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L’egoismo è finito. Ecco perchè, nell’ultimo libro di Galdo

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L’egoismo e’ finito, e’ l’ultimo libro di Antonio Galdo, che Ecoseven.net ha intervistato. Lo stare insieme è la forma vincente per superare questa crisi e trovare nuovi modelli sociali ed economici

“L’egoismo è finito. La nuova civiltà dello stare insieme”, è l’ultimo libro di Antonio Galdo, direttore di www.nonsprecare.it, pubblicato con la casa editrice Einaudi. Ecoseven.net propone un’intervista video, e interpella Galdo sulle tematiche centrali del libro. Perché l’egoismo è finito? ‘Dopo molti anni in cui abbiamo regolato i nostri comportamenti con la bussola dell’io – dice Galdo ad Ecoseven.net – stiamo riscoprendo la necessità e l’importanza dello stare insieme, della comunità. Da questa crisi ne usciremo meglio, se ragioneremo con la logica del noi’.

Qual è l’esempio che più ha colpito Galdo del nuovo modo di stare insieme e di fare comunità? ‘Un prefisso in comune, cohousing, coworking non c’è nulla di ideologico in queste scelte, il cohousing, per esempio, è la possibilità di comprare una casa e di condividere gli spazi insieme; il coworking è avere una postazione di lavoro insieme, lavorare insieme a persone che lavorano nello stesso ambito. Contaminando gli spazi si contaminano anche le esperienze, le capacità; si creano dei gruppi di lavoro. Pensate che alcuni di questi ragazzi che cito nel libro hanno rinunciato ad un posto di lavoro fisso’. 

Nel libro, ‘L’egoismo è finito’, Galdo scrive di mobilità, di smart city, la smart city è una città più umana? ‘E’una città che aiuta a vincere il male oscuro di cui abbiamo sofferto della nostra epoca, il male della solitudine. Abbiamo costruito una mostruosità: la separazione tra il centro e la periferia, tra chi si muove con un mezzo proprio o usa la bicicletta o un mezzo pubblico. La città verso cui stiamo andando è la città dove si riesce meglio a stare insieme; nel libro racconto modelli di quartieri dove non esistono semafori, spazi privilegiati, esistono spazi condivisi dove non si possono superare i 30 km all’ora e dove insieme ciclisti, motociclisti e automobilisti possono convivere. Questo è il futuro delle nostre città’.

Galdo nel libro parla anche delle start up americane e cita la sua esperienza in California, dove ha potuto vedere con i suoi occhi quanto queste esperienze siano vive. Ma cosa manca all’Italia per chi vuole intraprendere e diventare imprenditore di se stesso? ‘Al nostro paese manca ancora la cultura del rischio come capacità di provarci, quello che è straordinario in Usa e nel mondo anglosassone è quello che è accaduto sotto il nome di crowdfunding: migliaia di progetti finanziati attraverso piccole somme di piccoli investitori da investitori, si va su un sito Ted si espone la propria idea, e poi i sottoscrittori partecipano a questa scommessa. Questo è un modo di sottrarsi al cappio delle banche, trovare i soldi, dare un’opportunità ai giovani, è anche un modo per stare insieme, vivere una scommessa. E la rete in questo offre un volano, è un motore che, se lo sappiamo accendere, offre grandi sorprese’.

Guarda l’intervista video ad Antonio Galdo:

 

 (Michele Guerriero)

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antonio galdo, comunità, crisi economica, non sprecare, risparmio

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