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	<title>sale &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Il sale stradale inquina?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 11:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Salare eccessivamente le strade contro il gelo potrebbe essere un vero pericolo per la salute pubblica e la fauna selvatica Le persone e le comunità molto spesso si rivolgono al sale stradale per scongelare le strade o i marciapiedi d&#8217;inverno, ma è bene che si tenga presente che farlo comporta rischi di contaminazione ambientale e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Salare eccessivamente le strade contro il gelo potrebbe essere un vero pericolo per la salute pubblica e la fauna selvatica</p>
<p>  <span id="more-38704"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Le persone e le comunità molto spesso si rivolgono al <strong>sale stradale</strong> per scongelare le strade o i marciapiedi d&#8217;inverno, ma è bene che si tenga presente che farlo <strong>comporta rischi di contaminazione ambientale e idrica</strong> – per capire, si può pensare che basta un cucchiaino da tè per contaminare 5 litri d&#8217;acqua, rendendo estremamente costosa la rimozione del sale tramite osmosi inversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, di conseguenza, sono a rischio anche la salute dell&#8217;uomo, degli animali domestici, della fauna selvatica, degli organismi acquatici, della vegetazione, del suolo e delle infrastrutture: tutte queste classi subiscono un forte impatto quando i sali stradali entrano nell&#8217;ambiente, filtrando nelle acque sotterranee e drenando attraverso il deflusso negli estuari d&#8217;acqua dolce.</p>
<p style="text-align: justify;">I sali stradali sono principalmente composti da cloruro di sodio, ferrocianuro (una sostanza antiagglomerante) e impurità come alluminio, cadmio, calcio, cromo, rame, ferro, magnesio, manganese, nichel, fosforo, potassio e zinco. Tutte componenti che sono contaminanti nell&#8217;acqua e che aggravano i livelli di salinità.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli Stati Uniti, in prima linea nella promozione di migliori pratiche sull&#8217;uso del sale su strada c&#8217;è il programma <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.iwla.org/conservation/water/winter-salt-watch/winter-salt-watch-faqs)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Winter Salt Watch</a> della Izaak Walton League. Proprio lo scorso inverno, questa associazione ha distribuito 500 kit per il test del cloruro a volontari in 17 stati. I test hanno mostrato livelli costantemente elevati di ioni di cloruro nei corsi d&#8217;acqua che circondano otto importanti aree metropolitane, segnalando un uso eccessivo di sali stradali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;anno, l&#8217;associazione ha inviato una serie di kit di test del cloruro a oltre 200 nuovi volontari col fine di sensibilizzare i residenti sull&#8217;impatto del sale, ma anche di fornire loro gli strumenti per sostenere delle <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.iwla.org/publications/blog/blog/clean-water-corner/2017/12/06/alternatives-to-road-salts-for-safe-winter-driving)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pratiche alternative</a>, in particolare con sabbia e salamoia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sale vs cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 19:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;assunzione di sale influenza la salute del cuore? Il corpo ha bisogno di un po&#8217; di sale per funzionare. Troppo, però, potrebbe essere dannoso per la salute. Uno dei potenziali rischi dati da un&#8217;elevata assunzione di sale è l&#8217;aumento del rischio di malattie cardiovascolari, in particolare ipertensione, infarto e ictus. Un recente studio pubblicato sulla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37690" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/03/images_salt-602215_960_720.jpg" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_salt-602215_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_salt-602215_960_720-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_salt-602215_960_720-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>L&#8217;assunzione di sale influenza la salute del cuore?</p>
<p>  <span id="more-37691"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="alimentazione/dovremmo-proprio-stare-attenti-a-mettere-troppo-sale-in-zucca.html?highlight=WyJzYWxlIiwic2FsZXMiXQ==" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il corpo ha bisogno di un po&#8217; di sale</a> per funzionare. Troppo, però, potrebbe essere dannoso per la salute. Uno dei potenziali rischi dati da un&#8217;elevata assunzione di sale è l&#8217;aumento del rischio di malattie cardiovascolari, in particolare ipertensione, infarto e ictus.</p>
<p style="text-align: justify;">Un recente studio pubblicato sulla rivista Annals of Medicine aggiunge a questa lista la fibrillazione atriale, <a href="https://www.alphagalileo.org/en-gb/Item-Display/ItemId/171668?returnurl=https://www.alphagalileo.org/en-gb/Item-Display/ItemId/171668" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nota anche come Afib</a>. Si tratta della prima ricerca volta a scoprire l&#8217;associazione tra assunzione di sale e fibrillazione atriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un team di ricercatori dell&#8217;Università di Oulu, in Finlandia, ha seguito un gruppo di 716 individui di mezza età, per almeno 19 anni. Durante il periodo di follow-up, a 74 individui è stata diagnosticata una fibrillazione atriale. I ricercatori hanno poi confrontato i tassi di incidenza e l&#8217;assunzione giornaliera di sale. I partecipanti registravano il loro apporto di sale attraverso un diario alimentare settimanale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno scoperto che c&#8217;era una maggiore incidenza di fibrillazione atriale nelle persone che consumavano più sale. Hanno quindi preso in considerazione altri fattori di rischio, come l&#8217;età, l&#8217;indice di massa corporea (BMI), la pressione sanguigna e il fumo.</p>
<p style="text-align: justify;">La sola fibrillazione atriale colpisce milioni di persone in tutto il mondo. È la condizione più comune di aritmia cardiaca. Le persone che ne soffrono hanno maggiori probabilità di avere un ictus e un&#8217;insufficienza cardiaca.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo studio fornisce la prima prova che il sale alimentare può aumentare il rischio di fibrillazione atriale&#8221;, ha dichiarato Tero Pääkkö dell&#8217;Università di Oulu, autore principale di lo studio.</p>
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		<title>Speciale bufale alimentari: dal sale rosa dell’Himalaya alla quinoa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/speciale-bufale-alimentari-dal-sale-rosa-dell-himalaya-alla-quinoa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 11:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale]]></category>
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					<description><![CDATA[Facciamo chiarezza tra verità e menzogne grazie al Prof. Giorgio Donegani Ogni giorno il web regala preziose informazioni e bufale clamorose. L’unica soluzione, per orientarsi, è confrontarsi di tanto in tanto con un esperto e approfondire. Per questo, abbiamo intervistato il Prof. Giorgio Donegani che, in occasione di “Fa’la cosa giusta” 2018, ha tenuto l’incontro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35987" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_Bufale_alimentari.jpg" alt="" width="800" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Bufale_alimentari.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Bufale_alimentari-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Bufale_alimentari-768x381.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Facciamo chiarezza tra verità e menzogne grazie al Prof. Giorgio Donegani</p>
<p>  <span id="more-35988"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ogni giorno il web regala preziose informazioni e bufale clamorose. L’unica soluzione, per orientarsi, è confrontarsi di tanto in tanto con un esperto e approfondire.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, abbiamo intervistato il <a href="https://www.giodoneg.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Prof. Giorgio Donegani</a> che, in occasione di “Fa’la cosa giusta” 2018, ha tenuto l’incontro “Nell’era dei fake anche la farina bianca diventa una bufala” allo stand di MilanoRistorazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Prof. Donegani è un tecnologo alimentare, esperto di Educazione alimentare e Scienze dell’Alimentazione, consigliere di Food Education Italy – Fondazione Italiana per Educazione Alimentare e membro del comitato tecnico scientifico “Cibo e Scuola” del MIUR. Ha contribuito alla redazione delle Linee Guida per l’Educazione Alimentare nella Scuola Italiana, emanate dal MIUR.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto di frequente accade che il web diffonda bufale alimentari?</strong><br />Purtroppo oggi il fenomeno delle bufale alimentari ha raggiunto proporzioni allarmanti: non solo sono molto frequenti, ma ciò che distingue il web dalla carta stampata è la permanenza: se compare una bufala su un giornale, a meno che non venga ripresa di continuo con le successive uscite, finisce rapidamente nel dimenticatoio. Ciò che viene pubblicato sul web, invece, ci rimane per sempre, con la possibilità di essere intercettato dai motori di ricerca e di ricomparire di continuo all’attenzione di un pubblico rinnovato. Non è difficile imbattersi in bufale datate anche più di un decennio che, anziché scomparire dall’attenzione generale finiscono, grazie a questo meccanismo, per radicarsi e diffondersi come finte verità sempre più difficili da confutare.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le più clamorose?</strong><br />È difficile fare una classifica delle bufale più clamorose. In linea di massima sono quelle che trovano spazio contro ogni evidenza scientifica e contro ogni semplice esercizio di buon senso, andando a incidere pesantemente sulle scelte di consumo, con riflessi spesso pesanti anche a livello del mercato. In questo senso è emblematico il caso dell’olio di palma, gonfiato strumentalmente in Italia senza che l’idea di boicottarlo fosse avvallata da motivazioni serie di tipo salutistico e da una comunicazione corretta relativa alle questioni di sostenibilità. Spiace vedere come, salvo poche eccezioni, la grande distribuzione e l’industria alimentare, anziché farsi carico della responsabilità di sostenere scelte produttive vantaggiose per tutti, e in particolare per i consumatori, abbia preferito cavalcare l’onda emotiva scatenata ad arte, e abbia deciso di sfruttare l’ingiustificata impopolarità di cui si è caricato questo prodotto per conseguire vantaggi di mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche il caso della farina bianca è significativo: come si può definirla un “veleno” proprio in Italia, dove mangiando una media di 28 kg di pasta all’anno, 35 kg di pane e 8 kg di pizza, siamo il secondo popolo più longevo al mondo</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">E anche il caso delle carni rosse fa pensare: tacciate di essere “cancerogene come le sigarette” (cito testualmente il titolo di un giornale) non sono mai state definite tali dallo IARC, l’agenzia europea di ricerca sul cancro che, anzi, indica come un consumo inferiore ai 500 g la settimana (un livello altissimo, molto distante dalle nostre abitudini) non comporti alcun rischio per la salute.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante la conferenza di Milano ha parlato di casi come quello del “sale dell’Himalaya”. Esiste davvero? Ma soprattutto fa anche più bene del sale “normale”? Qual è il sale migliore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A sentire chi ne sostiene la vendita, il “rarissimo” sale rosa dell’Himalaya (ormai presente in ogni supermercato) potrebbe da solo sostituire buona parte di ciò che si tiene in farmacia: contrasta la ritenzione idrica e l’ipertensione, equilibra l’acidità cellulare, migliora le funzioni intestinali, combatte i crampi, rende le ossa più forti, protegge i reni e garantisce persino un buon sonno, ma ciò che più colpisce è che “offre un aiuto naturale in più dal punto di vista del desiderio sessuale.” Insomma un qualcosa che sta a metà tra il Viagra e la mitica crema Prep, buona per fare la barba, ma anche come abbronzante e callifugo… Più che un concentrato di virtù, però, il sale dell’Himalaya si è rivelato un concentrato di bugie. A cominciare dall’origine dichiarata: non viene dall’Himalaya ma da una miniera del Salt Range in Pakistan. Ma sarebbe il meno: innumerevoli analisi hanno dimostrato che, colore a parte (è dovuto a insignificanti tracce di ruggine), quello dell’Himalaya è semplicemente… sale, in tutto simile a quello che siamo abituati a usare da sempre. Composto da cloruro di sodio per il 97%, contiene per il resto delle impurità che non hanno alcun interesse, e non è nemmeno iodato… non c’è motivo alcuno di preferirlo al normale sale marino iodato che rimane la scelta migliore sul piano della salute (posto comunque che il consumo di sale va limitato) e anche la più economica.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito della farina bianca e del latte, si tratta di veleni? Se non sono veleni, in ogni caso fanno male?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i cosiddetti “veleni bianchi”, oltre alla farina viene anche citato il latte. Due alimenti che da sempre appartengono alla nostra tradizione alimentare. Stiamo ai fatti e non alla suggestione delle fake news: la farina bianca è costituita in gran parte da amido (la nostra più importante fonte di energia) e fornisce un buon quantitativo di proteine. Quale sarebbe dunque il suo peccato? È un alimento ad alto indice glicemico: fa innalzare velocemente la glicemia provocando un rapido rilascio di insulina e questo &#8211; è dimostrato – predispone a sovrappeso e obesità. Ma chi si nutre di farina tal quale? È ingrediente del pane, come la semola lo è della pasta, e basta accompagnare il loro consumo con verdure, oppure carne, pesce, formaggio, olio, per abbassare drasticamente il carico glicemico dei pasti. Problema risolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto al latte, le linee guida per l’alimentazione della popolazione italiana consigliano di berne almeno due porzioni al giorno, cioè circa un quarto di litro, e non è poco. Il consiglio viene dal fatto che è una fonte importante di calcio oltre che un alimento con un profilo nutritivo decisamente interessante: fornisce proteine di alto valore biologico, dà energia attraverso il lattosio, contiene grassi particolarmente digeribili che veicolano anche buone quantità di vitamina A. Le accuse che gli vengono mosse, prima tra tutte quella di favorire alcuni tipi di cancro non hanno fino ad oggi trovato nessuna conferma, motivo per cui nemmeno l’AIRC, l’associazione italiana di ricerca sul cancro invita a eliminarlo dalla dieta. Ciò che stupisce in genere nell’atteggiamento di chi divide troppo schematicamente gli alimenti in “buoni” e “cattivi” è il fatto di non considerare mai il concetto di dose. Paracelso secoli fa affermava che è proprio la dose a fare la differenza tra medicina e veleno e aveva ragione: anche il migliore degli alimenti se mangiato in quantità esagerate può produrre effetti negativi. Senza dimenticare che non siamo comunque tutti uguali: la farina integrale che viene esaltata come sostituto “sano” di quella bianca, per i bambini può invece risultare una scelta inadatta, così come per chi soffre di intestino irritabile. Allo stesso modo, il latte deve essere evitato da chi è allergico alle sue proteine, oppure fortemente intollerante al lattosio, ma è un alimento prezioso per la maggior parte delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’introduzione della dieta vegana ha aperto la porta a nuovi cereali, come la quinoa o l’amaranto. Sono super cibi o, semplicemente, godono di popolarità per il solo fatto di essere esotici?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’esotismo è un indiscutibile elemento di fascino: ciò che per noi è nuovo e sconosciuto è più facile da presentare in modo falsato esagerandone le eventuali virtù e nascondendone i possibili difetti. Quinoa e amaranto sono due alimenti come tanti altri, che devono il loro successo soprattutto a strategie di comunicazione aggressive e poco attente alla verità dei fatti. Se da un lato la quinoa apporta quantità notevoli di proteine e di amido, insieme a minerali e grassi polinsaturi, dall’altro lato contiene anche una serie di sostanze indesiderate che ne sconsigliano il consumo troppo frequente: gli ossalati inibiscono l’assorbimento di diversi minerali, così come i fitati, mentre le saponine favoriscono la comparsa di intolleranze. In fin dei conti le parole d’ordine per impostare in modo sano il nostro rapporto con il cibo sono poche e semplici: varietà e moderazione.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che conseguenze ha, per gli stati che li producono, l’esplosione di fenomeni mediatici? Ci basta qualche esempio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A volte non ce ne rendiamo conto ma i comportamenti irrazionali scatenati dai fenomeni mediatici possono avere effetti devastanti lontano da noi. Proprio la quinoa può esserne un esempio: in Bolivia ormai si preferisce destinarla all’esportazione sottraendo risorse alimentari alla popolazione locale più povera, inoltre l’enorme richiesta da parte dei mercati occidentali ha incentivato metodi di produzione intensiva molto poco attenti all’ambiente, senza contare che alla coltivazione di quinoa si dedica sempre più terra prima destinata ad altri prodotti, e che persino la fauna locale ne sta risentendo pesantemente. Per tronare a un altro esempio già citato, l’enorme richiesta di sale dell’Himalaya ha portato a intensificare il lavoro di estrazione dalle miniere con un salto indietro sul piano dei diritti umani: sono tanti i bambini costretti a lavorare in miniera in condizioni disumane per soddisfare il nostro desiderio di esotismo in tavola.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono gli alimenti che, senza ombra di dubbio, fanno bene ma talvolta trascuriamo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dati interessanti in questo senso sono stati presentati di recente dal dott. Andrea Ghiselli, del CREA, in occasione della manifestazione “Nutrimi” di Milano. Tra le indicazioni che si dovrebbero seguire per guadagnare in salute ci sarebbero certamente: aumentare il consumo di cereali integrali, mangiare più frutta a guscio, mangiare più frutta e verdura fresche (arrivando alle famose 5 porzioni al giorno), consumare un po’ più legumi, un po’ più latte e anche un po’ più omega 3 (presenti nel pesce). Come si vede sono indicazioni facili da seguire e in linea con quanto suggerisce la dieta mediterranea.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali differenze dovrebbero esserci tra la dieta di un bambino e un adulto, ammesso ci debbano essere? I bambini possono avere un regime alimentare vegano o vegetariano?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È un grave errore considerare un bambino come un piccolo adulto . Ogni età si caratterizza per specifiche esigenze nutrizionali e quelle dei bambini sono molto diverse da quelle degli adulti. Particolarmente nei primi tre anni di vita, hanno bisogno di tutto ciò che serve a garantire la perfetta formazione dei tessuti corporei. In proporzione, rispetto all’adulto, i piccoli hanno bisogno di più grassi, un po’ meno proteine ma della migliore qualità possibile (ricche di tutti gli aminoacidi essenziali), ed eventuali carenze vitaminiche e di minerali possono rivelarsi particolarmente pericolose nelle prime fasi della vita. In questo senso, il riferimento ai regimi vegetariano e vegano merita particolare attenzione: la dieta vegetariana, che integra latticini e uova, sì è dimostrata perfettamente compatibile con le necessità delle crescita e in grado di garantire la salute dei bambini, a patto che sia condotta seguendo giusti criteri di equilibrio e varietà, mentre la dieta vegana, soprattutto se imposta nei primi anni di vita, è decisamente più complessa da attuare e richiede indispensabili integrazioni farmacologiche, in particolare di vitamina B12 per dare al piccolo la possibilità di sviluppare le sue facoltà intellettive e crescere sano. L’alimentazione vegana, che si può senza dubbio comprendere sotto il profilo di una scelta etica, non può essere presentata come il regime ideale per un organismo onnivoro come quello umano. Gli adulti che oggi fanno professione di fede vegana portano spesso il loro buono stato di salute a evidenza della giustezza della loro scelta, ma si dimenticano di non aver dovuto subire da piccoli uno svezzamento vegano e di avere avuto invece a disposizione tutto ciò che è servito loro per maturare organi sani, un sistema nervoso che funziona, e costruire un fisico tanto robusto da sopportare senza danni importanti le privazioni e gli scompensi cui lo sottopongono oggi.</p>
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		<title>Un sensore sui denti “spierà” ciò che mangiamo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-sensore-sui-denti-spiera-cio-che-mangiamo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 12:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dente]]></category>
		<category><![CDATA[denti]]></category>
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		<category><![CDATA[sensore]]></category>
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					<description><![CDATA[Dagli Stati Uniti un sensore microscopico in grado di registrare le nostre abitudini alimentari E’ stato messo a punto dai ricercatori della Tufts University School of Engineering di Medford, negli Stati Uniti, una nuova generazione di sensori che, montati direttamente su un dente, senza l’utilizzo di ulteriori supporti, sono in grado di comunicare in modalità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35817" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Img_ToothSensor.png" alt="" width="638" height="425" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Img_ToothSensor.png 638w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Img_ToothSensor-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>Dagli Stati Uniti un sensore microscopico in grado di registrare le nostre abitudini alimentari</p>
<p>  <span id="more-35818"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">E’ stato messo a punto dai ricercatori della Tufts University School of Engineering di Medford, negli Stati Uniti, <a href="https://now.tufts.edu/news-releases/scientists-develop-tiny-tooth-mounted-sensors-can-track-what-you-eat" target="_blank" rel="noopener noreferrer">una nuova generazione di sensori </a>che, montati direttamente su un dente, senza l’utilizzo di ulteriori supporti, sono in grado di comunicare in modalità wireless informazioni sulle nostre abitudini alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di quadrati sottilissimi, di 2 mm per 2, composti da tre strati: uno centrale “bioresponsive”, che reagisce alle componenti chimiche degli alimenti, e altri due esterni, d’oro, disposti a cornice. Insieme funzionano come una minuscola antenna, che raccoglie e trasmette le informazioni in radiofrequenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sensore realizzato dalla Tufts è un gioiello della tecnologia: fatto per rimanere ancorato allo smalto senza il correre il rischio di deteriorarsi, registra, al momento il glucosio, il sale e l’alcool.</p>
<p style="text-align: justify;">L’osservazione e il perfezionamento di questo tipo di dispositivi potranno, un giorno, consentire il rilevamento e la registrazione di una più ampia gamma di nutrienti, sostanze chimiche e stati fisiologici, diventando uno strumento fondamentale per l’assistenza sanitaria, gli studi clinici e la medicina della prevenzione.</p>
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		<title>Dovremmo proprio stare attenti a mettere troppo «sale in zucca»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 13:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[diete]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova ricerca suggerisce che le diete ad alto contenuto di sale possono creare problemi al nostro cervello Come è noto, il sale viene spesso citato come la causa dell&#8217;ipertensione. Eppure una nuova ricerca suggerisce che non è questo l&#8217;unico problema del quale dovremmo preoccuparci: a quanto riscontrato dai ricercatori, le diete ad alto contenuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35523" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_sale.jpg" alt="" width="800" height="439" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_sale.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_sale-300x165.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_sale-768x421.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Una nuova ricerca suggerisce che le diete ad alto contenuto di sale possono creare problemi al nostro cervello</p>
<p>  <span id="more-35524"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Come è noto, il sale viene spesso citato come la causa dell&#8217;ipertensione. Eppure una nuova ricerca suggerisce che non è questo l&#8217;unico problema del quale dovremmo preoccuparci: a quanto riscontrato dai ricercatori, le diete ad alto contenuto di sale possono danneggiare anche le funzioni del cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <a href="https://www.nature.com/articles/s41593-018-0068-6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato su «Nature Neuroscience», per mostrare il collegamento tra sale e problemi di memoria e di formulazione di pensiero ha utilizzato i topi. I ricercatori hanno nutrito i topi con pasti che contenevano 8 o 16 volte più sale di quello che è la normale quantità della loro dieta. In 8/12 settimane, i topi hanno mostrato problemi di memoria e di ragionamento: hanno avuto difficoltà a distinguere sia oggetti nuovi che oggetti familiari; è diventato più difficile per loro attraversare i labirinti; non riuscivano nemmeno a costruirsi una tana. Insomma: tutti comportamenti fondamentali per l&#8217;interazione di un topo con il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Traducendo queste conseguenze negli esseri umani, ci troveremmo di fronte a problemi di memoria, a disorientamento e al non essere in grado di vestirsi, cucinare, pagare le bollette o fare altre cose di tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno spiegato che la quantità di sale con cui hanno nutrito questi topi era estrema, ma che in realtà non si potrebbe nemmeno dire quanto, visto che mangiamo talmente tanti alimenti che contengono sale senza che noi possiamo immaginarlo che l&#8217;apporto giornaliero di ogni individuo potrebbe essere altrettanto estremo. Inoltre, i topi hanno mostrato lo stesso livello di compromissione, indipendentemente da quale delle due diete ad alto contenuto di sale hanno mangiato (quella 8 o quella 16 volte maggiore del normale) e questo suggerisce che, in realtà, anche una quantità di sale che non ci sembra esagerata potrebbe causare gli stessi problemi.<br />Altro che mettere «sale in zucca», molto meglio tenercelo lontano.</p>
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		<title>Acqua potabile dal mare: il Politecnico di Torino presenta nuova tecnologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 12:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ecoinvenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politecnico di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>
		<category><![CDATA[Saltless]]></category>
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					<description><![CDATA[Come ottenere 100 litri di acqua potabile dal mare senza bisogno di allaccio alla rete elettrica Saltless è il nuovo metodo di dissalazione dell&#8217;acqua di mare che può offrire 100 litri di acqua potabile al giorno. Lo ha presentato un gruppo di ricercatori del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino che ha anche illustrato una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31856" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_maxresdefault.jpg" alt="" width="1280" height="720" /></p>
<p>Come ottenere 100 litri di acqua potabile dal mare senza bisogno di allaccio alla rete elettrica</p>
<p>  <span id="more-34846"></span>  </p>
<p>Saltless è il nuovo metodo di dissalazione dell&#8217;acqua di mare che può offrire 100 litri di acqua potabile al giorno. Lo ha presentato un gruppo di ricercatori del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino che ha anche illustrato una caratteristica importantissima di questa nuova proposta: non ha bisogno di elettricità.&nbsp;</p>
<p>La tecnologia di Saltless si basa su un processo di evaporazione e condensazione in serie. <br />L&#8217;acqua di mare viene fatta evaporare e successivamente condensare a temperature differenti in più stadi, ottenendo così acqua perfettamente potabile.</p>
<p>Il processo di distillazione può essere alimentato da una fonte di calore “di recupero” come il calore normalmente dissipato in ambiente dal circuito di raffreddamento (il radiatore) o dai gas di scarico di un motore Diesel. Ciò è di grande interesse per i Paesi in via di sviluppo che utilizzano questi motori per alimentari gruppi elettrogeni. La tecnologia di Saltless potrebbe aiutare quindi ospedali da campo, campi profughi senza necessitare ulteriore energia: ci sarebbe elettricità (dal gruppo elettrogeno), acqua potabile (dal distillatore) e acqua calda a uso sanitario.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/cCO_j0eMHA4" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Anche il sale marino è contaminato dalla plastica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/anche-il-sale-marino-e-contaminato-dalla-plastica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 12:42:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>
		<category><![CDATA[sale marino]]></category>
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					<description><![CDATA[Le microplastiche sono un serio pericolo, ormai si sono inserite nella nostra catena alimentare. Il caso del sale La plastica è ovunque, soprattutto nei mari e negli oceani e alla lunga rischia di finire, o meglio, di tornare, sulle nostre tavole. E non solo attraverso i pesci che la inghiottono, ma anche attraverso il sale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34503" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_sale_marino_plastica.jpg" alt="" width="1200" height="630" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_sale_marino_plastica.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_sale_marino_plastica-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_sale_marino_plastica-1024x538.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_sale_marino_plastica-768x403.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Le microplastiche sono un serio pericolo, ormai si sono inserite nella nostra catena alimentare. Il caso del sale</p>
<p>  <span id="more-34504"></span>  </p>
<p>La plastica è ovunque, soprattutto nei mari e negli oceani e alla lunga rischia di finire, o meglio, di tornare, sulle nostre tavole. E non solo attraverso i pesci che la inghiottono, ma anche attraverso il sale da cucina. Vari studi hanno dimostrato che nel sale da cucina si possono trovare tracce di microplastiche.</p>
<p>Come riportato dal <a href="https://www.theguardian.com/environment/2017/sep/08/sea-salt-around-world-contaminated-by-plastic-studies" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guardian</a>, i ricercatori dell’università di New York a Fredonia e del Minnesota, hanno analizzato 12 tipi di sale, tra cui 10 tipi di sale marino. Secondo i loro calcoli, ogni americano ingerisce in media 660 particelle di plastica ogni anno. La cifra, rilevano, potrebbe essere superiore, poiché i dati delle autorità sanitarie mostrano che la stragrande maggioranza degli statunitensi consuma più sale di quanto raccomandato.</p>
<p>È ora di cambiare: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33027" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ecco come vivere senza plastica</a>.</p>
<p>Il capo della ricerca, Sherri Mason, ha spiegato: “la plastica è onnipresente, nell&#8217;aria, nell&#8217;acqua, nei pesci che mangiamo, nella birra che beviamo. È ovunque.”</p>
<p>Un’idea per ripulire gli oceani? <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18096" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La piattaforma galleggiante Ocean Array Cleanup</a>&nbsp;è in grado di raccogliere 7.250.000 tonnellate di rifiuti di plastica sparsi nell’oceano in soli 5 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Se ridurremo il consumo di sale del 10% in 10 anni salveremo 6 milioni di anni di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 10:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo uno studio, ridurre del 10% il consumo di sale avrebbe effetti ottimi per la salute Quanto ci costa il consumo abbondante di sale in termini di salute? Si stimano sei milioni di anni di vita persi ogni anno nel mondo a causa di malattie cardiovascolari. Per evitare tutto ciò dovremmo ridurre del 10 per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33156" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_ridurre_sale.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_ridurre_sale.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_ridurre_sale-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_ridurre_sale-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo uno studio, ridurre del 10% il consumo di sale avrebbe effetti ottimi per la salute</p>
<p>  <span id="more-33157"></span>  </p>
<p>Quanto ci costa il consumo abbondante di sale in termini di salute? Si stimano sei milioni di anni di vita persi ogni anno nel mondo a causa di malattie cardiovascolari. Per evitare tutto ciò dovremmo ridurre del 10 per cento il consumo di sale nell’arco di un decennio.&nbsp;</p>
<p>E diminuire il sale converrebbe anche si governi, dato che il risparmio medio sarebbe di 204 dollari per ogni anno di vita salvato.<br /><a href="http://www.bmj.com/content/bmj/356/bmj.i6699.full.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo spiega uno studio pubblicato sul British Medical Journal (Bmj).</a></p>
<p>I ricercatori, riporta l’Ansa, hanno applicato a 183 Paesi un modello statistico sviluppato per analizzare l&#8217;apporto di sodio, i livelli di pressione sanguigna e gli effetti sulle malattie cardiovascolari. Questi sono stati messi in relazione ai costi derivanti da programmi di riduzione del sodio, che utilizzano ad esempio accordi con l&#8217;industria alimentare e progetti di educazione pubblica, con relativi investimenti in risorse umane, formazione, attrezzature e mezzi di comunicazione.</p>
<p>Per valutare l’efficacia complessiva dell&#8217;intervento, i ricercatori si sono basati su recenti sforzi effettuati nel Regno Unito e Turchia che hanno dimostrato che un tale programma sostenuto dal governo può ridurre il consumo di sale di almeno il 10 per cento in 10 anni.</p>
<p>Secondo i ricercatori, una modesta riduzione del consumo di sale potrebbe salvare ogni anno una media di 5,8 milioni di Disability-Adjusted Life Year (DALY), un&#8217;unità di misura che è pari alla somma degli anni di vita persi a causa di una morte prematura e di quelli vissuti in malattia piuttosto che in salute. Di questi 5,8 milioni di anni di vita persi, il 40% sono attribuibili a ictus, il 42% a malattia coronarica e il 18% ad altre malattie cardiovascolari.</p>
<p>E se volete iniziare subito a mettere in pratica questi consigli ecco&nbsp;le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23165" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tre principali alternative al sale da cucina</a>: sono buone e salutari</p>
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		<title>Scopriamo i &#8216;mali del tifoso&#8217;, dal mal di schiena all&#8217;acidità di stomaco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/scopriamo-i-mali-del-tifoso-dal-mal-di-schiena-all-acidita-di-stomaco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 09:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<category><![CDATA[Tifo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sale la febbre da Europei di calcio, ma non dimentichiamoci la salute quando il tifo prende il sopravvento Europei e Mondiali sono i periodi più caldi per i tifosi di calcio, le partite della nazionale tengono tutti con il fiato sospeso. Il tifo forsennato che contraddistingue gli appassionati ha controindicazioni per la salute? Nulla di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31694" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_europei.jpg" alt="" width="1024" height="579" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_europei.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_europei-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_europei-768x434.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Sale la febbre da Europei di calcio, ma non dimentichiamoci la salute quando il tifo prende il sopravvento</p>
<p>  <span id="more-31695"></span>  </p>
<p>Europei e Mondiali sono i periodi più caldi per i tifosi di calcio, le partite della nazionale tengono tutti con il fiato sospeso.</p>
<p>Il tifo forsennato che contraddistingue gli appassionati ha controindicazioni per la salute? Nulla di grave, però dovremmo fare caso ad alcuni comportamenti che ci concediamo quando gli Azzurri scendono in campo.</p>
<p>&#8216;Guardando le partite &#8211; spiega <a href="http://assosalute.federchimica.it/homepage-anifa.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Assosalute</a> &#8211; si è soliti consumare bevande ghiacciate e sgranocchiare snack come patatine e noccioline, rischiando così di eccedere e di essere colpiti da bruciore e acidità di stomaco o gonfiore di pancia&#8217;.&nbsp;Dobbiamo stare attenti anche alla postura, attenti al mal di schieda da divano: avete presente quando &#8216;sprofondiamo&#8217; e il bacino arriva più in basso delle gambe?</p>
<p>Non trascuriamo nemmeno l&#8217;occhio secco: basta non stare troppo vicini allo schermo e areare il locale affinché non sia troppo asciutto.</p>
<p>Non lasciamoci andare a un mix di snack salati, fumo e alcolici perché potrebbero contribuire all&#8217;acidità di stomaco e al gonfiore.<br />Se passiamo tanto tempo sul divano per una maratona di partite, alziamoci di tanto in tanto per fare un po&#8217; di stretching.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=29389" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Addio al mal di schiena in 7 mosse. Sette consigli per tenere alla larga il mal di schiena</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Ecco perché non riusciamo a smettere di mangiare le patatine in busta</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/ecco-perche-non-riusciamo-a-smettere-di-mangiare-le-patatine-in-busta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 11:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acquolina in bocca]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[fritti]]></category>
		<category><![CDATA[patatine]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>
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					<description><![CDATA[È il sale che ci fa venire l&#8217;acquolina in bocca Avete presente quando apriamo un sacchetto di patatine in busta e non riusciamo a smettere di mangiarle? Una patatina tira l’altra, impossibile metterne in bocca solo un paio&#8230; Il ‘trucco’ delle patatine è la grande quantità di sale presente. Lo spiega uno studio australiano condotto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30939" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_chips-843993_960_720.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/03/images_chips-843993_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/03/images_chips-843993_960_720-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/03/images_chips-843993_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">È il sale che ci fa venire l&#8217;acquolina in bocca</span></p>
<p>  <span id="more-30940"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">Avete presente quando apriamo un sacchetto di patatine in busta e non riusciamo a smettere di mangiarle? Una patatina tira l’altra, impossibile metterne in bocca solo un paio&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">Il ‘trucco’ delle patatine è la grande quantità di sale presente. Lo spiega uno studio australiano condotto dai ricercatori dell’università di Deakin e pubblicato su <a href="http://jn.nutrition.org/content/early/2016/03/02/jn.115.226365.abstract" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Journal of Nutrtition</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">È il sale che ci spinge a mangiare tanto e che in media ci fa assumere l’11% di calorie in più. Quindi la colpa non va cercata nei cibi grassi: il ‘colpevole’ delle tentazioni è il sale e lo dimostrerebbe il fatto che i famigerati cibi grassi sono sempre ricchi anche di sale e/o zucchero.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=26324" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="line-height: 1.3em;">Se volete uno snack sano forse dovreste farvi venire in mente qualcos&#8217; altro: le patine fritte sono grasse e forse cancerogene</span></a></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">Alle persone protagoniste della ricerca, 48 in tutto, per un mese è stato presentato un piatto di pasta apparentemente sempre uguale. Cioè che cambiava in realtà era il contenuto di di sale e/o grassi.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Dopo ogni pasto i ricercatori appuntavano le reazioni delle persone coinvolte secondo i seguenti parametri: piacere, fame, sazietà.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">L’esito della ricerca ha rivelato che l’aggiunta di sale ai piatti fa aumentare il senso di piacere e anche la fame e questo spingeva le persone a mangiare di più, circa l’11%.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">Inutile dire che le patatine fritte non sono un cibo così sano e che con il sale bisogna sempre andare cauti a prescindere.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=23165" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco le tre principali alternative al sale da cucina: sono buone e salutari</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"></span></p>
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