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	<title>Sicilia &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Ponte sullo Stretto di Messina: la storia infinita, dalle origini ai giorni nostri</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/ponte-sullo-stretto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:39:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Poche opere pubbliche italiane hanno una storia tanto lunga, divisiva e ricca di colpi di scena quanto il Ponte sullo Stretto di Messina. Un&#8217;idea che attraversa i secoli, sopravvive a decine di governi, naufraga e rinasce ciclicamente, fino a tornare oggi al centro della cronaca con sviluppi che intrecciano grandi annunci, rilievi della magistratura contabile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319754 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Ponte-sullo-stretto-dalle-origini-a-oggi-1024x683.webp" alt="ponte sullo stretto " width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Ponte-sullo-stretto-dalle-origini-a-oggi-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Ponte-sullo-stretto-dalle-origini-a-oggi-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Ponte-sullo-stretto-dalle-origini-a-oggi-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Ponte-sullo-stretto-dalle-origini-a-oggi.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Poche opere pubbliche italiane hanno una storia tanto lunga, divisiva e ricca di colpi di scena quanto il Ponte sullo Stretto di Messina. Un&#8217;idea che attraversa i secoli, sopravvive a decine di governi, naufraga e rinasce ciclicamente, fino a tornare oggi al centro della cronaca con sviluppi che intrecciano grandi annunci, rilievi della magistratura contabile e, da ultimo, un&#8217;inchiesta per corruzione. Ripercorrerne la cronistoria significa raccontare oltre due millenni di un sogno ingegneristico mai realizzato, ma anche le complesse questioni economiche e ambientali che ne fanno uno dei progetti più dibattuti del Paese.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In questa guida ricostruiamo le tappe principali, dalle origini antiche all&#8217;attualità più recente, con un obiettivo di imparzialità: mettere in fila gli aspetti a favore e quelli critici dell&#8217;opera, sul piano economico e su quello ambientale, lasciando a chi legge gli strumenti per formarsi un&#8217;opinione informata.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Le origini antiche del Ponte sullo Stretto: un&#8217;idea lunga duemila anni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;idea di collegare stabilmente la Sicilia al continente è sorprendentemente antica. Le prime tracce si trovano negli scritti di Plinio il Vecchio, che narra di come nel 251 a.C. il console romano Lucio Cecilio Metello avrebbe fatto realizzare un ponte di barche e botti per trasportare dalla Sicilia al continente circa 140 elefanti catturati ai cartaginesi durante la prima guerra punica. Un attraversamento provvisorio, ma che testimonia quanto sia radicata nel tempo l&#8217;ambizione di unire le due sponde.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per molti secoli il progetto rimase poco più di una suggestione. Fino al diciannovesimo secolo nessuno pensò seriamente che fosse possibile costruire un ponte stabile e sicuro su uno stretto dalle caratteristiche naturali così peculiari. Le cose iniziarono a cambiare nel 1840, quando Ferdinando II delle Due Sicilie commissionò per primo un progetto dell&#8217;opera, abbandonato per gli eccessivi costi. Nel 1870 l&#8217;ingegner Carlo Alberto Navone propose un collegamento sottomarino di 22 chilometri, ispirato al progetto napoleonico di una galleria sotto la Manica. Il terremoto che devastò Messina nel 1908 riportò l&#8217;attenzione sull&#8217;opera e sulle difficoltà geologiche dell&#8217;area.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Dal 1968 agli anni Duemila: il progetto moderno</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La storia contemporanea del ponte ha una data d&#8217;inizio precisa. Tutto comincia nel 1968 con la legge 384, che conferisce ad Anas, Ferrovie dello Stato e Cnr il compito di valutare la fattibilità dell&#8217;opera. Nel 1981 nasce la società <a href="https://strettodimessina.it/web/il-progetto-definitivo/" target="_blank" rel="noopener">Stretto di Messina Spa</a>, che diventa concessionaria per la progettazione, realizzazione ed esercizio del collegamento stradale e ferroviario; nel 1986 avvia un nuovo studio di fattibilità che considera tre soluzioni: un tunnel sotterraneo, uno sommerso e un ponte sospeso.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Tra gli anni Novanta e i primi Duemila il progetto sembra avvicinarsi alla realizzazione. Nel 1997 il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprime parere favorevole; pochi anni dopo il ponte viene inserito tra le opere strategiche per il Paese e nel 2003 il Cipe approva il progetto preliminare. Nel 2004, sotto il governo Berlusconi, il progetto sembra a un passo dal via.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Ma è anche un periodo segnato da ripetute inversioni politiche. Il progetto viene fermato nel 2008 dal governo Prodi, fatto ripartire dal governo Berlusconi nel 2011 e di nuovo bloccato nel 2012 dal governo tecnico di Monti. Nel 2012 l&#8217;esecutivo Monti dichiara di non voler riaprire le procedure e stanzia 300 milioni di euro per il pagamento delle penali; nel 2013 la società Stretto di Messina viene messa in liquidazione. Per quasi un decennio, il ponte torna a essere un&#8217;ipotesi sospesa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il rilancio recente: dal 2023 all&#8217;approvazione del 2025</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La svolta più recente arriva con il governo Meloni. A partire da giugno 2023 viene ricostituita la società Stretto di Messina come concessionaria dell&#8217;opera, e a dicembre 2023 viene sottoscritto un aumento di capitale riservato al Ministero dell&#8217;economia per 370 milioni di euro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Una scelta che segna anche l&#8217;inizio di una linea di critica destinata a pesare. Molte delle contestazioni successive nascono proprio dalla decisione di recuperare il vecchio progetto invece di elaborarne uno nuovo: essendo già avviato, non si tenne alcuna gara, e tutto era in teoria pronto a partire una volta ottenute le autorizzazioni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il 2025 è l&#8217;anno dei passaggi decisivi. Il 9 aprile 2025 il Consiglio dei ministri approva la relazione che dichiara il ponte opera di rilevante interesse pubblico; <a href="https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/ponte-sullo-stretto-il-cipess-approva-il-progetto-definitivo" target="_blank" rel="noopener">il 6 agosto 2025 il Cipess</a>, presieduto da Meloni, approva il progetto definitivo, con un costo stimato di 13,5 miliardi di euro. Il progetto prevede il ponte a campata unica più lungo del mondo, 3.300 metri, sostenuto da due torri alte 399 metri, con tre corsie stradali per senso di marcia e due binari ferroviari. Il Ministero delle infrastrutture prevede l&#8217;avvio dei cantieri entro la fine del 2025 con le opere anticipate, come piste, campi base e bonifica da ordigni bellici.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Lo stop della Corte dei conti e l&#8217;inchiesta</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Proprio quando l&#8217;opera sembrava avviata, arriva una battuta d&#8217;arresto significativa. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/dal-decreto-bocciatura-corte-conti-tutte-tappe-ponte-stretto-AIa8FYZD" target="_blank" rel="noopener">Il 29 ottobre 2025 la Sezione centrale di controllo sugli atti del governo della Corte dei conti</a> nega il visto e la registrazione alla delibera Cipess 41/2025. I rilievi riguardano le coperture finanziarie, le stime di traffico, la conformità alle norme ambientali e sismiche e il perimetro decisionale del Cipess; senza il visto, l&#8217;atto non può essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e non possono partire espropri e cantieri.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Le reazioni politiche sono immediate e contrapposte. La premier Meloni parla di un&#8217;invasione della giurisdizione sulle scelte del governo e del Parlamento, mentre il ministro Salvini promette di andare avanti e la società Stretto di Messina rivendica il rispetto delle norme italiane ed europee.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il governo risponde sul piano normativo. Il 7 maggio 2026 viene convertito in legge alla Camera il cosiddetto &#8220;Decreto Ponte&#8221;, costruito per ridefinire l&#8217;intera procedura di approvazione e rendere più solido il percorso amministrativo dopo i rilievi della Corte dei conti. Il 12 maggio 2026 si insedia il nuovo Consiglio di amministrazione della società, con Maurizio Basile alla presidenza e Pietro Ciucci confermato amministratore delegato.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">A complicare ulteriormente il quadro del Ponte sullo Stretto, arriva un&#8217;inchiesta giudiziaria. Il 9 giugno 2026 la procura di Roma indaga tre persone per corruzione: un ex presidente aggiunto della Corte dei conti, un imprenditore e un avvocato già membro del Cda della società Stretto di Messina, accusati di aver tentato di condizionare l&#8217;esame di legittimità della magistratura contabile sull&#8217;approvazione del progetto. L&#8217;amministratore delegato Ciucci ha dichiarato la totale estraneità della società e la massima disponibilità a collaborare con le autorità.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Gli aspetti economici: costi, coperture e ricadute attese</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Sul piano economico, il ponte presenta argomenti che i sostenitori considerano decisivi e che i critici ridimensionano. Tra le ragioni a favore, i promotori indicano il valore strategico dell&#8217;infrastruttura. Il ministro Salvini ha definito il ponte l&#8217;opera pubblica più importante al mondo, un&#8217;attesa che gli italiani coltivano da decenni. Dalla maggioranza si sottolinea l&#8217;obiettivo di realizzare un&#8217;infrastruttura non solo per il Mezzogiorno ma per l&#8217;intero Paese e per l&#8217;Europa. A questo si aggiungono le ricadute attese in termini di collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, occupazione e sviluppo del territorio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Sul fronte delle coperture, il governo rassicura sulla disponibilità delle risorse. Le risorse principali dell&#8217;opera risultano già stanziate nelle leggi di bilancio 2024 e 2025, con un costo aggiornato fissato a circa 13,5 miliardi di euro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">I critici del Ponte sullo Stretto, però, contestano proprio la solidità di questi numeri. Tra i rilievi sollevati dalla Corte dei conti figurano dubbi sulle coperture finanziarie e sulle stime di traffico, elementi che riguardano la sostenibilità economica dell&#8217;opera nel tempo. Associazioni come Legambiente hanno parlato apertamente di spreco di denaro pubblico. Il punto economico, dunque, resta aperto: tra chi vede un investimento generatore di sviluppo e chi teme un costo sproporzionato per le casse pubbliche.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il nodo ambientale: perché il ponte divide</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È sul terreno ambientale che la vicenda del Ponte sullo Stretto tocca più da vicino i temi cari a Ecoseven, e anche qui il quadro è fatto di posizioni contrapposte e documentate. L&#8217;area dello Stretto non è un luogo qualsiasi dal punto di vista naturalistico. Secondo il WWF, tutta l&#8217;area è sostanzialmente compresa in due Zone di Protezione Speciale — la Costa Viola sul lato calabrese e i Monti Peloritani con l&#8217;area marina dello Stretto sul lato siciliano — e in un sistema di undici Zone Speciali di Conservazione tutelate dalla Direttiva Habitat, che proteggono un ambiente unico, dalla Laguna di Capo Peloro all&#8217;ecosistema dei Monti Peloritani. Lo Stretto è inoltre un importantissimo corridoio di transito per l&#8217;avifauna migratoria e i mammiferi marini, con una delle più alte concentrazioni di biodiversità al mondo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Le associazioni ambientaliste contestano il Ponte sullo Stretto con argomenti articolati. <a href="https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/ponte-sullo-stretto-contro-dossier-degli-ambientalisti/" target="_blank" rel="noopener">Legambiente</a>, nel report Pendolaria pubblicato a fine 2024, definisce il ponte un progetto che distrugge ecosistemi e spreca denaro, mentre il WWF ha denunciato una sottostima di dati e costi annunciando un possibile contenzioso europeo per violazione delle direttive Habitat e Uccelli. Le osservazioni presentate da associazioni e comitati, elaborate da decine di tecnici ed esperti tra cui molti docenti universitari, sostengono che il progetto avrebbe un impatto ambientale grave e irreversibile, non compensabile né mitigabile, e segnalano la mancanza di una valutazione <a href="https://www.lipu.it/news/ponte-sullo-stretto-ecco-nuove-osservazioni-alla-commissione" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;effetto cumulativo</a> dei diversi impatti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Anche l&#8217;iter ambientale ufficiale del Ponte sullo Stretto ha registrato criticità, pur concludendosi con un via libera condizionato. La Commissione VIA-VAS del Ministero dell&#8217;Ambiente ha dato il via libera al progetto, ma imponendo centinaia di prescrizioni ambientali da rispettare nella fase esecutiva, su questioni come l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente marino e terrestre, la gestione delle terre e dei materiali, il contenimento di rumore e vibrazioni. Nella valutazione d&#8217;incidenza, la stessa Commissione ha riconosciuto che <a href="https://www.wwf.it/area-stampa/ponte-messina-osservazioni-associazioni/" target="_blank" rel="noopener">per alcuni siti della Rete Natura 2000</a> permane un margine di incertezza che, per il principio di precauzione, non permette di escludere effetti negativi. Tra i temi più delicati, l&#8217;approvvigionamento idrico per i cantieri in un territorio come quello messinese, dove l&#8217;accesso all&#8217;acqua per i cittadini non è sempre garantito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Va però ricordato, per equilibrio, che <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/economia-circolare-oggi-possibili-modelli-sostenibili-di-business/" target="_blank" rel="noopener">il progetto è stato concepito per rispondere anche a sfide ambientali e di sicurezza.</a> Nella sua concezione tecnica, il ponte è stato progettato per resistere a terremoti di magnitudo elevata e a venti molto forti, tenendo conto della sismicità dell&#8217;area. E le numerose prescrizioni imposte dalla Commissione VIA rappresentano, secondo i promotori, lo strumento per rendere l&#8217;opera compatibile con il territorio. Il confronto, in sostanza, non è tra chi ignora l&#8217;ambiente e chi lo difende, ma tra valutazioni opposte sulla possibilità reale di mitigare impatti su un ecosistema riconosciuto come eccezionale.</p>
<h2><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-319759 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-ponte-sullo-stretto.webp" alt="infografica ponte sullo stretto" width="864" height="1821" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-ponte-sullo-stretto.webp 864w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-ponte-sullo-stretto-142x300.webp 142w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-ponte-sullo-stretto-486x1024.webp 486w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-ponte-sullo-stretto-768x1619.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-ponte-sullo-stretto-729x1536.webp 729w" sizes="(max-width: 864px) 100vw, 864px" /></h2>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa succederà ora al Ponte sullo Stretto?</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il futuro del ponte resta, come da oltre cinquant&#8217;anni, incerto. Secondo il cronoprogramma aggiornato, se le scadenze verranno rispettate, la fase realizzativa potrebbe partire nell&#8217;ultimo trimestre del 2026, con le opere strutturali da concludere entro il 2033 e il primo anno di esercizio previsto nel 2034. Il dossier dovrà però ancora superare diversi passaggi tecnici, amministrativi e ambientali, ed è tornato sotto esame dopo i rilievi della Corte dei conti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Quella del Ponte sullo Stretto è, in fondo, la storia di una tensione mai risolta tra l&#8217;ambizione di un&#8217;opera-simbolo e la complessità di un territorio fragile e unico. Da un lato la promessa di un collegamento atteso da generazioni e di uno sviluppo economico per il Sud; dall&#8217;altro la tutela di un ecosistema di valore eccezionale e la prudenza imposta da costi, rischi sismici e procedure. Comprendere questa cronistoria, con le ragioni di tutte le parti in causa, è il modo migliore per seguire con consapevolezza una vicenda che continua a riguardare non solo la Sicilia e la Calabria, ma l&#8217;intero Paese.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative. I fatti riportati sono tratti da fonti giornalistiche e istituzionali aggiornate a giugno 2026; trattandosi di una vicenda in evoluzione, gli sviluppi successivi potrebbero modificare il quadro descritto.</em></p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Da quanto tempo si parla del Ponte sullo Stretto di Messina?</strong><br />
L&#8217;idea è antichissima: le prime tracce risalgono al 251 a.C., quando secondo Plinio il Vecchio i Romani costruirono un ponte di barche per trasportare elefanti dalla Sicilia. Il progetto moderno nasce però nel 1968, con la legge che incarica Anas, Ferrovie e Cnr di studiarne la fattibilità.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Quanto costa il Ponte sullo Stretto e quando dovrebbe essere finito?</strong><br />
Il costo stimato del progetto definitivo approvato nel 2025 è di circa 13,5 miliardi di euro. Secondo il cronoprogramma aggiornato, le opere strutturali dovrebbero concludersi entro il 2033, con il primo anno di esercizio previsto nel 2034, a condizione che vengano superati i passaggi amministrativi e ambientali ancora aperti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché il Ponte sullo Stretto è così contestato dal punto di vista ambientale?</strong><br />
L&#8217;area dello Stretto ospita un ecosistema di grande valore, compreso in Zone di Protezione Speciale e undici Zone Speciali di Conservazione tutelate dalla normativa europea, ed è un corridoio cruciale per uccelli migratori e mammiferi marini. Associazioni come WWF, Legambiente, LIPU e Italia Nostra ne contestano l&#8217;impatto, mentre la stessa Commissione VIA ha imposto numerose prescrizioni e segnalato margini di incertezza sugli effetti sui siti Natura 2000.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché la Corte dei conti ha bloccato il progetto nel 2025?</strong><br />
Il 29 ottobre 2025 la Corte dei conti ha negato il visto alla delibera Cipess che approvava il progetto definitivo, sollevando rilievi su coperture finanziarie, stime di traffico, conformità alle norme ambientali e sismiche e perimetro decisionale del Cipess. Senza quel visto non potevano partire espropri e cantieri. Il governo ha risposto con un decreto convertito in legge nel maggio 2026.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>A che punto è oggi il Ponte sullo Stretto?</strong><br />
A giugno 2026 il quadro è in evoluzione: dopo lo stop della Corte dei conti e l&#8217;approvazione del &#8220;Decreto Ponte&#8221;, si è insediato un nuovo Consiglio di amministrazione della società. Parallelamente, un&#8217;inchiesta della procura di Roma del 9 giugno 2026 ha indagato tre persone per presunti tentativi di condizionare l&#8217;esame della magistratura contabile. L&#8217;avvio dei cantieri è ipotizzato per fine 2026, ma restano passaggi da completare.</p>
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		<title>Etna e Vesuvio a confronto: altezza, eruzioni, rischio e cosa li rende diversi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/vesuvio-vs-etna-i-due-giganti-della-natura-a-confronto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 13:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – Aggiornato il: 24/07/2026 In breve, lLa differenza tra Etna e Vesuvio si misura prima di tutto in altezza: l&#8217;Etna sfiora i 3.403 metri secondo l&#8217;ultimo rilievo INGV, il Vesuvio si ferma a 1.281. Ma il dato che conta davvero è un altro, ed è controintuitivo — il vulcano più basso e apparentemente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – Aggiornato il: 24/07/2026</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-321139 size-full" title="differenza tra Etna e Vesuvio, i due vulcani italiani a confronto per altezza e tipo di eruzione" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/Etna-e-Vesuvio-a-confronto.webp" alt="Etna e Vesuvio: altezze, eruzioni e rischio a confronto" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/Etna-e-Vesuvio-a-confronto.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/Etna-e-Vesuvio-a-confronto-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/Etna-e-Vesuvio-a-confronto-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/Etna-e-Vesuvio-a-confronto-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p>In breve,</p>
<p>lLa differenza tra Etna e Vesuvio si misura prima di tutto in altezza: l&#8217;Etna sfiora i 3.403 metri secondo l&#8217;ultimo rilievo INGV, il Vesuvio si ferma a 1.281. Ma il dato che conta davvero è un altro, ed è controintuitivo — il vulcano più basso e apparentemente addormentato è quello considerato più pericoloso, perché sotto le sue pendici vivono circa 700.000 persone e il suo condotto è ostruito dal 1944. Ecco tutte le differenze, con i dati aggiornati dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.</p>
<h2>Quale è più alto tra Etna e Vesuvio</h2>
<p>L&#8217;Etna, senza confronto possibile: è più alto del Vesuvio di oltre 2.100 metri.</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th></th>
<th>Etna</th>
<th>Vesuvio</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Altezza</strong></td>
<td>3.403 m (rilievo INGV, 12 settembre 2024)</td>
<td>1.281 m</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Regione</strong></td>
<td>Sicilia, provincia di Catania</td>
<td>Campania, città metropolitana di Napoli</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Tipo</strong></td>
<td>Stratovulcano</td>
<td>Stratovulcano (complesso Somma-Vesuvio)</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Età geologica</strong></td>
<td>Diverse centinaia di migliaia di anni</td>
<td>Meno di 40.000 anni</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Stile eruttivo</strong></td>
<td>Prevalentemente effusivo, attività continua</td>
<td>Esplosivo, alternanza di quiescenza e parossismi</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Ultima eruzione</strong></td>
<td>Attività ricorrente, in corso</td>
<td>1944</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Stato attuale</strong></td>
<td>Attivo</td>
<td>Quiescente, condotto ostruito</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Livello di allerta</strong></td>
<td>Variabile secondo l&#8217;attività</td>
<td>Verde</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Popolazione esposta                     </strong></td>
<td>Comuni pedemontani</td>
<td>Circa 700.000 persone nella zona rossa</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>C&#8217;è però una precisazione che quasi nessuna fonte fa, e che spiega perché online circolino numeri diversi: <strong>l&#8217;altezza dell&#8217;Etna non è un dato fisso.</strong> Cambia dopo ogni eruzione significativa, perché l&#8217;accumulo di materiale piroclastico e lavico sui crateri sommitali ne modifica il profilo.</p>
<p>La cronologia recente delle misurazioni INGV lo rende evidente:</p>
<ul>
<li><strong>2018</strong>: 3.326 m, vetta al Cratere di Nord-Est</li>
<li><strong>Luglio 2021</strong>: <a href="https://www.ct.ingv.it/index.php/formazione-e-divulgazione/news/303-l-etna-si-supera-nuovo-record-di-altezza-a-3357-metri" target="_blank" rel="noopener">3.357 m (± 3 m), il primato passa al Cratere di Sud-Est</a> dopo circa cinquanta episodi parossistici</li>
<li><strong>Luglio 2024</strong>: 3.369 m, la vetta si sposta al Cratere Voragine</li>
<li><strong>Settembre 2024</strong>: 3.403 m, quota più alta mai misurata sul vulcano</li>
</ul>
<p>Chi trova ancora indicato &#8220;3.300 metri&#8221; o &#8220;3.350 metri&#8221; sta leggendo un dato fermo a prima del 2021. Il Vesuvio, al contrario, è sostanzialmente stabile a 1.281 metri, con oscillazioni minime legate all&#8217;altezza variabile del cono.</p>
<h2>Perché Etna e Vesuvio eruttano in modo così diverso</h2>
<p>La differenza di comportamento è più interessante di quella di altezza, e dipende dal tipo di magma e dalla struttura del condotto.</p>
<p><strong>L&#8217;Etna ha un&#8217;attività continua e prevalentemente effusiva.</strong> Le colate laviche scorrono lungo le pendici in modo relativamente lento e prevedibile, con eruzioni frequenti ma di intensità esplosiva contenuta. Può produrre episodi stromboliani e fontane di lava — come i parossismi del luglio e agosto 2024 che ne hanno innalzato la vetta — ma il rilascio di energia avviene in modo distribuito nel tempo.</p>
<p><strong>Il Vesuvio ha un comportamento discontinuo ed esplosivo.</strong> Lunghe fasi di stasi si alternano a eventi parossistici. Nella sua <a href="https://www.ingv.it/somma-vesuvio" target="_blank" rel="noopener">storia eruttiva, iniziata meno di 40.000 anni fa</a>, ha generato quattro eruzioni pliniane — quelle di massima energia, precedute da periodi di quiescenza prolungati — e circa dieci eventi esplosivi di intensità inferiore, subpliniani o stromboliani violenti.</p>
<p>L&#8217;eruzione del 79 d.C., che seppellì Pompei ed Ercolano, è il modello stesso dell&#8217;eruzione pliniana: prende il nome da Plinio il Giovane, che la descrisse in due lettere a Tacito e nella quale perse la vita Plinio il Vecchio. Quelle lettere sono i primi documenti scritti della vulcanologia.</p>
<p>La conseguenza pratica di questa differenza: sull&#8217;Etna il pericolo principale sono le colate laviche, che avanzano lentamente e consentono l&#8217;evacuazione. Sul Vesuvio il pericolo sono i flussi piroclastici, nubi di gas e materiale incandescente che si muovono a velocità incompatibili con qualsiasi fuga.</p>
<h2>Qual è più pericoloso: la risposta ribalta le apparenze</h2>
<p>Il vulcano più pericoloso non è quello più grande e attivo, ma quello più basso e apparentemente addormentato.</p>
<p><strong>L&#8217;Etna, pur essendo in attività costante, non è considerato tra i vulcani più pericolosi.</strong> La ragione è controintuitiva ma solida: proprio la sua attività continua consente al sistema di liberare energia con regolarità, rendendo meno probabili i fenomeni parossistici eccezionali che si verificano quando grandi quantità di energia si accumulano nel tempo. Le eruzioni etnee causano danni economici e disagi — la ricaduta di cenere ha più volte imposto la chiusura temporanea dell&#8217;aeroporto di Catania — ma raramente minacciano direttamente la vita.</p>
<p><strong>Il Vesuvio è invece considerato uno dei vulcani a rischio più elevato al mondo.</strong> Non per la sua attività attuale, che è nulla, ma per la combinazione di tre fattori.</p>
<p>Il primo è lo stato del condotto. Al termine dell&#8217;eruzione del 1944 il Vesuvio è entrato in una fase di quiescenza in cui il condotto eruttivo è ostruito dalle lave dell&#8217;ultima eruzione. Un condotto ostruito significa che una eventuale ripresa dovrebbe vincere quella resistenza, con un rilascio di energia potenzialmente violento.</p>
<p>Il secondo è la storia eruttiva: lunghi periodi di riposo hanno preceduto, in passato, le eruzioni di maggiore intensità.</p>
<p>Il terzo, decisivo, è l&#8217;urbanizzazione. Alle falde del vulcano vivono circa 700.000 persone. Nessun altro vulcano attivo al mondo ha una densità abitativa comparabile nella propria area di pericolosità immediata.</p>
<h2>Lo stato attuale del Vesuvio: cosa dicono i dati di monitoraggio</h2>
<p>Su questo punto conviene essere precisi, perché è dove circolano più allarmismi.</p>
<p>Dal 1944 il Vesuvio si trova in stato di quiescenza, caratterizzato da bassa sismicità e attività fumarolica, senza deformazioni significative del suolo né variazioni rilevanti dei parametri fisici e chimici del sistema. Non si registrano fenomeni precursori indicativi di una possibile ripresa dell&#8217;attività eruttiva a breve termine.</p>
<p><strong>Il <a href="https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-sismico-e-vulcanico/vesuvio/vesuvio-inquadramento" target="_blank" rel="noopener">livello di allerta è VERDE</a></strong>, stabilito dal Dipartimento della Protezione Civile sulla base del monitoraggio INGV, che non segnala alcun fenomeno anomalo rispetto all&#8217;ordinaria attività del vulcano.</p>
<p>Il Vesuvio è sorvegliato 24 ore su 24 dalla rete di monitoraggio dell&#8217;Osservatorio Vesuviano, la sezione napoletana dell&#8217;INGV, affiancata dall&#8217;Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell&#8217;ambiente del CNR. L&#8217;Osservatorio Vesuviano, fondato nel 1841, è il primo osservatorio vulcanologico al mondo: tra i suoi direttori, dal 1911 al 1914, ci fu Giuseppe Mercalli.</p>
<p>&#8220;Quiescente&#8221; non significa &#8220;spento&#8221;. Significa che il vulcano attraversa un periodo di riposo e potrebbe riprendere l&#8217;attività in futuro — motivo per cui esiste un Piano nazionale di protezione civile e una zona rossa soggetta a pianificazione.</p>
<h2>Etna e Vesuvio due vulcani, due contesti geologici distinti</h2>
<p>Non sono due esemplari della stessa cosa in scala diversa: nascono da processi differenti.</p>
<p>L&#8217;Etna sorge in corrispondenza della zona di collisione fra la placca euroasiatica e quella africana ed è il vulcano attivo terrestre più alto della placca euroasiatica. Occupa una superficie di circa 1.265 km², con un diametro di base superiore ai 40 chilometri.</p>
<p>Il Vesuvio appartiene invece all&#8217;arco vulcanico campano, in un contesto legato all&#8217;apertura del Tirreno e alla formazione della catena appenninica. È l&#8217;unico vulcano attivo dell&#8217;Europa continentale. Tecnicamente non è un cono singolo: il complesso Somma-Vesuvio è classificato come &#8220;vulcano a recinto&#8221;, in cui il Gran Cono attuale è cresciuto all&#8217;interno della caldera formata dal collasso del più antico Monte Somma.</p>
<p>Anche il paesaggio riflette la differenza. Le colate dell&#8217;Etna hanno creato le sciare, lingue di lava scoriacea nera che interrompono la continuità dei campi coltivati. Il Vesuvio, accerchiato dall&#8217;area metropolitana di Napoli, è invece un&#8217;isola di natura dentro un ambiente fortemente urbanizzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>F.A.Q. &#8211; Domande Frequenti su Etna e Vesuvio</h2>
<h3>È più alto l&#8217;Etna o il Vesuvio?</h3>
<p>L&#8217;Etna, di oltre 2.100 metri. Secondo il rilievo INGV del 12 settembre 2024 l&#8217;Etna raggiunge i 3.403 metri sul livello del mare al Cratere Voragine, la quota più alta mai misurata sul vulcano, mentre il Vesuvio si attesta a 1.281 metri. L&#8217;altezza dell&#8217;Etna varia nel tempo perché ogni eruzione significativa modifica il profilo dei crateri sommitali: prima del 2021 era di circa 3.326 metri.</p>
<h3>Qual è la differenza principale tra Etna e Vesuvio?</h3>
<p>Lo stile eruttivo. L&#8217;Etna ha un&#8217;attività prevalentemente effusiva e continua, con colate laviche che scorrono lungo le pendici; il Vesuvio ha un comportamento esplosivo e discontinuo, con lunghe fasi di quiescenza interrotte da eventi parossistici. A questa differenza si aggiungono l&#8217;età geologica — l&#8217;Etna ha diverse centinaia di migliaia di anni, il Vesuvio meno di 40.000 — e il contesto geologico, che è del tutto distinto.</p>
<h3>Qual è più pericoloso tra Etna e Vesuvio?</h3>
<p>Il Vesuvio, nonostante sia inattivo dal 1944. L&#8217;Etna, proprio grazie alla sua attività costante, libera energia con regolarità e non rientra tra i vulcani più pericolosi. Il Vesuvio invece ha il condotto ostruito dalle lave del 1944, una storia di eruzioni esplosive precedute da lunghi periodi di riposo, e soprattutto circa 700.000 persone che vivono alle sue falde: è considerato uno dei vulcani a rischio più elevato al mondo.</p>
<h3>Il Vesuvio può eruttare di nuovo?</h3>
<p>È possibile in futuro, ma non ci sono indicazioni di una ripresa a breve termine. Il monitoraggio INGV non rileva fenomeni precursori: la sismicità è bassa, non si registrano deformazioni significative del suolo né variazioni rilevanti nei parametri chimici e fisici del sistema. Il livello di allerta stabilito dal Dipartimento della Protezione Civile è verde. Il vulcano è sorvegliato 24 ore su 24 dall&#8217;Osservatorio Vesuviano.</p>
<h3>Perché l&#8217;altezza dell&#8217;Etna cambia continuamente?</h3>
<p>Perché l&#8217;attività eruttiva accumula materiale piroclastico e lavico sui crateri sommitali, modificandone il profilo. Dal 2018 a oggi la vetta si è spostata fra tre crateri diversi: dal Nord-Est al Sud-Est nel 2021, poi alla Voragine nel 2024. Le misurazioni INGV vengono effettuate tramite elaborazione di immagini satellitari e rilievi con droni, con margini di incertezza dichiarati nell&#8217;ordine di pochi metri.</p>
<hr />
<p><em>ATTENZIONE: questo articolo su Etna e Vesuvio ha finalità informative e divulgative. I dati di altezza, stato di attività e livello di allerta sono soggetti ad aggiornamento in funzione dell&#8217;attività vulcanica: per informazioni in tempo reale sullo stato dei vulcani italiani è necessario fare riferimento ai bollettini dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e alle comunicazioni del Dipartimento della Protezione Civile. In caso di eventi in corso, le indicazioni operative per la popolazione sono quelle diramate dalle autorità di protezione civile territorialmente competenti.</em></p>
<p><em>Fonti: INGV — <a href="https://www.ct.ingv.it/index.php/formazione-e-divulgazione/news/303-l-etna-si-supera-nuovo-record-di-altezza-a-3357-metri" target="_blank" rel="noopener">Osservatorio Etneo, &#8220;L&#8217;Etna si supera. Nuovo record di altezza a 3357 metri&#8221;</a>, con i dati altimetrici pubblicati nel Bollettino settimanale sul monitoraggio vulcanico, geochimico e sismico del vulcano Etna; INGV, rilievi altimetrici del Cratere Voragine di luglio e settembre 2024; INGV — Osservatorio Vesuviano, scheda &#8220;Il Vesuvio — Inquadramento&#8221; e sezione &#8220;Stato attuale&#8221;, a cura di F. Sansivero; INGV, scheda &#8220;Somma-Vesuvio&#8221;; Dipartimento della Protezione Civile, scheda rischio vulcanico &#8220;Vesuvio&#8221;; CNR, Almanacco della Scienza, con dichiarazioni di Biagio Giaccio dell&#8217;Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (IGAG-CNR). Etna e Vesuvio 2026.</em></p>
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Sicilia</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 10:10:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricca di storia e antiche vestigia Affascinante isola ricca di storia e antiche vestigia. Un ingresso speciale conduce alla scoperta della Sicilia dalla città di Messina. E proprio in questa provincia si possono scoprire dei piccoli ed incantevoli tesori nascosti che vanno a descrivere in modo completo questo lembo di terra affacciato sul Mediterraneo. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115855" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280.jpg" alt="cefalù sicilia" width="800" height="529" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ricca di storia e antiche vestigia</span></span></h3>
<p><span id="more-115812"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Affascinante isola ricca di storia e antiche vestigia. Un ingresso speciale conduce alla scoperta della Sicilia dalla città di Messina. E proprio in questa provincia si possono scoprire dei piccoli ed incantevoli tesori nascosti che vanno a descrivere in modo completo questo lembo di terra affacciato sul Mediterraneo.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio nei borghi siciliani inizia da </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castroreale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castroreale</b></span></span></a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> paesino di tremila abitanti svettante su vallate e colline di una parte della Sicilia accarezzata dal Mar Tirreno. </span></span></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Castroreale offre in ogni suo angolo una sintesi di arte e natura. Se si distoglie lo sguardo dai monumenti, questo corre subito agli splendidi panorami circostanti, come quello su Capo Milazzo e le isole Eolie che si ammira dal belvedere di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza delle Aquile.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla bellezza di un paesaggio dolce e cangiante, fatto di pendii e crinali, corrisponde un prezioso assetto urbano. Portali bugnati del XVI e XVII secolo, balconi su mensole in pietra frutto del lavoro secolare di lapicidi locali e poi le tribune dorate delle chiese, le sculture di pregio, i preziosi arredi sacri del Museo parrocchiale: sono le testimonianze del suo passato di città alleata dei re aragonesi, che Castroreale custodisce con cura.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sul fianco orientale del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una lapide del 1693 sormontata da tre aquile di marmo ricorda i privilegi concessi a Castroreale da Filippo IV di Spagna. Il portale che si apre lì accanto è di gusto tardo manieristico siciliano, così come lo è l’altro elegante portale marmoreo che si apre su piazza Duomo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La chiesa, eretta nel primo trentennio del Seicento e dedicata all’Assunta, conserva al suo interno notevoli opere d’arte, tra cui risaltano subito agli occhi l’elegante statua marmorea di Santa Caterina di Antonello Gagini, autore anche di un’acquasantiera e della scultura di Santa Maria di Gesù. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Percorrendo il corso Umberto I si arriva alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa della Candelora,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> risalente alla fine del XIV</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">secolo, che probabilmente era la cappella del castello di Federico II d’Aragona. Il portalino di tipo durazzesco e la cupoletta in stile arabo sono le sopravvivenze originarie della chiesa. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al suo interno si ammira la grandiosa tribuna di legno</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dell’altare maggiore, riccamente intagliata e indorata d’oro zecchino, magnifica espressione dell’artigianato artistico messinese in epoca barocca.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Su </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza Peculio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, si affacciano il monte di Pietà, fondato nel 1581 dalla confraternita di San Leone con finalità assistenziali, e la fiancata meridionale della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Santissimo Salvatore</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, eretta verso la fine del Quattrocento nel cuore della Giudecca, il quartiere ebraico, e successivamente ingrandita e ornata di stucchi barocchi. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma a Castroreale è necessario soffermarsi ad ammirare altri due importanti edifici sacri.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La chiesa di Santa Marina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita nel periodo normanno-svevo, che unisce elementi di gusto romanico locale con decorazioni barocche e ingloba strutture appartenenti al sistema di fortificazione aragonese. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi l’adiacente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Agata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, attestata già nei primi anni del secolo XV e ampiamente rimaneggiata nel 1857, che custodisce, oltre alla devozionale immagine seicentesca del Cristo Lungo, una splendida Annunciazione di Antonello Gagini. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Castroreale la sacralità si manifesta anche in estate con la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del Cristo Lungo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. La liberazione del paese dal colera nel 1854, attribuita al Santissimo Crocifisso, è ricordata portandone in processione il simulacro in cartapesta e a grandezza naturale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Cristo, montato su un legno alto 12 metri, viene inalberato e condotto nel pomeriggio del 23 agosto nella chiesa Madre, dove rimane esposto fino al pomeriggio del 25, quando viene restituito, sempre in processione, alla chiesa di Sant’Agata. Le operazioni di inalberamento e abbassamento del Cristo richiedono la maestria dei “forcinari” e dei portatori della “vara”.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Agosto è anche il mese di altri eventi come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castroreale Jazz,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> rassegna nata nel 2000 che ospita artisti di livello nazionale e internazionale e di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Passeggiata Notturna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, visita guidata del borgo tra danze, musica, degustazioni.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre nello stesso mese, in più, ha luogo la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Biscotto Castriciano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Chiamato anche il “biscotto della badessa”, perché ideato, secondo tradizione, dalle monache del convento delle Clarisse, è il dolce per eccellenza del borgo con aroma di semi di anice e una ricetta gelosamente custodita dai produttori locali. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esiste in due versioni: quella dura, adatta a essere inzuppata nella granita o nel vino dolce, e quella morbida, farcita con nutella o marmellata. Una nota salata viene invece offerta dagli imperdibili maccheroni di grano duro fatti in casa, conditi con ragù di maiale, oppure “alla norma” con melanzane e una spolverata di ricotta salata.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A</span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/san-marco-dalunzio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> San Marco d&#8217;Alunzio</b></span></span></a> <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si va a </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">lezione di storia dell’arte.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si visita un museo a cielo aperto racchiuso in questo antichissimo paese della provincia di Messina, alto sui Nebrodi, dai quali domina la costa tirrenica da Cefalù a Capo d’Orlando.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Rovine di un tempio ellenistico, ruderi normanni, affreschi bizantini, vasi greci d’argento a rilievo. Da qui sono passati tutti e le pietre di marmo rosso di San Marco raccontano la storia millenaria di un paese che, anche nelle murature più ordinarie, rivela materiali di architetture di epoche diverse, in una commistione culturale che è il fascino stesso della Sicilia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella parte più alta dell’abitato si scorgono i ruderi del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello di San Marco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fatto edificare da Roberto il Guiscardo a partire dal 1061 sui resti di una fortificazione preesistente. Fuori delle mura, prima di entrare nel centro storico, si nota in posizione isolata la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Marco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, costruita sopra il tempio di Ercole risalente al IV secolo a.C. e del quale non restano che pochi blocchi in pietra tufacea.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra le chiese ancora presenti sul territorio, San Teodoro, chiamata anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Badia piccola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è sorta nel XVI secolo sui resti di una cappella bizantina, ha pianta a croce greca e ciascun braccio quadrato termina in una cupoletta. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>monastero delle Benedettine</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificato nel 1545, è stato di recente ristrutturato per accogliere il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che si articola in tre sezioni, Archeologia, Arti figurative bizantino-normanne e Medioevo nei Nebrodi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’unità archeologica comprende reperti ceramici e un ricco lapidario di epoca greco-romana, e vanta tra i pezzi più interessanti un’ara sacrificale dedicata ad Augusto, mentre la sezione sulle arti figurative bizantino-normanne è posta nell’ex chiesetta detta dei “Quattro Santi Dottori della chiesa d’Oriente” per degli affreschi che raffigurano questi personaggi della chiesa orientale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La parte sul Medioevo nei Nebrodi custodisce alcuni reperti e una ricca documentazione iconografica sui principali aspetti dell’architettura, della scultura, delle arti minori e della cultura dell’intera area nebroidea fino al XIV-XV secolo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa della Madonna Annunziata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, situata all’inizio del paese come a guardia dell’abitato, fu costruita probabilmente sui resti di un tempio pagano ma nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni, alcune delle quali sono documentate da affreschi bizantini ritrovati sotto l’intonaco dei muri. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma a San Marco d’Alunzio non ci sono solo edifici sacri, ma anche eventi carichi di spiritualità, come la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del Crocefisso di Aracoeli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’ultimo venerdì di marzo. Il crocefisso è portato in processione da 33 </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>babbaluti,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> incappucciati e vestiti con un saio blu, secondo una tradizione che si ripete dal 1612.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel pomeriggio il Cristo viene posto nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sapurcu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un mausoleo allestito con drappi rossi e gialli e illuminato da centinaia di candele, che rappresenta il Pretorio di Pilato e che da terra si innalza fino alla cupola della chiesa dell’Aracoeli.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A questa segue la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa dei Santi Patroni San Marco Evangelista, San Nicola di Bari e San Basilio Magno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dal 30 luglio al 2 agosto. Vari eventi si susseguono, tra cui la processione di San Basilio con decine di torce (ceri alti un metro ornati di basilico, fiori, nastri e foulard) portate dai devoti che precedono e seguono la vara e la benedizione e distribuzione ai fedeli delle collure, ciambelline di pasta azzima. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’anima di </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montalbano-elicona/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Montalbano Elicona</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> va cercata nell’antico borgo, tornato a vivere con un progetto comunale di recupero che lo ha trasformato in albergo diffuso, un vero e proprio Medieval Resort.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono circa cinquanta le casette del centro storico, distribuite in un dedalo di viuzze, ognuna di varie dimensioni e diversa tipologia, che sono state ristrutturate e restaurate nel rispetto dell’atmosfera e dell’architettura medievale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le casette sono state destinate a campus universitari e a case albergo, in cui, dal 2008 si svolge l’</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>International Summer School</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> aperto a studenti italiani e stranieri che, tra luglio e agosto, fanno rivivere l’antico borgo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un giro nel centro storico di questo incantevole paesino conduce in un’atmosfera arcana, in cui si viene piacevolmente confusi dalla miriade di vicoli che si intrecciano fra loro formando un affascinante labirinto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’elemento storico architettonico più significativo di Montalbano Elicona è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che domina un tessuto urbano medioevale irregolare e tortuoso. Edificato su preesistenze bizantine e arabe, il castello è costituito in alto da un fortilizio normanno-svevo e in basso dal palatium fortificato svevo-aragonese. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al re Federico II d’Aragona si deve invece la ricostruzione dell’edificio e la sua trasformazione da fortezza in residenza reale per i soggiorni estivi. Grazie alla ristrutturazione operata dal re aragonese, il castello di Montalbano è una delle opere più unitarie e armoniose del medioevo siciliano. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il castello, oggi, viene utilizzato per mostre e convegni, ma è anche sede del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo delle Armi Bianche</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Unico nel meridione, è articolato in tre sezioni e copre, con intento didattico, un periodo storico che va dal X al XVI secolo, offrendo, nell’insieme, la spettacolare visione di una imponente sala d’armi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il luogo di culto più prossimo al castello è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Caterina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la cui facciata mostra un bel portale in stile romanico. Eretta intorno al 1300, conserva all’interno una pregevole statua marmorea della santa poggiata su un prezioso basamento a bassorilievo, attribuita alla scuola del Gagini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>belvedere Portello</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si abbracciano con lo sguardo le vette dei Nebrodi, il capo Milazzo e le isole Eolie. A piedi o a cavallo, lungo suggestivi sentieri, torrenti o laghetti di acque limpide, il territorio di Montalbano offre piacevoli escursioni naturalistiche alla scoperta di paesaggi di grande fascino e di misteriose testimonianze di antiche civiltà. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un notevole interesse etno- antropologico viene rappresentato dai </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cùbburi,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che potrebbero essere delle postazioni militari di un sistema di comunicazione Ionio-Tirreno, ma più verosimilmente rifugi silvo-pastorali di età preromanica, veri capolavori di ingegneria rurale in grado di garantire un’efficace difesa dal freddo.</span></span></p>
<p align="justify">
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E all’antico mondo contadino e pastorale è legata anche la tradizione gastronomica di Montalbano Elicona.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Sono innanzitutto ottimi i prodotti della pastorizia: la ricotta, fresca e salata, i formaggi e le provole, queste ultime, autentico capolavoro dell’arte casearia, presentate anche sotto forma di figure animali come i cavalluzzi di tumma. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E così pure i dolci a base di nocciole, di lavorazione artigianale, che arricchiscono i pranzi e le cene. Unici in tutta l’isola sono i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>biscotti a ciminu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, cioè con i semi di anice, dal gusto forte e particolare, legati alle festività pasquali.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una cucina fatta di elementi semplici e nello stesso tempo genuini, ricchi di sapori e profumi, come la pasta e fagioli, le fave a maccu e i maccheroni. Piatti comuni che diventano speciali grazie all’aggiunta di alcuni ingredienti come il finocchio selvatico e a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>scurcilla</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la cotica di maiale, nella pasta e fagioli, oppure </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>u sutta e suvra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (lardo e carne) e ricotta al forno grattugiata nei maccheroni al sugo di maiale. Per i secondi piatti si prediligono, in genere, gli arrosti di carni ovine e caprine.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lasciando la costa tirrenica la strada si contorce sempre di più in un susseguirsi di tornanti, finché si apre alla vista un paese di pietra allungato su un costone roccioso che sbuca dai boschi.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’impressione di essere finalmente nel cuore dei monti, a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/novara-di-sicilia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Novara di Sicilia</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è netta.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E non solo d’inverno, quando il lento fioccare della neve imbianca gli spioventi tetti di tegole di cotto e le cime dei campanili. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Patria dei mitici Ciclopi, Novara ha accolto nell’abbazia il sommesso pregare dei monaci e, nei tortuosi vicoli, il transito degli animali da soma, facilitato dal minimo salto di rottura fra un gradino e l’altro.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’immagine del paese viene dalle strade in basole di pietra, dai portali del Duomo e delle altre chiese, dalle mensole e dai supporti sottostanti degli antichi palazzi, tutte opere realizzate tra il ‘500 e il ‘700. Ma qui si può ancora vedere qualche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cannizza</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> sulla quale vengono messi ad essiccare al sole fichi, pomodori e altri prodotti della terra.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’uso della pietra, che sul territorio affiora un po’ ovunque, testimonia l’importanza dell’arte dello scalpellino che si tramandava di padre in figlio. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’arenaria è stata utilizzata nelle costruzioni civili e con elaborazioni di grande pregio in quelle religiose, dove sono presenti anche molti elementi architettonici realizzati in cipollino, un’altra pietra locale, rossa e marmorea. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel borgo si è avviato da qualche tempo il recupero delle lavorazioni artigianali (scalpellini, ebanisti e fabbri) che erano state abbandonate.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In un incantevole scenario naturale a valle di un imponente sperone di roccia si erge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rocca Salvatesta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che raggiunge i 1340 m. Oggi ne restano i ruderi, ma conserva immutata la propria bellezza. Dalla cima si gode l’ampiezza della vallata che scende verso il mare: spingendo lo sguardo sino all’orizzonte si vedono le isole Eolie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La via Dante Alighieri collega l’area del Castello al sottostante </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XVI secolo, raggiungibile anche percorrendo la via lastricata che inizia dalla piazza principale. La chiesa presenta una bella facciata monumentale con un’ampia scalinata; l’interno è a tre navate delineate da colonne monolitiche in pietra. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella parte bassa del borgo si trova invece la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa monumentale di San Giorgio Martire</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, secentesca, oggi adibita ad auditorium, presenta sulla facciata principale un gioco di rimandi con il colonnato interno su cui poggiano i tetti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ancora più suggestiva la cinquecentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Antonio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che conserva il portale in stile normanno e la torre campanaria a guglia, sontuosa e finemente decorata, oltre a custodire statue lignee e dipinti su tela.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel periodo di Carnevale, Novara di Sicilia è caratterizzata da un evento particolare come il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gioco del Maiorchino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ha inizio il 17 gennaio e consiste nel lanciare una ruzzola di cacio, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>a maiurchèa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, lungo un percorso predeterminato, da parte di squadre contendenti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il gioco culmina nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Maiorchino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il martedì grasso, con la preparazione della ricotta che viene consumata in serata insieme ai maccheroni conditi con sugo di maiale e cosparsi di maiorchino grattugiato. Novara, appunto, è nota per </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il maiorchino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un particolare formaggio pecorino stagionato da più di otto mesi, le cui forme hanno 10-12 cm di spessore, 35 cm di diametro e un peso di 10-12 kg.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Festino di Mezz’agosto, invece, ha luogo dal 14 al 16 agosto, con la tradizionale processione notturna dell’Assunta, prima patrona del borgo. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La vara dell’Assunta, illuminata da 142 candele, pesa una tonnellata e viene portata a spalla da oltre 30 uomini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il piatto tradizionale del festino di mezz’agosto è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pasta ‘ncasciada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> condita con ragù di vitello e castrato, polpette sbriciolate, melanzane, uova e pan grattato. Un altro piatto tipico, dal bel nome di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lempi e trori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (lampi e tuoni), è preparato con fagioli, cicerchia, granoturco, lenticchie e grano bolliti e conditi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altre specialità sono la ricotta infornata, le provole, le nocciole e squisiti dolci come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>u risu niru</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, riso mescolato a nocciole tostate con aggiunta di cacao, caffè, buccia d’arancia candita e cannella</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>, i cassatelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, frolle con impasto di fichi secchi, miele, cannella, nocciole, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>a pignurada</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un impastato di frolla tagliata a dadini e fritta e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i “diti d’apostolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, uno speciale cannolo di ricotta con l’involucro di pasta ricoperto di glassa.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arrivati a</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/savoca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Savoca</a> </b></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si intuisce che le pietre millenarie, i conventi, le piante e il mutevole paesaggio, hanno una voce: raccontano storie affascinanti che emergono dal polveroso passato.</span></span></span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Come quella dell’origine normanno-saracena del borgo, che prenderebbe il nome dall’arabo sabak, che significa unire, perché i saraceni avrebbero riunito in un unico mandamento i castelli della zona.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E per capire il mistero di questo posto basta alzare lo sguardo verso ciò che resta del </span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello dei Pentefur,</b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> i mitici fondatori di Savoca, una comunità di probabile origine fenicia che si stanziò, in epoca imprecisata, sul colle che ancora ne porta il nome.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Aveva ragione Leonardo Sciascia a dar credito al detto popolare secondo cui Savoca ha sette facce. Da qualsiasi parte si guardi, infatti, l’orizzonte offre scenari sempre nuovi: dall’azzurro del mar Ionio all’aspra costa calabra, dai verdi monti Peloritani all’Etna maestoso, dalle cisterne scavate nella roccia alle case separate da strapiombi dove attecchiscono il cappero e la ginestra. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sette panorami tutti diversi offerti da un borgo che accoglie tra le sue strade lastricate con blocchi di basalto di pietra lavica, le case restaurate con i tetti di coppi siciliani, i portali e le finestre in pietra locale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dalla trecentesca porta della città, costituita da un arco a sesto acuto in pietra locale, si accede al centro storico, dove subito si incontrano </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’antico Municipio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Archimandritale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di cui rimangono poche vestigia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Michele</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, di epoca anteriore al 1250, era anche il luogo di culto del castello, caro agli Archimandriti. Sul prospetto spiccano due bellissimi portali in stile gotico-siculo con archi in pietra arenaria.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Nicolò</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, impropriamente detta di Santa Lucia poiché custodisce la statua della patrona di Savoca risale all’inizio del XIII secolo e apparteneva anch’essa all’Archimandrita. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Costruita su un massiccio spuntone di roccia, sembra protesa sul vuoto.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma il più importante monumento di Savoca è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre del XII secolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, alla cui giurisdizione erano soggette tutte le altre chiese, urbane e rurali, del territorio. A tre navate con capitelli in stile romanico, ma la costruzione originaria risale al periodo normanno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui c’era la cattedra dell’Archimandrita: sul soglio ligneo, che si conserva ancora, è effigiato lo stemma archimandritale. Recentemente sono affiorati affreschi murali tardo-medievali riconducibili all’iconografia bizantina: un dipinto raffigura San Giovanni Crisostomo, il padre della chiesa cristiana d’Oriente. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il luogo si fa apprezzare per gli itinerari naturalistici. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>percorso del mito</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è collegato al Museo Comunale e si snoda, a partire dal Pizzo di Cucco, tra viottoli, antiche trazzere e colline dove abbondano i segni della civiltà contadina: casolari di pietra, recinti e pagliai dei pastori.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>percorso storico,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> consiste nelle visite guidate ai monumenti, alle chiese e ai musei del centro storico, tenendo sotto osservazione le “sette facce di Savoca”, i sette diversi punti panoramici del borgo medievale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il terzo fine settimana di novembre ha luogo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Savoca Sapori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mostra mercato dell’enogastronomia e dell’artigianato locali, con degustazione di prodotti tipici. Tra le specialità da gustare sicuramente rientrano le tagliatelle di pasta fresca fatte a mano, condite con finocchietto selvatico e ragù di maiale, sono la prima delizia che offre Savoca. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In alternativa, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i maccarruna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, maccheroni di pasta fresca con le cotiche di maiale, solo in estate sostituite dalle melanzane e, tra i secondi, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tagghiata,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una grigliata di carni suine e ovine di produzione locale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Solo qui, la famosa granita siciliana al limone è servita con la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>zuccarata,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> il biscotto locale. Savoca, poi, fa uno speciale </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pane cunzatu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, condito con olio di oliva, peperoncino e origano, e a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cuzzola,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> pasta fresca a lievitazione naturale, fritta in olio di oliva e arrostita sul carbone. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra cielo e mare</span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castelmola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> Castelmola</b></span></span><b> </b></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è la vertigine della visione.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Entrano nel suo campo visivo, in un tripudio di fichi d’India, il maestoso Etna con i paesi aggrappati alle sue pendici, la costa ionica, il golfo di Giardini-Naxos, lo stretto di Messina e le coste calabre.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un occhio vigile sul mare, le spalle alla montagna, il cuore dentro un castello in rovina.</span></span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Con le sue viuzze che si intersecano e si incontrano nella piazza principale, Castelmola rivela subito l’insediamento medievale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I colori delle abitazioni variano dal giallo al beige e al rosa antico, i tetti a falde inclinate portano ancora i coppi “alla siciliana”. L’antico arco che segna l’ingresso nel paese è rimasto isolato dopo la costruzione di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Sant’Agostino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nel 1954. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio la piazza, realizzata a mosaico in pietra bianca lavica, restituisce l’atmosfera siciliana nei marciapiedi alberati in cui sono collocati i sedili in pietra e i belvedere dai quali l’occhio spazia su Taormina. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Antonino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, riadattata ad Auditorium comunale, è in realtà molto antica e si affaccia sulla piazza, su cui si presenta anche lo storico </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Caffè San Giorgio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fondato nel ’700 dai monaci e adibito a taverna. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Presso l’Auditorium comunale, ad agosto e settembre, va in scena </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Opera dei Pupi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, lo spettacolo teatrale che rievoca le imprese dei paladini francesi contro i Saraceni affonda le radici nella storia e nella tradizione popolare siciliane.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma un’altra particolarità risiede anche nel Caffè San Giorgio: l’invenzione, da parte di Don Vincenzo Blandano, del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>vino alla mandorla</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che veniva di solito offerto in segno di benvenuto su per il colle di Mola. Pane casereccio, maccheroni fatti in casa, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cuddure </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">(ciambelle pasquali fatte con le uova),mostarda, fichi secchi con le noci, vino, olive e capperi, sono gli altri prodotti di questa terra generosa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si procede la visita di questo borgo arrivando in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> per vedere la chiesa Madre, che nel 1934 ha ricoperto di nuove forme i precedenti stili che vanno dal romanico al gotico. All’interno vi sono quattro altari marmorei posti uno di fronte all’altro e una statua lignea della Maddalena della scuola del Bagnasco. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla scorciatoia che porta a Taormina si incontra la piazzetta-belvedere con la piccola </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Biagio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, semplice e umile, la prima sorta a Castelmola dopo l’arrivo di San Pancrazio a Taormina per portarvi la religione cristiana.</span></span></p>
<p align="justify">
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Castelmola è anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Città degli Artisti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tutto l’anno, infatti, artisti di levatura nazionale e internazionale sono invitati a trascorrere un periodo a Castelmola, in case del centro storico trasformate in atelier e laboratori, in cambio del dono di una o più opere che andranno a costituire la collezione del Museo d’Arte Contemporanea.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio tra i borghi siciliani prosegue verso sud con </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castiglione-di-sicilia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castiglione di Sicilia</b></span></span> </a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il cui cuore si nasconde tra</span></span></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la neve dell’Etna mista a fiumi di lava e il gorgogliare delle acque dell’Alcantara nelle loro gole.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un territorio che è sintesi dei quattro elementi: la terra delle campagne, l’acqua dell’Alcantara, il fuoco del vulcano e l’aria di mezza montagna. L’abitato di Castiglione è posto su una collina che domina la sponda sud del fiume Alcantara e si presenta dunque come un tipico centro d’altura, con le case disposte lungo un ripido pendio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel punto più alto si confrontano le sedi del potere civile e religioso. Si arriva in salita ad una piazzetta, intitolata a Sant’Antonio, in uno dei quartieri più antichi di Castiglione, quello dei </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cameni.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In quest’area sono sparsi alcuni dei più importanti edifici civili, come i palazzi Camardi, Imbesi, Sardo. Da piazza Lauria si scende lungo la via Federico II per visitare la chiesa di San Marco di origine normanna e poi si sale una ripida scalinata che conduce ai ruderi di una fortificazione dello stesso periodo, o più probabilmente bizantina, chiamata </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castelluccio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre da piazza Lauria una panoramica strada conduce verso la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>basilica della Madonna della Catena,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la chiesa più importante del paese. Iniziata nel 1655, è preceduta da una bellissima scalinata e presenta una monumentale facciata barocca realizzata da Baldassarre Greco.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Più avanti, posto su una rupe d’arenaria, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello di Ruggero di Lauria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è di quasi certa origine normanno-sveva. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La sua importanza nelle epoche passate è tale da aver dato il nome al paese. Uscendo dal borgo e prendendo la via San Vincenzo, si trova un’altra fortificazione: un torrione cilindrico noto come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cannizzu </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">risalente al XII secolo e simbolo della città di Castiglione</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poco più a ovest, in direzione di Randazzo e in aperta campagna, si trova una delle più interessanti testimonianze dell’architettura bizantina siciliana, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cuba di Santa Domenica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Le cube sono le cappelle erette da monaci basiliani tra il VII e il IX secolo e quella di Castiglione, del VII secolo, è a croce greca con pianta quadrata. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel comune di Castiglione ricade la maggior parte del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco regionale fluviale dell’Alcantara</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, uno dei più importanti fiumi siciliani, che prende il nome dall’arabo al-Quantarah, “il ponte”, a indicare il ponte romano in pietra lavica nei pressi di Calatabiano, ammirato dai conquistatori arabi. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le profonde voragini note come le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“gole dell’Alcantara</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” sono dunque blocchi di basalto scavati dall’acqua, somiglianti a un canyon.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le colate laviche uscite dalla bocca dei vulcani un milione d’anni fa, le creste dentellate che formano le pareti rocciose a forte pendenza e le acque freddissime del fiume, hanno contribuito alla fama di queste gole alte fino a 50 metri.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad agosto Castiglione e i suoi Sapori invita tutti a gustare le specialità gastronomiche locali, dai maccheroni con ragù di maiale e ricotta al forno alle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fave a maccu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> o alla carne che si cuoce rigorosamente alla brace, sia essa di maiale, capretto o agnello. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i favolosi dolci del luogo sono da ricordare almeno le frittelle di ricotta fresca chiamate </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sciauni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, mentre </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Etna Doc </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si presenta come il vino prodotto del borgo. Nero, robusto e caldo: il vino figlio del vulcano non può essere che così. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Superando Catania ed addentrandosi nell’ entroterra isolano si trova invece </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/militello-in-val-di-catania/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Militello in Val di Catania</b></span></span></a></h4>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dove l</span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">a chiesa Matrice dedicata a San Nicolò e al Santissimo Salvatore è ricca di tesori artistici, argenti, stampe, sculture, dipinti, esposti per la maggior parte nel Museo San Nicolò realizzato nei suoi sotterranei.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La chiesa di Santa Maria della Stella, sorta dopo il terremoto del 1693, custodisce il sarcofago di Blasco II Barresi e due importanti opere del Quattrocento: la Natività, una ceramica di Andrea della Robbia, e il Ritratto di Pietro Speciale, bassorilievo attribuito a Francesco Laurana.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono due le feste patronali: quella del Santissimo Salvatore, il 17 e 18 agosto e quella di Santa Maria della Stella, il 7 e 8 settembre). Si svolge in agosto e settembre il MIFF (Militello Independent Film Fest), rassegna annuale di cinema. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ottobre è invece il mese della Sagra della Mostarda e del Fico d’India, un’occasione per degustare il fico d’India e i suoi derivati (mostarda, succhi, marmellate, dolci) e altri prodotti tradizionali, come le cassatiddine, la pipirata, la mostarda secca e i biscotti.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proseguendo nella parte nord dell’entroterra siciliano si arriva a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/troina/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Troina</b></span></span></a><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span></u></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">nella provincia di Enna.</span></span></span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qui è sicuramente da visitare la </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pinacoteca civica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Istituita nel 2016 e ubicata all’interno dei suggestivi ambienti medievali della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Torre Capitania</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La prestigiosa collezione, della quale fanno parte alcuni importanti dipinti rinvenuti nelle chiese locali, comprende opere di autori di primissimo piano fra i quali Scipione Pulzone, Rosa da Tivoli e gli eredi della bottega di Antonello da Messina. Spicca fra tutti un “Ritratto di Paolo III Farnese” di Tiziano, unica opera a sud di Napoli del Vecellio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’ </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Antiquarium archeologico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, è stato istituito nel 2015 e espone alcuni tra i più importanti reperti ritrovati nelle campagne di scavi nel territorio troinese. I reperti più antichi risalgono all’eneolitico e riguardano gli oggetti della vita quotidiana di una fattoria preistorica. Di grande valore anche i corredi funebri delle necropoli di età ellenistica e altri reperti di età romana, bizantina e araba.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Di grande importanza anche il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo della fotografia di Robert Capa,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a Palazzo Pretura, ed espone 62 foto inedite del più grande fotoreporter di guerra di tutti i tempi, acquistate dalla Fondazione Famiglia Pintaura all’International Center of Photography di New York. Riguardano scene di guerra e di vita quotidiana e sono state scattate da Capa nell’estate 1943 durante la conquista angloamericana della Sicilia.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Chiesa di Santa Lucia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si trova nel quartiere omonimo e venne fondata nel XVI secolo. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il muro meridionale della chiesa è un frammento della cinta muraria, caratterizzata da strutture a scarpe e da allineamenti basamentali realizzati da grossi blocchi squadrati provenienti dalla fortificazione ellenistica. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b> Chiesa di San Silvestro monaco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece è il luogo di culto più importante per il borgo di Troina in quanto vi sono sepolte le spoglie mortali del santo patrono. Costruita nel 1625 dai basiliani per ospitare i monaci del cenobio di Sant’Elia, custodisce la statua in marmo bianco di San Silvestro, riferibile alla scuola del Gagini</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio al santo patrono è dedicato il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festino di San Silvestro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un ciclo di manifestazioni religiose che si svolge ogni anno a Troina da metà maggio alla prima settimana di giugno. Inizia con due antichissimi pellegrinaggi ricchi di simbolismi a piedi e a cavallo e si conclude con la processione del simulacro ligneo quattrocentesco di San Silvestro.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro evento tipico è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra della vastedda co sammucu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che i svolge ogni anno a metà giugno e celebra la più prelibata eccellenza gastronomica del territorio. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La “vastedda co sammucu” è una focaccia ripiena con salame e formaggio tipici arricchita dalla fragranza dei fiori di sambuco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i prodotti dell’artigiano locale, inoltre, spiccano i manufatti in ferro battuto e in legno intarsiato, l’arte di ispirazione monastica del ricamo e la realizzazione dei tradizionali tammura (tamburi) con pelle conciata.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per gli amanti della natura e delle attività all’aria aperta non può mancare una escursione nel lago Sartori e nei </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>boschi dei Nebrodi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Luoghi meravigliosi, ricchi di vegetazione, di colori e suoni della natura, di aria pulita e di silenzio che faranno immergere il visitatore in un’atmosfera magica.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sperlinga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b><span style="font-family: Times New Roman, serif; font-size: medium;">Sperlinga</span> </b></a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">invece</span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> tutto è cominciato nelle grotte.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fin dalla preistoria la parete rocciosa che sovrasta il paese è stata scavata dall’uomo per ricavarne rifugi che nel tempo sono diventati abitazioni. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi le grotte hanno porte, finestre, alcune addirittura balconi e restano a testimoniare le antiche civiltà che hanno scelto questo luogo come dimora. Tra i Nebrodi e le Madonie, quasi al centro della Sicilia, sorge un </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castello </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">in parte scavato in una gigantesca mole d’arenaria dai Siculi a partire dal XII secolo a.C., e in parte costruito sulla stessa roccia intorno all’anno Mille.</span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fra i castelli rupestri della Sicilia, quello di Sperlinga è sicuramente uno dei più affascinanti. Al suo interno nel 1282, all’epoca dei Vespri Siciliani, si asserragliò una guarnigione francese resistendo all’assedio per un anno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oltrepassato quello che doveva essere il ponte levatoio, si entra in una serie di ambienti che portano nel cuore del castello, dove l’ingegno dell’uomo si fonde con la bellezza della natura: la roccia diventa ora scuderia, capace di ospitare decine di cavalli, ora officina per i metalli, oppure magazzino per le derrate. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro spettacolo è dato dall’”</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>aggrottato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”: tutto il fianco del castello che si riversa sul paese è interamente “traforato” da una cinquantina di grotte artificiali, scavate dall’uomo in tempi lontanissimi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Collegate le une alle altre da stradine e scalini anch’essi ricavati dalla rupe, costituiscono, nel loro insieme, un suggestivo borgo rupestre. Ognuna, al suo interno, si è trasformata in umile abitazione, con una o due stanze al massimo che ancora recano i segni dei millenni trascorsi lì dentro. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ai piedi del castello si trova la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa della Mercede</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove si conserva un pregevole crocifisso ligneo che un tempo era posto nella chiesa interna della rocca. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, a navata unica e molto semplice, fu fatta costruire dal principe Giovanni Natoli a partire dal 1597. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ai piedi del castello si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Museo etno-antropologico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In un’ampia grotta di 165 mq sono esposti, divisi per cicli produttivi, gli oggetti del lavoro contadino e di uso domestico. Sempre nello stesso luogo, il 16 agosto, si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sagra del Tortone</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una manifestazione dove si degusta il casereccio tortone, espressione di una genuina tradizione culinaria, insieme al vino locale e tra le bancarelle dei prodotti dell’artigianato.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sperlinga, infatti, è conosciuta in Sicilia per le produzioni artigianali, come le antiche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>frassate,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> variopinti tappeti tessuti a mano su vecchi telai in legno. Vi si lavorano, inoltre, la canna, il salice e l’olivastro per costruire ceste, il giunco per le fiscelle, contenitori per ricotta e formaggi, e la ferula per </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i furrizzi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i caratteristici sgabelli contadini.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella stessa data viene celebrato il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Corteo Storico delle Dame dei Castelli di Sicilia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un evento che rievoca l’episodio del 1282, quando, durante i Vespri Siciliani, una guarnigione francese nel castello rupestre di Sperlinga resistette all’assedio per un anno. Al corteo delle dame, accompagnate da sbandieratori, musicisti e figuranti, partecipa una ventina di Comuni siciliani sede di castelli. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A poca distanza si raggiunge il territorio palermitano dove si scopre </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/gangi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gangi</a> </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">una cittadina dalle origini mitiche che tramuta la roccia in arte e sembra sorgere direttamente dalla pietra.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella Sicilia che fu agricola, nell’aria fresca e montana delle Madonie, Gangi si presenta con il colore della pietra che dà volto a centinaia di case strette le une alle altre. Così appare Gangi con l’Etna maestoso sullo sfondo che, per un inganno ottico, sembra vicinissimo. Magie che si evidenziano nei vicoli medievali del centro storico, dov’è custodito un grande patrimonio architettonico e artistico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La cinta muraria trecentesca racchiudeva la parte alta della città, quella che ancora oggi conserva gli edifici più significativi. La parte più bassa si sviluppa sulle vie in salita, ripide e strette, che conducono al centro storico, le cui strade seguono curve di livello parallele e decrescenti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella città alta la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, edificata nel XVI secolo, presenta una semplice facciata in pietra, arricchita da un portale secentesco ornato di bassorilievi. Su </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Corso Umberto I</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> si affacciano i palazzi più belli, come l’ottocentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzo Mocciaro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con i suoi saloni affrescati, in uno dei quali si trova un tondo con la rappresentazione pittorica della Gangi dell’epoca.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è dominata dalla trecentesca </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre dei Ventimiglia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con la sua elegante sequenza di bifore gotico-catalane. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Era una torre di avvistamento, trasformata in torre campanaria durante la costruzione della chiesa Madre. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Accanto a questa la secentesca chiesa Matrice accoglie nel lato sinistro del presbiterio con la grande tela del Giudizio Universale di Giuseppe Salerno, che si firmava lo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“Zoppo di Gangi”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Un capolavoro di visionarietà barocca che prende a modello il Giudizio eseguito da Michelangelo per la Cappella Sistina. Da qui si arriva in breve alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Salvatore</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con guglia moresca del campanile, per vedere il crocefisso ligneo di Fra’ Umile da Petralia e l’Ascesa al Calvario di Giuseppe Salerno.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Molto importante e particolare l’“</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Itinerario Gaginiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” che coinvolge quattro Comuni delle Madonie ed è il percorso migliore per avvicinarsi non solo alle opere della dinastia artistica dei Gagini e delle loro botteghe di scultura, ma anche ai giacimenti culturali, al paesaggio naturale e all’ambiente e di questo territorio. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma Gangi non è solo arte e cultura. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Anche qui la gastronomia gioca un ruolo di primo piano. Il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>caciocavallo di Gangi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è un formaggio pecorino di primo o secondo sale, stagionato e con grani di pepe</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il menu gangitano inizia con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la pasta ccu maccu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ditaloni conditi con purea di fave verdi, e prosegue con il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>castrato al forno con patate</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ovvero carne d’agnellone cotta al forno e aromatizzata con vino rosso, rosmarino e spezie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’alternativa è un piatto di Quaresima, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>baccalà fritto con contorno di finocchietto selvatico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Anche i dolci rispettano le tradizioni: a Natale la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cucchia,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> pasta frolla ripiena di mandorle, uva passa e fichi secchi, mentre in estate e autunno </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i mastacuttè</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, biscotti di farina, zucchero e succo di fichidindia.</span></span></p>
<h4 align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/petralia-soprana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Petralia Soprana</b></span></span></a> <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è un borgo che dai suoi tre belvedere domina buona parte della Sicilia.</span></span></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si tratta del </span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>belvedere di Loreto</b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che comprende nello sguardo l’Etna e, in senso orario, Enna, Caltanissetta e la vallata del fiume Imera, quello </span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>del Carmine </b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che offre il panorama della Sicilia occidentale verso Palermo, e quello di </span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Duomo</b></span></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che volge a est verso Gangi abbracciando l’Etna sullo sfondo.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nell’arroccato centro storico con vista sui campi, gli artigiani che producevano tappeti con gli antichi telai, i contadini e i pastori che rifornivano il borgo di verdure, formaggi e salsicce, i frati francescani, come frate Umile, che scolpivano crocifissi, rispondevano alle leggi di un mondo che non esiste più, ma che a Petralia sembra ancora incredibilmente vicino.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza San Michele</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che ha al centro una fontana circolare e prende nome dalla secentesca chiesa dedicata al santo, si arriva in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, frutto della ristrutturazione del 1929. Sulla piazza si affacciano il neogotico </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo municipale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un tempo convento dei Carmelitani e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Pottino dei marchesi di Eschifaldo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con la sua fuga di stanze al piano nobile e affreschi ottocenteschi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si arriva poi in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Frate Umile</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dedicata al frate cappuccino Umile Pintorno da Petralia, autore dal 1623, l’anno della peste nera in Sicilia, di 33 crocifissi scolpiti in legno che si trovano sparsi in Italia meridionale e all’estero. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Percorrendo una stradina si arriva nella scenografica </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Duomo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, su cui si affaccia la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’esterno ha un colonnato che le corre lungo un fianco ed è racchiusa tra un campanile di epoca normanna e un campanile settecentesco. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il comune di Petralia Soprana è interamente compreso nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Parco delle Madonie</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, 40mila ettari di natura protetta in territorio per lo più montano, dove campi coltivati si alternano a pascoli e, solo in minima parte, alla macchia mediterranea. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>frazione Raffo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> una grande miniera di salgemma fornisce ancora oggi il celebre “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sale di Sicilia”. </b></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un luogo in cui è presente un’area espositiva di sculture di salgemma a cui, ogni due anni ad agosto è dedicata la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Biennale Internazionale di Scultura del Salgemma</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, accompagnata dalla Sagra del Sale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro evento particolare è il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Matrimonio Baronale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la notte di Ferragosto. Una rievocazione storica con sfilata in abiti del Settecento e itinerario gastronomico. Qui la cucina è contadina e mediterranea. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In particolare si apprezzano le minestre: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lenticchie aromatizzate con i finocchietti selvatici</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> verdure selvatiche come la cicoria e la borraggine che acquistano gusto grazie all’altitudine. Quando queste verdure sono cucinate insieme si ottiene la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>virdura maritata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i formaggi, spiccano il pecorino, fresco o stagionato, il caciocavallo e la ricotta fresca. Le carni allevate nel territorio sono quelle di bovino di razza meticcia, ovino, mentre sono molto gustose le salsicce, compresa quella asciutta. Di vecchia tradizione i dolci, come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>u risu duci</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la natalizia </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cucchia,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> l’a</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ceddu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che invece è pasquale e i biscotti alla cannella </span></span></p>
<h4 align="justify"><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/geraci-siculo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Geraci Siculo</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, adagiato sulla schiena rocciosa di un colle, ha una struttura urbanistica di strade strette e tortuose, vicoli e cortili, dove ancora è evidente l’impronta medievale.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La visita al borgo inizia dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>bevaio della Santissima Trinità</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, fatto costruire dal marchese Simone Ventimiglia sulla base di un rettangolo di 20 metri di lunghezza con due fontane laterali in pietra. Da lì si percorre l’acciottolata </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>via Biscucco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> per arrivare al castello di probabile origine bizantina, che sotto i Ventimiglia divenne una fortezza militare. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Anna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la cappella palatina dei Ventimiglia, dove era custodito sin dal 1242 il teschio di Sant’Anna, invece domina sulle rovine, sugli angoli mozzati delle torri e gli squarci nelle feritoie, </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Percorrendo le viuzze medievali si arriva al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzetto nobiliare in Largo Greco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e infine in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il salotto di Geraci, su cui si affacciano la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Collegio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre di Santa Maria Maggiore,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> consacrata nel 1495 ma di realizzazione più antica, come si desume dal portale della metà del XIV secolo.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sentieri montani si aprono a poca distanza dal borgo, inserito anch’esso nel Parco Regionale delle Madonie.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Le montagne sono incise da profondi canaloni e presentano guglie rocciose, canyon, tra cui è spettacolare </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>quello di Gonato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sul versante di Castelbuono e Geraci, e le caratteristiche grandi doline (“quarare”) della zona centrale del massiccio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La ricorrenza religiosa più sentita dai geracesi è il Santissimo Crocifisso, ogni 3 maggio. Una lenta processione in cui ogni devoto a piedi scalzi porta un cero, in segno di ringraziamento per le grazie ricevute.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ogni sette anni, invece, la terza domenica di luglio, si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cavalcata dei Pastori</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che consiste in una sfilata a cavallo che parte dall’abitazione del “cassiere”, il più anziano e autorevole tra i pastori, un tempo il capo della comunità, e termina nella chiesa Madre dopo aver percorso le vie del paese. Montando cavalli riccamente bardati e indossando i costumi tradizionali, i cavalieri portano in offerta i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cavaddruzzi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palummeddri</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, animaletti di caciocavallo da loro stessi realizzati.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio i formaggi, tra cui ricotta, caciocavallo e primosale ripieno di acciughe salate alla brace vengono ancora prodotti nei </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“marcati”,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> luoghi dove i pastori rinchiudono gli armentie danno vita a queste prelibatezze. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Solo a Geraci, inoltre, cresce un fagiolo verde largamente usato in cucina, ad esempio con un sugo di carne e patate nel piatto che si chiama a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pittrina ca fasola</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Ma oltre a questo meritano una menzione altri piatti a base di carne, come gli squisiti </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sasizunedda ca addauro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ovvero polpette di carne tritata avvolti in foglie d’alloro, e di formaggio, tra cui la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>tuma con le acciughe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e la tuma con lo zucchero. Tra i dolci spiccano quelli di mandorle chiamati </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>serafineddi e vuccunetta</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nonché le cassate, biscotti di pasta frolla con ripieno di marmellata di zucca o di fichi secchi.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il viaggio prosegue in direzione del mare scoprendo la meravigliosa </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/cefalu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cefalù</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> dove vivono leggende che incrociano culture diverse e incontrano la storia</span></span>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115855" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280.jpg" alt="cefalù sicilia" width="800" height="529" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cefalu-3749526_1280-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il pluralismo culturale qui si spiega anche col fatto che il popolo di questa città è profondamente legato al mare, ne sente il respiro, il profumo e la sua apertura verso il molteplice e l’inconsueto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cattedrale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è l’asse su cui ancora ruota l’intera città storica, inserita in un contesto ambientale di grande fascino, tra il vasto orizzonte marino e il tozzo monte cui è addossata. Rimane un mistero il motivo per cui Ruggero II volle edificare una chiesa così imponente, destinata a diventare anche il suo mausoleo in questa piccola città. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma il re normanno eresse qui il suo capolavoro: tanto grande da uscire quasi dal campo visivo, severo nel blocco compatto delle due torri e prezioso per il caldo colore dorato delle cortine murarie e lo sfavillio dei mosaici all’interno. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La cosa straordinaria è che il tempio normanno, condizionato da prescrizioni liturgiche bizantine, fu realizzato da architetti e maestranze islamiche, presenti ancora in Sicilia nell’ambito di quel linguaggio culturale che legava l’isola alle regioni del nord Africa. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’interno della cattedrale è dominato dal solenne ritmo del colonnato e dall’immagine incombente del Cristo Pantocratore nel catino dell’abside, tutto a mosaici su fondo oro, con scritte in greco e latino, di pregevolissima fattura bizantina. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lasciata questa imperiale meraviglia si va alla scoperta delle altre bellezze della Cefalù medievale, tra cui </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Maria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in piazza Duomo e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’osterio Magno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in Corso Ruggero. Quest’ultimo edificio, risalente al XIII secolo, fu probabilmente costruito su una struttura preesistente, identificata, secondo una falsa tradizione, con la residenza di re Ruggero. Di proprietà dei conti Ventimiglia, conserva due belle bifore duecentesche e una trifora trecentesca ed è oggi adibito a spazio espositivo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Cefalù è straordinaria anche la tradizione gastronomica, fatta di sapori e prodotti genuini, anche certificati: olio Dop, vino Doc, pasta del “granaio di Sicilia”, formaggi tipici, carni di qualità allevate nei pascoli madoniti, diverse specialità di pasticceria. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Cefalù ha il profumo del mare, e dal mare trae origine gran parte dei piatti tipici. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma la regina della cucina è a base di carne: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la pasta ’a taianu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (pasta al tegame) è una golosa e poetica unione di sapori e profumi</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">condita con ragù, carne e melanzane fritte e piatto forte della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa del SS. Salvatore.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quest’ultimo, santo patrono a cui è dedicata la cattedrale, viene celebrato dal 2 al 6 agosto con liturgie, processioni, luminarie, musica e mercato, elementi principali della festa più importante di Cefalù, al cui interno trova spazio da tempo immemorabile un rito laico, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la ‘Ntinna a mare.</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Si svolge il 6 agosto ed è una gara d’equilibrio: bisogna conquistare una bandiera posta all’estremità di un palo sospeso sull’acqua dalla banchina del molo e cosparso di sego e sapone.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Continuando sulla costa siciliana affacciata sul Tirreno si conosce la provincia trapanese con un borgo affascinante come </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/erice/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Erice</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115856" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/castle-3430266_1280.jpg" alt="erice sicilia" width="800" height="468" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/castle-3430266_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/castle-3430266_1280-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/castle-3430266_1280-768x449.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il monte su cui sorge è stato, in tempi remoti, sede del culto di una dea della fecondità deputata anche all’amore. Afrodite per i Greci, Venere Ericina per i Romani, una dea che dal monte Eryx – punto di riferimento per i naviganti – proteggeva chi andava per mare</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ciò che resta oggi dell’antico castello di Venere è opera dei Normanni che per la sua costruzione reimpiegarono probabilmente il materiale proveniente dal tempio della Venere Ericina. Il castello era recintato da torri collegate fra loro da due cortine merlate e da un ponte levatoio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Accanto alle torri si trova </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il Balio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, bellissimo giardino all’inglese da dove si gode un panorama che comprende da una parte la costa tirrenica del golfo di Trapani, dalla particolare forma a falce, e il monte Cofano, dietro il quale si intravede la punta di San Vito lo Capo. Sull’altro, versante, invece si scorgono il porto di Trapani con le sue saline, le isole Egadi e l’isola di Mozia fino a Mazara del Vallo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Porta Trapani </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">si apre il corso Vittorio Emanuele che porta alla piazza centrale. Lungo il corso, e nelle viuzze intorno, sfilano le facciate barocche dei palazzi e le emergenze principali, dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Martino,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di probabile origine normanna e rifatta alla fine del Seicento, all’impianto urbanistico medievale che circonda la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Albertino degli Abbati</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, pure secentesca.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al centro del reticolato medievale si trova il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>complesso di San Pietro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con monastero e chiesa tardo trecentesca rifatta nel 1745. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da via Guarnotti si entra in </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza San Domenico</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, da dove ci si immette in via Cordici per raggiungere </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza Umberto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, su cui si affacciano il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Municipio, la Biblioteca Comunale e il Museo Antonio Cordici.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Costeggiando il retro di palazzi del Sei-Settecento si arriva alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa Madre,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che sta di fronte alle mura ciclopiche del periodo elimo-fenicio databile intorno al VIII-VII secolo a.C. Eretta nel 1314 per volere del re Federico d’Aragona che si rifugiò a Erice durante la guerra del Vespro, presenta un campanile quadrangolare con bifore che aveva funzione di torre di avvistamento, </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Una delle tipicità di Erice sono i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dolcetti “di riposto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, ripieni di conserva di cedro, rifiniti dalle artigiane pasticcere che si tramandano la ricetta appresa dalle suore del convento di clausura di San Carlo. E ancora i mostaccioli, le paste volanti, i biscotti al latte fanno bella mostra di sé nelle pasticcerie per il piacere degli occhi e del palato.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altra eccellenza del borgo è l’olio extravergine d’oliva certificato dalla Denominazione di origine protetta (Dop) Valli Trapanesi e i vini a Denominazione di origine controllata (Doc) ricavati da vitigni autoctoni dell’area collinare circostante quali </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Grillo e Inzolia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che accompagnano i piatti saporiti della cucina ericina e trapanese.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poco distante </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/salemi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Salemi</b></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> caratterizzato da un </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sistema Museale </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che vanta un corposo patrimonio artistico.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esso comprende il museo d’arte sacra, il museo archeologico, il museo della mafia, la biblioteca comunale e il centro per il cinema indipendente “Kim”, </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre a prendere parte all’ offerta culturale di Salemi, è gradevole anche fare una passeggiata nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Rabato</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’antico quartiere arabo, visitare il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Castello Normanno Svevo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ma anche le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>aree archeologiche di Mokarta, Monte Polizo e San Miceli.</b></span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E se tra tanto girovagare dovesse venir fame bisogna provare la “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>busiata”</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> da gustare con diversi sughi e piatto tipico di Salemi. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da provare anche le “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>alivi scacciati</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” (olive schiacciate), le “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>milinciani sutt’ogghiu</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” (melanzane sott’olio) e le sarde a beccafico. I dolci tipici sono quelli con la ricotta, come le </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“cassatedde” e la sfincia, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">mentre la tradizione offre</span></span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>buccellato,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> impasto di pasta frolla, a forma di ciambella e farcito con uva passa, mandorle e scorze d’arancia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si segnala, inoltre, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vastedda della Valle del Belice</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, formaggio di latte di pecora a pasta filata, unico in Italia, prodotto tipicamente nella stagione estiva e ottenuto con latte ovino intero, crudo, ad acidità naturale di fermentazione. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un piccolo viaggio conduce nel territorio di Agrigento e precisamente a </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sambuca-di-sicilia/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sambuca di Sicilia</b></span></span> </a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che racchiude un po’ l’anima di questa splendida regione.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le stradine del quartiere saraceno, gli archetti che uniscono le casette dei vicoli, la fitta rete di abitazioni, ma anche i cognomi e gli usi linguistici, richiamano alla mente l’emiro Al-Zabut che, costruendo la sua fortezza, inaugurò quattro secoli di dominazione araba. Poi, sopra il bastione fu costruita la chiesa Matrice e Sambuca acquistò un’altra anima con il colore caldo tipico della pietra arenaria, le chiese barocche, i cortili e le scale di sapore catalano</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo sviluppo urbano del paese segue due direttrici: quella araba “dentro le mura”, che si proietta fino a tutto il Cinquecento con l’infittirsi delle residenze attorno alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fortezza di Zabut</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, e quella sei-settecentesca “fuori le mura”, con il palazzo comunale a fare da cerniera.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lungo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>corso Umberto I</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> gli edifici signorili, segnati dalla presenza della pietra arenaria e dagli archi passanti che collegano le vie principali ai cortili, si alternano con i luoghi di culto. A metà corso, si segnalano i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzi Di Leo </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giuseppe</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il suo portale in pietra bianca d’ispirazione chiaramontana. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Caterina d’Alessandria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con il suo opulento apparato decorativo è espressione dell’architettura barocca, esaltata da stucchi, statue allegoriche e colonne tortili. Sempre sul corso si trovano l’ottocentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Ciaccio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> in pietra arenaria, il bel prospetto della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa del Purgatorio,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> adibita a Museo d’Arte Sacra e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Oddo (o dell’Arpa)</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ascrivibile al linguaggio classicista della metà del Settecento. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo palazzo, sede del municipio, immette in quella che era la “città murata”. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da qui, infatti, cambia la geografia urbana del paese: le strade si infittiscono, si aggrovigliano, per poi aprirsi in inattesi slarghi irregolari, ritrovandosi all’interno del quartiere arabo, nel cuore antico di Sambuca, in un groviglio disordinato di vicoli, una casbah con case a uno o due livelli e talvolta con scale rampanti esterne, e con le fughe dei tetti in coppi siciliani che declinano l’una sull’altra. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per restare a Sambuca, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monte Genuardo e la Riserva naturale orientata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a 1180 m. s.l.m. sono meta di passeggiate e trekking. A oriente di Monte Genuardo corre la valle segnata dai castelli arabi, che controllavano la via dei commerci dal porto di Sciacca sino a Palermo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Meritano, inoltre, una visita la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>torre di Pandolfina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di metà Quattrocento, che si erge a difesa della masseria, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la torre di Cellaro</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> del XI secolo sulle sponde del lago Arancio e, poco distante, i resti del </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fortino arabo di Mazzallakkar</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sambuca di Sicilia è anche il luogo dove sono state ideate </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>le minni di virgini</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, i “seni di vergine. La tradizione ne attribuisce il merito ad una monaca del Collegio di Maria, incaricata nel 1725 dalla marchesa di Sambuca di preparare un dolce per il matrimonio del figlio. Fu così che Suor Virginia prese spunto dalle colline che circondano Sambuca e ottenne una pasta con ripieno di crema di latte, cioccolato e zuccata, ricoperta con glassa di zucchero,</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Arrivati nel territorio di Caltanissetta si scopre </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sutera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sutera</b></span></span> </a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un collare di case di pietra intorno alla rupe gessosa del Monte San Paolino che domina la valle del fiume Platani.</span></span></span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proprio in questa valle l’isolamento e l’emigrazione hanno custodito uno dei luoghi più belli di Sicilia. </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle grotte e negli anfratti formati dai fenomeni carsici si è mossa la civiltà sicana. Negli ipogei restano tracce dei monaci basiliani. Gli Arabi hanno fondato il loro villaggio tra gli spuntoni di roccia, distribuendo i dammusi sotto la rupe gessosa del monte, dall’alto del quale nei giorni limpidi lo sguardo si posa sull’Etna e sul mare di Agrigento. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il villaggio arabo è ancora leggibile nell’impianto urbanistico, soprattutto dall’alto del monte, da dove si ammirano i vecchi tetti di coppi siciliani e l’intrico di stradine tipico di una casbah araba. Da quel modello è derivata la casa contadina siciliana a un solo piano, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il dammuso</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con una singola stanza soppalcata, realizzata in gesso.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il Rabad</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, quartiere all’estremità del paese fondato dagli Arabi intorno all’860 d.C.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">era un insieme di case dalle mura di gesso abbarbicate le une alle altre, stretti vicoli, ripide scalinate, bagli e terrazzi. L’insediamento arabo è sepolto sotto i diversi strati edilizi: sulla moschea edificata intorno all’875, il barone Giovanni Chiaramonte nel 1370 innalzò la compatta massa della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria Assunta,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ristrutturata nel 1585 e dotata di un elegante portale rinascimentale.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Rabad durante il periodo natalizio, si trasforma in un presepe Vivente illuminato da torce e falò. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un teatro naturale, con le sue antiche case e le stradine strette, in cui 150 attori fanno rivivere i mestieri della civiltà contadina d’inizio Novecento, tra cantastorie e degustazioni di cibi come li ciciri, lu pani cunzatu, la minestra di maccu e la guastedda.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da qui, lungo una scalinata di 183 gradini distribuiti in quattro rampe, si sale al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monte San Paolino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, alto 812 metri, sul cui terrazzo Giovanni Chiaramonte nel 1370 fece erigere sulle strutture dell’antico castello bizantino il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>santuario di San Paolino. </b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa di San Paolino, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il martedì dopo Pasqua prevede che il reliquiario del santo, un’urna aragonese di finissimo argento del 1498, venga portato in processione dalle confraternite del Sacramento, dello Spirito Santo e di Maria Santissima degli Agonizzanti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella collina di San Marco, infine, caratterizzata da roccia gessosa e friabile frantumata in grotte, si ammirano in un anfratto </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i figureddi,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> affreschi in stile bizantino che rappresentano i quattro Evangelisti, la Madonna e San Paolino, probabile opera di monaci basiliani tra il IV e il VI secolo. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella provincia di Ragusa si visita </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/monterosso-almo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monterosso Almo</b></span></span></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">che all’interno del centro storico presenta una visione di vecchia Sicilia. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’atmosfera rurale che affascina e porta in superficie odori e sapori di un territorio bellissimo come la campagna iblea, con i suoi muretti a secco, le sue masserie e i suoi carrubi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In più a Monterosso si respira aria di montagna e la natura generosa dei dintorni regala panorami e visioni bucoliche. Un borgo pronto a far conoscere i suoi gioielli, a partire dalla vasta </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza San Giovanni,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> chiamata in dialetto u chianu, il piano, in rapporto con l’andamento a saliscendi del borgo, che segue le curve della montagna.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un lato della piazza è occupato dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Giovanni Battista</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, posta su un terrazzamento naturale e al termine di un’ampia scalinata che le conferisce un aspetto fastoso e scenografico. Gli altri lati della piazza sono occupati dal secentesco </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo dei baroni Noto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e da tre edifici ottocenteschi e neoclassici: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il municipio, palazzo Sardo e il monumentale palazzo Cocuzza</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A completare la piazza è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Sant’Anna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, appartenente ai frati minori riformati che l’inaugurarono nel 1652. L’origine francescana ha fatto sì che il barocco che la riveste fosse semplice e non sfarzoso. Ai frati apparteneva anche l’attuale circolo di conversazione donato ai cittadini laici, arredato con mobili d’inizio Novecento.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo un paio di curve si arriva in piazza Sant’Antonio, dove si fronteggiano due chiese. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La prima, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la chiesa Madre</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, ricostruita dopo il sisma del 1693, sorge in cima a un’ampia scalinata e si presenta con una facciata neogotica che vagamente ricorda l’architettura religiosa dell’Italia centrale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La seconda chiesa, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dedicata a Sant’Antonio Abate</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693 con una facciata abbellita da un portale tardo barocco ad arco spezzato e coronata da un campanile a vela con tre celle aperte e balaustre in pietra </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A pochi km da Monterosso, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>complesso rupestre delle Grotte dei Santi,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nell’area di un cimitero cristiano tardo antico in cui si stabilì un gruppo di monaci, custodisce tombe con affreschi paleocristiani, trasformate col tempo in abitazioni. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Altri siti archeologici sono </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’ipogeo di Calaforno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un sepolcreto di 35 camerette scavato nel calcare e risalente all’età del rame e il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sito di Monte Casasia</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dai cui 836 metri si godono panorami intatti e stupefacenti. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A Monterosso, la prima domenica di settembre, si svolge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Festa di San Giovanni.</b></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Conosciuta dal 1559, lo spettacolare evento richiama emigrati e turisti che assistono alle due processioni e ai riti di uscita e rientro nella chiesa di San Giovanni del simulacro del santo portato a spalla sulla “vara” e accompagnato dai fedeli con grossi ceri gialli in mano. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il terzo sabato dopo Pasqua, con una sagra dedicata, si celebrano i </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cavatieddi Monterossani</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, pasta fatta in casa, arrotolata con le dita e condita con sugo</span></span>. <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Seguono nel menu la carne arrostita di cinghiale, agnello o maiale e la salsiccia.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma in realtà è il pane la specialità di Monterosso. A pasta dura, o condito con olio, sale, origano e formaggio, ha una bontà d’altri tempi. Ci sono anche i pani per le ricorrenze speciali, a forma di seno per la festa di Sant’Agata o di occhi per quella Santa Lucia. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A due passi dalla Valle di Noto, dove arte e cultura sono ancora più visibili, si viene accolti da </span></span><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/palazzolo-acreide/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palazzolo Acreide</b></span></span></a> <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dichiarata con altre sette città del Val di Noto “Patrimonio dell’Umanità” per le sue architetture barocche.</span></span></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>piazza del Popolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ecco uno dei gioielli del barocco siciliano, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Sebastiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Ricostruita dopo il terremoto del 1693, presenta una scenografica gradinata e una facciata a tre ordini, opera di Mario Diamanti. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sul lato ovest della piazza, il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo del Comune</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha una struttura architettonica classica con intagli decorativi in stile liberty, mentre in corso Vittorio Emanuele il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>palazzo Judica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ha una facciata in stile barocco con mensoloni e decorazioni ispirati a figure della classicità. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla fine del corso, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dell’Immacolata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dalla sinuosa facciata barocca convessa, custodisce una statua in marmo bianco di Carrara della Madonna col Bambino, capolavoro rinascimentale dello scultore dalmata Francesco Laurana. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ancor più notevole è la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>basilica di San Paolo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con la sua facciata barocca “a torre”, attribuita a Vincenzo Sinatra, e un prospetto che si presta a bellissimi giochi di luce definendo un indiscutibile capolavoro. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa dell’Annunziata</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, un altro gioiello del barocco locale, è stata riedificata ad opera di Giuseppe Ferrara dopo il terremoto del 1693, vanta una facciata caratterizzata da quattro colonne tortili binate, e un interno a tre navate con un prezioso altare di marmo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Da Palazzolo Acreide, inoltre, sono possibili tre itinerari guidati: il primo, archeologico, con visita </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>all’area di Akrai e al Teatro Greco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il secondo, sia naturalistico sia archeologico, con visita ai </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ddieri di Baulì,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> abitazioni scavate nella roccia in periodo bizantino a Baulì, tra Noto e Palazzolo, e alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>necropoli di Pantalica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con le sue 5mila tombe a grotticella della tarda età del bronzo scavate nella roccia. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il terzo, invece, ha natura etno-antropologica e riguarda la</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Casa-Museo Antonino Uccello,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> realizzata da Antonino Uccello, studioso di cultura materiale e tradizioni popolari, al pianterreno del palazzo Ferla-Bonelli, in cui sono custoditi gli oggetti della civiltà contadina e le tradizioni silvo-pastorali del territorio.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il tour tra i borghi della Sicilia si conclude a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/ferla/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ferla</a> </b></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dove batte </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">il cuore pulsante della storia in questo piccolo centro della Val di Noto ricostruito dopo il terremoto del 1693.</span></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Così questa parte dell’isola, ricostruita nelle esuberanti forme del barocco, è diventata un atlante di architetture preziose ed eleganti. Oggi, nell’impianto urbanistico risultato della ricostruzione settecentesca, risplendono soprattutto le chiese, una più bella dell’altra, poste su un percorso, la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“via sacra”,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che è un ininterrotto scenario barocco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Si arriva al borgo attraversando l’altopiano dei Monti Iblei, spesso coltivato a grano e caratterizzato dalla presenza di mandorli, di ulivi e carrubi centenari, mucche al pascolo e una fitta rete di muretti a secco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il paese accoglie tra i ruderi dei rioni medievali, spesso riutilizzati come stalle o orti, e le vecchie stradine del quartiere Carceri Vecchie da cui, partendo da una chiesa bizantina, si snoda il percorso di sepolcri e grotte. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Via Vittorio Emanuele</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è la via Sacra, perché lungo di essa si ergono i cinque edifici religiosi del centro storico di Ferla.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La prima chiesa che si incontra nella parte meridionale della strada è quella del Carmine </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dedicata a Santa Maria del Carmelo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e collegata al convento abolito nel 1789. La facciata settecentesca, in conci squadrati di pietra da taglio bianca, presenta due diversi ordini architettonici, dorico e ionico. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Proseguendo lungo il “percorso sacro” si arriva alla </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di San Sebastiano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la più grande del paese, eretta dall’architetto siracusano Michelangelo di Giacomo nel 1741 e si presenta con un impianto a tre navate con otto cappelle. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’incontro successivo è quello con </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la chiesa Madre</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che reca sul portale l’esemplare più antico dello stemma comunale. Anche qui il prospetto è costituito da due ordini architettonici e l’apparato decorativo interno è ricco di stucchi e sculture. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa seguente, quella di Sant’Antonio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, è la più bella, grazie alla flessuosa facciata barocca costituita da tre corpi concavi, di cui i due laterali sormontati da torri campanarie, mentre l’interno è uno spazio dinamico e inedito per le architetture coeve dell’altopiano ibleo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Risalendo lungo la via Garibaldi, si raggiunge la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>chiesa di Santa Maria</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, l’ultima del percorso sacro, che è stata convento nel XV secolo, poi scuola e carcere, e merita una sosta per la presenza di un crocifisso ligneo di Frate Umile da Petralia del 1633.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alla fine di via Vittorio Emanuele si ha invece un esempio di “nuova frontiera” architettonica nell’edificio che comprende </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’ecostazione e la Casa dell’Acqua</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sintesi di sostenibilità ambientale e innovazione, allestito con materiali riciclati e resi nuovamente funzionali. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad un km da Ferla, su una balza rocciosa, è stata rinvenuta la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>necropoli di San Martino</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una serie di sepolcri ipogei di età cristiana all’interno di anfratti già impiegati nell’età del Bronzo. Si tratta di sepolture ad arcosolio e baldacchino, la principale delle quali è nota come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“grotta di Dionisio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” per un’iscrizione rinvenuta, relativa a un importante presbitero locale di nome Dionisio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ferla non regala solo splendidi edifici di culto, ma anche piccoli capolavori per il palato, come la focaccia casereccia ripiena di bietole selvatiche, pomodorini essiccati e tocchetti di salsiccia, e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>la salsiccia di suino di Ferla,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> apprezzata in tutta la regione. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ottimi i dolci, dalle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>cassatine pasquali</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ripiene di ricotta dolce e cannella, alle </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sfingi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, zeppole fritte nell’olio e condite con miele o zucchero. Quasi ogni famiglia di Ferla, inoltre, possiede un piccolo appezzamento di terreno in cui coltiva l’ulivo, fonte dell’eccellente olio extravergine degli Iblei.</span></span></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 2013, Monte Etna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 07:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Il Monte Etna, chiamato anche Mongibello, è un sito iconico che comprende 19.237 ettari disabitati sulla costa orientale della Sicilia. L’altezza massima del cono vulcanico oggi supera i 3300 metri su 40 km di diametro di base, con un serbatoio magmatico che si trova a 20 km di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132272" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/etna-g9337b2c3e_1280.jpg" alt="monte etna" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/etna-g9337b2c3e_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/etna-g9337b2c3e_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/etna-g9337b2c3e_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-132271"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il <strong>Monte Etna</strong>, chiamato anche <strong>Mongibello</strong>,</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">è un sito iconico che comprende 19.237 ettari disabitati sulla costa orientale della Sicilia. L’altezza massima del cono vulcanico oggi supera i 3300 metri</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">su 40 km di diametro di base, con un serbatoio magmatico che si trova a 20 km di profondità sotto la superficie terrestre. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tali dimensioni lo rendono il vulcano terrestre più imponente d’Europa e dell’intera area mediterranea. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Negli ultimi tre millenni, l’attività vulcanica si è manifestata con colate laviche fluide e lente e piccole esplosioni che interessano solo la bocca eruttiva. Una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra e di processi geologici in atto, nei quali si sviluppano significative caratteristiche della superficie terrestre.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Secondo il mito, l’attività di ceneri ed eruzioni laviche del vulcano sarebbero il ‘respiro’ infuocato del gigante Encelado, sconfitto da Atena e intrappolato per l’eternità in una prigione sotterranea sotto il Monte Etna, e i terremoti sarebbero causati dal suo rigirarsi tra le catene.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Etna</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, la montagna più alta dell&#8217;isola del Mediterraneo e lo stratovulcano più attivo del mondo, per il suo eccezionale valore naturalistico, geologico, biologico ed ecologico è diventato<a href="http://whc.unesco.org/en/list/1427" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Patrimonio UNESCO nel 2013. </a></span></span><u></u></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La storia eruttiva del vulcano può essere fatta risalire a 500.000 anni fa e almeno 2.700 anni di questa sono stati documentati.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’Etna è anche uno dei vulcani più studiati e monitorati al mondo e riveste un’importanza scientifica e culturale globale, per la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienze della terra.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il vulcano sostiene anche importanti ecosistemi terrestri tra cui flora e fauna endemiche e la sua attività lo rende un laboratorio naturale per lo studio dei processi ecologici e biologici. Il variegato e accessibile insieme di elementi vulcanici come crateri sommitali, coni di scorie, colate e grotte laviche, assieme alla depressione della Valle de Bove hanno reso l&#8217;Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l&#8217;istruzione.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=849" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’Etna è uno dei vulcani più attivi del mondo</a> e uno straordinario esempio di processi geologici continui e formazioni vulcaniche. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo stratovulcano è caratterizzato dalla quasi continua attività eruttiva dai crateri del suo vertice e abbastanza frequenti eruzioni e colate laviche dai crateri e fessure sui suoi fianchi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi l&#8217;Etna è uno dei vulcani meglio studiati e monitorati al mondo, mentre i confini della proprietà sono chiaramente definiti e racchiudono le più importanti caratteristiche geologiche dell&#8217;Etna. La proprietà comprende pochissime infrastrutture, tra cui alcuni sentieri di bosco e di montagna, alcuni rifugi alpini di base lungo le principali piste forestali e oltre cinquanta piccole stazioni di monitoraggio sismico e un osservatorio scientifico.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La proprietà non ha popolazione permanente, è priva di strade e il suo uso è limitato alla ricerca.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Non sono consentiti né previsti progetti di costruzione all&#8217;interno della proprietà, ad eccezione dell&#8217;eventuale manutenzione dell&#8217;osservatorio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;accesso del pubblico alla cima dell&#8217;Etna può essere ufficialmente vietato per motivi di sicurezza, nonostante questo regolamento sia stato difficile da applicare e alcune attività da svolgere in questo luogo richiedono un&#8217;autorizzazione preventiva.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I pericoli naturali derivanti dall&#8217;attività vulcanica della proprietà rappresenteranno sempre un rischio per alcune caratteristiche e strutture dell’ambiente circostante. Alcune attività necessitano di un continuo monitoraggio per evitare impatti negativi come l&#8217;erosione e il disturbo della fauna selvatica, a cui si aggiungono limitati interventi selvicolturali per ridurre il rischio di incendi boschivi e mantenere le vie di accesso. </span></span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 2005, Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[necropoli]]></category>
		<category><![CDATA[pantalica]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni unesco in italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia La complessa storia della Sicilia viene raccontata attraverso le testimonianze che si identificano con i vari periodi di dominazione, dai Greci agli Arabi, dai Normanni agli Aragonesi, fino al Regno delle Due Sicilie. In particolar modo è la costa mediterranea della Sicilia sud-orientale a suscitare particolare interesse storico, costituita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125838" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/sicily-3797837_1280.jpg" alt="Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica" width="800" height="599" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/sicily-3797837_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/sicily-3797837_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/sicily-3797837_1280-768x575.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-125837"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La complessa storia della <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-sicilia/">Sicilia</a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> viene raccontata attraverso le testimonianze che si identificano con i vari periodi di dominazione, dai Greci agli Arabi, dai Normanni agli Aragonesi, fino al Regno delle Due Sicilie. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In particolar modo è la costa mediterranea della Sicilia sud-orientale a suscitare particolare interesse storico, costituita da due elementi di notevole importanza come il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>centro storico dell&#8217;antica Siracusa e la Necropoli di Pantalica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, diventate entrambe <a href="http://whc.unesco.org/en/list/1200" target="_blank" rel="noopener noreferrer">patrimoni UNESCO nel 2005</a>. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Due componenti separate che, insieme, formano un esempio culturale unico contenente eccezionali tracce che risalgono all&#8217;epoca greca e romana</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Siracusa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è stata una città di grande importanza nella storia della civiltà mediterranea. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fondata nell&#8217;VIII secolo a.C. da coloni greci sulla piccola isola di Ortigia, dove si trovava la fonte Aretusa che ispirò miti e poesie, e collegata alla terraferma da due ponti, fu definita da Cicerone &#8220;la più grande e la più bella città greca&#8221;. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In pochi anni si svilupparono altri quattro quartieri: Acradina, Tychè, Neàpoli ed Epipoli , tanto che la città fu definita la &#8220;</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pentapoli&#8221;</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e divenne una metropoli di primo piano sulla scena del Mediterraneo antico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’antica Siracusa era collegata direttamente ad eventi, idee e lavori letterari di eccezionale importanza universale. Il nucleo dell&#8217;antica Siracusa è costituito dall&#8217;area archeologica della Neapolis e da Ortigia, centro storico della città, e oggi isola abitata da circa 3000 anni.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questa zona della proprietà contiene tracce del tempio dedicato al dio del sole Apollo. Risalente al VI secolo a.C., si tratta anche del più antico tempio siciliano in stile dorico consacrato a tale divinità e sorge nell&#8217;isola di Ortigia, la quale, secondo gli antichi Siracusani, era stata donata dagli dei ad Artemide, gemella di Apollo. Il tempio di Atena, invece, fu utilizzato come chiesa dal VI secolo d.C. e ricostruito come cattedrale barocca, alla fine del XVII secolo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre alle aree dei templi sacri, la città possiede uno dei più estesi ambienti archeologici del Mediterraneo, racchiuso in un parco che porta il nome del quartiere in cui sorge: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il parco archeologico della Neapolis</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che ricopre 240.000 m² di superficie urbana e custodisce al suo interno alcune delle più imponenti testimonianze della Siracusa greco-romana</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra queste il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>teatro greco</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che serviva per lo svago della popolazione, ma anche per le assemblee politiche. Sotto il teatro </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l’Orecchio di Dioniso</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, una grotta artificiale che si trova nell&#8217;antica cava di pietra. La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>grotta del Ninfeo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove sgorga l&#8217;acqua dell&#8217;Anapo e dove un tempo si preparavano gli attori prima di scendere nel teatro. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E poi </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l&#8217;anfiteatro romano</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove si mettevano in scena persino gli spettacoli acquatici, oltre alle lotte tra gladiatori.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sempre all&#8217;interno del parco archeologico sorgono una serie di interessanti complessi tombali come la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Via dei Sepolcri</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove si tributava ai defunti il culto degli Eroi, i sarcofagi romani siti nei pressi dell&#8217;anfiteatro e la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>necropoli Grotticelli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il cui tratto più importante è dato dalla tomba di Archimede.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Molti edifici e strutture architettoniche ben preservate testimoniano chiaramente le dominazioni dei Romani, Bizantini, Barbari, Arabi e Normanni che si sono succedute nel tempo a Siracusa, ma al tempo stesso danno conto della straordinaria importanza che Siracusa ha rivestito per quasi tre millenni nell&#8217;area mediterranea.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Necropoli di Pantalica</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, invece, si trova a 40 km da Siracusa ed è inserita in un contesto naturale di circa ottanta ettari delimitato da due grandi cave, lungo le quali scorrono due fiumi che, confluendo, danno origine ad un unico corso d’acqua. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La proprietà contiene oltre 5.000 tombe scavate nella roccia vicino a cave di pietra a cielo aperto.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">la maggior parte delle quali risalenti al XIII-VII secolo a.C. Associati alle tombe sono i resti di abitazioni risalenti al periodo della colonizzazione greca e altre tracce bizantine, in particolare le fondamenta dell&#8217;</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Anaktoron</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, il Palazzo del Principe.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Con la crescente influenza di Siracusa, l’insediamento e la Necropoli di Pantalica vennero abbandonati. Durante la dominazione bizantina, il sistema della necropoli venne ripopolato e sfruttato per formare dei villaggi rupestri, in cui alcune delle tombe furono ampliate e divennero abitazioni, mentre altre furono destinate a chiesa od oratorio. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In seguito, l’area di Pantalica ritornò ad essere disabitata.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=54" target="_blank" rel="noopener noreferrer">siti di Siracusa e Pantalica</a> formano, attraverso la loro straordinaria diversità culturale, un insieme che costituisce una raccolta unica quale singolare testimonianza delle culture del Mediterraneo attraverso i secoli. Le città di Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica comprendono tutti gli elementi essenziali che dimostrano il loro l&#8217;eccezionale valore universale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il gruppo di monumenti e siti archeologici situati a Siracusa, tra il centro di Ortigia e le tracce localizzate in tutta la zona urbana, sono il più grande esempio dell’eccezionale creazione architettonica che raggruppa diversi aspetti culturali, da quello greco e romano fino a quello barocco.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli edifici e le strutture più importanti del centro storico e dell&#8217;area archeologica restano ben conservati. L&#8217;autenticità di Siracusa è evidente in molte delle strutture della città, che conservano le stesse caratteristiche del tardo periodo ellenistico, mentre altri edifici riflettono chiaramente la storia delle culture successive nel corso di tre millenni. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sebbene Siracusa sia stata interessata dall&#8217;urbanizzazione e dall&#8217;espansione nella seconda metà dell&#8217;Ottocento, e ancor più in epoca moderna, la maggior parte degli sviluppi architettonici e monumentali delle strutture che risalgono al suo periodo di massimo splendore sono ancora oggi intatti.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il nucleo centrale della Necropoli di Pantalica corrisponde alle parti del sito che contengono le testimonianze archeologiche più importanti e significative. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi quest&#8217;area è completa e ogni elemento dei villaggi rupestri nella necropoli e nel paesaggio è perfettamente integro e si trova in ottimo stato di conservazione</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tutti i lavori di restauro dei siti sono stati eseguiti, mantenendo le caratteristiche originarie, le tipologie, i sistemi costruttivi e il materiale originario secondo le più avanzate e condivise conoscenze internazionali nel campo del restauro dei monumenti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La necropoli di Pantalica è situata in una zona lontana da tutte le aree urbane e da impianti industriali, presentando di conseguenza pochi rischi per la proprietà. Siracusa, invece, si trova in prossimità di una zona di grandi industrie e in un moderno tessuto urbano, potenzialmente soggetta a vari tipi di rischi come l&#8217;inquinamento atmosferico e acustico e lo sviluppo illegale, ma attualmente ridotti dai meccanismi di protezione ambientale e dalla sorveglianza.</span></span></p>
<p align="justify"><strong><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Patrimoni Unesco: 2002, le città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud-orientale)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 06:00:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[città tardo barocche del Val di Noto]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimoni unesco in italia]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Otto comuni della Sicilia sud-orientale. Otto realtà che rappresentano un notevole impegno collettivo e innovazioni distintive nell&#8217;urbanistica e nell&#8217;edilizia urbana, mantenendo lo stile tardo barocco del tempo.  Le città di Caltagirone, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Catania, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli, definite Città Tardo Barocche del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125134" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/baroque-4142387_1280.jpg" alt="città tardo barocche del Val di Noto" width="800" height="424" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/baroque-4142387_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/baroque-4142387_1280-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/baroque-4142387_1280-768x407.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-122244"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Otto comuni della Sicilia sud-orientale. Otto realtà che rappresentano un notevole impegno collettivo e</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">innovazioni distintive nell&#8217;urbanistica e nell&#8217;edilizia urbana, mantenendo lo stile tardo barocco del tempo. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le città di Caltagirone, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Catania, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli, definite </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Città Tardo Barocche del Val di Noto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, sono diventate <a href="http://whc.unesco.org/en/list/1024" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio UNESCO nel 2002</a>. </span></span><u></u></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tutta la zona sud orientale della Sicilia, dopo i primitivi insediamenti arcaici greci e romani, fu interessata da dominazioni normanne, sveve, aragonesi e spagnole, ma il catastrofico terremoto del 1693 modificò per sempre la storia.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In seguito a questo evento, i maggiori centri urbani della Val di Noto vennero ridotti in macerie. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un tragico episodio che però, nei primi decenni del XVIII secolo, creò un&#8217;opportunità per un enorme rinnovamento artistico, architettonico e antisismico delle città.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le città sconvolte dal sisma, infatti, adottarono soluzioni di particolare pregio e il volto attuale di quest’area della Sicilia è il risultato di una ricostruzione di città pensate come opere d’arte, capolavori dell’architettura tardo barocca del XVI secolo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La ricostruzione di queste comunità ha portato alla creazione di un eccezionale gruppo di città che riflettono l&#8217;architettura tardo barocca del XVII secolo in tutte le sue forme e applicazioni. Gli otto componenti della proprietà differiscono per dimensioni e rappresentano una serie di risposte alle esigenze di ricostruzione. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il sito comprende i tre centri storici di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Caltagirone, Noto e Ragusa</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, alcune specifiche aree urbane di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Catania e Scicli</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e monumenti isolati nei centri storici di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Modica, Palazzolo Acreide</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Militello Val di Catania</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che fu ricostruita sul sito della città originaria. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I sontuosi ed eleganti palazzi, le chiese dai preziosi interni e dalle stupefacenti facciate intarsiate, le trame urbane intessute secondo un unico stile, rendono questa zona della Sicilia un eccezionale esempio di influenza architettonica sul territorio e rappresentano una delle massime espressioni al mondo del Tardo Barocco europeo.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo stile che viene comunemente chiamato “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>barocco del Val di Noto</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” si distingue da una città all’altra soprattutto per l’utilizzo dei diversi materiali usati per la costruzione. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il barocco grigio-scuro di Catania, dovuto all’uso della pietra lavica, è ben diverso da quello luminoso color miele di Noto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=53" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le città tardo barocche del Val di Noto</a> forniscono una straordinaria testimonianza del genio esuberante dell&#8217;arte e dell&#8217;architettura tardo barocca e rappresentano il culmine e la fioritura finale dell&#8217;arte barocca in Europa.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I centri conservano la loro funzione residenziale, insieme a una vivace società di abitanti. Gli otto componenti della proprietà continuano a dimostrare con notevole omogeneità l&#8217;arte e lo stile architettonico tardo barocco della Sicilia sud-orientale nei singoli edifici e nell&#8217;urbanistica. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nonostante la proprietà soddisfi i requisiti di autenticità, <strong>è costantemente soggetta al rischio di terremoti e alle eruzioni dell’Etna</strong>, oltre che da un degrado a lungo termine, per cui molti edifici e complessi monumentali richiedono importanti interventi di restauro, consolidamento e manutenzione.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli otto comuni sono individuati nei rispettivi piani urbanistici come Zone Territoriali Omogenee o Centri Storici, dove il patrimonio urbanistico ed architettonico esistente può essere sottoposto solo ad opere di risanamento e manutenzione che rispettino pienamente la vocazione storica e culturale di ogni comune.</span></span></p>
<p align="justify"><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
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		<title>L’Etna è sempre più alto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2021 11:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[eruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Etna]]></category>
		<category><![CDATA[etna sempre più alto]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Quanto è cresciuto l’Etna in soli 6 mesi? L&#8217;Etna, il vulcano più alto e più attivo d&#8217;Europa, ha avuto circa 50 episodi di eruzione a partire dalla metà di febbraio 2021 e questo ha fatto sì che sia cresciuto di circa 30 metri di altezza, raggiungendo i 3357 metri s.l.m. Eruttando così tanto, infatti, ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115196" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cloud-of-smoke-63020_1280.jpg" alt="etna" width="800" height="588" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cloud-of-smoke-63020_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cloud-of-smoke-63020_1280-300x221.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/cloud-of-smoke-63020_1280-768x564.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Quanto è cresciuto l’Etna in soli 6 mesi?</h3>
<p><span id="more-115194"></span></p>
<p class="western" align="justify">L&#8217;Etna, il vulcano più alto e più attivo d&#8217;Europa, ha avuto circa <strong>50 episodi di eruzione a partire dalla metà di febbraio 2021 e questo ha fatto sì che sia cresciuto di circa 30 metri di altezza</strong>, raggiungendo i 3357 metri s.l.m.</p>
<p class="western" align="justify">Eruttando così tanto, infatti, ha accumulato moltissime quantità di materiale piroclastico che hanno fatto crescere gli strati di lava sul Cratere di Sud-Est – il più giovane e più attivo dei quattro crateri sommitali dell’Etna, che in questo modo ha superato il Cratere Nord-Est diventando il più alto dei quattro, secondo l&#8217;Istituto Nazionale per Geofisica e Vulcanologia (<a href="https://www.ingv.it/it/stampa-e-urp/stampa/comunicati-stampa/4910-l-etna-si-supera-nuovo-record-di-altezza-a-3357-metri" target="_blank" rel="noopener noreferrer">INGV</a>), situata ai piedi dell&#8217;Etna a Catania, in Sicilia.</p>
<h4 class="western" align="justify">Questo improvviso picco di crescita ha portato a una &#8220;cospicua trasformazione della forma del vulcano&#8221;.</h4>
<p class="western" align="justify">Gli scienziati lo hanno scoperto, analizzando le immagini scattate dai satelliti Pléiades per l&#8217;acquisizione di immagini della Terra il 13 e il 25 luglio – con un&#8217;incertezza di circa 3 m, ha osservato l&#8217;INGV.</p>
<p class="western" align="justify">Come racconta <a href="https://www.livescience.com/mount-etna-grows-100-feet.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Live Science</a>, la cosa più incredibile è che si pensa che questo vulcano abbia iniziato la sua storia come <strong>vulcano sottomarino che è cresciuto lentamente sopra il livello del mare mentre eruttava</strong>, più e più volte, aumentando gradualmente la sua altezza con la lava solidificata – o almeno così racconta l&#8217;<a href="https://earthobservatory.nasa.gov/images/1614/the-continuing-eruption-of-mt-etna" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Earth Observatory</a> della NASA.</p>
<h4 class="western" align="justify">Le colate laviche che lo ricoprono vengono da eruzione che si possono datare fino a 300.000 anni fa.</h4>
<p class="western" align="justify">Live Science consiglia anche un <a href="https://roundme.com/tour/59214/view/148002/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link </a>a cui poter vedere la vetta dell&#8217;Etna in 3D.</p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1997, Piazza Armerina, Villa romana del Casale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 08:12:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[piazza armerina]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Romana Del Casale]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Piazza Armerina, poco distante da Enna, in Sicilia presenta una delle testimonianze più significative dello sviluppo dell’economia rurale e del sapiente utilizzo del territorio da parte dei Romani. Il simbolo che rispecchia questa pratica è rappresentato dalla Villa romana del Casale, un edificio abitativo tardo antico, i cui resti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-125161 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/sicily-1191530_1280.jpg" alt="" width="800" height="435" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/sicily-1191530_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/sicily-1191530_1280-300x163.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/sicily-1191530_1280-768x418.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-111892"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Piazza Armerina, poco distante da Enna, in <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-sicilia/">Sicilia</a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> presenta una delle <strong>testimonianze più significative</strong></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>dello sviluppo dell’economia rurale</strong> e del sapiente utilizzo del territorio da parte dei Romani.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il simbolo che rispecchia questa pratica è rappresentato dalla <strong>Villa romana del Casale</strong>, un edificio abitativo tardo antico, i cui resti sono situati a circa quattro chilometri da Piazza Armerina, risultato di importanti scavi che hanno avuto luogo nel 1950 circa. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Villa Romana del Casale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a Piazza Armerina è l’esempio supremo di villa di lusso romana tardo-imperiale, diventata <a href="http://whc.unesco.org/en/list/832" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio UNESCO nel 1997 </a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e famosa per la ricchezza, la qualità artistica e l’estensione dei mosaici che decorano quasi ogni stanza.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un tesoro di arte musiva che testimonia le abitudini di vita della classe dominante romana e mostra le influenze reciproche tra le culture e gli scambi nel Mediterraneo antico, tra mondo romano e area nordafricana.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La villa si sviluppa in 48 ambienti, su circa 3500 metri quadri di superficie, ricoperti da <strong>mosaici in perfetto stato, probabilmente eseguiti da maestri africani</strong>, che permettono di ripercorrere la storia del più grande fra gli Imperi, con immagini di vita quotidiana, raffigurazioni di eroi e divinità e scene di caccia e di giochi.</span></span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli esempi di straordinaria maestria sono innumerevoli, ma fra tutti spicca il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>mosaico della Grande Caccia,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> la più vasta opera che decora il pavimento del lungo corridoio rialzato e separa la zona pubblica da quella privata della villa. Il soggetto del mosaico pavimentale rappresenta una grande battuta di cattura di animali feroci destinati ai giochi negli anfiteatri dell&#8217;impero a Roma.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un ingresso monumentale</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">a tre arcate con cortile a ferro di cavallo accoglie il corpo centrale della villa, articolato attorno ad una corte a peristilio</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e alla sua grande fontana, a monte dei quali si trovano la basilica e due appartamenti privati.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A fianco, preceduto da un portico di forma ellittica, si trova un triclinio monumentale, mentre lungo i suoi lati sono presenti altri appartamenti. Gli interni mostrano una ricchezza decorativa pavimentale e parietale senza pari, rappresentando il massimo esempio dell’arte romana del mosaico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">All’esterno sono stati rinvenuti <strong>due acquedotti usati per l’approvvigionamento delle fontane, dei servizi e del quartiere termale</strong>. Tutto il complesso architettonico della Villa è costruito su terrazze digradanti per permettere una perfetta e agevole organizzazione degli ambienti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Villa continuò ad essere abitata anche in epoca bizantina e altomedievale e, nel periodo arabo-normanno, era ancora frequentata come emporio e centro agricolo. Tra il XIV e il XV secolo, dopo le devastazioni dei secoli precedenti, si costituì un nuovo centro agricolo denominato il Casale, da cui proviene l’odierna denominazione dell’area archeologica. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A seguito di successivi danneggiamenti e alluvioni, e dei conseguenti smottamenti che coprirono molte zone del complesso, l’antico insediamento romano fu abbandonato definitivamente. Ma proprio grazie a questa stessa copertura che, nel tempo, l’eccezionale apparato musivo della Villa si è conservato per giungere fino ai nostri giorni.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=51" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Villa romana del Casale</a>, a Piazza Armerina, rappresenta un capolavoro del genio creativo dell’uomo</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In più mostra un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale e all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi dell’architettura e delle arti monumentali. La villa è anche una testimonianza unica della tradizione culturale di una civiltà scomparsa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Villa del Casale a Piazza Armerina illustra graficamente la predominanza sociale e la struttura economica della sua epoca. In più offre un inimitabile affresco della vita e della civiltà romana, grazie alla perfetta conservazione degli ambienti e delle rappresentazioni musive.</span></span></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
<p align="justify">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Patrimoni Unesco: 1997, Area Archeologica di Agrigento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 11:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni unesco in italia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[valle dei templi]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Agrigento, l’antica Akragas, nacque come colonia greca nel VI secolo a.C. e divenne una delle principali città del mondo mediterraneo. Un grande polo commerciale e culturale, importante testimonianza della Magna Grecia, la cui supremazia viene dimostrata dai resti dei magnifici templi dorici che ancora oggi dominano l&#8217;antica città. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104652" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/9528024959_f78bbb57d7_b-e1622622700633.jpg" alt="agrigento" width="800" height="486" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-104651"></span></p>
<p>Agrigento, l’antica <strong>Akragas,</strong> nacque come colonia greca nel VI secolo a.C. e divenne una delle principali città del mondo mediterraneo. Un grande polo commerciale e culturale, importante testimonianza della Magna Grecia, la cui supremazia viene dimostrata dai resti dei magnifici templi dorici che ancora oggi dominano l&#8217;antica città.</p>
<p>Dal 262 a.C. Agrigento entrò nel dominio romano, restando tuttavia una città importante, ma la sua storia si concluse con la caduta dell’Impero romano e le invasioni barbariche fra il VII e il IX secolo, divenendo prima araba, nell’829, e poi normanna, nel 1086.</p>
<p>Alcune riprese aeree, a metà del Novecento, svelarono l’antico impianto urbano che si estendeva in tutta l’area della collina meridionale ai piedi della Rupe Atenea e che tuttora, in parte, giace sotto i campi e gli uliveti. Sei grandi arterie, intersecate da strade secondarie e grandi edifici monumentali, attraversavano e  delimitavano i terrazzamenti su cui si sviluppava la città.</p>
<p>La <strong>Valle dei Templi</strong>, l&#8217;area archeologica di Agrigento, si trova sulla costa meridionale della <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-sicilia/">Sicilia</a> e copre il vasto territorio dell&#8217;antica polis, dalla <strong>Rupe Atenea</strong> all&#8217;acropoli dell&#8217;antica città originaria, comprendendo anche la collina sacra su cui sorgono i principali templi dorici, fino alla necropoli fuori le mura.</p>
<p>Oggi la Valle dei Templi, splendidamente conservata, è un magnifico modello dell’architettura greca e una testimonianza tra le più significative al mondo dell’architettura dorica.</p>
<h4>Un esempio così straordinario da essere divenuto <a href="http://whc.unesco.org/en/list/831" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio UNESCO nel 1997</a>.</h4>
<p>La grande fila di templi dorici è uno dei monumenti più importanti dell&#8217;arte e della cultura greca. Aree di scavo all’aperto hanno permesso di fare luce sulle città del tardo periodo ellenico e romano e sulle pratiche di sepoltura dei suoi abitanti dell’epoca paleocristiana.</p>
<p>Nella storia del mondo antico, tra i siti classici,<strong> Agrigento riveste un ruolo particolare grazie al suo eccezionale stato di conservazione</strong>, che permette di apprezzarne ancora oggi le caratteristiche tipiche della colonia greca. I resti di un gruppo di edifici preesistenti l’insediamento greco sono ben conservati e non sono stati  trasformati nel tempo per rispondere a nuovi gusti e tradizioni.</p>
<p>Il confine del sito comprende l&#8217;intero territorio dell&#8217;antica polis, assieme all&#8217;area della necropoli, le consistenti zone di scavo dell&#8217;abitato ellenistico e romano di Agrigento, la complessa rete di acquedotti sotterranei e un&#8217;ampia porzione di terreno dove sono ancora presenti strutture archeologiche non scavate.</p>
<p>La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di alcuni meravigliosi  templi in stile dorico, tra cui il <strong>Tempio di Hera Lacinia</strong>, o tempio di Giunone, costruito nel V secolo a.C. e luogo in cui di solito si celebravano le nozze. A questo si aggiunge il  <strong>Tempio della Concordia,</strong> costruito anch&#8217;esso nel V secolo a.C. e il cui nome deriva da un&#8217;iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio.</p>
<h4>Attualmente è quello meglio conservato, grazie anche alla sua trasformazione  in tempio cristiano nel VI secolo d.C.</h4>
<p>Il <strong>Tempio di Eracle</strong>, o tempio di Ercole, il cui culto era molto importante nell&#8217;antica Akragas,  invece, è una delle costruzioni più antiche. Distrutto da un terremoto, oggi restano in piedi otto colonne, mentre il <strong>Tempio di Castore e Polluce</strong>, i leggendari gemelli nati dall’unione della regina di Sparta con Giove, è diventato il simbolo della città di Agrigento.</p>
<p>Il <strong>Tempio di Zeus Olimpio</strong>, edificato per onorare appunto il capo di tutti gli dèi, era il tempio più grande di tutto l&#8217;occidente antico e unico nell&#8217;architettura del suo genere. La struttura era  caratterizzata dalla presenza dei telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo. Una copia di queste si trova nel sito, mentre l&#8217;unico originale, il Telamone dell&#8217;Olympeion, insieme ai resti di altri tre, si trova al museo archeologico di Agrigento.</p>
<p>E poi ancora il <strong>Tempio di Atena</strong>, costruito lontano dalla valle vera e propria, si trova nel centro storico della città di Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci, mentre il  <strong>Tempio di Efesto</strong> o tempio di Vulcano risale al V secolo e nelle fondamenta furono rinvenuti i resti di un tempietto arcaico</p>
<p>Il <strong>Tempio di Asclepio</strong>, o tempio di Esculapio, fa parte di un santuario extraurbano costruito lontano dalle mura delle città, luogo di pellegrinaggio dei malati in cerca di guarigione. Il <strong>Tempio e santuario rupestre di Demetra</strong>, invece, sorge nella parte orientale della città, sul fianco del pendio con cui si conclude la Rupe Atenea. Dal terrazzo del tempio di Demetra, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si arriva al sottostante santuario completamente scavato all&#8217;interno della collina.</p>
<p>La valle dei Templi, inoltre, ospita la cosiddetta <strong>Tomba di Terone</strong>, un monumento in tufo di notevoli dimensioni a forma di piramide, che si pensa sia stato eretto per ricordare i caduti della seconda guerra punica.</p>
<p>La Tomba di Terone si presenta come un sepolcro su alto podio a pianta quadrata, con colonne ioniche e trabeazione dorica, un modello ben noto nell&#8217;Oriente ellenistico e poi diffuso attraverso la cultura ellenistica italica anche nelle province occidentali.</p>
<p>Per visitare questo sepolcro da vicino, basta attraversare la <strong>Porta Aurea</strong> che, pur conservata solo nei tagli della roccia, rappresentava una delle più importanti della città, collegandola al mare. Qui sono collocati più fitti i sepolcri ellenistici e romani e, fra questi, anche gli esempi più monumentali.</p>
<h4><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=52" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Valle dei Templi</a> rappresenta un capolavoro del genio creativo dell’uomo per quanto riguarda gli sviluppi nell’architettura, nelle arti monumentali e nel disegno del paesaggio.</h4>
<p>L&#8217;area archeologica di Agrigento mostra un importante scambio di valori umani, essendo senza dubbio una delle principali città della regione mediterranea con le sue eccezionali testimonianze dell&#8217;influenza greca.</p>
<p>La Valle dei Templi di Agrigento comprende tutti gli elementi essenziali che concorrono alla giustificazione del suo eccezionale valore universale, avendo conservato in buone condizioni le strutture originarie e garantito così una rappresentazione autentica eccezionale del sito archeologico.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Piero Barone, il medico degli agrumeti di Sicilia ci ha salutato in punta di piedi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2021 18:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[agrumeti di sicilia]]></category>
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<h3>Grazie al suo impegno oggi abbiamo la possibilità di utilizzare la nuova generazione di fertilizzanti che rispettano l’ambiente</h3>
<p><span id="more-104011"></span></p>
<p>In punta di piedi, nei giorni scorsi (16 maggio 2021), ci ha lasciato <strong>Piero Barone</strong>, agronomo illustre che negli anni ’50 si laurea in Agronomia ed insieme al fratello Basilio si occupa di migliorare le coltivazioni di agrumi della Sicilia e in particolare della provincia di Messina.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104017 alignright" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/pietro-barone.png" alt="pietro barone" width="366" height="236" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/pietro-barone.png 864w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/pietro-barone-300x193.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/pietro-barone-768x495.png 768w" sizes="(max-width: 366px) 100vw, 366px" /></p>
<p>In quegli anni fondano la SIFFERT in Sant’Agata di Militello e ben presto la loro intuizione li porta a studiare <strong>nuovi fertilizzanti in sostituzione dei concimi tradizionali proposti e offerti dalla grande industria</strong>, mettendo a punto fertilizzanti organo-minerali ottenuti integrando proteine animali con Azoto, Fosforo, Potassio e Magnesio, allo scopo di assicurare nel terreno lo sviluppo della microflora batterica, elemento indispensabile per garantire la fertilità e contemporaneamente arricchire il terreno degli elementi nutritivi delle varie colture.</p>
<p>I due fratelli, che da sempre hanno operato e vissuto in simbiosi, già allora studiano e sviluppano <strong>come sostituire i concimi chimici liquidi</strong>, sino ad allora utilizzati per la concimazione delle serre e la coltivazione del pomodorino di Pachino, con miscele di sali idrosolubili di diversa formulazione che hanno migliorato sostanzialmente la qualità delle produzioni dell’intero ragusano.</p>
<p><strong>Le ricerche e lo sviluppo operati da Piero e Basilio sono ancora oggi validi e vengono praticati a livello mondiale</strong> e i prodotti formulati dalla SIFFERT vengono distribuiti in Italia e all’estero da SIFFERT TRADE, guidata oggi da Andrea Barone con la collaborazione della cugina Manuela e dell’instancabile zio Basilio sempre sulla breccia.</p>
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