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	<title>futuro &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>E se fosse il deserto del Sahara il nostro futuro climatico?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 18:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo modello climatico, nel 2070 un quinto della Terra potrebbe essere caldo come il Sahara Racconta The Earther che, entro il 2070, circa tre miliardi di persone potrebbero essere costrette a fuggire dalle proprie case per tentare di sopravvivere a delle temperature infernali che vedrebbero un quinto della Terra essere caldo come il deserto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-57622" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/desert-1748462_1280.jpg" alt="sahara" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/desert-1748462_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/desert-1748462_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/desert-1748462_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Secondo un nuovo modello climatico, nel 2070 un quinto della Terra potrebbe essere caldo come il Sahara</h3>
<p><span id="more-57621"></span></p>
<p>Racconta <a href="https://earther.gizmodo.com/a-third-of-the-worlds-population-could-be-blanketed-in-1843244829" target="_blank" rel="noopener">The Earther</a> che, entro il 2070, <strong>circa tre miliardi di persone potrebbero essere costrette a fuggire dalle proprie case per tentare di sopravvivere a delle temperature infernali</strong> che vedrebbero un quinto della Terra essere caldo come il deserto del Sahara.</p>
<p>È una prospettiva particolarmente terribile per l&#8217;umanità. Soprattutto perché <strong>renderebbe i terreni agricoli incapaci di coltivare le colture di base</strong> su cui facciamo affidamento, ma anche perché renderebbe invivibile parte del mondo così per come lo conosciamo.</p>
<p>La previsione si basa su un modello climatico che racconta <strong>un&#8217;umanità che</strong> non solo non riesce ad affrontare i cambiamenti climatici, ma <strong>continua ad aumentare le emissioni di gas serra nel tempo</strong>.</p>
<p>Lo <a href="https://www.pnas.org/content/early/2020/04/28/1910114117" target="_blank" rel="noopener">studio</a>, pubblicato su <em>Proceedings of the National Academy of Sciences, </em>mostra come le regioni di alcuni continenti abitati diventeranno totalmente inospitali, specialmente in Brasile, Nord Africa e India. Nel frattempo, vaste aree della Russia, del Canada e dell&#8217;Artico svilupperanno gradualmente climi temperati.</p>
<p>Questo, ovviamente innescherà un grande esodo e, mentre diverse parti del mondo supereranno la soglia di temperatura abitabile, un numero enorme di rifugiati climatici dovrà fuggire verso paesi che presentano un ambiente più accogliente.</p>
<p>Ciò significa che, a meno che il cambiamento climatico non sia completamente combattuto su scala internazionale, <strong>quasi la metà delle persone sulla Terra dovrà sradicarsi e trovare una nuova casa nei prossimi decenni</strong>.</p>
<p>Dobbiamo stare molto attenti, in mezzo a questo pandemia, a non dimenticarci, c<a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/clima-vs-covid-19/">ome ha detto il segretario delle Nazioni Unite</a>, che abbiamo anche un&#8217;altra grande battaglia da combattere.</p>
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		<title>COVID19: cosa ci aspetta per il futuro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 12:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard]]></category>
		<category><![CDATA[possibili scenari]]></category>
		<category><![CDATA[proiezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Simulazioni e scenari dell’Università di Harvard per i prossimi 5 anni ci raccontano di un futuro fatto di distanziamento sociale a singhiozzo e ritorni periodici del Virus fino al 2025 La difficile prova di resistenza a cui ognuno di noi è sottoposto in questo periodo ci suggerisce di restare concentrati sui piccoli passi positivi che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52109" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/earth-5044186_1280.jpg" alt="futuro" width="800" height="440" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/earth-5044186_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/earth-5044186_1280-300x165.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/earth-5044186_1280-768x422.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Simulazioni e scenari dell’Università di Harvard per i prossimi 5 anni ci raccontano di un futuro fatto di distanziamento sociale a singhiozzo e ritorni periodici del Virus fino al 2025</h3>
<p><span id="more-52106"></span></p>
<p>La difficile prova di resistenza a cui ognuno di noi è sottoposto in questo periodo ci suggerisce di <strong>restare concentrati sui piccoli passi positivi </strong>che la ricerca, il mondo accademico e il Governo stanno facendo nella lotta al coronavirus.</p>
<p>E come è giusto che sia, ci <strong>invita a trarre entusiasmo dal solo pensiero che a breve</strong>, con moltissima probabilità dal 4 maggio in poi, <strong>passeremo finalmente alla così detta FASE2</strong>.</p>
<p>Ma ciò che spetta a noi è ben diverso da quello che la comunità scientifica ha il dovere di fare.</p>
<p>L’impegno di studiosi e ricercatori nei diversi campi coinvolti dagli esiti del COVID19 è di conoscere e capire sempre meglio il virus per anticiparne mosse e farci trovare sempre più preparati in questa lotta senza frontiere.</p>
<h4>La conoscenza, anche quella che proviene da tanta ricerca specialistica, è l’arma di difesa più efficacie contro tutto ciò che vuole o rischia di nuocerci.</h4>
<p>È con quest’ottica che, a seguito di un <strong>recente studio</strong> pubblicato sulla rivista Science, il team di ricercatori della <strong>Scuola di salute pubblica T. H. Chan dell’Università di Harvard</strong> ci racconta i possibili scenari emersi dalla simulazione frutto di un modello matematico che ha calcolato le dinamiche del contagio nei prossimi cinque anni.</p>
<p>Scenari che ci vedono intenti in <strong>misure di distanziamento sociali a singhiozzo almeno fino al 2022 </strong>e soggetti a <strong>ritorni periodici del COVID19 fino 2025</strong>. Questo, però, sempre che non ci vengano in soccorso farmaci e vaccini realmente efficaci.</p>
<p><strong>Tutte le simulazioni emerse dal modello elaborato</strong> dall’immunologo Stephen Kissler e i suoi collaboratori, sia quelle che prevedono la quarantena per periodi più o meno lunghi, sia quelle che prediligono il distanziamento sociale a intermittenza, <strong>mostrano che il contagio rischia di riprendere non appena vengono allentate le restrizioni.</strong></p>
<p>Sui calcoli però incombe un’incognita fondamentale: la <strong>durata della protezione conferita dagli anticorpi anti-Covid19</strong>. Per questa ragione i ricercatori continuano a sottolineare la necessità di fare con <strong>urgenza studi sierologici sulla popolazione</strong>.</p>
<p>Resta il fatto che con il dilagare della pandemia, sembra <strong>sempre più improbabile</strong> ormai che il coronavirus possa essere eradicato &#8211; così come era accaduto al suo parente più stretto, il virus della Sars. <strong>Gli esperti ci dicono che il nuovo coronavirus</strong> <strong>continuerà a circolare stagionalmente</strong>, esponendo, se non saremo preparati, il sistema sanitario a rischio collasso nei periodi in cui l’ondata di contagio si sovrapporrà alla consueta influenza stagionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grasso di insetti al posto del burro?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/grasso-di-insetti-al-posto-del-burro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 07:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Un test del gusto tra due diversi tipi di grasso nei waffle belgi ha avuto un risultato sorprendente Un test del gusto tra due diversi tipi di grasso nei waffle belgi ha avuto un risultato sorprendente I belgi sono notoriamente esperti quando si tratta di waffle. Eppure, quando gli sono stati presentati davanti waffle che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un test del gusto tra due diversi tipi di grasso nei waffle belgi ha avuto un risultato sorprendente</h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-48462 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/waffle-984499_1280.jpg" alt="cibo a base di insetti" width="799" height="462" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/waffle-984499_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/waffle-984499_1280-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/waffle-984499_1280-768x444.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Un test del gusto tra due diversi tipi di grasso nei waffle belgi ha avuto un risultato sorprendente</p>
<p><span id="more-48460"></span></p>
<p>I belgi sono notoriamente esperti quando si tratta di waffle. Eppure, quando gli sono stati presentati davanti waffle che erano fatti parzialmente con grasso di insetti anziché burro, non sono riusciti a sentire la differenza.</p>
<p>Una scoperta sorprendente, fatta da ricercatori della <a href="https://www.ugent.be/en/news-events/insect-fat-butter-cake-cookies-waffles.htm" target="_blank" rel="noopener">Ghent University</a>, che fornisce una buona base per le argomentazioni a favore della sostituzione dei grassi a base di latte (che hanno una grande portata per il pianeta) con i grassi di insetti (che hanno un impatto climatico molto più basso) nei prodotti da forno – in cui, tra l&#8217;altro, non alterano sapore, consistenza o colore.</p>
<p>Lo studio, condotto da un ricercatore che si occupa da molto tempo di insetti commestibili, Daylan Tzompa-Sosa, ha utilizzato il grasso ricavato dalle larve della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hermetia_illucens" target="_blank" rel="noopener">mosca soldato nera</a> per produrre tre tipi di waffle:</p>
<ul>
<li>uno con il 100% di burro senza grasso di insetto</li>
<li>uno con il 75% di burro e il 25% di grasso di insetto</li>
<li>uno con 50% di burro e 50% di grasso di insetto</li>
</ul>
<h4>Le persone che li hanno assaggiati non sono state in grado di distinguere tra le tre ricette.</h4>
<p>È da tempo che Tzompa-Sosa spinge a spostare l&#8217;alimentazione sugli insetti commestibili e non è solo per le loro proteine, ma anche per i loro grassi sani.</p>
<p>Come ha detto a <a href="https://www.brusselstimes.com/all-news/art-culture/93845/belgians-swap-butter-for-bugs-in-new-food-study/" target="_blank" rel="noopener">Brussels Times</a>: «Il grasso dell&#8217;insetto contiene acido laurico, che fornisce apporti nutrizionali positivi poiché è più digeribile del burro.</p>
<h4>Inoltre, l&#8217;acido laurico ha un effetto antibatterico, antimicrobico e antimicotico.</h4>
<p>Ciò significa che è in grado, ad esempio, di eliminare vari virus, batteri innocui o addirittura funghi nel corpo, permettendogli di avere un effetto positivo sulla salute».</p>
<p>Come è noto gli insetti possono essere allevati con meno risorse e meno spazio ed evitando anche molti dei dibattiti etici sul benessere e la coscienza degli animali. Inoltre, molti di loro, come la mosca soldato nera sono straordinariamente grassi – con 140 grammi di grasso per chilogrammo.</p>
<p>Il problema è solo che le persone provano istintivo disgusto nel mangiare gli insetti: superato quello, potremmo trovare giovamento nelle vecchie ricette e anche inventarne di nuove.</p>
<p>In ogni caso, è più facile mangiare un waffle fatto con burro di insetti che sgranocchiare grilli arrostiti.</p>
<p>Quindi potremmo iniziare da qui.</p>
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		<title>Quanto cibo ci servirà in futuro?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/quanto-cibo-ci-servira-in-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 14:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[quantità]]></category>
		<category><![CDATA[scarsa]]></category>
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					<description><![CDATA[La quantità di alimenti necessaria per nutrire la popolazione mondiale entro la fine del secolo potrebbe aumentare di quasi l&#8217;80% Oltre ai problemi climatici che dovranno affrontare, le nazioni più povere sono a rischio anche di un altro tipo di diseguaglianza: quella causata dalle conseguenze di una maggiore necessità di cibo nel futuro. Secondo un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38945" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_aisle-3105629_1280.jpg" alt="" width="800" height="432" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_aisle-3105629_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_aisle-3105629_1280-300x162.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_aisle-3105629_1280-768x415.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>La quantità di alimenti necessaria per nutrire la popolazione mondiale entro la fine del secolo potrebbe aumentare di quasi l&#8217;80%</h2>
<p>  <span id="more-38946"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai problemi climatici che dovranno affrontare, <strong>le nazioni più povere sono a rischio anche di un altro tipo di diseguaglianza</strong>: quella causata dal<strong>le conseguenze di una maggiore necessità di cibo nel futuro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un <a href="https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0223188" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista PLOS ONE, infatti, la quantità di cibo che servirà per nutrire la popolazione mondiale entro la fine del secolo potrebbe aumentare di quasi l&#8217;80%.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori tedeschi hanno affermato che l&#8217;incredibile tendenza all&#8217;aumento dell&#8217;indice di massa corporea (BMI) sta portando a individui che richiedono sempre più calorie, per questo gli autori avvertono che il mancato rispetto della necessità di più calorie potrebbe portare a una maggiore disuguaglianza globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, condotto da un team dell&#8217;Università di Gottinga, ha calcolato che il 60% dell&#8217;aumento calorico sarebbe il risultato del numero crescente di persone nel mondo – secondo le Nazioni Unite, infatti, la popolazione globale aumenterà da quasi 7 miliardi nel 2010 a quasi 11 miliardi nel 2100.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, oltre il 18% dell&#8217;aumento delle calorie rispetto ai livelli del 2010 verrebbe da altro: ovvero da un aumento previsto delle misure del corpo delle persone, ovvero di altezza e peso della popolazione globale.</p>
<p style="text-align: justify;">In termini di cibo, tutto questo equivarrebbe ad un aumento di 253 calorie nella dieta quotidiana di ognuno – in pratica, come hanno spiegato i ricercatori, due banane in più o l&#8217;aggiunta di una porzione di patatine fritte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nazioni sub-sahariane saranno i luoghi maggiormente colpiti da un tale futuro aumento, visto che uniranno al forte aumento del fabbisogno calorico, il tasso di rapida crescita della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica alimentare dovrebbe tener conto di questi risultati e muoversi di conseguenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Come sarà il mondo tra 30 anni?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 13:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ecofuturo]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[scenari futuri]]></category>
		<category><![CDATA[scenari possibili]]></category>
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					<description><![CDATA[ARUP esplora quattro possibili scenari futuri Oltre ad essere una società di ingegneria, ARUP&#160;possiede anche Foresight, un «think tank interno e di consulenza che si concentra sul futuro dell&#8217;ambiente e della società in generale». Da loro nasce questa ricerca&#160;che cerca di capire come sarà il mondo tra 30 anni e definisce quattro futuri possibili. Foresight [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38854" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_future_world.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_future_world.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_future_world-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_future_world-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>ARUP esplora quattro possibili scenari futuri</h2>
<p>  <span id="more-38855"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ad essere una società di ingegneria, <a href="https://www.arup.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ARUP</a>&nbsp;possiede anche <a href="https://foresight.arup.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Foresight</a>, un «think tank interno e di consulenza che si concentra sul futuro dell&#8217;ambiente e della società in generale».</p>
<p style="text-align: justify;">Da loro nasce questa <a href="https://www.arup.com/perspectives/publications/research/section/2050-scenarios-four-plausible-futures" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>&nbsp;che cerca di capire come sarà il mondo tra 30 anni e definisce quattro futuri possibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Foresight e Arup hanno iniziato con un approccio ingegneristico, rivedendo le tendenze, mappandole su una matrice di quattro quadrati con due assi ed esaminando venti diversi fattori. Poi hanno sviluppato per ogni scenario una sequenza temporale, una storia immaginaria speculativa di qualcuno che vive in quel mondo e un elenco di indicatori chiave.</p>
<p>I quattro futuri divergenti, che spaziano dal collasso della nostra società e dei sistemi naturali a un mondo che vive in armonia (sostenibile) con se stesso, sono:</p>
<ol>
<li><strong>Post Anthropocene</strong>: mostra come le condizioni della società e la salute planetaria possano esistere in una relazione armoniosa, rafforzandosi a vicenda per reciproco progresso e beneficio. Dopo i fallimenti degli anni Venti, tutti hanno preso sul serio il carbonio, la salute e la dieta e si sono uniti per ripulire il pianeta. Tutti sono felici, la perdita di diversità è stata fermata, non c&#8217;è spreco in un&#8217;economia completamente circolare e produttiva.</li>
<li><strong>Greentocracy</strong>: descrive un miglioramento della salute planetaria che è stato reso possibile da gravi restrizioni alla società umana: prevalgono condizioni di vita restrittive, conflitti e regimi autoritari. Le fonti alimentari sono sintetiche, le persone hanno paura. Nessuno è felice.</li>
<li><strong>Extinction Express</strong>: descrive sia la salute planetaria in declino sia le condizioni sociali in declino. Nessuna coscienza ambientale, carenza di risorse, disparità economiche isolazionismo e paura dello «straniero», visto il numero incredibile di rifugiati climatici. Non si sa quanto a lungo l&#8217;umanità possa sopravvivere.</li>
<li><strong>Humans Inc</strong>: un mondo in cui le condizioni della società avanzano a scapito della salute planetaria. La maggior parte dei governi nazionali esita o ritarda le azioni necessarie su larga scala e si tenta di adattarsi man mano che gli eventi meteorologici peggiorano negli anni &#8217;20 e &#8217;30, arrivando a uno scenario mondiale molto diverso dall&#8217;attuale.Secondo lo studio, rappresenta la nostra attuale traiettoria.&nbsp;</li>
</ol>
<p>Cosa ne pensiamo? A prescindere da quale scenario auspicheremmo, quale ci sembra il più probabile? </p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Neom, la città-stato del futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 21:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[città ideale]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[La Città del Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[MBS]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[principe saudita MBS]]></category>
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					<description><![CDATA[In Arabia Saudita il progetto del principe MBS è di avere camerieri robot, taxi volanti, pioggia artificiale, una luna finta e molto altro ancora Il Wall Street Journal&#160;ha esaminato i documenti confidenziali della creazione della città di Neom, in Arabia Saudita, ed ha scoperto un progetto degno di un romanzo di fantascienza: sabbia che risplende [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38106" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_citt%C3%A0_del_futuro.jpg" alt="" width="800" height="449" /></p>
<p>In Arabia Saudita il progetto del principe MBS è di avere camerieri robot, taxi volanti, pioggia artificiale, una luna finta e molto altro ancora</p>
<p>  <span id="more-38107"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="https://www.wsj.com/articles/a-princes-500-billion-desert-dream-flying-cars-robot-dinosaurs-and-a-giant-artificial-moon-11564097568" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wall Street Journal</a>&nbsp;ha esaminato i documenti confidenziali della creazione della città di Neom, in Arabia Saudita, ed ha scoperto un progetto degno di un romanzo di fantascienza: sabbia che risplende nell&#8217;oscurità, camerieri robot, taxi volanti, una luna artificiale e un&#8217;isola in stile Jurassic Park, che permetterà ai visitatori di socializzare con i dinosauri robot.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2017, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, meglio noto come MBS, lavora con un team di consulenti per sviluppare la sua visione di come dovrebbe essere la sua città ideale da far nascere in un angolo abbandonato e sterile del nord-ovest dell&#8217;Arabia Saudita (grazie a 500 miliardi di dollari).</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a una rivalutazione delle possibilità del terreno, che potrebbe iniziare a essere coltivabile grazie a una pioggia speciale, creata anch&#8217;essa artificialmente e oltre a prodotti freschi e ristoranti con certificazioni Michelin, ci saranno anche scuole di livello mondiale con ologrammi al posto di insegnanti e molti lavori che saranno i più pagati del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Assurdo? Beh, sì. Assurdo positivo? È tutto da vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto, infatti, è che, oltre a questa visione futuristica e innovativa, fatte di tecnologie incredibili e idee avanguardistiche, dentro le 2.300 pagine del documento esaminato dal giornale degli Stati Uniti, ci sono anche piani per il trasferimento forzato delle tribù locali, per la creazione di cliniche umane per l&#8217;editing genico, in modo da creare cittadini geneticamente più forti e intelligenti e piani per l&#8217;istituzione di una sorveglianza del governo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 su tutto – con droni, telecamere e crimini notificati senza nemmeno bisogno di una denuncia.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>50% di passeggeri in più e minori consumi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/aerei/50-di-passeggeri-in-piu-e-minori-consumi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 09:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[aereo]]></category>
		<category><![CDATA[aeronautica civile]]></category>
		<category><![CDATA[aeronautica. aeronautica civile]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[passeggeri]]></category>
		<category><![CDATA[prandtlplane]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono solo alcuni dei vantaggi che arriveranno dal “PrandtlPlane”, l’aereo del futuro dalla configurazione alare innovativa A un anno dall’inizio del progetto PARSIFAL, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma di Ricerca ed Innovazione “Horizon 2020”, prende forma il nuovo velivolo “PrandtlPlane”. È stato, infatti, realizzato un modello in scala 1:50 del velivolo dalla configurazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36279" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_aereodelfuturo.jpg" alt="" width="800" height="412" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_aereodelfuturo.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_aereodelfuturo-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_aereodelfuturo-768x396.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Sono solo alcuni dei vantaggi che arriveranno dal “PrandtlPlane”, l’aereo del futuro dalla configurazione alare innovativa</p>
<p>  <span id="more-36280"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">A un anno dall’inizio del progetto <a href="http://parsifalproject.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PARSIFAL</a>, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma di Ricerca ed Innovazione “Horizon 2020”, prende forma il nuovo velivolo “PrandtlPlane”.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato, infatti, realizzato un modello in scala 1:50 del velivolo dalla configurazione alare innovativa, definita attraverso gli studi iniziali che sono stati fatti presso l’<a href="https://www.unipi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Pisa</a>&nbsp;e le altre sedi dei partner del progetto, con il coordinamento del professor Aldo Frediani, responsabile della ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova configurazione del “PrandtlPlane”, con ali che “sorreggono” la fusoliera sia nella parte anteriore che in quella più vicina alla coda, oltre ai vantaggi in termini di riduzione della resistenza aerodinamica, consentirà di trasportare fino a circa il 50% in più di passeggeri per ciascun singolo volo, con un conseguente aumento di traffico viaggiante ma non di voli. Corridoi più larghi e un maggior numero di porte di entrata e uscita, poi, ridurranno i tempi di imbarco e di sbarco, impattando in modo sostenibile su tempi di “turn-around” e di stazionamento in aeroporto.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il PrandtlPlane si configura come la soluzione più promettente per conciliare il futuro aumento di richiese nel settore dell’aeronautica civile, con l’imminente saturazione degli spazi aeroportuali che stanno vivendo, sin da ora, grosse problematiche dovute al già troppo elevato numero di voli presenti” – dichiara il professor Aldo Frediani – “Le nuove soluzioni tecnologiche adottate nel PrandtlPlane permetteranno altresì di ridurre i consumi specifici, l’inquinamento ambientale e i costi di esercizio: questo è l’argomento principale che vedrà impegnati i ricercatori di PARSIFAL durante il prossimo periodo di attività”.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studi di mercato, fatti nel primo periodo di attività di PARSIFAL, mostrano come nei prossimi venti anni ci si aspetti un incremento di traffico aereo fino al 50% superiore ad oggi per rotte soprattutto continentali (corto e medio raggio), e proprio su queste il team di ricercatori ha deciso di orientare l’impostazione iniziale del velivolo.</p>
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		<title>Ecco perché il futuro è delle energie rinnovabili: 5 punti chiave per capire la rivoluzione verde</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/ecco-perche-il-futuro-e-delle-energie-rinnovabili-5-punti-chiave-per-capire-la-rivoluzione-verde/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 10:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Clean Edge]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il rapporto «Getting to 100» racconta cosa avvicina aziende, città, persone e stati all&#8217;energia pulita  Secondo un rapporto curato da Clean Edge, è crescente il numero delle risorse che vengono allocate per puntare al raggiungimento di percentuali di energie rinnovabili del 50, del 75 o addirittura del 100%: la relazione, che si chiama «Getting to [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29774" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_Futuro_energie_rinnovabili-17154-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il rapporto «Getting to 100» racconta cosa avvicina aziende, città, persone e stati all&#8217;energia pulita <br /></span></p>
<p>  <span id="more-29775"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo un rapporto curato da </span><a href="http://cleanedge.com/" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Clean Edge</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">, è crescente il numero delle risorse che vengono allocate per puntare al raggiungimento di percentuali di energie rinnovabili del 50, del 75 o addirittura del 100%: la relazione, che si chiama «</span><a href="http://cleanedge.com/reports/Getting-to-100" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Getting to 100</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">», è stata commissionata dall&#8217;azienda </span><a href="http://www.solarcity.com/" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">SolarCity</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"> e tratta delle motivazioni che stanno maggiormente guidando la transizione verso livelli più alti di consumo di energia verde.</span></p>
<p>Eccole, di seguito:</p>
<p>1. Aumento dei Net Zero Energy Buildings (edifici con un consumo annuale di energia primaria uguale o inferiore alla produzione energetica ottenuta in loco con le energie rinnovabili) e dei dispositivi Smart Connected. </p>
<p>Il rapporto annuncia che nei prossimi anni questi settori cresceranno moltissimo, portando l&#8217;efficienza energetica a rinascere. Per esempio, nel caso della bioedilizia, l&#8217;Unione Europea ha ordinato che tutti i nuovi edifici devono raggiungere uno stato energetico il più possibile vicino allo zero (quelli pubblici entro la fine del 2018, gli altri entro la fine del 2020).</p>
<p>2. Accessibilità all&#8217;energia e disponibilità di stoccaggio</p>
<p>Le innovazioni tecnologie delle batterie e le economie di scala hanno permesso l&#8217;abbassamento dei prezzi al punto che le imprese, i servizi pubblici, i governi e anche alcuni privati hanno iniziato a poterselo permettere. Accoppiato con le risorse rinnovabili, lo stoccaggio di energia fornisce una risoluzione conveniente per vincere la sfida di immettere tali risorse nella rete elettrica.</p>
<p>3. Aumento degli impianti rinnovabili in scala industriale</p>
<p>Nessuna percentuale può essere raggiunta senza impianti con un numero significativo di megawatt – in questo caso si parla di energia eolica, risorse solari e idroelettriche, mix energetici e gas naturale. </p>
<p>4. Stato molto redditizio della generazione distribuita dell&#8217;energia solare</p>
<p>La proliferazione di questo tipo di produzione decentralizzata, localizzata in più punti delle aree geografiche invece che concentrata nelle grandi centrali, è uno dei punti chiave per il raggiungimento degli obiettivi ed è stato possibile grazie al calo dei prezzi dei pannelli solari.</p>
<p>5. Una rete elettrica intelligente ed elastica</p>
<p>Un sistema distributivo decentrato che possa legare insieme tutte le possibilità offerte e appena raccontate: dalla generazione su scala industriale a quella distribuita, dallo stoccaggio di energia agli edifici ad alta efficienza. Una rete decentralizzata e reattiva, che consenta flussi bidirezionali di energia.</p>
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		<item>
		<title>Auto elettriche senza conducente? Taglieremmo le emissioni del 90%</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/auto/auto-elettriche-senza-conducente-taglieremmo-le-emissioni-del-90/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 10:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Auto a guida automatica]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[google car]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[taxi]]></category>
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					<description><![CDATA[Come sarà il futuro della mobilità? Forse elettrico e forse non dovremo nemmeno guidare, per la gioia dell&#8217;ambiente La maniera più semplice per ridurre le emissioni di gas serra sarebbe eliminare le auto. Ipotesi abbastanza difficile al momento. Ma se invece di eliminare le auto eliminassimo gli automobilisti? Come sarebbe un mondo con solo auto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28338" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/08/images_igallery_resized_ambientetest_Auto_a_guida_automatica-16414-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Come sarà il futuro della mobilità? Forse elettrico e forse non dovremo nemmeno guidare, per la gioia dell&#8217;ambiente</p>
<p>  <span id="more-28339"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">La maniera più semplice per ridurre le emissioni di gas serra sarebbe eliminare le auto. Ipotesi abbastanza difficile al momento. Ma se invece di eliminare le auto eliminassimo gli automobilisti? Come sarebbe un mondo con solo auto a guida automatica usate come taxi? </span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Recenti studi del<a href="http://newscenter.lbl.gov/2015/07/06/autonomous-taxis-would-deliver-significant-environmental-and-economic-benefits/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Berkeley Lab</a> hanno rilevato che sostituendo tutte le auto tradizionali con taxi elettrici a guida automatica taglieremmo le emissioni di gas serra del 90%</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Ogni taxi a guida automatica costerebbe circa 150.000 euro ma l&#8217;investimento verrebbe ripagato in 5 anni. Questo perché potrebbero stare in servizio 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana.</span></p>
<p>Questa soluzione potrebbe applicarsi ai centri urbani, dove le distanze da percorrere sono minori. Bisognerebbe prevedere anche i rifornimenti di energia, ma la tecnologia consentirà a breve una autonomia sempre maggiore.</p>
<p>Si stima che delle auto a guida automatica potrebbero arrivare sul mercato per il 2030, al momento esistono solo dei prototipi. Ad esempio la Google car. Inoltre rimpiazzare tutti i vecchi veicoli a benzina potrebbe richiedere anni.</p>
<p>Il prototipo di<a href="https://www.ecoseven.net//?p=17633" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> auto a guida automatica a cui sta lavorando Google</a> è dotata di sensori per rilevare i veicoli vicini fino a 200 metri di distanza. Al momento viaggiano a una velocità di 40 km/h. </p>
<p>a.po</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La casa del futuro: economica ed efficiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/la-casa-del-futuro-economica-ed-efficiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 06:41:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[casa economica]]></category>
		<category><![CDATA[casa efficiente]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Economica, efficiente e in grado di produrre energia per la vendita   Economica ed efficiente: è nata in Inghilterra la prima casa a basso costo in grado di produrre più elettricità di quanta necessaria ai suoi inquilini. Si chiama Solcer House, è stata costruita nei pressi di Bridgend, in Galles, ed è una abitazione &#8216;energicamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27768" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_solcer_house_launch_2-16123-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Economica, efficiente e in grado di produrre energia per la vendita</p>
<p>  <span id="more-27769"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Economica ed efficiente: è nata in Inghilterra la prima <a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">casa</a> a basso costo in grado di produrre più elettricità di quanta necessaria ai suoi inquilini. Si chiama Solcer House, è stata costruita nei pressi di Bridgend, in Galles, ed è una abitazione &#8216;energicamente positiva&#8217;, grazie ai bassi consumi energetici che richiede, all&#8217;energia che è in grado di produrre dai pannelli solari e alle batterie che consentono di immagazzinare l&#8217;elettricità in eccesso, per utilizzarla in seguito.</p>
<p>Chi ha progettato la<a href="https://www.ecoseven.net//?p=27743" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> casa</a>, i ricercatori dell&#8217;Università di Cardiff e i loro colleghi dell&#8217;ateneo di Swansea, in collaborazione con il consorzio Specific, lo ha fatto nel migliore dei modi, pensando ad un buon isolamento termico e un sistema di riscaldamento che sfrutta l&#8217;energia rinnovabile. La casa è collegata alla rete elettrica durante l&#8217;inverno, per far fronte alla scarsità di luce solare, ma negli altri 8 mesi dell&#8217;anno sarà l&#8217;abitazione a cedere alla rete l&#8217;energia in eccesso. E la vendita di elettricità, sostengono i ricercatori, sarà così redditizia che in futuro i proprietari potranno persino guadagnare dall&#8217;energia ceduta.</p>
<p> </p>
<p>Attenzione, la casa al momento è solo un prototipo e il suo costo è pari a 125.000 sterline, in linea con i prezzi delle case popolari.</p>
<p>gc </p>
]]></content:encoded>
					
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