ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Giornata mondiale contro il cancro, Bianca Balti: "Mi hanno dato della paranoica"-Dal Green Deal agli Omnibus: la nuova fase della politica ambientale europea-Bandecchi: "Nulla in comune con Vannacci, non c'entro con estrema destra"-Fvg, presentate linee guida del nuovo Piano industriale di Grado Impianti Turistici-Gonzalez (Danone): "Industria centrale per innovare nutrizione oncologica"-Tumori, De Lorenzo (Favo): "Con alimenti speciali nei Lea risparmi del 10% nella spesa del Ssn"-Sinner e le critiche dopo Australian Open: "Con partita lunga non ha più intensità"-Dati Comscore: gli italiani passano più tempo online. Rainews fa boom sui social-Usa, 700 agenti Ice saranno ritirati da Minneapolis-"Gelosia non può mai essere attenuante", la sentenza su stalking e lesioni-Morto Mario Merlino, fu tra i protagonisti di Valle Giulia-Bernini: "Frasi choc contro forze dell'ordine su muri Università di Torino, denunciamo"-Tumori, il nutrizionista: "Il 30-40% pazienti oncologici ha problemi di malnutrizione"-Washington Post annuncia licenziamenti di massa: svuotate numerose redazioni-Ungheria, condannata a 8 anni di carcere l'antifascista tedesca Maja T. "complice" di Ilaria Salis-Malattie rare, Magi (Sioh): "In prevenzione odontoiatrica fragili serve sinergia"-Fava (Inps): "Vogliamo un Istituto sempre più trasparente ed efficace"-Conte e il numero di telefono di Putin: "Non cancello ma non chiamo"-Riva (Cnel): "Puntiamo a obbligo tutela per pazienti fragili"-Askatasuna, Piantedosi: "Contro i violenti ci vuole fermo preventivo"

Ungheria, condannata a 8 anni di carcere l’antifascista tedesca Maja T. “complice” di Ilaria Salis

Condividi questo articolo:

(Adnkronos) –
Condannata a otto anni di carcere in Ungheria l'attivista antifascista tedesca Maja T., 28 anni giudicata colpevole da un tribunale di aggressione a esponenti di estrema destra in occasione della 'Giornata dell'onore', l'11 febbraio del 2023, durante una commemorazione dei soldati nazisti a Budapest. Il caso di Maja T. viene associato, per le similitudini, a quello di Ilaria Salis.  In un post su X, il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs, ha infatti definito Maja T. "complice di Ilaria Salis". "Non mi aspetto buone notizie", aveva scritto prima della sentenza Ilaria Salis in un lungo post su X. "In un Paese dove l’antifascismo è considerato terrorismo, dove il capo del governo rivendica apertamente il carattere di “democrazia illiberale” del proprio sistema politico, dove il rispetto dei diritti fondamentali e il principio di separazione dei poteri risultano sempre meno effettivi, è impensabile anche solo immaginare un processo equo contro oppositori politici. Il procedimento a carico di Maja e Gabri – come quello contro tutti gli antifascisti – è un processo farsa. Non ci sono dubbi. È un palcoscenico kafkiano su cui va in scena lo squallido spettacolo della punizione esemplare che il regime infligge ai propri nemici. Si tratta di procedimenti – spiega Salis – pesantemente condizionati, se non addirittura orchestrati, dal governo Orbán. Il quadro indiziario a carico degli imputati è estremamente labile: Maja e Gabri non sono mai stati riconosciuti, né dalle vittime né dai testimoni". "A tutto questo si aggiunge il clima di campagna elettorale in Ungheria. Per l’estrema destra orbaniana, lo 'scalpo degli antifascisti stranieri' è uno strumento di propaganda populista particolarmente efficace, funzionale a rafforzare una narrazione securitaria e repressiva nonché alimentare l’idea di un Paese assediato da nemici esterni – siano essi gli antifascisti, i migranti o persino l’Unione Europea. È in questo contesto – conclude Salis – che va letta la sentenza attesa oggi. Alla luce di tutto ciò, dobbiamo continuare a chiedere con forza che Maja, tanto più considerando l’illegalità della sua estradizione, venga trasferita in Germania e sottoposta lì a un procedimento equo. E che nessun antifascista sia estradato in Ungheria". 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Questo articolo è stato letto 1 volte.

adnkronos, ultimora

Ecoseven è un prodotto di Ecomedianet S.r.l. Direzione e redazione: Lungotevere dei Mellini n. 44 - 00193 Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 482/2010 del 31/12/2010.redazione@ecoseven.net