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	<title>lazio &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>I borghi più belli d’Italia: Lazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2024 07:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un territorio dalla storia antica Il Lazio, territorio dalla storia antica, le cui tracce sono ancora ben visibili anche nei comuni più piccoli che caratterizzano la regione nel suo insieme. A partire dal mare, con la provincia di Latina che offre due borghi d’eccezione. Il primo è sicuramente Sperlonga il cui nome deriva dalle speluncae, le [&#8230;]]]></description>
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<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102790" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/civita-di-bagnoregio-5812212_1280.jpg" alt="civita di bagnoregio lazio" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/civita-di-bagnoregio-5812212_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/civita-di-bagnoregio-5812212_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/civita-di-bagnoregio-5812212_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h2>Un territorio dalla storia antica</h2>
<p><span id="more-102772"></span></p>
<p>Il <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-lazio/">Lazio</a>, territorio dalla storia antica, le cui tracce sono ancora ben visibili anche nei comuni più piccoli che caratterizzano la regione nel suo insieme. A partire dal mare, con la provincia di Latina che offre due borghi d’eccezione.</p>
<h3>Il primo è sicuramente <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sperlonga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sperlonga</strong> </a>il cui nome deriva dalle speluncae, le grotte naturali che si aprono sul mare.</h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102773" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/italy-4760375_1280-e1621693980566.jpg" alt="sperlonga lazio" width="800" height="601" /></p>
<p>Tra queste  la più famosa è la <strong>grotta- ninfeo di Tiberio</strong> ricavata in una villa romana, probabilmente appartenuta all’imperatore. La residenza si sviluppava per oltre 300 metri di lunghezza lungo la spiaggia e comprendeva un impianto termale e una piscina circolare collegata a vasche destinate all’itticoltura. La grotta, internamente, era decorata con marmi e mosaici in tessere di vetro e arredata con i gruppi marmorei delle imprese di Ulisse,  conservati nel Museo Archeologico.</p>
<h3>Le origini di Sperlonga risalgono alle antiche leggende greche.</h3>
<p>Un borgo marinaro arroccato in cima a uno sperone roccioso, con gli intonaci bianchi di calce, con archi, scalette e viuzze si inerpicano e ridiscendono fino a scivolare al mare.</p>
<p>La sua struttura urbanistica è tipicamente medievale. Nell’XI secolo, infatti, Sperlonga era un castello chiuso da una cinta muraria, nella quale si aprivano due porte che oggi sono le testimonianze superstiti di quell’epoca: <strong>la Portella</strong> (o Porta Carrese) e <strong>Porta Marina</strong>, la principale via d’accesso al paese.</p>
<p>Il mare è protagonista anche nelle gastronomia di Sperlonga, che si basa su una cucina semplice e  tradizionale e presenta <strong>zuppe di pesce o di sarde alla sperlongana</strong>, <strong>bombolotti al ragù di seppia</strong> e <strong>spaghetti alle cicale di mare</strong>.</p>
<p>Dopo la devastazione del 1534 dovette passare quasi un secolo perché la vita tornasse a Sperlonga, che fu ricostruita nell’attuale forma a testuggine ed arricchita di chiese e palazzi signorili. Tra gli edifici architettonici di rilievo è sicuramente da ricordare l’antichissima <strong>chiesa di Santa Maria di Spelonca</strong>, costruita nei primi anni del XII secolo con campanile e pianta latina con matronei</p>
<h3>Il secondo borgo della zona è <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/san-felice-circeo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>San Felice Circeo</strong></a>.</h3>
<p>Un nome che ricorda, secondo una delle etimologie accreditate, la celebre Circe, maga dell’Odissea omerica, ma soprattutto dea a cui anticamente a San Felice Circeo era tributato un culto.</p>
<p>San Felice Circeo si scopre partendo da <strong>Piazza Vittorio Veneto</strong>, luogo principale del borgo antico. Qui si trova la <strong>Torre dei Templari</strong> che, sulla sua facciata, conserva ancora funzionante un orologio a sei ore, l’antico sistema orario detto “all’italiana”.</p>
<p>La Torre dei Templari è anche sede della <strong>Mostra permanente Homo Sapiens ed Habitat</strong>, nelle cui sale sono illustrati gli eventi naturali, biologici e culturali più significativi dell’Era del Quaternario, con particolare riguardo al patrimonio del Circeo e alla regione pontina.</p>
<p>Il <strong>Giardino panoramico di Vigna La Corte</strong> , invece, offre un’incomparabile vista sul mare e sulla costa di San Felice Circeo e della Riviera d’Ulisse e da esso è possibile ammirare dall’alto il sito archeologico romano della <strong>Villa dei Quattro Venti</strong>, databile tra il II e il I secolo a.C., mentre fuori le mura del centro storico si imbocca la strada che porta ad una delle vette del Monte Circeo, <strong>Punta delle Crocette,</strong> dove sono ancora visibili i resti dell’Acropoli Circeii, datata tra VI e IV secolo a.C.</p>
<p>Affacciato sul mare, San Felice Circeo ne celebra i prodotti con un evento molto atteso nel mese di settembre come la <strong>Sagra del Pesce Azzurro</strong>, dedicata alle bontà del pescato locale, che vengono affiancate da dolci tipici sanfeliciani, come le frittelle dolci.</p>
<h3><strong>Ma c’è spazio anche per i prodotti tipici della terra.</strong></h3>
<p>A giugno si celebra la <strong>Sagra della Bufala</strong> con i numerosi prodotti caseari e le pregiate carni che offrono  i fiorenti allevamenti della zona. E poi, a ridosso dell’Epifania, nei vicoli del centro storico si festeggia la <strong>Sagra del Canascione</strong>, un antico piatto di recupero della tradizione contadina, il “canascione”, dalle caratteristiche di una gustosa pizza ripiena.</p>
<h3>Dal mare ci si dirige verso l’entroterra rurale nella provincia di Frosinone, che regala un borgo come <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/pico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Pico</strong></a>.</h3>
<p>Un piccolo comune di circa tremila abitanti,  suggestivo angolo arroccato su una collina a cavallo tra il Lazio e la Campania.</p>
<p>Il centro storico ricorda una tipica strutturazione di età medioevale, con strade strette, regolari, concentriche, collegate da scalinate che si snodano attorno al castello e una cinta muraria interrotta da quattro porte per l’accesso al centro abitato, di cui resta intatta quella di San Rocco.</p>
<p>Il paese è ricco di zone verdi, parchi e percorsi naturalistici. Pico si presenta come un paesaggio naturale di grande respiro e suggestione, con la visione sullo sfondo dell’Abbazia di Montecassino e i monti innevati dell’Abruzzo. Nel territorio comunale è presente, inoltre, un artigianato artistico rappresentato da prodotti di liuteria, lavorazione del ferro e del legno, produzione di ricami e decorazioni della ceramica.</p>
<h3>Alcune di queste attività trovano riscontro nella <strong>Fiera in onore di San Biagio</strong>, il 3 febbraio.</h3>
<p>Il santo è considerato patrono della gola e dopo la santa messa, infatti,  il sacerdote passa un batuffolo di ovatta intriso di olio benedetto sulla gola dei fedeli effettuando un segno di croce. La fiera nacque come occasione di acquisto del bestiame, soprattutto suino, ma oggi è indirizzata, appunto, anche all’artigianato in legno, ferro e vasellame.</p>
<p>Proprio dall’allevamento locale provengono carni e formaggi, salami e pancetta di maiale stagionati secondo antiche ricette. Poi c’è la <strong>marzolina,</strong> formaggio di capra o bovino, di particolare forma allungata o tronco-conica, che prende il nome dal mese di marzo poiché viene cagliato in questo periodo e poi degustato sia semi-fresco che stagionato.</p>
<p>Il tipico menù picano potrebbe cominciare con un antipasto di salsiccia, formaggio, olive, poi sagnette  e fagioli oppure “trippetta” o baccalà. I secondi sono a base di carne di maiale o di agnello con contorno di patate al forno e cicoria. Gustose anche le minestre contadine di antico sapore e le <strong>lumache “ammuccate</strong>”, al profumo di mentuccia.</p>
<h3>Sempre in questa zona si trova un altro borgo suggestivo come <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castrodeivolsci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Castro dei Volsci</strong> </a></h3>
<p>Parte del territorio ricade nel Parco naturale regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, al cui interno si trova il tempio romano di Giove Anxur, con spettacolare vista sui promontori del Circeo e di Gaeta e sull’isola di Ponza.</p>
<p>Reperti marmorei provenienti dalla villa romana del Casale di Madonna del Piano sono esposti nel Museo Archeologico di Castro dei Volsci, mentre nel 1998, durante il restauro della basilica paleocristiana, è stata rinvenuta una lastra marmorea del III secolo d.C. appartenente alla fronte di un sarcofago.</p>
<p>Il borgo di castro dei Volsci  è circondato da uno splendido paesaggio ricco d’acqua, che scende lungo i fianchi dei monti dopo le piogge o alimenta ruscelli raggiungendo a valle il fiume Sacco, procedendo dalla pianura fino ai 1.116 metri del Monte Calvilli e passando per colline ricoperte di boschi.</p>
<p>Il paese diventa un presepe durante le feste natalizie, quando si aprono le vecchie botteghe e gli abitanti indossano i costumi tipici. E proprio in queste occasioni si possono degustare alcuni dei prodotti tipici del luogo.</p>
<p>Tra questi le <strong>fettuccine sottili dette “fini fini</strong>” condite con sugo di frattaglie di pollo e pomodoro, o le sagne con fagioli e cotiche di maiale. Di lunga tradizione è anche la <strong>minestra di pane</strong>, accompagnata dalle verdure di stagione, mentre è da provare  la salsiccia di maiale, condita con aglio e bucce d’arancia</p>
<h3>Proseguendo nella zona di Frosinone si scopre il borgo di <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/atina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Atina</strong> </a>che, secondo la leggenda, fu fondato da Saturno, dio dell’Olimpo che, costretto a fuggire dalla Grecia, si nascose nel Lazio.</h3>
<p>Il comune di Atina è costituito da tre nuclei insediativi principali: il <strong>Centro Storico</strong>, con eleganti palazzi del Settecento, il <strong>Colle</strong>, caratterizzato dalla presenza di possenti mura poligonali databili IV sec. a.C.  che, con il loro perimetro di circa sei chilometri, sono tra le più grandi del mondo italico,  e la <strong>frazione di Ponte Melfa</strong>, il cuore economico e commerciale dell’intera valle.</p>
<p>Si entra nel borgo attraverso la monumentale <strong>Porta dell’Arco</strong>, uno dei tre ingressi principali alla città antica e si viene subito accolti dalla bellissima <strong>Piazza Garibaldi</strong> con il <strong>Fontanone</strong> e il <strong>Convento di San Francesco</strong>. Quest’ultimo è un edificio costruito nel 1630 che presenta un chiostro con annessa chiesa e pianta ad L, con corpo longitudinale illuminato da una serie di finestre.</p>
<h3>Il centro storico è dominato dal <strong>Palazzo Ducale</strong>, oggi sede del municipio, che sorge nel punto più alto del borgo.</h3>
<p>Dal salone di rappresentanza al piano nobile, dove è custodito un prezioso mosaico del II secolo d.C., si entra nella cappella gentilizia dedicata a Sant’Onofrio, in cui sono conservati alcuni affreschi trecenteschi recentemente restaurati.</p>
<p>Nel centro storico, degno di nota è anche il settecentesco <strong>Palazzo Visocchi</strong>, annoverato tra le Dimore Storiche del Lazio, con la cappella privata dedicata alla Madonna di Loreto e la sala da pranzo, al piano nobile, impreziosita da una rara carta da parati ottocentesca, detta “carta francese”.</p>
<p>Nella splendida cornice di piazza Marconi, a luglio si tiene il <strong>Festival internazionale Atina Jazz</strong>, nato nel 1986 ed affermatosi come uno dei più importanti eventi musicali in Italia. Ad agosto, invece, con <strong>CantinAtina</strong> si celebra il prodotto di eccellenza del borgo, il <strong>Cabernet di Atina DOC</strong>, un vino rosso secco corposo, con un colore rosso rubino intenso, caratterizzato da grande impatto olfattivo.</p>
<h3>Un’altra suggestiva località è <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/boville-ernica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Boville Ernica</strong></a> nata dall’antica cittadina osco-sannitica, e poi romana, di Bovillae, così chiamata perché vi si praticava il culto del dio Bove.</h3>
<p>Boville Ernica si scopre partendo da <strong>Porta San Nicola</strong>, dove balza subito agli occhi l’imponenza della cinta muraria con le sue torri. Entrati in via Roma si  ammira <strong>Palazzo Liberati</strong>, mentre svoltando su via della Ripresa si arriva a <strong>Palazzo Filonardi</strong>, il più grande complesso architettonico del borgo, ricco di splendidi portali,  di preziose pavimentazioni, di maestosi scaloni.  Artefice di tanta bellezza il grande architetto rinascimentale Jacopo Barozzi detto il Vignola, il cui stile è impresso nel portale d’ingresso.</p>
<p>Inglobata nell’architettura di Palazzo Filonardi si presenta <strong>l’abbazia di San Pietro Ispano</strong>, sorta probabilmente nel X o XI secolo sul luogo in cui dimorò l’eremita giunto dalla Spagna dopo aver combattuto i Mori. Qui si possono visitare la cripta costruita sulla grotta del santo e la cappella Simoncelli, dove sono custodite le preziose opere d’arte provenienti dall’antica basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano, tra cui <strong>l’Angelo di Giotto</strong>, l’unica opera a mosaico dell’artista fiorentino giunta sino a noi</p>
<p>Arrivando nel salotto a cielo aperto di piazza Sant’Angelo, si scopre  la <strong>collegiata di San Michele Arcangelo</strong>, ricostruzione settecentesca di un precedente edificio di culto nominato già nel 1125, mentre scendendo verso piazza San Francesco si ammira  la chiesa omonima, ora sala mostre, dai cui lavori di restauro sono emersi affreschi tre-quattrocenteschi e alcuni riconducibili all’arte bizantina.</p>
<h3>Boville può essere il punto di partenza per conoscere le altre bellezze della Ciociaria.</h3>
<p>Ma è sicuramente un luogo ideale per scoprire i sapori e le tradizioni di questa particolare zona del Lazio meridionale.</p>
<p>Tra le poche attività artigianali che sopravvivono a Boville, infatti, c’è il ricamo, un’arte diffusa dalle suore benedettine, che ancora realizzano con ago e filo corredi nuziali, tovaglie e corredini per neonato.</p>
<p>In aggiunta, l’olio degli uliveti ciociari è la base dei piatti tradizionali come l’abbacchio  al forno con le patate, che a Boville si consuma nel periodo pasquale, la polenta con verdure o con salsicce e fagioli, o ancora il <strong>timballo alla baucana</strong>, che in questo borgo viene preparato in modo originale.</p>
<p>Dalla Ciociaria ci si sposta verso la Capitale. La provincia di Roma, infatti, presenta alcuni borghi particolari che illustrano le tracce delle varie epoche storiche.</p>
<h3>Proprio  da una delle vie principali di Roma si arriva a <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castel-gandolfo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Castel Gandolfo</strong></a>.</h3>
<p>Arrivando da Roma, si incontra sulla via Nettunense, in località Laghetto, la sontuosa villa che il cardinale Flavio Chigi fece costruire nel secolo XVI. Dalla zona alta del parco una scalinata conduce a un ninfeo con le pareti dipinte</p>
<p>Rientrati sulla via Appia, sulla destra appare la <strong>chiesa di San Sebastiano</strong> e , proseguendo in salita,  si raggiunge Castel Gandolfo e in breve la piazza con lo sbocco del cunicolo dell’emissario del lago Albano scavato dai Romani.</p>
<p>Sul lato opposto dell’Appia inizia via Ercolano. Qui si estendevano gli <strong>Horti Torlonia</strong>, oggi occupati da lottizzazioni residenziali e dal <strong>Parco archeologico degli Ibernesi</strong>, dove sono presenti alcuni resti della villa di Domiziano.</p>
<p>Da lì Castel Gandolfo emerge in tutto il suo splendore.  Proseguendo su via Ercolano si raggiunge <strong>Villa Torlonia</strong>, restaurata nel 1817 dall’architetto Giuseppe Valadier. La facciata principale rivolta verso il parco è formata da un portico delimitato da sei colonne doriche su cui poggia una terrazza, dal cui piano si alzano altre  sei colonne con capitelli ionici dove poggia un frontone triangolare scolpito da Thorvaldsen.</p>
<h3>Un’altra magnifica dimora è <strong>Palazzo Del Drago</strong>, fatto costruire dal cardinale Alessandro Albani nel 1746.</h3>
<p>Da lì si arriva in via Massimo D’Azeglio che, in salita, conduce alla <strong>Porta Romana</strong>. Una volta attraversata, si apre in tutta la sua eleganza <strong>Piazza della Libertà</strong>, con il <strong>Palazzo dei Papi</strong> sul lato nord e la <strong>chiesa di San Tommaso da Villanova</strong> sul lato est.</p>
<p>Castel Gandolfo è da sempre stato scelto dai Papi come luogo appartato per trascorrervi periodi di riposo. E nel palazzo omonimo, ai piani superiori, si presentano ricche opere d’arte, sale per le udienze, l’appartamento del Pontefice, le sale di servizio e tre cappelle. Il primitivo disegno della cancellata d’ingresso del giardino del palazzo, delimitato da mura, è opera di Gian Lorenzo Bernini.</p>
<p>Sul lato est di Piazza della Libertà si apre la strada che raggiunge il belvedere sul lago Albano e si eleva la mole della <strong>chiesa di San Tommaso di Villanova</strong>, una fra le più belle opere del Bernini, con pianta a croce greca e cupola sottile che poggia su pilastri di stile dorico.</p>
<h3>Castel Gandolfo è un’area ricca di storia, ideale per gli amanti dell’arte, tra ville rinascimentali, rovine italiche e romane.</h3>
<p>Ma c’è anche spazio per il gusto e gli eventi popolari. Il più importante è la  <strong>Sagra delle Pesche</strong>, che qui vengono chiamate “guance di canonico”, e si svolge la prima domenica d’agosto.</p>
<p>Non solo frutta, però, perché la campagna romana regala porchetta, salumi e formaggi, mentre il lago Albano offre deliziosi prodotti quali  la trota, il luccio, l’anguilla, il pesce persico e <strong>i lattarini</strong>, saporiti pescetti di lago da gustare fritti e da accompagnare con vino Doc dei Colli Albani.</p>
<h3>Nella provincia romana si prosegue con <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castel-san-pietro-romano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Castel San Pietro Romano </strong></a>un borgo dominato dalla Rocca dei Colonna.</h3>
<p>Edificata, appunto, dalla famiglia Colonna a scopo difensivo nel punto più elevato del Monte Ginestro, fu distrutta la prima volta nel 1298.</p>
<p>Venne subito ricostruita e nuovamente danneggiata nel 1436, ma  con il ripristino di Stefano Colonna del 1482, la rocca perse la sua funzione militare per diventare il magazzino delle derrate alimentari della comunità. Abbandonata nell’Ottocento e ridotta a rudere, la Rocca dei Colonna è stata restaurata e recuperata all’uso pubblico agli inizi del Duemila.</p>
<p>Proprio qui, nel periodo invernale, si svolge <strong>il presepe artistico</strong> con personaggi a grandezza naturale e viene ricostruito un intero villaggio con le capanne, il mulino, il fontanile e la rappresentazione dei mestieri e della natività.</p>
<p>Nelle domeniche di dicembre, poi, si svolgono mercatini natalizi di artigianato artistico.</p>
<p>Le rievocazioni storiche e musicali, invece, hanno luogo nella metà di agosto durante la settimana di festeggiamenti in onore di San Rocco, mentre l’itinerario enogastronomico dell’ultima domenica di luglio è l’occasione per assaggiare il famoso <strong>Giglietto</strong>, biscotto presidio Slow Food.</p>
<h3>E si arriva nella meravigliosa <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/subiaco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Subiaco</strong> </a>culla del monachesimo benedettino, ma anche della stampa in Italia.</h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102779" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/monastery-1291913_1280-e1621694746491.jpg" alt="monastero subiaco lazio " width="800" height="450" /></p>
<p>L’unico monastero sopravvissuto dei tredici fondati da San Benedetto da Norcia nella valle dell’Aniene è quello di <strong>Santa Scolastica</strong>, il più antico che si conservi al mondo dell’ordine benedettino.</p>
<p>La struttura del protocenobio si accentra intorno a tre chiostri: il chiostro cosmatesco del XIII secolo, quello gotico del XIV secolo e quello rinascimentale databile tra il  XVI-XVII secolo. L’atrio gotico è abbellito da un giardino interno e da un arco monumentale, mentre affreschi del  XIII e XIV secolo e colonne tortili e binate decorano il chiostro cosmatesco.</p>
<p>All’interno del monastero si trova la <strong>Biblioteca di Santa Scolastica</strong>, che custodisce circa 4 mila pergamene, 380 volumi manoscritti e 213 incunaboli. Tra questi ultimi, due De Civitate Dei di Sant’Agostino, stampati a Subiaco nel 1465, quando Konrad Sweynheym e Arnold Pannartz vi installarono la prima tipografia italiana.</p>
<p>Ma un altro edificio simbolo di  Subiaco è il <strong>Monastero di San Benedetto, o &#8220;del Sacro Speco&#8221;,</strong> costruito vicino ad una parete di roccia e caratterizzato da un complesso di ambienti, chiesette e cappelle. San Benedetto è anche il patrono di Subiaco, a cui vengono dedicati tre giorni di festa dal 20 al 22 marzo.</p>
<p>Il monastero di San Benedetto fu edificato sul monte Taleo a partire dalla fine del XII secolo per custodire la grotta (il sacro speco) in cui, secondo tradizione, si ritirò Benedetto da Norcia nei suoi tre anni di eremitaggio.</p>
<h3>L’edificio si compone di due chiese sovrapposte e di diverse cappelle, quasi mimetizzate con la roccia circostante.</h3>
<p>Dal livello inferiore di questa chiesa si accede al sacro speco che accolse le solitudini di Benedetto. All’interno della grotta si trova la statua del santo realizzata nel 1657 da Antonio Raggi, allievo di Gian Lorenzo Bernini.</p>
<p>La rocca abbaziale, invece,  fu fondata nell’XI secolo dall’abate di Santa Scolastica Giovanni V per instaurare il dominio monastico sul borgo di Subiaco. Ai piedi della rocca, tra vicoli, scalinate e scorci, si trovano la <strong>chiesa di San Pietro</strong>, ricostruita nel 1949 dalle macerie della guerra, e la <strong>piazzetta di Pietra Sprecata</strong>, generata dalla confluenza di irregolari percorsi di arroccamento.</p>
<p>All’interno della rocca abaziale ha sede il <strong>Museo delle Attività Cartarie e della Stampa</strong>, museo civico della storia di Subiaco, rappresentata anche dal <strong>Borgo dei Cartai</strong>, un museo laboratorio che conserva ancora l’aspetto medievale e contiene attrezzature e macchinari storici, per riscoprire il ciclo della fabbricazione della carta a mano così come veniva realizzata nelle cartiere del XVIII secolo.</p>
<h3>A Subiaco il medioevo rivive ogni anno grazie all’<strong>Inchinata</strong>, un evento che si svolge il 14 agosto.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102780" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/waterfall-5418424_1280-e1621694866714.jpg" alt="cascata subiaco lazio" width="800" height="533" /></p>
<p>Una festa medievale originata da due processioni in partenza dalle chiese di Santa Maria della Valle e di Sant’Andrea; nella prima viene condotta a spalla da 12 portatori l’immagine dell’Assunta, e nella seconda quella del Salvatore. Le due processioni si incrociano in località La Valle, dove le due immagini sono poste l’una di fronte all’altra.</p>
<p>Dalla tradizione pastorale, invece, proviene  <strong>ju pappaciuccu</strong>, una pietanza con cavoli neri lessati e impastati con pizza di granturco e pane raffermo, la polenta con sugo di pomodoro e spuntature di maiale e i <strong>frascaregl</strong>i, gnocchetti di farina bianca con salsa di pomodoro, aglio, olio, prezzemolo, peperoncino, alici.</p>
<p>Il <strong>subiachino</strong> è il prodotto emblema del borgo, un biscotto a base di mandorla, a forma di rombo, ricoperto di glassa bianca, che si trova in ogni pasticceria, insieme con le ciambelle al vino, i tozzetti e le tisichelle.</p>
<h3>Ad una sessantina di chilometri da Roma ecco <strong><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/percile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Percile</a> </strong>un borgo con poco più di duecento abitanti che vivono a 575 metri d’altitudine nell’area protetta del <strong>Parco Regionale dei Monti Lucretili</strong>.</h3>
<p>Vecchie case in pietra, restaurate con gusto, stradine in cui si aprono all’improvviso squarci sulla valle. Un luogo dove respirare aria buona e sentire profumi dimenticati, di bosco, di castagne, di legna.</p>
<p>Un trionfo di sapori e piaceri semplici, come quello di bere alla <strong>Fonte degli Aliucci</strong>, da cui sgorga una leggerissima acqua oligominerale ben conosciuta dagli antichi Romani per le sue virtù terapeutiche.</p>
<p>Percile è anche il paese dei “<strong>lagustelli</strong>”, due splendidi laghetti chiamati Fraturno e Marraone, riconosciuti quali zona a protezione umida internazionale che  si trovano all’interno della tenuta demaniale Regionale “Lago”, un oasi di circa 900 ettari fatta di boschi, splendide radure e percorsi naturalistici incontaminati.</p>
<h3>Proprio qui, il 1 maggio si celebra la <strong>Festa dei Laghi</strong>, una giornata all’insegna della natura, delle passeggiate a piedi, a cavallo, in mountain bike e dell’ottima enogastronomia.</h3>
<p>A dicembre, invece, ha luogo la  <strong>Sagra della Ramiccia</strong>,  la regina delle sagre con il tipico piatto dei giorni di festa, che consiste in  fettuccine tagliate finissime dalle sapienti mani delle donne di  Percile e condite con un sugo che proviene da una ricetta antichissima.</p>
<h3>Lasciata la provincia romana ci si dirige nella provincia di Rieti, nel territorio della Sabina e si viene accolti da <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/orvinio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Orvinio</strong></a>.</h3>
<p>Un piccolo paese dai grandi ingegni che ha dato i natali al pittore secentesco Vincenzo Manenti e all’incisore settecentesco Girolamo Frezza.</p>
<p>Il borgo sabino di Orvinio è il più alto del Parco dei Monti Lucretili, in posizione panoramica e felice. Dal borgo si raggiungono in breve zone di interesse geologico, cavità naturali, grotte, caverne, pozzi, e monti coperti da boschi di castagni e faggi tra i più antichi d’Europa.</p>
<p>Orvinio è un paese dove c’è abbondanza di memoria, per aver dato i natali o ospitato personaggi dell’arte e, soprattutto, per le sue chiese. Tra queste la <strong>chiesa di Santa Maria dei Raccomandati</strong>, edificata nella seconda metà del XVI secolo in cima alla salita nella parte alta del borgo, che ospita le opere di Vincenzo Manenti e del padre Ascanio, entrambi sepolti qui.</p>
<p>Il valente pittore locale ha operato anche nella <strong>chiesa di Santa Maria di Vallebona</strong>, che si trova in una vecchia borgata a un paio di chilometri da Orvinio. La data di costruzione è il 1643, e anche qui il pittore riveste con il linguaggio dell’arte i temi devozionali cari ai committenti.</p>
<p>Al <strong>polentone</strong> e ai <strong>“cecamariti</strong>”, ottima pasta locale, invece sono dedicate le sagre e gli eventi popolari. Nel menu tradizionale, inoltre, sono da considerare  le “<strong>sagne all’aglione</strong>” o ai funghi porcini, e le specialità alla brace accompagnate dalla “pizza-pane” e dalla cicoria di campo.</p>
<h3><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/collalto-sabino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Collalto Sabino</strong></a> accoglie con le sue case di pietra antica, le sue strade strette e i suoi vicoli immersi in un silenzio surreale.</h3>
<p>Circondato dal verde dei suoi boschi, immerso in una sorta di sinfonia pastorale dove storia e natura offrono ancora momenti di vita autentica, Collalto qualcosa difficile da definire, ma che lo rende incredibilmente affascinante.</p>
<p>Percorrendo a piedi gli stretti vicoli in selciato, si possono ammirare gli splendidi portali in pietra delle abitazioni, ritrovandosi immersi in un’atmosfera che riporta indietro nei secoli. Probabilmente sarà l’aria fresca, i colori e i profumi intensi dei boschi,  le pietre antiche delle case del borgo e del Castello.</p>
<p>Il castello baronale riporta l’impronta della ristrutturazione operata dal barone Alfonso Soderini nella seconda metà del XVI secolo quando, oltre al palazzo, anche la rocca fu rimaneggiata per essere trasformata in fortezza d’artiglieria.</p>
<p>La rocca conserva il suo aspetto sei-settecentesco, l’ultimo periodo di utilizzazione militare, articolandosi su una torre centrale quadrata e due torri angolari rotonde con una serie di baluardi e postazioni. Attraverso delle  scalinate si collega  al palazzo baronale, la cui fronte principale si affaccia sull’abitato.</p>
<p>All’interno del Castello c’è un ampio parco con l’antico pozzo, e sulla sommità il mastio, dal quale si gode un panorama a 360 gradi che può spaziare dal Gran Sasso al Terminillo e alla Maiella.  La maestà dei monti circostanti appare in tutta la sua luminosità al tramonto, quando si accendono le luci dei paesini intorno,  tutti visibili ad occhio nudo dagli spalti della fortezza.</p>
<h3>Collalto è inserito nel <strong>Parco Regionale del Monte Cervia e del Monte Navegna</strong>.</h3>
<p>Boschi e laghi, gole e torrenti costituiscono il suggestivo scenario del Parco, insieme alle opere dell’uomo che ne fanno da contrappunto come antichi borghi, ponti, eremi, casali, tratturi.</p>
<p>Le produzioni agroalimentari tipiche come ortaggi e frutta, miele, formaggi, insaccati, si ritrovano nelle specialità tipiche di Collalto Sabino, tra cui salami, prosciutti e salsicce di maiale, che qui è ancora allevato con i metodi tradizionali, la <strong>pizza ‘nfranscata</strong>, cioè cotta sotto la brace, la  <strong>polenta alla spianatora </strong>con spuntature di maiale e sagne olio, aglio e pomodoro.</p>
<p>Tra i dolci, invece, spiccano  la <strong>nociata </strong>(noci tritate e miele tra due foglie di alloro), i <strong>ciammeglitti </strong>(ciambelline al vino), il serpentone, ,i mostaccioli, le pastarelle con le nocchie e le crostate con marmellate di ogni tipo, dall’uva, alle castagne, alle more, ai fichi.</p>
<h3><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/castel-di-tora/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Castel di Tora</strong></a> dove  pietra e acqua sono contornate dal verde di pascoli e boschi si presenta mezzo spopolato dall’emigrazione e sembra custodire nei vuoti e nei silenzi dei suoi vicoli il segreto delle sue origini.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102783" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/tora-1973393_1280-e1621695467222.jpg" alt="castel di tora lazio" width="800" height="532" /></p>
<p>Castel di Tora si allunga sulle rive del lago artificiale del Turano, circondato da una corona di fitti boschi sui quali domina il Monte Navegna a 1506 metri. Nel borgo, edifici in pietra locale a vista con coperture in legno e manto in coppi di laterizio, rivelano tipologie tipiche dell’architettura rurale in un contesto medievale.</p>
<p>Risale all’XI secolo la <strong>torre poligonale della fortezza</strong>, costruita su una roccia a strapiombo, mentre risalgono al XV secolo le <strong>torrette di via Turano e di via Cenci</strong>, che costituiscono i resti dell’antica cinta muraria.</p>
<p>Forni e terrazze, panni stesi, comari vestite di nero, una piazzetta-belvedere che è un incanto, il luccichio delle acque del lago mosse dalla brezza disegnano il paesaggio da fiaba che i remoti pastori di Thora hanno lasciato in eredità.</p>
<p>E chi volesse concludere la visita con un’immersione mistica può recarsi al <strong>Convento di Santa Anatolia</strong>, un tempo residenza estiva del Pontificio Collegio greco-ortodosso, con la bella chiesa citata già nel 1153 in una bolla papale. A Santa Anatolia è dedicata anche una festa, la seconda domenica di luglio, con processione al Convento di Sant’Anatolia e ritorno e fuochi d’artificio sul lago.</p>
<p>Castel di Tora è inserito nella <strong>Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia</strong>, un paesaggio incontaminato che porta i segni di un’agricoltura sofferta, ma anche della bellezza che incantò i costruttori di rocche e castelli.</p>
<p>Le tradizioni locali si festeggiano con la <strong>Sagra del Polentone</strong>, la prima domenica di Quaresima, in cui il polentone viene cotto con fuoco in un calderone e condito con sugo magro di baccalà, aringhe, tonno e alici e la <strong>Sagra degli Strigliozzi</strong>, una specie di maccheroni fatti a mano, che ha luogo l’ultima domenica di settembre.</p>
<h3>Nella provincia di Rieti si presenta anche un importante borgo come <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/amatrice/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Amatrice</strong> </a>cittadina costruita ai piedi dei Monti della Laga in età medievale, insieme alle sue 69 frazioni, dette “ville”.</h3>
<p>Dal 1991 fa parte del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga, celebrato ad Amatrice nel “<strong>Parco in Miniatura</strong>”, ovvero un giardino tematico della conoscenza, aperto tutto l’anno, dove è possibile ammirare le riproduzioni degli animali presenti nell’area protetta oltre che dell’intero territorio del Parco.</p>
<p>La pianta della città è duecentesca ed è costituita dal corso principale, l’antica “piazza”, da sette vie parallele e due che si intersecano ortogonalmente. Il centro storico era circondato da un sistema di fortificazioni e si accedeva da sei porte alcune ancora esistenti tra cui <strong>Porta Carbonara</strong> e <strong>Porta Castello. </strong></p>
<p>All’estremità orientale si trova la <strong>Chiesa di Sant’Agostino</strong>, la cui facciata è in pietra arenaria e presenta un portale in travertino, mentre sull’architrave si trova incisa la data del 1428 e uno dei più antichi stemmi della città.</p>
<p>Adiacente alla Chiesa è possibile ammirare la <strong>Torre Campanaria</strong>, anticamente inglobata nelle mura cittadine ed era una delle torri difensive, mentre la <strong>Torre Civica</strong>, situata al centro del corso principale e di fronte al Palazzo Comunale, è alta 25 metri, ed è a pianta rettangolare.</p>
<p>In seguito al sisma che ha colpito la cittadina di Amatrice il 24 agosto 2016, la via principale del corso umbertino è diventata il simbolo della devastazione della scossa. Soltanto la torre civica con le campane è rimasta in piedi, assieme alla chiesa di Sant&#8217;Agostino, alle porte del centro, benché con la facciata parzialmente crollata.</p>
<h3>Ma Amatrice continua a resistere e a lottare ogni giorno continuando a farsi conoscere nel mondo principalmente per la sua specialità, ovvero l’<strong>Amatriciana</strong>.</h3>
<p>Un piatto che, in realtà, nasce “bianco” dalla sapienza dei pastori dei monti della Laga, abili ad unire durante i periodi di transumanza il proprio formaggio, il pecorino, ed il sostanzioso guanciale, ad una pasta di acqua e farina arrotolata ad un filo di ferro.</p>
<p>Nel 1800, con l’arrivo del pomodoro in cucina, diventa “rossa”, mentre l’avvento dei pastifici industriali farà prendere agli spaghetti il sopravvento su qualunque altro tipo di pasta. E proprio nell’ultimo fine settimana di agosto ha luogo la <strong>Sagra degli Spaghetti all’Amatriciana</strong>.</p>
<p>Il <strong>Pecorino di Amatrice</strong>, il <strong>Guanciale Amatriciano</strong> e la ricetta tradizionale dell’Amatriciana sono tutelati dal Comune di Amatrice con il <strong>marchio DE.CO</strong>. (Denominazione Comunale). Il Comune ne concede l’uso ai produttori, nel rispetto di un disciplinare di produzione ed un sistema di controlli e verifiche.</p>
<p>Un marchio che tutela anche gli <strong>Gnocchi Ricci di Amatrice</strong>, il piatto più tipico della tradizione Amatriciana, condito con sugo a base di castrato di pecora e da sempre considerato la pietanza della domenica delle famiglie nobili di Amatrice.</p>
<p>Altro vanto della tradizione gastronomica amatriciana è senza dubbio il <strong>Prosciutto Amatriciano I.G.P</strong>.  La sua preparazione è rimasta pressoché inalterata e richiede un periodo minimo di 12 mesi di stagionatura e un peso mai inferiore agli 8 kg. A questo si aggiungono altre importanti produzioni locali di assoluta eccellenza, come il <strong>Miele di Amatrice</strong>, la <strong>Patata Turchesa</strong> e la <strong>Ricotta Amatriciana. </strong></p>
<h3>E poi l’incantevole <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/greccio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Greccio</strong> </a>piccolo gioiello incastonato tra le verdi colline della Valle Santa di Rieti, uno dei luoghi più belli e pittoreschi della zona.</h3>
<p>L’antico centro medievale, ancora oggi, sia per la sua posizione, che gode di un ottimo panorama, che per la presenza di numerose testimonianze storiche e religiose, tramanda un incantevole fascino che richiama atmosfere d’altri tempi.</p>
<p>Sorprese ed emozioni catturano il cuore di chiunque visiti Greccio. A suscitare queste sensazioni sono il <strong>Centro Storico</strong> ben conservato e il <strong>Santuario Francescano del Presepio</strong> conosciuto in tutto il mondo come la Betlemme Francescana, culla del Presepio, in virtù della scelta di San Francesco d’Assisi di far rivivere qui, nel Natale del 1223, la scena della Natività del Signore.</p>
<p>Il Santuario, che si trova a 635 metri di altitudine, è un imponente complesso architettonico che sembra sorgere dalla nuda roccia con numerosi  tesori artistici custoditi fra le sue antiche mura. Appena entrati nel Santuario, l’attenzione viene catturata dalla <strong>Cappella del Presepio</strong>, edificata nell’anno 1228, lo stesso della canonizzazione del Santo, sul luogo dove avvenne la rievocazione.</p>
<p>Nella Grotta si conserva un affresco di scuola Giottesca del XIV secolo che rappresenta il Natale di Betlemme e il Natale di Greccio.</p>
<h3>L’itinerario si sviluppa poi attraverso i luoghi abitati dal Santo e dai primi frati come il Refettorio, il Dormitorio antico e la piccolissima Cella di San Francesco</h3>
<p>Nel borgo medievale, invece, è possibile ammirare una splendida piazza, sulla quale si affaccia scenograficamente la <strong>Collegiata di San Michele Arcangelo</strong>, chiesa principale del paese le cui origini sembrano risalire all’XI secolo e la <strong>Chiesa della Madonna del Giglio</strong>, di stile barocco, edificata agli inizi del 1400 dai monaci benedettini.</p>
<p>Ad arricchire un centro storico già pregevole,  un tocco di colore e di sacralità viene offerto dal <strong>Sentiero degli Artisti</strong>, che con le sue 26 opere pittoriche, rende una passeggiata tra i vicoli di Greccio, un autentico viaggio nell’arte e nella cultura francescana nel mondo.</p>
<p>L’identità culturale del territorio viene valorizzata soprattutto da eventi ed iniziative culturali come la <strong>Rievocazione Storica del Primo Presepio del Mondo di Greccio</strong> del  1223, la <strong>Mostra Mercato dell’Artigianato e dell’Oggettistica per il Presepio</strong> e  le Feste Religiose in onore di San Francesco d’Assisi, San Michele Arcangelo e S. Antonio da Padova.</p>
<h3>A <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/foglia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Foglia, frazione di Magliano Sabina</strong></a> l tempo sembra rimasto aggrappato ai muri delle case, dei palazzi, dei ponti levatoi.</h3>
<p>Qui Fauna, moglie di Fauno, dio dei pascoli e della campagna, e mitico re dei Sabini e dei Latini, aleggia ancora nel bosco sacro dei fauni, corteggiatori di ninfe al dolce suono del flauto. Il cristianesimo, in seguito,  portò gli abitanti a venerare Santa Serena, patrona del borgo, le cui reliquie sono conservate nella <strong>chiesa di Santa Maria Assunta</strong>.</p>
<p>Da <strong>Piazza Castello</strong>, cuore del borgo, si irradiano le vie di collegamento e d’ingresso.  Attraverso l’arco d’accesso, oltrepassando la piazza, si sviluppa via di Mezzo, che ha un primo tratto in discesa, per poi risalire nella seconda metà fino all’ingresso della chiesa di Santa Maria Assunta.</p>
<p>Sulla destra della piazza si trova via Tevere, che separa il <strong>Palazzo Valignani-Orsini</strong> dalle case antistanti, e sbuca su un belvedere che si affaccia sulla valle del Tevere. Sullo sfondo compaiono su il profilo del <strong>Monte Soratte</strong>,  luogo di culto di Sabini, Etruschi e Romani, e  in lontananza i <strong>monti Sabatini e Cimini.</strong></p>
<p>Le terre dei Sabini vantano un’eccellente produzione di olio d’oliva e di vino, entrambi a denominazione protetta e controllata. Questi, assieme a rosmarino, asparagi, finocchio selvatico, mentuccia, aglio, pancetta e guanciale, sono i profumi e i sapori che stanno alla base della gastronomia locale.</p>
<p>Tra i piatti che non si possono perdere, infatti, ecco le <strong>fettuccine in bianco con condimento di asparagi, pancetta e pecorino</strong>, gli strozzapreti con sugo piccante e i <strong>frascarelli,</strong> polenta di farina bianca raggrumata con uovo e acqua, conditi con soffritto di cipolla, guanciale e pomodoro.</p>
<p>La zona della Tuscia, in modo esemplare, presenta la bella città di Viterbo, un centro dal magnifico fascino. Ma la sua provincia regala alcuni borghi che lo equiparano per storia ed elementi caratteristici.</p>
<h3>Uno di questi è <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/sutri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Sutri</strong> </a>con il <strong>Parco regionale dell’Antichissima Città di Sutri</strong> che sorge lungo il tracciato della Via Cassia, dove si trova la necropoli di età romana scavata nel tufo, databile tra il I ed il II secolo d.C.</h3>
<p>Nei pressi della necropoli si ammira l’imponente anfiteatro romano  anch’esso interamente scavato nel tufo e riportato alla luce tra il 1835 e il 1838.  L’anfiteatro è luogo di spettacoli durante la <strong>festa patronale di Santa Dolcissima</strong>, il 16 settembre, mentre il <strong>Presepe Vivente</strong> viene ambientato nella necropoli illuminata con fiaccole romane.</p>
<p>Nella roccia è scavata anche la <strong>chiesa della Madonna del Parto</strong> che, prima di diventare un luogo di culto cristiano con i Longobardi, era un mitreo, edificio pagano dedicato al culto del dio Mitra. Gli affreschi della chiesa, risalenti al XIV secolo, raffigurano l’Arcangelo Michele, il santo venerato dai Longobardi.</p>
<p>Tra i luoghi culturali emerge sicuramente il <strong>Museo di Palazzo Doebbing</strong>, che deve il suo nome a Joseph Bernard Doebbing, vescovo di Sutri dal 1900 al 1916. Da ex sede vescovile è stato trasformato in museo nel 2018,  ospita mostre temporanee e una collezione permanente di arte antica e di arte sacra, il cui pezzo forte è lo splendido Efebo del I secolo d.C.</p>
<h3>Anche <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/vitorchiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Vitorchiano</strong> </a>si presenta come piccolo gioiello del territorio viterbese.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102789" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/medieval-4399423_1280-e1621696411411.jpg" alt="vitorchiano" width="800" height="534" /></p>
<p>Le mura castellane del XIII secolo racchiudono il borgo con torri, merli alla ghibellina e due bastioni rotondi, che un tempo difendevano il centro urbano e permettevano  l’accesso solo attraverso la Porta Romana.</p>
<p>Immediatamente al di sopra della porta d’accesso al paese, accanto all’antica rocca, sorge il <strong>Palazzo Comunale </strong>e la torre dell’orologio del 1470. Adiacente al Palazzo Comunale ha sede <strong>l’Archivio Storico,</strong> che raccoglie circa 120 pergamene, tra cui alcune risalenti al 1200.</p>
<p>Tra gli edifici di culto più importanti di Vitorchiano si annovera sicuramente la <strong>Chiesa di Sant’Antonio Abate</strong> , affacciata sulla piazza interna del paese e attualmente sconsacrata, conserva le statue lignee dei <strong>“ Cristi”</strong>. A questa segue la <strong>Chiesa della SS. Trinità</strong>, eretta tra il 1476 e 1l 1479, che al suo interno custodisce il particolare affresco raffigurante l’Annunciazione di Valentino Pica, mentre sul suo lato sinistro ha inglobata la chiesa di San Carlo.</p>
<p>La <strong>Chiesa della Madonna di San Nicola</strong>, invece, risalente al 1536, contiene affreschi attribuibili a Giustino da Montefiascone, Valentino di Sebastiano da Viterbo, Giovanni e Guido da Arezzo. Non solo religione e spiritualità, ma anche prodotti locali con il convento Suore O.C.S.O., conosciuto come <strong>Ordine Trappista</strong>, è il più importante d’Italia per la produzione di confetture, vino e stampe.</p>
<h3><strong>E per restare in tema di piaceri del palato è da provare il cavatello vitorchianese.</strong></h3>
<p>Un piatto della tradizione costituito da un lungo spaghettone condito con sugo di pomodoro, aglio, olio, peperoncino e finocchio selvatico, a cui è dedicata una sagra che si tiene il primo fine settimana di Agosto ed è uno degli appuntamenti gastronomici più rilevanti della Tuscia.</p>
<h3>Arrivando a<a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/bassano-in-teverina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> Bassano in Teverina</strong></a> si scorge la <strong>Torre dell’Orologio</strong>, eretta su base quadrata con lato di 7 metri ed un’altezza di 25.</h3>
<p>Venne costruita inglobando al suo interno il campanile dell’adiacente Chiesa S. Maria dei Lumi tra il 1559 e il 1571.</p>
<p>Questa particolarità, speciale nel suo genere trattandosi di unico esemplare al mondo fino ad oggi scoperto, rimase nascosta fino agli anni ‘70 del 1900 dove, nel corso dei lavori di restauro, venne alla luce  la coesistenza delle due strutture.</p>
<p>La <strong>Chiesa di Santa Maria dei Lumi</strong> è la vecchia sede parrocchiale di Bassano in Teverina ed è posta in corrispondenza della porta d’ingresso del Borgo. Costruita tra il 1100 e il 1200, per via della sua ristrettezza e del progressivo aumento demografico del territorio, cadde in disuso nel 1855, quando venne costruita una nuova parrocchia.</p>
<p>Il piccolo borgo di Bassano in Teverina nasconde anche una particolare manifestazione chiamata <strong>Alla corte di Alfonso De Lagnis</strong>. Una rievocazione storica rinascimentale, organizzata il secondo weekend di luglio, con passaggio del corteo in abiti d’epoca, dedicata ad Alfonso De Lagnis, personaggio che nel XVI secolo acquistò e governò il borgo di Bassano.</p>
<h3><a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/civita-di-bagnoregio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Civita, frazione di Bagnoregio</strong></a> è di una bellezza mozzafiato.</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102790" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/civita-di-bagnoregio-5812212_1280.jpg" alt="civita di bagnoregio lazio" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/civita-di-bagnoregio-5812212_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/civita-di-bagnoregio-5812212_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/civita-di-bagnoregio-5812212_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il borgo, dove vivono ormai poche famiglie, sta evaporando e si sta smarrendo. Definita  “la città che muore”, in realtà è più viva che mai, circondata dal paesaggio surreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo e dai loro colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo, che fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare insieme.</p>
<p>Di fronte al Belvedere, collegata al mondo da un unico e stretto ponte di 300 metri, Civita si presenta  appoggiata dolcemente su un cocuzzolo, col suo piccolo agglomerato di case medievali. Addentrandosi nell’abitato, il primo importante monumento che si incontra è la <strong>Porta Santa Maria</strong>, sormontata da una coppia di leoni che artigliano due teste umane,</p>
<p>Più avanti la via Santa Maria si apre nella piazza principale, dove si può ammirare la romanica <strong>chiesa di San Donato</strong> rimaneggiata nel XVI secolo, in cui  sono custoditi uno stupendo Crocefisso ligneo quattrocentesco, della scuola di Donatello, e un affresco della scuola del Perugino.</p>
<p>I palazzi rinascimentali dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni si alternano nelle viuzze con le tipiche case basse con balconcini e scalette esterne dette <strong>“profferli</strong>”, tipiche dell’architettura viterbese del medioevo.</p>
<p>Da vedere anche la <strong>chiesa romanico-gotica dell’Annunziata</strong>, affiancata da uno slanciato campanile del 1735 e ricca di opere pittoriche, a cui si aggiunge un notevoli chiostro realizzato nel 1524 su disegno dell’architetto Michele Sammicheli e il pozzo centrale del 1604, opera di Ippolito Scalza.</p>
<p>Ma Civita è anche il paradiso per gli amanti di insaccarti e affettati in genere, con un’ampia offerta di salsiccia, capocolli, pancetta arrotolata con spezie e aromi, porchetta, che si possono trovare nelle macellerie locali dove è garantita la lavorazione artigianale della carne suina.</p>
<h3>La piccola frazione di <a href="https://borghipiubelliditalia.it/borgo/torre-alfina" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Torre Alfina</strong></a> si nasconde in un paese già caratteristico come Acquapendente e conclude il viaggio tra i borghi laziali.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102791" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/torre-alfina-2203457_1280-e1621696679718.jpg" alt="torre alfina lazio" width="800" height="600" /></p>
<p>Proprio nel capoluogo Acquapendente merita una visita la <strong>cripta del Santo Sepolcro</strong>, all’interno della quale si trova il sacello che riproduce il Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove sono custodite le pietre che, secondo tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione.</p>
<p>Questa costruzione, una delle più importanti cripte romaniche d’Italia, risale alla seconda metà del X secolo, quando Acquapendente, che si trovava sulla via Francigena, era diventata tappa di passaggio per i pellegrini diretti a Roma.</p>
<p>La storia di Torre Alfina, invece, è legata a quella del suo castello. Il borgo, infatti, nasce nell’alto medioevo attorno a una torre d’avvistamento già esistente sul punto più elevato dell’altopiano dell’Alfina. Una torre poi diventata castello,  ma che continua a dominare un borgo sprofondato nel verde che si affaccia sull’Umbria e sulla vicina Toscana.</p>
<p>Un borgo racchiuso nelle nicchie delle cose familiari, arroccato a semicerchio con più file di case intorno al suo castello circondato da un meraviglioso bosco.</p>
<h3>A ridosso del castello di Torre Alfina, infatti, si estende per circa 60 ettari il <strong>Bosco del Sasseto</strong>, annoverato nei parchi monumentali d’Italia e ricco di latifoglie secolari.</h3>
<p>Torre Alfina è  compreso nella <strong>Riserva Naturale Monte Rufeno</strong>, un’area protetta di circa 2900 ettari all’estremo nord della provincia di Viterbo, attraversata dal fiume Paglia e costituita da boschi misti e pinete.</p>
<p>I boschi intorno al borgo hanno permesso anche la proliferazione dei cinghiali che ha portato progressivamente, nella preparazione del ragù, a sostituire la carne della lepre con quella di cinghiale e a  celebrare la  <strong>Sagra delle Pappardelle al Cinghiale</strong> durante la settimana di ferragosto, una delle più famose sagre dell’Alto Lazio.</p>
<p>Sempre ad agosto ha luogo la <strong>Fiera di San Bartolomeo</strong>, una vetrina di prodotti tipici, gastronomici e artigianali, in cui venditori e artigiani dal seicento, periodo in cui nacque questa fiera. A luglio, invece, si svolge il <strong>Torre Alfina Blues Festival</strong>, quattro giorni dedicati alla musica blues, tra eventi culturali e degustazioni gastronomiche nei punti più caratteristici dell’antico abitato.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
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		<title>COVID19: il modulo di autodichiarazione per gli spostamenti in Campania, Lazio e Lombardia</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 11:42:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scarica il modulo ufficiale da utilizzare nelle regioni in cui sono state adottate ordinanze che impongono limitazioni di spostamenti L’impennata dei contagi registrata negli ultimi giorni ha spinto alcune regioni ad adottare ordinanze che impongono limitazioni agli spostamenti di persone nei rispettivi ambiti territoriali. In linea con l’autonomia prevista per comuni e regioni nell’ambito dell’ultimo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70033" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-5.png" alt="autocertificazione " width="793" height="425" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-5.png 793w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-5-300x161.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Screenshot-5-768x412.png 768w" sizes="(max-width: 793px) 100vw, 793px" /></h3>
<h3>Scarica il modulo ufficiale da utilizzare nelle regioni in cui sono state adottate ordinanze che impongono limitazioni di spostamenti</h3>
<p><span id="more-70025"></span></p>
<p>L’impennata dei contagi registrata negli ultimi giorni ha spinto alcune regioni ad adottare ordinanze che impongono limitazioni agli spostamenti di persone nei rispettivi ambiti territoriali.</p>
<p>In linea con l’autonomia prevista per comuni e regioni nell’ambito <a href="https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/covid19-dpcm-del-18-ottobre-le-nuove-disposizioni-per-il-contrasto-e-il-contenimento-dei-contagi/">dell’ultimo DPCM del 18 ottobre</a>, dunque, ogni spostamento <strong>nelle regioni Campania, Lazio e Lombardia,</strong> dovrà essere giustificato esibendo il modulo di autodichiarazione.</p>
<p>L&#8217;autodichiarazione è anche in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo.</p>
<p><strong><a href="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/modello_autodichiarazione_editabile_ottobre_2020.pdf">Scarica il modulo di autocertificazione</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARI DI VIAGGIO TRA LE REGIONI DELLA PENISOLA. IL LAZIO</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-il-lazio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 06:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[ricomincio da te]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare con il covid]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Lazio come non l’avete mai visto. Nel cuore dell’Italia sulle tracce di un passato vivo e magnifico che si rispecchia ancora nel presente Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69617" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg" alt="" width="1280" height="833" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-1024x666.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-768x500.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Il Lazio come non l’avete mai visto. Nel cuore dell’Italia sulle tracce di un passato vivo e magnifico che si rispecchia ancora nel presente</h3>
<p><span id="more-69616"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LAZIO</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69617" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg" alt="" width="1280" height="833" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-1024x666.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/rome-1066035_1280-768x500.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h4>Antico e moderno si incontrano  in un territorio che racconta la sua grande bellezza.</h4>
<p>Il viaggio all’interno del Lazio parte dal nord della regione e precisamente dalla <strong>Tuscia, </strong>un territorio anticamente abitato dagli Etruschi che corrisponde oggi alla zona dell’Alto Lazio e delle aree di confine tra Toscana e Umbria.</p>
<h4>Una delle prime tappe di questo particolare territorio è<strong> Acquapendente.</strong></h4>
<p>A ridosso del confine con la Toscana, si trova racchiusa tra i resti di una cinta muraria ad impianto medievale, che custodiva al suo interno edifici religiosi e monumenti di particolare bellezza.</p>
<p>Acquapendente viene considerata <strong>la Gerusalemme d’Europa</strong>. Proprio in questo borgo si trova  la prima riproduzione del sepolcro di Cristo fuori dalla Terra Santa. Acquapendente ha la sua meravigliosa <strong>Basilica del Santo Sepolcro</strong> in cui,  secondo la tradizione, sono conservate le pietre con il sangue di Cristo.</p>
<p>La <strong>Torre Julia de Jacopo</strong> e la <strong>Torre dell’Orologio</strong> sono i due emblemi cittadini. La prima costituiva l’antico ingresso della città, mentre la seconda era parte del castello imperiale di Federico Barbarossa. Continuando ad esplorare questo borgo dal fascino arcaico, si viene catturati dall’elegante <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, che si distingue per l’imponente campanile rinascimentale e il portale risalente al XI secolo.</p>
<p>Ad Acquapendente, nella terza domenica di maggio, si rievoca il miracolo della Madonna del Fiore con la <strong>Festa dei Pugnaloni</strong>. Mosaici di fiori e foglie coloratissimi su grandi pannelli coinvolgono tutto il borgo in una manifestazione molto sentita dalla popolazione.</p>
<h4>Vicino questa località è presente un singolare frazione come <strong>Torre Alfina</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69624" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Torre_Alfina_Castello_da_ovest_2017-03-19_38-scaled-e1603199386281.jpg" alt="" width="800" height="479" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un incantevole borgo la cui storia è legata  a quella del suo castello, che nasce nell’alto medioevo come semplice struttura difensiva. Solo più avanti prende la forma elegante in stile rinascimentale che è visibile ancora oggi, con l&#8217;inconfondibile merlatura e il palazzo signorile accanto.</p>
<p>Oggi una parte del Castello viene usata per matrimoni e altri eventi, mentre un’altra parte permette di visitare l’ arredo rinascimentale, gli affreschi, i quadri  e le statue che  sono visibili all&#8217;interno.Dal centro storico del borgo si arriva, passeggiando, al Bosco di Sasseto, dove i massi lavici si fanno spazio tra la natura verde smeraldo assumendo seducenti forme contorte. Infine, da queste parti sorge anche un mausoleo progettato alla fine dell’800 che, grazie alla foresta circostante, esprime una forza antica ed enigmatica.</p>
<p>Si procede per <strong>Grotte di Castro</strong> un borgo situato nella parte settentrionale di un antico cono vulcanico della catena dei Monti Volsini e nel cuore della <strong>Riserva Naturale Selva del Lamone</strong>. Grotte di Castro presenta ancora molte testimonianze delle sue origini antichissime,  soprattutto nella necropoli di <strong>Pianezze</strong> ed in quella di <strong>Cento Camere</strong>, entrambe importanti reperti dell’antico passato etrusco.</p>
<p>In questo piccolo borgo arroccato sulla roccia si può ammirare la <strong>Basilica Santuario di Maria SS. del Suffragio</strong>, costruita in stile barocco dal 1625 su una precedente Pieve del VIII secolo dedicata a S. Giovanni Battista. Si conservano al suo intero preziosi intarsi lignei d’epoca barocca e una statua di legno policromo che raffigura <strong>la Madonna del Suffragio</strong>, festeggiata solennemente ogni dieci anni.</p>
<p>In pieno centro storico, nel Palazzo che un tempo ospitava il Podestà, a poca distanza dall’edificio comunale, è attivo il <strong>Museo Archeologico e delle Tradizioni Popolari</strong> che custodisce più di 160 reperti etruschi.</p>
<h4>Una tappa a <strong>Bolsena</strong>, piccolo borgo costruito sulle rive del lago omonimo, il più grande bacino vulcanico d’Europa.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69625" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280.jpg" alt="" width="1280" height="851" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280-1024x681.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/bolsena-1649164_1280-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un piccolo paese di origine etrusca che ruota attorno al <strong>Castello Monaldesch</strong>i, splendidamente conservato e sede oggi del <strong>Museo Territoriale del lago di Bolsena</strong>.</p>
<p>Quest’angolo del Lazio ha moltissimo da offrire. A cominciare da una Festa Medievale unica nel suo genere. In programma ogni anno ad agosto, la <strong>Festa Medievale di Bolsena</strong> è un susseguirsi di rievocazioni storiche, spettacoli folcloristici e cene con menù a tema per le vie del borgo. La festa rievoca l’assedio della città ad opera di Ludovico IV, detto “Il Bavaro, a cui i cittadini resistettero con tenacia e coraggio.</p>
<p>Il principale monumento di Bolsena è la <strong>Collegiata di Santa Cristina</strong>, che ingloba quattro chiese d’epoca diversa.</p>
<h4>Nella sua parte più antica, nel 1263, avvenne il <strong>miracolo del Corpus Domini</strong>, ancora oggi celebrato, ogni anno, con una processione.</h4>
<p>Ma, soprattutto, si presenta la possibilità di esplorare il territorio circostante con splendide passeggiate ed escursioni in bicicletta, e di vivere un lago spettacolare. In mezzo questo due belle isole, <strong>la Bisentina e la Martana</strong>, ricche di vestigia antiche e di una folta  vegetazione. Entrambe le isole sono private e non è quindi possibile visitarle senza uno speciale permesso dei proprietari. Tuttavia, è concesso ammirarle in tutto il loro incredibile splendore grazie a delle gite in battello.</p>
<p>Su una sponda del lago ecco l’incantevole  <strong>Civita di Bangoregio  </strong>“La città che muore” è uno dei soprannomi dati a Civita,  piccola frazione del Comune di Bagnoregio nell’alto Lazio, all’interno della meravigliosa <strong>Valle dei Calanchi</strong>. Nonostante questi nomi poco invitanti, Civita di Bagnoregio ogni anno viene visitato da centinaia di migliaia di persone che arrivano da tutto il mondo per ammirare il suo aspetto fuori dal tempo e la sua atmosfera magica</p>
<h4>L’aspetto attuale del borgo risale alla fine del Medioevo e da allora è rimasto quasi intatto.</h4>
<p>Per arrivare a Civita è necessario prima passare dal Comune di Bagnoregio per poi arrivare in via Bonaventura Tecchi dove si può lasciare l’auto e proseguire per il lungo ponte che conduce fino al centro del “Paese che Muore”.</p>
<p>Mentre si attraversa il ponte si può ammirare lo spettacolare paesaggio di questa zona. Un panorama fatto di valli e calanchi scavati da millenni di erosione dell’acqua, per poi arrivare fino alla Porta Santa Maria, unico accesso al borgo. Per accedere al centro di Civita i visitatori devono pagare una piccola tassa di entrata che permette all’amministrazione comunale di compiere i lavori di restauro e stabilizzazione e mantenere visitabile il borgo.</p>
<p>Appena entrati nel paese si rimane incantati dal suo aspetto, dalle sue strutture medievali abbracciate agli stretti vicoli che salgono sul colle come un labirinto. L’intero centro urbano è orientato in funzione della piazza principale di Civita, la <strong>piazza San Donato</strong>, dove si trova la chiesa principale del centro abitato, costruita sul sito di un antichissimo tempio etrusco</p>
<p>Una parte significativa di questa località è rappresentata dai palazzi nobiliari dei <strong>Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni,</strong> costruiti dalle importanti famiglie del viterbese nel corso del Rinascimento. In particolare, all’interno di Palazzo degli Alemanni si può visitare il <strong>Museo geologico e delle frane</strong>, una interessante istituzione museale che, riunendo una vasta gamma di discipline, dalla geologia alla sismologia fino all’archeologia, illustra il particolare rapporto tra Civita e il suo territorio, con una grande attenzione al tema del dissesto idrogeologico.</p>
<h4>Uno dei punti più spettacolari del centro di Civita è il <strong>Belvedere.</strong></h4>
<p>Una piazzetta affacciata direttamente sullo strapiombo dei calanchi a Nord del paese, da dove si può ammirare una meravigliosa vista su tutta la Valle dei Calanchi. Gli appuntamenti principali sono il <strong>Palio della Tonna,</strong> la prima domenica di giugno e la seconda domenica di settembre,  Civit’Arte ad agosto, e il Presepe Vivente  durante il periodo natalizio.</p>
<p>Sull’altra sponda del lago di Bolsena si trova <strong>Ischia di Castro</strong>, intrigante meta che si trova su una rupe di tufo alla confluenza di due torrenti. Il centro storico, al quale si accede dalla <strong>Torre dell’Orologio</strong>, conserva la fisionomia tipica di un borgo medievale, con solide porte, mura parzialmente conservate, abitazioni addossate le une alle altre e la <strong>Rocca Farnese</strong>, una delle residenza più antiche della famiglia.</p>
<p>Una visita al <strong>Museo Civico</strong> permette di ammirare una ricca esposizione di vari reperti archeologici della vicina necropoli, fra cui alcuni vasi preistorici, preziose e raffinate sculture. La vicina necropoli etrusca ospita molte tombe del VI sec. a.C., alcune delle quali di notevole importanza come “<strong>la tomba a semidado” e “la tomba della biga</strong>”, così chiamata per la biga rinvenuta nel suo interno.</p>
<p>E poi gli Eremi medievali di Poggio Conte e Chiusa del Vescovo. <strong>L’Eremo di Poggio Conte</strong> è particolarmente ricco di forme artistiche, incisioni, colonne e capitelli scolpiti nel tufo e pitture che dimostrano quanto fosse importante e diffuso il monachesimo nel XIII secolo. All’interno, strutturato come una vera chiesa, vi erano dipinte le figure degli apostoli e nel centro quella di Cristo.</p>
<p>Tra gli eventi più suggestivi figurano la <strong>Rappresentazione della Passione di Cristo nel Venerdì Santo,</strong> la <strong>Festa Patronale Sant’Ermete con la Giostra del Gallinaccio</strong>, il 28 agosto, e la <strong>Festa Patronale Madonna del Giglio</strong> l’8 settembre.</p>
<h4>Poi <strong>Tuscania.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69626" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/tuscania-674222_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Uno dei centri più pittoreschi della Tuscia, caratterizzato dalle antiche tracce della civiltà etrusca e dalle architetture medievali che lo rendono un borgo senza tempo. Le costruzioni del centro storico di Tuscania sono caratterizzate da un colore marroncino-rossastro che indica i loro materiali composti dalla roccia di tufo.</p>
<p>La via principale che percorre il borgo è <strong>Via Libertà</strong> che conduce fino al <strong>Parco Torre di Lavello</strong>, un parco pubblico vicino alle antiche mura di cinta che racchiude al suo interno una meridiana e un piccolo anfiteatro.</p>
<p>Continuando su via dei Priori è possibile contemplare gli artigiani all’opera secondo le antiche tecniche di lavorazione di terracotta per la produzione di ceramiche, un’arte antica e tipica qui a Tuscania.</p>
<p>Numerose le architetture religiose da visitare a Tuscania, a partire dalla celebre <strong>Chiesa di San Pietro</strong> che svetta da quello che un tempo era la sede dell’acropoli etrusca. Una maestosa chiesa in stile romanico che custodisce ancora molteplici mosaici e ornamenti.. La principale chiesa di Tuscania è il suo <strong>duomo dedicato a San Giacomo Maggiore</strong>, con uno stile architettonico rinascimentale nella facciata e barocco nell’interno.</p>
<h4>Si prosegue verso il Mar Tirreno dove si incontra <strong>Tarquinia, </strong>una cittadina medievale che ospita la più grande testimonianza d&#8217;arte etrusca al mondo.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69627" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia.jpg" alt="" width="1600" height="1068" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia.jpg 1600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia-1024x684.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia-768x513.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Ara_della_Regina_Tarquinia-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>La storia della città è strettamente legata alla storia degli Etruschi essendo stata una delle più antiche città abitate da questo popolo.</p>
<p>Il punto migliore da cui iniziare una visita è sicuramente la <strong>Necropoli dei Monterozzi</strong> che, con le sue oltre duecento tombe dipinte, è il più importante nucleo pittorico esistente dell’arte di quel periodo  In città, all’interno di <strong>Palazzo Vitelleschi</strong>,  ha sede il <strong>Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia</strong>. Al suo interno conserva la più vasta raccolta d’arte etrusca esistente..</p>
<p>Ma Tarquinia è anche  una splendida cittadina medievale con un centro storico disegnato da una serie di chiese e di palazzi d’antico fascino. Basti pensare al <strong>Duomo di Santa Margherita</strong>, o alla <strong>chiesa di Santa Maria in Castello</strong>, o al <strong>Torrione di Matilde di Canossa. </strong></p>
<p>Tra i principali edifici civili della Tarquinia medievale il <strong>Palazzo Comunale</strong> è situato nel cuore del centro storico. Realizzato lungo il tracciato della vecchia cinta muraria, ha uno stile romanico ma con dettagli gotici e al suo interno  ospita cerimonie e matrimoni nella bella Sala degli Affreschi.</p>
<h4>Oltre alla città con le sue architettura, Tarquinia riserva imperdibili scorci anche verso il mare.</h4>
<p><strong>La Riserva Naturale Saline di Tarquinia</strong> è l’unica salina del Lazio, nonché una tra le poche sopravvissute lungo la costa italiana.</p>
<p>E poi il mare, con il <strong>Lido di Tarquinia</strong>, perfettamente attrezzato, che si raggiunge in 10 minuti dal centro. La spiaggia libera più bella è invece <strong>Pian di Spille</strong>, conosciuta anche come Grande Ciambella e che vede alternarsi sabbia e pinete davanti ad un mare particolarmente limpido.</p>
<h4>Ecco <strong>Viterbo, </strong>città d’arte e di cultura che offre numerose opportunità, dalle chiese medioevali ai palazzi rinascimentali, dalle aree archeologiche alle terme.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69628" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1333" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Viterbo_palazzo_e_loggia_dei_papi_05-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>La visita può iniziare dal <strong>Palazzo dei Papi,</strong> simbolo di Viterbo. All&#8217;interno dell&#8217;<strong>Aula del Conclave </strong>si tenne il primo e più lungo conclave della storia della Chiesa di Roma.</p>
<p>Visitare il centro storico di Viterbo è come entrare in un mondo fiabesco ammirando i quartieri medievali, tra cui <strong>San Pellegrino</strong> è quello più importante, e rimanendo affascinati dalla bellezza del <strong>Palazzo degli Alessandri</strong>, dell&#8217;antica torre e di <strong>Casa Poscia</strong>. Merita una visita anche la <strong>Chiesa di Santa Maria Nuova</strong>, una delle più antiche di Viterbo che fu realizzata sui resti di tempio dedicato a Giove.</p>
<h4>Viterbo è anche la città delle Terme.</h4>
<p>Le più antiche sono le <strong>Terme dei Papi</strong> e devono il loro nome a Papa Niccolò V che fece realizzare un palazzo per godere dei benefici termali. Oltre alle strutture a pagamento, nei dintorni della città si possono raggiungere le terme libere e gratuite come le <strong>Terme del Bullicame</strong> e <strong>Piscine Carletti</strong>.</p>
<p>Viterbo ha una forte devozione per Santa Rosa, patrona della città che viene celebrata con la <strong>Macchina di Santa Rosa</strong>, un evento che accoglie ogni anno migliaia di spettatori. Il 3 settembre un baldacchino trionfale realizzato dai viterbesi, una sorta di torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, viene trasportata a spalla da cento “facchini” su un’impalcatura pesantissima che, attraverso le tortuose vie cittadine, raggiungono il Santuario delle Monache clarisse.</p>
<h4>Poi<strong> Sutri, </strong>affascinante borgo della Tuscia arroccato lungo uno sperone roccioso.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-69629" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Sutri_with_Cathedral-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Grande interesse archeologico riveste il suggestivo <strong>Anfiteatro Romano di Sutri</strong>. Un meraviglioso monumento di forma ellittica e strutturato con tre ordini di gradinate che poteva contenere oltre 9000 persone. Tra i siti archeologici di pregio si annovera anche  il <strong>Parco dell’Antichissima Città di Sutri</strong>, una vasta necropoli etrusca, rinvenuta sul colle di fronte al centro abitato,</p>
<p>Interessanti e di un certo valore artistico sono gli edifici religiosi che si possono ammirare nel centro storico. Tra questi spicca la <strong>Chiesa di Santa Maria Assunta</strong> risalente al XII secolo, a cui segue la <strong>Chiesa di San Francesco</strong>, fondata proprio dal santo di Assisi nel 1222 e quella di San Silvestro in stile romanico.</p>
<p>La <strong>Chiesa della Madonna del Parto</strong>, invece, è un edificio risalente al Medioevo ma ricopre un mitreo di età romana, completamente scavato nel tufo e dedicato al dio Mitra, solo successivamente adibito a chiesa;</p>
<p>A Sutri il prodotto tipico locale per eccellenza è il <strong>fagiolo</strong> che, secondo la leggenda popolare, riuscì ad alleviare i dolori di un attacco di gotta a Carlo Magno. A Sutri, durante la sagra ad esso dedicata, viene servito in caratteristiche ciotole di terracotta.</p>
<h4>Procedendo per un breve tratto a nord si arriva a <strong>Nepi, </strong>città delle acque, circondata da due gole percorse da torrenti e da un affascinante paesaggio.</h4>
<p>Le meraviglie architettoniche di Nepi si ampliano con la <strong>Rocca dei Borgia</strong> circondata da possenti mura, mentre tra le strutture difensive vi erano anche i cosiddetti <strong>Bastioni Farnesiani</strong>. Ad oggi sono rimaste solo le cosiddette “case Torri” tutte a pianta quadrata e costruite con possenti blocchi di tufo.</p>
<p>Da visitare la <strong>Chiesa di San Pietro Apostolo</strong>, di origini trecentesche, ma molte altre chiese sorgono nel centro storico del paese come la <strong>Chiesa di Santa Croce, la Chiesa e Convento di San Bernardo e la Chiesa dei Santi Vito e Modesto.</strong></p>
<p>Tra le vie di Nepi si scoprono anche  splendidi palazzi rinascimentali, ad iniziare dal <strong>Palazzo Celsi</strong>, Di grande fascino, al suo interno, è il salone principale, dove raffigurazioni degli dei dell’Olimpo e l’enorme camino, riconducono alla vita di quell’epoca..</p>
<p>Poco distante <strong>Palazzo Sansoni</strong>, residenza del Cinquecento con il loggiato con arcate in mattoni di cotto come elemento di spicco, a cui si aggiunge un cortile e una torre medievale a sovrastare la parte terminale del palazzo. A fianco a questo si erge <strong>Palazzo Pisani</strong> realizzato alla metà del XVI secolo e da non dimenticare il <strong>Palazzo Comunale</strong>, splendido esempio di architettura rinascimentale.</p>
<h4>Parte conclusiva della scoperta di Nepi riguarda l’<strong>Acquedotto</strong>, opera idraulica che costituisce uno dei luoghi più pittoreschi dell’intera città.</h4>
<p>I dintorni di Nepi offrono località decisamente interessanti. Tra i borghi più belli da vedere è . immancabile una visita a <strong>Calcata, </strong>un piccolo e suggestivo paesino medievale immerso nel magnifico <strong>Parco della Valle del Treja</strong>.</p>
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<p>Un borgo fantasma che cominciò pian piano ad essere ripopolato da artisti, artigiani ed intellettuali che, a partire dagli anni ’60, vennero da ogni parte del mondo in cerca di una dimensione di vita genuina. Calcata, dall’esterno, conserva un aspetto marcatamente medievale, ma appena varcata la porta d’accesso al borgo ci si trova immersi in un’atmosfera indefinita, difficilmente riconducibile ad un’epoca o ad uno stile preciso, e che riporta alla mente quella di un villaggio in stile “fantasy”,</p>
<p>Da qui si aprono una serie  di strette viuzze che,  attraversando buie arcate, conducono tutte al ciglio del profondo precipizio che circonda quasi per intero l’abitato. Una peculiarità, questa, che rende Calcata uno dei migliori esempi in Italia di paese fortificato “naturalmente”. Le case si presentano come modeste abitazioni, dove si possono osservare antichi portali a cui si alternano buie cantine e silenziose grotte, adibite a deliziose botteghe o anche a laboratori artigianali ed artistici.</p>
<h4>Calcata non è un paese come tutti gli altri.</h4>
<p>I suoi tratti singolari ne fanno oggi un vero e proprio centro di sperimentazione urbana, sociale e culturale, esemplare unico nell’ambito dei piccoli centri italiani, oltre che uno scrigno di arte, natura e  pace.</p>
<p>Ma nel cuore del Parco regionale Valle del Treja si trova un altro piccolo gioiello come le <strong>Cascate di Monte Gelato</strong>. Un breve e facile percorso permette di inoltrarsi nella natura rigogliosa della riserva arrivando allo scenografico paesaggio delle cascate. Tante piccole cascatelle formano un piccolo “lago” dalle acque quasi calme.</p>
<h4>Da qui il percorso continua alla scoperta di un’altra suggestiva zona del Lazio, la <strong>Sabina.</strong></h4>
<p>Come suggerisce il suo nome, si tratta di quella parte d’Italia anticamente abitata dal popolo dei Sabini, racchiusa tra il Tevere e l’Appennino Marchigiano.</p>
<p>Si conosce quest’area partendo da <strong>Magliano Sabina, </strong>da sempre considerata punto di collegamento tra il mondo romano e quella che fu l’antica terra dei Sabini<strong>. </strong>Tra le splendide strutture che si possono ammirare, la centralissima <strong>Piazza Garibaldi</strong> rappresenta un ideale punto di partenza.</p>
<p>Qui si viene accolti dal <strong>Palazzo Vannicelli</strong>, oggi sede comunale e dalla <strong>Torre Civica</strong> annessa al Palazzo Vescovile. Proseguendo su via Sabina si arriva facilmente  al <strong>Museo Civico Archeologico</strong>, ospitato all’interno di <strong>Palazzo Gori</strong>, luogo perfetto per  conoscere le testimonianze della civiltà sabina.</p>
<p>Tra gli edifici religiosi, invece, sono di notevole importanza la quattrocentesca <strong>Cattedrale di San Liberatore,</strong> nota anche come Cattedrale dei Sabini, dai numerosi affreschi settecenteschi, la romanica <strong>Chiesa di San Pietro</strong> del XII secolo e il <strong>Santuario di Santa Maria delle Grazie</strong>, in cui visitare la cripta protoromanica, una meraviglia risalente al XI secolo.</p>
<p>Magliano Sabina richiama numerosi visitatori grazie all’interesse storico-architettonico dell’abitato e alle peculiarità delle manifestazioni che ospita durante l’anno. Tra queste <strong>l’Infiorata del Corpus Domini,</strong> con la processione che procede sui profumati e coloratissimi disegni raffiguranti scene sacre, la “<strong>Giostra del gonfalone</strong>” a giugno, a cui partecipano le quattro contrade dell’abitato e la <strong>Festa dell’Uva</strong> ad agosto, durante la quale si assiste a sfilate di carri allegorici, alla corsa all’anello e si  degustano vini e cibi tipici del luogo.</p>
<h4>Una struttura a bulbo di cipolla presenta<strong> Casperia.</strong></h4>
<p>Strade a cerchi concentrici che gradualmente si restringono aggrappandosi sui versanti del colle e terminano nella <strong>Piazza San Giovanni Battista</strong>, dove si trova l’omonima chiesa assieme alla più nota <strong>Chiesa di Santa Maria in Legarano</strong>, che custodisce interessanti opere d’arte. E poi la seicentesca <strong>Santissima Annunziata, Palazzo Forani</strong>, e tanti vicoletti da esplorare in un luogo dove il  tempo sembra essersi fermato.</p>
<p>Le vecchie mura di cinta con <strong>Porta Santa Maria e Porta Romana</strong> insieme all’<strong>Arco di Mezzo </strong>sono il punto ideale da cui iniziare il proprio percorso tra le strette vie della cittadina. L’ingresso da Porta Romana conduce all’interno del borgo, dove si resta incantati dalla salita a ciottoli perfettamente restaurata da cui raggiungere <strong>Piazza Umberto I</strong> e la bellissima <strong>Fontana del Belvedere.</strong></p>
<p>Poi torrioni, camminamenti e feritoie sono i testimoni della storia e delle origini medievali dell’antica Casperia, uno dei pochi paesi in Europa ad avere un centro storico completamente chiuso alle macchine.</p>
<h4>Quasi impossibile non conoscere<strong> Greccio.</strong></h4>
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<p>La sua notorietà ha raggiunto gli angoli più remoti di tutto il pianeta. In questo piccolo borgo, nel 1223, San Francesco fece il <strong>primo presepe vivente al mondo.</strong> Ogni anno, nel periodo di Natale, questo piccolo e suggestivo “ miracolo” si ripete teatralmente sotto la rocca del paese.</p>
<p>Il borgo medioevale è circondato da mura e torri in cui sono notevoli i resti del Castello dell’ XI secolo, che conserva in parte l’originaria pavimentazione e tre delle sei torri delle mura medievali.  In cima al borgo regna la <strong>Chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo</strong>, con tele e affreschi del Cinquecento e la curiosa torre campanaria staccata dalla chiesa, riedificata sui resti della maggiore delle torri di cinta.</p>
<p>A Greccio si viene rapiti dalla natura incontaminata e dagli affascinanti sentieri che si arrampicano tra fitti boschi di querce. Proprio attraverso un sentiero si raggiunge la “<strong>Cappelletta”</strong>, a 1200 metri d’altezza, primo rifugio di san Francesco all’arrivo a Greccio. Da non perdere è anche  la <strong>Fonte Lupetta, </strong>sorgente d’ acqua minerale dalle ottime proprietà terapeutiche.</p>
<h4>E poi <strong>Labro, </strong>il borgo di pietra inserito tra i <strong>Monti Reatini</strong> e il <strong>Lago di Piediluco</strong>, ingresso della <strong>Valle Santa</strong>, quella di san Francesco d’Assisi e dei tanti monasteri francescani reatini.</h4>
<p>A Labro si entra a piedi, da <strong>Porta Reatina</strong>, e salendo tra palazzetti e viuzze si raggiunge <strong>Palazzo Nobili Vitelleschi</strong>, visitabile, con un arredo ben curato e l’archivio completo della famiglia.</p>
<p>Ancora scale e stradine lastricate e da una piazzetta si entra nella cinquecentesca <strong>Chiesa di Santa Maria Maggiore,</strong> attraverso il portale che fu l’originario ingresso del castello e rappresenta il culmine del borgo con un panorama che spazia dai monti al lago.</p>
<p>Oltre al tartufo, il piatto forte della gastronomia locale è  il ‘<strong>fagiolo gentile di Labro’</strong>, bianco avorio e dal sapore particolarmente delicato. Nel brevissimo tempo di cottura la sottile buccia quasi scompare, e la pasta del legume risulta cremosa.  Una vera prelibatezza che si trova solo qui e in tutte le stagioni.</p>
<h4>Immerso nella <strong>Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile</strong> si trova <strong>Rivodutri.</strong></h4>
<p>Un pittoresco paese dalla deliziosa posizione geografica. Nel borgo di Rivodutri risalta un monumento sorprendente ed enigmatico, che conferma come in ogni epoca la bellezza e la solitudine di questi luoghi abbiano spinto alcune persone,  particolarmente sensibili e sapienti, ad interrogarsi sul destino e sulla natura profonda degli uomini.</p>
<p>Si tratta della <strong>Porta Alchemica</strong>, un arco solitario con splendidi bassorilievi, scolpito in pietra calcarea, caratterizzato da fregi, simboli e iscrizioni di natura alchemica, mitologica e sacrale. Fra le altre  curiosità di Rivodutri si presenta la maschera di carnevale tipica, detta <strong>lo Zanno</strong>, tra le prime maschere carnevalesche del reatino, con cui si metteva in scena <strong>la Moresca</strong>, antica rappresentazione della lotta tra il bene e il male.</p>
<p>Gli <strong>stringozzi al sugo di carne</strong> sono il piatto tipico del borgo insieme alla pizza fritta accompagnata al pecorino locale, mentre tra i dolci spicca il serpentone di Natale, con nocciole, noci, mandorle e fichi secchi.  A febbraio si svolge la festa del locale olio extra vergine d’oliva e ad agosto si organizza la <strong>sagra della trota biologica e del gambero</strong> con una serie di piatti a base di pesce come la carpa al sesamo.</p>
<h4>Continuando verso nord si scopre<strong> Leonessa </strong>un borgo antico a 1000 metri d’altezza in cui  trascorrere una piacevole giornata camminando tra le tipiche viuzze medievali.</h4>
<p>La storia di questo periodo viene testimoniata da due antiche porte d’accesso, <strong>la Porta Aquilana</strong> risalente al XIII secolo, e <strong>la Porta Spoletina</strong> del XIV secolo che, assieme insieme alla <strong>Torre Angioina</strong> e ad alcuni ruderi delle mura di cinta,  è ciò che resta dell’originale sistema difensivo del paese.</p>
<p>Di antiche origini è anche la <strong>Fonte della Ripa</strong> del XII secolo, caratterizzata da una forma compatta ad arco a tutto sesto, che costituiva la fonte del Castello di Ripa e, in origine, era l’unica risorsa idrica di Leonessa. Ma il centro storico di Leonessa offre anche la possibilità di ammirare alcuni palazzi d’epoca, tra cui i più importanti sono <strong>Palazzo Ettore</strong>, il più grande di Leonessa, <strong>Palazzo Viscardi e Palazzo Vanni</strong></p>
<p>Leonessa è una città di montagna. Durante l’inverno si scia, mentre dalla primavera all’autunno i pendii dolci o ripidi consentono sia escursioni impegnative che  passeggiate più facili. Sono due i singolari appuntamento che hanno luogo in questa graziosa località. Alla fine di giugno il <strong>Palio del Velluto</strong> prevede una  rievocazione storica con 600 personaggi in raffinati costumi rinascimentali, accompagnata da tornei e giochi.</p>
<p>A metà di ottobre, invece, si celebra la <strong>Sagra della patata di Leonessa</strong>, di particolare pregio e tipica della zona. Nel territorio se ne coltivano tre varietà, <strong>Désirée </strong>a buccia rossa e pasta gialla, <strong>Agria</strong> a buccia bianca e pasta gialla e <strong>Marfona</strong> a buccia liscia bianca e pasta gialla, considerata tra le più pregiate d’Italia.</p>
<h4>Ed ecco <strong>Amatrice, </strong>sfortunatamente colpita da un rovinoso terremoto nell’agosto 2016.</h4>
<p>Nonostante questa tragica sventura vale sicuramente la pena visitarla. Una terra da  osservare e gustare, contraddistinta dall’ospitalità semplice e genuina.</p>
<p>Un territorio da scoprire a passo lento, un paradiso per il trekking e la vacanza attiva. Tanti i percorsi e vari livelli di difficoltà, da quelli adatti a tutti  a quelli da affrontare con equipaggiamento adatto e solo con un certo grado di esperienza.</p>
<p>Amatrice e le sue frazioni si trovano in pieno territorio del bellissimo <strong>Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga</strong>. I boschi e le montagne di queste località si specchiano, nel cosiddetto “<strong>Fiordo di Campotosto</strong>”. Si tratta, in realtà, di un lago artificiale, creato grazie all’azione di ben tre dighe, ma la sua forma sinuosa che si inserisce tra le colline lo fa sembrare quasi un fiordo norvegese.</p>
<p>Terminate le attività è ora di mettersi a tavola. E ad Amatrice si mangia bene. Piatto simbolo è sicuramente <strong>la pasta all’amatriciana</strong>, la cui salsa veniva anticamente preparata solo con guanciale e pecorino, mentre l’aggiunta del pomodoro risale al 1700. Da provare anche la <strong>minestra di farro, gli gnocchi ricci al formaggio</strong>,  ma anche la cacciagione dei boschi circostanti.</p>
<h4>Si procede a sud verso <strong>Antrodoco</strong>, cittadina ad un’altitudine di circa 500 metri rinomata per le caratteristiche <strong>Gole di Antrodoco e Gole del Velino</strong>.</h4>
<p>Queste sono indubbiamente una delle attrazioni più belle nelle vicinanze del borgo. Si tratta di una stretta e imponente vallata percorsa dalla via Salaria, dove ripide pareti boscose creano un paesaggio unico e spettacolare.</p>
<p>Un reticolo di vie lastricate porta a <strong>Piazza del Popolo</strong>, impreziosita da <strong>Palazzo Pallini</strong>, dimora, distilleria e bottega ornata da scritte e fregi in puro stile  liberty del <strong>mistrà</strong>, superalcolico secco dal sapore di anice e finocchio. Nicola Pallini, infatti, scelse proprio Antrodoco per fondare l’azienda di liquori che porta il suo nome.</p>
<p>Una visita al fiore al fiore all’occhiello della città, il  <strong>Museo storico militare</strong>, che espone oltre 300 cimeli delle Guerre Mondiali e coloniali tra cui armi, divise, resti di bombe e  perfino un tipico campo base perfettamente allestito. I più curiosi possono passeggiare tra le tante botteghe per conoscere la produzione di artigianato artistico e farsi sedurre dall’oggettistica in ferro e dai ricami dall’antica fattura.</p>
<p>Non si deve lasciare Antrodoco senza aver assaggiato una delle bontà locali, gli <strong>stracci antrodocani, </strong>crespelle di uova acqua e farina sottilissime ed elastiche, ripiene di ragù di carni, mozzarella e parmigiano.</p>
<h4>Si arriva a<strong> Rieti, </strong>principale centro della Sabina caratterizzato da un antico passato.</h4>
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<p>Rieti è la protagonista del famoso <strong>Ratto delle Sabine</strong>, un episodio tra storia e leggenda in cui Romolo e i suoi soldati rapirono le donne della Sabina per sposarle, concluso poi con un duro scontro tra Roma e i Sabini.</p>
<p>La Rieti medievale, invece, vive nei suoi vicoli, nelle sue strette stradine e nelle  piazze della città. Tra queste la più importante è <strong>Piazza San Francesco</strong> con la <strong>chiesa gotico-romanica di San Francesco.</strong> Da qui si sale verso il <strong>Monastero di Santa Chiara</strong> che fu costruito sui resti della casa di un compagno di San Francesco.</p>
<p>Punto più alto e zona più antica della città è <strong>Piazza Vittorio Emanuele II</strong>, mentre in <strong>Piazza Cesare Battisti</strong> si trova il <strong>Palazzo del Governo</strong>. Un bellissimo edificio in architettura tardo-rinascimentale, da cui affacciarsi dalla loggia per ammirare il panorama sulle colline verdi del reatino. Merita assolutamente una visita il <strong>Teatro Comunale Tito Flavio Vespasiano</strong>, per i decori e gli affreschi della cupola e per la perfetta acustica che ne fa un vero gioiello dell&#8217;architettura teatrale.  .</p>
<p>Ma anche i dintorni di Rieti sono ricchi di storia e cultura. Nella valle si presentano i <strong>Santuari Francescani</strong>, raggiungibili anche a piedi nelle stagioni calde. Molto importante il <strong>Convento di Fonte Colombo</strong>, detto “<strong>il Monte Sinai francescano</strong>” perché nel 1223, dopo un digiuno di 40 giorni, San Francesco vi dettò la Regola dell’Ordine.</p>
<p>Non si può fare a meno di assaggiare i piatti tipici reatini dai sapori forti e che raccontano una terra genuina ed energica. Da <strong>provare stracciatelle in brodo, spaghetti alla carrettiera e il famosissimo abbacchio in guazzetto,</strong> senza dimenticare le <strong>fregnacce alla sabinese</strong>, la pasta con ragù di olive, funghi e carciofi.</p>
<h4>Procedendo verso sud la località di<strong> Fara in Sabina</strong> apre le porte a quella parte del Lazio definita Sabina romana.</h4>
<p>Situata su una collina a oltre 400 metri di altezza è un borgo circondato da verdi colline d’uliveti. Il centro storico della cittadina ha conservato il suo fascino medievale con le vie tortuose e strette che si aprono in piccoli cortili.</p>
<p>In questa cornice si inserisce una meraviglia come l’ <strong>Abbazia di Farfa</strong>, che nelle sue antiche pietre racchiude secoli di civiltà e tanti  misteri. Qui si può ammirare sia il chiostrino detto “Longobardo” che il chiostro grande del XVII secolo, la cripta di forma semi-anulare, il museo e la splendida biblioteca.</p>
<p>Una visita a <strong>Piazza del Duomo</strong>, dove si trova il <strong>Palazzo Brancaleoni</strong>, sede del <strong>Museo Civico</strong> che conserva reperti della preistoria, nonché quelli provenienti dalle campagne di scavo dell’antica Cures, la città romana che qui aveva sede. Una serie di palazzi storici costruiti nel XV secolo si alternano nel centro cittadino. Tra questi  <strong>Palazzo Orsini</strong><strong>, </strong><strong>Palazzo Farnese e Palazzo Foschi</strong>, mentre il <strong>Monastero delle Clarisse Eremite</strong>, tuttora convento di clausura,  fu edificato più tardi sulle rovine del castello.</p>
<h4>Da qui ci si muove direttamente verso <strong>Tivoli, </strong>situata lungo il fiume Aniene e sulle pendici dei Monti Tiburtini.</h4>
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<p>La ricchezza delle acque ha favorito la costruzione  di grandi complessi architettonici come  le straordinarie ed eleganti ville che rendono Tivoli così splendida.</p>
<p>La prima di queste è <strong>Villa Adriana</strong>, che occupa circa 40 ettari e fu costruita dall’imperatore Adriano per essere la più imponente residenza dell&#8217;epoca. Sfrutta l’acqua portata da almeno quattro acquedotti, tra cui quello dell’Acqua Marcia e dell’Acqua Claudia che alimenta vasche, piscine e due impianti termali.</p>
<p>Poi <strong>Villa d&#8217;Este</strong>, costruita nel 1550 quando fu nominato governatore di Tivoli il cardinale Ippolito II d&#8217;Este. La villa è famosa per le sue monumentali fontane,  ognuna delle quali ha un significato allegorico. Le fontane rappresentano i tre affluenti del Tevere, Aniene, Abuneo, Ercolaneo, mentre il fiume che attraversa Roma è rappresentato dalla <strong>Fontana della Rometta</strong>. E infine <strong>Villa Gregoriana,</strong> a cui si accede dal ponte “gregoriano” che fu costruito nel 1826, ma le bombe della II guerra mondiale lo danneggiarono pesantemente e venne ricostruito.</p>
<h4>Arrivati a Tivoli si resta incantati anche per un altro tipo di suggestione.</h4>
<p>Si tratta della meraviglia della grande cascata che scorre maestosa davanti al centro storico con il magnifico <strong>Tempio di Vesta</strong> alle spalle. Quest’ultimo, particolarmente ben conservato, è un tempio corinzio di forma tondeggiante ed ospitava il fuoco sacro delle vestali. Poco lontano si trova il <strong>tempio dedicato alla Sibilla</strong>, entrambi affacciati su un vero e proprio burrone nel cuore della città vecchia.</p>
<p>Ma Tivoli rappresenta solo una piccola anticipazione a qualcosa di ancora più spettacolare, la città di <strong>Roma</strong>. Un fascino eterno ed una bellezza indescrivibile. Oltre ai luoghi  già noti della Capitale è interessante scoprire qualcosa di differente, partendo proprio dal centro cittadino. <strong> </strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69634" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280.jpg" alt="" width="1280" height="844" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280-1024x675.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/architecture-4529605_1280-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h4>A <strong>Piazza Vittorio</strong>, all&#8217;Esquilino, c&#8217;è un curioso assemblaggio di statue e simboli esoterici.</h4>
<p>La Porta magica, conosciuta anche come <strong>Porta Alchemica</strong>, rappresenta uno dei resti più significativi di Villa Palombara, una villa maestosa che si trovava sul Colle Esquilino prima dell&#8217;urbanizzazione della zona. Secondo la leggenda la porta era collegata alla pietra filosofale e agli studi eccentrici del  proprietario della villa, un celebre alchimista.</p>
<p>Tra il <strong>Pincio e il Quirinale</strong>, invece, si trovano gli <strong>Horti Sallustiani</strong>, che erano dei grandi giardini con portici e passeggiate, voluti da Sallustio per godere di un ambiente bucolico senza dovere uscire dalla città. La zona all&#8217;epoca della costruzione era un&#8217;area suburbana non lontana dal centro. Una parte della villa che faceva parte del complesso con giardini e maneggio è ancora in piedi.</p>
<h4>Spostandosi verso il quartiere di Testaccio si può fare visita alla <strong>Centrale Montemartini</strong>.</h4>
<p>Su via Ostiense, proprio di fronte agli ex Mercati Generali, si trova questa vecchia centrale termoelettrica dismessa dagli anni ‘60 e riconvertita dalla fine degli anni’90 in un polo dei Musei Capitolini.</p>
<p>Gli ambienti della Centrale, come la Sala Macchine, in puro stile Liberty, conservano inalterati turbine, motori e la caldaia a vapore. In questo contesto così affascinante e suggestivo, i marmi antichi sono immersi in uno scenario insolito e suggestivo che ne esalta la bellezza.</p>
<p>Restando nella zona di Ostiense si possono ammirare le numerose opere di street art realizzate sui muri di alcuni palazzi ed edifici, tra cui una delle più famose si trova su <strong>via del Porto Fluviale</strong> e porta la firma del celebre artista Blu.</p>
<p>E proprio la street art è stata artefice di un importante progetto di riqualificazione nella zona di <strong>Tor Marancia</strong>, vicino al quartiere Garbatella e stretta tra l’Appia Antica e l’Eur. <strong>Big City Life</strong> il nome del progetto di arte urbana che ha dato nuovo colore ai muri della città. Venti artisti, provenienti da diversi paesi, hanno  incontrato gli abitanti delle case popolari del quartiere ed hanno realizzato venti murales sulle facciate delle undici palazzine del comprensorio di via di Tor Marancia 63.</p>
<h4>Le particolarità non si esauriscono qui. Un altro luogo caratteristico da visitare è la <strong>Casina delle Civette. </strong></h4>
<p>Nascosta  dietro una collina nel parco di <strong>Villa Torlonia</strong>, su via Nomentana, era il rifugio di Giovanni Torlonia, ultimo discendente di una famiglia nobile romana.</p>
<p>Il suo proprietario decise di ritirarsi in questa zona appartata e qui realizzò la casa dei suoi sogni,  in una combinazione visionaria tra temi medioevali e stile Art Nouveau. Aggiunse loggette e torri con decorazioni a maiolica e porticati. Una menzione a parte meritano le vetrate colorate della Casina delle Civette, che dopo il restauro è stata convertita nel <strong>Museo della Vetrata Liberty, </strong>dove si può vedere l&#8217;evoluzione della tecnica delle vetrate nel periodo compreso fra il 1910 e il 1925.</p>
<p>Non molto lontano, e precisamente tra la Salaria e la Nomentana, si trova il <strong>quartiere Coppedè</strong>, un complesso di palazzine e villini realizzato tra il 1913 e il 1926 da Gino Coppedè. Più che un quartiere, è un grande esperimento artistico che fonde Liberty, Art Decò, Gotico e stile medievale. Da un grande arco che congiunge due palazzi si accede a questo particolare  angolo di Roma.</p>
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<p>L&#8217;arco, che sotto la volta interna ha un grande lampadario in ferro battuto, congiunge i <strong>Palazzi degli Ambasciatori. </strong>Una volta varcata la soglia si viene trasportati in un luogo surreale, silenzioso e magico fatto di palazzi decorati dalle forme e le dimensioni più strane.</p>
<p>Il suggerimento è quello di vagare alla scoperta delle meraviglie che si possono trovare passeggiando per <strong>via Obrona, via Brenta e via Olona</strong>. Ogni palazzo, qui, è ricco di particolari, decorazioni che raccontano una storia, come quelle dei <strong>Villini delle Fate</strong>, dove trovare numerosi dipinti di donne alle pareti, oppure un enorme aracnide su un portone che  indica il nome di <strong>Palazzo del Ragno. </strong></p>
<p>Conclusa la scoperta di alcune peculiarità di Roma è possibile dirigersi verso due tipi di percorsi. Uno riguarda i <strong>Castelli Romani,</strong> a sud di Roma, mentre l’altro conduce verso il mare della Capitale.</p>
<h4>Per ciò che interessa il primo, <strong>Frascati</strong> merita senza dubbio una visita.</h4>
<p>La città delle ville, una delle attrattive più particolari. E tra queste <strong>Villa Aldobrandini o Belvedere</strong>, così chiamata per la sua posizione elevata. Un edificio imponente che corrisponde ai canoni delle ville rustiche ed è circondato da un meraviglioso giardino all’italiana.</p>
<p><strong>Villa Tuscolana o Rufinella</strong> in posizione un po’ più elevata rispetto alle altre  e poi <strong>Villa Lancelotti</strong> che in passato fu affidata a San Filippo Neri come ricovero per i  malati. Di grande fascino anche la <strong>Cattedrale di San Pietro Apostolo</strong> dalla facciata in stile barocco e la <strong>Chiesa di Santa Maria del Vivaro.</strong></p>
<p>Una piccola curiosità su Frascati. La cittadina fu la prima dei Castelli Romani ad avere la ferrovia nel 1856, conosciuta come “<strong>il treno della sbornia</strong>”, perché la domenica sera riportava a Roma i visitatori delle fraschette.</p>
<p>Proprio le <strong>fraschette </strong>sono mete ideali per gite fuori porta in cui gustare i prodotti tradizionali della cucina romana, dalle coppiette di cavallo alla corallina romana fino alla porchetta, accompagnate naturalmente da un <strong>vino Frascati DOC</strong>.</p>
<p>Tanti gli eventi che si organizzano qui. In primavera si rende omaggio alla bella stagione con castelli in Fiore, trionfo di colori e profumi che si spandono nell’aria. A giugno la Sagra della Lumaca è un appuntamento che si ripete da oltre trent’anni</p>
<h4>Poi<strong>  Marino,</strong>  grazioso paese che conserva ancora oggi i resti delle fortificazioni medievali che difesero il centro abitato.</h4>
<p>Passeggiare per il centro storico di Marino è un piacere. Per un attimo si torna indietro nel tempo e si ammirano i numerosi monumenti e luoghi di culto. Sicuramente merita una visita il <strong>Museo Civico in Piazza Matteotti</strong>,  all’interno dell’ex chiesa medievale di Santa Lucia, conosciuta localmente come <strong>Tempio Gotico o Chiesone</strong>.</p>
<p>A questo seguono <strong>Palazzo Colonna</strong>, sede del municipio, e <strong>Villa Desideri</strong>, che fa parte del parco omonimo e accoglie oggi la biblioteca comunale. Marino è caratterizzato da un insieme di particolari vicoli che vale la pena esplorare come <strong>Vicolo dei due forni, Vicolo Baciadonne e  Vicolo del Giglio.</strong></p>
<p>Molto famosa a settembre è la <strong>Sagra dell’Uva</strong>, un evento unico e tanto atteso, durante la quale sfila un corteo storico in costume assieme a carri allegorici e una processione religiosa, oltre al miracolo delle fontane da cui sgorga il vino. Un altro importante appuntamento è la <strong>Sagra delle Ciambelle al Mosto </strong>che si svolge ogni anno la terza domenica di ottobre.</p>
<p>Disteso sul versante occidentale del Lago Albano<strong>, Castel Gandolfo </strong>è uno dei borghi dei Castelli Romani che meglio rappresentano la storia e il paesaggio tipico della zona. Conosciuto principalmente come residenza estiva dei papi presenta  raffinate tracce artistiche.</p>
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<p>Nel territorio di Castel Gandolfo si trovano appunto  le note <strong>Ville Pontificie,</strong> di proprietà della Santa Sede. Un complesso di strutture composto dai <strong>Giardini Pontifici</strong>, cuore originario della Villa Pontificia, da <strong>Villa Cybo</strong> annessa in un secondo momento, e infine da un terzo blocco  costituito da <strong>Villa Barberini.</strong></p>
<p>Una tappa quasi obbligatoria è <strong>Piazza della Libertà</strong>, su cui regna <strong>Palazzo Apostolico</strong>. Dal cortile del Palazzo, durante le domeniche estive e per più di 400 anni, il Papa ha dato la benedizione apostolica al termine dell’Angelus, alle centinaia di fedeli riuniti nella piazza</p>
<p>Un’altra interessante prova del dominio di Roma su questo territorio sono i resti della <strong>Villa albana di Domiziano</strong>  conservati all’interno di Villa Barberini. Da visitare, inoltre, <strong>l’Emissario del Lago Albano</strong>, un condotto artificiale di deflusso delle acque lungo 1800 metri. L’Emissario si origina dalla costa occidentale del Lago Albano e sfocia poi in località Mole di Castel Gandolfo.</p>
<p>Gli appassionati di natura ed escursioni possono esplorare il lago, attrezzato con percorsi adatti a tutti, lasciarsi cullare dall’acqua e dallo splendido paesaggio, o addirittura volarci sopra col parapendio.</p>
<h4>Segue<strong> Albano Laziale,</strong> cittadina dalle misteriose origini.</h4>
<p>Secondo la leggenda, il nome di Albano deriverebbe da quello di Albalonga, la mitica città fondata da Ascanio, figlio di Enea, e narrata nell’Eneide di Virgilio.</p>
<p>Qui si trovano due particolari monumenti. Il primo è la <strong>chiesa seicentesca di Santa Maria della Stella</strong>, mentre il secondo la celebre <strong>Tomba degli Orazi e dei Curiazi</strong>. Entrambi i monumenti sono posti uno di fronte all’altro sotto Via Appia Nuova, l’asse stradale che attraversa tutta la parte bassa del centro storico.</p>
<p>Le origini della chiesa di Santa Maria della Stella vanno ricondotte a metà 1500, quando i Savelli fecero dono ai Carmelitani della piccola cappella, la chiesetta di San Salvatore, che allora sorgeva al di sopra delle catacombe</p>
<p>La  Tomba degli Orazi e Curiazi, invece, caratteristica costruzione sormontata da due torrette a forma di coni tronchi, è legata alle leggende sulle origini di Albano. La tradizione vuole che sia la sepoltura dei protagonisti della celebre lotta avvenuta sotto il Re Tullio Ostilio, che contrapponeva i guerrieri più forti di Roma, gli Orazi, a quelli più forti di Albalonga, i Curiazi, al fine di evitare lo scontro tra due eserciti interi.</p>
<p>Ma oltre a queste due importanti opere di valore, meritano grande attenzione  la <strong>Cattedrale di San Pancrazio,</strong> principale luogo di culto della cittadina, e i <strong>giardini di Villa Doria</strong> al centro di Albano Laziale, in cui è consigliato fare una visita soprattutto in primavera.</p>
<h4><strong>Ariccia </strong>accoglie con un profumo inebriante, quello di un delizioso prodotto come la <strong>porchetta</strong>, famosa e conosciuta dappertutto e tratto distintivo della piccola località dei Castelli Romani.</h4>
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<p>A questa si possono anche accompagnare bruschette con pane casereccio, coppiette e salsicce di cinghiale e buon vino,  un antipasto delle tipiche fraschette di Ariccia.</p>
<p>Una volta appagato il gusto e l’olfatto è il momento della vista. Il <strong>Ponte Monumentale</strong> rappresenta  sicuramente una delle attrattive maggiori di Ariccia. Eretto verso la metà del 1800 si presenta come opera ingegneristica davvero grandiosa. Circa  59 metri di altezza, sviluppati in tre ordini di archi sovrapposti e, con i suoi oltre 300 metri di lunghezza,  collega lo sperone  dove è situata Ariccia alla vicina Albano Laziale</p>
<p>Uno dei monumenti più prestigiosi di Ariccia è <strong>Palazzo Chigi</strong>, situato ai margini della maestosa Piazza di Corte, progettata interamente da Gian Lorenzo Bernini. Sulla stessa piazza si trova l’elegante Collegiata Maria SS. in Cielo, un’altra importante opera del Bernini, per la realizzazione della quale lo scultore si ispirò al Pantheon.</p>
<p>All’interno di Palazzo Chigi sono conservati un gran numero di dipinti e sculture, oltre che bellissimi affreschi del periodo neoclassico e seicentesco. Il <strong>Parco Chigi</strong>, invece, è un’area verde di circa 28 ettari situato a ridosso del palazzo che accoglie  antichissimi esemplari di quercia.</p>
<h4>La piccola gita nei Castelli Romani trova in<strong> Nemi </strong>la sua tappa conclusiva.</h4>
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<p>Affacciata sulle sponde del suo omonimo ed incantevole lago, circondato da canneti e da serre di fragole. E proprio questo gustoso frutto, e in particolare le fragoline di bosco di cui Nemi è uno dei maggiori produttori della zona, è il protagonista della <strong>Sagra delle Fragole</strong>.</p>
<p>Un evento che si svolge nel mese di giugno di ogni anno e oltre alle varie degustazioni si possono ammirare gli abiti tradizionali indossati dalle donne del borgo. Ma oltre a questo la tradizione culinaria di Nemi offre la possibilità di apprezzare un gran numero di prelibatezze, dalle fettuccine ai funghi porcini o con sugo di cacciagione, al baccalà in guazzetto fino alla coratella dell’abbacchio con fave.</p>
<p>Nascosto tra i boschi, il borgo medioevale di Nemi si trova a più di 500 metri di altezza e sembra un luogo incantato con le sue torri, le sue piazzette e un belvedere affacciato sul lago, da cui intravedere il <strong>Castello Ruspoli</strong>, il più antico della zona.</p>
<p>Nei caratteristici vicoli del borgo le botteghe artigiane mantengono vive le tradizioni, come il tombolo, antica arte che le sarte di Nemi continuano ad insegnare, mentre quasi perduto nella vegetazione, è possibile scorgere il <strong>Promitorio di San Michele</strong>, antica testimonianza di vita e arte cristiana.</p>
<h4>La scoperta del mare di Roma parte da <strong>Ostia e </strong>dal suo lungomare, una delle grandi attrattive della città.</h4>
<p>Luogo ideale per le passeggiate, ma anche per andare in bici o in skateboard e poi proseguire per il Pontile uno dei simboli più noti di Ostia Lido.</p>
<p>Poco lontano dal centro cittadino ecco il <strong>borghetto dei pescatori</strong>, un luogo pittoresco e singolare tutto da esplorare ed in cui fermarsi a gustare sia i piatti di pesce che della cucina tipica romana. Dopo aver soddisfatto il palato e lo stomaco,  si può fare una sosta nella <strong>pineta</strong> per godere della sua  tranquillità, oppure per  passeggiare tra pini marittimi e ginepri.</p>
<p>Non si può lasciare questa località senza visitare gli <strong>scavi di Ostia Antica</strong>, tra le domus, il foro, il tempio e il teatro, ancora oggi importante ed utilizzato per numerosi spettacoli nelle stagioni di primavera e estate. Statue, colonne, capitelli abbelliscono il resto e corrispondono a diversi stili in base alle differenti età a cui appartenevano nell’antica Roma</p>
<p>Procedendo in direzione nord del litorale romano si arriva a <strong>Fiumicino</strong>, noto soprattutto per essere la sede  dell’aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci. Sullo sfondo di un frenetico movimento di passeggeri si trova un territorio pieno di spiagge, porti antichi e memorie archeologiche.</p>
<p>Fiumicino rappresenta l’anima economica del litorale, ma <strong>Fregene</strong> è una meta per molti romani che desiderano trascorrere una giornata di mare, aperitivi al tramonto nei localetti sulla spiaggia o cene nei vari ristorantini. La cucina di mare qui raggiunge livelli eccellenti, ma anche la terra offre le sue delizie sia con la gustosa e tenera <strong>carota di Fiumicino</strong>, che con le ottime carni degli allevamenti di bovini della <strong>piana di Maccarese</strong>.</p>
<h4>A Fiumicino i luoghi dal fascino storico sono presentati dagli antichi <strong>porti di Claudio e Traiano</strong>.</h4>
<p>Il primo iniziato nel 42 d.C. con l’intenzione di espandere i traffici fluviali di Roma verso il mare e ampliato da Traiano nel 106 d.C con lo scavo di un grande bacino esagonale, interno rispetto al porto di Claudio.</p>
<p>Merita anche una visita la <strong>Necropoli dell’Isola Sacra</strong> ,perfettamente conservata fino a i giorni nostri, assieme al <strong>Museo delle Navi Romane</strong> che custodisce le chiglie di quattro navi mercantili del III e del IV secolo.</p>
<h4>Non molto distante da Roma ecco <strong>Ladispoli</strong> una cittadina balneare nata verso la fine del 1800.</h4>
<p>Le bellezze di questa località si trovano tutte sul litorale. Percorrendo la spiaggia che da Palo conduce a Ladispoli si possono ammirare diverse strutture di origine romana ed altre di origine etrusca. A <strong>Marina di Palo</strong> è presente la villa romana e la grottaccia, mentre spostandosi a <strong>Marina di San Nicola </strong>si scoprono i resti della magnifica <strong>villa di Pompeo</strong>, una dimora che in passato occupava ben cinque ettari di terreno.</p>
<p>Due luoghi simbolo di Ladispoli sono il <strong>Castello Odescalchi e Torre Flavia</strong> a cui si aggiunge un altro luogo incantevole come la <strong>Posta vecchia</strong>, edificio che racchiude in sé oltre due secoli di storia. Un evento sicuramente da  non perdere è la <strong>Sagra del Carciofo</strong>, una manifestazione dalla lunga tradizione che ancora oggi rappresenta uno degli appuntamenti più importanti in tutta la regione.</p>
<h4>Fino ad arrivare a <strong>Santa Marinella</strong>, che si estende su un tratto di costa rocciosa riparata a nord dai monti della Tolfa.</h4>
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<p>Il litorale è caratterizzato dalla presenza di numerose insenature e la particolare morfologia dei fondali rende possibile, in alcuni tratti, lo sviluppo di onde tali da poter praticare il surf per tutto l’anno.</p>
<p>L’incantevole centro balneare di santa Marinella presenta residenze estive in stile liberty e, nell’antico insediamento etrusco di Pyrgi, <strong>il Castello di Santa Severa</strong>, celebre fortezza medievale, dove visitare il ricchissimo Museo del Mare, partecipare ai corsi di artigianato ed  assistere a concerti e spettacoli stagionali.</p>
<h4>Da Ostia si procede direttamente alla graduale scoperta del litorale pontino, iniziando a visitare <strong>Sabaudia</strong>.</h4>
<p>Una città di fondazione, così definita perché appartiene al progetto unitario del periodo fascista attuato in seguito alla bonifica dell’Agro Pontino. La stesso programma che ha interessato anche le città di Latina, Pontinia, Pomezia e Aprilia. Le influenze architettoniche del Ventennio si possono ancora oggi notare nella sua struttura urbanistica, tanto da essere indicata anche come Città del Razionalismo.</p>
<p>I monumenti più in vista della città sono la <strong>Chiesa della Santissima Annunziata</strong>, dove al suo interno si trova la <strong>“Cappella Reale</strong>” donata dalla Regina Margherita di Savoia alla città negli anni ’30, il <strong>Palazzo Comunale e la Torre Civica </strong>di 46 metri. Molto suggestivo e curioso è il Palazzo delle Poste, dalla tonalità blu intensa, in riferimento al colore della casa Savoia, e costituito da migliaia di tessere di mosaico che ricoprono quasi interamente l’edificio.</p>
<h4>Poco fuori dal centro abitato si viene accolti dalle acque rilassanti del <strong>Lago di Paola</strong>, che con la sua vegetazione  ospita aironi e garzette.</h4>
<p>Questo luogo affascinante era già noto ai patrizi romani che lo trasformarono in una località di villeggiatura, dove l’Imperatore Domiziano costruì una grandiosa Villa con teatro, palestra, una piscina e un impianto termale. Allo stesso periodo appartiene anche la <strong>Fonte di Lucullo,</strong> una grotta artificiale creata come cisterna per l’acqua potabile e l’alimentazione delle terme imperiali.</p>
<h4>Un’importante tappa del litorale pontino è<strong> San Felice Circeo.</strong></h4>
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<p>Probabile luogo di soggiorno di Ulisse attirato dalla Maga Circe, quest’area fu abitata già in epoche molto lontane. A testimoniarlo sono i numerosi reperti raccolti nella <strong>Mostra Homo Sapiens et Habitat</strong> e le molteplici grotte marine e terrestri, tra le quali <strong>Grotta Guattari</strong>, in cui furono ritrovati il cranio di un uomo, ossa di animali, utensili ed attrezzi.</p>
<p>Le grotte <strong>Azzurra, del Presepio, delle Capre, della Maga Circe</strong> sono solo alcune delle numerose cavità marine presenti in questa località e sono accompagnate da altrettanti luoghi particolari come la Batteria,  la cava d’alabastro, il Precipizio e le torri <strong>Fico, Cervia e Paola</strong>.</p>
<p>Il piccolo e caratteristico centro storico di San Felice Circeo è racchiuso attorno alla duecentesca Torre dei Templari e al Palazzo Baronale, affacciati sulla Piazzetta Lanzuisi che in estate si popola di gente che anima la vita notturna tra bar, botteghe e locali tipici.</p>
<p>Ma nel centro storico sono conservate anche alcune chiese come quella <strong>parrocchiale di San Felice Martire</strong>, patrono del Circeo e di Santa Maria degli Angeli, mentre poco distante dal centro abitato si trovano alcune delle ricchezze  storiche e archeologiche, in particolare in <strong>località “Crocette”</strong>, dove sono visibili le antiche mura ciclopiche di Circeii risalenti al V secolo a.C.</p>
<p>Si prosegue per<strong> Terracina, </strong>una meta che soddisfa chiunque voglia unire rilassanti giornate al mare a visite culturali,  grazie al suo patrimonio architettonico e alle sue aree protette.</p>
<h4>Il mare di Terracina é quello della Maga Circe, che chiude il golfo a nord con il profilo del Monte Circeo disegnato sull’orizzonte.</h4>
<p>La struttura urbana di Terracina si presenta a due livelli, una parte bassa , il cui sviluppo ha avuto inizio in epoca romana ed è proseguita fino al XXI secolo, e una parte alta dove si ritrovano testimonianze più antiche che risalgono al tempo della dominazione romana fino al periodo medievale.</p>
<p>Visitando Terracina Alta si trovano gli elementi artistici e architettonici più belli, tra cui  il <strong>Foro Emiliano</strong>, centro dell’antico nucleo urbano dove ancora oggi si può osservare l’antica pavimentazione presente su <strong>Piazza del Municipio</strong>.</p>
<p>Una menzione a parte merita la <strong>Chiesa del Purgatorio</strong>, una curiosa costruzione di gusto barocco-spagnolesco che sorge in cima ad una scalinata ed è caratterizzata, sia nella facciata sia nell’interno, da immagini funeree e grottesche. La <strong>Cattedrale di San Cesareo</strong>, conosciuta come Duomo di Terracina, è di origine antichissima e nel corso dei secoli ha subito varie modifiche e ampliamenti.</p>
<p>Sempre nella zona di Terracina Alta si scoprono i resti di quello che era il possente <strong>Castello di Frangipane</strong>, posto  a guardia della città per il controllo delle coste. Proseguendo la passeggiata tra le vie del borgo antico si possono ammirare <strong>il Palazzo Vescovile</strong> di epoca carolingia, il trecentesco <strong>Palazzo Venditti e la Torre Frumentaria.</strong></p>
<p>Sopra e sotto questo magnifico centro storico fatto di torri, sottopassi, leoni di pietra che proteggono le strade, ecco il <strong>tempio di Giove Anxur</strong>, in alto sulla collina verde di Monte Sant’Angelo, un corridoio di archi aperti a precipizio sul mare.</p>
<h4>L’aria di mare e le colline dell’entroterra, appunto, sono gli elementi che rendono speciali le <strong>fragole Favette di Terracina</strong>.</h4>
<p>Un frutto tondo, dal colore rosso intenso e dal sapore dolce e acidulo allo stesso tempo, consigliato per alcuni accostamenti culinari, ma perfetto con gamberi e tonno rosso.  Da provare insieme al <strong>Moscato DOC di Terracina</strong> e ai gelati artigianali con lo zafferano, coltivato nella piccolissima enclave di Campo Soriano.</p>
<p>Di fronte a Terracina si scopre l<strong>’Arcipelago delle Isole Pontine, </strong>che annovera <strong> Ponza </strong>tra le sue isole principali. I fondali limpidi, caratterizzati da varietà e pregevole bellezza, sono il luogo perfetto per gli amanti delle immersioni e della fotografia subacquea.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69643" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/ponza-2186835_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un particolare effetto viene donato dal porto semicircolare di Ponza, costruito sull’originario impianto romano e circondato da case rosate e bianche. Un giro dell’isola permette di apprezzare lo splendido alternarsi di cavità, grotte, calette e baie dai colori unici. La struttura urbanistica dell’isola risale al periodo della colonizzazione borbonica, come testimonia anche l’antica torre fortificata.</p>
<p>Due piccole perle di Ponza sono <strong>Zannone</strong> e <strong>Palmarola,</strong> due isolette disabitate e raggiungibili in barca. L’approdo a Zannone si trova a <strong>Punta del Varo</strong>, mentre per arrivare a Palmarola è necessario recarsi a <strong>Cala di San Silverio</strong></p>
<p>Quasi al centro del Mar Tirreno si presenta<strong> Ventotene, </strong>la seconda delle Isole Pontine<strong>, </strong>dalle piccole dimensioni, ma incantevole nel suo aspetto. Sull’isola sono presenti due spiagge, <strong>Cala Rossano</strong> nel bacino del porto nuovo e <strong>Cala Nave</strong>, di fronte alla quale emergono due grandi blocchi di roccia chiamati Nave di Terra e Nave di Fuori e il cosiddetto <strong>Scoglietello</strong>.</p>
<p>Il centro urbano di Ventotenesi concentra intorno alla <strong>Piazza del Comune</strong>, alla <strong>Chiesa di Santa Candida e a Piazza De Gasperi</strong>, con le due uniche strade che percorrono l’intera isola. Anche qui si trovano testimonianze dell’antica Roma, come il Porto e la Peschiera romana ed i resti <strong>Villa Giulia,</strong> che occupava tutto il lato nord dell’isola fino a Punta Eolo.</p>
<p>Ventotene è anche nota perché qui venne redatto il primo documento dell’europeismo italiano, conosciuto come <strong>“Il Manifesto di Ventotene</strong>, scritto tra il 1941 e il 1942 da Spinelli, Rossi e Colorni durante il loro confino politico.</p>
<h4>Ritornando sulla costa pontina ecco<strong> Sperlonga,</strong> borgo marinaro che nasce su un costone di roccia del Colle S.Magno che si distende verso il mare.</h4>
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<p>Un litorale magnifico con spiagge dorate, rocce modellate dal vento, grotte marine e folte colline con orti e uliveti che incorniciano un mare limpido.</p>
<p>Un borgo tipicamente mediterraneo che ha conservato intatta la sua struttura originaria con incantevoli costruzioni bianche e vicoli stretti pieni di botteghe artigiane. Data la sua posizione, nel territorio di Sperlonga  furono costruite varie torri di avvistamento, tra cui la <strong>Torre Centrale</strong>, <strong>la Torre del Nibbio</strong> e la <strong>Torre Truglia</strong>,  che costituivano un sistema più ampio di strutture difensive realizzato nel corso del XVI secolo.</p>
<p>Ma Sperlonga è anche famosa per un sito archeologico come la villa dell’imperatore romano  Tiberio, che comprende una grotta-ninfeo che si apre sul mare, un vivaio ittico e un impianto termale, immancabile nelle abitazioni dei personaggi importanti dell’epoca. Sul luogo è nato il <strong>Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio</strong> che illustra le ricostruzioni di grandi gruppi statuari collocati in origine nelle grotte naturali che fungevano da veri e propri spazi espositivi.</p>
<h4>Si prosegue per<strong> Gaeta, </strong>nell’estremità meridionale della Riviera d’Ulisse.</h4>
<p>Una costa caratterizzata da bellissime spiagge delimitate da speroni rocciosi, su cui svettano torri costiere, baie e calette.</p>
<p>Una cittadina dalla storia tormentata in cui si mescolano grandi strutture come il <strong>Castello Angioino-Aragonese, </strong>che regna sul Golfo di Gaeta, assieme a semplici abitazioni antiche e moderne costruite lungo strette vie, mentre monumentali chiese rinascimentali e medievali convivono con templi cristiani più modesti.</p>
<p>Tra le architetture religiose, appunto, sono da menzionare la <strong>Cattedrale di Sant’Erasmo</strong> e la <strong>chiesa della Santissima Annunziata</strong>. Poi un luogo da non perdere è il <strong>Santuario della Santissima Trinità sul Monte Orland</strong>o, area protetta nel Parco Regionale della Riviera di Ulisse.</p>
<p>In quest’area si trova la <strong>Grotta del Turco</strong>, enorme cavità naturale a cui si accede attraverso una vertiginosa scalinata nei pressi dell’ingresso del Santuario della Montagna Spaccata. Un nome caratteristico che riconduce ai pirati Saraceni che, nel IX secolo, durante le incursioni ai danni del Ducato di Gaeta, si riparavano nelle spaccature del promontorio.</p>
<p>Non si può lasciare Gaeta senza aver provato le sue specialità e aver soddisfatto il palato in modo quasi unico. Ci pensano due particolari prodotti come <strong>le olive</strong>, considerate un patrimonio della gastronomia di Gaeta, e <strong>la tiella</strong>, celebre piatto tipico marinaro, una pizza rustica dalla forma circolare e ripiena di pesce (alici, polpo, calamari) e verdure, ricotta, pomodoro e cipolla.</p>
<h4>Poi <strong>Formia, </strong>parte finale del litorale pontino.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69646" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Formia-vista_golfo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Una delle città più antiche della zona che presenta numerosi resti romani tra cui la <strong>tomba di Cicerone</strong>. Un mausoleo che si trova nelle vicinanze di quella che viene considerata l’antica e sfarzosa villa dove abitò l’oratore e che qui fu assassinato.</p>
<p>Formia è sicuramente una meta molto apprezzata durante il periodo estivo, grazie alle sue spiagge, ma passeggiare lungo le vie del suo centro storico permette di fare altre interessanti incontri con l’arte e l’architettura.  Molto interessanti, infatti, sono i resti del <strong>Castello Angioino</strong> con la sua  torre cilindrica alta 27 metri, “<strong>Il Castellone</strong>” medievale che mantiene ancora oggi inalterato il suo fascino antico e il <strong>Torrione dei Caetani</strong>, sulla sommità dell’antica rocca romana.</p>
<p>Continuando la scoperta del borgo antico si incontra il <strong>Duomo di Sant’Erasmo</strong>, chiesa a tre navate in stile rinascimentale, mentre la <strong>Chiesetta di Sant’Anna</strong> risale al X secolo, ma è stata ristrutturata in stile moderno. Il patrimonio artistico di Formia si arricchisce di altri edifici religiosi come la <strong>Chiesetta di San Remigio, la Chiesa di Santa Maria del Castagneto</strong>,  la più antica di Formia e la <strong>Chiesa e il convento di Santa Teresa D’Avila</strong>.</p>
<h4>Una particolarità da ammirare è l’imponente <strong>Cisternone.</strong></h4>
<p>Una grandiosa opera idraulica realizzata durante l’età imperiale romana con una struttura così robusta da poter sorreggere persino le case e i vicoli soprastanti..</p>
<p>Si lascia il mare per scoprire un entroterra particolare come quello della<strong> Ciociaria. </strong>Un nome, di uso popolare, che deriva da quello delle <strong>ciocie</strong>, caratteristiche calzature portate un tempo da contadini e pastori</p>
<p>In questa zona <strong>Cassino</strong> è sicuramente un’importante località, nota soprattutto per <strong>l’Abbazia di Montecassino</strong>, uno dei luoghi di culto più importanti d’Italia. Fondata da San Benedetto nel 529,  ospita le sue spoglie mortali e quelle di Santa Scolastica. Posizionata su una collina a più di 500 metri di altezza continua a regnare sulla città di Cassino e su gran parte del territorio circostante, nonostante le devastazioni subite nel corso dei secoli.</p>
<h4>Ma oltre a questo monumentale edificio, Cassino presenta altre strutture degne di nota.</h4>
<p>Poco distanti dal centro di Cassino si trovano due aree di particolare interesse. Una riguarda le affascinanti <strong>Terme Varroniane</strong>, costruite sulle rovine della grande villa di Marco Terenzio Varrone e al cui interno sgorga la più grande sorgente di acqua d’Italia, mentre l’altra è il sito di <strong>Casinum</strong>, trasformato in parco archeologico che  include resti di vari monumenti di epoca romana dell’antica città.</p>
<p>Il legame della città con San Benedetto è testimoniato da un particolare  corteo storico denominato “<strong>Terra Sancti Benedicti”.</strong> Ambientato nel  XIII secolo, ogni anno commemora il giuramento della “milizia abbaziale” ed il tributo a San Benedetto.</p>
<p>Da Cassino si procede direttamente in direzione di<strong> Frosinone</strong>, anima della Ciociaria racchiusa tra i Monti Ernici e i Monti Lepini. L’edificio più importante della città è senza dubbio la <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta </strong>seguita dalla<strong> Chiesa di San Benedetto. </strong></p>
<p>A queste si aggiunge il <strong>Palazzo della Provincia</strong>, in stile neoclassico,  che custodisce al suo interno la celebre Danzatrice, un&#8217;opera in bronzo del primo Novecento di Amleto Cataldi. Nelle sale dei piani superiori, come in una pinacoteca contemporanea, si trovano le opere d&#8217;arte di Umberto Mastroianni, di Renato Guttuso e Giovanni Colacicchi.</p>
<p>Il museo archeologico comunale racconta la storia della città, conservando alcune testimonianze sia della Frosinone romana che di quella medievale, mentre ai piedi della città vecchia si trovano i resti dell&#8217;anfiteatro romano, delle terme e delle abitazioni.</p>
<p>Evento simbolo della città di Frosinone è la <strong>Festa della Ràdeca. </strong>Un carnevale storico che rappresenta l’evento più atteso dell’anno e racconta e conserva in modo particolare tutto il folclore degli abitanti.</p>
<h4>Poco distante si trova <strong>Alatri, </strong>definita anche Città dei Ciclopi per il meraviglioso stato di conservazione dell’<strong>Acropoli </strong>, vero simbolo delle “città megalitiche” laziali.</h4>
<p>Posizionata nella parte più alta del borgo, al centro dell’Acropoli si presenta la <strong>Cattedrale di San Paolo</strong> costruita nel periodo alto medievale.</p>
<p>Un centro storico dall’aspetto medievale, ma perfettamente racchiuso nel circuito delle mura megalitiche, leggermente aperte da alcune porte originarie, come <strong>Porta Portati</strong> e <strong>Porta San Benedetto</strong>. Un contesto ambientale che ospita il <strong>Palazzo del Cardinale Gottifredo</strong>, costruzione romanica oggi sede del Museo Civico Archeologico e la  <strong>Chiesa di Santa Maria Maggiore</strong>, gioiello d’arte romanico-gotica, elemento artistico più importante di Alatri.</p>
<p>Una leggenda narra che la città di Alatri fu costruita basandosi sul percorso del primo raggio di sole nel giorno del solstizio d’estate. Ogni anno, il 21 giugno, le persone legate alla leggenda <strong>del natale di Alatri</strong>, si recano sull’Acropoli per assistere al primo raggio di sole che tocca il muro orientale di questa</p>
<p>Le coltivazioni di legumi e ortaggi si ritrovano nella cucina tipica di Alatri. Da gustare la minestra di broccoli di rapa, <strong>i mazzacrocchi</strong>,  specialità locale di pasta e fagioli, e <strong>i tartalicchi</strong>, frittelle tipiche con impasto a base di patate lessate.</p>
<h4>Segue <strong>Anagni, </strong>detta anche Città dei Papi, avendo dato i natali a quattro pontefici.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69647" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/12391168993_fb9c06a288_b.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/12391168993_fb9c06a288_b.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/12391168993_fb9c06a288_b-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/12391168993_fb9c06a288_b-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L’elegante <strong>Palazzo dei Papi</strong> è un simbolo rappresentativo della città. Qui, nel 1303, avvenne lo storico episodio dello <strong>schiaffo di Anagni</strong> ai danni  di papa Bonifacio VII. Un oltraggio morale e uno degli atti conclusivi del forte contrasto nato tra il Papa ed il re di Francia Filippo IV per definire la supremazia del potere spirituale su quello temporale.</p>
<p>Simbolo artistico di Anagni è, invece, la <strong>Cattedrale di Santa Maria</strong>, al cui interno si trova la Cripta di San Magno che, con i suoi pregevoli affreschi, è stata definita la  Cappella Sistina del Duecento”. In più, la Cattedrale si affaccia sulla  suggestiva <strong>Piazza Innocenzo III</strong>, uno splendido salotto medievale che in estate fa da palcoscenico ad un evento artistico di grande successo come il  <strong>“Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale”.</strong></p>
<p>Al papa Bonifacio VIII è dedicato anche il piatto più popolare di Anagni. Un <strong>timballo </strong>composto da fettuccine e condito da un ricco ragù a base di polpette, racchiuso da strati di prosciutto crudo. Ad accompagnarlo un vino della zona come il <strong>Rosso Cesanese</strong>, che si abbina perfettamente anche ad altri piatti della Ciociaria quali gnocchi di patate, polenta con salsicce o spuntature di maiale e pecora in umido.</p>
<h4>Il sensazionale viaggio nel Lazio si chiude a<strong> Fiuggi, </strong>uno dei centri termali più celebri d’Italia, grazie alle sue acque dalle notevoli proprietà terapeutiche.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69648" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-scaled.jpg" alt="" width="2000" height="1500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/Fiuggi-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Una cittadina divisa in due parti, il borgo antico, o <strong>Fiuggi Vecchia</strong>, posta su un colle a circa 750 metri, e  <strong>Fiuggi Terme</strong>,  più in basso a circa 550 metri, dove si estendono la gran parte delle strutture ricettive e delle attività commerciali.</p>
<p>Una stazione termale che rappresenta un luogo ideale per le cure, ma anche per trascorrere un periodo di villeggiatura rilassante e pieno di stimoli culturali. Nella zona più vecchia della città, infatti, si trovano alcune architetture religiose da visitare come la <strong>Collegiata di San Pietro Apostolo</strong>, <strong>la chiesa di Santo Stefano</strong> e la <strong>Chiesa di Santa Maria del Colle.</strong></p>
<p>Nella parte bassa, invece, si presentano la <strong>Chiesa Regina Pacis</strong> e la <strong>Chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù.</strong> Altri edifici più moderni sono stati realizzati in stile  liberty nei primi anni del ‘900. Uno di questi è il <strong>Grand-Hotel Teatro Casinò di Piazza dell’Olmo</strong>, che oggi ospita il Teatro, un salone delle esposizioni e una scuola alberghiera.</p>
<h4>Il 2 febbraio di ogni anno Fiuggi celebra un evento particolare.</h4>
<p>Si tratta della <strong>festa delle “stuzze”</strong>, in cui vengono accesi dei grandi falò in ricordo del rogo di San Biagio che salvò il borgo dagli assalitori. Ma a Fiuggi si rispetta anche la tradizione culinaria della Ciociaria, soprattutto con le  <strong>Pappafuocchie,</strong>  pasta e fagioli cannellini tipica della zona. Spazio anche a piatti di pesce come trota, gamberi di fiume e anguille. Da provare le marzoline e tutti i formaggi ovini e caprini stagionati, accompagnati dal famoso <strong>Cesanese del Piglio</strong>, un vino DOCG che si produce nel territorio.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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<p><strong> </strong></p>
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		<title>Un iceberg grande come il Lazio si è staccato dal Polo Sud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 14:21:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[A68]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[GlobalWarming]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34562" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_tabulariceberg-ignaciopalacios-gettyimages.jpg" alt="" width="907" height="509" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_tabulariceberg-ignaciopalacios-gettyimages.jpg 907w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_tabulariceberg-ignaciopalacios-gettyimages-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_tabulariceberg-ignaciopalacios-gettyimages-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 907px) 100vw, 907px" /></p>
<p>È il quarto iceberg più grande dell&#8217;Antartide</p>
<p>  <span id="more-34563"></span>  </p>
<p>Si chiama A68, è “nato” lo scorso luglio ed è grande circa come il Lazio. Si tratta di un iceberg che ha iniziato a muoversi lungo le coste della penisola antartica.</p>
<p>Le immagini dei “primi passi” sono state immortalate dai satelliti Sentinel-1 del programma Copernicus, promosso da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea.</p>
<p>L’iceberg misura 5.800 chilometri quadrati ed è spesso 200 metri; ne emergono circa 30 sopra la superficie delle acque.</p>
<p>A68 si colloca al quarto posto nella classifica dei grandi iceberg antartici. L&#8217;acqua che contiene è pari a tre volte quella del lago di Garda ed equivale all&#8217;acqua consumata in media nel mondo in cinque anni.</p>
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		<title>Il mare di Roma è sempre più inquinato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 12:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31810" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Goletta_Verde_Lazio.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Goletta_Verde_Lazio.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Goletta_Verde_Lazio-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Goletta_Verde_Lazio-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Peggiora la qualità delle acque e aumentano i rifiuti sul litorale laziale</p>
<p>  <span id="more-31811"></span>  </p>
<p>Il mare di Roma non naviga in buone acque per quanto riguarda l’inquinamento. Tutto il litorale laziale lascia a desiderare secondo il dossier di <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/notizie-dal-territorio/goletta-verde-sul-litorale-laziale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Goletta Verde</a> (Legambiente).</p>
<p>A Ostia, Cerveteri e Ladispoli il mare è ‘fortemente inquinato con cariche batteriche elevate’. Il litorale romano sta registrando valori preoccupanti e non migliora.</p>
<p>‘Una situazione peggiorata rispetto allo scorso anno &#8211; spiega il dossier &#8211; che impone immediati interventi di adeguamento del sistema depurativo ed evitare che scarichi inquinanti continuino a finire in mare, danneggiando l&#8217;ambiente ma diventando anche un pericolo per la stessa salute dei bagnanti. Un mare in forte sofferenza, come dimostrano i dati del dossier Mare Monstrum dell&#8217;associazione ambientalista: con 5,3 infrazioni per ogni chilometro di costa, la regione Lazio balza al terzo posto in Italia nella classifica del mare illegale dopo Campania e Sicilia’.</p>
<p>Tra i punti segnati come fortemente inquinanti troviamo:</p>
<ul>
<li>Cerveteri presso la foce del fosso Zambra</li>
<li>Ladispoli presso la foce del Rio Vaccina e quella del fiume Statua</li>
<li>Fiumicino (alla foce del fiume Arrone a Fregene)</li>
<li>Roma &#8211; Ostia (alla foce del fiume Tevere e alla foce del canale al cancello n.1)</li>
<li>Pomezia &#8211; Torvajanica (alla foce del canale Crocetta, alla foce del canale Orfeo e alla foce del Rio Torto)</li>
<li>Ardea (alla foce del fosso Grande)</li>
</ul>
<p>Purtroppo non è solo la qualità delle acque a destare preoccupazione; tutti i punti monitorati sono ‘accomunati da una notevole presenza di rifiuti plastici e, in particolare, di rifiuti da mancata depurazione che, buttati impropriamente nel water e non venendo bloccati dagli impianti di depurazione malfunzionanti finiscono in mare e sulle spiagge, come ad esempio i cotton fioc’.</p>
<p>Il record negativo spetta alla spiaggia Coccia di Morto a Fiumicino, ‘sede di accumulo dei rifiuti provenienti dal Tevere, è la spiaggia che registra il più alto numero di rifiuti a livello nazionale: oltre 5500 rifiuti in 100 metri. Dei rifiuti rinvenuti, il 67% è imputabile alla cattiva depurazione, con la presenza di ben 3.716 cotton fioc in soli 100 metri di spiaggia’.</p>
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		<title>Apre nel Lazio il primo pronto soccorso per tartarughe</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 14:16:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[pronto soccorso tartarughe]]></category>
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					<description><![CDATA[150 metri totali e vasche enormi: apre a Zoomarine il primo pronto soccorso per tartarughe   Arriva anche nel Lazio il primo &#8216;pronto soccorso&#8217; per tartarughe marine: sarà inaugurato al parco Zoomarine Italia, che collabora con le autorità competenti nel soccorrere delfini e tartarughe spiaggiate o in difficoltà e che ha contribuito con la Direzione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27281" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_tartaruga_marina-15879-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>150 metri totali e vasche enormi: apre a Zoomarine il primo pronto soccorso per tartarughe</p>
<p>  <span id="more-27282"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Arriva anche nel Lazio il primo &#8216;pronto soccorso&#8217; per <a href="https://www.ecoseven.net//?p=27042" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tartarughe</a> marine: sarà inaugurato al parco Zoomarine Italia, che collabora con le autorità competenti nel soccorrere delfini e tartarughe spiaggiate o in difficoltà e che ha contribuito con la Direzione dell&#8217;Assessorato Ambiente della Regione Lazio all&#8217;istituzione di una rete regionale denominata TartaLazio per il recupero, soccorso e affidamento delle tartarughe marine.</p>
<p>Il Pronto Soccorso, chiamato &#8216;Centro di Recupero&#8217;, è dotato di locali e attrezzature che garantiscono elevati standard qualitativi. La superficie totale è di 150 metri quadrati e le vasche hanno una volumetria che varia da 900 a 2000 litri. </p>
<p> </p>
<p>La posizione del centro consente di accogliere esemplari provenienti da tutto il tratto di costa laziale (327 km).</p>
<p>gc</p>
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		<title>Terremoto tra Lazio e Abruzzo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 06:28:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trema la terra in Italia: una scossa di terremoto ha colpito la penisola tra il Lazio e l’Abruzzo     Terremoto tra Lazio e Abruzzo. Una scossa di magnitudo 3.2 si è verificata la notte scorsa, alle ore 01.42.38. Il sisma ha avuto profondità di 9,3 chilometri ed è stato localizzato dalla Rete sismica nazionale dell&#8217;Ingv, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25588" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_20150427_terremotoabruzzo-15035-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Trema la terra in Italia: una scossa di terremoto ha colpito la penisola tra il Lazio e l’Abruzzo</p>
<p>  <span id="more-25589"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Terremoto tra Lazio e Abruzzo. Una scossa di magnitudo 3.2 si è verificata la notte scorsa, alle ore 01.42.38. Il sisma ha avuto profondità di 9,3 chilometri ed è stato localizzato dalla Rete sismica nazionale dell&#8217;Ingv, nel distretto sismico Monti Ernici-Simbruini. L&#8217;epicentro è stato registrato tra Broccostella, Castelliri, Isola del Liri, Pescosolido, Sora nel Frusinate, Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto in provincia dell&#8217;Aquila. Non sono stati segnalati danni a cose o persone.</p>
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		<title>Il maltempo fa due vittime. Roma sott’acqua</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 09:15:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Maltempo]]></category>
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					<description><![CDATA[A causa del maltempo, un uomo è morto a Lucca a causa di una frana e una donna è rimasta schiacciata da un albero a Urbino   Il maltempo flagella tutto l’Italia, con danni evidenti in Toscana, nel Lazio, nelle Marche e in Campania. Situazione critica, in particolare a Lucca e ad Urbino. Nel comune [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24455" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_20150305_92232_IMG_5595-14468-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>A causa del maltempo, un uomo è morto a Lucca a causa di una frana e una donna è rimasta schiacciata da un albero a Urbino</p>
<p>  <span id="more-24456"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Il maltempo flagella tutto l’Italia, con danni evidenti in Toscana, nel Lazio, nelle Marche e in Campania. Situazione critica, in particolare a Lucca e ad Urbino. Nel comune di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, un automobilista di 41 anni è morto: la sua Ford Focus è stata travolta da un masso staccatosi dalla parete sovrastante.Una donna è morta, schiacciata da un albero schiantato da fortissime raffiche di vento, a Urbino. Il fatto è avvenuto nella zona del collegi universitari. La donna era appena scesa dall&#8217;autobus e stava andando a lavorare a piedi. È stata soccorso, ma è deceduta poco dopo l&#8217;arrivo in ospedale.</p>
<p>Una pioggia battente si è riversata da ieri sulla Capitale, provocando allagamenti e tanti disagi sulla strade. Pontina bloccata da Castel Romano all&#8217;Eur. Appia paralizzata da Marino fin dentro la città. Tempi di percorrenza triplicati sulla Roma Fiumicino, dove le code arrivano fino al viadotto della Magliana. Traffico in tilt anche su Ardeatina e Prenestina. Sul tronchetto dell&#8217;A24 viabilità bloccata fino dall&#8217;imbocco del raccordo fino a via Fiorentini. Allagato e chiuso un sottopasso a La Rustica.</p>
<p> </p>
<p>Gravi danni a causa del maltempo anche nel quartiere di Chiaia a Napoli, dove ha ceduto nella notte un muro di contenimento in tufo al termine di via Croce Rossa, in uno slargo all&#8217;incrocio con via Ferdinando Palasciano. Ben otto automobili sono state sepolte da terreno, detriti, fango e grosse pietre.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Ancora maltempo sull’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 16:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Maltempo]]></category>
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					<description><![CDATA[Italia martoriata dal maltempo: dalla Liguria al Lazio, la pioggia abbondante ha allagato città e provocato danni   Torna il maltempo sull’Italia e i suoi effetti si fanno già sentire. Il litorale Nord della Capitale, da Civitavecchia a Santa Marinella, è stato colpito da una bomba d’acqua, costringendo diverse persone a rifugiarsi sui tetti e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22432" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_20141127_84644_q-13439-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Italia martoriata dal maltempo: dalla Liguria al Lazio, la pioggia abbondante ha allagato città e provocato danni</p>
<p>  <span id="more-22433"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Torna il maltempo sull’Italia e i suoi effetti si fanno già sentire. Il litorale Nord della Capitale, da Civitavecchia a Santa Marinella, è stato colpito da una bomba d’acqua, costringendo diverse persone a rifugiarsi sui tetti e creando non pochi disagi nei piani terra e nei seminterrati: i vigili del fuoco hanno ricevuto numerosissime telefonate di persone in difficoltà.</p>
<p class="MsoNormal">Il maltempo non lascia in pace neanche la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22264"><strong>Liguria</strong></a>, già abbastanza martoriata. La Protezione Civile della Regione ha emanato lo stato di allerta 2 a partire dalle 21 di questa sera fino a domani alle 18 sui bacini marittimi di Centro e di Levante (da Noli a Sarzana) e sui bacini padani di Levante (valli Trebbia, Scrivia e Aveto). In Allerta 1 i bacini padani di Ponente (valli Bormida e Stura). Da Noli a Ventimiglia criticità ordinaria. </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Tanta la pioggia caduta nel Grossetano nelle prime ore di oggi: il maltempo ha provocato allagamenti nel capoluogo maremmano e nella zona di Castiglione dellaPescaia. Due i torrenti che sono esondati: l&#8217;Alma ed un fosso nei pressi di Castiglione della Pescaia, dove alcuni automobilisti sono rimasti bloccati e soccorsi dai vigili del fuoco. </p>
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		<title>Tecnologia: un bando per lo sviluppo di applicazioni digitali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 14:15:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[App on]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[regione lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Lazio ha pubblicato il bando App On: si chiede a giovani informatici di presentare piattaforme e applicativi per Smartphone e Tablet   La Regione Lazio ha pubblicato il secondo avviso pubblico del programma ‘Creativi digitali’: si chiama “App On” e si rivolge ai giovani talenti under 35 e alle PMI, chiedendo loro di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16247" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/03/images_igallery_resized_ambientetest_images__10_-10347-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La Regione Lazio ha pubblicato il bando App On: si chiede a giovani informatici di presentare piattaforme e applicativi per Smartphone e Tablet</p>
<p>  <span id="more-16248"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">La Regione Lazio ha pubblicato il secondo avviso pubblico del programma ‘<strong>Creativi digitali</strong>’: si chiama “<strong>App On</strong>” e si rivolge ai giovani talenti under 35 e alle PMI, chiedendo loro di promuovere la progettazione e lo sviluppo di piattaforme e applicativi per Smartphone e Tablet. I giovani programmatori avranno il finanziamento per la realizzazione di un’applicazione digitale (App).</p>
<p class="MsoNormal">Grazie a <strong>Filas (Finanziaria laziale di sviluppo)</strong> con il programma <strong>Creativi Digitali</strong>, la Regione Lazio mette a disposizione 2 milioni di euro totali. Nel bando specifico ogni progetto presentato potrà ottenere un contributo massimo pari al 100% dei costi ammissibili, fino a un valore di 40mila euro. </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">I giovani sono chiamati a presentare le proprie idee, ma verranno selezionate tra tutte solo 70 idee-progetto. Tutti i progetti devono essere inviati mediante raccomandata entro il 31 maggio 2014.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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