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		<title>Intelligenza artificiale e nuraghi: così la Sardegna costruisce l’Atlante digitale per arrivare all’Unesco</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intelligenza artificiale e nuraghi ovvero, la tecnologia più avanzata al servizio di una delle civiltà più antiche del Mediterraneo. In Sardegna l’intelligenza artificiale diventa uno strumento per conoscere, proteggere e valorizzare i nuraghi, cuore di una candidatura UNESCO che punta a raccontare l’Isola al mondo. Non solo medicina, logistica, e-commerce o creazione di immagini. L’intelligenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319507 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-1-1024x683.jpg" alt="Intelligenza artificiale e nuraghi" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-1-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-1-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-1.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Intelligenza artificiale e nuraghi ovvero, la tecnologia più avanzata al servizio di una delle civiltà più antiche del Mediterraneo. In Sardegna l’intelligenza artificiale diventa uno strumento per conoscere, proteggere e valorizzare i nuraghi, cuore di una candidatura UNESCO che punta a raccontare l’Isola al mondo.</p>
<h2><strong>Non solo medicina, logistica, e-commerce o creazione di immagini</strong>.</h2>
<p>L’intelligenza artificiale sta entrando con forza anche nel campo dei beni culturali, aprendo nuove possibilità per la conservazione, la fruizione e lo studio del patrimonio storico e archeologico. Algoritmi, droni, telerilevamento e ricostruzioni digitali possono aiutare a leggere reperti, interpretare siti complessi, individuare strutture ancora sconosciute e monitorare i rischi ambientali.</p>
<p>Uno dei casi più interessanti arriva dalla Sardegna, dove il patrimonio nuragico è al centro di un progetto che unisce ricerca scientifica, innovazione tecnologica e partecipazione civica un binomio vincente, intelligenza artificiale e nuraghi. L’obiettivo è ambizioso: rafforzare il percorso per l’ingresso dei monumenti della civiltà nuragica nella lista del Patrimonio mondiale dell’<a href="https://www.unesco.it/it/" target="_blank" rel="noopener">UNESCO</a>, trasformando un’eredità millenaria in una leva culturale, turistica ed economica per l’intera Isola.</p>
<p>La candidatura è sostenuta dall’Associazione <a href="https://sardegnaversounesco.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Sardegna verso l’Unesco</strong></a>, impegnata da anni in una campagna di valorizzazione che punta a rendere i nuraghi un simbolo riconoscibile anche fuori dai confini regionali. L’idea è costruire un nuovo racconto della Sardegna, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno e di generare ricadute positive sulle filiere del turismo, della cultura, dell’artigianato e dei servizi. Il progetto si inserisce nel percorso di riconoscimento dei monumenti della civiltà nuragica nella World Heritage List dell’UNESCO.</p>
<p>Un passaggio chiave è stato la conferenza internazionale <strong>“Civiltà nuragica e Intelligenza Artificiale: dalle pietre alle reti neurali”</strong>, organizzata a Cagliari dall’Associazione La Sardegna verso l’Unesco. L’incontro ha riunito esperti, ricercatori e studiosi per discutere come l’IA possa contribuire allo studio dell’archeologia nuragica e alla comprensione di una civiltà ancora avvolta da molti interrogativi.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-319508 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-2-819x1024.jpeg" alt="Intelligenza artificiale e nuraghi" width="819" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-2-819x1024.jpeg 819w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-2-240x300.jpeg 240w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-2-768x960.jpeg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-2.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></p>
<p>In questo contesto nasce anche <strong>EIA – Ecosistema Innovativo sull’Archeologia Protostorica</strong>, un progetto pensato per avvicinare le nuove generazioni alla storia più antica della Sardegna e per usare l’intelligenza artificiale nello studio della vita quotidiana, dell’architettura e del patrimonio materiale della civiltà nuragica. Una sfida che mette insieme ciò che è antichissimo e ciò che è più avanzato: pietre millenarie, reti neurali, archivi digitali e modelli predittivi.</p>
<p>“Abbiamo voluto legare il tema dell’intelligenza artificiale alla civiltà nuragica dando vita a un esperimento unico nel suo genere”, spiega Pierpaolo Vargiu, presidente dell’Associazione La Sardegna verso l’Unesco. “Grazie alla collaborazione e agli applicativi che esperti provenienti da tutto il mondo hanno presentato sarà possibile comprendere meglio le potenzialità dell’antica civiltà sarda. Un alleato importante per lo sviluppo futuro e la crescita economica della Sardegna e per la comprensione dei tanti misteri che ancora avvolgono la civiltà nuragica”.</p>
<h2><strong>Verso l’Atlante digitale della Sardegna nuragica</strong></h2>
<p>Il cuore operativo del progetto è la costruzione di un grande <strong>Atlante digitale della civiltà nuragica</strong>, una mappatura dei monumenti più rappresentativi dell’Isola. Alla base c’è una convinzione semplice ma decisiva: si tutela davvero solo ciò che si conosce.</p>
<p>Ancora oggi, infatti, il numero esatto dei nuraghi e degli altri monumenti collegati alla civiltà nuragica non è definito in modo definitivo. Questa incertezza rende il patrimonio più fragile, perché ciò che non è censito, studiato e monitorato rischia più facilmente di essere dimenticato, danneggiato o esposto agli effetti del degrado ambientale.</p>
<p>Durante la <strong>Settimana nuragica</strong>, negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari, Regione Sardegna, Università di Cagliari, Università di Sassari, Crenos e CRS4 hanno presentato i risultati del progetto <strong>RETURN</strong> del PNRR e il geoportale <a href="https://www.nuragicreturn.com/home" target="_blank" rel="noopener"><strong>NuragicReturn</strong></a>. La piattaforma integra dati provenienti da droni, fotografie aeree, rilievi, studi scientifici e segnalazioni delle comunità locali. L’obiettivo non è solo censire i siti, ma anche valutare i rischi legati ad alluvioni, instabilità del suolo, terremoti e degrado ambientale.</p>
<p>Secondo i dati presentati, sono stati censiti <strong>10.387 monumenti in 9.410 siti</strong>: una fotografia imponente, ma ancora aperta e destinata a crescere. Il progetto prevede infatti una dimensione partecipativa: i cittadini potranno segnalare nuove strutture, correggere localizzazioni, aggiungere immagini e contribuire alla costruzione di una banca dati condivisa.</p>
<p>È questa la forza dell’archeologia partecipata: trasformare la conoscenza del territorio in un processo collettivo, dove ricercatori, istituzioni e comunità locali collaborano per proteggere un patrimonio diffuso e spesso poco visibile.</p>
<h2><strong>L’IA come strumento di tutela ambientale e culturale</strong></h2>
<p>Intelligenza artificiale e nuraghi: l’intelligenza artificiale può diventare decisiva in più fasi, dalla classificazione automatica dei manufatti alla ricostruzione virtuale delle strutture architettoniche, dalla lettura delle immagini satellitari alla previsione di nuovi siti archeologici ancora da individuare. In prospettiva, il machine learning potrà aiutare anche a riconoscere forme e anomalie del paesaggio compatibili con la presenza di resti antichi.</p>
<p>A rafforzare questo percorso c’è anche <a href="https://sardegnaversounesco.org/in-sardegna-nasce-ai-archeo-hub-primo-polo-dellintelligenza-artificiale-in-archeologia-con-sede-alla-manifattura-tabacchi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AI Archeo-Hub</strong></a>, presentato come un polo di ricerca dedicato all’intelligenza artificiale applicata all’archeologia, nato dalla collaborazione tra le università sarde e la Duke University. Il progetto si inserisce nella strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio nuragico e della sua candidatura UNESCO.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net/flash-news/sardegna-leconomia-dellisola-cresce-piu-del-resto-ditalia/" target="_blank" rel="noopener">La Sardegna</a>, in questo modo, può diventare un laboratorio naturale per sperimentare nuove tecnologie applicate ai beni culturali e alla tutela del territorio. I nuraghi non sono soltanto monumenti da visitare: sono anche indicatori della relazione millenaria tra comunità, paesaggio e ambiente. Proteggerli significa quindi difendere una memoria storica, ma anche leggere meglio le trasformazioni del territorio.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-319509 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-3-768x1024.jpeg" alt="Intelligenza artificiale e nuraghi" width="768" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-3-768x1024.jpeg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-3-225x300.jpeg 225w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-3-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Intelligenza-artificiale-e-nuraghi-3.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<h2><strong>Un patrimonio da conoscere per essere amato</strong></h2>
<p>Per Pierpaolo Vargiu, il valore del progetto va oltre la tecnologia. “Questo patrimonio non è solo un’eredità: è un’opportunità”, afferma. “Il nostro patrimonio può diventare un motore di sviluppo culturale, economico e turistico. Un diamante prezioso rimasto troppo a lungo chiuso in cassaforte”.</p>
<p>L’Atlante dei Nuraghi non è quindi soltanto una piattaforma digitale. È uno strumento identitario, un modo per restituire centralità a una civiltà che ha segnato profondamente la storia del Mediterraneo e che oggi può parlare alle nuove generazioni attraverso il linguaggio dell’innovazione.</p>
<p>La sfida è duplice: da un lato proteggere un patrimonio fragile e diffuso, dall’altro renderlo comprensibile, accessibile e vivo. Perché conoscere la civiltà nuragica significa anche dare alla Sardegna nuove occasioni di sviluppo sostenibile, unendo cultura, ambiente, ricerca e turismo responsabile.</p>
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		<title>Speciale procedura di assegnazione patrimoni UNESCO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 18:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima Pagina | Le energie del saper vivere]]></category>
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					<description><![CDATA[Istituzioni, criteri e candidature per diventare Patrimonio UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Un’ eredità del passato di cui oggi beneficiano tutti e che si trasmetterà alla future generazioni. Una definizione dal significato così importante e inclusivo, che da sempre compare sui maggiori mezzi di comunicazione e che tante volte ha portato a chiedersi cosa fosse. La risposta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62516" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/dolomites-2580866_1280.jpg" alt="dolomiti unesco" width="798" height="456" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/dolomites-2580866_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/dolomites-2580866_1280-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/dolomites-2580866_1280-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Istituzioni, criteri e candidature per diventare Patrimonio UNESCO</h3>
<p><span id="more-62509"></span></p>
<p><strong>Patrimonio dell’Umanità</strong>. Un’ eredità del passato di cui oggi beneficiano tutti e che si trasmetterà alla future generazioni. Una definizione dal significato così importante e inclusivo, che da sempre compare sui maggiori mezzi di comunicazione e che tante volte ha portato a chiedersi cosa fosse.</p>
<p>La risposta si trova nel lavoro che compie ogni giorno un ente che rende la cultura un punto fermo della vita di ognuno. Si parla dell’<strong>UNESCO (United Nation Educational, Scientific and Cultural Organization</strong>), e si va a scoprire gradualmente cosa rappresenta questo organo delle Nazioni Unite e in che modo seleziona i beni  Patrimonio dell’Umanità.</p>
<h4><strong>UNESCO chi?</strong></h4>
<p>Come riportato dal <a href="http://www.unesco.it/it/Documenti/Detail/180" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale</a> l’UNESCO è <strong>l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura</strong>, istituita a Parigi il 4 novembre 1946. La sua nascita è stata caratterizzata dalla generale consapevolezza che per costruire una pace duratura l’ educazione, la scienza, la cultura e  la collaborazione fra nazioni rappresentassero dei pilastri fondamentali.</p>
<p>Lo scopo è quello di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli. Senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione.</p>
<h5>L’UNESCO, infatti, prova a costruire i presupposti per garantire <strong>la</strong> <strong>pace internazionale e la prosperità dei popoli.</strong></h5>
<p>Promuovendo in primo luogo l’educazione, in modo che ogni bambina, bambino, ragazzo o ragazza, abbia accesso ad un&#8217;istruzione di qualità come diritto umano fondamentale e come requisito essenziale per lo sviluppo della personalità.</p>
<p>Si impegna inoltre a perseguire <strong>la cooperazione scientifica per rafforzare i legami tra le nazioni e le società</strong>, al fine di monitorare e prevenire le catastrofi ambientali. Protegge la libertà di espressione come condizione essenziale per garantire la democrazia, lo sviluppo e la tutela della dignità umana.</p>
<p>A questi principi si aggiunge anche un <strong>dialogo interculturale attraverso la protezione e la salvaguardia dei siti di eccezionale valore</strong> e bellezza iscritti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.</p>
<p>Proprio quest’ultimo punto è la base di partenza che aiuta a comprendere in che modo luoghi dallo straordinario valore vengano selezionati e custoditi.</p>
<p><strong>Identificare, proteggere e tutelare</strong> l’importanza del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo rientra tra le missioni fondamentali dell’UNESCO.<strong> </strong></p>
<h4><strong>Istituzioni e categorie</strong></h4>
<p>L’aspetto istituzionale si ritrova nella <strong>Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale</strong>, adottata dall’UNESCO nel 1972. Questa prevede che i beni candidati possano essere iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale in base a <a href="http://www.unesco.it/it/ItaliaNellUnesco/Detail/188" target="_blank" rel="noopener">determinate caratteristiche</a>.</p>
<p>L’UNESCO provvede all’attuazione della Convenzione per mezzo del <strong>World Heritage Committee</strong> (Comitato intergovernativo per il Patrimonio Mondiale), costituito dai rappresentanti di 21 Paesi membri eletti dall’Assemblea Generale.</p>
<p>Il compito di maggior rilievo del Comitato è quello di prendere la decisione finale sull’iscrizione dei siti nella Lista del Patrimonio Mondiale. A tale scopo ha emanato delle precise <strong>Linee Guida Operative. </strong></p>
<p>In più è anche incaricato di esaminare le relazioni sullo stato di conservazione dei siti iscritti. Può eventualmente chiedere agli Stati di agire se i siti non sono gestiti in maniera appropriata e decidere sull’iscrizione o cancellazione di questi nella Lista dei siti in pericolo</p>
<h5>L ’UNESCO incoraggia i Paesi Membri a proporre siti appartenenti al loro territorio nazionale per l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale.</h5>
<p>Esorta gli Stati ad assicurare la protezione del loro patrimonio naturale e culturale attraverso politiche specifiche, tra cui ricerca scientifica e servizi di   protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale.</p>
<p>L’UNESCO, inoltre, fornisce un’assistenza d’urgenza ai siti del Patrimonio Mondiale in caso di pericolo immediato. E sostiene le attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla tutela del Patrimonio Mondiale. Incoraggia le popolazioni locali a partecipare alla tutela del loro Patrimonio culturale e naturale e promuove la cooperazione internazionale nel campo della conservazione dello stesso.</p>
<h5>Fanno parte del <strong>patrimonio culturale</strong> i monumenti, gli agglomerati e i siti.</h5>
<p>Tra questi ultimi si prendono in considerazione opere dell’uomo o opere coniugate dell’uomo e della natura. Come anche le zone di valore universale eccezionale dall&#8217;aspetto storico ed estetico, etnologico o antropologico.</p>
<p>Per ciò che riguarda i <strong>monumenti</strong>, invece, vengono definiti patrimonio le opere architettoniche, plastiche o pittoriche monumentali, gli elementi o le strutture di carattere archeologico, le iscrizioni, le grotte e gruppi di elementi dallo straordinario valore universale in base all’aspetto storico, artistico o scientifico.</p>
<p>Gli <strong>agglomerati</strong> sono gruppi di costruzioni isolate o riunite che, per la loro architettura, unità o integrazione nel paesaggio hanno speciale valore universale di aspetto storico, artistico o scientifico.</p>
<p>Un’altra categoria riguarda <strong>i patrimoni naturali</strong>. Tra questi i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche, biologiche, geologiche, zone strettamente delimitate costituenti l’habitat di specie animali e vegetali minacciate e siti naturali di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale.</p>
<p>Si presentano anche <strong>patrimoni misti</strong>, ovvero culturali e naturali. In base a quanto stabilito dalle Linee Guida Operative per l’attuazione della Convenzione questi sono beni che corrispondono in parte o in tutto a entrambe le definizioni di patrimonio culturale e naturale.</p>
<h5>Dal 1992 è stata inserita anche un’altra sezione, quella del <strong>paesaggio culturale</strong>.</h5>
<p>In base alla definizione dell’articolo 1 della Convenzione per paesaggi culturali si intendono “creazioni congiunte dell&#8217;uomo e della natura”.</p>
<p>Questi illustrano l’evoluzione di una società e del suo insediamento nel tempo sotto l’influenza di costrizioni e/o opportunità presentate dall’ambiente naturale e da spinte culturali, economiche e sociali. La loro protezione può contribuire alle tecniche moderne di uso sostenibile del territorio e al mantenimento della diversità biologica</p>
<h4><strong>Criteri di selezione</strong></h4>
<p>Il concetto di Patrimonio Mondiale rappresenta unicità nel suo genere e la sua applicazione è universale. In più  i beni che lo costituiscono appartengono a tutte le popolazioni del mondo, al di là dei territori nei quali esse sono collocati.</p>
<p>Per essere inseriti nella lista di patrimonio mondiale i siti devono rispondere ad <strong>almeno uno dei dieci criteri</strong> previsti nelle Linee Guida Operative.</p>
<h5>Un sito deve rappresentare un capolavoro del <strong>genio creativo dell’uomo</strong>. Essere testimonianza unica di una <strong>tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa</strong>.</h5>
<p>Mostrare un <strong>importante interscambio di valori umani in un lungo arco temporale</strong> o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi dell’architettura, della tecnologia, delle arti monumentali e del disegno del paesaggio.</p>
<p>Un sito deve costituire <strong>un esempio straordinario di una tipologia edilizia</strong>, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri una o più importanti fasi nella storia umana.</p>
<p>Deve essere un <strong>esempio particolare di insediamento umano tradizionale</strong>, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una o più culture o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili.</p>
<p>A questi si aggiungono i restanti criteri da dover soddisfare, tra cui essere <strong>direttamente o materialmente associati a tradizioni vivent</strong>i, idee o credenze, opere artistiche o letterarie dotate di un significato universale unico.</p>
<h5><strong>Presentare fenomeni naturali eccezionali</strong> o aree di straordinaria bellezza naturale o importanza estetica.</h5>
<p>Costituire una <strong>singolare testimonianza dei principali periodi dell’evoluzione della terra</strong>, comprese tracce di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di particolarità geomorfiche o fisiografiche significative.</p>
<p>Rappresentare <strong>esempi di rilevante importanza riguardo a processi ecologici e biologici</strong> in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini.</p>
<p>Presentare gli <strong>habitat naturali più importanti e significativi</strong>, adatti per la conservazione in siti della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.<strong> </strong></p>
<h4><strong>Processo di candidatura</strong></h4>
<p>Il sito ufficiale dell’UNESCO spiega precisamente come poter candidare un bene della propria nazione, l’Italia in questo caso, a Patrimonio dell’Umanità.</p>
<p>La prima fase della candidatura prevede la richiesta di iscrizione nella <strong>Tentative List</strong> (Lista Propositiva nazionale). In seguito lo Stato segnala al World Heritage Center-WHC ( Centro del Patrimonio Mondiale ) i beni per i quali intende chiedere l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale nell&#8217;arco di 5-10 anni.</p>
<p>La procedura di candidatura nella <strong>Lista Propositiva</strong> prevede la compilazione di un apposito formulario, in questa fase in lingua italiana, allegato alle Linee Guida Operative. Segue  il suo invio alla <strong>CNIU (</strong>Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO) la quale, a seguito di un primo esame, procede ad inoltrare la domanda ai Ministeri competenti.</p>
<p>L’iscrizione di un sito nella Lista Propositiva non comporta automaticamente la successiva iscrizione dello stesso nella <strong>Lista del Patrimonio Mondiale</strong>.</p>
<p>Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per i siti culturali, e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per i siti naturali, valutano poi  i contenuti della domanda.</p>
<p>Nel momento in cui si abbiano i requisiti per una valida candidatura, entrano in contatto direttamente con i proponenti per definire i contenuti della richiesta di iscrizione nella Lista Propositiva da trasmettere poi al <strong>Centro del Patrimonio Mondiale</strong>, informando la CNIU.</p>
<p>Il Consiglio direttivo della CNIU, tenendo conto delle valutazioni dei Ministeri competenti, si riunisce per selezionare i beni per i quali richiedere al Centro del Patrimonio Mondiale l’iscrizione nella Lista Propositiva.</p>
<p>In seguito provvede a trasmettere le candidature selezionate al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Questo, a sua volta, le invierà alla Rappresentanza Italiana presso l’UNESCO per il successivo inoltro al Centro del Patrimonio Mondiale, che avviene entro il 1 febbraio di ogni anno.</p>
<h5>Un iter lungo e complesso attende i beni iscritti in questa lista.</h5>
<p>Si procede alla predisposizione delle candidature vere e proprie, composte da un dossier e da un piano di gestione che i proponenti redigono in collaborazione con i Ministeri competenti.</p>
<p>Nella stessa seduta il Consiglio direttivo della CNIU delibera anche sulla candidatura, già precedentemente iscritta nella Lista Propositiva, da presentare al Centro del Patrimonio Mondiale per l&#8217;iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Dal momento della presentazione inizia il processo di valutazione.</p>
<p>Il Comitato del Patrimonio Mondiale, che si riunisce una volta l’anno, esamina e valuta le candidature assieme a tre organismi tecnici, <strong>ICOMOS</strong> per i siti culturali,  <strong>IUCN</strong> per i siti naturali e l’<strong>ICCROM</strong> specializzato nella conservazione e nel restauro del patrimonio culturale. Questi organismi avviano una istruttoria tecnica che dura circa un anno e mezzo e prevede varie fasi, tra cui sopralluoghi sul posto e colloqui approfonditi con i proponenti e gli interessati.</p>
<p>Il Comitato può decidere di iscrivere il sito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, oppure rinviare il sito riconoscendone il valore universale, ma posticipandone l’iscrizione in attesa di una parziale riformulazione della candidatura.</p>
<h5>Il Comitato ha anche facoltà di differire il sito, non riconoscendone ancora pienamente il valore universale.</h5>
<p>E richiedendo allo Stato parte maggiori elementi di valutazione, oltre ad una completa rivisitazione dei dossier. E in ultima analisi può anche bocciare il sito non riconoscendone il valore universale ed escludendo una possibile ripresentazione della candidatura.</p>
<p>Le decisioni prese dal Comitato cercano di presentare una Lista del Patrimonio Mondiale rappresentativa, bilanciata tra patrimonio culturale e patrimonio naturale, tenendo conto che non ci sono limiti al numero di siti che possono risultare iscritti complessivamente nella Lista.</p>
<p>Un certo grado di precedenza è stabilito per i siti che appartengono a categorie sotto rappresentate nella lista o a Stati il cui patrimonio è sotto rappresentato.</p>
<p>Le candidature trasmesse alla <strong>Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UNESCO</strong> o direttamente ai Segretariati delle Convenzioni e dei Programmi UNESCO senza osservare questo tipo di procedura sono da considerarsi nulle e, di conseguenza, da ritirare.</p>
<p>Fino ad oggi l’UNESCO ha riconosciuto un totale di <strong>1121 siti</strong> (869 culturali, 213 naturali e 39 misti) presenti in <strong>167 Paesi del mondo</strong>.</p>
<h5><strong>Italia e Cina</strong> sono le nazioni che attualmente detengono il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità.</h5>
<p>Tra i 55 siti presenti in Italia, <strong>5 sono naturali. </strong> Le Isole Eolie, Monte San Giorgio, Dolomiti, Monte Etna, Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa.</p>
<p>Nell’ambito dei rimanenti 50 siti del Patrimonio Mondiale, <strong>8 sono paesaggi culturali.</strong> La Costiera Amalfitana, le Cinque Terre, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula).  I Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, la Val d’Orcia, le Ville e giardini medicei in Toscana. I paesaggi vitivinicoli del Piemonte come Langhe-Roero e Monferrato e le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
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		<title>I Geoparchi e lo sviluppo sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 14:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[geoparchi]]></category>
		<category><![CDATA[trentino]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall&#8217;11 al 14 settembre, in Trentino, la conferenza internazionale UNESCO La seconda settimana di settembre, nell&#8217;Adamello Brenta Geopark di Madonna di Campiglio (TN) si terrà l&#8217;ottava Conferenza Internazionale Geoparchi Mondiali UNESCO, dal tema “I Geoparchi e lo sviluppo sostenibile”. Si tratta di un appuntamento eccezionale, nato per favorire il confronto internazionale tra esperti del settore, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37074" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_Adamello_Presanella_Geopark_Adamello_Brenta_ph_L.Gaudenzio.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_Adamello_Presanella_Geopark_Adamello_Brenta_ph_L.Gaudenzio.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_Adamello_Presanella_Geopark_Adamello_Brenta_ph_L.Gaudenzio-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_Adamello_Presanella_Geopark_Adamello_Brenta_ph_L.Gaudenzio-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Dall&#8217;11 al 14 settembre, in Trentino, la conferenza internazionale UNESCO</p>
<p>  <span id="more-37075"></span>  </p>
<p>La seconda settimana di settembre, nell&#8217;Adamello Brenta Geopark di Madonna di Campiglio (TN) si terrà l&#8217;ottava Conferenza Internazionale Geoparchi Mondiali UNESCO, dal tema “I Geoparchi e lo sviluppo sostenibile”. Si tratta di un appuntamento eccezionale, nato per favorire il confronto internazionale tra esperti del settore, ricercatori e appassionati.</p>
<p style="text-align: justify;">La Conferenza riunisce 1.000 delegati, provenienti da tutto il mondo, interessati al tema dei <a href="http://ambiente.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/geoparchi-un-grande-patrimonio-per-l-italia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">geoparchi</a>&nbsp;e dello sviluppo sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a 5 sessioni scientifiche parallele e ai workshop scientifici e tematici, ci saranno eventi e momenti conviviali per far vivere agli ospiti le tradizioni e la cultura locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Numeri:<br />127 UNESCO Global Geoparks in 35 nazioni<br />70 Geoparchi in Europa <br />50 Geoparchi in Asia <br />4 Geoparchi in America Latina<br />2 Geoparchi in Nord America <br />1 Geoparco in Africa<br />10 Geoparchi in Italia<br />1188 km2 estensione dell’Adamello Brenta Geopark<br />61 geositi nell’Adamello Brenta Geopark</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’8 al 10 settembre, i giorni che precedono la conferenza, ci saranno invece gli incontri del UGG COUNCIL, GGN Executive Board e i meeting delle reti regionali: EGN AC e CC, APGN AC e CC, LACGN AC e CC.</p>
<p><a href="https://www.campigliodolomiti.it/lang/IT/pagine/dettaglio/ggn,187/ggn,1331.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;evento è organizzato dall&#8217; Azienda per il Turismo Spa Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena e dall&#8217;ente Parco Naturale Adamello Brenta</a>.</p>
<p>(foto L.Gaudenzio)</p>
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		<title>Il paesaggio del Prosecco è candidato a patrimonio Unesco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 11:12:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Le colline dove si produce il famoso spumante sono candidate a diventare patrimonio Unesco Potrebbe aggiungersi un nuovo sito Unesco alla lunga lista già presente nel nostro paese. La Commissione Nazionale Italiana per l&#8217;Unesco ha candidato, a nome del governo italiano, il paesaggio vitivinicolo del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene per l&#8217;ambito ingresso nella lista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33242" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_Prosecco_UNESCO.jpg" alt="" width="800" height="527" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Prosecco_UNESCO.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Prosecco_UNESCO-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Prosecco_UNESCO-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Le colline dove si produce il famoso spumante sono candidate a diventare patrimonio Unesco</p>
<p>  <span id="more-33243"></span>  </p>
<p>Potrebbe aggiungersi un nuovo sito Unesco alla lunga lista già presente nel nostro paese. La Commissione Nazionale Italiana per l&#8217;Unesco ha candidato, a nome del governo italiano, il paesaggio vitivinicolo del<a href="https://www.ecoseven.net//?p=12140" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Prosecco</a> di Conegliano e Valdobbiadene per l&#8217;ambito ingresso nella lista dei beni materiali. La candidatura è stata firmata ieri dal ministro Martina. Sarebbe il decimo paesaggio vitivinicolo inserito nella lista Unesco.</p>
<p>Secondo la Commissione nazionale italiana per l&#8217;Unesco, presieduta da Franco Bernabè, nelle colline del Prosecco regna &#8220;un equilibrio inscindibile tra uomo e territorio rappresentato nelle tradizioni e nella letteratura del &#8216;900 e nelle citazioni del suo paesaggio in numerose produzioni pittoriche di maestri del Rinascimento Veneto&#8221;.</p>
<p>Secondo il ministro dell’agricoltura Martina si tratta di una ”candidatura che esprime con forza la capacità del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e promuovere l&#8217;Italia nel mondo&#8221;. Nel nostro paese ci sono 51 siti materiali e 7 elementi immateriali. Il sito del Prosecco rappresenta oltre 20mila ettari e coinvolge 15 comuni. Si punta a rafforzare il primato mondiale detenuto dall&#8217;Italia con 51 riconoscimenti, incalzato dalla Cina che ne conta 50, e dalla Spagna che arriva a 49.</p>
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		<title>L&#8217;Appennino Tosco-Emiliano è riserva Unesco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 14:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[appennino Tosco-Emiliano]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[224 mila ettari di bellezza italiana sono stati inclusi tra le 631 riserve Unesco   Buone notizie per le bellezze dell&#8217;Italia. Finalmente, l&#8217;appennino Tosco-Emiliano è stato inserito tra le 631 riserve Unesco. Il riconoscimento ufficiale è arrivat ieri, con la consegna della Pergamena alla presidenza del Parco, davanti ai sindaci di 38 comuni delle province [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30066" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_parco_nazionale_appennino_tosco_emiliano-17309-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>224 mila ettari di bellezza italiana sono stati inclusi tra le 631 riserve Unesco</p>
<p>  <span id="more-30067"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Buone notizie per le bellezze dell&#8217;Italia. Finalmente, l&#8217;appennino Tosco-Emiliano è stato inserito tra le 631 riserve <a href="http://www.unesco.it/cni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unesco</a>. Il riconoscimento ufficiale è arrivat ieri, con la consegna della Pergamena alla presidenza del Parco, davanti ai sindaci di 38 comuni delle province emiliane di Parma, Reggio Emilia e Modena e toscane di Lucca e Massa Carrara.</p>
<p>La riserva dell&#8217;Unesco comprende un terreno di 224 mila ettari, enormemente più grande del Parco nazionale omonimo, incluso nel Parco Unesco. Il presidente Stefano Bonaccini ha fatto un plauso al secondo riconoscimento Unesco alla Regione, dopo il Parco del Delta del Po.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Stanno distruggendo la foresta del panda. L&#8217;allarme di Greenpeace</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/stanno-distruggendo-la-foresta-del-panda-l-allarme-di-greenpeace/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 13:06:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Greeenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[habitat]]></category>
		<category><![CDATA[panda gigante]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Il panda gigante è in pericolo perché la Cina sta distruggendo il suo habitat La foresta nella provincia cinese di Sichuan è l&#8217;habitat del panda gigante; purtroppo Greenpeace ha scoperto che 1.300 ettari di foresta sono stati distrutti. Il sito è stato dichiarato patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco ed ora sia la flora che la fauna della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29294" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_Panda_gigante-16901-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il panda gigante è in pericolo perché la Cina sta distruggendo il suo habitat</p>
<p>  <span id="more-29295"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La foresta nella provincia cinese di<a href="http://whc.unesco.org/en/list/1213" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Sichuan è l&#8217;habitat del panda gigante</a>; purtroppo Greenpeace ha scoperto che 1.300 ettari di foresta sono stati distrutti. Il sito è stato dichiarato patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco ed ora sia la flora che la fauna della zona sono minacciate di estinzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;L’entità della deforestazione illegale in quest’area così preziosa è impressionante. Quanto svelato da Greenpeace indebolisce gli sforzi del governo cinese di preservare il patrimonio naturale. Chiediamo al governo nazionale e alle amministrazioni locali di porre un freno alla deforestazione&#8217;, afferma Pan Wenjing della campagna Foreste e Oceani di Greenpeace Est Asia.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L&#8217;indagine è stata condotta mediante il telerilevamento, che consiste nell&#8217;analisi delle mappe satellitari. A ciò si sono aggiunte ricerche sul campo nelle zone che circondano la riserva naturale nazionale del Fengtongzhai a Ya’an, nella regione del Sichuan, parte di un importante corridoio migratorio e habitat di numerose specie rare di piante e animali.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;Nonostante la normativa che dal 1998 vieta l’abbattimento degli alberi nelle foreste naturali a scopo di profitto &#8211; spiega Greenpeace &#8211;  gli affaristi locali e le autorità si sono serviti di una scappatoia nel &#8216;Regolamento tecnico per la ricostruzione delle foreste a basso rendimento&#8217; che li autorizza a sostituire la foresta con piantagioni più redditizie in nome di una presunta &#8216;rigenerazione forestale&#8217;. Le autorità hanno affrontato il problema con un ulteriore divieto emanato nel 2012, ma le indagini di Greenpeace Cina dimostrano che queste misure sono inefficaci&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Se non si porrà rimedio a questa situazione un terzo delle foreste cinesi sarà a rischio, e con esso il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=5346" target="_blank" rel="noopener noreferrer">panda gigante</a>, anche dopo l’estensione del Programma di Protezione delle Foreste Nazionali previsto per il 2017.</span></p>
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		<item>
		<title>Appennino tosco-emiliano patrimonio dell&#8217;Unesco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/siti-unesco/appennino-tosco-emiliano-patrimonio-dell-unesco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2015 14:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Appennino]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[tosco-emiliano]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche l&#8217;Appennino tosco-emiliano è diventato patrimonio dell&#8217;Unesco È ufficiale: a Parigi il Comitato internazionale del programma Mab (man and the biosphere) dell&#8217;Unesco ha premiato la montagna italiana, in particolare l&#8217;Appennino tosco-emiliano. I parametri sono l&#8217;equilibrio tra ecosistema e biodiversità e l&#8217;utilizzo sostenibile delle risorse da parte degli abitanti.  &#8216;Siamo orgogliosi di un riconoscimento che premia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26747" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_Appennino_tosco_emiliano_UNESCO-15614-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Anche l&#8217;Appennino tosco-emiliano è diventato patrimonio dell&#8217;Unesco<br /></span></p>
<p>  <span id="more-26748"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">È ufficiale: a Parigi il Comitato internazionale del programma Mab (man and the biosphere) dell&#8217;Unesco ha premiato la montagna italiana, in particolare l&#8217;Appennino tosco-emiliano. I parametri sono l&#8217;equilibrio tra ecosistema e biodiversità e l&#8217;utilizzo sostenibile delle risorse da parte degli abitanti. </span></p>
<p>&#8216;Siamo orgogliosi di un riconoscimento che premia il lavoro intenso di candidatura attivato da più di un anno da parte del parco dell&#8217;Appennino e delle comunità locali. Un riconoscimento che, nella sua interezza, premia anche la Regione con più boschi in Italia e con un eccezionale patrimonio naturalistico e biodiversità&#8217;, ha dichiarato all&#8217;Adnkronos il presidente dell&#8217;Emilia Romagna Enrico Rossi.</p>
<p>L&#8217;area premiata si estende per 250 mila ettari che considerano il Parco nazionale ma si allarga anche al suo esterno, interessando ben 38 comuni e saldandosi col Parco regionale delle Alpi Apuane.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=26635" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Anche il Delta del Po e le Alpi Ledrensi</a> (nel Trentino sud-occidentale) saranno riconosciuti come territori accreditati a far parte del network internazionale delle Riserve della biosfera dell&#8217;Unesco.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Delta del Po e Alpi  Ledrensi diventano Riserve Unesco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/siti-unesco/delta-del-po-e-alpi-ledrensi-diventano-riserve-unesco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 12:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi Ledrensi]]></category>
		<category><![CDATA[delta del Po]]></category>
		<category><![CDATA[po]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Delta del Po e le Alpi Ledrensi entrano a far parte dei territori accreditati a far parte del network internazionale delle Riserve della biosfera dell’Unesco   La Riserva della biosfera dell’Unesco si arricchisce di due nuovi siti, tutti italiani. Con grande gioia nazionale, domani 9 giugno, a Parigi, il Delta del Po e le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26634" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-15554-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il Delta del Po e le Alpi Ledrensi entrano a far parte dei territori accreditati a far parte del network internazionale delle Riserve della biosfera dell’Unesco</p>
<p>  <span id="more-26635"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La Riserva della biosfera dell’Unesco si arricchisce di due nuovi siti, tutti italiani. Con grande gioia nazionale, domani 9 giugno, a Parigi, il Delta del Po e le Alpi Ledrensi (nel Trentino sud-occidentale) saranno riconosciuti come territori accreditati a far parte del network internazionale delle Riserve della biosfera dell’<a href="http://www.unesco.it/cni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unesco</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Aree da ammirare e da proteggere, ma anche aree osservate speciali. Il programma MaB (Man and the Biosphere) è stato avviato dall’Unesco negli anni Settanta allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca: questo significa che comunità locali, cittadini e Istituzioni dovranno lavorare insieme per garantire la gestione e lo sviluppo sostenibile delle due diverse zone.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I due nuovi siti non solo contribuiranno allo sviluppo e alla tutela della biodiversità, ma potranno contribuire allo sviluppo socioeconomico dell&#8217;intera zona.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Geoparco Madonie: una lenta agonia. Addio Unesco?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/geoparco-madonie-una-lenta-agonia-addio-unesco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 06:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[geoparco]]></category>
		<category><![CDATA[geoparco Madonie]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Una lenta agonia quella del geoparco delle Madonie . L’allarme dei geologi italiani Non solo Pompei e altri siti. A rischiare di uscire dalla tutela UNESCO è anche il Parco delle Madonie. ‘Il Geoparco delle Madonie rischia di uscire dalla tutela UNESCO’, ha denunciato con forza Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25010" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_geoparchi-14751-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Una lenta agonia quella del geoparco delle Madonie . L’allarme dei geologi italiani</p>
<p>  <span id="more-25011"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Non solo Pompei e altri siti. A rischiare di uscire dalla tutela <a href="viaggiare/siti-unesco" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UNESCO</a> è anche il Parco delle Madonie. ‘Il Geoparco delle Madonie rischia di uscire dalla tutela UNESCO’, ha denunciato con forza Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi e cittadino siciliano. ‘Il Geoparco sta andando verso una lenta agonia a causa di tagli al personale e al trasferimento dei propri dipendenti, soprattutto di quelli che si occupavano specificamente del geoparco. In nome della spending review si sta tagliando incondizionatamente senza pensare al grave danno per l&#8217;immagine della Sicilia, del contesto del Parco delle Madonie e soprattutto per l&#8217;economia locale, che riceve sostegno dalla presenza di un parco geologico di inestimabile valore ambientale.  La fine del <a href="http://unesco.it/cni/index.php/scienze-naturali/prova" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Geoparco delle Madonie</strong></a> – ha proseguito Graziano &#8211;  sarebbe un vero disastro per un contesto ambientale e geologico di eccezionale bellezza, a fronte di un risparmio per le casse della Regione di gran lunga superato dalle gravi perdite economiche che comporterebbe la fuoriuscita del geoparco dalla rete Unesco dei Geoparchi.</p>
<p class="MsoNormal">Meno turismo, meno finanziamenti, meno cultura del territorio e meno educazione ambientale, altro che spending review.  Il Geoparco delle Madonie è un mix di ricchezza geologica , culturale , storica , paesaggistica ed archeologica, che per quel territorio rappresentano una grande fonte di benessere”.</p>
<p class="MsoNormal">Il Geoparco delle Madonie è stato tra i primi Geoparchi d’Europa ad essere inserito nella Global Geoparks Network sotto tutela UNESCO, che oggi conta 111 geoparchi sparsi in tutto il mondo .</p>
<p class="MsoNormal">‘Proprio il Madonie Geopark istituì il primo sentiero geologico urbano nato in Europa &#8211; ha concluso Graziano &#8211; e l’avvio operato dall’Ente Parco delle Madonie in adesione volontaria a principi e finalità dalla Carta costitutiva della European Geoparks Network, quando i Geopark d’Europa si contavano sulle dita d’una mano, risultò strategico per proiettare uno dei quattro parchi regionali di Sicilia in Europa e nel mondo. Oggi l’abbandono minaccia seriamente la sopravvivenza del Madonie Geopark che, incardinato in seno alla rete europea e globale, anno dopo anno dal 2001 ha fatto conoscere e dato lustro nell&#8217;ambito internazionale ad una remota area rurale di Sicilia’.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Scaliamo le Dolomiti, con  Street view</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 15:33:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da oggi puoi scoprire anche le Dolomiti, restando comodamente seduta sul divano   Da oggi con street view è possibile scalare anche le Dolomiti, seduti comodamente davanti ad un computer tramite il servizio di navigazione delle mappe di Google. Sono state mappate sentieri e vette delle Dolomiti di Brenta, fino alle Dolomiti Friulane. La Fondazione Dolomiti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25004" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_download-14747-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">Da oggi puoi scoprire anche le Dolomiti, restando comodamente seduta sul divano </span></span></span></p>
<p>  <span id="more-25005"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">Da oggi con street view è possibile scalare anche le Dolomiti, seduti comodamente davanti ad un </span></span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #000000; line-height: 0.48cm;">computer tramite il servizio di navigazione delle mappe di Google. Sono state mappate sentieri e vette delle Dolomiti di Brenta, fino alle Dolomiti Friulane. La Fondazione Dolomiti <a href="viaggiare/siti-unesco" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UNESCO</a> è il primo ente italiano ad aderire al Trekker Loan Program.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">Chiunque può in questo modo (dagli enti turistici, associazioni non profit, università, organizzazioni di </span></span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #000000; line-height: 0.48cm;">ricerca fino a qualsiasi amante della natura e dell&#8217;alta quota) ammirare paesaggi e sentieri semplicemente prendendo in prestito il Trekker, lo zaino tecnologico con 15 fotocamere e altri sensori </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #000000; line-height: 0.48cm;">incorporati, usato per le mappature a piedi di Street View.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">I nove Sistemi<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15227" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Dolomiti</a> Unesco, distribuiti in 5 diverse Province (Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento, </span></span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #000000; line-height: 0.48cm;">Udine), sono collegati fra loro da relazioni profonde rendendo il contesto paesaggistico veramente </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #000000; line-height: 0.48cm;">unico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #000000; line-height: 0.48cm;">gc</span></p>
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