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Energia eolica, Anev accoglie con favore gli obiettivi prefissi dall’Ue per il 2030

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Anev e’ favorevole alla risoluzione del Parlamento Europeo finalizzata all’introduzione di un obiettivo vincolante per le fonti rinnovabili al 2030 

L’Anev  accoglie con favore la notizia del 15 marzo scorso relativa alla risoluzione del Parlamento Europeo finalizzata all’introduzione di un obiettivo vincolante per le fonti rinnovabili al 2030 e ad una rivisitazione del sistema “emision trading” con l’accantonamento di quote di emissione di CO2.

Con la risoluzione, messa a punto dall’europarlamentare britannico Chris Davies, il Parlamento Europeo si è dunque espresso a favore del target per le rinnovabili al 2030 proposto dal Commissario al Clima Connie Hedegaard, che in un discorso all’Aula ha illustrato i dati pubblicati da Eurostat sul deficit energetico Ue, salito nel 2011 del 26,3% da 306,9 a 387,7 miliardi di euro. “E’ una cifra enorme, che può essere ridotta con l’efficienza e le rinnovabili”, ha detto la Hedegaard. La risoluzione Davies accoglie la maggior parte delle indicazioni contenute nella Roadmap al 2050 della Commissione al Clima, e in particolare gli obiettivi di riduzione delle emissioni del 40% al 2030, del 60% al 2040 e dell’80% al 2050.

Preme sottolineare che la Commissione Europea è invitata  dall’Europarlamento “ad adottare misure qualora non siano raggiunti gli obiettivi nazionali”, a fronte di ciò l’Italia sarebbe in grave pericolo di sanzioni considerato il periodo di “stand by” dovuto al ritardo nell’attuazione del Decreto Ministeriale sulle FER.

Inoltre da un rapporto dell’Ocse sulla previsione ambientale al 2050, emerge che, in assenza di interventi, le emissioni di CO2 cresceranno del 50% nei prossimi 40 anni. “Se il mix energetico globale non cambierà, i combustibili fossili soddisferanno nel 2050 ancora l’85% della domanda, con il conseguente aumento del 50% delle emissioni di gas-serra e con il peggioramento dell’inquinamento nelle aree urbane”, si legge nel “Oecd environment outlook to 2050”. L’outlook prevede che nel 2050 l’economia globale sarà quadruplicata rispetto ad oggi e che il mondo userà l’80% di energia in più, a fronte però di un mix che non sarà molto diverso dall’attuale: le rinnovabili copriranno appena il 10% della domanda e il nucleare non oltre il 5%. Le emissioni di CO2 dagli utilizzi energetici saliranno di conseguenza del 70%.

L’Ocse propone dunque la realizzazione di un mercato mondiale della CO2 e una serie di azioni a livello planetario per l’efficienza energetica e le fonti a emissioni basse o nulle, nonché l’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili. L’Anev condivide pienamente i provvedimenti proposti dalle Istituzioni Europee, auspicando che servano da incoraggiamento alle Istituzioni Nazionali nella definizione dell’atteso Decreto. (com)

 

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