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Su Npl Banca Ifis stima tasso deterioramento al 2,8% nel 2021

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Milano, 30 set. (Adnkronos) – I devastanti effetti della pandemia sono già ben evidenti nel 2020 anche se le previsioni nel 2021 sono ancora meno confortanti. Nel prossimo anno si prevede infatti un sensibile incremento dei flussi di nuovo deteriorato nei bilanci bancari, con un tasso di deterioramento in aumento dall’1,3% del 2020 al 2,8% del 2021 per effetto della contrazione economica. Dati sottolineati nel corso del all’Npl Meeting 2020 all’interno della splendida cornice di Villa Erba a Cernobbio. E’ qui che sono stati illustrati i dati del Market Watch NPL di Banca Ifis, gruppo fondato nel 1983 specializzato nei servizi alle imprese e nell’acquisizione e gestione dei crediti deteriorati, ovvero i debiti legati a mutui e prestiti bancari, chiesti da privati o società, anche per l’acquisto di automobili, elettrodomestici e bollette.

Per ora l’indice di passaggio dei crediti “buoni” o performing in “non performing” o deteriorati è in linea con il 2019 grazie, anche, ai provvedimenti di politica economica prorogati a gennaio 2021. Ma la previsione di aumento del deteriorato bancario porterà l’NPE Ratio al 7,3% nel 2021, a fronte del 6,2% di questo 2020 che registra, grazie alle dismissioni di portafogli NPL, un indice in miglioramento rispetto al passato.

“Si sta preparando una nuova ondata di crediti deteriorati”, ha affermato il ceo di Banca Ifis, Luciano Colombini. “Per ora la diga delle moratorie è in grado di contenere i problemi ma crediamo che nel 2021 ci possa essere un raddoppio del tasso di default”, ha ravvisato Colombini.
Saranno soprattutto le imprese a soffrire.

Il mercato delle transazioni dei crediti deteriorati si conferma, a scapito delle previsioni di qualche anno fa, ancora piuttosto dinamico, con 34 miliardi di euro previsti per l’anno in corso e altrettanti miliardi per il 2021. Quest’anno i portafogli non garantiti saranno la tipologia con la maggiore incidenza sul totale delle transazioni (31% del totale), mantenendo prezzi stabili rispetto agli anni precedenti. 
Il mercato secondario, ovvero quello delle rivendite di bad loans, contribuirà in modo significativo al totale delle transazioni sia nel 2020 (29% l’incidenza attesa) sia nel 2021 (30%), con dismissioni concentrate su portafogli Unsecured e Misti.

Nel biennio 2020-2021 secondo il report di Banca Ifis si consolida anche il mercato delle transazioni di Utp (inadempienze probabili) con 27 miliardi di euro di dismissioni attese. Tra il 2015 e il 2019 i primi 6 investitori hanno acquisito crediti deteriorati per 109 miliardi, pari al 44% dei portafogli oggetto di transazione.

Determinante anche il contributo delle Gacs, le Garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze, che dal 2016 hanno contribuito a rendere liquido il mercato delle transazioni di crediti deteriorati, in particolare sui portafogli garantiti (secured), con 31 operazioni. A fine anno ne sono attese 6 per oltre 77 miliardi di euro di valore globale. E’ difficile prevedere la durata della crisi, ma nel 2021 si stima una debole ripresa, in assenza di ulteriori e generalizzati lockdown.

Il lato positivo emerso nel corso della tavola rotonda è dato dal fatto che rispetto alle precedenti crisi finanziarie, l’intervento da parte dei governi è stato più incisivo e immediato e l’impatto delle misure adottate sarà rilevante al fine di uscire dalla crisi economica. Anche il sistema bancario è meglio attrezzato rispetto il passato, cosi come l’industria del servicing NPL.

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