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Targa monopattino, contrassegno identificativo 2026, in evidenza

Targa monopattino: come ottenere il contrassegno senza passare dalla Motorizzazione

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di Redazione Ecoseven – 15/07/2026

Targa monopattino, contrassegno identificativo 2026

In breve

La targa monopattino è obbligatoria da maggio, e dal 16 luglio 2026 lo è anche l’assicurazione RC: senza contrassegno non è possibile stipulare la polizza, perché il codice del targhino è ciò a cui la copertura viene agganciata. Il problema è che al 30 giugno risultavano consegnati poco più di 133.000 contrassegni a fronte di una stima di 300.000-800.000 monopattini privati in circolazione, e in diverse città gli appuntamenti in Motorizzazione per il ritiro slittano di settimane. Chi è bloccato in coda rischia una sanzione per un adempimento che non riesce materialmente a completare. Ma dal 5 giugno esiste un secondo canale, previsto da un decreto che quasi nessuno ha raccontato, che permette di chiudere la pratica senza mai mettere piede in Motorizzazione.

Targa monopattino: Cosa serve oggi per circolare

La riforma del Codice della Strada, introdotta dalla Legge n. 177 del 25 novembre 2024, ha ridefinito le regole per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Gli obblighi oggi vigenti sono tre, ed entrano in vigore in momenti diversi.

Obbligo Da quando Riferimento
Casco per tutti, indipendentemente dall’età 14 dicembre 2024 Legge n. 177/2024
Contrassegno identificativo (targhino) 60° giorno dall’entrata in vigore del DD 110/2026, ossia metà maggio 2026 DD MIT n. 110 del 6 marzo 2026
Assicurazione RC verso terzi 16 luglio 2026 Legge n. 177/2024, con proroga MIT-MIMIT

Sulla data esatta dell’obbligo di contrassegno le fonti divergono tra il 16 e il 17 maggio. La ragione è tecnica: il decreto non indica una data, ma stabilisce che l’obbligo si applichi a decorrere dal sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore del decreto, avvenuta il 18 marzo 2026. Il MIT, nel proprio comunicato del 14 maggio, ha indicato il 17 maggio 2026. Ai fini pratici la questione è irrilevante: l’obbligo è in vigore da due mesi.

I tre obblighi non sono alternativi. E c’è un quarto requisito che molti trascurano: il mezzo deve essere tecnicamente conforme — motore da 500 W nominali, doppio freno indipendente, indicatori di direzione, regolatore di velocità a 20 km/h, marcatura CE. Targa e polizza non mettono in regola un monopattino che non rispetta questi parametri.

Targa monopattino: perché senza non si può fare l’assicurazione

È il nodo che rende urgente la questione, ed è il motivo per cui le due scadenze sono legate.

Il contrassegno identificativo non è una targa nel senso tradizionale. Non è associato al veicolo, ma al codice fiscale del proprietario: è un’etichetta adesiva plastificata con un codice alfanumerico, da applicare in modo visibile e permanente sul parafango posteriore o, in mancanza, sul piantone dello sterzo.

L’assicurazione RC viene agganciata a quel codice. Senza contrassegno non esiste l’identificativo a cui collegare la polizza, e senza polizza dal 16 luglio non si può circolare. La sanzione per chi circola senza contrassegno va da 100 a 400 euro, con possibile fermo del mezzo.

Questo spiega anche la proroga di due mesi dell’obbligo assicurativo, inizialmente fissato al 16 maggio in contemporanea con la targa. Una circolare congiunta MIT-MIMIT lo ha spostato al 16 luglio su segnalazione dell’ANIA, l’associazione delle imprese assicuratrici, che aveva evidenziato criticità nell’integrazione tra la piattaforma della Motorizzazione, la banca dati assicurativa e i sistemi delle compagnie.

Quanti monopattini hanno effettivamente la targa

Qui i numeri raccontano una storia che le scadenze da sole non dicono.

Al 30 giugno 2026 risultavano consegnati oltre 133.000 contrassegni identificativi, con Milano (33.316) e Roma (27.900) in testa. Ma le stime sul parco circolante privato in Italia oscillano tra 300.000 e 800.000 monopattini.

Significa che, nella migliore delle ipotesi, oltre la metà dei monopattini privati italiani non ha il contrassegno. Nella peggiore, più di quattro su cinque.

Il ritmo di crescita era stato notevole: il MIT, il 14 maggio, comunicava oltre 40.000 richieste presentate e circa 50.000 contrassegni emessi, con quasi il 60% delle domande arrivate nei dieci giorni precedenti la scadenza. Ma il collo di bottiglia non è nella richiesta: è nel ritiro.

Il vero ostacolo: il ritiro in Motorizzazione

La procedura standard descritta dal Portale dell’Automobilista prevede questi passaggi:

  1. Accesso alla piattaforma Gestione Pratiche Online (GPO) con SPID di secondo livello o CIE — altri metodi non sono ammessi
  2. Selezione dell’Ufficio della Motorizzazione Civile (UMC) e della pratica “RILASCIO CONTRASSEGNO MONOPATTINI”
  3. Caricamento del modulo compilato e firmato, della ricevuta di pagamento e della copia del documento d’identità
  4. Pagamento tramite PagoPA
  5. Attesa dell’e-mail di conferma del buon esito dell’istanza
  6. Riapertura della pratica nella sezione “Le mie richieste” e prenotazione dell’appuntamento per il ritiro
  7. Presenza fisica all’UMC con la ricevuta di prenotazione e il documento usato in domanda: solo qui l’operatore completa le verifiche, effettua l’abbinamento e consegna il contrassegno

Il punto sette è quello che blocca tutto. La pratica è telematica, il rilascio no: finché il contrassegno non viene ritirato e abbinato, il percorso non è completato. E gli slot disponibili, in alcune città, hanno spostato gli appuntamenti reali oltre i sessanta giorni.

Il risultato è che, con l’obbligo di targa in vigore da maggio e quello assicurativo scattato il 16 luglio, ci sono persone che hanno pagato, presentato l’istanza e sono in regola con tutto tranne che con il possesso fisico dell’adesivo.

La seconda strada: il rilascio presso gli studi di consulenza

Questa è l’informazione che cambia la situazione, ed è recente.

Il Decreto Direttoriale n. 289 del 5 giugno 2026 ha definito la data di entrata in vigore degli articoli 5 e 7 del DD 110/2026, che riguardano rispettivamente il rifornimento dei contrassegni presso gli studi di consulenza automobilistica e il rilascio dei medesimi direttamente presso tali soggetti.

Come indica il Portale dell’Automobilista, dall’entrata in esercizio delle nuove funzionalità della Piattaforma Monopattini i cittadini e le imprese possono richiedere il rilascio dei contrassegni sia tramite gli Uffici della Motorizzazione Civile, secondo le modalità già in uso, sia direttamente presso gli studi di consulenza automobilistica abilitati.

Il funzionamento è descritto in modo esplicito: il cittadino consegna la documentazione allo studio, che inserisce la richiesta nella piattaforma; le verifiche anagrafiche e amministrative sono effettuate automaticamente; in caso di esito positivo delle verifiche e del pagamento, lo studio procede direttamente all’abbinamento del contrassegno e alla sua consegna al richiedente, senza necessità di recarsi presso un Ufficio della Motorizzazione Civile.

Serve una delega in carta semplice sottoscritta dal richiedente. E c’è una clausola da conoscere: se le verifiche automatiche non si completano con esito positivo, la richiesta torna alla procedura ordinaria tramite GPO, con il ritiro in Motorizzazione. Il canale alternativo non è quindi una garanzia assoluta, ma nella maggioranza dei casi funziona.

Rientrano tra gli studi di consulenza abilitati anche le delegazioni dirette dell’Automobile Club d’Italia e gli uffici in regime di concessione o convenzionamento con gli Automobile Club.

Quanto costa davvero: le due cifre che generano confusione

Le cifre che circolano — 8,66 euro, 33 euro, 35 euro, 170 euro — sono tutte corrette, ma si riferiscono a cose diverse. Ecco la scomposizione.

Voce Importo
Prezzo di vendita del contrassegno (IPZS, IVA inclusa, include 2,52 € destinati all’art. 208 CdS per la sicurezza stradale) 8,66 €
Imposta di bollo + diritti di motorizzazione la differenza
Totale pratica autonoma via Portale dell’Automobilista circa 33-35 €
Costo aggiuntivo di intermediazione presso studio di consulenza tipicamente 75-170 €

Chi legge “8,66 euro” e poi si vede addebitare 33 euro non è vittima di un sovrapprezzo: 8,66 è il solo contrassegno, il resto sono bollo e diritti.

Un dettaglio utile per le famiglie: è possibile presentare un’istanza cumulativa per più monopattini intestati allo stesso proprietario, pagando una sola imposta di bollo. Il prezzo di vendita e i diritti di motorizzazione vanno invece corrisposti per ciascun contrassegno.

La scelta tra i due canali è quindi economica: la Motorizzazione costa meno ma può richiedere settimane, lo studio di consulenza costa da 75 a 170 euro in più ma chiude la pratica subito. Per chi rischia una sanzione da 100 a 400 euro con l’obbligo assicurativo già in vigore, il calcolo cambia.

Cosa significa concretamente

Cosa fare:

  • Se hai già presentato l’istanza e attendi l’appuntamento, conserva sul telefono la ricevuta PagoPA e la copia dell’istanza in PDF: documentano la buona fede in caso di controllo, anche senza contrassegno fisico.
  • Se non hai ancora avviato la pratica e ti serve il monopattino adesso, valuta lo studio di consulenza automobilistica: costa di più ma evita l’attesa.
  • Verifica che il monopattino sia tecnicamente conforme prima di spendere: senza i requisiti (500 W, doppio freno, frecce, regolatore 20 km/h, marcatura CE) la targa non ti mette in regola.
  • Se hai più monopattini in famiglia, presenta un’unica istanza cumulativa: risparmi l’imposta di bollo.
  • In caso di vendita del monopattino, chiedi la cancellazione del contrassegno: è personale, non segue il mezzo, e chi compra deve richiederne uno nuovo.

Cosa evitare:

  • Dare per buona una polizza generica — RC capofamiglia, assicurazione casa — pensando che copra il monopattino: serve una copertura specifica, e se il veicolo non è indicato chiaramente nelle condizioni la garanzia potrebbe non valere.
  • Pensare che avere solo la targa o solo l’assicurazione basti: servono entrambe, più il casco.
  • Presentare l’istanza pensando di poterla annullare: non è possibile eliminare la richiesta su GPO, e il pagamento non è rimborsabile.
  • Attendere passivamente l’appuntamento quando l’obbligo assicurativo è già scattato: esiste un’alternativa.

FAQ – Domande frequenti

Come si ottiene la targa del monopattino senza andare in Motorizzazione?

Dal 5 giugno 2026, per effetto del Decreto Direttoriale n. 289 che ha attivato gli articoli 5 e 7 del DD 110/2026, è possibile rivolgersi direttamente a uno studio di consulenza automobilistica abilitato, incluse le delegazioni ACI. Il cittadino consegna la documentazione e una delega in carta semplice; lo studio inserisce la richiesta nella Piattaforma Monopattini e, se le verifiche automatiche hanno esito positivo, procede all’abbinamento e alla consegna del contrassegno senza necessità di recarsi in Motorizzazione. Il costo di intermediazione è tipicamente tra 75 e 170 euro.

Quanto costa la targa del monopattino?

Il prezzo di vendita del contrassegno è di 8,66 euro IVA inclusa, cifra che comprende 2,52 euro destinati alle attività di sicurezza stradale previste dall’articolo 208 del Codice della Strada. A questo importo si aggiungono l’imposta di bollo e i diritti di motorizzazione, per un totale di circa 33-35 euro con la pratica autonoma sul Portale dell’Automobilista. Rivolgendosi a uno studio di consulenza si aggiunge il costo di intermediazione, tipicamente tra 75 e 170 euro.

Da quando è obbligatoria l’assicurazione per il monopattino elettrico?

Dal 16 luglio 2026. L’obbligo di copertura RC verso terzi era inizialmente previsto per il 16 maggio, in contemporanea con quello del contrassegno, ma è stato prorogato di due mesi da una circolare congiunta MIT-MIMIT su segnalazione dell’ANIA, per consentire l’integrazione tecnica tra la piattaforma della Motorizzazione, la banca dati assicurativa e i sistemi delle compagnie. Dal 16 luglio anche le imprese assicuratrici sono obbligate a offrire queste coperture.

Cosa rischio se circolo senza contrassegno?

La sanzione amministrativa per chi circola senza contrassegno va da 100 a 400 euro, con possibile fermo del mezzo. È prevista la riduzione dell’importo pagando entro cinque giorni, secondo le regole generali del Codice della Strada. Chi ha già presentato l’istanza ma non ha ancora ritirato il contrassegno può conservare la ricevuta PagoPA e la copia dell’istanza in PDF, che documentano la buona fede in caso di controllo.

Il contrassegno è legato al monopattino o al proprietario?

Al proprietario. Il codice del contrassegno viene associato al codice fiscale della persona fisica o giuridica che lo ha richiesto, non al numero di telaio del mezzo, ed è personale e non trasferibile. In caso di vendita o cessione del monopattino, chi vende deve chiedere la cancellazione del contrassegno tramite la piattaforma e chi acquista deve richiederne uno nuovo a proprio nome. Per questa ragione è possibile ottenere il contrassegno anche per un monopattino acquistato di seconda mano o senza fattura.


ATTENZIONE: questo articolo ha finalità informative e divulgative, non costituisce consulenza legale o assicurativa e non sostituisce l’informazione ufficiale. La normativa sui monopattini elettrici è in evoluzione e le procedure operative possono essere aggiornate: prima di avviare qualunque pratica è indispensabile verificare le modalità vigenti sul Portale dell’Automobilista del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I costi di intermediazione degli studi di consulenza automobilistica sono liberamente determinati dai singoli operatori e le cifre indicate sono indicative, rilevate da fonti giornalistiche: vanno verificate presso lo studio prescelto. La disponibilità del canale di rilascio presso gli studi di consulenza dipende dall’esito positivo delle verifiche automatiche della piattaforma e dall’effettiva abilitazione del singolo studio. Per la scelta della copertura assicurativa è opportuno confrontare le condizioni contrattuali e verificare che il monopattino sia espressamente indicato in polizza: una copertura generica potrebbe non essere valida. Le stime sul parco circolante di monopattini privati in Italia sono ampiamente variabili e non provengono da un censimento ufficiale.

Fonti principali: Legge 25 novembre 2024, n. 177 (riforma del Codice della Strada); Decreto Direttoriale MIT n. 110 del 6 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 63 del 17 marzo 2026, sul funzionamento della piattaforma telematica per il rilascio dei contrassegni identificativi; Decreto Direttoriale MIT n. 289 del 5 giugno 2026, sull’entrata in vigore degli articoli 5 e 7 del DD 110/2026 relativi al rilascio presso gli studi di consulenza automobilistica; Decreto MIT n. 250 del 6 ottobre 2025 (emissione e prezzo del contrassegno); Portale dell’Automobilista del MIT, sezione “Monopattini – Contrassegno identificativo”, istruzioni operative e FAQ ufficiali; MIT, comunicato del 14 maggio 2026 sui contrassegni rilasciati; dati sui contrassegni consegnati al 30 giugno 2026 e stime sul parco circolante, ripresi da fonti giornalistiche; dati ACI-ISTAT 2024 sull’incidentalità dei monopattini elettrici. Targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, Targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, Targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino, targa monopattino 2026