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	<title>ipertensione &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Pressione bassa e caldo: cosa succede a chi assume farmaci per l&#8217;ipertensione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/pressione-bassa-caldo-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Aifa]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 16/07/2026 In breve: La pressione bassa d&#8217;estate colpisce anche chi passa l&#8217;anno a combattere il problema opposto: l&#8217;ipertensione. Non è un paradosso, ma un effetto sommato. L&#8217;AIFA lo mette nero su bianco in una tabella pubblicata sul portale istituzionale: antipertensivi e diuretici «possono condurre a disidratazione e ridurre la pressione sanguigna». Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 16/07/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320874 size-full" title="Pressione bassa e caldo: misuratore di pressione e confezione di farmaci su un tavolo in una giornata estiva" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/pressione-bassa.webp" alt="Pressione bassa e caldo, cosa succede a chi assume farmaci per l'ipertensione" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/pressione-bassa.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/pressione-bassa-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/pressione-bassa-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/07/pressione-bassa-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p><strong>In breve:</strong></p>
<p><strong>La pressione bassa d&#8217;estate colpisce anche chi passa l&#8217;anno a combattere il problema opposto: l&#8217;ipertensione. Non è un paradosso, ma un effetto sommato. L&#8217;AIFA lo mette nero su bianco in una tabella pubblicata sul portale istituzionale: antipertensivi e diuretici «possono condurre a disidratazione e ridurre la pressione sanguigna». Il caldo fa esattamente la stessa cosa, per una via diversa. Quando le due spinte si incontrano, il risultato non è la somma che ci si aspetterebbe — ed è qui che il consiglio più diffuso sul web, quello di aggiungere sale, diventa il rischio maggiore proprio per queste persone.</strong></p>
<p>Ogni luglio le ricerche su &#8220;pressione bassa&#8221; toccano il picco annuale in Italia, e il fenomeno si ripete identico da cinque anni. Dietro una parte di quelle ricerche non c&#8217;è chi ha la pressione bassa per costituzione: c&#8217;è qualcuno che prende una compressa ogni mattina per tenere giù la massima e improvvisamente si ritrova con la vista annebbiata alzandosi dal divano.</p>
<h2>Perché il caldo abbassa la pressione</h2>
<p>Il corpo, per disperdere calore, fa due cose contemporaneamente. Dilata i vasi sanguigni periferici, portando il sangue verso la pelle dove il calore può disperdersi. E suda, perdendo liquidi e sali.</p>
<p>La vasodilatazione riduce la resistenza che il cuore incontra nel pompare: la pressione scende. La sudorazione riduce il volume di sangue in circolo: la pressione scende ancora. Sono due meccanismi indipendenti che spingono nella stessa direzione.</p>
<p>In una persona sana e giovane, i barocettori compensano in pochi secondi. Con l&#8217;età questa capacità di compenso si riduce: la scoping review pubblicata su <em>Pharmacy</em> nel maggio 2026 dal gruppo di Lily M. Tews e Mary Barna Bridgeman (Rutgers University) documenta come negli anziani si riducano sia la produzione delle ghiandole sudoripare sia la vasodilatazione cutanea, rendendo la termoregolazione meno efficiente proprio quando servirebbe di più.</p>
<p>Si aggiunge un fattore comportamentale: <a href="https://www.ecoseven.net/canali/scienze/salute-perche-spesso-gli-anziani-bevono-poco/">gli anziani spesso non bevono a sufficienza</a>, perché con l&#8217;età si attenuano i meccanismi fisiologici che generano lo stimolo della sete. La disidratazione arriva prima che il corpo la segnali.</p>
<h2>Cosa dice l&#8217;AIFA sui farmaci per la pressione</h2>
<p>L&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco pubblica sul proprio portale <a href="https://www.aifa.gov.it/-/farmaci-e-caldo-usare-in-sicurezza-i-medicinali-durante-la-stagione-estiva" target="_blank" rel="noopener">una tabella delle classi di medicinali che possono aggravare gli effetti del caldo</a>. Tre voci riguardano direttamente l&#8217;apparato cardiovascolare.</p>
<p><strong>Antipertensivi e diuretici</strong>: secondo AIFA «possono condurre a disidratazione e ridurre la pressione sanguigna; un effetto collaterale comune è l&#8217;iponatremia che può essere aggravata da un eccesso di assunzione di liquidi».</p>
<p><strong>Antiadrenergici e beta-bloccanti</strong>: «possono influenzare la dilatazione dei vasi sanguigni cutanei, riducendo la capacità di dissipare calore per convezione». Tradotto: interferiscono proprio con il meccanismo che il corpo usa per raffreddarsi.</p>
<p><strong>Simpatomimetici</strong>: la voce AIFA precisa che i «vasodilatatori, compresi nitrati e regolatori del canale del calcio, possono peggiorare l&#8217;ipotensione in soggetti vulnerabili».</p>
<p>Il punto non è che questi farmaci siano pericolosi. Il punto è che agiscono sulla pressione nella stessa direzione in cui la spinge il caldo, e che alcuni interferiscono con la termoregolazione stessa.</p>
<h2>L&#8217;iponatremia: perché &#8220;prendi più sale&#8221; può essere il consiglio sbagliato</h2>
<p>Cercando rimedi per la pressione bassa estiva si trova ovunque lo stesso suggerimento: aggiungere sale, mangiare cracker salati, bere acqua salata. Per una persona sana con ipotensione costituzionale può avere senso.</p>
<p>Per chi assume diuretici, no.</p>
<p>L&#8217;iponatremia — la concentrazione di sodio nel sangue sotto la norma — è, nelle parole dell&#8217;AIFA, «un effetto collaterale comune» di questa classe di farmaci. E il dettaglio decisivo è quello che l&#8217;agenzia aggiunge subito dopo: può essere <strong>aggravata da un eccesso di assunzione di liquidi</strong>.</p>
<p>È controintuitivo. Il riflesso naturale, quando si suda molto e ci si sente deboli, è bere tanta acqua. Ma se un diuretico sta già facendo perdere sodio, l&#8217;acqua in eccesso lo diluisce ulteriormente. I sintomi dell&#8217;iponatremia lieve — stanchezza, nausea, mal di testa, debolezza muscolare — sono gli stessi che si attribuirebbero al caldo. Ed è esattamente per questo che passano inosservati.</p>
<p>Il sale da tavola non risolve l&#8217;equazione, perché la variabile non è solo quanto sodio si introduce, ma quanta acqua lo diluisce e quanto il farmaco ne fa eliminare. È un bilancio che si valuta con un esame del sangue, non con una salatura a occhio.</p>
<h2>&#8220;Summer syncope syndrome&#8221;: lo svenimento estivo degli over 60</h2>
<p>C&#8217;è un fenomeno che ha ricevuto un nome proprio in letteratura. Due studi caso-controllo — analizzati nella scoping review di <em>Pharmacy</em> — hanno rilevato che i pazienti dai 60 anni in su risultano i più vulnerabili alla sincope e che i casi si concentrano nei mesi estivi. Gli autori l&#8217;hanno chiamata <em>summer syncope syndrome</em>, la sindrome da svenimento estivo.</p>
<p>Nella stessa rassegna emergono altri dati sulla stagionalità: due studi trasversali hanno confermato sia la predisposizione degli anziani all&#8217;iponatremia sia il suo andamento stagionale, con uno di essi che quantifica un incremento del rischio dell&#8217;1,2% per ogni grado Celsius.</p>
<h2>Le evidenze sono più sfumate di quanto sembri</h2>
<p>Qui serve onestà, perché la maggior parte degli articoli su questo tema non la usa.</p>
<p>La <a href="https://www.mdpi.com/2226-4787/14/3/74" target="_blank" rel="noopener">scoping review di Tews e colleghi</a> ha esaminato 61 studi primari pubblicati tra il 2000 e il 2025. La conclusione degli autori è netta e va riportata per intero: il corpo di letteratura «rimane eterogeneo nel disegno e spesso incoerente nei risultati», e gran parte del rischio attribuito ai farmaci «si basa su plausibilità fisiologica e dati epidemiologici piuttosto che su dati sperimentali controllati».</p>
<p>Il dettaglio più scomodo: solo <strong>due studi randomizzati controllati</strong> soddisfacevano i criteri di inclusione della rassegna, e i loro risultati hanno <strong>smentito le ipotesi di partenza</strong> — in particolare quella secondo cui gli antipertensivi altererebbero i limiti ambientali critici.</p>
<p>Allo stesso tempo, numerosi studi osservazionali indicano diuretici, ACE-inibitori e sartani tra i fattori di rischio: i diuretici sono la classe terapeutica più citata in assoluto nella letteratura esaminata. Anche qui però le evidenze divergono: due studi hanno trovato un&#8217;associazione significativa tra iponatremia da farmaci e temperatura ambientale, un terzo non ha trovato alcuna associazione tra diuretici e iponatremia grave nei mesi caldi.</p>
<p>Cosa se ne ricava? Che il meccanismo fisiologico è solido e riconosciuto dalle agenzie regolatorie, ma che la quantificazione del rischio individuale non è ancora stabilita da studi sperimentali. Non è una ragione per ignorare il problema. È una ragione per non lasciarlo gestire a un articolo su internet — incluso questo.</p>
<h2>Cosa fare concretamente</h2>
<p><strong>Da fare:</strong></p>
<ul>
<li>Portare al medico la lista completa dei farmaci assunti, prima dell&#8217;estate e non durante un malore</li>
<li>Chiedere esplicitamente se la propria terapia rientra tra le classi segnalate da AIFA e se è indicato un controllo del sodio nel sangue</li>
<li>Misurare la pressione a casa nei giorni di caldo intenso, annotando i valori: sono i dati su cui il medico deciderà</li>
<li>Chiedere se l&#8217;idratazione consigliata in generale vale anche nel proprio caso specifico</li>
<li>Curare l&#8217;alimentazione estiva, perché <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/difendersi-dal-caldo/">difendersi dal caldo a tavola</a> contribuisce all&#8217;apporto di liquidi e sali minerali</li>
<li>Sapere che <a href="https://www.ecoseven.net/canali/scienze/ventilatore-portatile/">il ventilatore portatile non protegge dal caldo estremo</a> le persone più vulnerabili, e non va usato come unica difesa</li>
<li>Consultare i bollettini sulle ondate di calore che il Ministero della Salute pubblica quotidianamente per 27 città, da maggio a settembre</li>
</ul>
<p><strong>Da evitare:</strong></p>
<ul>
<li>Modificare, sospendere o dimezzare la terapia di propria iniziativa, mai e in nessun caso</li>
<li>Aggiungere sale alla dieta sulla base di consigli generici trovati online</li>
<li>Assumere integratori salini senza averne parlato con il medico, se si prendono diuretici</li>
<li>Attribuire automaticamente al caldo sintomi come confusione, nausea persistente o debolezza marcata</li>
<li>Aspettare l&#8217;emergenza per porsi il problema</li>
</ul>
<p>L&#8217;AIFA è esplicita su un punto: una rimodulazione della terapia può essere valutata «in casi estremi e solo su consiglio del medico curante». La decisione non è del paziente, e non è di un articolo.</p>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Chi prende farmaci per la pressione alta può avere la pressione bassa d&#8217;estate?</h3>
<p>Sì. AIFA include antipertensivi e diuretici tra le classi di farmaci che con il caldo «possono condurre a disidratazione e ridurre la pressione sanguigna». Il caldo abbassa la pressione tramite vasodilatazione e sudorazione, e i farmaci agiscono nella stessa direzione. Non significa che la terapia sia sbagliata: significa che l&#8217;estate va discussa con il medico curante.</p>
<h3>Posso ridurre da solo la dose del farmaco per la pressione quando fa molto caldo?</h3>
<p>No, mai. L&#8217;AIFA precisa che un&#8217;eventuale rimodulazione della terapia va valutata «in casi estremi e solo su consiglio del medico curante». Sospendere o ridurre un antipertensivo di propria iniziativa espone al rischio opposto, quello di un rialzo pressorio non controllato.</p>
<h3>Chi prende diuretici deve mangiare più sale se ha la pressione bassa?</h3>
<p>Non senza parere medico. L&#8217;iponatremia, cioè il sodio nel sangue sotto la norma, è secondo AIFA un effetto collaterale comune dei diuretici, e può essere aggravata da un&#8217;assunzione eccessiva di liquidi. Aggiungere sale o bere di più a caso può peggiorare l&#8217;equilibrio invece di correggerlo: il sodio si valuta con un esame del sangue.</p>
<h3>Perché gli anziani soffrono di più la pressione bassa con il caldo?</h3>
<p>Perché la capacità di termoregolazione diminuisce con l&#8217;età. La scoping review pubblicata su <em>Pharmacy</em> nel 2026 documenta negli anziani una ridotta produzione delle ghiandole sudoripare e una ridotta vasodilatazione cutanea. A questo si aggiungono spesso più patologie croniche e più farmaci assunti insieme.</p>
<h3>Quali sintomi della pressione bassa estiva non vanno attribuiti solo al caldo?</h3>
<p>Stanchezza, nausea, mal di testa e debolezza muscolare sono compatibili sia con il caldo sia con un&#8217;iponatremia lieve, e la sovrapposizione è il motivo per cui quest&#8217;ultima passa inosservata. Confusione, nausea persistente, debolezza marcata o svenimenti in una persona in terapia antipertensiva richiedono una valutazione medica, non l&#8217;attesa che passi da sé.</p>
<hr />
<p><em>ATTENZIONE: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico curante o del farmacista. Le informazioni riportate non costituiscono indicazione a modificare, sospendere o ridurre alcuna terapia farmacologica: qualsiasi variazione di una cura antipertensiva o diuretica va decisa esclusivamente dal medico. Chi assume farmaci per la pressione, diuretici, beta-bloccanti, nitrati o calcio-antagonisti e avverte sintomi di ipotensione durante il caldo deve rivolgersi al proprio medico. In caso di svenimento, confusione o malessere grave durante un&#8217;ondata di calore, contattare il 118 o il servizio di continuità assistenziale.</em></p>
<p><em>Fonti consultate:</em></p>
<p><em>Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), &#8220;Farmaci e caldo: usare in sicurezza i medicinali durante la stagione estiva&#8221;, portale istituzionale aifa.gov.it. Documento pubblicato il 17 luglio 2015 e tuttora consultabile sul sito dell&#8217;Agenzia; le fonti citate a monte della tabella sono OMS 2011 (Public health advice on preventing health effects of heat) e Ministero della Salute 2013 (Linee di indirizzo per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute). La classificazione riguarda meccanismi farmacologici e non dati congiunturali.</em></p>
<p><em>Tews L.M., Abazia D.T., Blackburn H., Carmody K., Bridgeman M.B., &#8220;Recognizing and Mitigating the Effects of Medication on Heat-Related Illness in Older Adults: A Scoping Review&#8221;, Pharmacy 2026, 14(3), 74. Pubblicata il 17 maggio 2026. Rassegna di 61 studi primari (2000-2025) condotta secondo la metodologia Joanna Briggs Institute e le linee guida PRISMA-ScR. Gli autori dichiarano esplicitamente che il corpo di evidenze è eterogeneo e spesso incoerente, e che dalla rassegna non vanno tratte indicazioni cliniche dirette.</em></p>
<p><em>Ministero della Salute, bollettini sulle ondate di calore per 27 città, pubblicati quotidianamente da maggio a settembre; numero di pubblica utilità 1500. Riferimenti verificati nella Circolare del Ministero della Salute n. 5234 del 25 giugno 2026, &#8220;Raccomandazioni per fronteggiare l&#8217;emergenza caldo&#8221;, a firma del Capo Dipartimento Maria Rosaria Campitiello e del Direttore Generale Sergio Iavicoli. La circolare ha contenuto organizzativo e non tratta il tema dei farmaci.</em></p>
<p><em>Verifica sui dati di ricerca: l&#8217;andamento stagionale delle ricerche su &#8220;pressione bassa&#8221; in Italia è stato verificato su Google Trends (serie a 5 anni, geo IT).</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ecco perché bisognerebbe dormire almeno 6 ore a notte</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ecco-perche-bisognerebbe-dormire-almeno-6-ore-a-notte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 19:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[antiipertensione]]></category>
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		<category><![CDATA[Sonnno]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori hanno svelato che una buona igiene del sonno, determinata da un numero di ore normale di riposo, può aiutare le persone che soffrono di varie patologie Lo sappiamo che dormire bene dà al nostro corpo molti vantaggi, ma non è solo questo il punto. Secondo una nuova ricerca,&#160;recentemente pubblicata sul Journal of American [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38527" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Dormire_fa_bene.jpg" alt="" width="808" height="418" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Dormire_fa_bene.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Dormire_fa_bene-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Dormire_fa_bene-768x397.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>I ricercatori hanno svelato che una buona igiene del sonno, determinata da un numero di ore normale di riposo, può aiutare le persone che soffrono di varie patologie</p>
<p>  <span id="more-38528"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo sappiamo che dormire bene dà al nostro corpo molti vantaggi, ma non è solo questo il punto. Secondo una nuova <a href="https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/JAHA.119.013043" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>,&nbsp;recentemente pubblicata sul <em>Journal of American Heart Association</em>, il sonno normale può proteggere da una morte precoce le persone che hanno determinate problematiche.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare, infatti le persone che soffrono dei seguenti disturbi potrebbero beneficiare in maniere davvero incredibili del semplice dormire a sufficienza. Si tratta degli adulti con: <br />• Elevata pressione sanguigna<br />• Diabete di tipo 2<br />• Malattie cardiache<br />• Ictus<br />che, a quanto dice la ricerca, potrebbero essere ad alto rischio di cancro e morte precoce, quando la loro igiene del sonno è alterata da un totale di meno sei ore al giorno di riposo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo studio, sono stati esaminati i dati di oltre 1.600 uomini e donne di età compresa tra i 20 ed i 74 anni. I soggetti sono stati divisi in due gruppi, da una parte quelli affetti da ipertensione arteriosa allo stadio 2 o diabete di tipo 2 e dall&#8217;altra quelli con malattie cardiache o ictus. I partecipanti sono stati studiati in un centro per il sonno (dal 1991 al 1998) e i ricercatori hanno monitorato le loro cause di morte fino alla fine del 2016.<br />Hanno trovato che:<br />• le persone che avevano la pressione alta o il diabete e dormivano meno di 6 ore avevano il doppio del rischio di morire per malattie cardiache o ictus.<br />• le persone che avevano malattie cardiache o ictus e dormivano meno di 6 ore avevano un rischio tre volte maggiore di morire di cancro.<br />• l&#8217;aumento del rischio di morte precoce per le persone con ipertensione o diabete era trascurabile, se dormivano per più di 6 ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, è davvero il caso di imparare a riposare per bene – che, poi, oltretutto è una cosa che piace e fa bene a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Fattori ambientali precoci e pressione sanguigna nei bimbi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 14:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[agenti chimici]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[corretti stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Fattori ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[feto]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[malattie cardiache]]></category>
		<category><![CDATA[pressione sanguigna]]></category>
		<category><![CDATA[stili di vita]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio racconta come le esposizioni ambientali condizionano i feti, facendogli sviluppare problemi legati al sangue Recentemente, uno studio, pubblicato sulla rivista Journal of American College of Cardiology (JAAC), ha esaminato quali sono i fattori che agiscono su un feto in modo da influenzare la sua pressione sanguigna durante l&#8217;infanzia.&#160; Oltre alla malnutrizione, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38378" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Pressione_sangue_baby.jpg" alt="" width="827" height="424" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Pressione_sangue_baby.jpg 827w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Pressione_sangue_baby-300x154.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Pressione_sangue_baby-768x394.jpg 768w" sizes="(max-width: 827px) 100vw, 827px" /></p>
<p>Un nuovo studio racconta come le esposizioni ambientali condizionano i feti, facendogli sviluppare problemi legati al sangue</p>
<p>  <span id="more-38379"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente, uno <a href="http://www.onlinejacc.org/content/74/10/1317" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato sulla rivista <em>Journal of American College of Cardiology</em> (JAAC), ha esaminato quali sono <strong>i fattori che agiscono su un feto</strong> in modo da<strong> influenzare la sua pressione sanguigna</strong> durante l&#8217;infanzia.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla <strong>malnutrizione</strong>, che è noto come influisca sulla nascita di bambini con un peso inferiore a quello che dovrebbero avere, aumentando il rischio di sviluppo di malattie varie in età adulta, lo studio ne ha trovati altri. Il <em>team</em> di ricercatori, guidato da Charline Warembourg, ha scoperto &#8211; grazie alla valutazione di 89 esposizioni materne prenatali e 128 esposizioni postnatali di bambini &#8211; che l&#8217;esposizione a fattori come l&#8217;<strong>inquinamento atmosferico</strong>, gli <strong>spazi naturali</strong>, lo <strong>stile di vita</strong>, i <strong>prodotti chimici nell&#8217;ambiente</strong> e i livelli di <strong>rumore</strong>, può influenzare problemi nella pressione del sangue del bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che si parla di come l&#8217;origine di molte malattie degli adulti sia prenatale: esistono già molte prove in merito alle <strong>origini fetali e ambientali dell&#8217;ipertensione</strong>, ma si è sempre trattato di studi che si occupavano di un&#8217;esposizione singola. Questa è la prima volta che è stato proposto un approccio più olistico, che ha permesso di studiare molte esposizioni contemporaneamente.</p>
<p style="text-align: justify;">È così che sono stati individuati degli obiettivi e degli standard. Innanzitutto, una madre deve essere adeguatamente nutrita durante la gravidanza (non deve essere né malnutrita né obesa). In secondo luogo, non si può scendere a compromessi sull&#8217;ambiente naturale in cui si vive, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di un&#8217;esposizione ad agenti chimici esterni, che influiscono molto sulla pressione sanguigna dei bambini – come è noto, esistono diversi studi, che dicono che l&#8217;inquinamento atmosferico uccide più persone del fumo. E, infine, la madre deve avere uno stile di vita sano, evitando di incorrere in abitudini che portano lei stessa verso l&#8217;ipertensione, visto che quest&#8217;ultima è un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo, non si mette solo al sicuro il bambino che verrà al mondo, ma anche l&#8217;adulto che diventerà.</p>
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		<title>Giovani, adulti e ipertensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 11:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci per la pressione]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>
		<category><![CDATA[interruzione trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento farmacologico]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, sono molti i pazienti affetti da pressione alta che evitano i farmaci L&#8217;ipertensione&#160;è una malattia molto seria, eppure, secondo un nuovo studio&#160;uscito di recente sulla rivista Hypertension, oltre la metà dei pazienti relativamente «più giovani» – ovvero quelli di età inferiore ai 65 anni – a cui sono prescritti farmaci per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38348" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ipertensione_CUT.jpg" alt="" width="813" height="430" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ipertensione_CUT.jpg 813w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ipertensione_CUT-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ipertensione_CUT-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 813px) 100vw, 813px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, sono molti i pazienti affetti da pressione alta che evitano i farmaci</p>
<p>  <span id="more-38349"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ipertensione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ipertensione</a>&nbsp;è una malattia molto seria, eppure, secondo un <a href="https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/HYPERTENSIONAHA.118.12495" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>&nbsp;uscito di recente sulla rivista <em>Hypertension</em>, oltre la metà dei pazienti relativamente «più giovani» – ovvero quelli di età inferiore ai 65 anni – a cui sono prescritti farmaci per la pressione alta o smettono di prenderli entro pochi mesi o non li prendono come prescritto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;interruzione del trattamento per l&#8217;ipertensione può rivelarsi una scelta molto pericolosa,</strong> <strong>soprattutto per i più giovani</strong>. Il flusso sanguigno, infatti, è qualcosa che succede fisicamente e, ogni volta che il cuore pompa, i vasi vengono colpiti da ondate di sangue; se si pensa che, per chi si ammala di questa patologia da giovane, lo stress di esposizione dura per più di 10, 20 anni, ci si rende conto di quanti danni la pressione sanguigna alta provochi al sistema vascolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello studio, il <em>team</em> guidato dal professore della <em>Temple University di Philadelphia</em>, <a href="https://cph.temple.edu/healthadminpolicy/faculty/gabriel-tajeu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gabriel Tajeu</a>, ha monitorato il tasso di rinnovamento delle prescrizioni per i farmaci per la pressione sanguigna rilasciate a oltre 370.000 pazienti di età inferiore ai 65 anni – tutti avevano un&#8217;assicurazione privata, informazione molto importante negli Stati Uniti, perché elimina la possibilità che sia per mancanza di soldi che si rinuncia ai farmaci. <br />I ricercatori hanno scoperto che il 23,5% dei pazienti ha smesso di assumere i farmaci entro i primi nove mesi dalla diagnosi, e che, tra quelli che hanno continuato a usarli, il 40% ha fatto la cura in maniera impropria, prendendo la quantità prescritta meno dell&#8217;80% delle volte. Complessivamente, oltre la metà (54%) dei pazienti non ha assunto i farmaci come prescritto o ha smesso di usarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi numeri molto importanti segnalano il fatto che, <strong>essendo l&#8217;ipertensione una malattia asintomatica e silenziosa, tende ad essere presa molto sottogamba</strong>, ma questo è un atteggiamento rischioso visto che, quando non è trattata, questa malattia porta a <strong>infarti</strong> e <strong>ictus</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Peptidi del latte e salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 20:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ACE-inibitore]]></category>
		<category><![CDATA[antiipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[antiipertensivi]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci ACE inibitori]]></category>
		<category><![CDATA[insufficienza cardiaca]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
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					<description><![CDATA[I peptidi del latte bioattivo hanno proprietà antiipertensive I ricercatori finlandesi e serbi hanno identificato dipeptidi e tripeptidi derivati dal latte che hanno proprietà antiipertensive. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nutrition Research. Nello studio, i ricercatori hanno utilizzato modelli struttura-attività 3D per prevedere se i di- e tripeptidi del latte potessero inibire le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38137" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_pepetidi_del_latte.jpg" alt="" width="795" height="488" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_pepetidi_del_latte.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_pepetidi_del_latte-300x184.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_pepetidi_del_latte-768x471.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></p>
<p>I peptidi del latte bioattivo hanno proprietà antiipertensive</p>
<p>  <span id="more-38138"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori finlandesi e serbi hanno identificato dipeptidi e tripeptidi derivati dal latte che hanno proprietà antiipertensive. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista <em>Nutrition Research</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0271531717301446?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, i ricercatori hanno utilizzato modelli struttura-attività 3D per prevedere se i di- e tripeptidi del latte potessero inibire le attività dell&#8217;enzima di conversione dell&#8217;angiotensina I (ACE), un prodotto dalle cellule endoteliali dei vasi sanguigni di tutti gli organi.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno anche verificato se queste attività potessero essere spiegate valutando le caratteristiche strutturali responsabili di questa attività biologica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team ha cercato di stabilire modelli comparativi di analisi del campo molecolare (CoMFA). Questi modelli possono identificare sequenze di peptidi rilasciati dalla digestione enzimatica, consentendo ai ricercatori di studiarli senza fare affidamento su dati sperimentali.&nbsp;Il team ha, inoltre, condotto una simulazione di <em>docking</em> molecolare, per valutare le caratteristiche strutturali dei peptidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base di questa simulazione, hanno scoperto che i peptidi con la più potente attività di ACE-inibizione contenevano amminoacidi idrofobici, che potevano entrare nella tasca idrofobica del sito attivo e interagire con i suoi residui.<br />I ricercatori hanno anche notato un&#8217;attività ACE inibitoria relativamente più elevata da dipeptidi in base ai valori previsti ottenuti dal <em>cutter</em> peptidico.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi, i ricercatori raccomandano di esplorare i di- e tripeptidi del latte per l&#8217;uso in alimenti funzionali, nonché un&#8217;alternativa naturale ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/ACE-inibitore" target="_blank" rel="noopener noreferrer">farmaci ACE-inibitori</a>. Rispetto alle qualità specifiche del latte vaccino in confronto a quelli vegetali, si può leggere un ulteriore approfondimento <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/qual-e-il-latte-che-dovremmo-scegliere.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a> su Ecoseven.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Inquinamento e pressione sanguigna</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/inquinamento-e-pressione-sanguigna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 17:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[Lituania]]></category>
		<category><![CDATA[pressione]]></category>
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					<description><![CDATA[La cattiva qualità dell&#8217;aria potrebbe dare problemi di pressione alta e condizioni legate alla sindrome metabolica, secondo un nuovo studio Se ci mettessimo a fare l&#8217;elenco di tutti i problemi causati dall&#8217;inquinamento atmosferico, oltre a quelli più immediati, che ci vengono in mente in quanto legati all&#8217;apparato respiratorio, non la finiremmo più. Ora, un nuovo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37908" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_sphygmomanometer.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_sphygmomanometer.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_sphygmomanometer-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_sphygmomanometer-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La cattiva qualità dell&#8217;aria potrebbe dare problemi di pressione alta e condizioni legate alla sindrome metabolica, secondo un nuovo studio</p>
<p>  <span id="more-37909"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Se ci mettessimo a fare l&#8217;elenco di tutti i problemi causati dall&#8217;inquinamento atmosferico, oltre a quelli più immediati, che ci vengono in mente in quanto legati all&#8217;apparato respiratorio, non la finiremmo più. </p>
<p style="text-align: justify;">Ora, <a href="https://academic.oup.com/jpubhealth/advance-article/doi/10.1093/pubmed/fdz046/5491841" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>, pubblicato sulla rivista Journal of Public Health, aggiunge anche un&#8217;altra cosa di cui ci dovremmo preoccupare: un&#8217;esposizione a lungo termine all&#8217;inquinamento atmosferico potrebbe aumentare il rischio di ipertensione e sindrome metabolica (la sindrome metabolica comprende una serie di condizioni di salute che fanno aumentare il rischio di malattie cardiache, ictus e diabete).</p>
<p style="text-align: justify;">In questo studio, i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da persone che vivono in case private o condomini nella città di Kaunas, che ha una popolazione di 280.000 abitanti ed è la seconda città più grande della Lituania. In questo modo hanno potuto analizzare l&#8217;associazione tra esposizione a lungo termine all&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20445:il-rapporto-della-qualita-dell-aria-con-le-nostre-ovaie&amp;catid=69&amp;Itemid=2429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">inquinamento atmosferico</a>, distanza delle persone dagli spazi verdi e dalle strade principali e sviluppo di ipertensione e alcune altre conseguenze della sindrome metabolica (come i livelli alti di trigliceridi, i livelli bassi di colesterolo &#8220;buono&#8221;, i livelli alti di zucchero nel sangue e l&#8217;obesità).</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati hanno mostrato che le persone che vivevano nei condomini, con poco spazio vitale e lontane dagli spazi verdi erano quelle che subivano i peggiori effetti e che questi effetti, appunto, avevano a che fare con i problemi di salute sopra elencati.<br />Anche se lo studio ha mostrato una correlazione tra queste condizioni, però, non è stato possibile dimostrare una relazione causa-effetto.</p>
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		<title>Problemi di pressione alta?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/problemi-di-pressione-alta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 18:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
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					<description><![CDATA[Prenditi cura di te, a partire dall&#8217;alimentazione L&#8217;ipertensione, purtroppo, è un problema particolarmente comune. In che modo l&#8217;alimentazione può influire su questa? Per esempio, non consumare abbastanza frutta e verdura può comportare un apporto elevato di sodio e un basso apporto di potassio, aumentando, di conseguenza, la pressione sanguigna. Quando la nostra pressione supera determinati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37530" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/01/images_kwasnica-359452.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_kwasnica-359452.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_kwasnica-359452-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_kwasnica-359452-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Prenditi cura di te, a partire dall&#8217;alimentazione</p>
<p>  <span id="more-37531"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ipertensione, purtroppo, è un problema particolarmente comune. In che modo l&#8217;alimentazione può influire su questa? Per esempio, non consumare abbastanza frutta e verdura può comportare un apporto elevato di sodio e un basso apporto di potassio, aumentando, di conseguenza, la pressione sanguigna. Quando la nostra pressione supera determinati parametri, sarebbe meglio eliminare dalla propria dieta <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5577766/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i seguenti cibi</a>&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>sottaceti</strong><br />I sottaceti hanno poche calorie e sono ricchi di vitamina K, ma sono carichi di sodio. Un sottaceto fornisce in media più di 570 mg di sodio, ovvero più di 1/3 del fabbisogno giornaliero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>crauti</strong><br />I crauti fanno davvero bene. Contengono vitamina C e K, ferro e una buona quantità di fibre. Nonostante questo, sarebbe meglio evitarli in caso di ipertensione o scegliere quelli a basso contenuto di sodio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pancetta</strong><br />La pancetta contiene vitamine del gruppo B (vitamina B1, B2, B3, B6, B12), vitamina D e zinco, ferro e magnesio. Perchè sarebbe meglio evitarla? Perchè ha enormi quantità di sodio, nonché una elevata quantità di grassi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>latte intero</strong><br />Anche il latte intero fornisce più grassi del necessario: una porzione ne contiene 8 grammi. La soluzione potrebbe essere quella di consumare latte parzialmete scremato, scremato o latte vegetale, magari di riso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=37376" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alcol</a><br />Bere troppo alcol causa un pericoloso aumento della pressione sanguigna. Le persone con pressione alta, dovrebbero evitarlo o consumarlo con grande moderazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono gli alimenti, invece, consigliati per gli ipertesi? Le banane, le patate bianche, il pesce fresco, i fagioli di lima, gli spinaci, i semi di lino e i condimenti senza sale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Patatine fritte e rischio ipertensione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/patatine-fritte-e-rischio-ipertensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 12:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[Patate Fritte]]></category>
		<category><![CDATA[patatine]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Brutte notizie per gli amanti delle patate fritte: fanno aumentare il rischio ipertensione Difficile resistere alla tentazione delle patatine fritte, un contorno sfizioso, ma anche uno spuntino fuori-pasto che fa gola in ogni momento. Purtroppo per tutti i golosi di patatine fritte c’è una brutta notizia: se si mangiano 4 o più porzioni a settimana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31493" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/12/images_appetizer-1846083_960_720.jpg" alt="" width="960" height="638" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_appetizer-1846083_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_appetizer-1846083_960_720-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_appetizer-1846083_960_720-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Brutte notizie per gli amanti delle patate fritte: fanno aumentare il rischio ipertensione</span></p>
<p>  <span id="more-31494"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">Difficile resistere alla tentazione delle patatine fritte, un contorno sfizioso, ma anche uno spuntino fuori-pasto che fa gola in ogni momento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Purtroppo per tutti i golosi di patatine fritte c’è una brutta notizia: se si mangiano 4 o più porzioni a settimana aumenta il rischio di ipertensione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">A spiegarlo è uno <a href="http://www.eurekalert.org/pub_releases/2016-05/bawh-hco051316.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> del <a href="http://www.brighamandwomens.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Brigham and Women&#8217;s Hospital</a> (Bwh) pubblicato sul &#8216;British Medical Journal’.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 1.3em;">‘Abbiamo verificato che chi all&#8217;inizio non aveva un pressione arteriosa elevata dopo aver consumato 4 o più porzioni di patate alla settimana, in seguito ha visto saliere la pressione rispetto a chi ha mangiato solo una porzione al mese &#8211; spiega Lea Borgi, tra gli autori della ricerca &#8211; Inoltre abbiamo scoperto che chi ha sostituito una porzione di purè o di patatine al forno con un vegetale non amidaceo ha avuto un minor rischio ipertensivo’</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=26324" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Se volete uno snack sano forse dovreste farvi venire in mente qualcos&#8217;altro: le patine fritte sono grasse e forse cancerogene</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Acido folico: una risorsa contro l’ictus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 07:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli integratori di acido folico possono ridurre il rischio di ictus del 73% nei pazienti ipertesi Nelle mamme in dolce attesa una quantità adeguata di acido folico aiuta a prevenire problemi alla nascita, come la spina bifida. Anche un’altra categoria di persone, però, potrebbe essere capace di trarre grandi benefici da questo principio attivo: gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36811" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_acidofolicoipertensione.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_acidofolicoipertensione.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_acidofolicoipertensione-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_acidofolicoipertensione-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Gli integratori di acido folico possono ridurre il rischio di ictus del 73% nei pazienti ipertesi</p>
<p>  <span id="more-36812"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nelle mamme in dolce attesa una quantità adeguata di acido folico aiuta a prevenire problemi alla nascita, come la spina bifida. Anche un’altra categoria di persone, però, potrebbe essere capace di trarre grandi benefici da questo principio attivo: gli adulti con ipertensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0735109718336313?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology</a>, gli adulti con ipertensione che hanno assunto un integratore con acido folico ed enalapril (una molecola appartenente alla classe degli ACE inibitori) hanno avuto una riduzione del 73% del rischio di avere un primo ictus rispetto a quelli che avevano assunto solo enalapril. È una scoperta straordinaria visto che l&#8217;ictus è la seconda causa di mortalità sulla Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno raggiunto questa conclusione dopo aver analizzato più di 10.000 persone, di età compresa tra 45 e 75 anni, che avevano l’ipertensione o avevano dovuto assumere una medicina anti-ipertensiva. Chi aveva una storia di ictus o di importanti malattie cardiovascolari non è stato incluso nello studio.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli autori, il dott. Yong Huo, ha affermato: “Un conteggio basale delle piastrine, assieme ai livelli di omocisteina, può dare l’indice di rischio di un primo ictus. Pertanto, queste misurazioni possono essere utilizzate per identificare i pazienti che hanno bisogno di un trattamento preventivo. La cosa più interessante è che l&#8217;acido folico è un trattamento sicuro, economico e senza complicazioni.”</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acido folico è una forma sintetica di vitamina B9. E’ presente in una varietà di cibi, tra cui le verdure a foglia verde come spinaci, asparagi, bietole, broccoli e cavoli. Si trova anche in noccioline, mais, funghi e latte. Alcuni alimenti sono rinforzati con acido folico, come cereali e pane, ma è sempre meglio prendere le vitamine dagli alimenti in cui ci sono naturalmente. Si dice sia fantastico anche per la <a href="http://ecoseven.net/scienze/scienze-della-salute/la-vitamina-b-alleato-contro-lo-smog" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stabilizzazione dell’umore e sia un alleato contro lo smog</a>.</p>
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		<title>Ecco perché non dovresti rispondere «Ben cotta» quando ti chiedono come vuoi la carne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 08:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio lega la cottura della carne alla pressione del sangue, rivelando i rischi di ipertensione generati da una cottura troppo violenta A quanto rivelato da una recente ricerca, le persone a cui piace mangiare la loro bistecca ben cotta si trovano a dover fare i conti con un lieve aumento del rischio di ipertensione. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35868" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_bistecca_ben_cotta.jpg" alt="" width="800" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_bistecca_ben_cotta.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_bistecca_ben_cotta-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_bistecca_ben_cotta-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Uno studio lega la cottura della carne alla pressione del sangue, rivelando i rischi di ipertensione generati da una cottura troppo violenta</p>
<p>  <span id="more-35869"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">A quanto rivelato da una recente ricerca, le persone a cui piace mangiare la loro bistecca ben cotta si trovano a dover fare i conti con un lieve aumento del rischio di ipertensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, che ha coinvolto oltre 100.000 adulti statunitensi, ha rilevato che le probabilità di avere la pressione alta erano un po&#8217; più alte tra le persone a cui piaceva la carne molto cucinata rispetto a quelli che la preferivano al sangue: essi, infatti, avevano il 15% in più di probabilità di sviluppare pressione alta nel giro di 12/16 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati non dimostrano un rapporto causa-effetto ma di certo creano un collegamento tra le due condizioni e vanno ad aggiungersi agli altri studi che suggeriscono che le persone non solo dovrebbero limitare la quantità di carne nella loro dieta, ma dovrebbero anche prestare attenzione a come la cucinano.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno spiegato che sono sicuramente da evitare i metodi di cottura a fiamma aperta o ad alta temperatura poiché cucinano al punto di «carbonizzare»: questo processo produce sostanze chimiche che normalmente non sono presenti nel nostro corpo – comprese le ammine aromatiche eterocicliche (HAA) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Queste sostanze possono scatenare infiammazioni all&#8217;interno del corpo, che potrebbero contribuire all&#8217;ipertensione e ad altri problemi di salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri studi avevano scoperto collegamenti tra questa abitudine e il rischio di incorrere in alcuni tumori, così come in malattie cardiache e nel diabete di tipo 2, questo è il primo studio a cercare una connessione con l&#8217;ipertensione – che, ricordiamolo, è una malattia che può causare ictus.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.abstractsonline.com/pp8/#!/4589/presentation/1568" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo studio</a>, che è stato presentato durante il meeting dell&#8217;American Heart Association, spera di indurre le persone a riflettere prima di cucinare e a farlo con temperature moderate, non bruciando la carne – come accortezza a aggiungere alle altre, se si vuole gestire al meglio la proprio pressione sanguigna.</p>
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