Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Oleogel antiossidante dalle bucce di mela: il brevetto italiano che valorizza gli scarti-Meteo in tempo reale su Ecoseven: arriva il box Windy per leggere il clima come non hai mai fatto prima-Le nuove esigenze del mondo: salute, ambiente e benessere sono la stessa economia-Alberobello, la città dei trulli: storia, materiali e consigli pratici-Scarpe che generano energia: correre e ricaricare il cellulare-Il cibo spazzatura nei primi anni di vita può influire sul QI dei bambini-Pulizie creative: soluzioni eco per la cura della casa-Primo caldo, i cosmetici da cambiare: guida pratica per proteggere pelle e look-Tè deteinato con CO2: metodo, benefici e consigli per l'acquisto-7 modi naturali per tenere lontane le zanzare-Uccelli e mammiferi: due strade indipendenti per cervelli complessi-Schiuma isolante sostenibile a base di PLA e cellulosa-Trasformare l’inquinamento in pigmenti non tossici: l’arte di John Sabraw che pulisce i fiumi-Frigoriferi senza elettricità: la rivoluzione fredda delle ecoinvenzioni-Saathi Pads: assorbenti biodegradabili in fibra di banana che uniscono sostenibilità e impatto sociale-Due americani e un Papa: Vance e Rubio tra fede, potere e la corsa alla Casa Bianca-Inter, quanto vale lo scudetto? L'incasso dei nerazzurri con il tricolore-Tumori: in Italia l'immunoterapia sottocute, si somministra in pochi minuti-Prevenzione melanoma, al via campagna Unicoop Firenze e Imi per controllo nei-Russia, più sicurezza e meno contatti: così Putin gestisce l'aumentato rischio attentato

Cohousing, una casa da condividere

Condividi questo articolo:

Si diffonde anche in Italia il cohousing: ognuno ha la propria casa, ma condivide con gli altri la cucina, la lavanderia, il giardino

 

La crisi ha avuto anche i suoi risvolti positivi, uno tra tanti è il cohousing, la cui teoria è vivere e condividere. Il cohousing è la scelta di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi. Facciamo un esempio concreto: immaginiamo un condominio dove ognuno ha la sua casa, ma condivide la cucina , il giardino e la lavanderia con altri condomini, risparmiando sulle spese e sulla manutenzione. Ma anche migliorando i rapporti con il vicinato.

Il cohousing nasce in Scandinavia negli anni 60, ma oggi è molto diffuso in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone. Solitamente si tratta di 20 o 40 unità abitative, per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e che insieme hanno deciso gli spazi da condividere. La privacy quindi non viene violata: ognuno mantiene infatti  l’individualità della propria abitazione e dei propri tempi di vita. 

 

E ancora. Chi sceglie di vivere in cohousing partecipa alla creazione e al disegno del progetto delle unità abitative, scegliendo gli spazi da condividere e la loro gestione: le comunità di cohouser sono amministrate direttamente dagli abitanti, ma non esiste una gerarchia, le decisioni sono prese sulle base del consenso. 

Altri articoli consigliati per te:

Questo articolo è stato letto 66 volte.

casa, cohousing, condivisione, crisi

I commenti sono chiusi.