqua contaminata" width="800" height="531" /></h3>
<h3>Parliamo di più di 1 milione di tonnellate di acqua contaminata</h3>
<p><span id="more-95641"></span></p>
<p>Il governo giapponese ha <a href="http://www.asahi.com/ajw/articles/14329638" target="_blank" rel="noopener noreferrer">annunciato </a>la sua decisione: <strong>più di 1 milione di tonnellate di acqua contaminata dalla stazione nucleare distrutta di Fukushima verrà riversata in mare</strong>.</p>
<p>Come è noto, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_nucleare_di_Fukushima_Dai-ichi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disastro nucleare di Fukushima Daiichi</a> avvenne a seguito di un terremoto di magnitudo 9 e successivo tsunami avvenuto l&#8217;11 marzo 2011 che causò la <strong>perdita di controllo di tre reattori con emissioni di radiazioni e esplosioni</strong> e generò l&#8217;accumulo dell&#8217;enorme quantitativo di acqua da parte dell&#8217;azienda Tokyo Electric Power Co. (Tepco) che gestisce l’impianto e che aveva usato l&#8217;acqua per raffreddare i reattori.</p>
<h4>La Corea del Sud si è opposta con forza a questa decisione.</h4>
<p>E la Cina ha chiesto di non farlo senza l&#8217;autorizzazione &#8220;da parte di altri Paesi e dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica (Aiea)&#8221;, come spiega <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/04/13/fukushima-via-libera-tokyo-a-rilascio-acqua-contaminata-in-mare_a37a0d0f-057f-4d67-892d-b01163e6ebd8.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ANSA</a>. Anche <strong>Greenpeace Giappone ha fatto sapere di essere contraria a una decisione che ignora tutti i rischi</strong> che il rilascio può comportare, compresi forti ripercussioni sull&#8217;industria della pesca di Fukushima, che da anni si oppone a un simile passo.</p>
<h4>Il lavoro per rilasciare l&#8217;acqua inizierà tra circa due anni, ha detto il governo.</h4>
<p>E si prevede che l&#8217;intero processo richiederà decenni – che è uno dei motivi per cui lo smaltimento dell&#8217;acqua contaminata dall&#8217;impianto di Fukushima Daiichi si è rivelato un problema spinoso per il Giappone.</p>
<p>&#8220;Sulla base del rigoroso rispetto degli standard normativi che sono stati stabiliti, selezioniamo il rilascio oceanico&#8221;, ha detto il governo in una dichiarazione – che vuol dire che l&#8217;acqua sarà nuovamente filtrata per rimuovere gli isotopi nocivi e sarà diluita per soddisfare gli standard internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le vongole? Un pericolo per l’ambiente se pescate con le draghe idrauliche</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-vongole-un-pericolo-per-l-ambiente-se-pescate-con-le-draghe-idrauliche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 07:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Draghe idrauliche]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Greenpeace contro MSC: le draghe idrauliche comportano un notevole impatto sugli habitat marini Le imbarcazioni usate per la pesca delle vongole potrebbero ottenere un marchio di sostenibilità ambientale da parte del MSC (Marine Stewardship Council), una scelta non condivisa da Greenpeace. Il marchio internazionale di certificazione dei prodotti ittici sostenibili aveva infatti avviato all&#8217;inizio dell&#8217;anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34657" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_draghe_idrauliche.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_draghe_idrauliche.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_draghe_idrauliche-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_draghe_idrauliche-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Greenpeace contro MSC: le draghe idrauliche comportano un notevole impatto sugli habitat marini</p>
<p>  <span id="more-34658"></span>  </p>
<p>Le imbarcazioni usate per la pesca delle vongole potrebbero ottenere un marchio di sostenibilità ambientale da parte del MSC (<a href="https://www.msc.org/it?set_language=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marine Stewardship Council</a>), una scelta non condivisa da <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/La-sostenibilita-ambientale-delle-draghe-idrauliche-Non-esiste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Greenpeace</a>.</p>
<p>Il marchio internazionale di certificazione dei prodotti ittici sostenibili aveva infatti avviato all&#8217;inizio dell&#8217;anno un processo di valutazione per la certificazione delle vongole della laguna veneta. Per Greenpeace le “vongolare” o “draghe idrauliche”, comportano un notevole impatto sugli habitat marini e gli altri organismi che li popolano.<br />Si tratta infatti di una struttura rigida trainata sui fondali che emette potenti getti d&#8217;acqua in modo da smuovere la sabbia e catturare i molluschi.</p>
<p>&#8220;Un marchio di sostenibilità per le draghe idrauliche &#8211; dichiara Serena Maso, campaigner Mare Greenpeace Italia &#8211; sarebbe una vera e propria beffa, a danno non solo dei consumatori e dell&#8217;ambiente, ma anche di quei pescatori che realmente praticano una pesca sostenibile e che ora potrebbero vedere queste flotte distruttive equiparate alla pesca artigianale&#8221;.</p>
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		<title>È la giornata mondiale delle tartarughe marine. Ancora troppe sono vittime delle reti da pesca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 08:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Tararughe]]></category>
		<category><![CDATA[Tartalife]]></category>
		<category><![CDATA[tartaruga]]></category>
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					<description><![CDATA[Le tartarughe sono tra le vittime della pesca, ma grazie al progetto europeo #Tartalife le cose stanno cambiando Purtroppo sono 50mila le tartarughe che ogni anno rimangono intrappoalte nelle reti da pesca ogni anno nei nostri mari. Solo una su cinque riesce a sopravvivere. I pescatori tendono a liberarle in mare, e alcune vengono curate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33972" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_Giornata_mondiale_tartaruga.jpg" alt="" width="550" height="314" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Giornata_mondiale_tartaruga.jpg 550w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Giornata_mondiale_tartaruga-300x171.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<p>Le tartarughe sono tra le vittime della pesca, ma grazie al progetto europeo #Tartalife le cose stanno cambiando</p>
<p>  <span id="more-33973"></span>  </p>
<p>Purtroppo sono 50mila le tartarughe che ogni anno rimangono intrappoalte nelle reti da pesca ogni anno nei nostri mari. Solo una su cinque riesce a sopravvivere.</p>
<p>I pescatori tendono a liberarle in mare, e alcune vengono curate nei centri di recupero che si trovano lungo i nostri litorali.<br />Sono i dati diffusi da Legambiente in occasione della Giornata mondiale delle tartarughe marine che si celebra il 16 giugno e che vedrà il rilascio in mare di alcuni esemplari.</p>
<p>In campo per la salvaguardia di questi animali c’è anche il progetto europeo <a href="http://www.tartalife.eu/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tartalife</a>, condotto in collaborazione con i pescatori e promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare. Tartalife si prefigge di ridurre la mortalità della tartaruga marina Caretta caretta indotta dalle attività di pesca attraverso la diffusione di soluzioni tecniche innovative, la formazione dei pescatori e il rafforzamento dei Presidi di recupero/primo soccorso.</p>
<p>Il rischio maggiore per le tartarughe è rappresentato dalle reti da posta utilizzate dalla piccola pesca costiera e dalle reti a strascico, responsabili di 20mila episodi di cattura ciascuno. Tra gli attrezzi da pesca più pericolosi troviamo anche i palangari.</p>
<p>Ma c’è una buona notizia: la situazione sta migliorando: “il 70-80% delle tartarughe catturate con reti a strascico ha ottime possibilità di sopravvivenza nel momento in cui i pescatori adottano le procedure che TartaLife sta divulgando attraverso i corsi di formazione”, spiega Alessandro Lucchetti del CNR-ISMAR.</p>
<p>Anche la nidificazione migliora sulle spiagge della penisola, grazie ai 58 nidi monitorati da Legambiente la scorsa estate.</p>
<p>Per festeggiare la Giornata, alle isole Egadi sarà rilasciata in mare la tartaruga Cassiopea, curata per ingestione di plastiche nel centro di Favignana, e la tartaruga Charlotte nel parco dell&#8217;Asinara. Altri esemplari saranno rilasciati nei giorni successivi a Rimini e a Manfredonia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Eolie: “scontro” tra delfini e pescatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 09:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[eolie]]></category>
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					<description><![CDATA[I delfini danneggiano le reti e mangiano il pescato. Si cerca una soluzione anche a livello europeo Si fa sempre più dura la convivenza tra delfini e pescatori alle isole Eolie: i cetacei danneggiano le reti e mangiano quasi tutto il pescato. Per questo i pescatori hanno deciso di sospendere la pesca. Un centinaio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33599" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_delfini_eolie.jpg" alt="" width="720" height="478" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_delfini_eolie.jpg 720w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_delfini_eolie-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>I delfini danneggiano le reti e mangiano il pescato. Si cerca una soluzione anche a livello europeo</p>
<p>  <span id="more-33600"></span>  </p>
<p>Si fa sempre più dura la convivenza tra delfini e pescatori alle isole Eolie: i cetacei danneggiano le reti e mangiano quasi tutto il pescato. Per questo i pescatori hanno deciso di sospendere la pesca. Un centinaio di operatori del settore, con mogli e figli, hanno partecipato stamane nella sala consiliare del Comune alla riunione indetta dal Consorzio Cogepa presieduto da Salvatore Rijtano.</p>
<p>&#8220;La pesca è crollata del 70% &#8211; ha sottolineato Rijtano &#8211; non siamo contro i delfini ma una soluzione al problema va trovata&#8221;.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro, come riporta l’Ansa, sono intervenuti anche il sindaco Marco Giorgianni, il presidente del consiglio Adolfo Sabatini ed il rappresentante della categoria Antonio Gugliotta.</p>
<p>La palla ora passa a Bruxelles. La questione sarà affrontata mercoledi&#8217; 5 aprile al Parlamento Europeo in commissione Pesca.</p>
<p>Si stanno studiando anche alcuni sistemi per ovviare al problema come ad esempio l&#8217;installazione di sistemi acustici per tenere i delfini a distanza dai motopesca.</p>
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		<item>
		<title>Crisi della pesca nell’Adriatico: -54% in 5 anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/crisi-della-pesca-nell-adriatico-54-in-5-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 11:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[La pesca del merluzzo è cinque volte oltre al limite di sostenibilità La pesca nel Mediterraneo prosegue a ritmi difficilmente sostenibili nel lungo periodo e già si assiste a una consistente diminuzione. Nel nostro mare Adriatico si registra un crollo del 21% delle catture della pesca italiana. Ma questa è solo una media: per alcune [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33038" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_Pesca_Adriatico.jpg" alt="" width="600" height="327" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Pesca_Adriatico.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Pesca_Adriatico-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>La pesca del merluzzo è cinque volte oltre al limite di sostenibilità</p>
<p>  <span id="more-33039"></span>  </p>
<p>La pesca nel Mediterraneo prosegue a ritmi difficilmente sostenibili nel lungo periodo e già si assiste a una consistente diminuzione.</p>
<p>Nel nostro mare Adriatico si registra un crollo del 21% delle catture della pesca italiana. Ma questa è solo una media: per alcune specie molto richieste la flessione è ben maggiore: si parla di un -45% per il nasello (tra il 2006 e il 2014) e addirittura di un -54% per lo scampo in soli 5 anni (2009-2014).</p>
<p>E ricordiamo che l’Adriatico sostiene la metà della pesca italiana e in questo bacino si concentra quasi la metà della flotta del nostro paese.</p>
<p>Questi dati preoccupanti sono stata diffusi dalla Commissione europea per lanciare l’allarme. Se continuiamo così non c’è futuro per il nostro mare.</p>
<p>La colpa di questo stato è della pesca intensiva che ha ha causato lo sfruttamento eccessivo di tutti gli stock ittici dell’Adriatico. Inoltre questa pratica ha alterato l’ecosistema causando la crisi della pesca. Ad esempio il merluzzo è pescato oltre cinque volte la soglia di sostenibilità.</p>
<p>Secondo un recente sondaggio condotto da Greenpeace, ripreso dall’Adnkronos, il merluzzo, dopo il tonno, è infatti il pesce preferito dagli italiani, acquistato dal 71% dei consumatori. La pesca a strascico insiste anche su aree particolarmente vulnerabili come la Fossa di Pomo, una depressione in centro Adriatico dove si trova la più importante zona di riproduzione (nursery) di scampi e nasello di tutto l’Adriatico.</p>
<p>“L’elevato sfruttamento dell’Adriatico – dice Domitilla Senni, portavoce dell’Adriatic Recovery Project &#8211; ha reso questo mare uno dei più impattati al mondo. Consentire la pesca a strascico in una delle sue zone più vulnerabili, come la Fossa di Pomo, dimostra il grado di miopia del governo italiano, che sta condannando l’Adriatico ad una rapida desertificazione”.</p>
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		<title>Attenzione al pesce proveniente dall&#8217;Antartico!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 08:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antartico]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[I batteri del mare a sud del mondo potrebbero contaminare i pesci con una pericolosa forma di mercurio La problematica dell&#8217;inquinamento in Antartico può sembrare un affare molto lontano da noi ma, in realtà, dovrebbe avere la nostra attenzione: tutti gli amanti del pesce dovrebbero guardarsi bene dalla possibile contaminazione del mercurio che, provenendo dai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32456" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/10/images_antarctic.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_antarctic.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_antarctic-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_antarctic-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>I batteri del mare a sud del mondo potrebbero contaminare i pesci con una pericolosa forma di mercurio</p>
<p>  <span id="more-32457"></span>  </p>
<p>La problematica dell&#8217;inquinamento in Antartico può sembrare un affare molto lontano da noi ma, in realtà, dovrebbe avere la nostra attenzione: tutti gli amanti del pesce dovrebbero guardarsi bene dalla possibile contaminazione del mercurio che, provenendo dai mari del sud, potrebbe trovare la strada dei loro piatti. Una ricerca, infatti, mostra come un certo tipo di batteri del ghiaccio può convertire il mercurio in una neurotossina ancora più potente che è dannosa per l&#8217;ambiente, la vita marina e anche le formazioni più in alto nella catena alimentare.</p>
<p>Uno <a href="http://www.nature.com/articles/nmicrobiol2016127" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> pubblicato sulla rivista Nature ha raccontato come il batterio Nitrospina stia trasformando il mercurio in metilmercurio, una sostanza che può causare disturbi dello sviluppo nei neonati e nei bambini. Attraverso la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biomagnificazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">biomagnificazione</a> &nbsp;– ovvero la concentrazione di una sostanza nel tessuto adiposo degli animali che vengono poi consumati da animali più grandi –, la tossina può facilmente farsi strada nella catena alimentare umana e devastarla.</p>
<p>Il mercurio può accumularsi nell&#8217;ambiente sia naturalmente, per esempio con le eruzioni vulcaniche, sia artificialmente, per esempio con la combustione dei fossili o la fusione dell&#8217;oro. Per questo, la scoperta di questo suo processo di conversione in metilmercurio nel sud del mondo è molto importante: perché solleva questioni circa l&#8217;inquinamento in tutto il globo, tanto più che il pianeta non fa altro che surriscaldarsi.</p>
<p>Inoltre, il grande consumo di pesce fa sì che, quando gli stock ittici sono esauriti, è nei mari del sud che le aziende vanno a cercare: è importante, dunque, che questa ricerca per capire cosa succede non si fermi.</p>
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		<title>La app che ti dice quale pesce stai comprando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 10:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco una app che ci aiuta a scegliere il pesce e ad evitare frodi Vi è mai capitato di essere davanti a un pesce che non conoscete? Magari buono, magari fresco, ma che non avete mai visto. Per evitare dubbi, e soprattutto frodi, c&#8217;è una nuova app: si chiama &#8220;Che pesce sono?&#8221; ed è stata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32292" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_Che_pesce_%C3%A8_APP.jpg" alt="" width="1024" height="683" /></p>
<p>Ecco una app che ci aiuta a scegliere il pesce e ad evitare frodi</p>
<p>  <span id="more-32293"></span>  </p>
<p>Vi è mai capitato di essere davanti a un pesce che non conoscete? Magari buono, magari fresco, ma che non avete mai visto. Per evitare dubbi, e soprattutto frodi, c&#8217;è una nuova app: si chiama &#8220;Che pesce sono?&#8221; ed è stata realizzata da Federcoopesca-Confcooperative con il contributo del Ministero delle Politiche agricole.</p>
<p>Per aiutarci nella scelta del pesce, oltre al tipo, ci saprà dare altre informazioni utili:</p>
<ul>
<li>è un pesce di stagione?</li>
<li>qual è la taglia minima commercializzabile?</li>
<li>quali sono le proprietà nutrizionali?</li>
</ul>
<p>Ricordiamo che il pesce è uno dei dieci prodotti più coinvolti nelle frodi in Europa. Il 72% di queste frodi riguardano proprio l’etichettatura e la tracciabilità.</p>
<p>Questa app si propone come un pratico e rapido strumento di verifica dei propri acquisti e rappresenta un database di indicazioni utili ai fini di un acquisto consapevole.</p>
<p><a href="https://itunes.apple.com/it/app/che-pesce-sono/id1126119540?mt=8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica Che pesce sono? per iPhone</a></p>
<p><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=it.rmdtmsoft.aisic" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica Che pesce sono per Android</a></p>
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		<title>Stop alla pesca nell&#8217;Adriatico: 43 giorni senza pesce fresco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/stop-alla-pesca-nell-adriatico-43-giorni-senza-pesce-fresco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 09:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizia la stagione del fermo pesca: il primo tratto interessato va da Trieste a Rimini La pesca nell&#8217;Adriatico si ferma fino al 5 settembre nel tratto di costa che va da Trieste a Rimini: sono gli effetti del fermo pesca biologico, attuato durante i periodi riproduttivi dei principali pesci presenti nei mari. È una misura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31955" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Pesca_adriatico.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Pesca_adriatico.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Pesca_adriatico-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Pesca_adriatico-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Inizia la stagione del fermo pesca: il primo tratto interessato va da Trieste a Rimini</p>
<p>  <span id="more-31956"></span>  </p>
<p>La pesca nell&#8217;Adriatico si ferma fino al 5 settembre nel tratto di costa che va da Trieste a Rimini: sono gli effetti del fermo pesca biologico, attuato durante i periodi riproduttivi dei principali pesci presenti nei mari. È una misura presa a salvaguardia della fauna marina.</p>
<p>In questo periodo, spiega Coldiretti, si corrono alcuni rischi: &#8216;ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare.&#8217;</p>
<p>Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è dunque di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si può anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica.</p>
<p>Secondo Coldiretti Impresapesca, &#8216;l’attuale format del fermo pesca, inaugurato esattamente 30 anni fa, ha ampiamente dimostrato di essere inadeguato, poiché non tiene conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo, mentre per la maggior parte delle altre si verifica in date differenti durante il resto dell’anno. Da qui la proposta di Coldiretti Impresapesca di differenziare il blocco delle attività a seconda delle specie, mentre le imprese ittiche potrebbero scegliere ciascuna quando fermarsi in un periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 ottobre.&#8217;</p>
<p>Ecco il calendario del fermo pesca nelle altre zone d&#8217;Italia: il 16 agosto ci sarà lo stop alle attività per il centro e sud Adriatico, da Pesaro a Bari, che riprenderanno il 27 settembre. Il 19 settembre si fermeranno i pescherecci a partire da Brindisi, Ionio e Tirreno (fino al 18 ottobre), mentre Sardegna e Sicilia decideranno autonomamente, con uno stop di almeno trenta giorni nel rispetto dei periodi previsti dai piani di gestione.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=22630" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pesca: un giovane spagnolo inventa le reti biodegradabili e geolocalizzabili.</a></p>
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		<title>In arrivo un miliardo di euro per la pesca italiana</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/in-arrivo-un-miliardo-di-euro-per-la-pesca-italiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 15:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[ministero politiche agricole]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
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					<description><![CDATA[Approvato dalla Commissione europea il programma operativo nazionale Il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), unito a risorse nazionali, verrà utilizzato per finanziare progetti di innovazione, crescita e sviluppo della pesca nel nostro paese. Le priorità sono le attività di pesca e acquacoltura sostenibili in termini di consumo di risorse, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29882" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_pesca-17213-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Approvato dalla Commissione europea il programma operativo nazionale<br /></span></p>
<p>  <span id="more-29883"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), unito a risorse nazionali, verrà utilizzato per finanziare progetti di innovazione, crescita e sviluppo della pesca nel nostro paese.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Le priorità sono le attività di pesca e acquacoltura sostenibili in termini di consumo di risorse, ma anche innovative e competitive. Il fine di questo sviluppo è anche sociale dato che con queste politiche si devono favorire l&#8217;aumento dell&#8217;occupazione e la coesione territoriale.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;Vogliamo mettere in azione subito &#8211; ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina &#8211; gli strumenti del nuovo Feamp approvato, per dare risorse e strumenti concreti ai pescatori italiani. Le risorse a disposizione sono importanti e il nostro primo obiettivo è quello di tutelare il reddito di chi vive di questa attività. Allo stesso tempo puntiamo su politiche sostenibili, per tutelare la biodiversità e l&#8217;integrità dei nostri mari. Per raggiungere l&#8217;obiettivo mettiamo in campo tutte le leve a disposizione, con un lavoro più sinergico con le Regioni per evitare lo spreco di risorse che abbiamo visto in passato&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;Quello dell&#8217;approvazione del piano da parte della Commissione europea è un evento di estrema importanza per il settore ittico, che attendevamo da tempo e che avviene grazie ad un attenta collaborazione del Ministero con gli uffici a Bruxelles &#8211; sottolinea  il Sottosegretario con delega alla pesca Giuseppe Castiglione-. Ora si dà la possibilità al nostro Paese di iniziare ad utilizzare il  miliardo di euro a disposizione  tra  risorse comunitarie e nazionali, per promuovere il settore della pesca e dell&#8217;acquacoltura. Investiremo nell&#8217;innovazione, nell&#8217;adeguamento tecnologico,  nella diversificazione delle  economie locali,  per promuovere l&#8217;occupazione e  il ricambio generazionale  e per consentire ai nostri operatori di affrontare con adeguati mezzi e organizzazioni un mercato di livello internazionale senza perdere le nostre tradizioni&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">A livello ministeriale ci si attende una migliore sinergia tra il Governo e le Regioni per evitare gli errori del passato che hanno comportato ritardi nell&#8217;attuazione del precedente piano e la perdita di ingenti risorse.</span></p>
<p>Ma nell&#8217;Adriatico la pesca corre dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29361" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rischi se inizieranno le estrazioni petrolifere</a>.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Pesche e nettarine di stagione: scegliamo l&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/pesche-e-nettarine-di-stagione-scegliamo-l-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 14:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[nettarine]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[pesche]]></category>
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					<description><![CDATA[Scegliamo l&#8217;Italia, l&#8217;agricoltura del Bel Paese e la qualità nostrana   Sosteniamo l&#8217;agricoltura italiana e scegliamo la qualità. É questo, in sintesi, il messaggio della seconda campagna di promozione e comunicazione istituzionale dell&#8217;Organizzazione Interprofessionale ORTOFRUTTA ITALIA ,a sostegno dei consumi di pesche e nettarine italiane, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27936" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_bg_fruttac2_pesche-16218-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Scegliamo l&#8217;Italia, l&#8217;agricoltura del Bel Paese e la qualità nostrana</p>
<p>  <span id="more-27937"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Sosteniamo l&#8217;<a href="alimentazione/agricoltura" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agricoltura</a> italiana e scegliamo la qualità. É questo, in sintesi, il messaggio della seconda campagna di promozione e comunicazione istituzionale dell&#8217;Organizzazione Interprofessionale ORTOFRUTTA ITALIA ,a sostegno dei consumi di pesche e nettarine italiane, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Anche per il 2015, quindi, l&#8217;organizzazione schiera l&#8217;intera filiera di settore a sostegno di pesche e nettarine.</p>
<p> </p>
<p>L&#8217;iniziativa di comunicazione collettiva “generica”, che ha ottenuto il patrocinio del MiPAAF connotandosi come lo strumento istituzionale dell&#8217;intera filiera e della Pubblica Amministrazione competente, richiama l&#8217;attenzione alla stagionalità, alla territorialità e alla qualità, come fattori di stimolo al consumo di pesche e nettarine nel momento giusto della stagione. Lo ricordano ai consumatori manifesti, locandine e rotair presenti dal 4 luglio al 12 settembre in migliaia di punti vendita delle principali catene della Distribuzione Moderna su tutto il territorio nazionale e, per la prima volta, nei negozi specializzati e “di prossimità” coinvolti per tramite degli Operatori Grossisti dei Mercati Agroalimentari, il che consentirà di raggiungere un numero ancora più ampio di persone.</p>
<p>&#8216;Siamo orgogliosi di proseguire questa iniziativa innovativa e concreta, che quest&#8217;anno incassa ancora maggiori adesioni, arrivando a contare fino a 4.000 punti vendita coinvolti&#8217;, spiega il Presidente di ORTOFRUTTA ITALIA Nazario Battelli. &#8220;Abbiamo concretizzato una finalità interprofessionale &#8211; continua il Presidente di ORTOFRUTTA ITALIA – in cui tutti i rappresentanti di interessi del settore ortofrutticolo si impegnano per promuovere i consumi di pesche e nettarine, sostenendo così un comparto importante per l&#8217;economia agricola nazionale, molto provato da ripetute crisi di mercato. La forza di questa sinergia  &#8211; che dopo il felice esperimento dell&#8217;anno scorso ha dato avvio, a gennaio e febbraio, a un&#8217;analoga campagna di grande successo per le arance e ha già visto deliberata, per questo autunno, una campagna per l&#8217;uva da tavola &#8211; si coglie bene nella volontarietà &#8211; prosegue Battelli &#8211; con cui, a “budget zero” le aziende della Distribuzione Moderna e gli Operatori agro-alimentari all&#8217;ingrosso si mettono a disposizione per dare un segnale importante ai consumatori italiani sui fondamentali di valorizzazione del prodotto e di stimolo al suo consumo, nel periodo di maggiore potenziale qualitativo. Un&#8217;operazione virtuosa in cui l&#8217;unione fa la forza&#8221;.</p>
<p>Facciamo un punto sui numeri. Il comparto di pesche, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20659">nettarine</a> e percoche vanta in Italia una produzione annuale di 1,3-1,5 milioni di tonnellate, confermando il nostro Paese leader a livello europeo assieme alla Spagna, dove la produzione complessiva varia da 3,5 a 3,9 milioni di tonnellate.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo decennio la superficie destinata a questo prodotto particolarmente strategico è diminuita di 20.000 ettari, principalmente negli areali produttivi del Centro e del Nord Italia. Tale riduzione non ha modificato le quantità prodotte e ha confermato il Sud del Paese principale area di coltivazione con più del 50% delle quantità complessive.</p>
<p>Le esportazioni di queste importanti drupacee rappresentano mediamente un quarto della produzione e da questo si evince l&#8217;importanza del consumo nazionale che, a fronte di una riduzione complessiva dei consumi di ortofrutta, fa registrare una leggera crescita per le nettarine. </p>
<p>L&#8217;importante rinnovamento varietale di questi anni ha infatti permesso un significativo miglioramento qualitativo in grado di rispondere alle attese dei consumatori. </p>
<p>GC</p>
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