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	<title>vegetali &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Latte che sa di latte ma non è latte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 07:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[impossible food]]></category>
		<category><![CDATA[latte che non è latte]]></category>
		<category><![CDATA[latte vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’azienda vuole rivoluzionare il mercato di prodotti di provenienza animale Conosciamo Impossible Foods per il lavoro che ha fatto con la carne, riuscendo a creare prodotti che per aspetto e sapore sono perfettamente uguali a quelli che &#8220;imitavano&#8221; – parliamo degli hamburger vegetariani e dell&#8217;Impossible Pork, il suo maiale senza maiale di cui Ecoseven ha scritto. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70762" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/glass-1587258_1280.jpg" alt="latte" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/glass-1587258_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/glass-1587258_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/glass-1587258_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/glass-1587258_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Un’azienda vuole rivoluzionare il mercato di prodotti di provenienza animale</h3>
<p><span id="more-70761"></span></p>
<p>Conosciamo <a href="https://impossiblefoods.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Impossible Foods</a> per il lavoro che ha fatto con la carne, riuscendo a creare <strong>prodotti che per aspetto e sapore sono perfettamente uguali a quelli che &#8220;imitavano&#8221;</strong> – parliamo degli hamburger vegetariani e dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/ecoseven/impossible-pork/">Impossible Pork</a>, il suo maiale senza maiale di cui Ecoseven ha scritto.</p>
<h4>Ora, l&#8217;azienda vuole fare la stessa cosa per il latte.</h4>
<p>Impossible Foods, infatti, ha svelato che <strong>sta sviluppando un latte a base vegetale che imita il gusto, la consistenza e la funzionalità del latte di provenienza animale</strong>. Anche se i nostri scaffali sono già pieni di vari latti vegetali, come ha detto Patrick O. Brown, CEO di Impossible Foods, secondo quanto riportato da <a href="https://www.cnbc.com/2020/10/20/impossible-foods-looks-to-hire-more-than-100-scientists.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CNBC</a>: &#8220;Le alternative a base vegetale disponibili sono inadeguate. La realtà è che se non lo fossero, non ci sarebbe un mercato lattiero-caseario&#8221;.</p>
<p>A quanto pare,<strong> i consumatori vogliono un latte che non si separi quando viene mescolato nel caffè caldo e il nuovo latte vegetale di Impossible Foods non si separerà</strong>, come dimostrato dagli scienziati alimentari dell&#8217;azienda in una conferenza stampa.</p>
<p>Il mercato lattiero-caseario si sta restringendo, ma Brown ha fatto sapere che non si fermerà finché non sarà rimasto più nessuno spazio sul mercato per la carne o il latte tradizionali.</p>
<h4>Il suo obiettivo è imporre entro il 2035 le alternative vegetali a sostituzione di tutti gli alimenti di origine animale.</h4>
<p>Brown ha definito l&#8217;agricoltura animale &#8220;la tecnologia più distruttiva del mondo&#8221; ed è in missione per <strong>salvare il mondo dal riscaldamento globale fornendo prodotti vegani per soddisfare i gusti tradizionali</strong>. Visto che le persone non cambieranno le loro abitudini che stanno distruggendo il pianeta, bisogna adeguarsi e cercare di arrivare al cambiamento per altre vie.</p>
<p>Non ci resta che aspettare per vedere se Impossible Food ce la farà – per ora non è stata ancora annunciata una data di lancio per il prodotto, che è ancora in fase di sviluppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Flavonolo contro l&#8217;Alzheimer</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/flavonolo-contro-l-alzheimer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 16:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un  nuovo studio, c&#8217;è una lista di alimenti e bevande che allontanano il rischio di demenza causato dall&#8217;Alzheimer A quanto pare, un nuovo studio pubblicato su Neurology, la rivista medica dell&#8217;American Academy of Neurology, ci dice una cosa che in qualche modo sapevamo già: frutta e verdura ci fanno bene. Solo che gli scienziati aggiungono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-39144" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_febbraio_2020_old-peoples-home-63615_1280.jpg" alt="" width="799" height="492" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_febbraio_2020_old-peoples-home-63615_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_febbraio_2020_old-peoples-home-63615_1280-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_febbraio_2020_old-peoples-home-63615_1280-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h3>Secondo un  nuovo studio, c&#8217;è una lista di alimenti e bevande che allontanano il rischio di demenza causato dall&#8217;Alzheimer</h3>
<p><span id="more-39145"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare, un nuovo <a href="https://www.aan.com/PressRoom/Home/PressRelease/3768" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> pubblicato su Neurology, la rivista medica dell&#8217;American Academy of Neurology, ci dice una cosa che in qualche modo sapevamo già: frutta e verdura ci fanno bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo che <strong>gli scienziati</strong> aggiungono che quello che <strong>mangiare frutta e verdura fa è ridurre potenzialmente il rischio di demenza causata dall&#8217;insorgere dell&#8217;Alzheimer, in maniera significativa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, i ricercatori hanno esaminato i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flavonoli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">flavonoli</a> antiossidanti, che sono composti fitochimici presenti nei pigmenti vegetali noti per i loro benefici per la salute. Dicono gli scienziati che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati, ma che sono comunque dati molto promettenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio è iniziato con un gruppo di 921 persone con un&#8217;età media di 81 anni – nessuno di loro aveva l&#8217;Alzheimer all&#8217;inizio della ricerca. Ogni anno i partecipanti hanno compilato un sondaggio con domande sulla frequenza con cui hanno mangiato determinati alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre domande rilevanti sono state poste anche su cose legate a tassi più bassi di demenza, come attività fisiche e attività mentalmente coinvolgenti come leggere e giocare. Ogni anno, le persone venivano testate per verificare la presenza di Alzheimer e, dopo 6 anni, è stato trovato che 220 dei partecipanti avevano sviluppato questa condizione.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno determinato la <strong>quantità di flavonolo presente nella dieta di ogni persona</strong> e hanno diviso i partecipanti in cinque gruppi in base alla loro assunzione, scoprendo che le persone nel gruppo con più flavonolo avevano il 48% in meno di probabilità di sviluppare successivamente l&#8217;Alzheimer rispetto alle persone del gruppo con meno flavonolo – delle 186 persone nel primo gruppo solo 28 (il 15%) hanno sviluppato la demenza rispetto alle 54 (30%) delle 182 persone nel quinto gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, anche prendendo in considerazione altri fattori di rischio – come diabete, precedente infarto, ictus e ipertensione – i risultati sono rimasti gli stessi.</p>
<h4 style="text-align: justify;">I principali contributi alimentari sono stati dati da:</h4>
<p style="text-align: justify;">• salsa di pomodoro<br />
• olio d&#8217;oliva<br />
• vino<br />
• pere<br />
• fagioli<br />
• tè<br />
• spinaci<br />
• broccoli<br />
• cavolo riccio<br />
• arance<br />
• pomodori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sneakers sostenibili</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/sneakers-sostenibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 02:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[biodegradabile]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
		<category><![CDATA[sneakers]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[«Native shoes» lancia una linea di scarpe estive completamente biodegradabili Le scarpe di Native Shoes, azienda canadese fondata nel 2009, fanno presto a mostrarsi in tutta la loro bellezza sostenibile: 100% biodegradabili, base vegetale, completamente prive di prodotti di origine animale e poi eleganti, perfette da indossare per tutta l&#8217;estate. Si tratta di sneakers in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37932" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_Sneakerbuidegnara.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_Sneakerbuidegnara.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_Sneakerbuidegnara-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_Sneakerbuidegnara-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>«Native shoes» lancia una linea di scarpe estive completamente biodegradabili</p>
<p>  <span id="more-37933"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Le <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20442:e-se-i-calli-sotto-i-piedi-fossero-un-bene&amp;catid=76&amp;Itemid=2433" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scarpe</a> di <a href="https://www.nativeshoes.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Native Shoes</a>, azienda canadese fondata nel 2009, fanno presto a mostrarsi in tutta la loro bellezza sostenibile: 100% biodegradabili, base vegetale, completamente prive di prodotti di origine animale e poi eleganti, perfette da indossare per tutta l&#8217;estate.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di sneakers in cui trionfano i materiali vegetali: l&#8217;intersuola è composta al 90% di sughero e il 10% di supporto in sisal (fibra estratta dalle foglie dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agave_sisalana" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agave sisalana</a>). Il materiale della suola è lactae hevea (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hevea_brasiliensis" target="_blank" rel="noopener noreferrer">latte puro di hevea</a>) naturale, prodotto attraverso un processo a 50 fasi che richiede fino a due settimane per essere completato. Inoltre, il sottopiede è in lino biologico con fibra vegetale di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hibiscus_cannabinus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">kenaf</a> originario dell&#8217;Africa e mais.</p>
<p style="text-align: justify;">Le «plant shoes», così si chiamano, eliminano anche le colle tossiche che tengono insieme la maggior parte delle scarpe, sostituendole con filo di iuta imbevuto nell&#8217;olio d&#8217;oliva e una colla naturale a base di lattice. Per la tomaia principale, il materiale è formato da gusci di ananas riciclati, mescolati insieme a eucalipto e fibre di cotone organico – anche i lacci sono al 100% di cotone organico.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un prodotto incredibile, vegetale e biodegradabile, che non ha niente a che fare con le componenti che di solito vanno a costituire le scarpe che indossiamo (prodotti a base di petrolio, plastica, pelle e altri tessuti carichi di sostanze chimiche); un prodotto che, alla fine della sua vita, mostra di essere un modello completamente sostenibile non solo per la produzione e l&#8217;uso, ma anche per lo smaltimento delle calzature, visto che, ora e in futuro, la scarpa vegetale può essere commercialmente compostata alla fine del suo ciclo di vita.<br />Le sneakers, rigorosamente, unisex si possono ordinare direttamente sul sito e vengono spedite anche in Italia.</p>
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		<title>Non tutti i carboidrati vengono per nuocere</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/non-tutti-i-carboidrati-vengono-per-nuocere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2019 06:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[carboidrati]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[Le diete più popolari prevedono una riduzione dei carboidrati, ma gli esperti non sono d&#8217;accordo I carboidrati si trovano in diversi tipi di alimenti. Alcuni di questi sono molto lavorati, come il pane e la pasta. Tuttavia, esistono alternative eccellenti, come il riso integrale, avena e legumi, o la stessa pasta integrale, che sono ricchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37751" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/05/images_bread-3467243_960_720.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_bread-3467243_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_bread-3467243_960_720-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_bread-3467243_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Le diete più popolari prevedono una riduzione dei carboidrati, ma gli esperti non sono d&#8217;accordo</p>
<p>  <span id="more-37752"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I carboidrati si trovano in diversi tipi di alimenti. Alcuni di questi sono molto lavorati, come il pane e la pasta. Tuttavia, <a href="http://healthmedicinet.com/i/are-we-finally-falling-back-in-love-with-carbohydrates/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esistono alternative eccellenti</a>, <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/riso-integrale-o-riso-bianco.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come il riso integrale</a>, avena e legumi, o la stessa pasta integrale, che sono ricchi di carboidrati e fibre alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">I carboidrati contenuti negli alimenti molto raffinati causano picchi nei livelli di zucchero del sangue e possono portare al sovrappeso. Al contrario, gli alimenti ricchi di fibre danno un immediato senso di sazietà, non influenzano i livelli di glucosio nel sangue e aiutano a perdere peso, contribuendo alla salute dell&#8217;intestino.</p>
<p style="text-align: justify;">Una dieta ricca di fibre può proteggere da molte malattie, come il cancro del colon-retto, malattie cardiache, l&#8217;ictus e il diabete di tipo 2. E&#8217; in grado di stimolare la riduzione del colesterolo e della pressione sanguigna. La fibra assicura la diversità del microbiota intestinale, promuovendo la crescita batterica.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio del 2017 condotto da ricercatori della Tufts University ha dimostrato che i carboidrati contenuti nei cereali integrali possono effettivamente migliorare le risposte immunitarie e reintegrare i buoni batteri intestinali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo. Gli scienziati hanno scoperto che la cottura di patate e alcuni alimenti a base di carboidrati produce amidi che resistono alla digestione nell&#8217;intestino tenue, proprio come le fibre.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle fibre alimentari, i cibi ricchi di carboidrati forniscono molti importanti micronutrienti al corpo, come la vitamina B, che supporta gli occhi, il sistema nervoso e la pelle.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un vestito fatto con ritagli di frutta e verdura</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/un-vestito-fatto-con-ritagli-di-frutta-e-verdura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 12:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>
		<category><![CDATA[vestiti]]></category>
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					<description><![CDATA[La tecnologia innovativa di Circular Systems promette di trasformare le fibre di rifiuti alimentari in tessuti indossabili Si dice che l&#8217;industria della moda sia la seconda industria più inquinante sulla Terra dopo il petrolio e il gas: richiede enormi quantità di risorse per fabbricare i tessuti e il processo di produzione è spesso dannoso per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36947" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_vestitibucciefrutta.jpg" alt="" width="801" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_vestitibucciefrutta.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_vestitibucciefrutta-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_vestitibucciefrutta-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>La tecnologia innovativa di Circular Systems promette di trasformare le fibre di rifiuti alimentari in tessuti indossabili</p>
<p>  <span id="more-36948"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Si dice che l&#8217;industria della moda sia la seconda industria più inquinante sulla Terra dopo il petrolio e il gas: richiede enormi quantità di risorse per fabbricare i tessuti e il processo di produzione è spesso dannoso per l&#8217;ambiente, visto che si appoggia sull&#8217;utilizzo di componenti chimici aggressivi.<br />Sempre più persone ne stanno diventando consapevoli e sempre più film, personaggi famosi, articoli e libri stanno raccontando le conseguenze di questo tipo di produzione e le alternative. Per questo si tratta di un momento storico in cui proporre moda sostenibile è produttivo, soprattutto se la nuova filiera si appoggia a una tecnologia innovativa che risolve più problemi contemporaneamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è esattamente ciò che sta facendo <a href="https://www.circular-systems.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Circular Systems</a>&nbsp;che ha da poco ricevuto una sovvenzione di 350.000 Dollari sotto forma di un <a href="https://globalchangeaward.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Global Change Award</a>&nbsp;da parte della Fondazione H&amp;M per il suo lavoro nella trasformazione delle fibre di rifiuti alimentari in tessuti utilizzabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfruttando la generosità delle fibre di rifiuti alimentari, il fondatore di Circular Systems, Isaac Nichelsen, afferma che 2,5 volte l&#8217;attuale domanda globale di fibre potrebbe essere soddisfatta.</p>
<p style="text-align: justify;">Circular Systems comprende tre tecnologie. La prima è <a href="https://www.circular-systems.com/agraloop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agraloop Bio-Refinery</a>&nbsp;ed è un sistema che lavora a livello di azienda agricola per convertire gli sprechi alimentari in risorse. La seconda tecnologia è <a href="https://www.circular-systems.com/texloop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Texloop</a>, che converte gli scarti tessili e l&#8217;abbigliamento usato in nuove fibre. La terza tecnologia si chiama <a href="https://www.circular-systems.com/orbital" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Orbital</a>&nbsp;e offre una metodologia per miscelare le fibre di scarto delle colture alimentari con le fibre tessili di scarto, trasformandole in un nuovo prodotto di filato «resistente all&#8217;umidità».</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che Circular Systems abbia ricevuto una tale spinta finanziaria dimostra che è arrivato il momento di lavorare finalmente su questi argomenti, renderli quotidianità di tutti. <br />Speriamo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;alternativa al frigo per i vegetali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 08:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eco-soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[Apeel Science crea un rivestimento a base vegetale che permette alla frutta e alla verdure di durare fino a quattro volte di più La questione di base da cui Apeel Science è partita è stata quella di trovare una maniera di conservare il raccolto più a lungo e senza doverlo refrigerare: è così che è nato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35938" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_vegetali.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_vegetali.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_vegetali-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_vegetali-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Apeel Science crea un rivestimento a base vegetale che permette alla frutta e alla verdure di durare fino a quattro volte di più</h3>
<p><span id="more-35939"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La questione di base da cui <a href="http://apeelsciences.com/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Apeel Science</a> è partita è stata quella di trovare una maniera di conservare il raccolto più a lungo e senza doverlo refrigerare: è così che è nato <a href="http://apeelsciences.com/edipeel.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Edipeel</a>, un prodotto fatto con il recupero di scarti vegetali che riesce a proteggere la frutta e la verdura, difendendole dal deperimento. Per farlo, Edipeel crea un microclima attorno a ciascun pezzo di cibo in modo tale da prolungare il suo tempo di durata: si tratta di una barriera invisibile e commestibile che difende il vegetale dall&#8217;ossigenazione e dalla perdita di acqua – che poi sono di due motivi per cui il vegetale deteriora.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VPeEUlxbsE4&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Apeel Science ha ricombinato gli oli commestibili</a> prendendoli dalle piante e creando diverse miscele a seconda dei cibi che dovevano essere protetti: il risultato è una polvere che si miscela con l&#8217;acqua e si spruzza sulla superficie del cibo. Questo spray si asciuga in una sottile buccia aggiunta che è la barriera che crea il microclima di cui abbiamo parlato precedentemente. In questo modo, si permette alla frutta e alla verdura di durare due, tre, quattro volte di più, anche senza refrigerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, non ci sono sostanze chimiche in questo prodotto: Apeel ha sviluppato Edipeel in circa sei anni con questo preciso obiettivo in mente – e infatti è stato riconosciuto dalla FDA come metodo che può essere usato sui prodotti biologici.<br />
Poiché il deterioramento è così importante nel ciclo della vita dei vegetali, per un rivenditori è più costoso non avere Edipeel che averlo. Rallentando il tasso di ossidazione e la disidratazione, grazie ad Edipeel, la filiera di produzione e vendita di frutta e verdura potrà migliorare il potenziale di stoccaggio, dare alla frutta un aspetto e una tonicità migliori e farla durare molto di più.</p>
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		<title>Tante proteine e poca carne: ecco come fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 09:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegana]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[Solo la carne fornisce il giusto apporto di proteine? No è così, ci sono molte alternative Per avere un giusto apporto di proteine non serve consumare carne ad ogni pasto. Anzi, la carne rossa è sotto i riflettori perché accusata di essere cancerogena. Per assumere proteine possiamo basarci anche su altri alimenti e variare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28803" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_Edamame-16645-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Solo la carne fornisce il giusto apporto di proteine? No è così, ci sono molte alternative</p>
<p>  <span id="more-28804"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per avere un giusto apporto di proteine non serve consumare carne ad ogni pasto. Anzi, la </span><a href="https://www.ecoseven.net//?p=23129" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">carne rossa</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"> è sotto i riflettori perché accusata di essere cancerogena.</span></p>
<p>Per assumere proteine possiamo basarci anche su altri alimenti e variare la dieta. Ci sono vegetali molto nutrienti e ricchi anche di proteine che ci garantiscono tutto ciò di cui abbiamo bisogno anche senza una consumo continuo di carne.</p>
<p>Ovviamente prima di iniziare qualsiasi dieta va consultato un dietologo e vanno verificate le nostre condizioni di salute.</p>
<p>Tuttavia possiamo considerare questi cibi come ottimi, salutari e anche ricchi di proteine.</p>
<h2>Semi di chia</h2>
<p>Contengono 4 grammi di proteine ogni due cucchiai, aiutano la digestione e garantiscono un senso di sazietà prolungato. Provate a spargerli sullo yogurt.</p>
<h2>Yogurt greco</h2>
<p>Ha il doppio di proteine dello yogurt tradizionale ed è perfetto per iniziare le giornata.</p>
<h2>Quinoa</h2>
<p>Sempre più popolare: è considerata un supe-cibo.  Una tazzina di quinoa contiene 8 grammi di proteine. rappresenta un&#8217;ottima alternativa al riso.</p>
<h2>Edamame</h2>
<p>L&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edamame" target="_blank" rel="noopener noreferrer">edamame</a> è una preparazione a base di fagioli di soia acerbi diffusa in Cina e Giappone. È un&#8217;ottima alternativa alla carne perché mezza tazza di fagioli di soia contengono 34 grammi si proteine.</p>
<h2>Lenticchie</h2>
<p>Sono anche ricche di ferro e fibre e aiutano ad abbassare il colesterolo. Perfette per una zuppa.</p>
<h2>Mandorle</h2>
<p>Uno snack gustoso e ricco di proteine. Inoltre contengono preziosi grassi monoinsaturi e fibre.</p>
<h2>Avocado</h2>
<p>Si sciolgie in bocca, è semplice da preparare e contiene 3 grammi di protine per tazza</p>
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		<title>A Napoli apre il primo take away vegano della citta&#8217;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/a-napoli-apre-il-primo-take-away-vegano-della-citta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2014 14:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[biologici]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo take away 100% bio e vegan e&#8217; stato aperto recentemente anche a Napoli Il primo take away 100% bio e vegan è stato aperto recentemente anche a Napoli. Si tratta del punto di ristorazione da asporto ‘O&#8217;Green’, che offrirà esclusivamente piatti preparati con ingredienti vegetali e biologici. Mangiare vegano a Napoli sarà quindi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18312" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_enogastronomia_take.away_.vegano-11385-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il primo take away 100% bio e vegan e&#8217; stato aperto recentemente anche a Napoli</p>
<p>  <span id="more-18313"></span>  </p>
<p>Il primo take away 100% <strong>bio</strong> e vegan è stato aperto recentemente anche a Napoli. Si tratta del punto di ristorazione da asporto ‘O&#8217;Green’, che offrirà esclusivamente piatti preparati con ingredienti <strong>vegetali</strong> e <strong>biologici</strong>.</p>
<p>Mangiare <a href="https://www.ecoseven.net//?p=5420" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>vegano</strong></a> a Napoli sarà quindi più semplice, pratico e conveniente grazie alla possibilità di usufruire di pietanze e spuntini ‘a portar via’ o mangiare velocemente sul posto. ‘O&#8217;Grin’, in pratica, è il primo take-away etico, bio e vegan di Napoli, che di certo farà la gioia di chi ha scelto un&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=18269" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>alimentazione</strong></a> consapevole e che probabilmente attirerà molti curiosi e coloro che sono alla ricerca di uno spuntino salutare a prezzi contenuti, tra cittadini e turisti. </p>
<p>Il locale è inoltre dotato di banconi e sgabelli, dove sarà possibile mangiare insieme agli altri commensali ‘etici’, gustando piatti sani che contengono ingredienti provenienti da coltivazioni controllate, sempre freschi e di stagione. </p>
<p>Tra le portate del menù vegan che è possibile ordinare al take away ‘O&#8217;Green’, c’è ad esempio la pizza patate e rosmarino, il cous cous con pomodorini e rucola, la torta di mele rivisitata in chiave vegan, lenticchie alla tuca, frullati freschi e vini bio. Il tutto a prezzi davvero modici.</p>
<p>(ml)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Natura: troppi animali a rischio estinzione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/natura-troppi-animali-a-rischio-estinzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 16:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia il 31% dei vertebrati e’ a rischio estinzione. Alcune specie hanno aumentato il loro numero di esemplari, altri lo hanno visto diminuire   Secondo il primo rapporto Wwf sulla biodiversità in Italia e nel mondo, realizzato con il contributo della Società Italiana di Ecologia, abbiamo un pianeta abitato da circa 5 milioni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-14780" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/12/images_igallery_resized_ambientetest_animali_in_via_di_estinzione_panda-9530-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">In Italia il 31% dei vertebrati e’ a rischio estinzione. Alcune specie hanno aumentato il loro numero di esemplari, altri lo hanno visto diminuire</p>
<p>  <span id="more-14781"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Secondo il primo rapporto <strong>Wwf</strong> sulla <strong>biodiversità in Italia</strong> e nel mondo, realizzato con il contributo della Società Italiana di Ecologia, abbiamo un pianeta abitato da circa 5 milioni di specie<strong> animali</strong> e <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14181"><strong>vegetali</strong></a>, con 18.000 nuove specie di piante e animali descritte ogni anno e 49 scoperte al giorno, ma anche un pianeta con un alto tasso di estinzione, dovuto anche alle attività umane. Abbiamo 21.286 specie a rischio estinzione su 71.576 considerate dall&#8217;Iucn, l&#8217;Unione Mondiale per la Conservazione della Natura. Sono state individuate dal Wwf delle &#8216;specie bandiera&#8217;, i cui numeri sono drammaticamente bassi come il rinoceronti di Giava e di Sumatra, le tigri e le linci iberiche, gli elefanti africani e indiani, i gorilla di montagna ed i panda giganti.</p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>rapporto del Wwf</strong> fotografa anche la situazione italiana dove, nonostante alcuni miglioramenti, il <strong>31% dei vertebrati</strong> in Italia è tuttora a rischio estinzione. Ma mentre ci sono delle specie che hanno aumentato il loro numero di esemplari negli ultimi decenni, come il lupo, l’orso delle alpi, il camoscio appenninico, la cicogna  e altre, ci sono anche quelle che gli hanno visti diminuire, come la gallina prataiola, il gambero di fiume, il gallo cedrone, la pernice bianca, l&#8217;ululone, la tartaruga di mare e le testuggini d&#8217;acqua e numerose altre.  </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">In <strong>Italia</strong> rispetto al totale di specie presenti in Europa, su di una superficie di circa 1/30 di quella del continente si contano oltre il 30% di <strong>specie <a href="https://www.ecoseven.net//?p=7338">animali</a></strong> e quasi il 50% di quelle <a href="alimentazione/agricoltura/agricoltura-gli-ogm-contaminano"><strong>vegetali</strong></a>. La fauna è stimata in 58.000 specie, di cui circa 55.000 di invertebrati (95%), 1.812 di Protozoi (3%) e 1265 di vertebrati (2%), con un&#8217;incidenza complessiva di specie endemiche pari a circa il 30%. La flora è costituita da oltre 6.700 specie di piante vascolari (di cui il 15% endemiche), 851 di muschi e 279 epatiche. Complessivamente il 12% del territorio italiano è tutelato da aree protette, in linea con gli obiettivi delle convenzioni internazionali, mentre il 21% del paese rientra nella Rete Natura 2000, ovvero Siti di Interesse Comunitario (Sic) e Zone a Protezione Speciale (Zps) identificate in risposta alle direttive europee Habitat e Uccelli.</p>
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		<title>I cambiamenti climatici provocano il rimpicciolimento delle foglie</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/i-cambiamenti-climatici-provocano-il-rimpicciolimento-delle-foglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 09:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico e foglie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[foglie rimpicciolimento cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[Le foglie delle piante si fanno sempre piu’ piccole, a causa dei cambiamenti climatici. Alcuni ricercatori hanno analizzato delle piante australiane, scoprendo foglie piu’ piccole di 2 mm Le foglie di alcune specie di piante stanno diventando più piccole a causa del cambiamento climatico. E’b questo il risultato di uni studio condotto da alcuni ricercatori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7127" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_igallery_resized_ambiente_5023184_foglie_piante_alberi_poinsettia_rosso-5163-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Le foglie delle piante si fanno sempre piu’ piccole, a causa dei cambiamenti climatici. Alcuni ricercatori hanno analizzato delle piante australiane, scoprendo foglie piu’ piccole di 2 mm</p>
<p>  <span id="more-7128"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Le<strong> foglie di alcune specie di piante</strong> stanno diventando più piccole a causa del <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/clima-rubbia-non-e-dimostrato-rapporto-tra-co2-e-cambiamenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamento climatico</a></strong>. E’b questo il risultato di uni studio condotto da alcuni ricercatori australiani e pubblicato sulla rivista scientifica Biology Letters.</p>
<p class="MsoNormal">Lo studio che dimostra che le <strong>foglie di alcune <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6915" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piante</a></strong> stanno rimpicciolendo è stato condotto analizzando campioni di piante provenienti dalla regione montuosa di Flinders Ranges, nell&#8217;Australia meridionale, curate e coltivate presso un erbario storico locale, e altre piante di montagna cresciute e sviluppatesi allo stato selvatico. Osservando i vegetali &nbsp;i ricercatori hanno scoperto che negli ultimi 127 anni le foglie delle specie esaminate sono diminuite di due millimetri. E le cause sarebbero da ricercare nei <a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino/sos-merlot-i-cambiamenti-climatici-ne-mettono-a-rischio-i-vitigni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici</a>. Nella stessa regione, tra il 1950 e il 2005 c&#8217;è stato un aumento di un grado e mezzo nelle temperature massime, mentre ci sono state variazioni minime delle precipitazioni piovose.</p>
<p class="MsoNormal">I ricercatori analizzeranno anche altre specie di <strong><a href="http://casa.ecoseven.net/giardino/estate-come-proteggere-le-piante-dal-caldo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piante</a></strong>, per scoprire se vi sono simili variazioni per &nbsp;gli altri vegetali.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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