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	<title>RAEE &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Batterie al litio e incendi: perché si innescano e come proteggersi in casa e in viaggio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/batterie-al-litio-e-incendi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 09:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[batterie al litio]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 21/07/2026 In breve, le batterie al litio che alimentano smartphone, monopattini, power bank e auto elettriche possono, in rari casi, incendiarsi da sole: non serve una fiamma esterna, basta un difetto o un urto per innescare una reazione a catena chiamata thermal runaway. È lo stesso fenomeno che i vigili del fuoco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 21/07/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320961 size-full" title="Batterie al litio rischio incendio cosa sapere" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/batterie-al-litio-2.webp" alt="batterie al litio" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/batterie-al-litio-2.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/batterie-al-litio-2-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/batterie-al-litio-2-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/batterie-al-litio-2-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p><strong>In breve,</strong></p>
<p>le <strong>batterie al litio</strong> che alimentano smartphone, monopattini, power bank e auto elettriche possono, in rari casi, incendiarsi da sole: non serve una fiamma esterna, basta un difetto o un urto per innescare una reazione a catena chiamata <em>thermal runaway</em>. È lo stesso fenomeno che i vigili del fuoco indicano all&#8217;origine del maxi rogo che l&#8217;8 luglio 2026 ha distrutto un deposito logistico a Milano. Ma la parte che conta davvero è un&#8217;altra: la maggior parte di questi incendi domestici si può prevenire con poche precauzioni precise, e c&#8217;è un errore comunissimo che quasi tutti commettono ricaricando i dispositivi.</p>
<p>Le segnalazioni di incidenti legati alle batterie al litio sono in forte aumento. L&#8217;Agenzia dell&#8217;Unione Europea per la Sicurezza Aerea (<strong>EASA</strong>) ha definito il 2025 un anno record per eventi che hanno coinvolto batterie al litio a bordo degli aerei, mentre l&#8217;Autorità britannica per l&#8217;aviazione civile (<strong>CAA</strong>) ha riferito che gli episodi rilevati nei bagagli in stiva sono passati da circa 316 nel 2024 a 643 nel 2025, con una media di due incidenti a settimana.</p>
<h2>Perché le batterie al litio prendono fuoco</h2>
<p>Una batteria agli ioni di litio contiene un <strong>elettrolita liquido infiammabile</strong>: un sale di litio disciolto in un solvente organico, che serve a trasportare gli ioni tra i due elettrodi. È un componente efficiente ma delicato. Quando la batteria viene danneggiata, sovraccaricata o esposta a temperature elevate, può innescarsi il cosiddetto <strong>thermal runaway</strong> (fuga termica): una reazione interna che si autoalimenta, producendo calore, gas infiammabili e nuove combustioni, anche in assenza di una fiamma esterna.</p>
<p>È questa la caratteristica che rende gli incendi da litio diversi e insidiosi: la batteria diventa contemporaneamente combustibile e innesco, e continua a bruciare anche dopo un primo spegnimento. Nel caso del deposito BRT (ex Bartolini) di via Don Minzoni a Milano, secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco coordinati dalla Procura di Milano, all&#8217;origine del rogo — divampato l&#8217;8 luglio 2026 e propagatosi su oltre 8.000 metri quadrati — ci sarebbe stato il surriscaldamento di un pacco di circa 10 chili di batterie al litio.</p>
<h2>Quali sono i segnali di una batteria al litio pericolosa</h2>
<p>Le batterie al litio danneggiate danno quasi sempre avvisaglie prima di cedere. I segnali da non ignorare sono:</p>
<ul>
<li><strong>Rigonfiamento</strong>: se il dispositivo o la batteria appaiono gonfi, deformati o &#8220;a cuscino&#8221;, è un segnale di allarme grave.</li>
<li><strong>Calore anomalo</strong>: una batteria che scotta al tatto durante o dopo la ricarica non è normale.</li>
<li><strong>Odore</strong>: un odore chimico, dolciastro o di plastica bruciata indica un problema interno.</li>
<li><strong>Perdite o macchie</strong>: tracce di liquido o aloni sono sintomo di un involucro compromesso.</li>
<li><strong>Comportamento elettrico anomalo</strong>: la batteria si scarica troppo in fretta o non tiene più la carica.</li>
</ul>
<p>In presenza di uno di questi segnali, il dispositivo va spento, allontanato da materiali infiammabili e non più ricaricato.</p>
<h2>Come prevenire gli incendi da batterie al litio in casa</h2>
<p>La prevenzione domestica passa da abitudini semplici. Ecco cosa fare e cosa evitare.</p>
<p><strong>Cosa fare:</strong></p>
<ul>
<li>Usare <strong>solo il caricabatterie originale</strong> o certificati compatibili con il dispositivo.</li>
<li>Ricaricare su <strong>superfici rigide e non infiammabili</strong> (evitare letti, divani, moquette).</li>
<li>Staccare il dispositivo quando è carico, senza lasciarlo in ricarica tutta la notte incustodito.</li>
<li>Conservare le batterie a <strong>temperatura ambiente</strong>, lontano da fonti di calore e luce solare diretta.</li>
<li><a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/cavi-inutilizzati-valore-riciclo/" target="_blank" rel="noopener">Smaltire le batterie</a> esauste nei punti di raccolta <strong>RAEE</strong>, mai nell&#8217;indifferenziato.</li>
</ul>
<p><strong>Cosa evitare:</strong></p>
<ul>
<li>Non ricaricare monopattini, e-bike o dispositivi di grandi dimensioni <strong>di notte o mentre si è assenti</strong>.</li>
<li>Non usare batterie o caricabatterie <strong>danneggiati, contraffatti o non certificati</strong>.</li>
<li>Non esporre le batterie a urti, schiacciamenti o forature.</li>
<li>Non lasciare i dispositivi in <strong>auto sotto il sole</strong> o in ambienti molto caldi.</li>
</ul>
<h2>Batterie al litio in aereo: le regole aggiornate</h2>
<p>Il trasporto aereo è l&#8217;ambito dove le regole sono diventate più stringenti, proprio per il rischio di incendio. Dal <strong>27 marzo 2026</strong> l&#8217;Organizzazione per l&#8217;aviazione civile internazionale (<strong>ICAO</strong>) ha introdotto norme più severe, recepite dalle compagnie e valide per i voli da e per l&#8217;Italia (dove si applicano anche <a href="https://www.enac.gov.it/passeggeri/cosa-portare-bordo/trasporto-di-batterie-al-litio/" target="_blank" rel="noopener">le indicazioni ENAC</a>). I punti fondamentali:</p>
<ul>
<li><strong>Solo bagaglio a mano</strong>: power bank, batterie di ricambio e sigarette elettroniche non possono mai viaggiare nel bagaglio in stiva, dove un eventuale incendio non sarebbe raggiungibile dall&#8217;equipaggio.</li>
<li><strong>Protezione dai cortocircuiti</strong>: ogni batteria di scorta va protetta singolarmente (confezione originale, custodia o nastro sui contatti).</li>
<li><strong>Limiti di capacità</strong>: fino a 100 Wh senza autorizzazione; tra 100 e 160 Wh serve l&#8217;approvazione della compagnia. La maggior parte dei power bank da 10.000–20.000 mAh rientra sotto i 100 Wh.</li>
<li><strong>Divieto di ricarica in volo</strong>: i power bank non vanno usati per caricare dispositivi durante il volo.</li>
</ul>
<p>Le regole della singola compagnia possono essere più restrittive dello standard IATA, quindi conviene sempre verificarle prima di partire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Perché le batterie al litio prendono fuoco da sole?</h3>
<p>Le batterie al litio contengono un elettrolita liquido infiammabile. Se la batteria è danneggiata, sovraccaricata o surriscaldata, può innescarsi il thermal runaway: una reazione interna che si autoalimenta producendo calore e gas infiammabili, capace di generare fiamme anche senza una fiamma esterna.</p>
<h3>Come capire se una batteria al litio sta per esplodere?</h3>
<p>I principali segnali di pericolo sono il rigonfiamento o la deformazione della batteria, un calore eccessivo al tatto, un odore chimico o di bruciato, eventuali perdite di liquido e un rapido calo della capacità di carica. In presenza di questi sintomi il dispositivo va spento e non più ricaricato.</p>
<h3>È pericoloso lasciare il telefono in carica tutta la notte?</h3>
<p>Il rischio principale non è il sovraccarico, gestito dai circuiti moderni, ma il fatto di lasciare in ricarica per ore un dispositivo incustodito: se la batteria è difettosa e si innesca un incendio, nessuno può intervenire in tempo. È sconsigliato soprattutto per dispositivi grandi come monopattini ed e-bike.</p>
<h3>Si possono portare le batterie al litio e i power bank in aereo?</h3>
<p>Sì, ma solo nel bagaglio a mano, mai in stiva. Dal 27 marzo 2026 le regole ICAO impongono di proteggere ogni batteria dai cortocircuiti e vietano di usare i power bank per ricaricare dispositivi durante il volo. Il limite standard è 100 Wh senza autorizzazione.</p>
<h3>Come si spegne un incendio da batteria al litio?</h3>
<p>Un piccolo dispositivo può essere raffreddato con abbondante acqua, che abbassa la temperatura e contrasta il thermal runaway. Per incendi più grandi (monopattini, e-bike, auto) è indispensabile allontanarsi e chiamare i vigili del fuoco: questi roghi possono riaccendersi e richiedono interventi specializzati.</p>
<hr />
<p><em>ATTENZIONE: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce le indicazioni dei produttori, dei vigili del fuoco o delle autorità competenti. In caso di batteria rigonfia, danneggiata o surriscaldata non tentare di smontarla o forarla e rivolgersi ai canali di smaltimento RAEE; in caso di principio d&#8217;incendio allontanarsi e contattare i vigili del fuoco (115). Le regole per il trasporto aereo possono variare da compagnia a compagnia: verificare sempre le condizioni del proprio vettore prima di partire. </em></p>
<p><em>Fonti principali: Vigili del Fuoco e Procura di Milano, primi accertamenti sull&#8217;incendio del deposito BRT di via Don Minzoni, Milano, 8–11 luglio 2026 (ricostruzione riportata da ANSA); <a href="https://www.easa.europa.eu/it/light/topics/dangerous-goods-when-flying" target="_blank" rel="noopener">EASA (Agenzia dell&#8217;Unione Europea per la Sicurezza Aerea)</a> e CAA (Civil Aviation Authority, Regno Unito), dati 2024–2025 sugli incidenti da batterie al litio a bordo; ICAO, aggiornamento normativo sul trasporto di batterie al litio in vigore dal 27 marzo 2026.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cavi USB e caricabatterie inutilizzati: quanto valgono davvero e dove buttarli</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/cavi-inutilizzati-valore-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Miniera urbana]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 07/07/2026 Nelle case italiane si stima siano fermi circa 170,7 milioni di cavi inutilizzati (USB e Lightning) — in media 6,4 per famiglia — per un totale di circa 3.394 tonnellate di materiali. Non sono solo accessori dimenticati: contengono circa 1.426 tonnellate di rame e 136 di alluminio che, recuperate, farebbero risparmiare all&#8217;industria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 07/07/2026</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320612 size-full" title="Groviglio di cavi USB e caricabatterie inutilizzati in un cassetto" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/Cavi-inutilizzati.webp" alt="cavi inutilizzati riciclo RAEE" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/Cavi-inutilizzati.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/Cavi-inutilizzati-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/Cavi-inutilizzati-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/Cavi-inutilizzati-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p><strong>Nelle case italiane si stima siano fermi circa 170,7 milioni di cavi inutilizzati (USB e Lightning) — in media 6,4 per famiglia — per un totale di circa 3.394 tonnellate di materiali. Non sono solo accessori dimenticati: contengono circa 1.426 tonnellate di rame e 136 di alluminio che, recuperate, farebbero risparmiare all&#8217;industria oltre 16 milioni di euro in materie prime vergini. Il dato arriva dalle elaborazioni del <a href="https://erp-recycling.org/it-it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio ERP Italia</a>, sistema collettivo no profit per la gestione dei RAEE, e fotografa quella che gli addetti ai lavori chiamano &#8220;miniera urbana&#8221;: una riserva di materiali preziosi che non sta nel sottosuolo, ma nei nostri cassetti.</strong></p>
<p>La domanda pratica che questo pone al lettore è duplice: che cosa contengono davvero quei cavi, e — soprattutto — dove vanno conferiti per non sprecarli. Perché il punto centrale, spesso ignorato, è che i cavi elettronici <strong>sono <a href="https://www.cdcraee.it/aee-e-raee/rifiuti-da-apparecchiature-elettriche-ed-elettroniche/" target="_blank" rel="noopener">RAEE</a> a tutti gli effetti</strong> e non vanno gettati nell&#8217;indifferenziata.</p>
<h2>Perché 170 milioni di cavi inutilizzati finiscono nei cassetti?</h2>
<p>La causa è un cambio di standard in corso. Con la progressiva diffusione dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/USB-C" target="_blank" rel="noopener"><strong>USB-C</strong></a> come connettore universale, molte tipologie di cavi usate negli anni scorsi — micro-USB, mini-USB, i vari <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lightning_(connettore)" target="_blank" rel="noopener">Lightning di Apple</a>, i caricabatterie proprietari — diventano progressivamente inutili. Il processo è stato accelerato dalla <strong>Direttiva (UE) 2022/2380</strong>, la norma sul &#8220;caricabatterie unico&#8221; che dal 28 dicembre 2024 impone il connettore USB-C sulla maggior parte dei dispositivi elettronici portatili venduti nell&#8217;Unione Europea, smartphone inclusi.</p>
<p>Il risultato è che ogni famiglia accumula cavi che non servono più ma che non vengono buttati, un po&#8217; per pigrizia e un po&#8217; per l&#8217;idea diffusa che &#8220;potrebbero sempre tornare utili&#8221;. Restano lì, mediamente 6,4 per nucleo familiare secondo le stime <a href="https://erp-recycling.org/it-it/" target="_blank" rel="noopener">ERP</a>. Moltiplicati per il numero di famiglie italiane, diventano i 170,7 milioni di pezzi del titolo.</p>
<h2>Cosa contiene un cavo e perché si parla di &#8220;miniera urbana&#8221;</h2>
<p>L&#8217;espressione <strong>miniera urbana</strong> (urban mining) indica il recupero di materie prime dai prodotti a fine vita accumulati nelle città, in alternativa all&#8217;estrazione mineraria tradizionale. Un cavo, apparentemente banale, è fatto in buona parte di metalli conduttori e isolanti plastici: è proprio il conduttore interno a renderlo interessante.</p>
<p>Secondo le elaborazioni ERP Italia, lo stock nazionale di cavi dimenticati contiene circa <strong>1.426 tonnellate di rame</strong> e <strong>136 tonnellate di alluminio</strong>. Sono metalli che, attraverso processi di trattamento e riciclo, possono essere reimmessi nel ciclo produttivo come <strong>materie prime seconde</strong>, evitando di acquistare materia vergine il cui costo, a parità di volume, supererebbe i 16 milioni di euro. È bene precisare che questa cifra è una stima economica del Consorzio basata sul peso medio rilevato su campioni analizzati, non un dato ufficiale certificato da un ente terzo: è comunque coerente con l&#8217;ordine di grandezza dei valori di mercato di rame e alluminio.</p>
<p>Il tema si inserisce in un quadro europeo più ampio. L&#8217;Unione Europea produce internamente solo una piccola parte delle materie prime critiche di cui ha bisogno e ne importa oltre il 90% da Paesi terzi; recuperare i materiali già presenti sul territorio è quindi diventato un obiettivo strategico, formalizzato nel Critical Raw Materials Act. In questo senso i cavi nei cassetti sono un tassello, piccolo ma emblematico, di un problema di autonomia industriale del continente.</p>
<h2>I cavi sono RAEE: dove si buttano (e dove no)</h2>
<p>Questo è il punto che riguarda direttamente il lettore. I cavi elettrici ed elettronici rientrano nella categoria dei <strong>RAEE</strong> (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e <strong>non vanno conferiti nell&#8217;indifferenziata</strong>. Buttarli nel sacco del residuo significa disperderne i materiali e mandarli a incenerimento o discarica.</p>
<p>Le vie corrette per liberarsene sono tre:</p>
<ol>
<li>Portarli al <a href="https://www.cdcraee.it/centri-di-raccolta-comunali/" target="_blank" rel="noopener"><strong>centro di raccolta comunale</strong></a> (la &#8220;isola ecologica&#8221; o &#8220;piazzola&#8221;).</li>
<li>Consegnarli nei <a href="https://www.cdcraee.it/punti-vendita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>punti vendita</strong></a> che effettuano il ritiro gratuito dei RAEE: la normativa prevede il ritiro &#8220;uno contro zero&#8221; gratuito per i piccoli RAEE nei negozi di elettronica di grande superficie, senza obbligo di acquisto.</li>
<li>Utilizzare eventuali <strong>iniziative territoriali</strong> dedicate alla raccolta dei piccoli dispositivi elettronici.</li>
</ol>
<p>Un dato aiuta a inquadrare la scala del sistema di raccolta esistente: nel solo 2024 ERP Italia ha raccolto oltre 23.000 tonnellate di RAEE e più di 3.900 tonnellate di pile portatili esauste, attraverso una rete di 3.839 punti di prelievo attivi sul territorio nazionale. Le infrastrutture ci sono; ciò che spesso manca è la consapevolezza che anche un singolo cavo vada conferito lì.</p>
<h2>Cosa significa per chi ha il cassetto pieno di cavi</h2>
<p>In pratica, la prossima volta che si apre il cassetto dei cavi conviene fare una cernita. I cavi ancora compatibili con i dispositivi in uso si tengono; quelli legati a standard superati (micro-USB, vecchi Lightning se non si hanno più dispositivi Apple datati, caricabatterie di telefoni dismessi) non vanno lasciati a impolverarsi né buttati nel residuo, ma raccolti in una busta e portati alla prima occasione all&#8217;isola ecologica o a un negozio di elettronica <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/terre-rare/" target="_blank" rel="noopener">che ritira i RAEE.</a> È un gesto a costo zero che, moltiplicato per milioni di famiglie, alimenta il recupero di rame e alluminio già presenti in Italia. Chi ha anche vecchi smartphone o piccoli elettrodomestici nel cassetto può conferirli nella stessa occasione: contengono materiali ancora più preziosi.</p>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Dove si buttano i vecchi cavi inutilizzati USB e i caricabatterie?</h3>
<p>I cavi inutilizzati USB, Lightning e i caricabatterie sono rifiuti elettronici (RAEE) e non vanno gettati nell&#8217;indifferenziata. Si conferiscono al centro di raccolta comunale (isola ecologica) oppure nei punti vendita di elettronica che effettuano il ritiro gratuito dei RAEE. Per i piccoli dispositivi molti grandi negozi applicano il ritiro &#8220;uno contro zero&#8221;, cioè gratuito e senza obbligo di acquisto.</p>
<h3>Perché i cavi inutilizzati non si buttano nella spazzatura normale?</h3>
<p>Perché contengono metalli come rame e alluminio e materiali plastici che, se dispersi nell&#8217;indifferenziata, vengono persi e finiscono in inceneritore o discarica. Conferendoli nei canali RAEE, invece, questi materiali possono essere recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo come materie prime seconde, riducendo la necessità di estrarre nuove risorse.</p>
<h3>Quanto valgono i cavi inutilizzati presenti nelle case italiane?</h3>
<p>Secondo le elaborazioni del Consorzio ERP Italia, i circa 170,7 milioni di cavi inutilizzati USB e Lightning fermi nelle case italiane contengono all&#8217;incirca 1.426 tonnellate di rame e 136 tonnellate di alluminio. Recuperare questi metalli eviterebbe l&#8217;acquisto di materie prime vergini per un valore stimato di oltre 16 milioni di euro. La cifra è una stima del Consorzio basata sul peso medio dei campioni analizzati.</p>
<h3>Cosa c&#8217;entra l&#8217;USB-C con l&#8217;aumento dei cavi inutilizzati?</h3>
<p>La Direttiva (UE) 2022/2380 sul caricabatterie unico impone dal dicembre 2024 il connettore USB-C sulla maggior parte dei dispositivi portatili venduti nell&#8217;Unione Europea. Con la diffusione di questo standard unico, molti cavi di tipo precedente (micro-USB, alcuni Lightning, caricabatterie proprietari) diventano progressivamente inutilizzabili e finiscono dimenticati nei cassetti, aumentando lo stock di accessori dismessi.</p>
<h3>Che cos&#8217;è la &#8220;miniera urbana&#8221;?</h3>
<p>La miniera urbana (urban mining) è il recupero di materie prime dai prodotti a fine vita accumulati nelle case e nelle città, come alternativa all&#8217;estrazione dal sottosuolo. Rifiuti elettronici come cavi, smartphone e piccoli elettrodomestici contengono metalli di valore — rame, alluminio, ma anche oro, argento e terre rare nei dispositivi più complessi — che possono essere estratti e riutilizzati tramite riciclo.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>Nelle case italiane giacciono circa 170,7 milioni di cavi USB e Lightning inutilizzati, in media 6,4 per famiglia, per un totale stimato di 3.394 tonnellate di materiali (elaborazioni Consorzio ERP Italia). Contengono circa 1.426 tonnellate di rame e 136 di alluminio, il cui recupero eviterebbe l&#8217;acquisto di materie prime vergini per oltre 16 milioni di euro. L&#8217;accumulo è alimentato dal passaggio allo standard unico USB-C imposto dalla Direttiva UE sul caricabatterie unico. Il messaggio pratico è semplice: i cavi sono RAEE, non vanno nell&#8217;indifferenziata, e si conferiscono gratuitamente ai centri di raccolta comunali o ai negozi di elettronica che ritirano i rifiuti elettronici. Un gesto a costo zero che trasforma un oggetto dimenticato in una risorsa per l&#8217;economia circolare e contribuisce all&#8217;autonomia europea sulle materie prime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>ATTENZIONE: questo articolo sui cavi inutilizzati e dove si smaltiscono i rifiuti RAEE ha finalità informative e divulgative. I dati quantitativi sui cavi inutilizzati (170,7 milioni di pezzi, 6,4 per famiglia, 3.394 tonnellate di materiali, 1.426 tonnellate di rame, 136 di alluminio, oltre 16 milioni di euro di valore) sono elaborazioni e stime del Consorzio ERP Italia basate sul peso medio rilevato su campioni analizzati, diffuse tramite comunicato del 6 luglio 2026 e riprese da testate di settore; non costituiscono dati ufficiali certificati da enti terzi indipendenti. Le indicazioni sulle modalità di conferimento dei RAEE possono variare a livello comunale: per i dettagli sul proprio territorio si rimanda al proprio Comune e al Centro di Coordinamento RAEE. Fonti: comunicato Consorzio ERP Italia (6 luglio 2026); dati di raccolta ERP Italia 2024 (23.000 t di RAEE, 3.839 punti di prelievo); Direttiva (UE) 2022/2380 sul caricabatterie unico; ruolo di Alberto Canni Ferrari verificato come Procuratore Speciale del Consorzio ERP Italia e Head of ERP Southern Europe.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terre rare dai magneti dei rifiuti elettronici: in Italia il primo impianto europeo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/terre-rare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 07:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ceccano]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
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		<category><![CDATA[materie prime critiche]]></category>
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		<category><![CDATA[terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 04/07/2026 Il Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha autorizzato il 16 giugno 2026 la realizzazione del primo impianto industriale europeo per il recupero delle terre rare dai magneti permanenti contenuti nei rifiuti elettronici (RAEE): sorgerà a Ceccano, in provincia di Frosinone, all&#8217;interno dello stabilimento di Itelyum. Il progetto, denominato LIFE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 04/07/2026</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320521 size-full" title="magneti permanenti estratti da hard disk per il recupero delle terre rare" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/terre-rare.webp" alt="Terre rare dai rifiuti elettronici: l'impianto di Ceccano" width="1293" height="710" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/terre-rare.webp 1293w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/terre-rare-300x165.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/terre-rare-1024x562.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/terre-rare-768x422.webp 768w" sizes="(max-width: 1293px) 100vw, 1293px" /></p>
<p><strong>Il Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha autorizzato il 16 giugno 2026 la realizzazione del primo impianto industriale europeo per il recupero delle terre rare dai magneti permanenti contenuti nei rifiuti elettronici (RAEE): sorgerà a Ceccano, in provincia di Frosinone, all&#8217;interno dello stabilimento di Itelyum.</strong> Il progetto, denominato LIFE 22ENV-IT-INSPIREE, punta a trattare a regime fino a 2.000 tonnellate di magneti l&#8217;anno, ricavandone tra le 500 e le 700 tonnellate di composti di terre rare — una risposta industriale concreta alla dipendenza dell&#8217;Europa dalla Cina, che oggi controlla tra il 90 e il 95% della fornitura mondiale di questi materiali.</p>
<h2>Cos&#8217;è il progetto INSPIREE e chi lo realizza</h2>
<p><a href="https://www.mase.gov.it/portale/-/materie-prime-critiche-dal-mase-via-libera-al-primo-impianto-europeo-per-il-recupero-delle-terre-rare" target="_blank" rel="noopener">INSPIREE</a> è un progetto europeo LIFE che rientra tra i 47 progetti strategici selezionati dalla Commissione Europea nell&#8217;ambito del Regolamento sulle materie prime critiche (<a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/green-deal-industrial-plan/european-critical-raw-materials-act_en" target="_blank" rel="noopener">Critical Raw Materials Act</a>). È guidato da <a href="https://www.itelyum.com/" target="_blank" rel="noopener">Itelyum</a>, azienda italiana specializzata nella rigenerazione di rifiuti complessi, con la collaborazione di quattro partner:</p>
<ul>
<li><a href="https://globeco.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Glob Eco</strong></a>, che si occupa dello smontaggio dei magneti dagli apparecchi dismessi</li>
<li><a href="https://erion.it/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Erion</strong></a>, il consorzio italiano per la raccolta dei rifiuti elettronici, che punterà anche a intercettare più magneti possibile nel flusso dei RAEE</li>
<li><a href="https://www.univaq.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Università dell&#8217;Aquila</strong></a>, che ha sviluppato la tecnologia brevettata alla base del processo e segue il monitoraggio ambientale</li>
<li><a href="https://eitrawmaterials.eu/" target="_blank" rel="noopener"><strong>EIT RawMaterials</strong></a>, l&#8217;iniziativa europea dedicata alle materie prime strategiche</li>
</ul>
<p>L&#8217;impianto rappresenta lo scale-up industriale di una tecnologia già sperimentata in versione pilota, che oggi tratta circa 20 tonnellate di magneti l&#8217;anno.</p>
<h2>Come funziona il recupero delle terre rare dai RAEE</h2>
<p>Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica — tra cui neodimio, praseodimio, disprosio, lantanio e ittrio — fondamentali per tecnologie come motori elettrici, turbine eoliche, hard disk e smartphone. Nonostante il nome, non sono particolarmente scarse nella crosta terrestre: il problema è che si trovano in concentrazioni molto basse, mischiate ad altri minerali, e separarle richiede processi chimici complessi, costosi e spesso ad alto impatto ambientale.</p>
<p>Il processo di INSPIREE si sviluppa in due fasi:</p>
<ol>
<li><strong>Disassemblaggio</strong>: i magneti permanenti vengono estratti manualmente o meccanicamente da hard disk, motori elettrici e altri dispositivi a fine vita.</li>
<li><strong>Trattamento idrometallurgico</strong>: i magneti vengono sottoposti a processi chimici di separazione per estrarre e purificare le terre rare, che possono poi essere reintrodotte sul mercato come nuove materie prime.</li>
</ol>
<h2>Perché questo impianto è strategico per l&#8217;Europa</h2>
<p>Dal 2024 la Cina ha introdotto controlli sulle esportazioni di diversi materiali strategici, trasformando l&#8217;approvvigionamento di terre rare in una questione di sicurezza industriale prima ancora che <a href="https://www.ecoseven.net/categoria/ambiente/" target="_blank" rel="noopener">ambientale</a>. Per settori come l&#8217;automotive elettrico, l&#8217;eolico, l&#8217;elettronica di consumo e la difesa, dipendere quasi interamente da un solo fornitore espone l&#8217;industria europea a un rischio concreto di interruzione delle forniture.</p>
<p>Il recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici affronta questo problema da due direzioni contemporaneamente: riduce la necessità di nuove attività estrattive, spesso concentrate in un numero ristretto di paesi, e trasforma un flusso di rifiuti già esistente in una fonte di approvvigionamento interna all&#8217;Unione Europea. La viceministra dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava ha definito l&#8217;autorizzazione del progetto &#8220;un passo strategico per il futuro industriale del Paese&#8221;.</p>
<h2>Cosa significa concretamente</h2>
<ul>
<li><strong>Per l&#8217;industria italiana ed europea</strong>: un impianto di questa scala riduce la dipendenza da un singolo fornitore extra-UE per materiali essenziali a settori ad alto valore aggiunto come l&#8217;automotive elettrico e l&#8217;eolico.</li>
<li><strong>Per la gestione dei rifiuti elettronici</strong>: aumenta il valore economico dei RAEE conferiti correttamente, un incentivo indiretto a migliorare i tassi di raccolta differenziata di apparecchiature elettroniche a fine vita.</li>
<li><strong>Per chi si sbarazza di dispositivi elettronici</strong>: conferire hard disk, vecchi PC e piccoli elettrodomestici ai centri di raccolta RAEE autorizzati, anziché smaltirli nei rifiuti generici, diventa ancora più rilevante: sono proprio questi dispositivi la fonte primaria dei magneti da cui l&#8217;impianto ricaverà le terre rare.</li>
<li><strong>Per la scala del progetto</strong>: a regime, le 500-700 tonnellate annue di terre rare recuperate rappresentano un volume ancora limitato rispetto al fabbisogno industriale europeo complessivo, ma costituiscono un primo passo dimostrativo su scala industriale, non più solo pilota.</li>
</ul>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Dove sorgerà il primo impianto europeo per il recupero delle terre rare?</h3>
<p>A Ceccano, in provincia di Frosinone, all&#8217;interno dello stabilimento dell&#8217;azienda Itelyum. Il progetto ha ottenuto l&#8217;autorizzazione del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica il 16 giugno 2026.</p>
<h3>Quante terre rare potrà recuperare l&#8217;impianto INSPIREE?</h3>
<p>A regime, l&#8217;impianto tratterà fino a 2.000 tonnellate di magneti permanenti l&#8217;anno, ricavandone tra le 500 e le 700 tonnellate di composti di terre rare. Attualmente la fase pilota tratta circa 20 tonnellate di magneti l&#8217;anno.</p>
<h3>Perché è importante ridurre la dipendenza dalla Cina per le terre rare?</h3>
<p>Perché la Cina controlla oggi tra il 90 e il 95% della fornitura mondiale di terre rare e dal 2024 ha introdotto controlli sulle esportazioni di diversi materiali strategici, rendendo l&#8217;approvvigionamento europeo vulnerabile a decisioni politiche di un singolo paese fornitore.</p>
<h3>Da quali dispositivi elettronici si possono recuperare le terre rare?</h3>
<p>Principalmente da hard disk e motori elettrici a fine vita, che contengono magneti permanenti a base di neodimio e altri elementi delle terre rare. È per questo che una corretta raccolta differenziata dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) è fondamentale per alimentare questo tipo di impianti.</p>
<h3>Chi finanzia e sostiene il progetto INSPIREE?</h3>
<p>INSPIREE è un progetto europeo LIFE, incluso tra i 47 progetti strategici selezionati dalla Commissione Europea nell&#8217;ambito del Critical Raw Materials Act. È guidato dall&#8217;azienda italiana Itelyum, in collaborazione con Glob Eco, Erion, l&#8217;Università dell&#8217;Aquila e EIT RawMaterials.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>Il Ministero dell&#8217;Ambiente ha autorizzato il 16 giugno 2026 il primo impianto industriale europeo per il recupero delle terre rare dai magneti dei rifiuti elettronici, che sorgerà a Ceccano (Frosinone) nello stabilimento di Itelyum. Il progetto LIFE 22ENV-IT-INSPIREE, sviluppato con Glob Eco, Erion, Università dell&#8217;Aquila e EIT RawMaterials, tratterà a regime fino a 2.000 tonnellate di magneti l&#8217;anno per recuperare 500-700 tonnellate di terre rare, riducendo la dipendenza europea dalla Cina, che controlla il 90-95% della fornitura mondiale di questi materiali strategici.</p>
<p><em>ATTENZIONE: Questo articolo ha finalità puramente informative. I dati sulla capacità produttiva dell&#8217;impianto sono quelli dichiarati dai promotori del progetto al momento dell&#8217;autorizzazione e potrebbero essere soggetti a revisione nelle fasi successive di realizzazione. Fonti principali: Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica (<a href="https://www.mase.gov.it/portale/home" target="_blank" rel="noopener">MASE</a>), comunicato sull&#8217;autorizzazione del progetto LIFE 22ENV-IT-INSPIREE, 16 giugno 2026; Commissione Europea, Critical Raw Materials Act.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La nostra dipendenza digitale si lascia dietro un numero di rifiuti incredibile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/la-nostra-dipendenza-digitale-si-lascia-dietro-un-numero-di-rifiuti-incredibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2017 12:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphones]]></category>
		<category><![CDATA[telefoni]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici generati ogni anno ai 350.000 telefoni cellulari gettati via ogni giorno: questo siamo diventati Viviamo in un mondo in cui tutte le novità diventano rapidamente obsolete: quando usciamo da un negozio di elettronica con l&#8217;ultimissimo modello di uno smartphone nel nostro sacchetto, sappiamo già che da qualche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34401" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_raee.jpg" alt="" width="690" height="388" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_raee.jpg 690w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_raee-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></p>
<p>Dai 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici generati ogni anno ai 350.000 telefoni cellulari gettati via ogni giorno: questo siamo diventati</p>
<p>  <span id="more-34402"></span>  </p>
<p>Viviamo in un mondo in cui tutte le novità diventano rapidamente obsolete: quando usciamo da un negozio di elettronica con l&#8217;ultimissimo modello di uno smartphone nel nostro sacchetto, sappiamo già che da qualche parte qualcuno ha appena assemblato il modello successivo che, nel giro di pochi mesi, ci farà sembrare il nostro acquisto un rottame. È questo modo di pensare e di produrre che ci ha portati alla situazione incredibile in cui ci troviamo oggi, quella in cui vengono buttati 350.000 telefoni cellulari al giorno.</p>
<p>La tecnologia è eccezionale e le comodità dell&#8217;era digitale sono incomparabili, ma questi numeri sono troppo. Con la possibilità di ricambio dei dispositivi elettronici, è successa la stessa cosa che, nel corso tempo, è sempre successa con i rifiuti e l&#8217;inquinamento di tutti i generi: le persone gettano e sostituiscono la loro elettronica senza pensarci troppo, quasi sempre ignorando o non curandosi del fatto che quella spazzatura finisca da qualche parte.</p>
<p>Per esempio, dei 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici generati ogni anno, nel 2014, 41,8 milioni di tonnellate sono stati spediti verso i paesi in via di sviluppo, dove sono stati differenziati (di solito in modo improprio), esponendo le persone e l&#8217;ambiente a una serie di terribili tossine. Lo sapevamo? Probabilmente no.<br />È giunto il momento di riflettere.</p>
<p>Sono molte le società che si occupano della riparazione degli smartphone e che incoraggiano a pensare a questa pratica prima di procedere alla sostituzione e ci sono alcuni esperti che spiegano <a href="https://www.ecoseven.net//?p=3156" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dove e come buttare i telefoni cellulari</a>&nbsp;se proprio non si può fare altrimenti.</p>
<p>Sta a noi decidere da quale parte dei numeri stare.</p>
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		<item>
		<title>Il riciclo dei rifiuti elettronici cresce del 14% grazie alla raccolta in negozio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/il-riciclo-dei-rifiuti-elettronici-cresce-del-14-grazie-alla-raccolta-in-negozio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 09:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 17mila tonnellate di piccoli RAEE avviati al corretto trattamento nel 2016 I piccoli ettrodomestici sono quelli che più spesso “sfuggono” alle maglie del riciclo, ma le cose stanno cambiando, come spiega il presidente di Ecolight Walter Camarda: “Crediamo che la vera rivoluzione stia nelle piccole cose, nell’andare a raccogliere i piccoli rifiuti elettronici, quelli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34078" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_Raee.jpg" alt="" width="600" height="335" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Raee.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Raee-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Oltre 17mila tonnellate di piccoli RAEE avviati al corretto trattamento nel 2016</p>
<p>  <span id="more-34079"></span>  </p>
<p>I piccoli ettrodomestici sono quelli che più spesso “sfuggono” alle maglie del riciclo, ma le cose stanno cambiando, come spiega il presidente di <a href="http://ecolight.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecolight</a> Walter Camarda: “Crediamo che la vera rivoluzione stia nelle piccole cose, nell’andare a raccogliere i piccoli rifiuti elettronici, quelli che più facilmente sfuggono ai corretti circuiti. Una rivoluzione che abbiamo attuato investendo sull’innovazione e ampliando la rete delle isole ecologiche intelligenti poste direttamente nei luoghi ad elevata aggregazione come i grandi punti vendita e i centri commerciali. Sono quasi 50 le EcoIsole RAEE che abbiamo posizionato nell’intento di creare una cultura di partecipazione alla raccolta di questi rifiuti. E “partecipazione” è proprio il titolo che abbiamo voluto dare al Rapporto sociale 2016”</p>
<p>Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, ha incrementato nel 2016 i propri volumi di quasi il 14% rispetto all’anno precedente, confermandosi così tra i principali sistemi collettivi in Italia per trattare i rifiuti hitech.</p>
<p>Nel complesso Ecolight l’anno scorso ha gestito oltre 26 mila tonnellate di rifiuti raccogliendo tutte le tipologie di rifiuti elettronici (dai frigoriferi ai televisori, dalle lavatrici fino ai cellulari e alle sorgenti luminose) oltre alle pile portatili esauste. L’azione si è divisa in tre ambiti: innanzitutto, all’interno del sistema del Centro di Coordinamento RAEE. Fornendo il servizio ai 2.848 punti di prelievo affidati, il consorzio ha raccolto oltre 23.000 tonnellate di RAEE facendo 20.801 missioni (+14,5% rispetto al 2015) nelle isole ecologiche di tutta Italia. Inoltre, in risposta a quanto previsto dal cosiddetto decreto “Uno contro Uno”, Ecolight ha erogato un servizio specifico dedicato alla Distribuzione servendo direttamente 2.518 punti vendita e raccogliendo oltre 940 tonnellate di RAEE. Non certo ultimo, alle aziende è stata dedicata una grande attenzione potenziando il servizio Fai Spazio per la gestione dei rifiuti professionali. Il servizio, che garantisce una gestione rispettosa delle norme e dell’ambiente e una completa tracciabilità documentale, ha visto Ecolight gestire oltre 1.600 tonnellate di rifiuti effettuando 3.294 missioni.</p>
<p>&#8220;La bontà dell’azione svolta è data da un grado di efficienza del 99,59% nella gestione dei RAEE domestici&#8221;, dice il direttore generale di Ecolight Giancarlo Dezio. &#8220;Ma anche dall’impegno nell’individuare nuovi strumenti per potenziare la raccolta dei rifiuti elettronici. Il consorzio ha incentivato la raccolta di prossimità di RAEE di piccole dimensioni installando l’anno scorso 19 nuove postazioni automatizzate e arrivando così a 48 EcoIsole RAEE nelle regioni del nord e del centro Italia. Questo ha permesso di raccogliere 35 tonnellate di piccoli elettrodomestici e telefoni non più funzionanti&#8221;. Per il futuro tre le linee di azione: &#8220;Innanzitutto l’attenzione verso le aziende consorziate che sono ulteriormente aumentate superando quota 1.700; non certo secondo l’affiancamento alle imprese per la gestione dei rifiuti professionali. Terzo, la prosecuzione delle iniziative di sensibilizzazione dei cittadini sulla necessità di conferire in modo corretto i rifiuti così da dare un contributo concreto alla tutela dell’ambiente&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le ecoisole dove buttare il vecchio cellulare sono 50 in tutta italia: ecco dove si trovano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/le-ecoisole-dove-buttare-il-vecchio-cellulare-sono-50-in-tutta-italia-ecco-dove-si-trovano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2017 08:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecoisole]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Ricico]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopriamo le&#160;50 stazioni ecologiche in prossimità dei grandi negozi in Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lazio In Italia ci sono 50 stazioni ecologiche in prossimità dei grandi negozi in Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lazio. Il consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettronici invita tutti i cittadini ad utilizzarle: è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33697" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/04/images_4863_ecoIsola_web.jpg" alt="" width="539" height="432" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/04/images_4863_ecoIsola_web.jpg 539w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/04/images_4863_ecoIsola_web-300x240.jpg 300w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></p>
<p>Scopriamo le&nbsp;50 stazioni ecologiche in prossimità dei grandi negozi in Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lazio</p>
<p>  <span id="more-33698"></span>  </p>
<p>In Italia ci sono 50 stazioni ecologiche in prossimità dei grandi negozi in Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lazio. Il consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettronici invita tutti i cittadini ad utilizzarle: è un piccolo sforzo che fa bene all’ambiente.</p>
<p>Cellulari, tablet, telecomandi, frullatori, ma anche rasoi, joystick e lampadine a risparmio energetico non più funzionanti possono essere conferite gratuitamente in una di queste stazioni ecologiche dedicate ai RAEE. “Quanti di questi oggetti non più funzionanti rimangono nel cassetto o in cantina in attesa di essere buttati?” Possiamo fare un piccolo sforzo, spiega il direttore generale di Ecolight Giancarlo Dezio: “liberiamo uno spazio nel cassetto e conferiamo in modo corretto il nostro smartphone che nonostante non funzioni più continuiamo a conservare”. “È un piccolo sforzo che fa bene all’ambiente: infatti questi tipi di rifiuti sono riciclabili per oltre il 90% del loro peso e possono contribuire in modo significativo al recupero di plastica, metalli e vetro da riutilizzare in altri processi produttivi”.</p>
<p>Identificati tecnicamente con i Raggruppamenti R4 (i piccoli elettrodomestici e l’elettronica di consumo) ed R5 (le sorgenti luminose), questi rifiuti sono anche quelli più difficili da intercettare: meno di uno su cinque infatti segue un corretto percorso di smaltimento e recupero.</p>
<p>L’EcoIsola RAEE è un cassonetto automatizzato di dimensioni contenute (1,5&#215;1,2&#215;1,5 metri) destinato alla raccolta dei RAEE appartenenti ai Raggruppamenti R4 ed R5. Per conferirvi i rifiuti, al consumatore è richiesto di indicare il tipo di prodotto da smaltire (se un piccolo elettrodomestico o una lampadina) e identificarsi con la carta regionale dei servizi, quindi inserire il rifiuto nello sportello indicato. A conferma dell’avvenuto conferimento, al termine viene rilasciato uno scontrino. Quando i contenitori interni sono pieni, la macchina avvisa i tecnici per lo svuotamento via sms. I rifiuti conferiti vengono tracciati dal momento del conferimento fino al trattamento e recupero, nell’intento di prevenire il traffico illegale dei RAEE. Inoltre, i cittadini avranno sempre la certezza che i materiali conferiti seguiranno la filiera corretta, con grande beneficio per l’ambiente.</p>
<p>Ecco dove si trovano le EcoIsole RAEE:</p>
<p><strong>Lombardia</strong></p>
<p>Brescia, Leroy Merlin, via Genova 93<br />Pantigliate (MI), Leroy Merlin, strada consortile vecchia Paullese<br />Carugate (MI), IKEA, via Artigianato<br />Caponago (MI), Leroy Merlin, via Galileo Galilei<br />Lissone (MB), Leroy Merlin, via Nuova Valassina<br />Nova Milanese (MB), Leroy Merlin, Strada Statale 35 Km 135<br />Seriate (BG), Leroy Merlin, via Cassinone<br />Solbiate Arno (VA), Leroy Merlin, via Del Lavoro<br />Barzanò (LC), Sacchi Unieuro, via Privata G. Sacchi 2<br />Merate (LC), Sacchi Unieuro, via Turati 4</p>
<p><strong>Veneto</strong></p>
<p>Marcon (VE), Leroy Merlin, via Mattei<br />Mestre (VE), Leroy Merlin, via Colombara<br />Mestre (VE), Interspar, via Torino<br />Mestre (VE), Interspar, via Paccagnella<br />San Giovanni Lupatoto (VR), Leroy Merlin, via Monte Amiata<br />Torri di Quartesolo (VI), Leroy Merlin, via Brescia</p>
<p><strong>Piemonte</strong></p>
<p>Torino, Leroy Merlin, corso Giulio Cesare<br />Collegno (TO), Leroy Merlin, via Nazioni Unite<br />Moncalieri (TO), Leroy Merlin, via Fortunato Postiglione<br />Toscana</p>
<p>Sesto Fiorentino (FI), IKEA, via Redi<br />Campi Bisenzio (FI), centro commerciale I Gigli via San Quirico</p>
<p><strong>Lazio</strong></p>
<p>Roma, Leroy Merlin, via Bruno Pontecorvo<br />Ciampino (RM), Leroy Merlin, parco commerciale via Kennedy</p>
<p><strong>Emilia Romagna</strong></p>
<p>Bologna, Mediaworld viale Tito Carnacini 43 (parco commerciale Meraville)<br />Bologna, Centro commerciale Navile, via Cristoforo Colombo 7<br />Bologna, Centro commerciale Andrea Costa, via Andrea Costa 156<br />Bologna, Centroborgo, via Marco Emilio Lepido 186<br />Bologna, Centro commerciale San Ruffillo, via Ponchielli<br />Bologna, Leroy Merlin, viale Tito Carnacini 43 (parco commerciale Meraville)<br />Bologna, Bricoman, via del Terrapieno 46<br />Bologna, Leclerc presso il centro commerciale ViaLarga, via Larga 10<br />Casalecchio di Reno (BO), LeroyMerlin, via Antonio de Curtis<br />Casalecchio di Reno (BO), IKEA, via John Lennon 6<br />Villanova di Castenaso (BO), Centronova, via Villanova 29<br />Imola (BO), centro Il Leonardo, viale Amendola 129<br />Ferrara, Centro commerciale Le Mura, via Copparo<br />Ravenna, Mediaworld via Faentina 165/E<br />Ravenna, Centro commerciale ESP via Marco Bussato, 74<br />Faenza (RA), Centro commerciale Le Maioliche, via Bisaura 3<br />Savignano sul Rubicone (FC), Leroy Merlin, piazza Vespucci 7<br />Forlì, Centro commerciale Puntadiferro, piazzale della Cooperazione<br />Modena, Centro commerciale La Rotonda, via Morane 500<br />Modena, Centro commerciale GrandEmilia, via Emilia Ovest 1480<br />Modena, Centro commerciale I Portali, viale dello Sport 50<br />Campogalliano (MO), Conforama, via del Passatore 30<br />Rimini, IKEA, via Tolemaide 140<br />Rimini, Le Befane shopping center, via Caduti di Nassiriya, 20<br />Rimini, Centro commerciale I Malatesta, via Emilia, 150<br />Rimini, Centro commerciale Perlaverde, via Enrico Berlinguer<br />Cesena, Centro commerciale Lungo Savio, via Arturo Carlo Jemolo, 110</p>
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		<title>Luci di Natale: ecco come smaltirle rispettando l’ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 08:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[albero di Natale]]></category>
		<category><![CDATA[elettrico]]></category>
		<category><![CDATA[elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[luci natale]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Le luci, come tutti i prodotti elettrici ed elettronici non vanno nell&#8217;indifferenziata! Scopriamo tre modi per smaltirle Le feste sono in arrivo e molte persone stanno tirando fuori gli addobbi natalizi. Le lucine sono un classico, ma non durano in eterno, anzi può darsi che ci ritroviamo con delle luci non funzionanti che dobbiamo sostituire.&#160; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32886" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_Smaltire_luci_di_Natale_RAEE.jpg" alt="" width="699" height="394" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Smaltire_luci_di_Natale_RAEE.jpg 699w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Smaltire_luci_di_Natale_RAEE-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /></p>
<p>Le luci, come tutti i prodotti elettrici ed elettronici non vanno nell&#8217;indifferenziata! Scopriamo tre modi per smaltirle</p>
<p>  <span id="more-32887"></span>  </p>
<p>Le feste sono in arrivo e molte persone stanno tirando fuori gli addobbi natalizi. Le lucine sono un classico, ma non durano in eterno, anzi può darsi che ci ritroviamo con delle luci non funzionanti che dobbiamo sostituire.&nbsp;</p>
<p>Come possiamo liberarci della vecchia illuminazione natalizia rispettando l’ambiente? <a href="http://www.ecolamp.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecolamp</a> ricorda le tre possibili soluzioni a disposizione dei cittadini per un corretto smaltimento degli addobbi luminosi.</p>
<p><strong>1. Negli oltre 3.900 Centri di Raccolta Comunali</strong><br />Cerchiamo i contenitori per le diverse categorie di Raee (rifiuti elettrici ed elettronici).<br />Le catene luminose e gli addobbi natalizi vanno gettati nei contenitori del raggruppamento R4 (apparecchi di illuminazione, piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo). Per aiutare i cittadini a individuare il Centro di Raccolta più vicino, Ecolamp ha messo a disposizione l’applicazione &#8216;L’isola che c’è&#8217; e questa&nbsp;<a href="http://www.ecolamp.it/centri-raccolta/." target="_blank" rel="noopener noreferrer">pagina web</a>.</p>
<p><strong>2. Ritiro “uno contro uno”</strong><br />Quando si acquista un prodotto nuovo “equivalente” è possibile consegnare il proprio rifiuto elettrico al negoziante. Se compriamo una lampadina possiamo consegnare la lampadina vecchia.</p>
<p><strong>3. Ritiro “uno contro zero”</strong><br />Da luglio 2016 è possibile consegnare gratuitamente il proprio piccolo Raee (di lunghezza inferiore a 25 cm) al negoziante, senza dovere sostenere alcuna spesa e senza alcun obbligo di acquisto. Sono tenuti ad applicare questa modalità di ritiro i punti vendita con una superficie dedicata alle apparecchiature elettriche ed elettroniche maggiore di 400mq. Possono comunque applicarla, in maniera facoltativa, anche gli altri negozi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il riciclo dei rifiuti elettrici inizia a scuola. E poi i bimbi &#8216;educano&#8217; i genitori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/il-riciclo-dei-rifiuti-elettrici-inizia-a-scuola-e-poi-i-bimbi-educano-i-genitori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 14:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Parte un&#8217;iniziativa di educazione alla differenziata del Raee. Coinvolgerà anche molte scuole di Roma Il modo migliore per dare un futuro alla raccolta differenziata è iniziare a diffonderne la cultura già nelle scuole. Per questo parte il progetto raee@scuola, dedicato ai rifiuti elettrici ed elettronici. Ed educare i bimbi significa anche rendere più responsabili i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30138" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_Raee_scuola-17346-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Parte un&#8217;iniziativa di educazione alla differenziata del Raee. Coinvolgerà anche molte scuole di Roma</p>
<p>  <span id="more-30139"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il modo migliore per dare un futuro alla raccolta differenziata è iniziare a diffonderne la cultura già nelle scuole. Per questo parte il progetto raee@scuola, dedicato ai rifiuti elettrici ed elettronici.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ed educare i bimbi significa anche rendere più responsabili i genitori: &#8216;Con questo progetto sono i bambini che diventano educatori all&#8217;interno del proprio nucleo familiare&#8217;, spiegano gli organizzatori.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il progetto all&#8217;inizio dell&#8217;anno arriverà a Roma: dal 12 gennaio al 2 febbraio prossimi, i bambini e gli insegnanti di 10 scuole elementari e di 9 scuole medie della Capitale saranno invitati a portare da casa i propri &#8216;piccoli RAEE&#8217; (telefonini, stampanti, giochi elettronici e phon), che verranno raccolti in appositi contenitori posizionati da Ama all’interno delle scuole e, successivamente, ritirati dagli stessi addetti Ama, che li trasporteranno nel Centro di Raccolta aziendale di via Laurentina per avviarli a corretto recupero.</span></p>
<p>&#8216;In quattro anni di RAEE@scuola – spiega Viviana Solari, Consigliere Nazionale ANCI e Project Manager del progetto RAEE@scuola &#8211; siamo riusciti a incontrare 130mila bambini che, con il loro entusiasmo, si fanno portatori di un importante messaggio di educazione ambientale all’interno dei propri nuclei familiari. Sono proprio i più giovani, i cosiddetti nativi digitali e ambientali come li ha definiti il Ministro Galletti, la leva decisiva affinché l&#8217;opportuna conoscenza e gestione dei rifiuti, e in questo caso dei RAEE, diventi nostro patrimonio culturale&#8217;.</p>
<p>&#8216;Il nostro auspicio è che questo tipo di attività diventi continuativa, non si fermi soltanto alle tre settimane della nostra iniziativa e coinvolga anche il resto delle scuole della città. E&#8217; importante però che i cittadini sappiano che esistono due soli modi di conferire in maniera corretta queste apparecchiature – conclude la Project Manager di RAEE@Scuola – Il primo è portarli alle isole ecologiche che si trovano sul territorio, nella sola Roma ce ne sono 13, che funzionano molto bene: nel 2014 sono state raccolte in questo modo 14mila e 600 tonnellate di RAEE. ll secondo metodo è tramite il ritiro uno contro uno: al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico si può lasciare il vecchio al negoziante, che ha l’obbligo di ritirarlo&#8217;.</p>
<p>Promosso dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e dal Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE), con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, a cura di Ancitel Energia e Ambiente, coinvolgerà nel 2016, oltre a 50 comuni su tutto il territorio nazionale, cento classi romane di nove Istituti Comprensivi del IX Municipio.</p>
<p><a href="%20in%20Italia%20cresce%20la%20raccolta%20differenziata%20di%20rifiuti%20elettrici%20ed%20elettronici" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Piccoli grandi passi a favore dell&#8217;ambiente: in Italia cresce la raccolta differenziata di rifiuti elettrici ed elettronici: con un anno di raee risparmiate 880 mila tonnellate di co2.</a></p>
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		<title>Raccolta Raee: un sistema al collasso</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/raccolta-raee-un-sistema-al-collasso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 14:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta Raee]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia il sistema di raccolta e riciclo Raee è indietro secondo gli obiettivi UE   Italia e Raee non hanno certo un buon rapporto. Il sistema di raccolta e smaltimeto sarebbe al collasso e andrebbe verso il fallimento degli obiettivi europei. A dirlo sono gli esperti del settore che si sono incontrati ad Ecomondo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29681" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_DSCF09461-17108-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>In Italia il sistema di raccolta e riciclo Raee è indietro secondo gli obiettivi UE</p>
<p>  <span id="more-29682"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Italia e <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26349" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Raee</a> non hanno certo un buon rapporto. Il sistema di raccolta e smaltimeto sarebbe al collasso e andrebbe verso il fallimento degli obiettivi europei. A dirlo sono gli esperti del settore che si sono incontrati ad Ecomondo. In particolare, secondo gli studiosi, nel 2014 in Italia sono state raccolte 231.717 tonnellate di Raee, poco di piu&#8217; rispetto al 2013, ma comunque meno del 2011 (260.081 ton) e del 2012 (237.966 ton).</p>
<p> </p>
<p>Secondo un calcolo più preciso, il nostro Paese raggiunge i 3,8 kg per abitante l&#8217;anno, circa la meta&#8217; dell&#8217;obiettivo europeo (circa 7,5 kg/abitante) che dovrà essere rispettato a partire dal prossimo gennaio.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Ogni anno produciamo 15 kg di rifiuto elettronico. Ora la scuola insegna a differenziare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/ogni-anno-produciamo-15-kg-di-rifiuto-elettronico-ora-la-scuola-insegna-a-differenziare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 16:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[RAEE]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[Solo il 30% del rifiuto elettronico è smaltito correttamente. Si punta sull&#8217;educazione a scuola La cultura del riciclo, anche quello del rifiuto elettronico, passa dalle scuole. È partito il progetto RAEE@scuola promosso dall&#8217;Anci, l&#8217;Associazione Nazionale Comuni Italiani. Prima tappa Alessandria e da qui a fine giugno coinvolgerà 50 comuni italiani, il che significa 45.000 alunni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29659" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_RAEE_scuola-17097-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Solo il 30% del rifiuto elettronico è smaltito correttamente. Si punta sull&#8217;educazione a scuola</p>
<p>  <span id="more-29660"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La cultura del riciclo, anche quello del rifiuto elettronico, passa dalle scuole. È partito il progetto <a href="http://www.raeescuola.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">RAEE@scuola</a> promosso dall&#8217;Anci, l&#8217;Associazione Nazionale Comuni Italiani.</span></p>
<p>Prima tappa Alessandria e da qui a fine giugno coinvolgerà 50 comuni italiani, il che significa 45.000 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado.</p>
<p>Oltre alla distribuzione di un kit informativo, gli studenti saranno invitati a portare in classe rifiuti elettronici che trovano in casa per conferirli in appositi contenitori che si troveranno nelle scuole. Trascorse tre settimane gli addetti li trasporteranno nei centri comunali di raccolta.</p>
<p>Testimone dell&#8217;iniziativa sarà il comico di Colorado BAZ, protagonista di tutto il materiale informativo. </p>
<p>Ricordiamoci che ognuno di noi produce in media quasi 15 kg di RAEE ogni anno e solo il 30% di esso viene correttamente smaltito</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=26349" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Raccogliendo il Raee si sono risparmiate 880mila tonnellate di co2.</a></p>
]]></content:encoded>
					
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