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Sempre più differenziata in Italia: Venezia e Milano al top tra le grandi città

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Grandi differenze tra il nord e il sud: a Treviso siamo all’84,1%, a Siracusa al 7,9%

L’anno si chiude con dei buoni dati sulla diffusione della raccolta differenziata.

Nel nostro paese si producono sempre meno rifiuti e una quota sempre minore di essi finisce nella discarica. Rimangono però delle difformità tra le diverse aree del paese. Alcune zone di eccellenza, mentre altre ancora lontane dal raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea.

Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani 2016 dell’Ispra, nel 2015 si registra una riduzione di rifiuti urbani dello 0,4% rispetto al 2014 (-5,9% rispetto al 2011) e a calare di più è il Centro Italia (-0,8%).

Nello scorso anno, la percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 47,5% della produzione nazionale, facendo rilevare una crescita di +2,3 punti rispetto al 2014 (45,2%). Nel Nord il quantitativo si attesta al di sopra di 8 milioni di tonnellate, nel Centro a quasi 2,9 milioni di tonnellate e nel Sud a 3,1 milioni di tonnellate.

La regione Veneto si conferma la più virtuosa grazie al 68,8%, seguita dal Trentino Alto Adige con il 67,4%. Entrambe le regioni sono già dal 2014 al di sopra dell’obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012. I livelli più elevati di raccolta differenziata si rilevano a Treviso che nel 2015 si attesta all’84,1%. Prossimo all’80% è il tasso della provincia di Mantova (79,9%) e pari al 78,4% quello di Pordenone. Le peggiori province italiane per la raccolta differenziata sono, invece, tutte in Sicilia: con valori inferiori o di poco superiori al 10%: Palermo (7,8%) Siracusa (7,9%), Messina (10,1%) e Enna (10,8%).

L’organico rappresenta il 43,3% della differenziata, carta e cartone il 22,5%; a seguire vetro, plastica, legno, metallo e Raee.

Venezia e Milano sono le grandi città che differenziano di più. La città lagunare arriva al 54,3%, seguita da Milano, con il 52,3%, Verona e Padova, rispettivamente con il 50,8 e 50,7%. Firenze si attesta al 46,4%, Bologna al 43,6% (in crescita di 5,3 punti rispetto al 2014) e Torino al 42,4%. Roma si attesta al 38,8% e Napoli al 24,2%.

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