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**Filosofi: addio a John Polkinghorne, tra fede e scienza nessuna contrapposizione scandalosa**

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Londra, 13 mar. – (Adnkronos) – Il filosofo, teologo e fisico britannico John Charlton Polkinghorne, sostenitore della fine del tempo della “scandalosa” contrapposizione tra fede cristiana e ragione, è morto a Cambridge all’età di 90 anni. L’annuncio della scomparsa, avvenuta il 9 marzo, è stato dato dal Queens’ College di Cambridge, di cui è stato presidente dal 1988 al 1996. Nel 1997 era stato nominato Cavaliere dell’Ordine Impero britannico dalla regina Elisabetta ed eletto membro della Royal Society. E’ stato professore di fisica matematica alla Università di Cambridge dal 1968 al 1979, poi dimessosi dalla cattedra per studiare ed essere ordinato pastore anglicano nel 1982.

Nel 2002 gli era stato assegnato il Premio Templeton (del valore di un milione di sterline) per i contributi eccezionali nell’affermare la dimensione spirituale della vita. Nella motivazione del prestigioso riconoscimento si afferma che Polkinghorne ha provato che la fisica e la fede permettono di esplorare “con due occhi” la stessa realtà, sottolineando i suoi sforzi per sottolineare i nessi tra scienza e religione. Tra i suoi libri in italiano figurano “Il mondo dei quanti” (Garzanti, 1986), “Scienza e fede” (Mondadori, 1987), “Quark, caos e cristianesimo. Domande a scienza e fede” (Claudiana, 1997), “Credere in Dio nell’età della scienza” (Raffaello Cortina, 2000) e “Teoria dei quanti” (Codice, 2007)

John Polkinghorne, uno dei più prestigiosi teologi britannici, con la sua vasta opera (34 libri, tradotti in 18 lingue) ha inteso dimostrare la fine della contrapposizione tra fede e ragione. Nella sua doppia formazione di fisico e di uomo di chiesa, ha misurato i classici temi della teologia cristiana – la creazione, il problema del male, il destino ultimo dell’uomo – con le punte avanzate del pensiero matematico, fisico, biologico e informatico, in una sintesi estremamente originale che se da una parte ha affascinato il grande pubblico dall’altra ha stimolato anche gli studiosi innescando controversi dibattiti accademici. Come ha scritto il grande storico della scienza Owen Gingerich, quelli di Polkinghorne “sono testi di un uomo di fede che appassionano anche gli atei”.

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