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Ecoinvenzioni, il fotovoltaico che recupera l’acqua

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Il rivoluzionario impianto fotovoltaico recupera l’acqua e consente di coltivare il terreno sottostante. Il brevetto è di Donato Di Febo, un imprenditore abbruzzese

Brevettato da Miramare Hilltop dopo anni di studio compiuti dall’imprenditore Donato Di Febo, nasce “Acqua Terra Sole”, il primo sistema fotovoltaico integrato e automatizzato, concepito per recuperare l’acqua e per consentire di continuare a coltivare il terreno.

Il progetto nasce da un’analisi ecologica complessiva condotta nel rispetto della mission del gruppo Miramare: adeguare la tecnologia all’ambiente piuttosto che asservire la natura agli scopi dell’uomo.

L’osservazione del graduale prosciugamento delle falde acquifere, con conseguenti spostamenti dell’acqua dalle sorgenti alle valli, dissesti idrogeologici (frane, alluvioni) e aumento della temperatura terrestre, unito alla progressiva tendenza a destinare i terreni all’alloggiamento degli impianti fotovoltaici abbandonando l’attività agricola, ha indotto infatti a riflettere sullo studio di una modalità efficace che contemperi i diversi interessi in gioco.

Nasce da qui l’idea di restituire alla Terra la sua funzione di “serbatoio” naturale di acqua, fonte di vita per ogni specie vivente, attraverso un sistema che da un lato favorisce il risparmio idrico e dall’altro consente anche l’accumulo localizzato della risorsa recuperando le acque piovane, per rinvigorire le falde sfruttate bloccando l’acqua dove serve, piuttosto che disperderla lungo il percorso fino al mare.

E’ evidente dunque come in questo impianto la componente fotovoltaica diviene quasi strumentale agli obiettivi principali dell’impianto, quali il recupero di acqua piovana superflua alla coltivazione (per 1m² di pannelli è possibile recuperare circa 1 m³ di acqua), il  risparmio di acqua nella coltivazione (ne occorre circa il 66% in meno, poiché le piante la attingono dal terreno, quindi necessitano di minore irrigazione), la trasformazione di terreni marginali in terreni fertili, la coltivazione del terreno occupato dai pannelli fotovoltaici.

La particolare struttura di sostegno dell’impianto fotovoltaico consente il movimento monoassiale delle stringhe, attraverso un sistema di controllo intelligente che calcola la posizione migliore dei moduli per la raccolta di acqua piovana e per la massimizzazione di produzione di energia elettrica. Infatti nei pannelli è integrato un sistema innovativo di raccolta acqua che si collega a un pozzo di stoccaggio di acque piovane. Una scelta, quella di scavare pozzi rispetto all’utilizzo di cisterne, che connota ulteriormente il carattere ecologista del progetto.

Grazie a queste caratteristiche tecniche, Acqua Terra e Sole è in grado di interpretare le condizioni climatiche e orientarsi per raccogliere l’acqua in eccesso alla coltivazione creando un serbatoio naturale, massimizzare  la produzione di energia elettrica, creare il microclima ideale per la produzione agro-alimentare, ovviare a situazioni di emergenza (es. vento, neve, troppa acqua raccolta) evitando così anche rischi di frane e smottamenti.

(red/com)
 

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