Caduta capelli a luglio: non è stagionale (cosa dicono i dati)
di Redazione Ecoseven – 15/07/2026

In breve
La caduta capelli che noti in questi giorni non è quella stagionale, e chi ti rassicura dicendo “è normale, è il cambio di stagione” ti sta dando la risposta giusta al momento sbagliato. I dati tricologici sono precisi: a luglio si registra la massima percentuale di capelli in fase telogen, cioè di riposo. Ma la fase telogen dura circa cento giorni: quei capelli cadranno in autunno, non adesso. Il che lascia aperta una domanda scomoda su cosa stia succedendo oggi sulla tua testa — e rende ancora più interessante capire perché il rimedio più consigliato di tutti, il massaggio del cuoio capelluto, funzioni sì, ma per un valore che nessuno ha il coraggio di scrivere per esteso.
Cosa determina la caduta capelli a luglio
Il ciclo del capello ha tre fasi. La anagen è quella di crescita: sul cuoio capelluto dura tra i 2 e i 6 anni e riguarda circa il 90% dei follicoli. La catagen è una brevissima fase di transizione. La telogen è il riposo: dura circa 100 giorni, interessa circa il 10% dei follicoli, e si conclude con la caduta del capello.
Il rapporto normale tra capelli in crescita e capelli in riposo è di 9 a 1.
Esiste una periodicità annuale documentata, e il dato è controintuitivo: la massima percentuale di capelli telogen si registra a luglio, la più bassa in inverno. Poiché la fase telogen dura circa cento giorni, quei capelli che entrano in riposo adesso si staccheranno in autunno.
È questo che spiega la caduta autunnale, il cosiddetto telogen effluvium stagionale: un aumento fisiologico e normale della caduta, autorisolutivo, con un secondo picco meno pronunciato tra marzo e aprile.
C’è anche una spiegazione evolutiva elegante, riportata dalla letteratura tricologica: la bassa caduta invernale e la massima caduta a fine estate si spiegherebbero come il tentativo di mantenere la testa più coperta contro il freddo in inverno e di proteggere il cuoio capelluto dal sole di mezzogiorno in estate.
La conseguenza pratica è netta: se stai perdendo capelli visibilmente a luglio, non è il telogen effluvium stagionale. Quello lo vedrai a ottobre. Quello che accade adesso, sopra la soglia fisiologica, ha altre cause.
Quanti capelli è normale perdere
Prima di allarmarsi, serve un riferimento numerico. Non esiste un valore standardizzato universale, ma la letteratura tricologica converge su questi ordini di grandezza:
| Situazione | Capelli persi al giorno |
|---|---|
| Fisiologico | 40-70 |
| Periodo autunnale | fino a 100 e oltre |
| Soglia di attenzione | oltre 100 al giorno (circa 700 a settimana) |
| Telogen effluvium acuto | da 100 a 600, in casi gravi fino a 1.000 |
I capelli che perdiamo ogni giorno hanno una caratteristica riconoscibile: una radice a forma di clava, di colore biancastro. Sono capelli telogen, cioè giunti a fine ciclo. È un piccolo rigonfiamento bianco visibile a occhio nudo sulla radice, e significa che quel capello ha completato il suo percorso.
Una caduta che supera i 100 capelli al giorno è considerata anormale ed è il sintomo principale di diverse condizioni: richiede una valutazione medica anche quando non è visibile alcun diradamento. Un dato importante da conoscere: nel telogen effluvium la densità dei capelli può restare normale a lungo, quindi l’assenza di diradamento visibile non è rassicurante di per sé.
Perché i capelli cadono d’estate, se non è la stagionalità
Se la caduta stagionale arriva in autunno, cosa spiega una perdita evidente a luglio? La letteratura tricologica indica diverse cause, e nessuna ha a che fare con il calendario.
Il telogen effluvium reattivo si manifesta generalmente circa tre mesi dopo un evento scatenante, non nel momento in cui l’evento accade. Questo dettaglio temporale è decisivo: chi perde capelli a luglio dovrebbe guardare ad aprile, non a luglio.
Gli eventi che possono innescarlo sono numerosi e ben documentati:
- Stress emotivo importante
- Febbre molto alta
- Interventi chirurgici e malattie sistemiche acute
- Perdita di peso importante e diete restrittive
- Parto (telogen effluvium post partum)
- Terapie farmacologiche
- Carenze nutrizionali: ferro (sideremia bassa), zinco, biotina
Un caso segnalato dalla letteratura è quello di chi abolisce totalmente i latticini, spesso per presunte intolleranze scientificamente non accertate: è una causa frequente di telogen effluvium.
Quanto all’esposizione solare, il suo ruolo esiste ma è spesso frainteso: l’intensa esposizione solare estiva viene indicata come possibile causa del telogen effluvium autunnale, non di quello estivo. Il sole di luglio agisce sui capelli che vedrai cadere a ottobre. Sulla protezione dai raggi UV abbiamo una guida dedicata a come proteggere i capelli dal sole con rimedi pratici.
Il telogen effluvium acuto regredisce generalmente in modo spontaneo in qualche mese. Esiste però anche una forma cronica, che si manifesta in modo più subdolo e può persistere oltre i sei mesi o per anni: in quel caso la valutazione dermatologica non è rimandabile.
Il massaggio del cuoio capelluto: cosa dice davvero lo studio
Arriviamo al rimedio più consigliato in assoluto, e ai numeri che circolano.
Cercando online si trovano affermazioni molto precise: “ispessisce i capelli fino al 69% in 24 settimane”, “aumenta il flusso sanguigno del 230%“, “fino al 24% di spessore in più”, “+15,3%“. Sono cifre che compaiono su siti che vendono integratori, protocolli di medicina rigenerativa da migliaia di euro o trapianti.
Lo studio a cui tutte rimandano è uno solo, ed è questo: Koyama, Kobayashi, Hama, Murakami e Ogawa, pubblicato su ePlasty nel 2016 (PMC4740347), condotto tra il Men’s Health Clinic di Tokyo e il Dipartimento di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica della Nippon Medical School.
Ecco cosa dice realmente:
| Elemento | Dato reale |
|---|---|
| Partecipanti | 9 uomini sani, 25-46 anni, senza perdita di capelli evidente |
| Protocollo | 4 minuti al giorno per 24 settimane |
| Metodo | Con un dispositivo elettrico (Panasonic EH-HM75), non con le dita |
| Disegno | Applicato su un solo lato della testa; l’altro lato era il controllo |
| Risultato | Spessore da 0,085 mm a 0,092 mm |
Sette millesimi di millimetro. In percentuale, circa l’8%.
Non il 69%. Non il 24%. Non il 15,3%.
Da dove viene il 69%, allora? Da un altro studio: un survey del 2019 pubblicato su Dermatology and Therapy da English e Barazesh, in cui circa il 69% dei partecipanti ha auto-riferito un miglioramento della propria alopecia. È la percentuale di persone che dicono di stare meglio, non l’aumento di spessore. Qualcuno ha confuso le due cose, e la confusione si è propagata.
Quel survey, peraltro, ha limiti importanti: era retrospettivo, condotto su persone che cercavano online trattamenti anticaduta — quindi un campione auto-selezionato e motivato — e basato su auto-valutazione, senza gruppo di controllo.
C’è poi un dato che nessuno riporta mai: nello studio giapponese, alla dodicesima settimana il conteggio totale dei capelli era temporaneamente diminuito del 5%.
E un ultimo elemento di trasparenza: tra le affiliazioni degli autori dello studio del 2016 compare ANGFA Co, Ltd, un’azienda giapponese di prodotti per capelli.
Allora il massaggio serve o no?
Sì, ma per ragioni diverse da quelle che vengono pubblicizzate.
Il meccanismo è reale. Lo studio ha documentato la meccanotrasduzione: la conversione di una forza fisica in segnali cellulari. Lo stiramento meccanico trasmesso alle cellule della papilla dermica nel tessuto sottocutaneo produce un cambiamento nell’espressione genica — l’analisi con microarray ha rilevato 2.655 geni sovraespressi e 2.823 sottoespressi, con aumento di NOGGIN, BMP4 e SMAD4 (associati alla fase anagen) e riduzione di IL6 (associato alla perdita di capelli e all’infiammazione del follicolo).
È scienza vera. Ma un effetto biologico documentato su nove persone non equivale a un trattamento anticaduta.
Il beneficio più solido è un altro, ed è quello meno citato: la gestione dello stress. Lo stress emotivo è tra le cause riconosciute del telogen effluvium, con quel ritardo di tre mesi che rende difficile collegarlo all’effetto. Il massaggio riduce la tensione fisica e mentale. Non ricresce i capelli: agisce, semmai, su una delle cause a monte.
Ed è privo di controindicazioni, il che lo rende ragionevole da provare — a patto di sapere cosa aspettarsi.
Come si fa l’automassaggio del cuoio capelluto
Il protocollo standardizzato usato negli studi segmenta il cuoio capelluto in tre regioni rotazionali — frontale/temporale, vertice, lati e nuca — utilizzando pressioni, pizzicamenti e stiramenti generati con le mani.
Una routine praticabile:
- Linea frontale: dita sulla fronte, movimenti circolari verso il retro, 30-60 secondi
- Tempie: rotazioni verso le orecchie, 30 secondi
- Vertice: mani unite, cerchi ampi, 45-60 secondi
- Nuca e parte posteriore: rotazioni dalla corona verso il basso, 45 secondi
Punti tecnici che contano:
- Usare i polpastrelli, mai le unghie: graffiare il cuoio capelluto è controproducente
- Pressione da leggera a media. Se senti dolore o le dita si intorpidiscono, stai esagerando
- Si può fare a secco o durante lo shampoo: entrambe le modalità funzionano
- La costanza conta più della durata: quattro minuti al giorno battono una seduta lunga ogni tanto
Se il cuoio capelluto tende alla secchezza, si può usare un olio vegetale (cocco, jojoba); se tende al grasso, meglio a secco. Le spazzole in silicone morbido sono un’alternativa accettabile; da evitare quelle con punte metalliche.
Cosa significa concretamente
Cosa fare:
- Contare: sopra i 100 capelli al giorno, o 700 a settimana, serve una valutazione medica, anche in assenza di diradamento visibile
- Guardare indietro di tre mesi: se perdi capelli a luglio, l’evento scatenante è probabilmente di aprile. Uno stress, una febbre alta, una dieta, un intervento
- Verificare le carenze: ferro, zinco e biotina sono cause documentate. Un esame del sangue costa poco e dice molto
- Rivolgersi al dermatologo se la caduta è massiva, duratura, o si associa a diradamento o prurito. Gli strumenti diagnostici esistono e sono semplici: il pull test e la tricoscopia
- Fare il massaggio, se ti va: è gratuito, privo di controindicazioni e agisce sulla tensione. Ma sapendo che non è una terapia
Cosa evitare:
- Credere che a luglio si tratti di caduta stagionale: quella arriva in autunno
- Fidarsi delle percentuali gonfiate: il dato reale dello studio più citato è +8% di spessore su nove persone senza calvizie, non il 69%
- Rimandare la visita perché “tanto è il periodo”: nel telogen effluvium la densità resta normale a lungo, quindi l’assenza di diradamento non esclude nulla
- Aggredire il cuoio capelluto con le unghie o con strumenti duri
- Abolire interi gruppi alimentari senza una diagnosi: l’eliminazione totale dei latticini è indicata dalla letteratura come causa frequente di telogen effluvium
FAQ – Domande frequenti
Perché mi cadono i capelli a luglio?
Non si tratta della caduta stagionale: a luglio si registra la massima percentuale di capelli in fase telogen, cioè di riposo, ma poiché quella fase dura circa cento giorni, quei capelli cadranno in autunno. Una caduta evidente a luglio ha altre cause: il telogen effluvium reattivo si manifesta circa tre mesi dopo un evento scatenante, come uno stress importante, una febbre alta, un intervento chirurgico, una dieta restrittiva o una carenza di ferro, zinco o biotina. Se la perdita supera i 100 capelli al giorno è opportuna una valutazione medica.
Quanti capelli è normale perdere al giorno?
Si considera fisiologico perdere tra i 40 e i 70 capelli al giorno, con punte fino a 100 e oltre nel periodo autunnale. Una caduta è considerata anormale quando supera i 100 capelli quotidiani, pari a circa 700 a settimana: in quel caso è indicata una valutazione medica anche se non si nota alcun diradamento, perché nel telogen effluvium la densità dei capelli può rimanere normale a lungo.
Il massaggio al cuoio capelluto fa ricrescere i capelli?
No. Lo studio più citato, condotto da Koyama e colleghi e pubblicato su ePlasty nel 2016, ha rilevato su nove uomini sani senza perdita di capelli un aumento dello spessore da 0,085 a 0,092 mm dopo 24 settimane di massaggio quotidiano con un dispositivo: circa l’8%, non le percentuali molto più alte che circolano online. Il massaggio ha un effetto biologico documentato tramite meccanotrasduzione e contribuisce a ridurre la tensione e lo stress, che è tra le cause riconosciute del telogen effluvium, ma non è un trattamento anticaduta.
Come si distingue la caduta stagionale da un’alopecia?
La caduta fisiologica stagionale è autorisolutiva e non si accompagna a diradamento evidente. Va invece valutata da un dermatologo una caduta massiva, duratura, o associata a diradamento e prurito. Gli strumenti diagnostici sono il pull test, che valuta l’entità della caduta esercitando una leggera trazione sui capelli, e la tricoscopia, cioè l’analisi dermoscopica del cuoio capelluto: nel telogen effluvium reattivo la tricoscopia mostra numero e diametro dei capelli normali e la presenza di capelli corti in ricrescita.
Come si fa correttamente l’automassaggio del cuoio capelluto?
Il protocollo usato negli studi segmenta il cuoio capelluto in tre regioni — frontale e temporale, vertice, lati e nuca — con pressioni, pizzicamenti e stiramenti eseguiti con i polpastrelli, mai con le unghie, per circa quattro minuti al giorno. La pressione deve essere da leggera a media: dolore o intorpidimento indicano che si sta esagerando. Si può eseguire a secco o durante lo shampoo, con o senza olio vegetale a seconda del tipo di cuoio capelluto. La costanza quotidiana conta più della durata della singola seduta.
ATTENZIONE: questo articolo ha finalità informative e divulgative, non costituisce consulenza medica e non sostituisce in alcun caso la visita dermatologica o tricologica. La caduta dei capelli può essere il sintomo di condizioni diverse, alcune delle quali richiedono diagnosi e terapia specialistica: una perdita superiore ai 100 capelli al giorno, una caduta massiva o duratura, o la presenza di diradamento, chiazze prive di capelli o prurito richiedono una valutazione medica, anche in assenza di diradamento visibile. I valori numerici riportati sulla caduta fisiologica sono orientativi e non esistono soglie standardizzate universalmente accettate. Le informazioni sulle carenze nutrizionali non devono indurre all’autodiagnosi né all’assunzione autonoma di integratori: eventuali carenze vanno accertate con esami di laboratorio e trattate su indicazione medica. Non modificare la propria alimentazione eliminando gruppi alimentari senza una diagnosi professionale. Il massaggio del cuoio capelluto qui descritto è una pratica priva di controindicazioni note, ma non costituisce un trattamento per l’alopecia androgenetica o per altre patologie del capello.
Fonti principali: Koyama T., Kobayashi K., Hama T., Murakami K., Ogawa R., “Standardized Scalp Massage Results in Increased Hair Thickness by Inducing Stretching Forces to Dermal Papilla Cells in the Subcutaneous Tissue”, ePlasty, 2016;16:e8 (PMC4740347), Men’s Health Clinic Tokyo e Nippon Medical School — si segnala che tra le affiliazioni degli autori figura ANGFA Co. Ltd, azienda del settore dei prodotti per capelli; English R.S., Barazesh J.M., “Self-Assessments of Standardized Scalp Massages for Androgenic Alopecia: Survey Results”, Dermatology and Therapy, 2019 — studio retrospettivo su campione auto-selezionato, basato su auto-valutazione e privo di gruppo di controllo; Società Italiana di Tricologia (SITRI), documentazione sul telogen effluvio; Ambulatorio Piraccini, studio medico di dermatologia e tricologia, sul ciclo del capello e la caduta stagionale; Aging Project, Università del Piemonte Orientale, sul telogen effluvium; letteratura tricologica sulla periodicità annuale della fase telogen e sulle cause del telogen effluvium reattivo. Le percentuali di aumento dello spessore superiori all’8% che circolano online non trovano riscontro nello studio originale: il dato pubblicato è un incremento da 0,085 a 0,092 mm su nove partecipanti.
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