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	<title>foglie &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Ambiente: la pianta che si nutre di metalli e bonifica i terreni inquinati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 07:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; La pianta Rinorea Niccolifera è in grado di mangiare una quantità di metallo migliaia di volte superiore a quella che assorbono normalmente dal terreno le altre specie vegetali Una pianta che si nutre di metalli in grado di bonificare i terreni inquinati. Stiamo parlando di una nuova specie di vegetale scoperta recentemente nelle Filippine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-141326" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/leaf-g162996160_1280.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/leaf-g162996160_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/leaf-g162996160_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/leaf-g162996160_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>La pianta Rinorea Niccolifera è in grado di mangiare una quantità di metallo migliaia di volte superiore a quella che assorbono normalmente dal terreno le altre specie vegetali</h3>
<p><span id="more-17272"></span></p>
<p>Una <strong>pianta</strong> che si nutre di <strong>metalli</strong> in grado di bonificare i <strong>terreni</strong> inquinati. Stiamo parlando di una nuova specie di vegetale scoperta recentemente nelle Filippine e capace di ‘mangiare’ una quantità di <strong>metallo</strong> (in particolare nichel) migliaia di volte superiore a quella che assorbono normalmente dal terreno le altre piante.</p>
<p>La nuova <a href="https://www.ecoseven.net//?p=9774" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pianta</strong></a>, nello specifico, appartiene alla famiglia delle Violacee ed è stata chiamata  ‘Rinorea Niccolifera’: un nome che riflette proprio la sua capacità di accumulare ingenti quantità di nichel nelle sue <strong>foglie</strong>, dove il <strong>metallo</strong> accumulato raggiunge l’1,8%. Sui possibili utilizzi ‘ambientali’ della <strong>pianta</strong>, si sono ovviamente concentrati alcuni ricercatori dell’Università filippina ‘Los Banos’, appoggiati finanziariamente da un progetto del dipartimento di scienza e tecnologia del Consiglio filippino per industria, l’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>energia</strong></a> e lo sviluppo di tecnologie emergenti. L’obiettivo è quello di impiegare la <strong>pianta</strong> sia per bonificare <strong>terreni</strong> inquinati dal <strong>metallo</strong>, sia per recuperare il nichel dalle foglie per fini commerciali.</p>
<p>La <strong>pianta</strong> ‘Rinorea Niccolifera’ d’altronde è una sorta di &#8216;iperaccumulatore naturale&#8217; di <strong>metalli</strong> pesanti. Una caratteristica, questa, estremamente rara tra le varie specie vegetali. Per maggiori informazioni sullo studio è possibile consultare questo <a href="http://www.pensoft.net/journals/phytokeys/article/7136/rinorea-niccolifera-violaceae-a-new-nickel-hyperaccumulating-species-from%C2%A0luzon%C2%A0island-%C2%A0philippines" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
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		<title>Banane VS Plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 12:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[antibatterico]]></category>
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		<category><![CDATA[scatole]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia brevettata]]></category>
		<category><![CDATA[Tenith Adithyaa]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco come utilizzare le foglie di banana come alternativa biodegradabile alla plastica monouso Un&#8217;organizzazione, chiamata Banana Leaf Technology, sta contribuendo ad affrontare la dura realtà dell&#8217;inquinamento da plastica che soffoca il nostro pianeta, proponendo le foglie di banana come alternativa alla plastica.Le foglie di banana, organiche al 100%, diventano la materia prima di questa nuova [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38460" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano.jpg" alt="" width="801" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Ecco come utilizzare le foglie di banana come alternativa biodegradabile alla plastica monouso</p>
<p>  <span id="more-38461"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;organizzazione, chiamata <a href="http://www.bananaleaftechnology.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Banana Leaf Technology</em></a>, sta contribuendo ad affrontare la dura realtà dell&#8217;inquinamento da plastica che soffoca il nostro pianeta, proponendo <strong>le foglie di banana come alternativa alla plastica</strong>.<br />Le foglie di banana, organiche al 100%, diventano la materia prima di questa nuova tecnologia ecologica di conservazione, che ne trasforma la struttura cellulare migliorandone le proprietà in modo che le foglie rimangano verdi per un intero anno, senza sostanze chimiche. E non solo, riesce a prolungare la loro esistenza fino a tre anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il processo di conservazione, le foglie migliorate hanno altre capacità oltre alla durata, come la resistenza alle temperature estreme, l&#8217;elasticità e la flessibilità. Il sito web di <em>Banana Leaf Technolog</em>y spiega che le foglie trattate sono anche più resistenti ai patogeni, con proprietà antivirali, antimicotiche e antibatteriche, perché questa tecnologia, rafforzando le pareti cellulari delle foglie di banana, impedisce agli agenti patogeni di degradare le cellule del biomateriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, <strong><em>Banana Leaf Technology</em> offre 30 prodotti che utilizzano i suoi metodi di conservazione: piatti, tazze, coni, scatole, carta da lettere, buste</strong>. Poiché, però, questa tecnologia brevettata è personalizzabile, si prevede che saranno sviluppati in futuro altri prodotti, come delle alternative di imballaggio naturali.<br /><strong>Il giovane scienziato indiano che ha inventato questa tecnologia</strong>, l&#8217;ha formulata per la prima volta nel 2010, quando era praticamente un bambino: <strong>Tenith Adithyaa</strong>, infatti, allora aveva 11 anni e lavorava nel suo laboratorio artigianale. Da quel momento<em> Banana Leaf Technology</em> ha ricevuto sette premi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che l&#8217;azienda vuole fare con questa tecnologia è «risolvere la crisi climatica globale senza compromettere l&#8217;economia»: è questo il motivo per cui offre un&#8217;alternativa ecologica, sostenibile, biodegradabile, non chimica ed economica alla plastica monouso.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Dalle foglie che fluttuano nel vento l’idea per un generatore di energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 08:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[antenne]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
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					<description><![CDATA[Piccole antenne producono energia dall’alternanza luce-ombra Gli scienziati del Laboratorio di elettronica organica della Linköping University hanno creato un materiale che rilascia un impulso elettrico quando si passa dalla luce all’ombra e viceversa. Magnus Jonsson, professore e autore della ricerca, ha detto di aver tratto ispirazione dalla fluttuazione delle foglie.&#160; In precedenza, il team di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36825" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_fogliefluttuantivento.jpg" alt="" width="802" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fogliefluttuantivento.jpg 802w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fogliefluttuantivento-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fogliefluttuantivento-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 802px) 100vw, 802px" /></p>
<p>Piccole antenne producono energia dall’alternanza luce-ombra</p>
<p>  <span id="more-36826"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati del Laboratorio di elettronica organica della Linköping University hanno creato un materiale che rilascia un impulso elettrico quando si passa dalla luce all’ombra e viceversa. Magnus Jonsson, professore e autore della ricerca, <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2018/03/180326152320.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha detto di aver tratto ispirazione dalla fluttuazione delle foglie</a>.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In precedenza, il team di ricerca, insieme agli scienziati dell&#8217;Università di Göteborg, aveva creato piccole nanoantenne che assorbono la luce solare e generano calore. In un articolo del 2017 su Nano Letters, aveva rivelato che le antenne potevano addirittura essere applicate ai vetri delle finestre.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati sono partiti da qui per sviluppare un generatore ottico, che combina piccole antenne con un film piroelettrico. &#8220;Piroelettrico&#8221; si riferisce alla tensione elettrica che si sviluppa quando un materiale viene riscaldato o raffreddato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le antenne (realizzate in oro e argento, ma potrebbero esser fatte anche di alluminio e rame) generano calore, che viene convertito in elettricità con l&#8217;aiuto del polimero. Ma prima, il polimero deve essere polarizzato per creare un dipolo con una netta differenza tra carica positiva e negativa. L&#8217;estensione della polarizzazione influenza la forza della potenza generata.</p>
<p style="text-align: justify;">Miliardi di piccoli generatori potrebbero essere distribuiti uniformemente sulla superficie di qualsiasi materiale, con uno spazio, l’uno dall’altro, di soli 0,3 micrometri.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, al momento in fase embrionale, mostra solo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=2508" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno dei tanti modi</a>&nbsp;in cui possiamo sfruttare la luce naturale nella nostra vita quotidiana.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Imitare la fotosintesi per produrre combustibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2018 08:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[fotosintesi]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[Come se fosse una foglia, un nuovo dispositivo riesce a produrre combustibile a idrogeno solo grazie alla luce solare I ricercatori della University of Michigan e della McGill University&#160;di Montreal hanno creato un dispositivo che utilizza la luce solare per scomporre in modo efficiente l&#8217;acqua (dolce o salata) in modo da ottenere idrogeno che può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36243" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_fotosintesicloro.jpg" alt="" width="798" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_fotosintesicloro.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_fotosintesicloro-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_fotosintesicloro-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Come se fosse una foglia, un nuovo dispositivo riesce a produrre combustibile a idrogeno solo grazie alla luce solare</p>
<p>  <span id="more-36244"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori della <a href="https://www.umich.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Michigan</a> e della <a href="https://www.mcgill.ca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">McGill University</a>&nbsp;di Montreal hanno creato un dispositivo che utilizza la luce solare per scomporre in modo efficiente l&#8217;acqua (dolce o salata) in modo da ottenere idrogeno che può essere utilizzato nelle celle a combustibile. La notizia è che questa nuova macchina, che imita il processo di fotosintesi clorofilliana, è in grado di produrre combustibile a idrogeno con il doppio dell&#8217;efficienza rispetto alle tecnologie precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Producendo solo acqua come emissione, l&#8217;idrogeno è il combustibile più pulito; purtroppo, però, la sua produzione storicamente non è stata né ecologica né efficiente dal punto di vista energetico. Questo nuovo dispositivo potrebbe davvero segnare un grande cambiamento da questo punto di vista, aprendo la strada a un futuro energetico più pulito: l&#8217;energia solare, infatti, verrebbe immagazzinata direttamente come combustibile chimico.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza dei pannelli solari, che possono immagazzinare energia solo se sono collegati a una batteria, questo dispositivo di fotosintesi artificiale utilizzerebbe solo l&#8217;acqua; per il resto, questa macchina sarebbe realizzata in tutto e per tutto con gli stessi materiali dei pannelli solari – ovvero il silicio e il nitruro di gallio, che si trova anche nei dispositivi LED.<br />È proprio il nitruro di gallio a generare il campo elettrico necessario a trasformare i fotoni in cariche libere che dividono l&#8217;acqua nei suoi due elementi componenti, l&#8217;ossigeno e l&#8217;idrogeno.</p>
<p style="text-align: justify;">In contrasto con i precedenti dispositivi solari di questo genere, che avevano raggiunto solo l&#8217;1% di efficienza, questo team di scienziati è riuscito a far raggiungere alla macchina un&#8217;efficienza del 3% &#8211; anche se sembra un numero basso, in realtà è un grande successo visto che, come hanno spiegato i ricercatori, la fotosintesi naturale ha un&#8217;efficienza di circa lo 0,6% per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dispositivo, se sviluppato ulteriormente, potrebbe essere persino in grado di estrarre il biossido di carbonio dall&#8217;atmosfera, alleviando potenzialmente l&#8217;impatto dei cambiamenti climatici.<br /><a href="https://www.nature.com/articles/s41467-018-04067-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nature.com/articles/s41467-018-04067-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La ricerca</a>&nbsp;è stata pubblicata su «Nature Communications».</p>
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		<title>Batterie eco-compatibili fatte con le foglie</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/batterie-eco-compatibili-fatte-con-le-foglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 12:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Gli scienziati sfruttano un processo naturale per creare batterie a base di sodio come alternative a quelle a base di litio Guardare un albero non sarà più lo stesso dopo aver letto questa notizia: ogni foglia ci sembrerà una possibilità di creare una batteria, di ricaricare i nostri supporti. I ricercatori della University of [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-148225" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/02/battery-1821-e1652175406336.jpg" alt="batterie" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Gli scienziati sfruttano un processo naturale per creare batterie a base di sodio come alternative a quelle a base di litio<span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"><br />
</span></h3>
<p><span id="more-30672"></span></p>
<p>Guardare un albero non sarà più lo stesso dopo aver letto questa notizia: ogni foglia ci sembrerà una possibilità di creare una batteria, di ricaricare i nostri supporti.</p>
<p>I ricercatori della <a href="http://www.umd.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Maryland</a> hanno creato una nuova ricetta per le batterie: al fine di trovare un veicolo economico e sostenibile da utilizzare come «anodo», ovvero terminale negativo delle batterie, hanno preso una foglia di quercia carbonizzata e l&#8217;hanno immersa completamente nel sodio. L&#8217;idea di base era proprio quella di trovare un materiale che fosse compatibile con il sodio, in modo da sostituirlo al litio – che viene utilizzato in gran parte delle batterie vendute oggi.</p>
<p>Altri studi avevano dimostrato che la scorza di melone, le bucce di banana e anche la torba possono essere utilizzati in questo modo, ma una foglia richiede molta meno preparazione. Gli scienziati hanno raccontato che è bastato guardare i giardini del campus per trovare questa soluzione, vista l&#8217;abbondanza di foglie che era lì ad ispirarli.</p>
<p>Innanzitutto, già la forma naturale di una foglia soddisfa le esigenze di una batteria: un&#8217;area di superficie piccola e strutture interne fittamente intricate che possono intrappolare bene gli elettroliti di sodio utilizzati. Inoltre, gli scienziati hanno potuto riscaldare la foglia di quercia a 1.000° C per distruggere tutto e lasciare una struttura di carbonio porosa: in questo modo, in seguito, hanno potuto introdurre gli elettroliti per l&#8217;assorbimento nei pori naturali della foglia.</p>
<p>Scoperto il mezzo, il team di ricercatori continuerà a sperimentare altre foglie, di varie forme e dimensioni, per trovare la migliore struttura possibile per lo stoccaggio di energia e forse un giorno potremo ricaricare tutti i nostri smartphone con batterie eco-compatibili di foglie a buon mercato.</p>
<p>E.C.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=15308" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Esiste anche la batteria ecologica e commestibile</a></p>
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		<title>Butti il gambo del broccolo? È un errore: ecco come ri-usarlo in cucina</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/gambo-del-broccolo-si-mangia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 11:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[broccoli]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[Gambo]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – Aggiornato: 30/06/2026 &#160; Ebbene sì, il gambo del broccolo si mangia: è commestibile, nutriente e, tagliato sottile, ha tempi di cottura del tutto gestibili. Buttarlo è uno spreco evitabile, in un Paese dove ogni famiglia getta in media oltre 600 grammi di cibo a settimana, secondo l&#8217;Osservatorio Waste Watcher International. Gambo e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – Aggiornato: 30/06/2026</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320406 size-full" title="Gambo del broccolo che si mangia, tagliato a fette su un tagliere" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/gambo-broccolo-si-mangia-on.webp" alt="Il gambo del broccolo si mangia, si" width="1217" height="812" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/gambo-broccolo-si-mangia-on.webp 1217w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/gambo-broccolo-si-mangia-on-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/gambo-broccolo-si-mangia-on-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/gambo-broccolo-si-mangia-on-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1217px) 100vw, 1217px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ebbene sì, il gambo del broccolo si mangia: è commestibile, nutriente e, tagliato sottile, ha tempi di cottura del tutto gestibili.</strong> Buttarlo è uno spreco evitabile, in un Paese dove ogni famiglia getta in media oltre <a href="https://www.sprecozero.it/" target="_blank" rel="noopener">600 grammi di cibo a settimana</a>, secondo l&#8217;Osservatorio Waste Watcher International. Gambo e foglie del broccolo apportano fibre, vitamine e minerali e si prestano a vellutate, salti in padella e gratin: di questo ortaggio, in pratica, non si butta quasi nulla.</p>
<h2>Il gambo del broccolo si mangia davvero?</h2>
<p>Sì. Il gambo del broccolo si mangia ed è la parte più fibrosa, è perfettamente commestibile e ha un sapore delicato, leggermente più dolce delle cimette quando è ben cotto. L&#8217;unico vero ostacolo è la consistenza: la parte esterna può risultare legnosa, mentre il cuore interno è tenero e succoso.</p>
<p>La soluzione è semplice. Si elimina con un coltello o un pelapatate solo lo strato esterno più duro, e si taglia il cuore a fette sottili, a rondelle o a bastoncini. Più il taglio è sottile, più la cottura è rapida e uniforme: è qui che si gioca tutta la differenza tra un gambo gradevole e uno fastidiosamente fibroso.</p>
<h2>Gambo, foglie e cimette: cosa cambia dal punto di vista nutrizionale</h2>
<p>Le tre parti del broccolo non sono nutrizionalmente identiche, ed è proprio questa differenza a rendere conveniente usarle tutte. Secondo le analisi sulla composizione delle diverse porzioni della pianta (Liu et al., <em>Journal of Food Composition and Analysis</em>; dati USDA FoodData Central), il quadro è il seguente:</p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.ilgolosario.it/it/broccoli-broccoletti" target="_blank" rel="noopener">Le cimette (i fiori)</a>:</strong> sono la parte più ricca di glucosinolati, i composti precursori del sulforafano, e di amminoacidi.</li>
<li><strong><a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/reti-fantasma-200-kg/" target="_blank" rel="noopener">Le foglie</a>:</strong> sono spesso le più ricche di carotenoidi e provitamina A, vitamina E, vitamina K, calcio e manganese, oltre a contenere una buona quota di fibra.</li>
<li><strong><a href="https://blog.giallozafferano.it/unaricciachepasticcia/ricetta-crema-di-gambo-di-broccolo/" target="_blank" rel="noopener">Il gambo</a>:</strong> concentra una quota elevata di fibra insolubile e una parte importante degli zuccheri naturali della pianta, oltre a vitamina C.</li>
</ul>
<p>In altre parole, scartare il gambo del broccolo e le foglie significa rinunciare proprio a nutrienti che le cimette da sole non forniscono nelle stesse proporzioni. Usare l&#8217;ortaggio intero non è solo anti-spreco: è anche più completo dal punto di vista nutrizionale.</p>
<h2>Anche le foglie del broccolo si mangiano?</h2>
<p>Assolutamente sì, le foglie giovani e tenere hanno un sapore dolce e possono essere consumate crude in insalata; quelle più grandi e coriacee danno il meglio con una breve saltatura o una cottura leggera, come si farebbe con la cicoria o le cime di rapa.</p>
<p>Trattandole come una verdura a foglia a tutti gli effetti, si ottiene un ingrediente in più senza spendere nulla. Il punto di attenzione è solo il tempo di cottura: le foglie più dure vanno avviate insieme ai gambi, le cimette aggiunte alla fine.</p>
<h2>Come cucinare gambo e foglie senza errori</h2>
<p>La regola pratica per il gambo del broccolo è una sola: <strong>rispettare i tempi di cottura diversi delle tre parti.</strong> Il gambo è il più lento, le cimette le più rapide, le foglie stanno nel mezzo a seconda di quanto sono tenere. Avviare tutto insieme è l&#8217;errore che porta ad avere cimette spappolate e gambi ancora duri.</p>
<p>Ecco i metodi che funzionano meglio:</p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.fattoincasadabenedetta.it/ricetta/broccoli-al-vapore/" target="_blank" rel="noopener">Al vapore</a>:</strong> preserva al meglio vitamine idrosolubili e antiossidanti. Inserire prima i gambi a fette, poi foglie e cimette dopo qualche minuto.</li>
<li><strong><a href="https://www.lacucinaitaliana.it/article/broccoli-padella-cottura-ricette-veloci-facili/" target="_blank" rel="noopener">Saltato in padella</a>:</strong> iniziare dai gambi con un filo d&#8217;olio, unire le foglie e infine le cimette per pochi minuti a fuoco vivace.</li>
<li><strong><a href="https://www.my-personaltrainer.it/Tv/Ricette/Primi_piatti/vellutata-broccoli.html" target="_blank" rel="noopener">In vellutata o zuppa</a>:</strong> la soluzione ideale per i gambi più fibrosi, che frullati danno cremosità senza bisogno di addensanti.</li>
<li><strong><a href="https://www.moltofood.it/broccoli-gratinati-senza-besciamella-ricetta/" target="_blank" rel="noopener">Gratinato al forno</a>:</strong> cimette e gambi a fette, con una leggera gratinatura finale.</li>
<li><strong><a href="https://www.cookergirl.com/recipe/insalata-invernale-di-broccoli/" target="_blank" rel="noopener">In insalata o piatti freddi</a>:</strong> dopo una rapida sbollentatura, gambi e foglie entrano in insalate e piatti tiepidi.</li>
</ul>
<p>Un accorgimento valido per tutti i metodi: evitare bolliture lunghe in molta acqua, che disperdono la vitamina C e gli antiossidanti idrosolubili. La cottura al vapore e il salto breve sono i modi migliori per non sprecare ciò che si è scelto di non buttare.</p>
<h2>Cosa puoi fare con un broccolo intero</h2>
<p><a href="https://www.ecoseven.net/categoria/alimentazione/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320408 size-full" title="Infografica illustrativa e descrittiva sul gambo del broccolo che si mangia" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/infografica-cosa-puoi-fare-con-un-broccolo-intero.webp" alt="Infografica il gambo del broccolo si mangia" width="641" height="1139" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/infografica-cosa-puoi-fare-con-un-broccolo-intero.webp 641w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/infografica-cosa-puoi-fare-con-un-broccolo-intero-169x300.webp 169w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/10/infografica-cosa-puoi-fare-con-un-broccolo-intero-576x1024.webp 576w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></a></p>
<p>Concretamente, davanti a un broccolo si può procedere così, senza scarti:</p>
<ol>
<li>Separare le cimette dal gambo principale.</li>
<li>Pelare lo strato esterno fibroso del gambo e tagliare il cuore a fette sottili.</li>
<li>Tenere da parte le foglie, dividendo quelle tenere (per crudo o cottura breve) da quelle dure (per cotture più lunghe o brodi).</li>
<li>Avviare la cottura dai gambi, poi foglie dure, infine cimette e foglie tenere.</li>
<li>Usare gli eventuali ritagli più legnosi per un brodo vegetale o una vellutata.</li>
</ol>
<p>In questo modo da un singolo ortaggio si ottengono più porzioni e più consistenze, a parità di spesa.</p>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Il gambo del broccolo è difficile da digerire?</h3>
<p>Il gambo del broccolo è ricco di fibra insolubile, quindi può risultare più impegnativo se mangiato crudo o poco cotto. Tagliato sottile e cotto bene (al vapore o in vellutata) diventa tenero e digeribile come le cimette. Chi soffre di colon irritabile o gonfiore può preferirlo frullato in zuppe.</p>
<h3>Si possono mangiare le foglie del broccolo crude?</h3>
<p>Sì, ma solo quelle giovani e tenere, che hanno sapore dolce e si prestano all&#8217;insalata. Le foglie più grandi e coriacee sono più gradevoli dopo una breve saltatura o una cottura leggera, che ne ammorbidisce la fibra senza disperdere i nutrienti.</p>
<h3>Qual è il modo migliore per non perdere le vitamine?</h3>
<p>La cottura al vapore e il salto rapido in padella preservano meglio la vitamina C e gli antiossidanti rispetto alle bolliture lunghe in abbondante acqua. Il calore prolungato e l&#8217;immersione in acqua sono i principali responsabili della perdita di vitamine idrosolubili.</p>
<h3>Come si conservano gambo e foglie per qualche giorno?</h3>
<p>In frigorifero, in un contenitore ermetico o in un sacchetto, separati dalle cimette. È consigliabile consumarli entro pochi giorni: gambo e foglie tendono a perdere croccantezza e parte delle vitamine con il passare del tempo.</p>
<h3>Perché conviene usare l&#8217;intero broccolo e non solo le cimette?</h3>
<p>Per due motivi: si riduce lo spreco alimentare, in un Paese dove si gettano centinaia di grammi di cibo a famiglia ogni settimana, e si sfruttano nutrienti che le cimette da sole non forniscono nelle stesse quantità, come la fibra del gambo o i carotenoidi e i minerali delle foglie.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>Il gambo del broccolo si mangia, è commestibile e nutriente, e va valorizzato insieme alle foglie invece di finire nella spazzatura. Il segreto è tutto nel taglio (sottile) e nei tempi di cottura (prima i gambi, poi le foglie, infine le cimette). Usare l&#8217;ortaggio intero riduce lo spreco alimentare e arricchisce i piatti di fibre, vitamine e minerali a costo zero.</p>
<p><em>ATTENZIONE: Questo articolo sul gambo del broccolo ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere di un medico o di un nutrizionista. In caso di patologie intestinali, sindrome del colon irritabile o terapie anticoagulanti (per cui l&#8217;apporto di vitamina K va monitorato), è opportuno rivolgersi a un professionista per indicazioni personalizzate. Fonti principali: <a href="https://www.sprecozero.it/waste-watcher/" target="_blank" rel="noopener">Osservatorio Waste Watcher International / Last Minute Market</a> – <a href="https://distal.unibo.it/it/notizie/lo-studio-del-distal-sullo-spreco-alimentare-domestico-riportato-come-studio-di-riferimento-per-l-italia-nel-nuovo-report-delle-nazioni-unite-intitolato-food-waste-index-report-2021" target="_blank" rel="noopener">Università di Bologna (dati sullo spreco alimentare domestico)</a>; Liu et al., Journal of Food Composition and Analysis (composizione nutrizionale delle diverse parti del broccolo); <a href="https://fdc.nal.usda.gov/" target="_blank" rel="noopener">USDA FoodData Central</a> (valori nutrizionali del broccolo). La diffusa indicazione &#8220;30 g di foglie = 90% della vitamina A giornaliera&#8221; circola su fonti divulgative prive di riferimento primario verificabile e non è stata riportata in questa forma: il dato difendibile è che le foglie sono più ricche di carotenoidi/provitamina A rispetto alle cimette.</em></p>
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		<title>Agrifoglio, una pianta dalle ottime proprieta&#8217; medicinali</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 11:14:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;agrifoglio e&#8217; una pianta spinosa sempreverde dalle ottime proprieta&#8217; medicinali, che puo&#8217; raggiungere gli oltre 20 metri di altezza L’agrifoglio (Ilex aquifolium) è una pianta spinosa sempreverde dalle ottime proprietà medicinali, che può raggiungere gli oltre 20 metri di altezza.  L’albero di agrifoglio, originario del Regno Unito e dell’Europa centrale, presenta una corteccia liscia grigia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18717" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambiente_agrifoglio.pianta-11592-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;agrifoglio e&#8217; una pianta spinosa sempreverde dalle ottime proprieta&#8217; medicinali, che puo&#8217; raggiungere gli oltre 20 metri di altezza</p>
<p>  <span id="more-18718"></span>  </p>
<p>L’<strong>agrifoglio</strong> (Ilex aquifolium) è una <strong>pianta</strong> spinosa sempreverde dalle ottime proprietà medicinali, che può raggiungere gli oltre 20 metri di altezza. </p>
<p>L’albero di agrifoglio, originario del Regno Unito e dell’Europa centrale, presenta una corteccia liscia grigia e rami verdastri, con varietà variegate di bianco, crema o giallo, e frutti che offrono un decorativo contrasto con il colore delle <strong>foglie</strong>, che sono alterne o sparse, ovali o ellittiche, coriacee, e spinose nei rami più bassi delle giovani piante.</p>
<p>La <a href="https://www.ecoseven.net//?p=1317" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pianta</strong></a> di <strong>agrifoglio</strong> in virtù delle sue capacità di crescere in molti diversi tipi di ambienti, ivi comprese le zone marittime, e su terreni di ogni tipo di acidità, si è diffusa in molteplici regioni, fin al punto di essere considerata tipo di vegetale infestante in molti Paesi. Le <strong>foglie</strong> di questa <strong>pianta</strong>, in particolare, venivano impiegate dalla medicina popolare soprattutto per la loro proprietà febbrifughe, antireumatiche ed antiartritiche. La corteccia invece era usata esternamente con il decotto o tintura vinosa contro la febbre e i reumatismi.</p>
<p>Attualmente, previa consultazione con un medico, l’<strong>agrifoglio</strong> può essere utilizzato per curare diverse <a href="https://www.ecoseven.net//?p=587" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>malattie</strong></a>, grazie a diversi principi attivi (contenuti nelle foglie) tra cui la ilicina, una sostanza responsabile dell&#8217;azione febbrifuga e tonica con caratteristiche simili alla caffeina. Inoltre <strong>foglie</strong> e corteccia contengono tannini e pectine.</p>
<p>Proprio in virtù di questi principi attivi quindi, l’agrifoglio possiede le seguenti proprietà:</p>
<p>&#8211; Astringente</p>
<p>&#8211; Diaforetica</p>
<p>&#8211; Diuretica</p>
<p>&#8211; Emetica</p>
<p>&#8211; Espettorante  </p>
<p>&#8211; Febbrifuga</p>
<p>&#8211; Purgativa</p>
<p>Le <strong>foglie</strong> della <strong>pianta</strong> sono diaforetiche, espettoranti, febbrifughe e tonificanti. Possono essere utilizzate fresche in quasi ogni momento dell&#8217;anno, o possono essere raccolte in tarda primavera, ed essiccate per un uso successivo. Sono utilizzate nel trattamento delle febbri intermittenti, nei reumatismi, in presenza di molto catarro, nei casi di pleurite, etc. Il succo delle <strong>foglie</strong> fresche può essere utilizzato con successo nel trattamento dell’ittero. Attenzione alle bacche rosse però: sono estremamente tossiche per l’uomo, e possono causare, se ingerite, dei gravi effetti emetici e purgativi. </p>
<p>La <strong>radice</strong> dell’a<strong>grifoglio</strong> invece è utilizzabile come un diuretico. Piccola curiosità: la <strong>pianta</strong> di agrifoglio, in passato, veniva utilizzata anche per realizzare i ‘Fiori di Bach’, un rimedio naturale per il trattamento di rabbia, odio, invidia, gelosia e sospetto.</p>
<p>(ml)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Passeggiate d&#8217;estate, come evitare i morsi di vipera</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/passeggiate-d-estate-come-evitare-i-morsi-di-vipera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2014 06:57:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
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					<description><![CDATA[Diffuse in tutta Italia tranne che in Sardegna, le vipere mordono solo se colte di sorpresa. E solo in rari casi il veleno porta alla morte Essendo la vipera l’unico serpente velenoso esistente in Italia è stata per anni vittima di pregiudizi e spesso perseguitata con ferocia anche senza necessità. Al contrario, come spesso accade [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18085" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambiente_vipera_proteggersi_morso-11279-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Diffuse in tutta Italia tranne che in Sardegna, le vipere mordono solo se colte di sorpresa. E solo in rari casi il veleno porta alla morte</p>
<p>  <span id="more-18086"></span>  </p>
<p>Essendo la <strong>vipera</strong> l’unico <strong>serpente</strong> velenoso esistente in Italia è stata per anni vittima di pregiudizi e spesso perseguitata con ferocia anche senza necessità. Al contrario, come spesso accade per i serpenti, si tratta di animali importanti per la conservazione dell’ecosistema anche se, per una passeggiata in <strong>montagna</strong>, è giusto adottare le opportune precauzioni per evitare morsi. </p>
<p>In Italia esistono quattro tipi di vipere localizzate in tutto il territorio, ad eccezione della Sardegna. Va ricordato che è molto difficile che il veleno di una <a href="adnkronos/lavoro-e-salute/contro-morsi-vipera-niente-panico-e-chiamare-soccorsi-vademecum" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>vipera</strong></a> possa portare alla morte. Diverso è il discorso se invece si verificano casi di <strong>allergia</strong> al veleno. In tal caso la vittima rischia lo shock anafilattico (ma questo accade anche in caso di allergie al veleno di un’ape per esempio). Nei casi di morso senza reazioni allergiche, invece, l&#8217;avvelenamento ha un decorso molto lento, quindi c&#8217;è il tempo di raggiungere un ospedale. Il morso normalmente causa edema e gonfiore, disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea, a volte anche offuscamento della vista, spossatezza, abbassamento della pressione, difficoltà ad aprire le palpebre. Solo in casi molto rari arriva alla morte. E’ bene però rivolgersi al personale medico o all’ospedale più vicino per monitorare la situazione e scegliere la terapia adeguata.</p>
<p>Ci sono poi una serie di accorgimenti che è bene prendere per evitare il morso di <strong>vipera</strong>:</p>
<p>&#8211; Per le passeggiate scegliere sempre calzature adatte. No alle scarpe aperte, meglio utilizzare scarponcini che coprono anche la caviglia.</p>
<p>&#8211; Non infiliamo le mani nude fra il fogliame o fra le pietre. </p>
<p>&#8211; Avvertiamo sempre della nostra presenza facendo rumore, battendo le mani o muovendo le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=2378" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>foglie</strong></a> e il terreno di fronte a noi con un bastone. La vipera morde solo se colta di sorpresa. </p>
<p>&#8211; In caso di morso evitare soluzioni fai da te, copiate da qualche film. Avvisare subito il 118 e cercare di muovere il meno possibile l’arto colpito. Non succhiare né aspirare il veleno. Raggiungere il punto di soccorso più vicino.</p>
<p>(A.S.)</p>
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		<title>Kiri: ecco l&#8217;albero che assorbe piu&#8217; CO2 in assoluto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/l-albero-che-assorbe-piu-co2-in-assoluto/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 14:47:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;albero che assorbe piu&#8217; CO2 in assoluto e&#8217; il Kiri, proviene direttamente dalla Cina ed e&#8217; considerato da sempre una pianta estremamente preziosa L’albero che assorbe più CO2 in assoluto proviene direttamente dalla Cina (strano ma vero). Si tratta del ‘Kiri’, detto anche ‘albero imperatrice’ (o Paulownia Tempestosae), considerato da sempre un ‘vegetale’ estremamente prezioso. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16812" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_ambiente_albero_Kiri_CO2-10632-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;albero che assorbe piu&#8217; CO2 in assoluto e&#8217; il Kiri, proviene direttamente dalla Cina ed e&#8217; considerato da sempre una pianta estremamente preziosa</p>
<p>  <span id="more-16813"></span>  </p>
<p>L’<strong>albero</strong> che assorbe più <strong>CO2</strong> in assoluto proviene direttamente dalla Cina (strano ma vero). Si tratta del ‘Kiri’, detto anche ‘<strong>albero</strong> imperatrice’ (o Paulownia Tempestosae), considerato da sempre un ‘vegetale’ estremamente prezioso.</p>
<p>L’<strong>albero</strong> di Kiri infatti, è una pianta ornamentale originaria della Cina, divenuta famosa anche in Giappone e poi, nel XIX secolo, importato in Europa. Può raggiungere delle dimensioni importanti: fino a 27 metri di altezza, per un diametro che può variare tra 7 e 20 metri. I loro fiori rilasciano un piacevole fragranza nell’aria (per questo sono molto graditi alle api) e dalle loro <strong>foglie</strong> si può ricavare un delizioso thé aromatico. Ma la caratteristica più importante di questo albero sono le elevate quantità di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11237"><strong>CO2</strong></a> che è in grado di assorbire: 10 volte in più di un qualunque altro <strong>albero</strong>.</p>
<p>L’<strong>albero</strong> di Kiri rappresenta quindi un elemento naturale in più da utilizzare per contrastare i <strong>cambiamenti climatic</strong>i in atto.  E’ in grado di sopravvivere anche in situazioni molto sfavorevoli, come ad esempio in caso di incendio, grazie alla capacità delle sue radici di rigenerarsi molto rapidamente.</p>
<p>L’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6109"><strong>albero</strong></a> di Kiri inoltre, è in grado di nutrire il suolo circostante, rendendolo molto fertile grazie alle sue <strong>foglie</strong> ricche di azoto che, una volta seccate, si posano sul terreno rilasciando le loro proprietà nutritive durante il processo di decomposizione. Una caratteristica, questa, che ha convinto il Texas a portare avanti, già da alcuni anni, un importante progetto, soprannominato ‘Kiri Revolution’, che si pone come l’obiettivo di piantare circa 1 milione di alberi di Kiri, che potrebbero purificare e fertilizzare il terreno senza il ricorso alle classiche tecniche di dissodamento o all’utilizzo di concimi.</p>
<p>(ml)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>I cambiamenti climatici provocano il rimpicciolimento delle foglie</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 09:13:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cambiamento climatico e foglie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[foglie]]></category>
		<category><![CDATA[foglie rimpicciolimento cambiamento climatico]]></category>
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					<description><![CDATA[Le foglie delle piante si fanno sempre piu’ piccole, a causa dei cambiamenti climatici. Alcuni ricercatori hanno analizzato delle piante australiane, scoprendo foglie piu’ piccole di 2 mm Le foglie di alcune specie di piante stanno diventando più piccole a causa del cambiamento climatico. E’b questo il risultato di uni studio condotto da alcuni ricercatori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7127" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_igallery_resized_ambiente_5023184_foglie_piante_alberi_poinsettia_rosso-5163-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Le foglie delle piante si fanno sempre piu’ piccole, a causa dei cambiamenti climatici. Alcuni ricercatori hanno analizzato delle piante australiane, scoprendo foglie piu’ piccole di 2 mm</p>
<p>  <span id="more-7128"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Le<strong> foglie di alcune specie di piante</strong> stanno diventando più piccole a causa del <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/clima-rubbia-non-e-dimostrato-rapporto-tra-co2-e-cambiamenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamento climatico</a></strong>. E’b questo il risultato di uni studio condotto da alcuni ricercatori australiani e pubblicato sulla rivista scientifica Biology Letters.</p>
<p class="MsoNormal">Lo studio che dimostra che le <strong>foglie di alcune <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6915" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piante</a></strong> stanno rimpicciolendo è stato condotto analizzando campioni di piante provenienti dalla regione montuosa di Flinders Ranges, nell&#8217;Australia meridionale, curate e coltivate presso un erbario storico locale, e altre piante di montagna cresciute e sviluppatesi allo stato selvatico. Osservando i vegetali &nbsp;i ricercatori hanno scoperto che negli ultimi 127 anni le foglie delle specie esaminate sono diminuite di due millimetri. E le cause sarebbero da ricercare nei <a href="http://alimentazione.ecoseven.net/vino/sos-merlot-i-cambiamenti-climatici-ne-mettono-a-rischio-i-vitigni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici</a>. Nella stessa regione, tra il 1950 e il 2005 c&#8217;è stato un aumento di un grado e mezzo nelle temperature massime, mentre ci sono state variazioni minime delle precipitazioni piovose.</p>
<p class="MsoNormal">I ricercatori analizzeranno anche altre specie di <strong><a href="http://casa.ecoseven.net/giardino/estate-come-proteggere-le-piante-dal-caldo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piante</a></strong>, per scoprire se vi sono simili variazioni per &nbsp;gli altri vegetali.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)&nbsp;</p>
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