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	<title>veneto &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Inquinamento da PFAS: la sentenza storica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento-da-pfas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 09:35:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Per anni hanno bevuto, cucinato e irrigato i campi con un&#8217;acqua che sembrava normale. Solo più tardi centinaia di migliaia di persone, in un&#8217;ampia area del Veneto, hanno scoperto che quell&#8217;acqua conteneva inquinamento da PFAS, sostanze invisibili, persistenti e potenzialmente dannose. Quella vicenda è culminata in uno dei più importanti processi ambientali mai celebrati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319922 size-full" title="Ambiente a confronto tra area non inquinata e are inquinata con PFAS" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/inquinamento-da-PFAS.webp" alt="inquinamento da PFAS" width="1536" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/inquinamento-da-PFAS.webp 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/inquinamento-da-PFAS-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/inquinamento-da-PFAS-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/inquinamento-da-PFAS-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per anni hanno bevuto, cucinato e irrigato i campi con un&#8217;acqua che sembrava normale. Solo più tardi centinaia di migliaia di persone, in un&#8217;ampia area del Veneto, hanno scoperto che quell&#8217;acqua conteneva inquinamento da PFAS, sostanze invisibili, persistenti e potenzialmente dannose. Quella vicenda è culminata in uno dei più importanti processi ambientali mai celebrati in Italia, e oggi torna al centro dell&#8217;attenzione grazie a un volume che ne propone una lettura a più voci. Ma per capire perché questo caso ci riguarda tutti — anche chi non vive in Veneto — conviene partire dall&#8217;inizio.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Inquinamento da PFAS: Cosa sono i PFAS detti &#8220;inquinanti eterni&#8221;</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.efsa.europa.eu/it/topics/per-and-polyfluoroalkyl-substances-pfas" target="_blank" rel="noopener">PFAS</a> è la sigla che indica le sostanze perfluoroalchiliche, ovvero, un&#8217;ampia famiglia di composti chimici usati per decenni nell&#8217;industria per le loro proprietà impermeabilizzanti e antiaderenti: si trovano in rivestimenti, tessuti tecnici, imballaggi, schiume antincendio e molti altri prodotti. Il loro pregio industriale è anche il loro difetto ambientale: sono straordinariamente stabili. Per questo vengono soprannominati &#8220;inquinanti eterni&#8221; — non si degradano facilmente e possono restare nell&#8217;ambiente, e nel corpo umano, per moltissimo tempo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;esposizione avviene soprattutto attraverso l&#8217;acqua potabile, ma anche tramite alcuni alimenti. E qui sta il problema dell&#8217;accumulo: alcuni PFAS permangono nell&#8217;organismo per anni, il che significa che anche un&#8217;esposizione passata può lasciare strascichi a lungo termine.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I rischi per la salute per inquinamento da PFAS: cosa dice la scienza</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Le autorità sanitarie internazionali — <a href="https://www.efsa.europa.eu/it" target="_blank" rel="noopener">EFSA</a>, <a href="https://www.who.int/" target="_blank" rel="noopener">OMS</a>, <a href="https://chem.echa.europa.eu/" target="_blank" rel="noopener">ECHA</a> — riconoscono, sulla base di numerosi studi, un legame tra inquinamento da PFAS e diversi effetti sulla salute. Tra quelli più documentati ci sono l&#8217;aumento dei livelli di colesterolo nel sangue e alterazioni della risposta del sistema immunitario, ad esempio una ridotta efficacia della risposta ai vaccini. La valutazione scientifica è tuttora in evoluzione, con ricerche in corso su altri possibili effetti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Proprio per ridurre l&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento da PFAS, nel 2020 l&#8217;EFSA ha fissato una soglia di sicurezza per quattro PFAS principali (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS): una dose settimanale tollerabile di 4,4 nanogrammi per chilo di peso corporeo. Le fasce più vulnerabili, sottolinea l&#8217;EFSA, sono i bambini, e l&#8217;esposizione in gravidanza e allattamento è il principale fattore che contribuisce alla presenza di queste sostanze nei neonati. È bene chiarire un punto: questi sono dati generali sui PFAS come categoria, non una diagnosi individuale. Chi ha preoccupazioni specifiche legate alla propria salute o alla propria zona dovrebbe rivolgersi al medico e alle autorità sanitarie locali.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il caso Veneto: una delle più estese contaminazioni d&#8217;Europa</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;inquinamento da PFAS in Veneto è considerato <strong>tra i più gravi del continente</strong>. La fonte principale è stata individuata negli scarichi industriali di un&#8217;azienda chimica di Trissino, in provincia di Vicenza, che per anni hanno riversato PFAS nell&#8217;ambiente, contaminando una delle più estese falde acquifere d&#8217;Europa e, attraverso la rete idrica, l&#8217;acqua di tre province: Vicenza, Verona e Padova.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Le dimensioni del problema sono notevoli. Secondo dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, circa 350.000 persone in Veneto sono risultate esposte a livelli critici di PFAS nell&#8217;acqua potabile, mentre l&#8217;ARPA regionale ha individuato decine di chilometri di falda contaminata. È in questo contesto che è nato il movimento delle &#8220;Mamme No PFAS&#8221;, diventato simbolo della battaglia civile per il diritto a un&#8217;acqua sicura.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Una sentenza storica (ma di primo grado)</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il 26 giugno 2025 la Corte d&#8217;Assise di Vicenza ha emesso una sentenza definita storica, la prima del suo genere in Europa. Al termine di un maxi-processo durato circa quattro anni, con oltre 130 udienze e centinaia di parti civili, la Corte ha riconosciuto reati gravissimi — tra cui il disastro ambientale doloso e l&#8217;avvelenamento delle acque — condannando in primo grado undici tra ex manager e dirigenti dell&#8217;azienda, con pene comprese tra 2 anni e 8 mesi e 17 anni e mezzo, mentre quattro imputati sono stati assolti. Sono stati inoltre disposti risarcimenti milionari a favore delle parti civili, tra cui le istituzioni pubbliche.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Un dettaglio fondamentale, da non dare per scontato: si tratta di una sentenza di <strong>primo grado</strong>. Significa che non è definitiva e potrà essere oggetto di appello: i successivi gradi di giudizio potranno confermare, modificare o ribaltare l&#8217;esito. Raccontare il caso con correttezza impone di ricordarlo, evitando di presentare come chiuso ciò che il percorso giudiziario non ha ancora concluso.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché questo caso ci riguarda tutti</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È qui che questo volume appena pubblicato offre uno spunto utile. <a href="https://www.lafeltrinelli.it/ambiente-impresa-salute-nella-sentenza-libro-vari/e/9788832247411" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Ambiente, impresa e salute nella sentenza PFAS. Dal rischio invisibile al giudizio penale&#8221;</a>, edito da <a href="https://www.theskillpress.it/" target="_blank" rel="noopener">The Skill Press</a> e firmato da <strong>Andrea Camaiora</strong>, <strong>Antonio Marcomini</strong>, <strong>Angelo Merlin</strong> e <strong>Andrea Sottani </strong>quattro autori provenienti da discipline diverse — comunicazione, chimica, diritto e idrogeologia — raccoglie gli interventi di un convegno promosso dall&#8217;<a href="https://www.unive.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Università Ca&#8217; Foscari di Venezia</strong></a>. La sua proposta è leggere il caso in modo interdisciplinare: non solo come una vicenda giudiziaria, ma come un intreccio di scienza, diritto, ambiente e comunicazione pubblica del rischio.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-319921 size-full" title="Copertina del libro &quot;Ambiente Impresa e Salute nella sentenza PFAS" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/COPERTINA-PFAS.webp" alt="inquinamento da PFAS" width="1362" height="2042" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/COPERTINA-PFAS.webp 1362w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/COPERTINA-PFAS-200x300.webp 200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/COPERTINA-PFAS-683x1024.webp 683w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/COPERTINA-PFAS-768x1151.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/COPERTINA-PFAS-1025x1536.webp 1025w" sizes="(max-width: 1362px) 100vw, 1362px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Ed è esattamente questo il motivo per cui la storia dei PFAS veneti supera i confini regionali. Da un lato mostra quanto possa essere lungo e difficile il cammino per ottenere giustizia su un danno ambientale e sanitario. Dall&#8217;altro racconta come la consapevolezza dei cittadini sui propri diritti, e l&#8217;attenzione delle imprese alla sostenibilità dei processi produttivi, siano cresciute proprio a partire da casi come questo. I PFAS, del resto, non sono un problema solo veneto: indagini indipendenti ne hanno rilevata la presenza in acque di numerose zone d&#8217;Italia, e la normativa europea e nazionale si sta progressivamente adeguando, con nuovi limiti per l&#8217;acqua potabile in vigore dal 2026.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Conoscere significa potersi tutelare. <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/acqua-trattata-con-polifosfati-si-puo-bere/" target="_blank" rel="noopener">Informarsi sulla qualità dell&#8217;acqua</a> della propria zona, consultando i dati del gestore idrico e delle autorità locali, è il primo gesto concreto di quel saper vivere che mette la consapevolezza al centro: perché la difesa dell&#8217;ambiente e quella della salute, come insegna il caso PFAS, sono in fondo la stessa cosa.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Le informazioni sui PFAS e sui loro effetti provengono da fonti istituzionali e scientifiche (EFSA, ISS, OMS, ECHA, ARPAV) e descrivono rischi generali della categoria, non condizioni individuali: non sostituiscono il parere di un medico o delle autorità sanitarie. I riferimenti al procedimento penale riguardano una sentenza di primo grado del 26 giugno 2025, non definitiva e suscettibile di impugnazione; vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Per informazioni sulla qualità dell&#8217;acqua della propria zona si rimanda ai gestori idrici e agli enti competenti.</em></p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Cosa sono i PFAS?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Sono le sostanze perfluoroalchiliche, una vasta famiglia di composti chimici usati nell&#8217;industria per le loro proprietà impermeabilizzanti e antiaderenti. Sono chiamati &#8220;inquinanti eterni&#8221; perché molto stabili: non si degradano facilmente e possono persistere a lungo nell&#8217;ambiente e nel corpo umano.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché i PFAS sono pericolosi per la salute?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Le autorità sanitarie (EFSA, OMS, ECHA) riconoscono, sulla base di numerosi studi, un legame tra l&#8217;esposizione prolungata ai PFAS e alcuni effetti sulla salute, tra cui l&#8217;aumento del colesterolo e alterazioni del sistema immunitario. Le fasce più vulnerabili sono i bambini. La ricerca scientifica è ancora in evoluzione.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Cosa è successo con i PFAS in Veneto?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Gli scarichi di un&#8217;azienda chimica di Trissino (Vicenza) hanno contaminato per anni una vasta falda acquifera e l&#8217;acqua potabile di tre province (Vicenza, Verona, Padova). Secondo l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, circa 350.000 persone sono state esposte a livelli critici. È una delle contaminazioni da PFAS più estese d&#8217;Europa.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Come si è concluso il processo PFAS?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il 26 giugno 2025 la Corte d&#8217;Assise di Vicenza ha condannato in primo grado per inquinamento da PFAS undici ex dirigenti aziendali i reati imputati riguardano il disastro ambientale doloso e l&#8217; avvelenamento delle acque. Si tratta però di una sentenza di primo grado, non definitiva e che potrà essere appellata nei successivi gradi di giudizio.</p>
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Veneto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/i-borghi-piu-belli-ditalia-veneto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2024 07:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Luoghi nascosti di una regione splendida e variegata La splendida e variegata cornice del Veneto offre ampi spazi per conoscere luoghi poco noti, ma dall’incredibile bellezza. Quasi al confine con la Lombardia, si viene letteralmente accolti dal comune di Borghetto, frazione di Valeggio sul Mincio. Un incrocio fra la via d’acqua e quella di terra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-99775" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/lake-2582576_1280-e1620309837231.jpg" alt="borghi veneto " width="800" height="534" /></h3>
<h2>Luoghi nascosti di una regione splendida e variegata</h2>
<p><span id="more-99765"></span></p>
<p>La splendida e variegata cornice del Veneto offre ampi spazi per conoscere luoghi poco noti, ma dall’incredibile bellezza. Quasi al confine con la Lombardia, si viene letteralmente accolti dal comune di <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/borghetto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Borghetto</strong>, <strong>frazione di Valeggio sul Mincio</strong></a>.</p>
<p>Un incrocio fra la via d’acqua e quella di terra ha determinato la sua posizione millenaria di zona di confine e di passaggio, dove il viaggiatore, il pellegrino e il mercante potevano sempre trovare, guerre e carestie permettendo, un luogo ospitale in cui soggiornare.</p>
<p>Borghetto è un esempio urbanistico unico e passeggiare nel centro di sera per vedere un tramonto sul Mincio, è come naufragare in un medioevo immaginario.</p>
<h3>Borghetto è solo questo pugno di case, un antico villaggio di mulini in completa simbiosi con il suo fiume.</h3>
<p>Un paesaggio naturale di grande respiro e suggestione, dove le acque del fiume indugiano silenziose tra anse e canneti e fanno da sottofondo alle chiacchiere della gente, raccolte e protette dalle imponenti rocche del <strong>Ponte Visconteo</strong>.</p>
<p>Quest’ultimo, straordinaria diga fortificata, costruita nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti, è stato definito un <strong>“check-point d’antico regime”.</strong> Lungo 650 metri e largo 25, era collegato al sovrastante castello Scaligero da due alte cortine merlate e integrato in un complesso fortificato che si estendeva per circa 16 km.</p>
<p>Il <strong>Castello Scaligero</strong>, dalla sommità della collina, continua a dominare con le sue torri la valle del Mincio. Della sua parte più antica resta la <strong>Torre Tonda</strong>, singolare costruzione risalente al XII secolo mentre il resto del complesso è databile al XIV secolo.</p>
<p>A Borghetto è documentata una <em>thaberna</em>, sorta di osteria-locanda, già intorno al 1300. E Valeggio sul Mincio, paese-ponte tra due regioni, per adeguarsi al crescente traffico commerciale, sviluppò  fin dal ‘700 una rete di <strong>“locande con stallo</strong>” che si traduce, ancora oggi, in un numero elevatissimo di ristoranti  rispetto alle dimensioni del paese.</p>
<p>Proprio in questi luoghi si possono gustare le specialità, tra cui spiccano i celebri tortellini di Valeggio, rigorosamente fatti a mano e speciali al burro fuso e salvia, ma ottimi anche in brodo. Qui il tortellino è chiamato “<strong>nodo d’amore”</strong> perché ricorderebbe il nodo di un fazzoletto di seta intrecciato da due amanti prima di gettarsi nel Mincio</p>
<p>Il Nodo d’Amore rappresenta il clou delle manifestazioni locali che avvengono il terzo martedì di giugno, sul Ponte Visconteo, in cui si radunano circa 4 mila commensali, per un incontro  enogastronomico tra sfilate in costumi medievali, sbandieratori e fuochi d’artificio.</p>
<p>Il fiume Mincio è anche protagonista della tavola con secondi piatti quali luccio in salsa, la trota e l’ anguilla, preparati in vari modi, e accompagnati dal <strong>Bianco di Custoza</strong> e dal <strong>Bardolino</strong>, dai vini Doc della zona,.</p>
<h3>Nei pressi del Lago di Garda si trova <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/san-giorgio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>San Giorgio, frazione di Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella</strong>.</a></h3>
<p>Conosciuto anche come <strong>San Giorgio Inagannapoltron,</strong> si svela così come nei tempi antichi, una naturale fortezza che si raggiunge però dopo un cammino lungo e faticoso nonostante la prima impressione di vicinanza.</p>
<p>Da ciò deriva appunto il nome “ingannapoltron”. Un soprannome che sembra risalga al medioevo quando la scherzosa parola “poltron”, persona pigra, fu aggiunta al toponimo “San Giorgio in Ganna”:</p>
<p>Nel centro del paesino ecco la <strong>Pieve di San Giorgio di Valpolicella</strong>, che risale al VII-VIII secolo e  che ne fa uno dei luoghi di culto, ancora oggi utilizzati, più antichi di tutto il territorio veronese. Dotata di chiostro, sala capitolare e campanile, la chiesa fu costruita su resti di precedenti edifici molto antichi.</p>
<p>Dal chiostro della Pieve si accede all’area archeologica sul retro dell’abside orientale, dove sono visitabili i ritrovamenti di alcuni edifici dell’età del Ferro. Uno di questi è affiancato da una cisterna per la raccolta dell’acqua che serviva nella lavorazione dei metalli.</p>
<p>Adiacente alla chiesa, sulla piazza del borgo, si trova l’ingresso del <strong>Museo antiquarium</strong>, che raccoglie tutti i reperti della preistoria, dell’età del bronzo e del ferro e dell’età romana trovati nel paese e nei suoi dintorni.</p>
<h4>Una particolare curiosità di questo piccolo borgo è la <strong>via Crucis dei Lapicidi</strong>.</h4>
<p>Accanto al cimitero, gli allievi della Scuola d’Arte hanno scolpito una via crucis speciale, con 14 stazioni rappresentate da libri aperti in pietra. Da un lato è scolpita la passione di Cristo, dall’altro la passione degli scalpellini e dei marmisti del comune che hanno dovuto emigrare in cerca di lavoro.</p>
<p>Ispirati alle antiche tradizioni sono anche i piatti offerti dal borgo, semplici  e variegati, come la <strong>minestra di fàe </strong>(fave), <strong>le paparele e fiagadini </strong>(tagliatelle in brodo con i fegatini), <strong>il brasato all’Amarone, il tortel con l’erba amara</strong> (frittata alle erbe). E per concludere <strong>la pissota brassadele</strong> (ciambelle dolci) e il <strong>nadalin </strong>(dolce alle mandorle).</p>
<p>La presenza di ulivi e vigneti, inoltre, porta alla produzione di olio extra vergine di oliva e dei vini DOC e DOCG della denominazione Valpolicella quali <strong>Amarone, Recioto, Valpolicella Superiore e Ripasso.</strong></p>
<p>Proseguendo nel territorio di Padova si incontra <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montagnana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Montagnana </strong></a>perfetto esempio di città fortificata del XIV secolo, rappresentato dalle mura lunghe circa due chilometri che avvolgono il borgo e sono rafforzate da 24 torri esagonali con merlatura guelfa.</p>
<h3>All’interno della cortina trecentesca, il disegno urbano mantiene l’impronta medievale con vie a portici e vicoli d’atmosfera.</h3>
<p>Accanto alla cortina difensiva <strong>Villa Pisani</strong> è la dimora extraurbana edificata, a metà Cinquecento, da Andrea Palladio per il nobile veneziano Francesco Pisani. Una delle prime applicazioni del modello a cubo, scompartito da colonne doriche e ioniche secondo il gusto rinascimentale.</p>
<p>Di fronte alla villa del Palladio, il <strong>Castello di San Zeno</strong> è costituito da un edificio principale rettangolare, da un cortile interno protetto da due torri di vedetta e dal mastio alto 38 metri che domina il nucleo urbano.</p>
<p>Il cuore cittadino è la <strong>Piazza Vittorio Emanuele II</strong>, abbellita dal listón in trachite grigia dei Colli Euganei con inserti in pietra bianca, sull’esempio di piazza San Marco a Venezia. Sulla piazza si affacciano eleganti edifici, come il <strong>Palazzo Zanella</strong> dai raffinati camini a corolla e il <strong>Palazzo Valeri</strong> di gusto settecentesco.</p>
<p>Il Duomo di Montagnana presenta all’esterno uno stile tardo gotico, abbellito dal portale in marmo bianco attribuito a Jacopo Sansovino o alla sua scuola, e all’interno un carattere rinascimentale. I due affreschi della controfacciata raffiguranti David con la testa del gigante Golia e Giuditta vittoriosa su Oloferne sono opera del Giorgione.</p>
<p>Lo spirito medievale del borgo si rispecchia in un grande evento come il <strong>Palio dei Dieci Comuni del Montagnanese</strong>, la prima domenica di settembre. Una rievocazione medievale con cortei storici, esibizioni di musici e sbandieratori.</p>
<h4>A questo si affianca la <strong>Festa del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo </strong>«Crudo dolce di Montagnana» Dop, che si svolge a maggio con rassegne e degustazioni di specialità locali.</h4>
<p>Il prosciutto crudo di Montagnana, lavorato e stagionato secondo la tradizione, ha un gusto dolce e morbido dovuto alla sapiente dosatura di sale. La tradizione del maiale si esprime anche in numerosi piatti, tra cui spicca la rinomata <strong>“pasta e fasòi” (fagioli) con il battuto di lardo</strong>, da accompagnare con gli ottimi <strong>vini Merlara Doc</strong>.</p>
<p>Montagnana, però, è anche luogo di partenza ideale per i più importanti centri d’arte e cultura del Veneto. Nelle immediate vicinanze si trovano <strong>Villa Pojana</strong> del Palladio, il trecentesco <strong>Castello di Bevilacqua </strong>con il suo grande parco e <strong>Villa Correr</strong> a Casale di Scodosia, bellissima villa veneta di fine Seicento.</p>
<p>In mezz’ora circa si raggiunge <strong>l’area naturalistica dei Colli Berici</strong>, le ville venete in provincia di Vicenza, il <strong>Castello di Soave</strong> nel veronese e  il polmone verde dei <strong>Colli Euganei</strong> con la località  di Arquà Petrarca</p>
<h3>Quest’ultima rappresenta uno dei borghi più esemplari della regione.</h3>
<p><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/arqua-petrarca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Arquà Petrarca</strong></a>, infatti, è chiamato la  “<strong>la perla dei Colli Euganei”</strong>, e fu luogo di riposo del Petrarca negli ultimi suoi quattro anni di vita</p>
<p>Arquà Petrarca ha qualcosa di indefinibile che aleggia nell’aria, a partire dai toni caldi della pietra e del cotto che danno al paesaggio un fascino sia toscano che  provenzale. Ed è questo il motivo per cui piacque tanto al Petrarca, che vi ritrovava panorami a lui cari.</p>
<p>Lungo le rampe tortuose che dal paese basso portano a quello alto, ci si trova subito immersi in una fantasia rurale, che comincia con le prime case in pietra, prosegue con la visione dei vecchi lavatoi e abbeveratoi e termina sul sagrato della <strong>chiesa arcipetrale di Santa Maria Assunta</strong>, in mezzo al quale sorge la tomba del Petrarca, l’arca eretta sei anni dopo la sua morte in marmo rosso di Verona.</p>
<h4>Arrivati in <strong>Piazza Petrarca</strong>, nel borgo alto, si trova il <strong>Palazzo Contarini</strong>, in stile gotico veneziano del XV secolo.</h4>
<p>Uscendo dalla piazza e percorrendo via Roma si incontrano una casa romanica con aggiunte gotiche e quattrocentesche e una piccola dimora con nicchia e affresco che era sede, agli inizi del Trecento, di un ospedale per mendicanti.</p>
<p>Dopo un’altra casa duecentesca, appare <strong>Villa Alessi</strong>, di origine trecentesca e restaurata nel 1789. Alla fine della salita ecco lo scorcio sublime dell’ <strong>Oratorio della Santissima Trinità</strong> con la <strong>Loggia dei Vicari</strong>, un tempo abbellita dagli stemmi gentilizi dei nobili padovani che amministrarono Arquà per conto della Serenissima.</p>
<p>Arquà Petrarca è il posto giusto per andare letteralmente in brodo di giuggiole, sia per la bellezza del paesaggio e dell’antico borgo, sia perché, ad Arquà, <strong>la giuggiola</strong> è regina, tanto da essere celebrata con una festa la prima e seconda domenica di ottobre,  mentre altrove il frutto fa ormai parte dei sapori dimenticati.</p>
<p>Si arriva poi alla casa del Petrarca, immersa nel verde e circondata dagli orti che lui stesso curava, L’abitazione è preesistente al poeta, cui fu donata nel 1369 dal signore di Padova, Francesco il Vecchio da Carrara.</p>
<h3>Petrarca la ingrandì, la migliorò e la abitò, non in maniera continua, dal 1370 al ‘74.</h3>
<p><strong>Casa del Petrarca</strong> conserva intatto lo studiolo in cui morì il poeta, contiene un piccolo museo petrarchesco e fu abbellita da pitture cinquecentesche ispirate al Canzoniere.</p>
<p>La suggestione di questo luogo, che naturalmente oggi, è alquanto diverso da come lo vedeva Petrarca, sta nel suo potere evocativo, complice il paesaggio che gli si distende davanti e che è molto simile a quello ammirato dal poeta.</p>
<p>Anche la provincia di Treviso racchiude splendidi borghi, e in particolare <strong><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/portobuffole/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Portobuffolé</a>,</strong> un gioiellino incastonato nella campagna trevigiana, dove il Veneto volge ormai al Friuli.</p>
<h4>Portobuffolè è un borgo d’impronta veneziana che conserva la grazia di un’ amante dell’arte e della poesia, e la volubilità del suo fiume, il Livenza.</h4>
<p>Un po’ dell’antica anima è rimasta nel Prà dei Gai quando, inondato dalle acque del Livenza, il bosco diventa un lago grigio su cui volteggiano i gabbiani.</p>
<p>Il <strong>Prà dei Gai</strong> è il bacino naturale del fiume Livenza in caso di piena, e una grande oasi di verde quando non è inondato. Oggi è il posto adatto per una gita fuori porta, soprattutto in occasione della <strong>festa di San Marco</strong>, patrono del borgo, che ha luogo il 25 aprile con manifestazioni sportive e culturali e picnic a base di <strong>fortaja de San Marco</strong>, la frittata accompagnata da insalatina novella.</p>
<p>Le altre specialità culinarie del borgo, invece, sono gli <strong>gnocchetti al sugo d’anatra</strong>, il rognone di vitello, il <strong>risotto al piccione</strong> e un piatto di antico sapore contadino come la <strong>zuppa matta</strong>, a base di zucca, pane, latte e funghi, tutti accompagnati dai <strong>vini rossi dell’Alto Livenza</strong>.</p>
<p>A Portobuffolè si entra dal ponte che immetteva alla <strong>Porta Trevisana</strong>, distrutta nel 1918. Si arriva subito a <strong>Piazza Beccaro</strong>, una piazzetta con acciottolato circondata da bei palazzi. Dalla piazza si arriva al <strong>“Toresin</strong>” e a <strong>Porta Friuli</strong>, dove campeggia, sopra l’arco esterno, un Leone di San Marco che inneggia ai “diritti e doveri dell’uomo e del cittadino”, segno evidente del passaggio della Rivoluzione Francese.</p>
<p>Ma da Piazza Beccaro si arriva in breve anche a <strong>Casa Gaia</strong>, una splendida dimora del trecento in cui visse fino alla morte, avvenuta nel 1311, la celebre e discussa Gaia da Camino. Fu lei a trasformare quella che era una casa torre in una piccola reggia. La facciata è ingentilita da bifore arricchite di colonnine sottili ed eleganti con capitelli a fior di loto.</p>
<h3>Da questo personaggio, molto probabilmente,  deriva anche un interessante evento che ha luogo tutti i sabati di giugno come il <strong>Gaia Jazz</strong>.</h3>
<p>Una rassegna, un luogo di incontri dove approfondire la conoscenza delle aziende che sostengono il progetto in un ambiente in cui la musica e la degustazione creano un’atmosfera unica. Organizzatori, musicisti, spettatori creano un ambiente singolare, dove tutti gli elementi si uniscono in un’unica esibizione.</p>
<p>Ad <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/asolo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Asolo</strong></a> si arriva per curare gli affanni e vivere in pace. Come accadde ad Eleonora Duse, che qui si ritirò lasciate le scene.  Il segreto di Asolo, forse, sta nell’antica armonia tra luoghi della natura e opere dell’uomo, ma risulta difficile descrivere in breve il piacere di una visita in questo borgo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>Cattedrale di Asolo</strong>, ricostruita nel 1747, conserva nella facciata la struttura romanica, mentre al suo interno sono custodite opere notevoli tra cui spicca l’Assunta, capolavoro di Lorenzo Lotto del 1506. Entrando in centro da sud, da <strong>Porta Loreggia</strong>, e prendendo il Foresto vecchio, ci si imbatte nella <strong>chiesa di San Gottardo</strong>  e in <strong>Casa Malipiero</strong>, che ospitò il musicista veneziano.</p>
<p>Dalla centrale <strong>Piazza Garibaldi</strong> si sale a piedi lungo via Regina Cornaro tra due ali di palazzi quattrocenteschi affrescati e dotati di portici.  A sinistra c’è il castello della Regina, ora <strong>Teatro Duse</strong>, con la torre Civica e la più piccola Reata. Scendendo, si lascia sulla sinistra via Sottocastello con l’omonima porta e si passa davanti a <strong>Palazzo Beltramini</strong>, ora municipio.</p>
<h3>In via Canova si ammirano <strong>Casa Duse, Casa De Maria</strong> e la graziosa <strong>chiesetta di Santa Caterina</strong> con affreschi del Trecento.</h3>
<p>Salendo per la stretta via Sant’Anna, si arriva in faccia all’omonima chiesa, mentre  tornando dalla piazza centrale si sale per via Dante e, lasciata sulla destra l’elegante <strong>Villa Scotti Pasini</strong>, si incontra l’ex <strong>monastero benedettino di San Pietro</strong>.</p>
<p>Nei dintorni di Asolo, inoltre, sono da vedere grandi capolavori dell’arte italiana come <strong>Villa Barbaro</strong> di Maser, progettata da Andrea Palladio con affreschi di Paolo Veronese, <strong>Villa Emo</strong>, altro capolavoro dell’architettura palladiana oppure, a Possagno, la <strong>casa natale e la Gipsoteca</strong> dello scultore neoclassico Antonio Canova.</p>
<p>E poi ancora <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/follina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Follina</strong> </a>un paese che si trova ai piedi delle Prealpi Trevigiane, tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene, nella pregiata zona vinicola che comprende i comuni  della denominazione <strong>Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg</strong>. Il borgo, infatti, è entrato nel circuito della <strong>Primavera del Prosecco</strong>, importante rassegna che promuove il celebre vino,  con serate di degustazione e la mostra <strong>Sulle note del Prosecco Docg</strong>.</p>
<p>A Follina si ammira gioiello architettonico dell’<strong>abbazia di Santa Maria in Sanavalle</strong>, dove l’arte monastica, tesa alla creazione del bello, con i suoi archi, capitelli e colonne e con i suoi giochi di luce, ha lasciato in eredità capolavori come il Chiostro terminato nel 1268 e il crocefisso ligneo di età barocca. Nel XII secolo, ai benedettini, subentrarono i cistercensi, che riadattarono il monastero al particolare stile costruttivo del loro ordine.</p>
<h3>Ancora oggi l’Abbazia è il centro della vita culturale, ospitando a giugno i <strong>Concerti d’Alta Marca</strong> nella cornice dell’antico Refettorio.</h3>
<p>Tradizione vuole che siano stati i monaci dell’Abbazia di Santa Maria a portare a Follina la lavorazione della lana. Sicuramente a loro va il merito di aver sviluppato l’attività di <strong>“follatura”</strong> dalla quale deriva il nome del paese, favorita dall’abbondanza di pascoli e di corsi d’acqua.</p>
<p>Proprio ai piedi dell’Abbazia sorge <strong>Palazzo Barberis</strong>, realizzato dal bresciano Francesco Fadda, che dal 1666, agli umili panni di lana, affiancò la produzione di tessuti più raffinati. Più recente la storia del <strong>Lanificio Andretta</strong>, costruito nel 1820, poi diventato Collegio San Giuseppe.</p>
<p>Nell’Ottocento, a resistere alla contrazione del mercato  furono i piccoli lanifici più dinamici come quello avviato nel 1795 da Gaspare Paoletti. Il <strong>Lanificio Paoletti</strong> fu l’unica manifattura superstite di una tradizione secolare, premiata dai marchi della moda che ne utilizzano i tessuti per le loro collezioni</p>
<p>Oggi, nell’area dismessa dell’ex Lanificio Paoletti, con la regia della Compagnia della Lana e della Seta, ha preso il via la rassegna <strong>La Via della Lana</strong>, aperta a interessanti contaminazioni tra manifattura tessile, arte e design.</p>
<h3>Poco distante ecco <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/cison-di-valmarino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Cison di Valmarino</strong></a> che stupisce non solo per la bella piazza dall’atmosfera veneta, ma per il rapporto tra il luogo e l’acqua.</h3>
<p>Il <strong>torrente Rujo</strong> taglia per il lungo il borgo, e da sempre ne ha caratterizzato l’aspetto. La vita quotidiana scorreva intorno a queste acque che alimentavano mulini e magli, dando lavoro a fabbri e mugnai. Mulini, lavatoi e abbeveratoi sono gli elementi della civiltà rurale che Cison sta salvaguardando, insieme all’artigianato per il quale organizza un’importante rassegna da oltre trent’anni.</p>
<p>Dal 1980, infatti, il <strong>ferragosto di Cison e la festa di Santa Maria Assunta</strong> sono stati inglobati in una delle più importanti rassegne della produzione artigianale in Italia. Oltre duecento espositori, provenienti anche dall’estero, animano con le loro botteghe i vecchi portici, i cortili e i vicoli del centro storico</p>
<h3>Ad ottobre, invece, nella vicina frazione di Tovena, si svolge <strong>Fiera Franca</strong>.</h3>
<p>In occasione della festa dei santi patroni Simone e Giuda, si svolge da secoli la <strong>“fiera de san Simòn</strong>”, che fino agli anni Quaranta del Novecento faceva incontrare agricoltori, pastori e mercanti dell’area pedemontana e del bellunese per gli scambi di prodotti alimentari, bestiame e attrezzi agricoli.</p>
<p>Anche Cison di Valmarino si trova nelle terre del Prosecco e le ben pettinate colline su cui ovunque si poggia lo sguardo sono punteggiate da alberi da frutto e casolari ristrutturati. Cison, con le sue ville venete settecentesche, le sue acque e il rosso delle imposte delle sue case, è un meraviglioso angolo di provincia veneta.</p>
<p>Il borgo di Cison è sorvegliato dal <strong>Castello Brandolini</strong>, oggi diventato hotel di lusso. Il complesso fortificato del XII secolo fu trasformato dai conti Brandolini con l’aggiunta dell’ala rinascimentale e l’innalzamento delle mura e dei bastioni esterni.</p>
<p>Ma l’attrazione principale è il centro storico con l’armonica <strong>Piazza Roma</strong>, su cui si affacciano il <strong>Palazzo Barbi</strong>, villa veneta ora sede del Comune, e la <strong>Loggia</strong>, costruita a metà Seicento per ospitarvi il tribunale, e oggi teatro.</p>
<p>La <strong>chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta</strong> è un gioiello settecentesco dalla doppia facciata: quella dell’ingresso principale, a ovest, è ornata da tre statue ottocentesche di Marco Casagrande raffiguranti Fede, Speranza e Carità, mentre quella a est si affaccia su piazza Roma e presenta ai lati, disposte in coppia, Prudenza e Giustizia, Fortezza e Temperanza.</p>
<p>E a meravigliare, ancora, è lo scorrere dell’acqua fin dentro il borgo, grazie a un percorso<strong>,  le vie dell’Acqua</strong>, che, costeggiando il torrente Rujo, si snoda nel bosco per raggiungere vecchi mulini e altre opere idrauliche, testimonianze di archeologia industriale.</p>
<h3>Prima di arrivare all’altura su cui sorge il borgo di <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/mel-di-borgo-valbelluna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Mel, frazione di Borgo Valbelluna</strong></a> si nota la secentesca <strong>Villa Luzzati</strong> con i suoi camini posti agli angoli.</h3>
<p>Imboccando la salita in direzione del centro urbano, si incontrano <strong>Villa Granelli</strong> e, più avanti, <strong>Villa Migliorini</strong>, oggi Tonon, che con la sua ampia facciata e i camini slanciati richiama la struttura della villa veneziana del Cinquecento.</p>
<p>Attraverso una via stretta si sbuca nella piazza principale, uno spazio trapezoidale che appare come una quinta scenografica dove edifici di epoche diverse si presentano in una perfetta armonia. Tra questi, il cinquecentesco <strong>Palazzo Zorzi</strong> ospita il Municipio, affrescato nel salone del primo piano da Marco da Mel con episodi dell’Orlando Furioso.</p>
<p>All’angolo nord-ovest della piazza, il secentesco <strong>Palazzo delle Contesse</strong> ospita il <strong>Museo Archeologico,</strong> che espone i corredi tombali della necropoli paleoveneta ed in particolare un’importante fibula a forma di felino di fattura celtica.</p>
<p>La piazza è chiusa a nord dalla mole della <strong>settecentesca chiesa parrocchiale</strong>, bell’esempio di tradizione palladiana, al cui interno si notano le opere di Girolamo Denti del XVI secolo e  Giovanni da Mel. Di fronte al municipio si trova  la secentesca <strong>Villa Fulcis</strong> con l’attiguo <strong>Palazzo Fulcis</strong> del secolo successivo che è la sede della <strong>mostra mercato Mele. </strong></p>
<p>Un evento che si svolge  il secondo fine settimana di ottobre, in cui i proprietari aprono corti e palazzi ai visitatori che vengono per degustare le cento varietà di mele e i prodotti tipici, e per la mostra dell’artigianato che si dispiega lungo il centro storico. <strong>Radicele,</strong> invece, è il nome della mostra mercato di primavera, il terzo fine settimana di maggio, dedicata alle erbe spontanee, tra cui ortica, luppolo e silene, usate nella cucina bellunese.</p>
<p>Risalendo la Val Pettorina, nella parte alta della provincia di Belluno e nel cuore delle Dolomiti, <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sottoguda/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sottoguda, frazione di Rocca Pietore</strong></a> è l’ultimo borgo prima di <strong>Malga Ciapéla</strong> e della Marmolada.</p>
<p>Da Malga Ciapéla parte la funivia che in tre tronconi raggiunge i 3309 metri di Punta Rocca, seconda cima della Marmolada e delle intere Dolomiti. Tra i tanti itinerari possibili, se ne segnalano  in partenza da Sottoguda.</p>
<h3>Il primo porta alla <strong>forcella Valbona</strong> a 2196 metri, abitata solo da stambecchi e camosci, seguendo i segnavia tra abeti, ontani e piante di mirtillo.</h3>
<p>Il secondo conduce alla <strong>forcella delle Fontane</strong>, a 2211 metri, salendo per la vecchia mulattiera oltre l’abetaia, e raggiungendo la solitudine dei pascoli in un’armonia di luci e colori, mentre il terzo arriva alla <strong>malga Franzedàz</strong>, a 1980 metri, un panoramico pianoro disseminato di piccoli fienili e casére, cucine di pastori.</p>
<p>Sottoguda si presenta come un antico villaggio le cui testimonianze scritte risalgono al 1260 e si caratterizza per i numerosi <strong>tabièi</strong>, fienili in legno diffusi nell’area dolomitica di cultura ladina, usati dai contadini per il deposito del fieno e il ricovero del bestiame e degli attrezzi agricoli.</p>
<p>L’agricoltura è stata per secoli la principale fonte di sostentamento della piccola comunità. Oggi sopravvive anche la tradizione della lavorazione artistica del ferro battuto, mentre in estate, la sera di ogni giovedì, Sottoguda si anima con la manifestazione <strong>Na Sera da Zacàn.</strong></p>
<p>Arti e mestieri di un tempo, musica e cibo accompagnano le espressioni dell’artigianato artistico e la riproposizione di vecchi lavori come la battitura del ferro, la lavorazione della lana e l’intaglio del legno.</p>
<p>L’edificio più antico di Sottoguda, l’unico risparmiato dall’incendio del 1881, è la <strong>chiesetta dedicata ai santi Fabiano, Sebastiano e Rocco</strong>, consacrata nel 1486 quando doveva servire una comunità costituita da una decina di abitazioni.</p>
<p>La <strong>parrocchiale di Rocca Pietore</strong>, invece, costruita nel 1142 in stile gotico alpino, si distingue per lo splendido <strong>flügelaltar,</strong> altare ligneo policromo con portelle, tipico del Tirolo e della Baviera, realizzato nel 1517 dallo scultore di Bressanone Ruprecht Potsch.</p>
<p>Subito dopo le ultime case inizia la <strong>gola dei Serrai</strong> di Sottoguda, un profondo canyon di circa due chilometri, oggi Parco di interesse regionale, che arriva fino alla conca di Malga Ciapéla, ai piedi della Marmolada.</p>
<p>Un tempo lungo i Serrai transitavano le mandrie di mucche e le greggi di capre dirette ai pascoli di alta montagna, Oggi grossi greggi di pecore stanziano in estate sul territorio per pascolare i prati altrimenti incolti, mentre in inverno la gola diventa una palestra di arrampicata su ghiaccio tra le più apprezzate d’Europa.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa </em></strong></p>
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		<title>Il fiume più corto del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 13:23:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-166259" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/fiume-piccolo-italia.jpg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/fiume-piccolo-italia.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/fiume-piccolo-italia-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/fiume-piccolo-italia-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/fiume-piccolo-italia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3>Un primato Italiano?<span id="more-166255"></span></h3>
<p>Facciamo un gioco!</p>
<p><strong>Se ti dovessimo chiedere di pensare ad un fiume italiano</strong>, su quale andrebbe subito la tua mente?</p>
<p>La risposta è abbastanza “geo localizzata”! Nel senso che in base alla regione in cui ci troviamo potremmo pensare ovviamente ai fiumi più importanti e vicini a noi: <strong>Po, Arno, Tevere, Adige, Adda</strong> e così via ripercorrendo tutta la nostra penisola.</p>
<h4>Questi citati sono tra i fiumi più lunghi d’Italia. Vediamo la classifica dei primi 10.</h4>
<p><strong>Po</strong> 652 km<br />
<strong>Adige</strong> 410 km<br />
<strong>Tevere</strong> 406 km<br />
<strong>Adda</strong> 313 km<br />
<strong>Oglio</strong> 280 km<br />
<strong>Tanaro</strong> 276<br />
<strong>Arno</strong> 241 km<br />
<strong>Piave</strong> 220 km<br />
<strong>Reno</strong> 212 km<br />
<strong>Tagliamento</strong> 178 km</p>
<p>Quindi pensare ad un fiume di questi era più che scontato, ma <strong>in Italia deteniamo un record particolare</strong>. Abbiamo il <strong>fiume più piccolo del mondo</strong>!</p>
<p>Si trova <strong>in Veneto in provincia di Verona</strong>, si tratta dell&#8217;<strong>Aril</strong>, chiamato comunemente con l&#8217;abbreviazione di <strong>Ri</strong>, che misura <strong>175 metri di lunghezza</strong> e scorre interamente attraverso la frazione di Cassone del comune di Malcesine.</p>
<p>La realtà purtroppo è un’altra. È più corretto dire che “abbiamo detenuto” per diverso tempo questo record ma, se andate a visitarlo troverete ancora il cartello con la dicitura “<em>fiume Aril M175, il fiume più corto del mondo</em>”! Negli ultimi anni sono stati conteggiati dei <strong>concorrenti asiatici che si sono fregiati il primato e i primi posti della classifica mondiale</strong>. Ma al nostro piccolo fiume è rimasto lo scettro di indiscusso <strong>fiume più corto d’Italia</strong>.</p>
<h4>Scopriamo insieme dunque quali sono i fiumi più corti del mondo e quali hanno “rubato” il nostro primato.</h4>
<p>Il primo gradino del podio è occupato dal fiume <strong>Tamborasi</strong> a Sulawesi sudorientale, in <strong>Indonesia</strong>, è<strong> lungo 20 metri</strong>, 15 m di larghezza e sfocia nel Mare di Flores a Bone Bay.</p>
<p>Al secondo posto il fiume norvegese <strong>Kovasselva</strong> parte dal lago Kovassvatnet e termina sul mare norvegese, che scorre solo per 22 m.</p>
<p>Al terzo posto il fiume <strong>Reprua</strong>. Scorre solo per 27 m in Georgia. Partendo dalle sorgenti della Grotta di Krubera, questo fiume è il più profondo del mondo con una profondità maggiore di 2300 m</p>
<p>Il fiume <strong>Ombla</strong> in Croazia occupa il quarto posto scorre per i metri 30 nella baia Rijeka Dubrovacka del mare Adriatico. La sorgente del fiume è il flusso di acque sotterranee, alimentato dal torrente Trebisnjica, e ha un bacino di drenaggio di 600 chilometri quadrati.</p>
<p><strong>Jezernica</strong> al quinto posto, è uno dei fiumi 59 in Slovenia. È anche un affluente del più grande Idrijca che sfocia nel Mare Adriatico.</p>
<p>Il “nostro” <strong>Aril, </strong>occupa la decima posizione ormai con i suoi 175 metri, il fiume passa tre ponti e una piccola cascata, per poi finire nel <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/percorsi-natura-il-lago-di-garda-tra-storia-e-natura/">Lago di Garda</a>, il più grande lago d&#8217;Italia.</p>
<p>Una curiosità: alcuni dei fiumi sopra elencati sono stati classificati come il fiume più corto dal <em>Guinness World Records</em>. La posizione è stata ripetutamente contestata dai nuovi richiedenti fino a 2006, quando Guinness ha interrotto questa categoria.</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 2009, Dolomiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 07:00:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, a sud della catena principale alpina, quasi interamente compreso nelle regioni di Veneto, Trentino-Alto Adige, e Friuli-Venezia Giulia. Le Dolomiti si presentano con alcuni dei più bei paesaggi di montagna, tra pareti verticali, scogliere a picco e un&#8217;alta densità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-129378" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/mountains-6540497_1280.jpg" alt="dolomiti" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/mountains-6540497_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/mountains-6540497_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/mountains-6540497_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-129377"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, a sud della catena principale alpina, quasi interamente compreso nelle regioni di <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-veneto/">Veneto</a>,</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-il-trentino-alto-adige/"> Trentino-Alto Adige</a>, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-il-friuli-venezia-giulia/">Friuli-Venezia Giulia.</a></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le Dolomiti si presentano con alcuni dei <strong>più bei paesaggi di montagna</strong>, tra pareti verticali, scogliere a picco e un&#8217;alta densità di valli strette, profonde e lunghe.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scenario dolomitico è il risultato della particolare storia geologica di questa regione montuosa.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le Dolomiti <strong>hanno avuto origine nel Triassico</strong>, circa 250 milioni di anni fa, dall’accumulo di conchiglie, coralli e alghe in zone dove esistevano mari caldi e poco profondi. Proprio sul fondo dei mari si sono accumulati centinaia di metri di sedimento che si sono poi trasformati in roccia, mentre il successivo scontro tra la placca europea e la placca africana ha fatto emergere le rocce innalzandole ad oltre 3000 metri sopra il livello del mare.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico delle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dolomiti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il loro fascino e la loro bellezza ha reso questa zona <a href="http://whc.unesco.org/en/list/1237" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio UNESCO nel 2009</a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e le nove componenti inscritte proteggono una serie di paesaggi montani altamente caratteristici e di eccezionale bellezza naturale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il “paesaggio dolomitico”, infatti, è caratterizzato da una molteplicità di colori dovuta ai contrasti tra le morbide fasce verdi dei boschi e delle praterie e le cime rocciose, estremamente varie sia per forma che per componenti. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le Dolomiti sono ampiamente considerate tra i paesaggi montani più attraenti del mondo.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-129379" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/dolomites-2179602_1280.jpg" alt="" width="800" height="501" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/dolomites-2179602_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/dolomites-2179602_1280-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/dolomites-2179602_1280-768x481.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La loro bellezza intrinseca deriva da una varietà di spettacolari forme verticali come pinnacoli, guglie e torri, con superfici orizzontali contrastanti tra dirupi e altipiani.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alcune delle scogliere rocciose qui si innalzano per più di 1.500 metri e sono tra le pareti calcaree più alte che si trovano in qualsiasi parte del mondo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I paesaggi sublimi, monumentali e colorati delle Dolomiti hanno anche attratto una serie di viaggiatori e offerto una storia di interpretazioni scientifiche e artistiche dei suoi valori.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le Dolomiti presero il nome dal naturalista francese </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Déodat de Dolomieu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia e costituita principalmente dal minerale dolomite, ovvero carbonato doppio di calcio e magnesio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio per la particolare composizione chimica delle rocce, le Dolomiti stabiliscono con la luce un particolare legame che prende il nome ladino di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Enrosadira,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> un fenomeno naturale che, all’alba e al tramonto, colora di oro, rosa, rosso, arancio le vette dolomitiche.</span></span></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-129380" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/enrosadira.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/enrosadira.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/enrosadira-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/enrosadira-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I nove sistemi montuosi che compongono il Patrimonio UNESCO delle Dolomiti comprendono una serie di paesaggi montani unici al mondo e di eccezionale bellezza naturale. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le loro spettacolari cime verticali di colore chiaro presentano, a livello mondiale, una straordinaria varietà di forme scultoree.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Queste montagne possiedono, inoltre, un complesso di valori di importanza internazionale per le scienze della Terra.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le nove aree montuose figura il sistema </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pelmo-Croda da Lago</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nella zona di Belluno. Dominato dal massiccio del Pelmo, è uno dei più belli e celebrati delle Dolomiti. Il Pelmo, per la sua particolare forma che ricorda un gigantesco sedile, è definito dai locali il Caregon del Padreterno, ovvero il trono di Dio.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il sistema della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Marmolada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, tra Belluno e Trento, comprende le cime più alte di tutta la regione. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Marmolada è la montagna dei contrasti. Alla base, caratterizzata da forme dolci e ondulate coperte da prati e da boschi, si contrappone il massiccio superiore, che si innalza improvviso e vertiginoso con i suoi chiarissimi calcari e i dirupi mozzafiato.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Seguono i sistemi delle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pale di San Martino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, quelle di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>San Lucano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dolomiti Bellunesi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vette Feltrine</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Il paesaggio di questo sistema è estremamente ricco. Se nella parte meridionale lo scenario è aspro, caratterizzato da valli profondamente incise e da pareti strapiombanti, nella parte settentrionale il paesaggio naturale si fa più articolato e varia dalle praterie dei pascoli alpini alle nude rocce.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questo sistema si trovano alcune delle pareti più affascinanti e famose dell’alpinismo mondiale. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gran parte della sua superficie è stata inserita nei confini di due aree protette: il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra Pordenone e Udine ecco le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che si presentano come un gruppo piuttosto unitario e compatto, una suggestiva successione di picchi e cime che regala panorami mozzafiato e scenari inaspettati. Al fine di preservare e valorizzare il patrimonio geologico naturalistico del sistema, nel 1996 è stato creato il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il sistema delle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dolomiti Settentrionali</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, tra Belluno e Bolzano, costituisce un importantissimo patrimonio dal punto di vista paesaggistico, naturalistico e geologico. Per questo motivo, e data l’ampiezza dell’area, sono ben tre le aree protette create per la sua tutela e valorizzazione: il Parco Naturale Fanes-Senes-Braies (Bolzano), il Parco Naturale Tre Cime (Bolzano) e il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo (Cortina d’Ampezzo).</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il territorio del sistema dolomitico di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Puez- Odle</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a Bolzano, rientra interamente nell’area protetta del Parco Naturale Puez-Odle e si tratta di un gruppo montuoso relativamente compatto, racchiuso tra tre splendide valli: la Val di Funes a nord, la Val Badia a est e la Val Gardena a sud.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra Bolzano e Trento ecco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sciliar, Catinaccio e Latemar</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in cui, per tutelare quest’area, nel 1974 è stato istituito il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, il primo tra i parchi naturali creati in provincia di Bolzano. Abitata fin dalle epoche più antiche, questa zona presenta oggi un paesaggio variegato, dalle rocce ai boschi di conifere e agli ampi pascoli disseminati di malghe e caratteristici laghetti.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il più piccolo sistema montuoso è quello di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Bletterbach</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a Bolzano. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La formazione di questa stretta gola è il risultato del processo di erosione ad opera dal torrente Bletterbach, Rio delle Foglie in italiano, sulle formazioni rocciose di origine vulcanica presenti in quest’area.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Separate dagli altri gruppi dolomitici per ragioni geografiche, le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dolomiti di Brenta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nell’area di Trento, se ne discostano anche dal punto di vista morfologico. Se il resto delle Dolomiti è caratterizzato da snellezza di linee e plasticità di masse, le rocce del Brenta sono strutture maestose e superbe, modellate dall’erosione in guglie e pinnacoli dalle forme e dalle dimensioni più varie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=22" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le nove parti</a> che compongono la proprietà dei sistemi dolomitici includono tutte le aree essenziali per mantenere la bellezza della proprietà. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’eccezionale importanza naturalistica, paesaggistica e geologica di questo sistema dolomitico è tutelata dal Parco Naturale Adamello Brenta.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La proprietà richiede protezione dalle pressioni del turismo e dalle relative infrastrutture, mentre i paesaggi naturali e i processi essenziali per mantenere alto il valori e l&#8217;integrità dei siti sono in buono stato di conservazione e in gran parte non influenzati dallo sviluppo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le parti che compongono la proprietà seriale richiedono un proprio piano di gestione individuale, che prevede non solo la protezione e la gestione dell&#8217;uso del suolo, ma anche la regolamentazione e la gestione delle attività umane per mantenerne i valori, e per preservare le qualità dei suoi paesaggi e processi naturali, comprese le aree estese che hanno ancora il carattere di natura selvaggia. </span></span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 2000, Città di Verona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[città di verona]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio dell'unesco in italia]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia La storica città di Verona, capoluogo dell&#8217;omonima provincia in Veneto, si trova lungo il fiume Adige, al margine settentrionale della Pianura Padana. Nata come piccolo centro nel I secolo a.C. diventò un municipio romano e nei secoli successivi vide il dominio degli Ostrogoti, dei Longobardi, dei Franchi, rappresentando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-119276" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/verona-4711751_1280.jpg" alt="verona" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/verona-4711751_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/verona-4711751_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/verona-4711751_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-119275"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La storica città di Verona, capoluogo dell&#8217;omonima provincia in <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-veneto/">Veneto</a>,</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si trova lungo il fiume Adige, al margine settentrionale della Pianura Padana.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nata come piccolo centro nel I secolo a.C. diventò un municipio romano e nei secoli successivi vide il dominio degli Ostrogoti, dei Longobardi, dei Franchi, rappresentando sempre un luogo di primaria importanza militare e culturale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La città, posta su alcune delle vie di comunicazione più rilevanti dell’Impero, divenne un fondamentale centro strategico e commerciale e rimase tale anche dopo la caduta dell’Impero Romano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Libero comune dall’inizio del XII secolo, la città di Verona prosperò sotto la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Signoria degli Scaligeri</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che realizzarono l’assetto urbano della città e ne posero al centro Piazza delle Erbe, l’antico foro romano, che durante il Medioevo diventò sede del potere politico e amministrativo e che ancora oggi racchiude le tracce di epoche diverse, armoniosamente fuse insieme. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel 1405 Verona entrò a far parte della Repubblica di Venezia che, nei quattro secoli di dominazione, ne arricchì il tessuto urbano con molte opere di riqualificazione. Occupata da Napoleone, fu ceduta nel 1797 agli austriaci, che ne rimarcarono l&#8217;aspetto di roccaforte rendendola una delle quattro città fortificate del Quadrilatero difensivo del Lombardo-Veneto. Protagonista del Risorgimento e delle guerre d’indipendenza, Verona, nel 1866, fu unita al Regno d’Italia.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La città di Verona, per le peculiarità urbanistiche e per la ricchezza artistica e culturale, è stata dichiarata <a href="http://whc.unesco.org/en/list/797" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio UNESCO nel 2000</a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Verona ha conservato un notevole numero di monumenti dell&#8217;antichità, del periodo medievale e rinascimentale e rappresenta in modo eccezionale il concetto caratteristico della città fortificata in più tappe della storia europea.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il nucleo di Verona è costituito dalla città romana incastonata nell&#8217;ansa del fiume contenente una delle più ricche collezioni di reperti romani del nord Italia. Primo fra tutti l&#8217;</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Arena, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">l’anfiteatro romano divenuto il simbolo di Verona, che contribuisce ancora oggi a rendere intensa la vita culturale della città, ospitando un vasto programma di rappresentazioni teatrali e musicali di livello internazionale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma un altro edificio straordinario è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>teatro romano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruito nel I secolo a.C. ai piedi del colle San Pietro. Uno dei teatri meglio conservati dell&#8217;Italia settentrionale, divenuto tappa principale del percorso espositivo dell&#8217;omonimo museo archeologico cittadino, oltre che sede, durante i mesi estivi, dell&#8217;estate teatrale veronese.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Delle mura romane cittadine, importante cortina difensiva provvista di numerosi torrioni e porte monumentali, sopravvivono in buono stato la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Porta Leoni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove venne tra l&#8217;altro scoperta l&#8217;iscrizione considerata l&#8217;atto di fondazione della Verona romana, e Porta Borsari, in antichità conosciuta col nome di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Porta Iovia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> per la presenza del vicino tempio dedicato a Giove Lustrale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altro monumento di rilevante interesse è l&#8217;</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Arco dei Gavi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un rarissimo caso di arco onorario e monumentale a destinazione privata nell&#8217;architettura romana, che venne infatti realizzato intorno alla metà del I secolo per celebrare la gens Gavia.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Ponte Pietra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il più antico ponte di Verona sul fiume Adige e l&#8217;unico rimasto di epoca romana.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-119277" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/stone-bridge-3067953_1280-e1632219448413.jpg" alt="ponte pietra verona" width="800" height="529" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sopravvissuto a diverse alluvioni, è stato ricostruito ricomponendo le pietre recuperate dal letto del fiume, grazie al contributo del professor Piero Gazzola e dell&#8217;architetto Libero Cecchini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le porte monumentali e le fortificazioni testimoniano l’importanza strategica della città, che fino al XX secolo è rimasta compresa nelle mura ricostruite dagli Scaligeri nel Medioevo e viene considerata un grandioso esempio di roccaforte militare.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il cuore di Verona è l&#8217;insieme costituito da </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza delle Erbe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il luogo più antico di Verona che sorge sopra l&#8217;area del Foro romano ed incanta con il suo pittoresco mercato di frutta e verdura, e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza dei Signori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nata nel Medioevo dallo sviluppo dei palazzi scaligeri e fin dall&#8217;inizio centro politico e amministrativo della città.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La piazza è inquadrata da alcuni edifici monumentali, collegati tra loro da arcate e logge. Tra questi il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo del Podestà</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, residenza medievale costruita dagli Scaligeri con logge e arcate dipinte, e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo della Ragione</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, imponente complesso a corte centrale che ospitava il tribunale durante il governo della Serenissima Repubblica di Venezia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questi si aggiungono la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Loggia del Consiglio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che possiede colonne marmoree, con marmi provenienti da tutto il mondo, compreso il marmo verde originario della Cina, grazie al commercio attraverso la via della seta, e le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Arche Scaligere</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, uno scenografico e monumentale complesso funerario della famiglia degli Scaligeri, destinate a contenere le spoglie di alcuni illustri rappresentanti della casata. Un capolavoro dell&#8217;arte gotica, incredibile fusione tra scultura e architettura.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza Bra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, ha una serie di edifici risalenti ad epoche diverse, tra cui </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Barbieri</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificio in stile neoclassico e sede del comune di Verona e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo della Gran Guardia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, formato da un portico inferiore a tredici arcate e da una parte superiore composta di quindici vetrate. </span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Grazie alla sua mole e alla sua forma si confronta con l&#8217;Arena, che si trova a poche decine di metri di distanza, oltre i giardini di Piazza Bra.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=18" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Verona</a>, per la struttura urbana e per la sua architettura, è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità del periodo romano, medievale e rinascimentale, rimasti intatti fino al XIX secolo.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La struttura urbana mostra una coerenza eccezionale e un ampio grado di omogeneità ed autenticità. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’originale forma urbana romana continua ad essere evidente nel modello stradale ancora esistente e il tessuto storico della città è rimasto integro fino alla seconda guerra mondiale. </span></span></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono presenti poche minacce alla proprietà, in quanto fino alla fine del XIX secolo, le inondazioni dei fiumi erano comuni, ma le misure messe in atto in quel momento hanno controllato questo rischio. Anche l’attività sismica è relativamente bassa, mentre il turismo viene gestito al fine di controllare e tutelare i rischi per le risorse storiche.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sebbene gli edifici di Verona abbiano subito danni significativi durante la seconda guerra mondiale, il piano di ricostruzione postbellica ha mantenuto la sua struttura originaria e il processo di ripristino è stato eseguito con la massima cura.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli interventi di restauro architettonico e urbano effettuati nel secondo dopoguerra si sono basati sul consolidato principio del restauro, peculiare della tradizione italiana risalente alla metà dell&#8217;Ottocento, che da sempre ha portato in primo piano il rispetto delle testimonianze storiche e materiali. </span></span></p>
<p align="justify"><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1997, l&#8217;Orto botanico di Padova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2021 06:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campo]]></category>
		<category><![CDATA[Orto Botanico]]></category>
		<category><![CDATA[Orto botanico di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimoni dell'unesco in italia]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Padova, piccolo centro accademico e culturale del Veneto, vide il suo sviluppo sia territoriale che economico nell’ epoca medievale. Il Trecento, in particolare,  fu il secolo d’oro della città, grazie anche all’illuminata signoria dei Da Carrara che determinò, in gran parte, lo straordinario sviluppo artistico e culturale e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125163" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/lake-2420069_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/lake-2420069_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/lake-2420069_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/lake-2420069_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/lake-2420069_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-108830"></span></p>
<p><strong>Padova</strong>, piccolo centro accademico e culturale del <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-veneto/">Veneto</a>, vide il suo sviluppo sia territoriale che economico nell’ epoca medievale.</p>
<p>Il Trecento, in particolare,  fu il secolo d’oro della città, grazie anche all’illuminata signoria dei Da Carrara che determinò, in gran parte, lo straordinario sviluppo artistico e culturale e la potenza politico-militare di Padova.</p>
<p>A questo periodo risalgono i numerosi castelli e la strutturazione definitiva delle città murate, mentre <strong>nel 1405 Padova divenne parte della Repubblica di San Marco</strong> e il suo territorio conobbe l’insediamento stabile delle migliori famiglie veneziane nelle sue città e campagne.</p>
<h4>Ma è il 1545 l’anno che la città di Padova può ricordare in modo significativo, proprio perché, in questo periodo, l’Università cittadina creò il primo giardino botanico del mondo.</h4>
<p>L&#8217;ateneo padovano, fondato nel 1222, era già largamente famoso per lo studio delle piante, in particolar modo per l&#8217;applicazione di queste alle scienze mediche e farmacologiche.</p>
<p>All’epoca della sua istituzione, l’orto botanico era interamente dedicato alla coltivazione di piante medicinali, che allora rappresentavano la principale risorsa terapeutica ed entravano nella composizione della quasi totalità dei medicamenti.</p>
<p>La creazione di un orto botanico medicinale rappresentò così un notevole salto di qualità nella didattica e segnò l’inizio dell’applicazione del metodo sperimentale nel campo della botanica.</p>
<h4>L’<strong>Orto Botanico di Padova </strong>è il più antico del mondo e rappresenta la nascita  della scienza botanica, degli scambi scientifici e della comprensione del rapporto tra natura e cultura.</h4>
<p>Situato in un’area di circa 2,2 ettari  nei pressi del Prato della Valle, <a href="http://whc.unesco.org/en/list/824" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stato dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1997</a>, in considerazione della rilevante attività culturale svolta ininterrottamente per quasi mezzo millennio.</p>
<p>Fin dalla sua fondazione, infatti, e da più di cinque secoli, <strong>l’Orto fu al centro di una fitta rete di relazioni internazionali</strong>, con intensi scambi di piante, semi e di materiale scientifico di ogni tipo, offrendo un prezioso contributo allo sviluppo di molte discipline scientifiche moderne, in particolare botanica, medicina, ecologia e farmacia.</p>
<p>L’Orto divenne anche un importante centro di studio e di ricerca all’avanguardia nella coltivazione e acclimatazione di piante esotiche. Fu così che a Padova furono coltivate, per la prima volta in Italia e in alcuni casi anche in Europa, questa specie di piante  oggi molto diffuse.</p>
<p>Questo particolare ambiente conserva ancora la sua struttura originale, una trama centrale circolare che simboleggia il mondo, circondata da un anello d&#8217;acqua che rappresenta l&#8217;oceano. La planimetria rappresenta un cerchio perfetto con un grande quadrato inscritto, suddiviso in quattro unità da percorsi ortogonali, orientati secondo i principali punti cardinali.</p>
<p>Nel 1704 furono ridisegnati i quattro ingressi e i cancelli che conducevano ai cerchi interni furono posizionati su otto pilastri e sormontati da quattro coppie di piante in ferro battuto. Durante la prima metà del XVIII secolo fu completata la balaustra, che correva lungo la sommità del muro circolare lungo 250 metri. Successivamente furono aggiunti altri elementi, alcuni architettonici e altri pratici, tra cui impianti di pompaggio e serre, ma la sua autenticità è rimasta praticamente inalterata nel tempo.</p>
<h4>L&#8217;Orto Botanico di Padova, inoltre, ospita due importanti collezioni, l’erbario ed una biblioteca che contiene oltre 50.000 volumi e manoscritti di importanza storica e bibliografica.</h4>
<p>Nel giardino sono tradizionalmente collezionate e coltivate piante rare e attualmente, insieme a collezioni tematiche, si trovano circa 6000 specie, ordinate secondo criteri sistematici, ecologici ed ambientali.</p>
<p>La pianta più antica dell’Orto Botanico è la <strong>Palma di San Pietro</strong>, impiantata nel 1585 e nota anche come Palma di Goethe da quando il poeta tedesco, dopo averla ammirata nel 1786, formulò la sua intuizione evolutiva nel &#8220;Saggio sulla metamorfosi delle piante&#8221; pubblicato nel 1790.</p>
<p>L’Orto botanico di Padova ha mantenuto le sue funzioni di centro di ricerca scientifica e di strumento didattico, adeguandole continuamente alle mutate esigenze imposte dal progresso delle discipline scientifiche in generale e di quelle botaniche in particolare.</p>
<h4>Il complesso presenta un alto valore scientifico in termini di sperimentazione, didattica e raccolta, ed esercita una profonda influenza nell’ambiente scientifico, sia nazionale che europeo.</h4>
<p><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=21" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’Orto Botanico di Padova</a> ha rappresentato una fonte di ispirazione per gli studenti stranieri, che numerosi frequentavano l’università padovana, mentre per gli studiosi in viaggio in Italia, rappresentò un modello cui ispirarsi per l’istituzione di strutture analoghe nella loro patria.</p>
<p>Molti altri giardini in Italia e in Europa sono stati realizzati seguendo le pratiche di questo meraviglioso ambiente, che hanno offerto un valore aggiunto agli approcci didattici e scientifici negli studi sulle piante medicinali e nelle discipline correlate.</p>
<p>La proprietà inscritta comprende tutti gli elementi necessari per trasmettere il suo eccezionale valore universale e ha conservato la sua integrità per ciò che riguarda la sua disposizione iniziale e la sua funzione, rimanendo per più di cinque secoli un luogo votato alla ricerca, all&#8217;insegnamento e alla diffusione della scienza.</p>
<p>Alcuni lavori di restauro sono stati eseguiti nel corso dell&#8217;Ottocento e del Novecento nel pieno rispetto delle caratteristiche e dei materiali originari e le modifiche apportate hanno tenuto il passo con gli sviluppi delle teorie e pratiche botaniche.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1994, la città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 06:00:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Vicenza, una delle più antiche città del Veneto.  Fondata nel II secolo a.C., prosperò sotto il dominio veneziano dall&#8217;inizio del XV alla fine del XVIII secolo, ma fu il Cinquecento a rappresentare il suo secolo d’oro. Un periodo che iniziò precisamente nel 1540 quando l’aristocrazia veneziana riorganizzò la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-93127" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/226588926_7ec058fa31_b-e1617113814534.jpg" alt="vicenza e le ville del palladio " width="800" height="457" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-93124"></span></p>
<p>Vicenza, una delle più antiche città del <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-veneto/">Veneto</a>.  Fondata nel II secolo a.C., prosperò sotto il dominio veneziano dall&#8217;inizio del XV alla fine del XVIII secolo, ma fu il Cinquecento a rappresentare il suo secolo d’oro.</p>
<p>Un periodo che iniziò precisamente nel 1540 quando l’aristocrazia veneziana riorganizzò la città e le sue campagne e Andrea di Pietro della Gondola, detto <strong>il Palladio</strong>, uno dei maggiori architetti dell’epoca, venne incaricato di progettare le nuove residenze di proprietà dei nobili veneziani.</p>
<p>Gran parte dell’attività del Palladio si svolse a Vicenza, dove modificò l’impianto urbanistico e buona parte del paesaggio circostante con un disegno che aprì la strada ad un nuovo e raffinato concetto di architettura, realizzando un’ originale interpretazione vivente dell’antichità classica.</p>
<p>In quegli anni Vicenza si arricchì di meravigliosi palazzi pubblici e privati e nelle campagne vennero progettate ville straordinarie, diventando universalmente conosciuta come la città del Palladio, in quanto l’architetto fu la figura centrale in un tessuto urbano che risale all’antichità e arriva al Neoclassicismo.</p>
<p>Gli edifici progettati da Palladio realizzano una dialettica continua tra antico e moderno e sono riconoscibili per l’eleganza, l’equilibrio, la simmetria.</p>
<h4>In tal modo Vicenza acquisì uno status mondiale a lungo riconosciuto e riflesso nella letteratura di storia dell&#8217;architettura e dell&#8217;arte.</h4>
<p>Il meraviglioso lavoro del Palladio è riconosciuto in un sito seriale che comprende 23 palazzi nella città di Vicenza e 24 ville palladiane sparse nel Veneto, divenuto <a href="http://whc.unesco.org/en/list/712" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio UNESCO tra il 1994 e il 1996</a>.</p>
<p>La proprietà estende il riconoscimento dell&#8217;eccellente valore universale dell&#8217;opera di Andrea Palladio alle altre manifestazioni del suo genio creativo in Veneto, coprendo la sua versatilità nell&#8217;applicare i suoi principi a contesti sia rurali che urbani.</p>
<h4><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=19" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vicenza</a> rappresenta un’opera artistica unica riferita ai numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio.</h4>
<p>I palazzi sono stati inseriti nel tessuto urbano della città medievale, creando insiemi pittoreschi e facciate stradali continue in cui lo stile gotico veneto si combina con l&#8217;articolato classicismo del Palladio.</p>
<p>Il nucleo cittadino ha subito cambiamenti molto piccoli e conserva ancora il paesaggio urbano storico noto dalle prime incisioni. La forma degli edifici del Palladio è documentata nei suoi <strong>Quattro Libri dell&#8217;architettura</strong> del 1570 ed è cambiata relativamente poco da quando furono costruiti nel XVI secolo.</p>
<p>Al fine di comprendere l’importanza di questo sito seriale, è anche necessario conoscere le opere  palladiane situate nel centro storico della città di Vicenza.</p>
<p>A partire dalla <strong>Chiesa di S. Maria Nova</strong>, molto probabilmente frutto di un progetto palladiano redatto intorno al 1578 e realizzato dopo la morte dell’architetto, rappresenta l’unica opera religiosa, esclusa la cappella Valmarana, progettata da Andrea Palladio ed edificata a Vicenza.</p>
<p>La <strong>Cappella Valmarana</strong>, appunto, venne progettata nel 1576 da Palladio per Antonio Valmarana, ispirata ai monumenti funerari romani, e presenta molte analogie con quelle della chiesa del Redentore a Venezia. L’impronta palladiana è evidente nell’articolazione dello spaio della cappella, dilatato dalle due absidi laterali secondo un’impostazione rigorosamente geometrica</p>
<h4>La <strong>Loggia Valmarana</strong>, invece, fu un’opera voluta da Leonardo Valmarana, il cui nome si legge nell’iscrizione sull’architrave della loggia, situata all’interno del giardino Valmarana-Salvi.</h4>
<p>La loggetta testimonia il precoce influsso esercitato dal magistero palladiano sull’ambiente culturale di Vicenza, mentre <strong>Palazzo Valmarana</strong> rappresenta una tappa fondamentale nella produzione architettonica palladiana. Un risultato delle ultime esperienze romane dell’architetto, dopo che all’entusiasmo per l’antichità classica e per le forme moderne del primo Cinquecento subentra in lui la tendenza a rielaborare forme della tarda romanità e del Manierismo.</p>
<p>La<strong> Cupola della Cattedrale di Santa Maria Annunciata</strong>, principale luogo di culto cattolico della città di Vicenza, sovrasta l’abside della stessa, è in muratura e presenta la lanterna ed il capolino coperti da lastre di rame. La realizzazione si propone come concreta esemplificazione del modello ideale di cupola di concezione palladiana, ispirata alla cupola del Pantheon o a quella da lui immaginata per il tempio del divo Romolo. Il <strong>Portale Nord della Cattedrale</strong>, invece, è costituito da un’intelaiatura a edicola inquadrata da lesene corinzie e coronata da trabeazione con iscrizione nel fregio</p>
<p>Il progetto delle <strong>Logge del Palazzo della Ragione e della Loggia del Capitanato</strong> rappresentano i due fondamentali interventi architettonici palladiani che connotano l’immagine del principale spazio pubblico della città di Vicenza, la Piazza dei Signori, qualificandone in misura straordinaria il valore urbanistico e simbolico quale centro del tessuto cittadino e luogo identificativo dell’identità urbana.</p>
<p>Il duplice loggiato palladiano, articolato da semicolonne addossate a pilastri in nove campate sui lati lunghi e cinque su quello minore, è costituito dalla ripetizione del motivo della serliana, un elemento architettonico composto da un arco a tutto sesto affiancato simmetricamente da due aperture sormontate da un architrave.</p>
<h4>La costruzione del <strong>Teatro Olimpico</strong> realizzava l’ispirazione umanistica di edificare un teatro stabile dalle grandi strutture dell’antichità classica.</h4>
<p>Lo spazio del teatro è composto da una cavea semiellittica inscritta in un rettangolo schiacciato, e da un imponente proscenio rettangolare di minore larghezza che la fronteggia, dai cui ingressi si dipartono a raggiera sette scene lignee prospettiche, realizzate in legno e stucco dipinti dall’architetto Vincenzo Scamozzi.</p>
<p>L’<strong>Arco delle Scalette </strong>fu costruito nel 1595 sulla base di un disegno che Palladio realizzò nel 1576 ed è prezioso testimone dell’attività dell’architetto come allestitore di percorsi trionfali su precise rievocazioni di romana classicità. Costituisce, infatti, l’inizio di quella che fino al secolo XVIII era la principale via di accesso, tramite la lunga gradinata delle “scalette”, al frequentatissimo Santuario della Madonna di Monte Berico.</p>
<p>A queste opere seguono una serie di residenze come <strong>Palazzo Civena </strong>che rappresenta una delle prime opere della città su cui Palladio ha lavorato, attraverso l’intervento, a lui attribuito, nel corpo centrale dell’edificio. L’operazione denota già la capacità dell’architetto di rinnovare la scena urbana con proposte innovative.</p>
<h4>Segue<strong> Palazzo Thiene</strong>, i cui lavori per la sua radicale rielaborazione cominciarono nel 1542.</h4>
<p>Viene avanzata l’ipotesi di un coinvolgimento dell’architetto Giulio Romano, che in quegli anni si trovava a Vicenza, ma  essendo  quest’ultimo morto nel 1546, va riconosciuta a Palladio la geniale capacità di far rientrare la costruzione entro i precisi parametri del suo stile smorzando i caratteri spesso esuberanti di Giulio Romano e conferendo l’inconfondibile equilibrio e la serena compostezza che caratterizzano l’insieme.</p>
<p><strong>Palazzo Thiene Bonin Longare</strong>, invece, fu realizzato tra il 1562 e il 1593 e costituisce un altissimo esempio del linguaggio cinquecentesco impostato a Vicenza dalla lezione di Andrea Palladio, il cui nome è legato al luminoso prospetto principale e alla doppia loggia del cortile. Se la progettazione dell’edificio è sicuramente palladiana, il completamento venne realizzato con l’intervento di Vincenzo Scamozzi.</p>
<p>Un edificio a due piani con soprastante attico. Si presenta così <strong>Palazzo Barbaran da Porto</strong>, progetto palladiano del 1570 che costituisce un significativo esempio della capacità dell’architetto di ricomporre in forma monumentale edifici preesistenti e della qualità urbanistica dei suoi interventi. Al suo interno si trova il  Centro Internazionale di Studi di Architettura “Andrea Palladio, che esalta ancora di più il valore architettonico dell’edificio.</p>
<p><strong>Palazzo Garzadori </strong>rappresenta, insieme a<strong> Palazzo Poiana, </strong>un esempio caratteristico delle soluzioni palladiane per i palazzi di città, impostate sul piano terra a bugnato e un soprastante ordine gigante che abbraccia primo e secondo piano. Il risultato di un’operazione di rinnovamento e unione in forme classiche, attuata su due distinti edifici, che esemplifica la capacità di rinnovo dell’immagine urbana operata da Palladio.</p>
<h4><strong>Palazzo Iseppo Porto Festa, </strong>invece costituisce una delle prime realizzazioni palladiane compiute dopo il soggiorno romano del 1541.</h4>
<p>Se ne riconoscono gli effetti nell’influsso della visione bramantesca con l’ordine architettonico sovrapposto al piano terra bugnato e in una concezione più grandiosa e monumentale manifestata in particolare nell’atrio a quattro colonne, cui Palladio ricorre qui per la prima volta.</p>
<p>I caratteri stilistici e compositivi della facciata di <strong>Palazzo da Monte</strong> presentano molte analogie con i disegni giovanili di Palladio. Il palazzo rappresenta, assieme a <strong>Palazzo Capra</strong>, a tre piani con semplice facciata senza intelaiatura di ordini, un esempio tipico di progettazioni giovanili palladiane nella fase iniziale di studi relativi al tema del palazzo di città.</p>
<p>Entrambe opere che potrebbero risalire al periodo in cui l’architetto sperimentava il tema della serliana ed era fortemente influenzato dall’architettura bramantesca e raffaellesca a seguito del primo viaggio a Roma nel 1541.</p>
<p><strong>Palazzo da Schio</strong> è un interessante esempio di ristrutturazione in forme tipiche del classicismo palladiano su una fabbrica preesistente. L’impronta del Palladio si può riconoscere nell’impostazione generale, nella presenza di capitelli corinzi e nella disposizione delle pietre delle bugne al piano terra.</p>
<h4><strong>Casa Cogollo</strong> è un edificio rinnovato sui modi tipici del classicismo cinquecentesco, inserito entro un contesto urbanistico preesistente senza soluzione di continuità.</h4>
<p>La facciata purissima e la parete tra le lesene corinzie sono alcuni elementi facilmente riconducibili al linguaggio stilistico dell’ultima fase palladiana.</p>
<p><strong>Palazzo Chiericati</strong>  è stato concepito da Palladio con una veste architettonica non consueta per una residenza di città, che si presenta dal carattere aperto e arioso, quasi come una villa marittima antica. Una configurazione che rivela una sapiente interpretazione del contesto ambientale in cui il palazzo sorge, in quanto la piazza antistante costituiva il porto fluviale della città.</p>
<p>Il palazzo assumeva, quindi, un importante significato urbanistico, una quinta architettonica che avrebbe fatto da sfondo al principale approdo fluviale della città, presentandosi come un manifesto del programma di rinnovamento urbano avviato in città con l’attività di Palladio.</p>
<p><strong>Palazzo Porto Breganze</strong> è uno fra i più sorprendenti del repertorio palladiano, con l’altissimo basamento, le grandi semicolonne sporgenti oltre il diametro, la forma a esedra del cortile.  Purtroppo non realizzato, pur nella sua incompletezza rappresenta una delle testimonianze più eloquenti della drammatica visione proposta dall’architettura di Andrea Palladio nella sua fase più tarda.</p>
<p>Ma oltre alla serie di splendidi edifici presenti nella città è necessario conoscere anche le ville palladiane sparse per il Veneto in modo da avere una panoramica completa sull’eccezionale valore di questo patrimonio dell’umanità.</p>
<p>Un insieme di ville venete concentrate per la maggior parte nella provincia di Vicenza, edificate intorno alla metà del Cinquecento dall&#8217;architetto Andrea Palladio per le famiglie più importanti del luogo, soprattutto aristocratici, ma anche  esponenti dell&#8217;alta borghesia della Repubblica veneta.</p>
<p>Le Ville Palladiane, nelle quali vengono sintetizzati gli aspetti funzionali della gestione del territorio e dell’autocelebrazione dei nobili proprietari, sono delle case-templi, abbellite con scalinate monumentali e coronate da un frontone sostenuto dalle colonne di una loggia. Lungo le ali che partono ai lati delle facciate si estendono i porticati che spesso terminano con una torre.</p>
<p>In queste ville, razionalità e funzionalità sono strettamente legate alla espressione simbolica e ideologica che la villa urbana e di campagna ha il compito di trasmettere, ovvero un centro del potere, ma allo stesso tempo anche luogo di diletto, cultura e bellezza.</p>
<h4>La villa palladiana è concepita come recupero umanistico della villa romana antica, allontanandosi dalla prevalente funzione bellico- difensiva.</h4>
<p>Le ville presenti in alcune località venete sono il risultato del genio architettonico di questo maestro rinascimentale. Le numerose varianti del disegno della villa testimoniano la continua sperimentazione tipologica del Palladio, realizzata attraverso la rielaborazione di schemi architettonici classici.</p>
<p>L’insieme delle ville costituisce un elemento molto importante all’interno della regione, poiché la relazione formale tra le ville e il paesaggio veneto rivela una qualità unica che gli conferisce un valore universale.</p>
<p>Grazie anche alle loro descrizioni e ai dettagliati disegni pubblicati da Palladio nel trattato I quattro libri dell&#8217;architettura, le ville palladiane divennero per secoli oggetto di studio per  numerosi architetti, che si ispirarono ad esse per le loro realizzazioni.</p>
<h4>Uno di questi esempi è <strong>Villa Almerico Capra</strong>, detta “La Rotonda”, situata a Vicenza e  riconosciuta nei secoli come icona dell’architettura palladiana.</h4>
<p>Venne definita una sorta di villa-tempio perché si compone di elementi architettonici da sempre associati alle costruzioni sacre, quali scalinate, colonne, frontoni e addirittura la pianta centrale e la cupola.</p>
<p>Nella città, a <strong>Villa Gazzotti Grimani</strong>, invece, il lungo fronte principale è scandito da otto lesene composite e si incentra sulle tre arcate della loggia in corrispondenza delle quali, al di sopra della trabeazione, si eleva un frontone triangolare.</p>
<p>Sempre a Vicenza, la<strong> Villa Trissino Trettenero</strong> è l’unico edificio appartenente al sito riconosciuto dall’UNESCO, in cui il famoso genio artistico del Palladio non risulta intervenire come architetto,  ma assume rilevanza in quanto il committente dell’intervento è Giangiorgio Trissino, personaggio di spicco del panorama culturale di Vicenza dell’epoca, grazie al quale il giovane scalpellino ottenne protezione e sostegno adeguati per emergere come architetto di talento e di cultura.</p>
<h4>Spostandosi nella provincia vicentina si resta nuovamente incantati da un’altra serie di ville palladiane.</h4>
<p>Una di queste è sicuramente <strong>Villa Piovene</strong>, a Lugo di Vicenza.  La villa sorge sulle pendici del colle di Lonedo, introdotta dal bel cancello settecentesco dal quale una lunga scalinata monumentale conduce dinanzi all’edificio, mentre in prossimità del recinto della villa sorge la chiesetta tardogotica dedicata a San Gerolamo.</p>
<p>Restando a Lugo di Vicenza si presenta <strong>Villa Godi</strong> che rappresenta la prima tappa della ricerca palladiana volta a definire una nuova tipologia di residenza in campagna, utile a coniugare la funzionalità e la razionalità dell’impianto con un’immagine architettonica innovativa.</p>
<h4>Segue <strong>Villa Angarano, </strong>ad Angarano di Bassano.</h4>
<p>La villa-fattoria fu commissionata al Palladio dal conte Giacomo Angarano. Attualmente il complesso mantiene la funzione di florida azienda agricola impegnata in particolare nella produzione vinicola.</p>
<p><strong>Villa Caldogno</strong>, a Caldogno,  presenta un prospetto centrale con una parte mediana aperta da una loggia a tre arcate riquadrate da bugne rustiche, cui si accede da una scala a pianta poligonale, coronata da un frontone con foro a losanga.</p>
<p>La costruzione di <strong>Villa Chiericati</strong>, a Grumolo delle Abbadesse, fu avviata dopo il 1554, per volontà del nobile vicentino Giovanni Chiericati, fratello di Girolamo committente dell’omonimo palazzo a Vicenza, mentre <strong>Villa Forni Cerato</strong>, a Montecchio Precalcino, vide l’intervento palladiano nella trasformazione di una modesta casa preesistente, le cui strutture determinarono la ridotta larghezza della loggia e condizionarono le proporzioni dell’impianto, che non rispettano i consueti rapporti dimensionali adottati dall’architetto.</p>
<p>Tali limitazioni, comunque, costituiscono un’ulteriore riprova dell’abilità progettuale di Palladio, capace di conferire ordine e funzionalità e di attribuire il decoro e la dignità di una villa signorile anche ad un’insignificante costruzione rurale.</p>
<p>Palladio raggiunge in <strong>Villa Poiana</strong>, a Poiana Maggiore,  un vertice di grande razionalità e purezza, profondamente classico, in cui riesce a interpretare e ricomporre in modo originale motivi formali e spunti culturali tratti da opere romane antiche e contemporanee.</p>
<p>Il fronte principale di <strong>Villa Pisani Ferri de Lazara</strong>,  a Lonigo, è formato da una loggia centrale a tre arcate, coronata da un frontone triangolare e serrata tra due torrette angolari quadrate di poco più elevate rispetto al resto dell’edificio.</p>
<h4>Il fronte principale di <strong>Villa Saraceno</strong>, ad Agugliaro, invece, si caratterizza per una configurazione asciutta ed essenziale.</h4>
<p>L’analisi stilistica legittima una classificazione del progetto nell’ambito della produzione palladiana degli anni quaranta del Cinquecento, contraddistinta dall’adozione di un linguaggio sobrio e da un’impostazione planimetrica semplificata.</p>
<p>L’edificio attuale di <strong>Villa Thiene</strong>, a Quinto Vicentino, costituisce l’unica porzione realizzata, e anche in parte successivamente modificata, di un ben più vasto organismo architettonico rimasto incompiuto. La proposta di un articolato complesso rurale autosufficiente rispondeva ad un’esigenza di prestigio e distinzione dei committenti, i fratelli Thiene, in misura analoga a quanto avveniva con la loro residenza urbana estesa a un intero isolato.</p>
<p>Le<strong> Barchesse di Villa Trissino</strong>, due fabbricati rustici a Sarego, costituiscono i soli frammenti costruiti nell’ambito di un progetto ambizioso commissionato a Palladio dai nobili vicentini Francesco e Ludovico Trissino, ma mai realizzato compiutamente.</p>
<p>Un corpo dominicale accentrato su un salone circolare con quattro pronai monumentali sarebbe dovuto sorgere sulla collinetta e sarebbe stato collegato a due grandi portici aperti a esedra, connessi a loro volta ai rustici aperti da porticati rettilinei.</p>
<p><strong>Villa Valmarana Zen</strong>, a Bolzano Vicentino fu commissionata a Palladio da Gianfrancesco Valmarana, ma il progetto palladiano fu realizzato solo in parte, per l’improvvisa morte del committente avvenuta nel 1566.</p>
<h4>Il vasto giardino, disseminato di sculture e ornato da una peschiera, ospita l’oratorio di San Carlo Borromeo.</h4>
<p><strong>Villa Valmarana Bressan</strong>, a Monticello Conte Otto, invece, presenta un impianto che si configura come una rielaborazione della tradizione locale rivisitata alla luce dell’esperienza di spazi architettonici grandiosi, quali le terme romane.</p>
<p><strong>Villa Badoer,</strong> detta “La Badoera” è la perla di Fratta Polesine, in <strong>provincia di Rovigo</strong>.  L’insediamento presenta al centro il corpo padronale, ai cui lati si aprono ad esedra due bassi fabbricati di servizio curvilinei. L’impianto proposto da Palladio è stato anche paragonato ad un foro porticato romano ad esedra, in fondo al quale il corpo padronale, connotato dalla loggia ionica con il frontone, spicca come un tempio</p>
<p>La <strong>provincia di Treviso</strong> accoglie tre tipi di ville palladiane.<strong> Villa Barbaro</strong>, a Maser, alla cui   ideazione ebbe un ruolo attivo uno dei committenti, Daniele Barbaro, erudito cultore del sapere umanistico, che condivideva con Palladio la volontà di far rivivere l’ideale di villa antica come luogo di diletto culturale, in un rapporto meditato con il sito.</p>
<p><strong>Villa Emo</strong>, a Vedelago, rispecchia la tipologia di villa-fattoria inventata da Palladio, in cui le barchesse,  edifici rurali di servizio, destinati a contenere gli ambienti di lavoro, si fondono con la residenza dominicale formando un organismo architettonico unitario. In questa villa Palladio raggiunge un convincente equilibrio tra l’istanza funzionale e l’intento rappresentativo, ricercato attraverso il ricorso a elementi architettonici aulici, quali il pronao e il frontone.</p>
<p>E<strong> poi Villa Zeno</strong>, a Cessalto, in cui il ricorso ad alcuni elementi stilistici e distributivi tipicamente palladiani, come la loggia a tre fornici su pilastri con coronamento a timpano e la finestra termale,  accostano questa esperienza a precedenti opere del maestro, come Villa Saraceno e Villa Pisani a Bagnolo.</p>
<h4>Nella <strong>provincia di Venezia</strong>, a Mira, ecco<strong> Villa Foscari</strong>, detta “La Malcontenta” .</h4>
<p>La sua posizione sulla terraferma veneziana, in un sito prossimo alla laguna e facilmente accessibile dalla città, fanno dell’edificio un palazzo suburbano, cui la vicinanza all’acqua conferisce il fascino e il carattere di una residenza lagunare.</p>
<p>La <strong>provincia di Padova</strong>, invece, presenta due ville palladiane. La prima è<strong> Villa Pisani</strong>, a Montagnana, che rappresenta un’elaborazione tipologica particolare nell’ambito della produzione palladiana di architettura di villa. Concepita funzionalmente come residenza suburbana per la gestione di attività terriere, compresi i mulini poco distanti, alimentati dal corso d’acqua che scorre sotto l’edificio, venne comunque dotata del decoro e della rappresentatività di una dimora di città.</p>
<p><strong>Villa Cornaro</strong> è la seconda, a Piombino Dese. All’interno della villa colpisce l’eleganza e l’ordinata razionalità del salone centrale, spazio modulato dalle quattro colonne libere che si ispira agli studi compiuti da Palladio sulla casa romana antica e illustrati in seguito  nel suo trattato.</p>
<h4>San Pietro in Cariano<strong>, in provincia di Verona </strong>ospita <strong>Villa Sarego</strong>.</h4>
<p>La parte più rilevante del complesso edilizio consiste in un corpo ad “U” rivolto a sud verso il giardino, che costituisce la porzione realizzata del progetto palladiano. Il fulcro della composizione non è il pieno di un corpo edilizio, ma il vuoto del cortile con duplice loggiato.</p>
<p>Le opere del Palladio nella città di Vicenza e nel Veneto, basate su un accurato studio dell’architettura classica romana e caratterizzate da un’impareggiabile purezza formale, hanno esercitato un’eccezionale influenza sulla progettazione architettonica e urbana nella maggior parte dei paesi europei e in tutto il mondo.</p>
<p>Un fenomeno culturale di ampia portata originato dallo studio dei temi fondamentali dell’opera di Palladio, in cui il fascino del classicismo si abbina ad una austera semplicità delle forme. Il suo lavoro ha ispirato uno stile architettonico distinto che si è diffuso in Inghilterra e in altri paesi europei e anche negli Stati occidentali degli USA, dove nel 1700 il Presidente Thomas Jefferson definì i Quattro libri di Palladio la “Bibbia” dell’architettura moderna.</p>
<p>Proprio questi ultimi hanno costituito una fonte primaria della progettazione classica per molti architetti e costruttori negli Stati Uniti dall’epoca coloniale a oggi e gli edifici più rappresentativi della Nazione, compresi il Campidoglio degli Stati Uniti, la Casa Bianca e il Jefferson Memorial, riflettono l’influenza dell’architettura di Palladio attraverso il movimento anglo-palladiano che fiorì nel XVIII secolo.</p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1987 Venezia e la sua Laguna</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 07:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Venezia, un’incomparabile e straordinaria opera d’arte. Una città costruita su 118 isolette che sembra galleggiare sulle acque della laguna delineando uno splendido paesaggio. Una laguna dalla superficie di circa 550 km² dove natura e storia sono strettamente legate sin dal V secolo, quando le popolazioni veneziane, per sfuggire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-89325" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/venice-3183168_1280-e1615286529503.jpg" alt="venezia e la sua laguna " width="800" height="534" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-89307"></span></p>
<p>Venezia, un’incomparabile e straordinaria opera d’arte. Una città costruita su 118 isolette che sembra galleggiare sulle acque della laguna delineando uno splendido paesaggio. Una laguna dalla superficie di circa 550 km² dove natura e storia sono strettamente legate sin dal V secolo, quando le popolazioni veneziane, per sfuggire alle incursioni barbariche, trovarono rifugio sulle sabbiose isole di Torcello, Jesolo e Malamocco.</p>
<h4>Questi insediamenti temporanei divennero gradualmente permanenti e si organizzarono in un unico sistema urbano.</h4>
<p>Non rimase nulla della primitiva topografia, se non quelli che divennero in seguito importanti canali come il <strong>Canale della Giudecca</strong>, il <strong>Canale di San Marco</strong> e il <strong>Canal Grande</strong>, ed una rete di piccoli rii che rappresentano vere e proprie arterie di una città sull&#8217;acqua.</p>
<p>Venezia, nel X secolo, iniziò ad essere un’importante potenza marittima e commerciale senza eguali in Europa. Mentre l’entroterra era in mano alle popolazioni germaniche, le lagune ebbero un profondo legame col mondo bizantino, assumendo la funzione di ponte fra Oriente e Occidente per quasi cinquecento anni e stabilendo contatti con civiltà e culture differenti.</p>
<p>Fin dalle sue origini Venezia fu caratterizzata da un rapporto singolare con l’acqua. Venezia non cessò mai di consolidare la propria posizione nella laguna, anche quando, durante il suo periodo di espansione, fu costretta a difendere i propri mercati dalle iniziative commerciali degli arabi, dei genovesi e dei turchi ottomani.</p>
<h4>Da Torcello, a nord, fino a Chioggia, verso Sud, in questa laguna sorse una delle aree edificate più spettacolari del Medioevo.</h4>
<p>Quasi ognuna delle minuscole isole vantava un insediamento, una cittadina, un villaggio di pescatori e un centro di produzione artigianale e ,nel cuore della laguna, la stessa Venezia era una delle più grandi capitali del mondo medievale.</p>
<p>La città di Venezia e la sua laguna sono <a href="http://whc.unesco.org/en/list/394" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO dal 1987</a> e rappresentano ad oggi un peculiare sito di notevole importanza ed eccezionale valore universale.</p>
<p>Un’intera città, un meraviglioso capolavoro architettonico in cui <strong>anche il più piccolo edificio contiene opere di alcuni dei più grandi artisti del mondo</strong> come Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese.</p>
<h4>Venezia e il suo paesaggio lagunare sono il risultato di un processo dinamico che dimostra l’interazione nel tempo tra l’uomo e l’ecosistema del suo ambiente naturale.</h4>
<p>L’intervento umano si distingue per le elevate capacità tecniche e creative nella realizzazione di opere idrauliche e architettoniche nell’area lagunare, che hanno reso Venezia un’opera d’arte e le hanno consentito di esercitare un’influenza notevole sullo sviluppo dell’architettura e delle arti monumentali.</p>
<p>Un’ evoluzione notevole, quest’ultima, che si può notare principalmente attraverso i <strong>“fondachi”</strong> o scali commerciali della Serenissima Repubblica di Venezia posti lungo la costa dalmata, in Asia Minore e in Egitto, nelle isole del Mar Ionio, nel Peloponneso, a Creta e a Cipro, dove i monumenti sono stati chiaramente edificati sulla base dei modelli veneziani.</p>
<p>Ma quando iniziò a perdere il suo potere sui mari, Venezia esercitò la sua influenza in modo molto diverso, grazie ai suoi grandi pittori come Bellini e Giorgione, poi Tiziano, Tintoretto, Veronese e Tiepolo che cambiarono completamente la percezione dello spazio, della luce e del colore, lasciando così un segno decisivo nello sviluppo della pittura e delle arti decorative in tutta Europa.</p>
<p>Venezia è un risultato artistico unico, rappresenta un capolavoro del genio creativo umano. Un eccezionale esempio di un tipo di costruzione e di complesso architettonico, tecnologico e paesaggistico che testimonia le importanti tappe della storia umana</p>
<p>La sua laguna possiede anche una grande concentrazione di capolavori, dal <strong>Duomo di Torcello</strong> alla <strong>Chiesa di Santa Maria della Salute</strong>, mentre gli anni della straordinaria età dell&#8217;oro della Repubblica sono rappresentati da <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=20" target="_blank" rel="noopener noreferrer">monumenti di incomparabile bellezza</a>.</p>
<p>Tra questi <strong>Palazzo Ducale</strong>, uno dei simboli della città e capolavoro del gotico veneziano, la <strong>Basilica di San Marco</strong> che,  insieme al campanile e alla piazza di San Marco, forma il principale luogo architettonico di Venezia, e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, <strong>San Zanipoło</strong> in veneziano, uno degli edifici medievali religiosi più imponenti di Venezia, assieme alla basilica di <strong>Santa Maria Gloriosa dei Frari</strong>.</p>
<h4>Venezia stessa è la testimonianza del suo passato.</h4>
<p>La città, denominata “<strong>Regina dei mari”,</strong> eroicamente arroccata sulle sue minuscole isole, estendeva il suo orizzonte ben oltre la laguna, l&#8217;Adriatico e il Mediterraneo.</p>
<p>Divenuta anello di congiunzione tra l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, tra l&#8217;Islam e il Cristianesimo, continua a vivere attraverso migliaia di monumenti ed importanti tracce di epoche passate. Un luogo singolare animato di vita e direttamente associato alla storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Proprio da Venezia <strong>Marco Polo</strong> partì alla scoperta dell’ Estremo Oriente, raccogliendo nell&#8217;opera <em>Il Milione</em> una vera e propria enciclopedia geografica che, nell’Europa della fine del XIII secolo, riuniva le conoscenze disponibili sull’Asia. La sua tomba, nella chiesa di San Lorenzo, ricorda il ruolo dei mercanti veneziani nella scoperta del mondo, dopo gli Arabi, ma ben prima dei Portoghesi.</p>
<p>Nell’area mediterranea, la laguna di Venezia rappresenta un esempio eccezionale di habitat semi-lacustre, reso vulnerabile da cambiamenti naturali e climatici irreversibili. Un ecosistema interconnesso, in cui le <strong>barene,</strong> terreni fangosi ora sopra ora sotto il livello del mare, rivestono la stessa importanza delle isole, e diviene necessario proteggere le abitazioni costruite sui pali, i villaggi dei pescatori e le risaie tanto quanto i palazzi e le chiese.</p>
<h4>Venezia ha mantenuto i suoi confini e le sue caratteristiche paesaggistiche e funzionali con l&#8217;ambiente lagunare.</h4>
<p>Nonostante i diversi stili e le stratificazioni storiche, gli edifici si sono organicamente fusi in un&#8217;unità coerente, mantenendo le loro qualità estetiche.</p>
<p>Allo stesso modo, l&#8217;intero sistema urbano ha mantenuto gli schemi di insediamento e organizzazione degli spazi aperti dal Medioevo e dal Rinascimento. I processi storici che si sono sviluppati nel corso dei secoli hanno contribuito a plasmare il paesaggio lagunare, lasciando una forte testimonianza dell&#8217;azione delle persone, il cui lavoro si può riconoscere in modo tangibile nella sua autenticità.</p>
<p>La città storica ha modificato le sue funzioni urbane a causa del cambio di destinazione d&#8217;uso di molte strutture , della sostituzione delle tradizionali attività produttive e dei servizi con altre attività. I numerosi complessi monumentali presenti in città hanno conservato il loro carattere e la loro originalità attraverso la conservazione dei loro elementi costitutivi e delle loro caratteristiche architettoniche.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. IL VENETO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2020 06:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[ricomincio da te]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Veneto come non l’avete mai visto. Una regione ricca di capolavori artistici ed enogastronomici Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina. Quest’anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64633" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/venice-3928663_960_720-e1597175368498.jpg" alt="veneto venezia" width="800" height="438" /></h4>
<h4>Il Veneto come non l’avete mai visto. Una regione ricca di capolavori artistici ed enogastronomici</h4>
<p><span id="more-64564"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>VENETO</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64566" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/venice-194835_1280-e1597145891736.jpg" alt="venezia" width="800" height="543" /></p>
<p>Il Veneto, sintesi perfetta tra arte, natura e gusto.</p>
<h4>Il viaggio in Veneto inizia omaggiando la città di <strong>Venezia</strong>.</h4>
<p>Uno dei luoghi simbolo della regione, dove arte e romanticismo si incontrano in un’atmosfera tutta particolare. Venezia regala emozioni indescrivibili. A partire da un giro in gondola cullati dal movimento delle acque lungo il <strong>Canal Grand</strong>e, passando sotto gli archi del <strong>Ponte dei Sospiri</strong> o del <strong>Ponte di Rialto</strong>, oppure passeggiando nel suo caratteristico groviglio di calli e ponti. Qui si scoprono angoli nascosti in cui trovare  piccole botteghe artigianali o i <strong>bacari</strong>, antiche osterie dove gustare i <strong>cichéti</strong>, assaggi di pietanze tipiche accompagnate dal vino. Tra i più apprezzati rientrano le polpette di carne, il baccalà mantecato, la milza ( spienza) alla veneziana e le sarde in saor.</p>
<p>A Venezia il gusto accompagna la cultura. L’arte veneziana racconta ancora gli splendori della Repubblica Serenissima. E lo fa attraverso le sue influenze orientali, soprattutto greco-bizantine, che si sono perfettamente mescolate agli stili tipici del territorio e hanno creato nel tempo un legame artistico unico nel suo genere.</p>
<h4>Ne sono testimonianza i più importanti  monumenti di <strong>Piazza San Marco</strong>, dalla Basilica al Campanile fino al Palazzo Ducale.</h4>
<p>A questi si aggiungono  i capolavori del Tintoretto presenti nella <strong>Scuola di San Rocco</strong> e le opere moderne e contemporanee esposte nelle molte gallerie o  durante la <strong>Biennale</strong>.</p>
<p>Poco distante da Venezia si trovano le seducenti atmosfere liberty del suo  <strong>Lido</strong>, che a settembre di ogni anno ospita la <strong>Mostra Internazionale del Cinema</strong>. Collegato al centro di Venezia grazie ai tradizionali vaporetti, il Lido è una delle poche isole lagunari  raggiungibile con i mezzi pubblici da Venezia e Punta Sabbioni. Con  i suoi undici chilometri di spiagge rappresenta il punto di divisione tra laguna e mare Adriatico.</p>
<p>Un’isola da esplorare in bicicletta lungo viali alberati fino a raggiungere il <strong>borgo di Malamocco</strong>, dove si trova la casa in cui visse Hugo Pratt che proprio qui creò il personaggio di Corto Maltese. Altre occasioni di cultura si ritrovano <strong>nell&#8217;Abbazia di San Nicolò</strong>, nelle architetture liberty sul <strong>lungomare Marconi</strong> e nell’antico Cimitero Ebraico, visitabile su prenotazione.</p>
<h4>Sul versante occidentale di Venezia si fa visita a <strong>Chioggia.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64567" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/chioggia-2143344_1280-e1597146298561.jpg" alt="chioggia" width="800" height="450" /></p>
<p>Un affascinante paesino sull’acqua dall’incantevole atmosfera che si presenta tra le calli ed i suggestivi <strong>canali San Domenico, Vena e Lombardo</strong> che rendono Chioggia una piccola Venezia. Si attraversa <strong>Corso del Popolo</strong>, vivace piazza sempre popolata di gente, dove si erge la <strong>Torre dell&#8217;Orologio</strong>, ex faro e torre di avvistamento, ora museo che ospita la storia chioggiotta, sulla cui sommità sono visitabili l&#8217;orologio astrologico e la cella campanaria. Poi il <strong>Duomo</strong>, intitolato a Santa Maria Assunta in cielo, che si trova a sud della piazza verso la porta di Santa Maria, antico ingresso da terra alla città.</p>
<p>Ma l’anima del paese si ritrova nella <strong>Pescheria </strong>in cui, dal martedì alla domenica, si svolge il caratteristico mercato del pesce, rifornito direttamente dai pescatori che rientrano di prima mattina dal mare. Nel Porto di Chioggia, attraccati al molo, si possono ancora ammirare i &#8220;<strong>bragozzi&#8221;</strong>, imbarcazioni tipiche dai colori vivaci.</p>
<h4>I sapori del mare e della laguna vengono celebrati durante la <strong>Sagra del Pesce</strong> a luglio.</h4>
<p>La terza settimana di giugno, invece, si rievoca l’epoca medievale di questa località con il <strong>Palio della Marciliana</strong>, con cortei storici e competizioni tra le antiche contrade.</p>
<p>Sempre nelle vicinanze di Venezia ecco <strong>Murano</strong>. Un insieme di piccole isole collegate tra loro danno vita ad un luogo particolare che racconta l’antica tradizione artigiana del vetro artistico. I segreti del mestiere sono tramandati di padre in figlio e scrupolosamente custoditi. Per ammirare i capolavori di quest’arte si può visitare il <strong>Museo del Vetro</strong> a Palazzo Giustinian.</p>
<h4>Murano presenta anche importanti monumenti come la <strong>Basilica dei Santi Maria e Donato</strong>.</h4>
<p>Al suo interno si trova uno straordinario pavimento bizantino e un mosaico parietale con tessere di vetro a foglia d’oro. Altro edificio religioso che merita una visita è la <strong>Chiesa di San Pietro Martire</strong>, fondata nel 1348 dai padri domenicani, al cui interno si  ammirano opere del Tintoretto, di Giovanni Bellini e di Paolo Veronese.</p>
<h4><strong>Burano</strong>, invece, è una pittoresca isola della laguna veneta con inconfondibili e incantevoli case dai colori sgargianti.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-64568" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/burano-2420762_1280.jpg" alt="burano" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/burano-2420762_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/burano-2420762_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/burano-2420762_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/burano-2420762_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La leggenda vuole che i pescatori dipingessero le proprie abitazioni per poterle riconoscere da lontano al loro rientro dal periodo di pesca invernale, quando le nebbie coprivano il paesaggio. Le imbarcazioni ormeggiate lungo le rive sono ancora il tratto distintivo di un’isola in cui la pesca continua ad essere la principale attività.</p>
<p>Il centro di Burano è rappresentato da <strong>Piazza Baldassare Galuppi</strong>, su cui si affaccia l’ unica chiesa dell’isola, quella di San Martino,  che custodisce una splendida Crocifissione, dipinto giovanile del Tiepolo. Passeggiando tra calli e campielli si possono ancora incontrare anziane signore impegnate nella precisa lavorazione del merletto, ottenuta con l&#8217;aiuto del caratteristico tombolo. Una notevole collezione di questa antica arte è esposta al <strong>Museo del Merletto</strong>. Non si può lasciare Burano senza assaggiare i <strong>“bussolai</strong>” e gli <strong>“essi</strong>”, tradizionali biscotti dell’isola.</p>
<h4>Il viaggio prosegue in uno dei primi centri al mondo di cultura armena.</h4>
<p>Si tratta di  <strong>San Lazzaro degli Armeni</strong>, piccola isola a una ventina di minuti di vaporetto da piazza San Marco. Qui ha sede il <strong>Monastero dei monaci armeni dell&#8217;Ordine dei Mekhitaristi</strong> che si stabilirono qui agli inizi del’700. Con una tipografia interna, una biblioteca che custodisce tuttora manoscritti rari e con una serie di opere artistiche di enorme valore donate da fedeli e devoti, San Lazzaro degli Armeni conserva un tesoro dal valore inestimabile.</p>
<p>Il Monastero è aperto quotidianamente per visite guidate pomeridiane alla scoperta dei segreti dell&#8217;isola. Tra le meraviglie da non perdere le <strong>tele del Tiepolo</strong> e il colorato roseto dove i monaci raccolgono i petali dei fiori usati per produrre la profumata <strong>vartanush,</strong> marmellata a base di rosa.</p>
<h4>Lentamente si scopre anche la costa veneta con<strong> Cavallino Treporti.</strong></h4>
<p>Un ambiente naturale in cui si fondono mare e laguna. Lungo tutta la spiaggia si possono trovare più di trenta tra campeggi attrezzati e villaggi vacanza,  immersi tra la sabbia dorata e la  verde pineta.</p>
<p>Le opportunità offerte da Cavallino Treporti sono adatte sia a famiglie con bambini, che a chi cerca divertimento o relax. Un luogo ideale per il turismo all’aria aperta. A partire dalle escursioni in barca, che  permettono di spingersi fino alla <strong>foce del Sile</strong>, tra darsene e <strong>“peocere</strong>”, i tipici vivai di cozze. In bicicletta, invece, ci si può addentrare nella pineta oppure tra i piccoli borghi lagunari ricchi di storia. E per concludere la giornata ci si può viziare con una gustosa cena a base dei prodotti del territorio tra cui eccellono grandi varietà di ortaggi.</p>
<h4><strong>Jesolo </strong>è la punta di diamante della costa veneta<strong>.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64569" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/sunrise-4211617_1280-e1597146576154.jpg" alt="jesolo" width="800" height="533" /></p>
<p>Mare, tanto sport e divertimento,  ma anche relax. Una città che vive tutto l&#8217;anno grazie ad una serie di manifestazioni culturali, sportive ed enogastronomiche. I suoi <strong>quindici chilometri di sabbia ambrata</strong> lo rendono uno dei litorali più frequentati d’Italia a pochi chilometri da Venezia. Con i suoi tre centri turistici,  il Centro, il Faro e la Pineta, Jesolo offre paesaggi naturali e differenti occasioni di svago.</p>
<p>Spiagge attrezzate per  emozionanti esperienze sportive, una pineta in cui passeggiare al fresco in totale tranquillità, la campagna attraversata dai <strong>corsi d’acqua del Sile e del Piave</strong>, ideale per escursioni in bicicletta. Chi invece non riesce a stare fermo neanche in vacanza può comunque frequentare corsi di sub, lezioni di windsurf o canoa. Un altro motivo per recarsi a Jesolo riguarda la sua vita serale.  Dopo le otto di sera <strong>Via Bafile</strong>, zona principale della città, diviene luogo ideale per acquisti nelle piccole botteghe artigianali o nelle grandi boutiques.</p>
<h4>Circondata da una pineta ecco<strong> Eraclea Mare, </strong>che con il suo litorale di fine sabbia bianca è la metà perfetta per tutti i tipi di attività.</h4>
<p>Un luogo in cui godersi in tranquillità mare e sole in spiaggia,  praticare sport come windsurf, vela, cicloturismo, equitazione o trascorrere piacevoli serate di gusto nei piccoli ristoranti della zona.</p>
<p>Di particolare fascino la <strong>riserva naturale della Laguna del Mort</strong>, estesa al margine occidentale dell&#8217;abitato, che si presenta come un tratto di laguna separato dal mare da una striscia naturale di dune. Rilassanti passeggiate a piedi, in bicicletta e a cavallo permettono di raggiungere gli angoli più  particolari e nascosti della laguna, addentrarsi nella pineta e perdersi nei meravigliosi tramonti.</p>
<h4><strong>Caorle,</strong> invece, oltre ad essere una nota località balneare dal litorale sabbioso è anche un borgo storico.</h4>
<p>Girovagando tra  le vie del paese si resta affascinati dal porto peschereccio che si inserisce nel vecchio centro storico trasformato in zona pedonale. Antiche case dipinte con colori pastello, calli, campielli e la <strong>chiesa  della Madonna dell&#8217;Angelo</strong>, che sorge su di una scogliera, ricordano l’influenza dello stile artistico veneziano e  l&#8217;anima marinara degli abitanti di Caorle.</p>
<p>Nel centro storico, invece, regna l&#8217;antico <strong>Duomo i</strong>n stile romanico, affiancato dal campanile di forma circolare che ha svolto nei secoli la funzione di torre di guardia della città. La natura incontaminata che circonda Caorle è tutta da scoprire  attraverso il birdwatching <strong>nell&#8217;oasi Brussa</strong> o tramite escursioni in barca nella Laguna Nord durante le quali si possono visitare i <strong>&#8220;casoni</strong>&#8220;,  tipiche costruzioni usate in passato dai pescatori come residenza durante il periodo della pesca.</p>
<h4>Per restare in tema naturalistico è necessario fare tappa al  <strong>Parco del Delta del Po.</strong></h4>
<p>Un’ immensa distesa di oltre 700 chilometri quadrati presenta la più vasta zona umida europea e del Mediterraneo. Sul Delta del Po l&#8217;acqua è la vera protagonista. Viene dal mare, dal fiume, dalle lagune che si formano dietro i canneti, dall&#8217;intreccio di correnti che dall&#8217;Adriatico spingono verso l&#8217;interno.</p>
<p>Un paesaggio che cambia in continuazione, come le sue acque o la sua flora che muta al variare delle stagioni. Il Delta del Po è un ecosistema fatto di canali, paludi, lagune e banchi di sabbia. La sua fauna conta oltre trecento specie di uccelli stanziali e migratori tra oche,  falchi delle paludi, beccaccini e aironi.</p>
<p>Il Delta del Po, infatti, è luogo privilegiato per gli amanti del birdwatching, ma  anche per i canoisti, per chi usa piccoli mezzi nautici, oppure per chi sceglie di percorrerlo a piedi, in bicicletta o a cavallo. La spontaneità della natura si presenta in altrettanti luoghi, come il <strong>Giardino Botanico Litoraneo</strong> di Porto Caleri e la <strong>Golena di Cà Pisani</strong>, le dune fossili e l&#8217;area della <strong>Riserva Naturale Bocche di Po</strong>. Nell&#8217;entroterra, invece,  si possono raggiungere borghi antichi e affascinanti.</p>
<h4>Tra questi ultimi si presenta <strong>Adria,</strong> cittadina che impose il suo nome al Mar Adriatico.</h4>
<p>La sua antica storia è ampiamente documentata dalle collezioni e dai reperti conservati nel <strong>Museo Archeologico Nazionale. </strong>Visitando <strong>Piazza Castello e la maestosa Cattedrale</strong> si scopre invece la sua storia recente. Un elemento caratteristico di Adria sono le <strong>riviere</strong>, dove spuntano edifici dalla chiara impronta stilistica  veneziana.</p>
<p>Le sponde in muratura del canale, le scalinate e gli scivoli d’attracco illustrano, invece, l’antico traffico fluviale che si svolgeva nella cittadina. Da visitare anche il famoso <strong>quartiere Canareggio</strong> caratterizzato dalle Arti e Mestieri di un tempo. E poi gli incantevoli giardini di Adria, come quelli di <strong>Villa Mecenati</strong> e i <strong>giardini Scarpari</strong>.</p>
<h4>Si fa visita a <strong>Rovigo</strong>, la più piccola provincia veneta nel cuore della pianura Padana.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64570" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/rovigo-4979946_1280-e1597146777507.jpg" alt="rovigo" width="800" height="537" /></p>
<p>Una località meno conosciuta delle altre, che rappresenta però una scoperta dal punto di vista artistico, culturale e ambientale. Lungo le vie cittadine si possono osservare le testimonianze architettoniche di una città nata come feudo vescovile che durante il periodo medievale si è arricchita di monumenti e palazzi.</p>
<p>Tra tutti si distingue la <strong>Torre Donà</strong>, emblema della città, che assieme alla Torre Mozza, costituiscono i residui dell&#8217;antica fortificazione medievale. Nel centro cittadino il signorile <strong>Palazzo Roncale</strong> annuncia l’antica presenza artistica della Repubblica Serenissima di Venezia, mentre <strong>Palazzo Roverella</strong> illustra l’affermazione dell’architettura ferrarese-emiliana in città. Quest&#8217;ultimo edificio, oggi restaurato, è la nuova sede della <strong>pinacoteca dell&#8217;Accademia dei Concordi</strong>, una delle più importanti del Veneto e luogo di interessanti mostre contemporanee.</p>
<p>Particolare valore è riservato al <strong>Santuario della Beata Vergine del Soccorso</strong>, detto la Rotonda per la sua pianta ottagonale, a cui si affianca il <strong>campanile del Longhena</strong>. Per conoscere Rovigo e le sue tradizioni si suggerisce, infine, una visita al <strong>Museo dei Grandi Fiumi</strong>, dedicato alla storia della civiltà contadina da sempre legata ai ritmi del mare e del fiume Po.</p>
<h4>Proprio sul tracciato di un ramo antico del Po è nata <strong>Fratta Polesin</strong>e.</h4>
<p>Una località in cui visitare ed ammirare una serie di dimore padronali appartenute alle nobiltà fondiarie. La più importante è sicuramente <strong>Villa Badoer,</strong> gioiello costruito sul progetto di Andrea Palladio. Dopo un accurato restauro, la villa è oggi sede di mostre, rappresentazioni liriche e teatrali. Per la somiglianza con la più famosa Badoer, è interessante scoprire anche la vicina <strong>Villa Grimani Molin</strong>, tipico esempio di residenza nobiliare di campagna.</p>
<p>A queste si aggiungono altre ville e residenze nobiliari che offrono occasioni per piacevoli passeggiate, a partire da <strong>Villa Oroboni</strong>, proseguendo con <strong>Villa Cornoldi-Fanan </strong>e  <strong>Villa David-Franchin</strong>. All&#8217;interno del <strong>Palazzo Dolfin-Boniotti</strong> ha sede il <strong>Museo Etnografico sulla civiltà del lavoro in Polesine</strong>, una mostra storico-documentaria sulla Carboneria polesana.</p>
<p>Nella piccola cittadina sono molte anche le architetture religiose come la <strong>Chiesa di S. Francesco</strong>,  in cui si svolgono mostre e concerti di musica sacra, o la <strong>chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo</strong>, il cui interno è  decorato con affreschi, preziosi intagli in legno e sculture veneziane.</p>
<h4>Il percorso nell’arte prosegue dirigendosi direttamente a <strong>Verona.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64572" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/verona-4711751_1280-e1597146898827.jpg" alt="verona" width="800" height="450" /></p>
<p>Un itinerario artistico che si sviluppa nel suo splendido centro storico, dove è ancora vivo  il mito di <strong>Giulietta e Romeo</strong>, i due giovani amanti shakespeariani, protagonisti della più tragica storia d’amore di tutti i tempi.  Arrivando da <strong>Corso Porta Palio</strong> si viene accolti da <strong>Castelvecchio</strong>, un tempo fortezza militare oggi museo d&#8217;arte medievale, rinascimentale e moderna.</p>
<h4>La meravigliosa <strong>Arena </strong>è nota in tutto il mondo, e questo suggestivo anfiteatro romano ogni anno ospita la stagione lirica oltre a numerosi concerti e spettacoli.</h4>
<p>Una passeggiata nel centro storico permette di ammirare gli splendidi palazzi nobiliari e gli imponenti palazzi militari, come <strong>Palazzo Barbieri</strong>, oggi sede del comune, e <strong>Palazzo della Gran Guardia</strong>. E poi il grande fascino delle chiese di Verona. Tra le più celebri merita una visita il <strong>Duomo,</strong> all&#8217;interno del quale è conservata una pala del Tiziano, la Basilica di stampo gotico di <strong>Sant&#8217;Anastasia</strong> e la <strong>Basilica di San Zeno</strong>, capolavoro romanico, al cui interno si trova il trittico del Mantegna.</p>
<h4>Chiunque decida di visitare Verona può osservare in lontananza il <strong>Monte Baldo</strong>, considerato dai veronesi come la “loro” montagna.</h4>
<p>Conosciuto sin dal 1500 come &#8220;<strong>Giardino botanico d&#8217;Europa</strong>&#8220;, il Baldo è meta ideale per lunghe passeggiate in un ambiente di grande interesse geologico e naturalistico. Molto frequentato anche dagli sportivi per attività a stretto contatto con la natura, dalla mountain bike alle passeggiate a cavallo, mentre dalle cime più alte ci si può  lanciare col parapendio e col deltaplano.</p>
<p>Chi preferisce raggiungere la vetta del Baldo in tutta comodità, può affidarsi alla funivia Malcesine-Monte Baldo con cabine rotanti che consentono una visuale completa sul lago di Garda e sul panorama circostante. Una volta arrivati a destinazione si ha la possibilità di “<strong>sciare vista lago</strong>” perché dalla cima del Monte Baldo si gode di un meraviglioso panorama sulle acque del Garda.</p>
<h4>E proprio vicino al lago, sempre nei dintorni di Verona, si fa tappa a <strong>Peschiera del Garda,  </strong>la città-fortezza a forma di pentagono.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64573" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/peschiera-del-garda-2975776_1280-e1597146997728.jpg" alt="peschiera del garda" width="800" height="450" /></p>
<p>Peschiera del Garda è un gioiello d&#8217;architettura, arte e cultura situata  all&#8217;estremità meridionale della &#8220;<strong>Riviera degli Ulivi</strong>&#8220;, la sponda veronese del Lago di Garda.</p>
<p>Antico crocevia  tra le Alpi e la Pianura Padana, Peschiera del Garda assunse la sua particolare forma urbana solo con la Serenissima Repubblica di Venezia. Nella seconda metà del Cinquecento furono costruite la <strong>Fortezza e l&#8217;imponente cinta muraria</strong> a forma pentagonale, creando un eccezionale sistema difensivo. Oggi il centro storico ospita negozi e moltissimi ristoranti che soddisfano i palati con i piatti della tradizione gardesana, come i <strong>bigoli con le sarde</strong>, luccio e polenta e  <strong>l’anatra col pien</strong>.</p>
<h4>Nelle vicinanze<strong> Bardolino </strong>è una località assolutamente da visitare.</h4>
<p>La conformazione a pettine di questo paesino, con le architetture tipiche dei villaggi di pescatori, rivela il suo passato e le attività che caratterizzavano la sua economia. I resti delle mura con le massicce torri, le tracce dell&#8217;antico castello, gli eleganti palazzi e le belle <strong>Chiese di San Severo e di San Zeno</strong>, testimoniano invece l&#8217;avvicendarsi di imperatori, monaci e famiglie nobili. Regno degli sport d&#8217;acqua, della mountain-bike e del triathlon, Bardolino è il luogo ideale anche per rilassanti passeggiate ed avventurose escursioni nell&#8217;entroterra collinare.</p>
<p>Ma Bardolino è anche la località perfetta per soddisfare i piaceri della buona tavola da provare nei raffinati ristorantini al porto o nelle accoglienti trattorie di campagna. L&#8217;esperienza del gusto e dei sapori diventa ancora più interessante percorrendo la <strong>strada del Vino Bardolino</strong>.</p>
<h4>Qui le cantine aprono le porte con degustazioni ed eventi enogastronomici.</h4>
<p>E sempre il vino è protagonista principale a maggio, durante la<strong> Festa del Bardolino Chiaretto, a ottobre con la Festa</strong> dell’Uva e a novembre con la <strong>Festa del Vino Novello</strong>.</p>
<p>Nella pianura veronese<strong> Villafranca </strong>si presenta con il raffinato <strong>Castello Scaligero</strong>, un tempo collegato alle <strong>rocche di Nogarole e di Valeggio</strong> che disegnano <strong>il Serraglio</strong>. Quest’ultimo rappresenta una lunga linea di muro fortificato intervallata da torri e forti, di cui rimangono poche tracce. All&#8217;interno delle mura si trovano sette piccole torri, dette <strong>Torresine</strong>, eccezionale cornice di  concerti e manifestazioni. Il <strong>Museo del Risorgimento</strong> è situato all&#8217;interno del signorile Palazzo del Trattato, dove fu firmato proprio l&#8217;armistizio di Villafranca preludio all’Unità d’Italia.</p>
<p>Altri edifici da visitare sono <strong>l&#8217;Oratorio di San Rocco</strong> con la sua facciata affrescata e  <strong>l&#8217;Oratorio di San Giovanni della Paglia,</strong> realizzato per volontà dei Cavalieri di Malta. E poi spazio al gusto, assaggiando le famose &#8220;<strong>sfogliatine di Villafranca</strong>&#8220;, dolci soffici e friabili di forma circolare, realizzate con farina, burro, zucchero, sale e uova.</p>
<h4>Da qui si può andare alla scoperta del territorio della <strong>Valpolicella</strong>, un avvicendarsi di piccole valli che scendono verso la pianura veronese.</h4>
<p>Nella sua parte più a nord si trova il <strong>Parco Naturale Regionale della Lessinia</strong>, caratterizzato da un territorio più selvaggio e incontaminato e dalle tante attrazioni turistiche, prima fra tutte il maestoso <strong>Ponte di Veja</strong> a Sant’Anna d’Alfaedo. Un arco di roccia calcarea dello spessore di circa dieci metri e della lunghezza di quasi cinquanta metri. Un vero e proprio “gigante di pietra” architrave d’ingresso di un’antica caverna carsica. In quest’area si possono anche visitare le <strong>Cascate di Molina</strong> e la <strong>Grotta di Fumane</strong>, uno dei maggiori siti archeologici preistorici d’Europa.</p>
<p>La Valpolicella è ricca di antichi oratori e dimore storiche che i nobili dei secoli passati scelsero di costruire proprio in questo emozionante territorio. Ma la Valpolicella, soprattutto, è famosa a livello internazionale per i suoi eccellenti vini come il <strong>Valpolicella, il Recioto</strong> e il corposo <strong>Amaron</strong>e. Attraverso la <strong>Strada del Vino Valpolicella</strong> si assaporano i prodotti della tradizione vinicola e si scoprono le bellezze di quest’affascinante angolo della pedemontana veronese.</p>
<h4>In questa zona si trova <strong>San Giorgio Valpolicella,</strong> piccolo e silenzioso borgo a pochi passi dal Lago di Garda, immerso nella quiete di vigneti e ulivi.</h4>
<p>Da qui si gode di un panorama incantevole, con una vista splendida sul Lago di Garda, sulla Pianura Padana e gli Appennini Tosco-emiliani. Il suo soprannome è <strong>“Ingannapoltron</strong>” e il perché lo si può capire se si decide  di raggiungerlo a piedi. Vista dal basso, infatti, la meta sembra vicina,  ma invece il cammino risulta molto lungo. Vale comunque la pena fare una visita nonostante gli sforzi.</p>
<p>Il cuore del paese è la <strong>Pieve longobardo-romanica</strong>, uno dei più antichi luoghi di culto del veronese risalente all&#8217;VIII secolo, edificato sulle rovine di un preesistente santuario pagano All’interno della Pieve vi sono anche affreschi del XII e XIII secolo e un’antica fonte battesimale. Merita una sosta anche il vicino antiquarium, nel quale sono conservati i reperti storici, artistici e folkloristici del territorio.</p>
<h4>Ai piedi dei <strong>Monti Lessini</strong>, ecco <strong> Soave, </strong>graziosa cittadina medievale e località in cui nasce uno dei vini bianchi più famosi al mondo.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64574" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/Soave_castello-e1597147164340.jpg" alt="soave" width="800" height="400" /></p>
<p>Le sue caratteristiche architettoniche sono presentate  dal <strong>Castello</strong> e dai numerosi palazzi costruiti in quel periodo. Il <strong>Maniero</strong> regna sull’intero territorio e la cortina muraria circonda interamente l’antico borgo con le <strong>Mura Scaligere</strong> intervallate da possenti torri merlate.</p>
<p>Lungo <strong>via Roma</strong>, cuore della cittadina, compaiono i principali monumenti di Soave, tra cui il <strong>Duomo di San Lorenzo, il Palazzo di Giustizia e il Palazzo del Capitano</strong>, sede del Comune. Soave è conosciuta in tutto il mondo anche per il suo omonimo vino bianco. Sulle dolci colline nasce <strong>l&#8217;uva garganega</strong>, da cui hanno origine il <strong>vino Soave DOC</strong> e il <strong>Recioto di Soave DOCG</strong>. A Maggio si svolge la &#8220;<strong>Festa Medievale del vino Bianco di Soave</strong>&#8220;, in cui vengono celebrate rievocazioni medievali della città insieme al vino bianco Soave, mentre a settembre la protagonista diventa l’Uva Garganega durante la più antica <strong>Festa dell’Uva</strong> d’Italia.</p>
<h4>Un’ altra perla della regione Veneto è rappresentata da<strong> Vicenza. </strong></h4>
<p>Una città dal legame indissolubile con le opere di <strong>Andrea Palladio</strong>. Il famoso architetto, infatti,  progettò e costruì qui la maggior parte dei suoi capolavori. A Vicenza si vive una vera e propria immersione tra le bellezze artistiche. A cominciare dal <strong>Teatro Olimpico</strong>, primo esempio di teatro stabile coperto d’epoca moderna, oppure da <strong>Villa Capra detta “La Rotonda</strong>”, a pochi passi dalla città, icona di riferimento dell’intera opera del Palladio</p>
<p>Il suo centro storico affascina per la bellezza della <strong>Basilica Palladiana su Piazza dei Signori</strong>, intorno alla quale risaltano i palazzi d’epoca, anch’essi eredità del genio palladiano. Le visite culturali si possono accompagnare a momenti di relax nei numerosi parchi di Vicenza, alcuni anche storici come <strong>Campo Marzo e Parco Querini</strong>, famoso per il viale alberato che conduce a un tempietto in mezzo al verde.</p>
<h4>In questa zona si scopre la <strong>Pedemontana Vicentina</strong>, nella natura incantevole in cui si inseriscono borghi storici e ville venete.</h4>
<p>Il territorio si distende tra le colline e le vallate con una varietà di paesaggi e di  accattivanti scorci panoramici.  Nei borghi storici della Pedemontana Vicentina la storia e la cultura sono testimoniate dalle chiesette campestri e dagli antichi oratori ricchi d’arte. Ma questa terra è anche sinonimo di  gioia per il palato con prodotti enogastronomici riconosciuti a livello europeo, come il <strong>formaggio Asiago DOP</strong>, la <strong>Sopressa vicentina DOP</strong>, <strong>l’asparago bianco di Bassano del Grappa DOP</strong>. E sulla tavola di ristoranti ed osterie non mancheranno mai i pregiati vini.</p>
<h4>Proprio <strong>Bassano del Grappa </strong>si presenta come una cittadina medievale circondata dalle colline.</h4>
<p>Passeggiando nel centro storico si resta incantati dalle vie decorate dalle opere di autori come Palladio, Canova,  Marinali e Dall&#8217;Acqua. A Bassano si trova il <strong>Museo Civico più antico nel Veneto</strong> che merita una visita assieme alla suggestiva <strong>Loggia dei Potestà</strong>. Il <strong>Ponte Vecchio</strong> è il monumento simbolo della città, costruito sul progetto del Palladio e a causa di improvvise piene, ripetutamente ricostruito rispettando ogni volta l&#8217;originario disegno. Ad un imbocco del ponte si trova il piccolo e affascinante <strong>Museo degli Alpini</strong> che conserva al suo interno documenti storici e cimeli d&#8217;epoca.</p>
<p>Bassano del Grappa è conosciuta anche per due grandi tradizioni. Una è la <strong>ceramica,</strong> con le produzioni legate alla  famiglia Antonibon, che si può ammirare nel <strong>Museo della ceramica a Palazzo Sturm.</strong> L’altra è la <strong>tipografia</strong>, che l’illustre famiglia dei Remondini, sviluppò tra il 1600 e il 1800. Chi non sa resistere alle tentazioni gastronomiche, può trovare saporite proposte come gli imperdibili asparagi bianchi DOP di Bassano da gustare accompagnati da una semplice salsa all&#8217;uovo o come base per squisiti risotti.</p>
<h4>Da qui il percorso nella natura conduce alla scoperta delle <strong>Prealpi Venete e della Lessinia.</strong></h4>
<p>Un grande altopiano che si estende dalle pendici della valle dell’Adige fino ai piedi delle Piccole Dolomiti. E sparse in mezzo a quest’altopiano le architetture edificate dei Cimbri, popolazione dell’area germanica arrivata in questi luoghi nel II secolo a.C. Un territorio di oltre diecimila ettari, dove nel corso dei millenni l’uomo ha sempre convissuto in perfetto equilibrio con una natura straordinaria.</p>
<p>Un paradiso autentico per appassionati di paleontologia e archeologia, a causa dei preziosi giacimenti fossili disseminati lungo tutto l’altopiano, uno su tutti la <strong>Pesciara di Bolca</strong>. Le montagne di origine carsica offrono  fenomeni suggestivi come doline, grotte, ponti naturali scavati nella roccia. Tra questi  <strong>l’abisso della Spluga della Preta</strong>, tra i più profondi d’Italia, il <strong>Covolo di Camposilvano</strong> e la <strong>Valle delle Sfingi</strong>. L’ampia rete di sentieri da percorrere a piedi, in mountain-bike o a cavallo permette di scoprire gli aspetti naturalistici, etnografici e storici di un territorio unico in tutta Europa.</p>
<h4>I paesaggi della <strong>Lessinia</strong> sono sorprendenti, da quelli della pianura padana a quelli alpini.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64622" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/41506366164_736759cb23_b-e1597174404375.jpg" alt="lessinia" width="800" height="450" /></p>
<p>La Lessinia viene raccontata dalle superstizioni e dalle leggende come una terra di fate, di streghe ed esseri maligni. Visitare questi luoghi significa fare un viaggio nella natura e nella storia, in cui il tempo ha restituito un immenso patrimonio di fossili unico al mondo. In inverno le poche piste di questo comprensorio garantiscono la possibilità di sciare in ogni condizione. E a completare l’offerta invernale ci pensano lo snowboard e gli itinerari per racchette da neve.</p>
<p>L<strong>’Altopiano di Asiago, </strong>invece, si presenta come un mondo dall&#8217;atmosfera serena che risplende di una luce verde smeraldo grazie ai prati sconfinati e ai paesi dagli alti campanili. Un ambiente ricchissimo di bellezze naturali e famoso anche per le sue <strong>malghe</strong>, tipiche abitazioni estive dei pastori dove ancora oggi si producono latte, burro e formaggi.</p>
<p>L’estate centinaia di chilometri di percorsi per mountain bike, centri equestri e un numero infinito di escursioni a piedi, rendono questa località incredibilmente attraente. In inverno diventa un angolo di paradiso per i fondisti. In questo vasto comprensorio le cui cime variano dai mille ai quasi duemila metri, si trovano oltre cinquecento chilometri di piste e sette centri specializzati per lo sci nordico. Ma ci sono anche impianti per lo sci da discesa e piste per snowboard.</p>
<h4>La città di <strong>Asiago </strong>è legata all’omonimo formaggio a marchio DOP, una vera prelibatezza.</h4>
<p>I sapori autentici di questa terra si possono anche apprezzare facendo visita alle tante malghe e ai caratteristici rifugi alpini. In città, invece, merita una visita <strong>il Sacrario Militare del Leiten</strong>, che raccoglie le vittime italiane ed austroungariche della Prima Guerra Mondiale, e <strong>l&#8217;Osservatorio astrofisico ed astronomico. </strong></p>
<p>Asiago è il luogo perfetto per la vacanza estiva delle famiglie e per chi ama stare in mezzo alla natura, mentre quando la neve  ricopre il paesaggio Asiago si trasforma nel regno degli appassionati allo sci di fondo. Spazio anche a chi preferisce lanciarsi in emozionanti discese, agli amanti dello snowboard, a chi ama pattinare sul ghiaccio, o chi semplicemente vuole camminare nella natura con le ciaspole.</p>
<p>Da qui si raggiunge il<strong> Monte Grappa, </strong>il  &#8220;monte sacro alla Patria&#8221;, che nella memoria collettiva è legato agli eventi bellici dei due conflitti mondiali, come testimonia l’imponente Sacrario costruito in ricordo delle decine di migliaia di soldati caduti in combattimento su questa montagna.</p>
<p>Ma il Monte Grappa è anche una delle mete preferite dagli <strong>amanti del volo libero</strong> che vengono da ogni parte del mondo per sfruttare le sue famose correnti ascensionali, mentre il dislivello delle sue salite ne ha fatto una tappa obbligata per i ciclisti. Le ampie mulattiere e i numerosi sentieri diventano, in inverno, percorsi stupendi da fare con le racchette da neve ai piedi.</p>
<h4>I più romantici possono approfittare della luna piena per delle ciaspolate in notturna, ammirando panorami ancora più belli.</h4>
<p>Segue<strong> Feltre, </strong>una delle città murate più suggestive del Veneto arroccata su un colle. Le vie del centro storico si distendono tra i palazzetti cinquecenteschi dalle facciate affrescate, con bifore e poggioli rinascimentali che illustrano lo splendore della dominazione veneziana. Attorno a <strong>Piazza Maggiore,</strong> fulcro della vita cittadina, si scopre il <strong>Palazzo della Ragione</strong> che ospita il vecchio <strong>Teatro de la Sena</strong>, palcoscenico su cui il commediografo Carlo Goldoni iniziò a sviluppare parte della sua attività artistica.</p>
<p>Tra gli edifici del centro storico spicca la <strong>torre del Castello di Alboino</strong>, il cui nome sarebbe legato alla riedificazione di Feltre ad opera dei Longobardi. A circa tre chilometri da Feltre, in località Anzù, si trova il <strong>millenario Santuario dei S.S. Vittore e Corona</strong>, un gioiello dell&#8217;arte romanica-bizantina con preziosi affreschi di scuola giottesca.</p>
<p>Oltre ad essere luogo di tesori storico-artistici, nel corso dell&#8217;anno Feltre propone anche molti eventi tra cui il suggestivo <strong>Palio</strong>, rievocazione che si svolge il primo fine settimana di agosto e che ricorda l&#8217;atto di spontanea sottomissione della cittadina alla Repubblica di Venezia.</p>
<h4>Si arriva a<strong> Belluno, </strong>ai piedi delle Dolomiti, nella parte settentrionale del Veneto.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64623" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/belluno-2789070_960_720-e1597174510723.jpg" alt="belluno" width="800" height="532" /></p>
<p>Conosciuta per essere “<strong>la città splendente</strong>”, termine attribuitole dai Celti proprio per la bellezza del paesaggio che la circonda. Il fascino della città si manifesta  nel suo prezioso centro storico tra tesori artistici e architettonici. Dopo una tappa in <strong>Piazza del Duomo</strong>, cuore della città, si ammirano gli edifici storici che la circondano come <strong>Palazzo dei Rettori, Palazzo Rosso, Palazzo vescovile e la Cattedrale di San Martino.</strong> Al centro spunta la <strong>fontana di San Gioatà,</strong> una delle tante che caratterizzano la Città Vecchia. <strong>Piazza dei Martiri</strong>, invece, è il luogo privilegiato dai residenti che si caratterizza per la sua struttura rinascimentale.</p>
<p>Da queste parti ci si ritrova immersi nel<strong> Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, </strong>con i suoi territori impervi e la sua silenziosa bellezza.  In questa zona del Veneto, ai margini delle Alpi sud orientali, si rimane estasiati davanti ad un territorio di oltre trentamila ettari di natura selvaggia e panorami mozzafiato. Le rocce millenarie sono state oggetto di studio per molti geologi e la ricchissima flora ha attratto botanici da tutto il mondo.</p>
<h4>Le <strong>Alpi Feltrine</strong>, il gruppo <strong>del Cimonega e del Pizzocco</strong>, i <strong>Monti del Sole</strong>, i gruppi della Schiara e Talvena.</h4>
<p>Da queste montagne si ammirano scenari meravigliosi e apparentemente inaccessibili. Alcune vette sono coperte da nevi perenni che alimentano piccoli laghi d&#8217;alta quota, ruscelli e cascate. Altre sono solcate da forre profonde e inaccessibili, spuntoni rocciosi, ampie conche glaciali. Sono paesaggi dove si osservano particolari forme di carsismo alternate a prati di vari colori.</p>
<p>Una breve visita a <strong>Rocca Pietore</strong>, capoluogo della suggestiva Val Pettorina. Un pittoresco paese porta d&#8217;ingresso a una delle mete più ambite per chi ama il contatto con la montagna più autentica, ovvero <strong>la Marmolada</strong>, che con i suoi 3.343 m è la più alta vetta dolomitica. Molte le vie ferrate che offre la zona, da quella del <strong>Sas de Rocia</strong>, abbastanza semplice, alla più impegnativa <strong>via ferrata delle trincee</strong>. Più accessibili i sentieri attrezzati e spettacolari che portano attraverso la Val Ombretta, sotto la parete sud ovest della Marmolada.</p>
<h4>La <strong>Ski Area Marmolada</strong>, invece, è il comprensorio sciistico più panoramico delle Dolomiti.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64624" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/marmolada-2117481_1280-e1597174602905.jpg" alt="marmolada" width="800" height="500" /></p>
<p>Dai 3265 metri si può scendere per più di 1800 metri di dislivello in oltre dieci chilometri di pista. La Ski area Marmolada è collegata alla ski area di Arabba, attraverso <strong>il Passo Padon</strong>, che consente di accedere poi al lungo itinerario del <strong>Sellaronda e al Giro della Grande Guerra</strong>.</p>
<p>Le Dolomiti incorniciano <strong>Sottoguda</strong>, borgo antichissimo frazione di Rocca Pietore, nella provincia di Belluno. Questo piccolo villaggio si trova poco prima di Malga Ciapéla, ai piedi della Marmolada. Si tratta di un antico paese di montagna caratterizzato dai <strong>tabièi</strong>, fienili in legno diffusi in area dolomitica e usati dai contadini per il deposito del fieno e degli attrezzi agricoli.</p>
<p>L&#8217;edificio più antico del borgo è la <strong>chiesetta dei Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco</strong> eretta nel 1486 per un voto fatto dagli abitanti. Subito dopo le ultime case inizia la <strong>gola dei Serrai</strong>, un canyon di circa due chilometri scavato dal torrente Pettorina. Lungo il percorso si trovano la <strong>cascata di Franzei</strong>, la <strong>chiesetta di S. Antonio</strong> e <strong>la Statua della Madonna dei Serrai</strong> posta in una grotta naturale.</p>
<h4>I Serrai di Sottoguda sono meta ideale anche per gli sportivi.</h4>
<p>In inverno le cascate del canyon si ghiacciano e offrono agli scalatori una palestra tra le più apprezzate a livello internazionale per la pratica dell’ <strong>ice climbing</strong>. D&#8217;estate, invece, diventano la cornice ideale per facili escursioni a piedi.</p>
<p>Nei mesi di luglio e agosto, ogni giovedì sera, il paese si anima con la manifestazione &#8220;<strong>Na sera da Zacàn- Arti e mestieri di un tempo</strong>&#8221; in cui gli ospiti possono assaggiare piatti tipici, conoscere i prodotti dell&#8217;artigianato artistico come la battitura del ferro, la lavorazione della lana e l&#8217;intaglio del legno.</p>
<p>Poco distante<strong> Pieve di Cadore, </strong>il paese di <strong>Tiziano Vecellio</strong>. Un luogo nel quale il fascino della natura incrocia i motivi di una storia e di un’arte che ne hanno segnato nel tempo l’aspetto. Il paese conserva le tracce di Tiziano, l’artista sommo della pittura rinascimentale, dalla casa natale alla bella piazza centrale raccolta intorno alla sua statua ottocentesca e dominata dall’ elegante mole del <strong>Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore</strong>, edificio simbolo della vita civile.</p>
<p>Oltre la casa natale di Tiziano si raggiunge il <strong>palazzo COSMO,</strong> che ospita l’auditorium comunale e il <strong>Museo dell’Occhiale</strong>, il più importante museo del genere al mondo. Per le vie di Pieve e per le sue frazioni si scoprono edifici interessanti dell’architettura religiosa cadorina, come la <strong>chiesetta di San Tommaso a Pozzale,</strong> ad oltre 1.800 metri di altitudine.</p>
<p>Sempre in quest’area si visitano anche le <strong>Dolomiti d’Ampezzo, </strong>che si caratterizzano per una natura incontaminata, guglie spettacolari e foreste. I giganti rocciosi si innalzano, mentre le pareti strapiombanti diventano il paradiso degli scalatori più esperti. Si tratta di circa undicimila ettari di territorio nel cuore delle Dolomiti orientali, un’area naturale di straordinaria bellezza, priva di insediamenti abitativi.</p>
<h4>Sono da menzionare <strong>i massicci della Tofana, Fanes, Croda Rossa d&#8217;Ampezzo e Cristallo</strong>, rispettivamente divisi dalla val Travenanzes, val di Fanes,  e val Felizon.</h4>
<p>Questi ambienti naturali di rara bellezza sono fatti anche di foreste di conifere, monumentali abeti rossi, faggi e larici che coprono i fianchi delle valli. In questo paesaggio straordinario si incontrano stambecchi, camosci, aquile e gufi reali,  volpi e donnole.  Vivere il territorio è molto semplice, basta percorrere uno dei tanti sentieri, a piedi o in mountain bike, mentre gli esperti scalatori potranno realizzare il loro sogno arrampicandosi su ardite cime, immersi in un surreale quanto emozionante silenzio.</p>
<h4>Qui la meta d’eccellenza per chi ama la montagna, lo sport e il divertimento è rappresentata da <strong>Cortina.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64625" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/dolomites-2435272_960_720-e1597174731656.jpg" alt="cortina" width="800" height="399" /></p>
<p>La <strong>“Regina delle Dolomiti</strong>” non ha bisogno di tante presentazioni. Città d’arte e di tradizioni, Cortina è ricca di appuntamenti culturali e di occasioni di svago e divertimento circondata da scenari e  paesaggi fiabeschi.</p>
<p>Lungo gli oltre trecento chilometri di sentieri che attraversano paesaggi dolomitici di straordinaria bellezza, come <strong>Sorapiss, l&#8217;Antelao, la Croda da Lago</strong>, si pratica ogni genere di sport all’aria aperta, dal trekking, alle arrampicate, dal rafting ai percorsi in mountain bike. Nella conca ampezzana si scia da novembre ad aprile su oltre cento chilometri di piste.</p>
<p>A fare di Cortina una delle capitali dello sci a livello mondiale sono le piste da fondo, alcune da percorrere anche in notturna, che si trovano in località <strong>Tre Croci e Fiames</strong>. Splendidi scenari si aprono a chi si incammina con le ciaspole ai piedi sulle distese di neve o a chi sceglie l&#8217;emozione della slitta trainata dai cavalli.</p>
<h4>Lasciate le Dolomiti si visita <strong>Possagno</strong>, patria di <strong>Antonio Canova</strong>, il più grande scultore neoclassico.</h4>
<p>Possagno è dominata dal <strong>Tempio Neoclassico</strong>, progettato proprio dal celebre artista nato in questa città. Il maestoso colonnato dorico e l&#8217;eleganza del corpo centrale, ispirato al Pantheon, disegnano una struttura dall’ inconfondibile bellezza. Al suo interno si ammirano i capolavori del Canova come la <strong>Pietà in bronzo</strong>, <strong>l&#8217;Autoritratto marmoreo, la grande Pala dell&#8217;altare maggiore e la Tomba. </strong></p>
<p>Per conoscere a fondo la figura del grande artista, le sue opere e il metodo di lavoro, si può fare una visita alla <strong>Gipsoteca</strong>, al cui interno si trovano i gessi che il Canova utilizzava come modello alle sculture marmoree. A Possagno è visitabile anche la casa del Canova, all&#8217;interno della quale è stata istituita un&#8217;esposizione delle sue collezioni con dipinti, incisioni, alcuni marmi e  gli strumenti da lavoro.</p>
<h4>Si prosegue poi nella Pedemontana Trevigiana con <strong>Asolo</strong>.</h4>
<p>Per la sua incantevole posizione panoramica tra le colline, Asolo ha sempre richiamato artisti e letterati da tutta Europa. Tra questi Giosuè Carducci, che la definì &#8220;<strong>la città dai cento orizzonti</strong>&#8220;. Simbolo di Asolo è la <strong>Rocca</strong> che domina il paesaggio dalla vetta del Monte Ricco, offrendo una vista spettacolare.</p>
<p>Da qui si osserva il centro storico della città,  <strong>Piazza Garibaldi</strong> con la fontana cinquecentesca, il Castello, che ospita oggi <strong>il Teatro Duse</strong>, e <strong>l&#8217;antichissima Cattedrale</strong>, che custodisce al suo interno la bellissima &#8220;Assunta&#8221; di Lorenzo Lotto. Da visitare anche il <strong>Museo Civico</strong>, all&#8217;interno del quattrocentesco <strong>Palazzo della Ragione</strong>, e  <strong>Palazzo Beltramini</strong>, autorevole sede del Comune.</p>
<p>A nord della provincia di Treviso si presentano paesaggi romantici dove si incontrano colline coltivate a vigneto da secoli. Si tratta delle <strong>Colline del Prosecco</strong> che, con le loro magiche atmosfere, invitano ad esplorare città d’arte, borghi agricoli e piaceri della buona tavola. Un viaggio in  compagnia del profumo di un vino speciale, perché queste colline sono la patria delle bollicine più famose al mondo, quelle del Prosecco.</p>
<p>La “<strong>Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano-Valdobbiadene</strong>” accompagna la scoperta di castelli antichi, ville aristocratiche, eremi ed abbazie. A questi vanno aggiunte le tappe nelle varie cantine, paradiso dei buongustai, in cui trovare prodotti enogastronomici di altissima qualità.</p>
<h4>Proprio l’enogastronomia svolge un ruolo principale a <strong>Conegliano, </strong>città fortificata immersa nelle terre del famoso Prosecco.</h4>
<p>A ridosso delle <strong>Prealpi Trevigiane</strong>, la città di Conegliano è famosa per aver dato i natali al pittore <strong>Giambattista Cima</strong>, uno dei massimi esponenti della scuola veneta del XV secolo. Simbolo dell&#8217;eredità medievale è il Castello con la <strong>Torre della Campana</strong>, oggi sede del Museo Civico. Il Duomo conserva <strong>la pala d&#8217;altare &#8220;Madonna col Bambino e angeli</strong>&#8221; opera proprio del maestro Cima.</p>
<p>L&#8217;antica <strong>Contrada Grande</strong> è il fulcro dell&#8217;eleganza rinascimentale di Conegliano, con la serie di palazzetti signorili ricchi di affreschi e decorazioni in pietra scolpita. Tra i più belli l&#8217;antico <strong>Monte di Pietà, Palazzo Sarcinelli e Casa Longega</strong>. Su piazza Cima si affacciano il Palazzo del Municipio e Palazzo Da Collo, edificio cinquecentesco al cui interno è inglobato l&#8217;oratorio dell&#8217;Assunta.</p>
<h4>Storia, tradizione e gastronomia sono alla base degli eventi che hanno luogo a Conegliano.</h4>
<p>Visitandola a giugno, si assiste alla spettacolare rievocazione della storica <strong>Dama Castellana</strong>, una suggestiva partita a dama con personaggi in costume rinascimentale. Ad agosto la manifestazione <strong>Calici di stelle</strong> offre l&#8217;imperdibile occasione di degustare i prodotti locali nella splendida cornice del Castello, mentre a settembre si svolge la storica <strong>Festa dell’uva</strong> nella quale vengono premiate le migliori cantine.</p>
<h4>E poi <strong>Treviso, </strong>una città ricca di storia nel cuore della regione visitabile in ogni periodo dell’anno.</h4>
<p>All’interno delle sue mura sono racchiuse meraviglie artistiche come <strong>il Duomo con la pala dell&#8217;Annunciazione del Tiziano, i Musei Civici nelle sedi di Santa Caterina e del Museo Luigi Bailo e Ca’ dei Carraresi,</strong> che ospita importanti mostre internazionali. Per godere appieno della città meglio esplorarla a piedi, alternando visite culturali a passeggiate lungo i canali e il corso del fiume Sile.</p>
<p>Le case porticate con le belle facciate affrescate che si riflettono sul canale dei Buranelli raccontano lo stretto legame di Treviso con le sue acque. La visita a musei e monumenti può essere brevemente interrotta da piccole soste nei locali tipici per gustare le tante prelibatezze del posto, a partire dal Radicchio Rosso di Treviso IGP. La sera, invece, ci si può recare in <strong>Piazza dei Signori</strong>, punto di incontro per eccellenza dei trevigiani, dove all’ombra del <strong>Palazzo dei Trecento</strong> ci si rilassa sorseggiando le bollicine del famoso <strong>Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene DOCG</strong>.</p>
<h4>Da Treviso ci si sposta nella zona del padovano e si viene accolti da<strong> Cittadella.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64631" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/citadel-905842_960_720-e1597174984584.jpg" alt="cittadella" width="800" height="375" /></p>
<p>Un cerchio quasi perfetto, una possente cinta muraria intatta alta fino a quindici metri e lunga più di un chilometro, circondata da un ampio fossato. Tutto intorno, la campagna veneta. Si presenta così la città murata di Cittadella, uno degli esempi meglio conservati di architettura militare medievale in Italia e in Europa.</p>
<p>Unica città murata con un <strong>Camminamento di Ronda</strong> dalla forma ellittica e completamente percorribile. A Cittadella si cammina nella storia, vivendo un’ esperienza unica grazie a questa emozionante passeggiata panoramica in quota. Persa la sua funzione militare, Cittadella ha saputo conservare nei secoli l&#8217;impianto urbanistico originario e il sistema fortificato.</p>
<p>In <strong>Piazza Pierobon</strong>, la piazza principale, sorge il <strong>Duomo dei Ss. Prosdocimo e Donato</strong>, al cui interno sono conservati affreschi di Jacopo Bassano. L&#8217;influenza di Venezia si ritrova, invece, nella la <strong>loggia del Municipio</strong>, decorata dal leone veneziano e dagli stemmi di antichi podestà. Da visitare il <strong>Palazzo Pretorio e il Teatro Sociale</strong>, quest&#8217;ultimo affrescato dal Bagnara, lo stesso autore della Fenice di Venezia.</p>
<h4>Poco distante<strong> Montagnana, </strong>un colpo d&#8217;occhio straordinario con la sua grandiosa cinta muraria lunga quasi due chilometri.</h4>
<p>Fra le città fortificate del Veneto è quella che meglio ha saputo conservare le sue mura merlate guelfe. Ma c&#8217;è ancora tanto altro da vedere. Ad esempio <strong>Villa Pisan</strong>i, dimora edificata attorno al 1550 su progetto del Palladio, che si differenzia dalla tipica villa di campagna in quanto inserita nel centro storico.</p>
<p>Altri gioielli veneziani sono il settecentesco <strong>Monte di Pietà e l’elegante Palazzo Valeri.</strong> Sulla piazza si affacciano anche l’ottocentesco <strong>Palazzo della Loggia</strong>, il risorgimentale <strong>Palazzo Santini</strong>,  mentre dove sorgeva una chiesa del X secolo ora risplende il Duomo dedicato a S. Maria Assunta, che vanta una pala d’altare di Paolo Veronese. Tra le tante prestigiose dimore anche l&#8217;imponente <strong>Palazzo Sanmicheli</strong>, ora sede del Comune,e il <strong>Palazzo Magnavin-Foratt</strong>i, in stile gotico-veneziano.</p>
<h4>E per soddisfare il palato sicuramente da non perdere un assaggio del famoso <strong>Prosciutto Veneto Euganeo Berico DOP</strong>.</h4>
<p>Lavorato ancora secondo i metodi della tradizione artigianale si caratterizza per la sua dolcezza, il suo profumo delicato e il colore rosa tenue.</p>
<h4>Si prosegue per <strong>Padova</strong>, in un viaggio nelle tradizioni e nell’arte tra passato e presente.</h4>
<p>Padova è una città ricca di bellezze, come il <strong>Palazzo della Ragione e la Loggia dei Carraresi, la Cappella degli Scrovegni</strong> con il prezioso ciclo degli affreschi del Giotto, le sculture di Donatello o le linee più contemporanee del <strong>monumento di Libeskind</strong>.</p>
<p>Un percorso unico al mondo che si sviluppa tra la spiritualità che si respira nelle Chiese, come la <strong>Basilica di S. Antonio, l’Abbazia di S. Giustina e il Duomo</strong>, e l&#8217;imponenza dei millenari portici del centro e di <strong>Prato della Valle</strong>. Il presente è invece creativo e dinamico e si vive quotidianamente nei  mercati cittadini di <strong>Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta</strong>, nelle vecchie osterie, tra i tavoli dei bar storici o nei locali dove è sacro il rito dell&#8217;aperitivo.</p>
<p>Nei dintorni di Padova batte un cuore verde dai dolci rilievi a cono e dagli straordinari panorami che alternano vigneti e frutteti a luoghi pieni di arte e cultura. Sono i <strong>Colli Euganei</strong> che si possono scoprire seguendo la rete di itinerari e sentieri escursionistici praticabili a piedi, in bicicletta o a cavallo. Particolarmente belli i percorsi dedicati al cicloturismo. Borghi, rocche, castelli, città murate e luoghi dedicati esclusivamente al benessere. Ed ecco che si fanno spazio Abano e Montegrotto Terme seguite dall’incantevole Arquà Petrarca, oppure da Monselice ed Este, città murate conosciute per il loro impianto di origine medievale.</p>
<h4><strong>Abano </strong>è meta conosciuta e privilegiata per le cure del corpo, importante realtà termale grazie al notevole numero di strutture ben attrezzate per i trattamenti.</h4>
<p>Il centro cittadino è caratterizzato da un’ampia isola pedonale su cui si affacciano edifici antichi e moderni, grandi alberghi dai curati giardini, negozi e locali. Il parco centrale racchiude inoltre il <strong>Colle del Montirone</strong>, una delle più importanti testimonianze delle <strong>terme di Aponus</strong>, antico dio veneto delle acque termali.</p>
<p>La città è incorniciata dai pendii verdeggianti del Colli Euganei, arricchiti  da eleganti ville storiche, alcune delle quali diventate importanti sedi di eventi culturali e sportivi. Le acque benefiche e salutari di Abano Terme provengono dalle Piccole Dolomiti e dai Monti Lessini che, defluendo nel sottosuolo a una profondità di oltre 3.000 metri, si riversano nel bacino termale euganeo arricchito di sostanze disciolte.</p>
<p><strong>Montegrotto Terme</strong>, invece, si presenta come una tranquilla cittadina che, oltre ai trattamenti  termali distensivi e curativi, offre un’ampia proposta di intrattenimento e animazione. Lungo le vie del centro eleganti locali e negozi si alternano a numerose strutture ricettive, ognuna provvista di un proprio centro termale interno, specializzato in fangoterapia e trattamenti inalatori.</p>
<p>L’area archeologica della cittadina ha riportato alla luce tracce di un’estesa struttura termale risalente al primo secolo dopo Cristo, provvista di acquedotto, antiche vasche e condotte per l&#8217;acqua termale. Il territorio di Montegrotto Terme è conosciuto anche per la bontà dei prodotti tipici e genuini come asparagi, ciliegie e  vini pregiati per una memorabile esperienza che abbina il gusto al benessere.</p>
<h4>Merita una visita<strong> Monselice, </strong>piccolo centro di strategica importanza militare.</h4>
<p>Città fortificata di antica origine, Monselice conserva ancora l&#8217;atmosfera tipica del borgo medievale inserito nel suggestivo panorama dei Colli Euganei. Visitando il centro cittadino si incontrano da subito l&#8217;antica <strong>Torre civica e il Castello</strong>. La passeggiata ricca di monumenti e arte che si percorre lungo <strong>via del Santuario</strong>, salendo sul colle della Rocca, presenta due notevoli monumenti come il <strong>Palazzo  del Monte di Pietà con l&#8217;elegante Loggetta, e la Chiesa di San Paolo con la Cripta di S. Francesco</strong>.</p>
<p>Il monumento religioso più rappresentativo della città è <strong>l&#8217;antica Pieve di Santa Giustina</strong>, costruita in stile tardo romanico e abbellita da elementi decorativi gotici. Continuando lungo via del Santuario si arriva alla <strong>Porta Romana</strong> dove inizia il suggestivo percorso del <strong>Santuario Giubilare delle Sette Chiese</strong>, un breve pellegrinaggio che termina all&#8217;Oratorio di San Giorgio inserito nel complesso monumentale di Villa Duodo. Sulla sommità del colle sono conservati i resti del <strong>Mastio Federiciano,</strong> imponente torrione che domina la città voluto dall&#8217;imperatore Federico II di Svevia.</p>
<p>A settembre si rievoca la storia di Monselice durante la <strong>Quintana e la famosa Giostra della Rocca.</strong> Una sfida tra nove Contrade impegnate in gare e giochi medievali che si conclude con una spettacolare sfilata di oltre mille figuranti in costume d&#8217;epoca.</p>
<h4>Segue<strong> Arquà Petrarca</strong>, piccolo gioiello immerso nella quiete dei Colli Euganei.</h4>
<p>L’atmosfera di sereno romanticismo che si respira ancor oggi ha fatto innamorare il Petrarca di questo borgo medievale ben conservato. Ammaliato dalla bellezza di questo ambiente, il Petrarca decise di stabilirsi in una casa immersa nel verde, che la tradizione vuole gli sia stata donata da Francesco da Carrara, signore di Padova. Nella sua casa sono raccolti cimeli e numerose testimonianze sulla sua vita e tutte le stanze sono decorate da interessanti affreschi che si ispirano alle opere del poeta.</p>
<p>Ma Arquà ha una storia molto più antica. Nell’omonimo laghetto, che si trova poco lontano dalla cittadina, sono stati rinvenuti reperti che documentano l’esistenza di un abitato già in epoca preistorica, uno dei più antichi di tutto il territorio euganeo. Oggi questa piccola meraviglia trecentesca è ancora un luogo dove passeggiare in silenzio su stradine pavimentate e sotto portici armoniosi, ammirando numerosi palazzetti di tipica impronta veneziana. Un grande patrimonio storico che negli ultimi decenni è stato recuperato e valorizzato.</p>
<h4>Il viaggio in Veneto si conclude ad <strong>Este,</strong> una delle città murate più significative del Veneto.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64632" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/castle-585301_960_720-e1597175176111.jpg" alt="este" width="800" height="598" /></p>
<p>Adagiata ai piedi dei Colli Euganei, Este fu il principale insediamento degli antichi Veneti che la abitarono già nell&#8217;età del Ferro. Una possente fortezza medievale, edificata dagli Estensi ed ampliata dai Carraresi, di cui oggi resta visibile la cinta muraria dal perimetro lungo oltre un chilometro, a cui si aggiungono le due torri che  racchiudono uno splendido giardino pubblico.</p>
<p>A <strong>Palazzo Mocenigo</strong> ha sede il <strong>Museo nazionale Atestino</strong>, uno tra i più importanti d&#8217;Italia per le sue raccolte pre-romane.  I circa quattro secoli di dominio veneziano vengono rappresentati dai resti del perimetro che racchiudeva il borgo, dai palazzi della centralissima Piazza Maggiore e dalle belle ville. Tra queste, <strong>villa Kunkler</strong>, che ospitò Byron e Shelley, <strong>villa Cornaro-Benvenuti, e villa Zenobio-Albrizzi</strong>. Fra i numerosi edifici religiosi spicca il <strong>Duomo di Santa Tecla</strong>, che conserva la grandiosa pala del Tiepolo raffigurante Santa Tecla che intercede per liberare la città dalla peste. Ancora oggi la città di Este è centro di produzione di ceramiche artistiche di alta qualità, la cui manifattura continua ininterrottamente dalla preistoria.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
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		<title>Crisi idrica nel Nord Italia: cresce la preoccupazione per i prossimi mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 07:54:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A fronte di un emergente stato di siccità aumenta anche il rischio idrogeologico: i terreni aridi saranno incapaci di assorbire eventuali copiose piogge Abbiamo attraversato nel Nord Italia un inverno stabile senza periodi piovosi significativi; lo spiega una nota dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33646" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/04/images_Siccita_Nord_Italia.jpeg" alt="" width="512" height="341" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/04/images_Siccita_Nord_Italia.jpeg 512w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/04/images_Siccita_Nord_Italia-300x200.jpeg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>A fronte di un emergente stato di siccità aumenta anche il rischio idrogeologico: i terreni aridi saranno incapaci di assorbire eventuali copiose piogge</p>
<p>  <span id="more-33647"></span>  </p>
<p>Abbiamo attraversato nel Nord Italia un inverno stabile senza periodi piovosi significativi; lo spiega una nota dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (<a href="http://www.anbi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ANBI</a>), i cui Consorzi di bonifica monitorano costantemente l’evolversi della situazione, partecipando attivamente ai “tavoli di concertazione” attivati dalle Regioni per contemperare i diversi interessi gravanti sulla risorsa idrica, ferme restando le priorità normative: dopo l’uso umano c’è quello agricolo.</p>
<p><strong>Emilia-Romagna<br /></strong>Purtroppo ormai si può iniziare a parlare di crisi idrica. L&#8217;ultimo espemio è Piacenza.&nbsp;Di fronte alla preoccupante situazione nei bacini delle dighe di Mignano (oggi è al 29% della capacità d’invaso) e di Molato (al 18% della capacità di invaso), il locale Consorzio di bonifica ha invitato gli agricoltori a riprogrammare semine e trapianti, poichè il livello delle falde pregiudica anche la possibilità di emungere dai pozzi in alcune zone del comprensorio. La piovosità registrata in corrispondenza delle dighe piacentine, nel primo trimestre 2017, è stata di circa 70 millimetri contro una piovosità media nello stesso periodo di oltre 300 millimetri a Mignano e di oltre 200 millimetri a Molato. Complessivamente le anomale condizioni climatiche, con il perdurare della siccità invernale e primaverile, hanno portato la disponibilità idrica nei terreni dell’Emilia Romagna a livelli talmente bassi da compromettere, soprattutto nei territori occidentali della regione, la crescita delle piante e addirittura, in taluni casi, la germinazione.</p>
<p><strong>Veneto<br /></strong>Situazione preoccupante anche in Veneto: nel mese di marzo, sono caduti 24 millimetri di pioggia contro una media di mm. 69 (- 66%). Nei sei mesi tra ottobre e marzo si sono registrate sul Veneto precipitazioni per circa 352 millimetri, mentre la media del periodo 1994-2016 è di mm. 524: gli apporti del periodo risultano quindi inferiori del 33% sulla media. I principali invasi del fiume Piave trattengono attualmente circa il 63% del volume massimo invasabile così come l’invaso del Corlo lungo il fiume Brenta. I livelli delle falde, nell’area centrale del Veneto (storicamente uno degli acquiferi più ricchi d’Europa) sono prossimi o inferiori ai minimi assoluti degli ultimi 20 anni, mentre sono già in fase di esaurimento gli apporti ristoratori, derivanti dallo scioglimento delle nevi. Su tutti i principali fiumi veneti le portate registrate si mantengono nettamente inferiori alle medie storiche ed ormai prossime a quelle minime delle recenti annate siccitose. Sorvegliato speciale è il fiume Adige, la cui portata è ridotta di circa il 60%, creando preoccupazione anche per le conseguenze della risalita del cuneo salino.</p>
<p><strong>Lombardia<br /></strong>Anche i dati della Lombardia evidenziano un netto deficit idrologico per l’area prealpina ed alpina, che può contare su una riserva pari a 1.086 milioni di metri cubi d’acqua, fornita dal manto nevoso e dai laghi. Il totale della riserva, invasata nei grandi laghi, risulta inferiore sia alla media del periodo (- 45,7%), sia ai quantitativi dell’anno critico 2007. Tutti i grandi laghi si trovano in deficit idrico, ma la situazione peggiore si registra per i laghi di Como e d’Iseo largamente al di sotto delle medie stagionali. Il contributo della neve risulta inferiore del 62% rispetto alla media annua di riferimento e del 30% rispetto a quanto registrato nell’anno critico 2007. Per quanto riguarda gli invasi artificiali, si registra una diminuzione del 31% , sulla media stagionale, nel volume d’acqua presente nei serbatoi del bacino dell’Oglio mentre, per gli invasi artificiali afferenti al bacino del fiume Adda, la diminuzione è del 5%.</p>
<p>“Si ripete ancora una volta il paradosso delle situazioni di crisi idrica – avverte Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI &#8211; A fronte di un emergente stato di siccità aumenta il rischio idrogeologico, derivato da terreni aridi, incapaci di assorbire eventuali, copiose piogge, la cui aumentata violenza e ricorrenza è conseguenza acclarata dei cambiamenti climatici, che qualcuno si ostina a negare. Possiamo, quindi, solo sperare che le auspicate precipitazioni non accentuino le criticità di territori già in difficoltà. Purtroppo, solo negli anni più recenti sono stati avviati progetti di sistemazione idrogeologica ad iniziare dai grandi centri urbani.”</p>
<p>“Ora, però, c’è bisogno che gli investimenti che il Paese ha scelto di fare non vengano bloccati dalle burocrazie e che le stesse si rendano concretamente disponibili verso una scelta di ammodernamento infrastrutturale, di reddito delle imprese e di occupazione che rischia di essere negata all’interesse generale della collettività tutta per l’indifferenza di pochi &#8211; conclude il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano &#8211; Bisogna rendere concreta la fondamentale scelta di fare del reticolo idraulico una delle grandi opere infrastrutturali per il Paese.”</p>
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