Zanzara tigre: cosa significa il calo del 90% ottenuto dall’ENEA
di Redazione Ecoseven – 22/07/2026

In breve: contro la zanzara tigre arriva un risultato italiano concreto: una sperimentazione dell’ENEA ha ridotto di circa il 90% la capacità dell’insetto di produrre uova fertili, quelle che superano l’inverno e fanno ripartire la popolazione l’anno dopo. Il dato è reale e verificato, ma va letto con precisione: non significa “il 90% delle zanzare in meno in giardino”, né che un batterio “uccide” le zanzare. Il metodo consiste nel rilascio di grandi numeri di maschi resi sterili grazie a un batterio innocuo, la Wolbachia. Le femmine selvatiche che si accoppiano con loro depongono uova che non si schiudono. Ecco come funziona e perché conta, soprattutto per il contenimento di virus come dengue e chikungunya.
Perché la zanzara tigre preoccupa (non è solo un fastidio)
La zanzara tigre (Aedes albopictus) è una specie invasiva ormai stabilmente presente in Italia. Oltre al disturbo di punture e ronzii nelle sere d’estate, il motivo per cui è sotto sorveglianza sanitaria è un altro: può trasmettere arbovirosi come dengue, chikungunya e Zika, malattie in aumento anche in Europa. Il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità monitora proprio la circolazione di questi virus.
È in questo contesto che si inserisce la ricerca dell’ENEA: ridurre in modo stabile la presenza di zanzare capaci di veicolare virus significa rafforzare la prevenzione sanitaria, in particolare nelle aree urbane e periurbane più esposte. Non si tratta quindi solo di rendere più vivibili le serate estive, ma di agire su un rischio epidemiologico.
Cosa ha fatto davvero l’ENEA: la sperimentazione alla Casaccia
La campagna si è svolta al Centro Ricerche ENEA della Casaccia, alle porte di Roma, su un’area di circa 53 ettari scelta perché rappresentativa dei contesti periurbani del Centro Italia. Nasce da una collaborazione tra ENEA, Sapienza Università di Roma e Google LLC (attraverso il progetto Debug).
Tra luglio e ottobre 2025 sono stati rilasciati sul campo circa 1,6 milioni di maschi di zanzara tigre modificati con un principio interamente naturale, senza sostanze chimiche. Il metodo si chiama Tecnica del Maschio Incompatibile (IIT).
Il punto da chiarire subito, perché i titoli generici lo perdono: non è “un batterio che riduce le zanzare”. Sono i maschi sterili rilasciati in massa a fare il lavoro; il batterio è lo strumento che li rende sterili. I maschi, tra l’altro, non pungono e non trasmettono malattie.
Come funziona la Wolbachia: il “cavallo di Troia” della sterilità
Alla base c’è la Wolbachia, un batterio innocuo che vive in simbiosi con moltissime specie di insetti e viene trasmesso dalle femmine alla loro progenie. Il meccanismo sfruttato si chiama incompatibilità citoplasmatica.
I ricercatori dell’ENEA hanno sostituito il ceppo di Wolbachia naturalmente presente nella zanzara tigre con un ceppo diverso, prelevato da un’altra specie di zanzara. Il risultato è che i maschi così ottenuti diventano riproduttivamente incompatibili con le femmine selvatiche: quando una femmina selvatica si accoppia con uno di questi maschi, le uova che depone non sono fertili e non si schiudono. Il team ENEA è stato il primo al mondo a ottenere una linea di zanzara tigre con queste caratteristiche.
È l’equivalente biologico di un inganno: la femmina “crede” di essersi riprodotta, ma quella covata non arriverà mai a nascere.
Cosa significa il 90% (e cosa non significa)
Qui sta la lettura corretta del dato, quella che fa la differenza rispetto ai rilanci generici.
Il ~90% si riferisce alla riduzione della capacità di generare uova fertili destinate a superare l’inverno, non alla quantità di zanzare adulte percepite in una singola stagione. A questo si aggiunge un dato ancora più netto: nella fase finale della stagione sperimentale la fertilità delle uova era prossima allo zero, e questo nonostante il rapporto tra maschi incompatibili e maschi selvatici non fosse alto (1,7:1). In altre parole, l’effetto è stato ottenuto senza saturare l’ambiente di maschi.
Cosa non dice il dato:
- Non dice che il 90% delle zanzare sparisce dal giardino nell’immediato. L’effetto agisce sulla dinamica della popolazione nel tempo, riducendo le generazioni successive.
- Non dice che il batterio uccide le zanzare. Agisce sulla riproduzione, non sulla sopravvivenza dei singoli insetti.
- Non è un rimedio “fai da te” contro le punture di stagione: è una strategia di controllo della popolazione su scala territoriale.
L’obiettivo dichiarato dai ricercatori è mantenere le popolazioni “costantemente al di sotto delle soglie di rischio epidemiologico” — cioè un controllo duraturo, non l’eliminazione immediata.
Una tecnica già validata nel mondo
Il metodo non è un azzardo isolato. La Tecnica dell’Insetto Sterile è usata da oltre 60 anni in agricoltura, e l’uso della Wolbachia contro le zanzare è raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una delle strategie più sicure ed efficaci contro le malattie trasmesse da questi vettori. Approcci analoghi con Wolbachia sono già operativi in diverse aree del mondo, soprattutto a clima tropicale. La sperimentazione italiana proseguirà nel 2026 con rilasci anticipati e dosaggi maggiori, per verificare se l’effetto può essere ulteriormente amplificato.
Cosa significa in pratica
- Cosa aspettarsi: una tecnologia di contenimento territoriale, gestita da enti di ricerca ed eventualmente da amministrazioni, non un prodotto per uso domestico.
- Cosa non aspettarsi: un effetto immediato sulle punture di questa estate nel proprio cortile. I benefici si vedono sulla dinamica della popolazione nelle stagioni successive.
- Perché è una buona notizia: offre un’alternativa concreta all’uso massiccio di insetticidi chimici, verso cui le zanzare sviluppano peraltro resistenza.
- Nel frattempo, la prevenzione resta la stessa: eliminare i ristagni d’acqua dove le zanzare depongono le uova è la misura più efficace alla portata di tutti.
F.A.Q. – Domande frequenti
Un batterio uccide la zanzara tigre?
No. Il batterio Wolbachia non uccide le zanzare: rende sterili i maschi rilasciati. Quando questi si accoppiano con le femmine selvatiche, le uova prodotte non si schiudono. L’effetto è sulla riproduzione della popolazione, non sulla mortalità dei singoli insetti.
Cosa significa “ridotta del 90% la capacità riproduttiva”?
Significa che la capacità della zanzara tigre di produrre uova fertili — quelle destinate a superare l’inverno e a rifondare la popolazione l’anno successivo — è stata ridotta di circa il 90% nell’area sperimentale. Non significa che il 90% delle zanzare adulte scompare nell’immediato.
I maschi di zanzara rilasciati pungono?
No. Solo le femmine di zanzara pungono, perché hanno bisogno del sangue per la maturazione delle uova. I maschi rilasciati nella tecnica ENEA non pungono e non trasmettono malattie.
La Wolbachia è pericolosa per l’uomo o per l’ambiente?
La Wolbachia è un batterio naturalmente presente in moltissime specie di insetti e non infetta l’uomo. La tecnica non introduce sostanze chimiche né organismi geneticamente modificati nell’ambiente, ed è raccomandata dall’OMS come una delle strategie più sicure contro le malattie trasmesse da zanzare.
Questa tecnica eliminerà la zanzara tigre in Italia?
No, l’obiettivo non è l’eliminazione ma il contenimento: mantenere la popolazione sotto le soglie di rischio sanitario. La sperimentazione è in una fase iniziale, condotta su un’area circoscritta, e proseguirà nel 2026 per valutarne l’efficacia su scala più ampia.
ATTENZIONE: questo articolo sulla zanzara tigre ha finalità informative e divulgative e non sostituisce indicazioni sanitarie ufficiali sulla prevenzione delle malattie trasmesse da vettori. In caso di sintomi riconducibili ad arbovirosi (febbre, dolori articolari) dopo punture di zanzara, rivolgersi a un medico.
Fonti: comunicato ufficiale ENEA “Zanzara tigre, ridotta di circa il 90% la capacità riproduttiva” (media.enea.it, luglio 2026), con dichiarazioni del ricercatore Riccardo Moretti (Laboratorio Agricoltura 4.0, Dipartimento SSPT ENEA); sperimentazione condotta in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Google LLC (progetto Debug); letteratura scientifica peer-reviewed del gruppo ENEA sulla Tecnica del Maschio Incompatibile con Wolbachia (Calvitti, Moretti et al.); Organizzazione Mondiale della Sanità sulle strategie di controllo dei vettori. Il dato del 90% si riferisce alla capacità di generare uova fertili nell’area sperimentale (circa 53 ettari), non alla riduzione immediata delle zanzare adulte.
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