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Quando un dito può fare la differenza

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Un antico dito medio in Arabia Saudita potrebbe cambiare la storia delle migrazioni

Gli archeologi hanno scoperto un osso fossilizzato, di soli 3,2 cm, al di fuori dell’Africa e del vicino Levante: si tratta di un antico dito medio, appartenente a un membro della specie Homo Sapiens, che prova l’esistenza di esseri umani nel deserto del Nefud.

Questo prova, secondo lo studio dell’Università di Oxford capitanato da Huw Groucutt, che l’Homo Sapiens abitava regioni molto più ampie di quanto si pensasse, fino alle grandi distese erbose della penisola araba. La scoperta mette in discussione la teoria per cui gli umani moderni fossero nati in Africa e fossero migrati nel resto del mondo circa 60.000 anni fa: probabilmente, infatti, l’uomo affrontò diverse fasi migratorie, iniziando i suoi viaggi 20.000 o 25.000 anni prima di quanto si credesse.

L’osso, dissotterrato nel 2016, è stato scansionato per creare un modello 3D, che è stato analizzato solo recentemente. Non si tratta della prima notizia in grado di sconvolgere la storia. Solo poco tempo fa, i ricercatori hanno scoperto che è stato l’uomo di Neanderthal e non l’homo sapiens a realizzare i primi disegni nelle caverne. Ma questo non fa altro che aggiungere fascino al mistero che accompagna la nostra comparsa sulla terra.

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