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Il ruolo della tecnologia nella sostenibilità, il Salone della Csr fa tappa a Ivrea

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Roma, 20 apr. – (Adnkronos) – Far parlare l’Italia di sostenibilità. E’ questo l’obiettivo del Giro d’Italia della Csr che continua il suo percorso con la quinta tappa a Ivrea, nel cuore del Piemonte, il 21 aprile. L’incontro organizzato da ‘Il Salone della Csr e dell’Innovazione sociale’ porta negli spazi delle Officine Ico il tema delle collaborazioni ad alto tasso di tecnologia. Dopo gli appuntamenti di Roma, Trieste, Messina e Bologna, l’attenzione è puntata sul territorio del Canavese, territorio ad altissima vocazione meccanica ed elettronica, che ha visto nascere i primi computer italiani e diffuso nel mondo il marchio Olivetti.

“La tappa di Ivrea sarà l’occasione per capire, attraverso esperienze concrete, anche il ruolo della tecnologia come facilitatore di partnership efficaci – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone della Csr e dell’innovazione sociale -. Un nuovo modello economico più sostenibile e inclusivo richiede l’impegno dei diversi attori sociali che devono collaborare per raggiungere risultati positivi ma che si muovono, per fortuna, in uno scenario generale dove cresce la consapevolezza che tutte le organizzazioni, profit e non profit, devono sentirsi parte di un unico sistema”.

L’evento di Ivrea, in programma a partire dalle 10 nelle ex officine Olivetti di via Jervis, è organizzato in collaborazione con Il Quinto Ampliamento, un movimento di pensiero che intende promuovere un rinnovato modello di impresa, con al centro la crescita della persona e uno sviluppo sostenibile ed equilibrato. La partecipazione è possibile in modalità mista: in presenza, secondo le regole di accesso previste dalle normative vigenti, e in streaming sul canale YouTube del Salone.

I nuovi doveri delle imprese non potranno che essere anche digitali. Due anni di pandemia, infatti, hanno radicalizzato il nostro ricorso al digitale, accelerando tendenze precedenti e rivelando nuove opportunità e nuovi rischi. Ed è proprio per affrontare queste tematiche che è nata l’idea per la tappa piemontese, intitolata appunto “Collaborazione e tecnologia: una miscela ad impatto”. “Sarà un evento speciale, non solo per il luogo in cui si svolgerà, nel Salone dei 2000 delle Fabbriche ex Olivetti, ma anche per la prima volta che gli aderenti all’Impact Network Walls Down si incontreranno in presenza e racconteranno le loro esperienze”, commenta Alberto Zambolin, vice presidente di Quinto Ampliamento.

Dopo l’apertura dei lavori con gli interventi di Rossella Sobrero e Alberto Zambolin e il contributo di Marcella Mallen, presidente Asvis, la prima tavola rotonda dell’incontro sarà dedicata alle connessioni profit e non profit. Come relatori, Olivia Spazzini, project manager advisory di Dynamo Academy; Lorenzo Vinci dell’ufficio modelli di impatto e valutazione socio ambientale di Banca Etica e Paolo Conta, partner e ceo di Laser Group e Renato Pocaterra, direttore generale D’innovazione Italia.

Le connessioni tra pubblico e privato saranno invece il macroambito che accoglierà gli interventi di Petru Capatina, co-founder e ceo di WeGlad, e Fabio Benetti, chief executive officer di Osai Automation System. Il coinvolgimento dei privati cittadini sul tema della sostenibilità digitale è di grande attualità: in occasione dell’Earth Day 2022, il 22 aprile, un sondaggio realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha messo in luce un quadro che richiede interventi immediati. Un italiano su due, infatti, ritiene che la tecnologia digitale sia un ostacolo al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e addirittura il 55% degli italiani pensa che la tecnologia sia fonte di diseguaglianze, perdita di posti di lavoro ed ingiustizia sociale.

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