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**Covid: atti inchiesta, ‘ministero Salute aspettò 16 giorni da allarme Oms per verifica dpi’**

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Milano, 4 mar. (Adnkronos) – “Benché il primo segnale di allerta sia stato diramato da Oms il 5 gennaio 2020, solo dal 21 gennaio 2020 il ministero della Salute risulta aver iniziato a programmare la verifica della ‘dotazione di dispositivi di protezione individuale (dpi) e il livello di quelli necessari, su tutti gli uffici, anche marittimi'”. E’ quanto emerge negli atti di chiusura dell’inchiesta della procura di Bergamo che, per tre anni, ha indagato sulla prima fase di diffusione del virus e sulla mancata zona rossa in val Seriana.

“Uno dei maggiori problemi a cui si è dovuto far fronte per la gestione della pandemia è stata la carenza di dispositivi di protezione individuali (dpi), dispositivi medici (dm) e tamponi, comprensivi del relativo kit. Una piena attuazione del piano pandemico nazionale e di quelli regionali avrebbe verosimilmente ridotto gli effetti di queste deficienze, atteso che prevedeva proprio uno stoccaggio preventivo” scrivono i magistrati.

Negli atti di chiusura dell’inchiesta, quasi 2500 pagine, “emerge la consapevolezza da parte degli organi di prevenzione in ordine al fatto che, già il 25 gennaio 2020, fosse ben noto che il mancato approvvigionamento dei dpi sarebbe potuto diventare anche un problema di ‘ordine pubblico’ in caso di fossero stati ‘casi in Italia’”.