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Il legno, la fonte rinnovabile per sostituire il petrolio

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La legna bruciata potrebbe sostituire il petrolio nell’alimentazione degli impianti industriali

 

Bruciare la legna non significherà più calore domestico. O, almeno, non significherà solo quello. La legna bruciata sarà anche fonte di forza motrice,  diventando un’opportunità per le strutture industriali e commerciali che hanno sede in prossimità di aree con grandi risorse di legname. A parlare di questa opportunità è uno studio pubblicato dal professor Charlees Ray dell’università di Stato della Pennsylvania. ‘Gestendo con criteri di sostenibilità la risorsa legno, ha detto, potremmo averla disponibile per sempre, sostituendola ai combustibili fossili’, ha detto lo studioso.

Il professor Charlees sostiene che il legname combustibile, sebbene non sia competitivo rispetto al petrolio ed ai fossili in alcuni Stati, lo è in molti altri, come il Maine, il Texas, New York, la Florida e la Georgia, proprio dove c’è una certa riluttanza ad adottare questa alternativa per le ingenti risorse da destinare al mantenimento delle aree boschive e alla riforestazione.

 

Negli Stati Uniti ci sono 163 mila impianti alimentati da fonti fossili, consumando ogni anno l’equivalente di 287 milioni di barili di petrolio che potrebbero essere risparmiati se si usasse il legno. Il problema è che se tutti gli impianti venissero convertiti ed usassero il legno come combustibile, consumerebbero tre volte il legname presente dell’area. Come risolvere questo? Con una maggiore efficienza delle caldaie.

gc

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energia, fonti rinnovabili, legna, petrolio

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