<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dieta &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/dieta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 May 2023 10:46:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Diete poco green</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/diete-poco-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 06:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[impronta di carbonio dieta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=192046</guid>

					<description><![CDATA[Uno studio ci dice quali sono le diete più sostenibili Il cambiamento climatico continua ad essere una minaccia crescente per la salute e la sostenibilità delle popolazioni del mondo. L&#8217;attuale sistema alimentare contribuisce in modo sostanziale a questi problemi ambientali. La domanda dei consumatori, dimostrata da ciò che gli individui scelgono di acquistare e mangiare, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-192047" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/salad-2756467_1280.jpg" alt="" width="1280" height="854" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/salad-2756467_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/salad-2756467_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/salad-2756467_1280-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/salad-2756467_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Uno studio ci dice quali sono le diete più sostenibili</h3>
<p><span id="more-192046"></span></p>
<p>Il cambiamento climatico continua ad essere una minaccia crescente per la salute e la sostenibilità delle popolazioni del mondo.</p>
<p>L&#8217;attuale sistema alimentare contribuisce in modo sostanziale a questi problemi ambientali.</p>
<p>La domanda dei consumatori, dimostrata da ciò che gli individui scelgono di acquistare e mangiare, ha il potenziale per spostare le tendenze di produzione. I modelli dietetici individuali cambiano nel tempo e alcuni studi hanno dimostrato che <strong>un campione rappresentativo potrebbe cambiare la propria dieta per allinearsi alle raccomandazioni per la sostenibilità ambientale</strong>.</p>
<p>Identificare i tipi di diete che supportano la salute individuale e la sostenibilità ambientale è il primo passo nello sviluppo di strategie educative e di comunicazione per spostare i comportamenti dei consumatori a sostegno di questo.</p>
<h4>Lo studio</h4>
<p>Da quanto riportato nello <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0002916523005117" target="_blank" rel="noopener">studio</a> preso in esame e pubblicato sul <em>The American Journal of Clinical Nutrition</em> le <strong>diete e base vegetale</strong>, come quelle vegetariane o vegane, <strong>sono responsabili di minori emissioni di gas serra</strong> (GHGE) rispetto alle diete a base di carne. Anche le impronte di carbonio delle diete vegetariane e semi-vegetariane hanno dimostrato di essere inferiori a quelle non vegetariane.</p>
<p>Negli ultimi anni si sono affacciate nel settore food anche altri tipi di diete, come ad esempio quella <strong>chetogenica</strong> o quella <strong>paleo</strong>. Questo studio ha voluto proprio indagare il grado di sostenibilità di esse: è stato condotto su un campione di oltre 16.000 mila soggetti.</p>
<h4>I risultati</h4>
<p>Secondo i risultati le diete più consumate sono, in ordine decrescente: onnivora, vegetariana, pescatariana, vegana, chetogenica e paleolitica.</p>
<p>Le diete a più bassa impronta di carbonio sono in ordine decrescente: vegana, vegetariana, pescatariana; mentre le impronte più alte sono di quella onnivora, paleo, e chetogenica.</p>
<p><em><strong>Luna Riillo</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quali sono i cibi che proteggono le vene?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/quali-sono-i-cibi-che-proteggono-le-vene/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/quali-sono-i-cibi-che-proteggono-le-vene/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 11:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[cibi che aiutano la circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
		<category><![CDATA[vene]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=21793</guid>

					<description><![CDATA[Quali sono i cibi che proteggono le vene e migliorano la circolazione? Scopriamolo insieme Molto spesso non pensiamo al fatto che quello che mangiamo entra a far parte di noi stessi, delle nostre cellule, dei nostri tessuti. A questo proposito mi viene in aiuto un pensiero del filosofo Ludwig Feuerbach che dice: “L’uomo è ciò che mangia”. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-52102 aligncenter" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/gambe-e-cibo.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/gambe-e-cibo.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/gambe-e-cibo-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/gambe-e-cibo-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Quali sono i cibi che proteggono le vene e migliorano la circolazione? Scopriamolo insieme</h3>
<p><span id="more-21793"></span></p>
<p>Molto spesso non pensiamo al fatto che quello che <strong>mangiamo</strong> entra a far parte di noi stessi, delle nostre cellule, dei nostri tessuti.</p>
<p>A questo proposito <strong>mi viene in aiuto un pensiero del filosofo Ludwig Feuerbach</strong> che dice<strong>: “L’uomo è ciò che mangia”</strong>. Se ci fermiamo a riflettere un attimo capiamo quanto sia importante scegliere i cibi giusti, per far si che i “mattoni” che introduciamo nel nostro organismo siano sempre di buona qualità.</p>
<p>Una famosissima <strong>frase di Ippocrate recita</strong>: <strong>“Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo”</strong>. Nulla di più vero! Ci sono moltissime patologie scatenate da una cattiva alimentazione e di conseguenza, riequilibrare l’alimentazione e scegliere i cibi giusti ci permette di risolvere molte problematiche legate alla salute.</p>
<p>A questo proposito <strong>oggi parliamo di vene.</strong></p>
<p><strong>Quanti di noi non hanno problemi di circolazione, gambe, caviglie e piedi gonfi? C’è qualche rimedio a tutto ciò? </strong></p>
<p>Cominciamo col dire che <strong>prima di tutto bisogna intervenire sullo stile di vita</strong>, cercando di evitare tutta una serie di comportamenti che aggravano la sintomatologia. Innanzitutto è consigliato <strong>praticare attività fisica</strong> poiché il movimento favorisce la circolazione sanguigna. Sono <strong>consigliati sport come il nuoto e lunghe camminate a passo sostenuto</strong>. In questo modo, la contrazione dei muscoli degli arti inferiori, contribuisce a pompare il sangue venoso dalla periferia al cuore, favorendo la circolazione sanguigna.</p>
<p><strong>Un altro aspetto fondamentale è il sovrappeso è l’obesità. </strong>E’ ormai dimostrato come i pazienti obesi siano a rischio maggiore di insufficienza venosa e malattie cardiovascolari, con una prevalenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Perciò è di fondamentale importanza <strong>controllare il proprio peso corporeo</strong> e, laddove ve ne sia necessità, intervenire per cercare di ridurlo.</p>
<p>Bisogna, inoltre, <strong>cercare di evitare di rimanere nella stessa posizione per troppo tempo</strong>. Purtroppo ci sono molti lavori che obbligano la persona a rimanere seduta o a stare in piedi per molte ore ma è sufficiente cercare di muovere le gambe per favorire la circolazione<strong>. A tal proposito può essere di aiuto indossare calze elastiche a compressione graduata</strong>, le quali favoriscono il ritorno venoso dalla periferia.</p>
<p><strong>Ridurre o smettere di fumare</strong> è un’altra buona abitudine da incoraggiare in quanto il fumo è una delle cause di insufficienza venosa, specie nei soggetti predisposti.</p>
<p>Inoltre è utile <strong>ridurre l’utilizzo dei tacchi alti e di abiti molto stretti</strong> in quanto dannosi per la circolazione sanguigna.</p>
<p><strong>Fin qui abbiamo parlato di buone abitudini comportamentali senza accennare al ruolo che l’alimentazione può avere per combattere questo fastidioso problema</strong>. Ci sono alcuni cibi che favoriscono la circolazione e migliorano l’integrità e l’elasticità dei tessuti:</p>
<ul>
<li><strong>Alimenti di colore viola/blu scuro</strong>. Mirtilli, more, ribes, fragoline di bosco sono tutti alimenti ricchi di antociani, ?-carotene e vitamina C. Favoriscono la circolazione periferica ed esercitano un’azione antiossidante che, rinforzando la parete dei vasi sanguigni, contrasta la fuoriuscita e la ritenzione di liquido nei tessuti, una  delle principali cause di gonfiore.</li>
<li><strong>Lievito di birra</strong>. Contiene una buona quantità di Niacina (o vitamina PP), la quale gioca un ruolo importante nella circolazione periferica. Contribuisce a contrastare la comparsa di capillari nelle gambe e irrobustisce l’epidermide, rendendola più elastica e meno fragile.</li>
<li><strong>Legumi</strong>: Fagioli, lenticchie, ceci, piselli etc. Sono tutti un’ottima fonte di proteine e un’alternativa valida alla carne. Se in associazione con cereali (pasta e legumi), raggiunge lo stesso valore biologico delle proteine della carne. Un apporto proteico sufficiente è di fondamentale importanza per lo sviluppo e il mantenimento della massa magra, rendendo i muscoli tonici e forti. Ricordare sempre che la muscolatura delle gambe, contraendosi, aiuta il ritorno venoso del sangue dalla periferie al cuore.</li>
<li><strong>Limone</strong>. Un agrume ricco di citrato e potassio, due sostanze che contrastano la ritenzione idrica favorendo l’eliminazione del sodio in eccesso. Il sodio è uno dei fattori responsabili della ritenzione idrica e del gonfiore.</li>
</ul>
<p>Questi sono i cibi che bisognerebbe mangiare per contrastare e prevenire i gonfiori e le problematiche circolatorie. Di fondamentale importanza è adottare uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta che, contrastando il sovrappeso e l’obesità, contribuiscono allo stato di salute del nostro apparato cardio-circolatorio.</p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/"><strong> Paolo Gozzo</strong></a></p>
<p><strong>Bibliografia:</strong></p>
<p>-Seidel A, Belczak C, Campos M, Campos R, Harada D. 2014. The impact of obesity on venous insufficiency. Phlebology. Sep 5. pii: 0268355514551087. [Epub ahead of print]</p>
<p>-Poirier P, Giles TD, Bray GA, Hong Y, Stern JS, Pi-Sunyer FX, Eckel RH. 2006. Obesity and cardiovascular disease: pathophysiology, evaluation, and effect of weight loss. Arterioscler Thromb Vasc Biol. 26(5):968-76.</p>
<p>-Jawien A. 2003. The influence of environmental factors in chronic venous insufficiency. Angiology. 54 Suppl 1:S19-31.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/quali-sono-i-cibi-che-proteggono-le-vene/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>192</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Migliora la salute del tuo cervello, scegli questi alimenti ricchi di specifici antiossidanti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/migliora-la-salute-del-tuo-cervello-scegli-questi-alimenti-ricchi-di-specifici-antiossidanti/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/migliora-la-salute-del-tuo-cervello-scegli-questi-alimenti-ricchi-di-specifici-antiossidanti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2020 18:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[funzioni cerebrali]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=64123</guid>

					<description><![CDATA[Scopriamo insieme quali sono, che funzione hanno e dove si trovano Il corpo è in grado di produrre potenti antiossidanti, come il glutatione e l&#8217;acido alfa-lipoico. Tuttavia, la capacità del corpo di produrre queste molecole protettive diminuisce con l&#8217;età. Avere una dieta ricca di antiossidanti è dunque importante per il mantenimento di una buona salute e delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64131" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/blueberries-864628_1280-e1596652249893.jpg" alt="antiossidanti" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Scopriamo insieme quali sono, che funzione hanno e dove si trovano</h3>
<p><span id="more-64123"></span></p>
<p>Il corpo è in grado di produrre potenti antiossidanti, come il glutatione e l&#8217;acido alfa-lipoico. Tuttavia, la capacità del corpo di produrre queste molecole protettive diminuisce con l&#8217;età. Avere <strong>una dieta ricca di antiossidanti è dunque importante per il mantenimento di una buona salute e delle funzioni cerebrali</strong>.</p>
<p>Ecco alcuni esempi di <strong>antiossidanti alimentari</strong> che possono migliorare la salute del tuo cervello: <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-64124 alignright" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/orange-1995056_1280-e1596651683432.jpg" alt="" width="137" height="89" /></p>
<p>• <strong>Luteolina</strong> e <strong>diosmina</strong> &#8211; Secondo gli studi, questi due flavonoidi possono ridurre i livelli di beta-amiloide nel cervello. La beta-amiloide è un frammento proteico che forma una placca dannosa quando si accumula. La presenza di placca amiloide è considerata un segno distintivo della malattia di Alzheimer. La luteolina si trova nei <strong>peperoni verdi e nei pomodori</strong>, mentre il diosmina è presente in molti <strong>agrumi</strong>. <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-64125 alignright" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/blueberries-2278921_1280-e1596651777837.jpg" alt="" width="143" height="78" /></p>
<p>• <strong>Antociani</strong> &#8211; I ricercatori hanno scoperto che l&#8217;assunzione regolare di cibi ricchi di antociani come <strong>mirtilli o fragole</strong> può ritardare il declino cognitivo di oltre due anni. Questo perché gli antociani possono combattere lo stress ossidativo e l&#8217;infiammazione, che contribuiscono all&#8217;invecchiamento del cervello. <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-64126 alignright" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/wine-541922_1280-e1596651833408.jpg" alt="" width="137" height="91" /></p>
<p>• <strong>Epicatechina</strong> &#8211; Si <strong>dice che</strong> il flavonoide primario trovato nel <strong>cacao</strong>, l&#8217;epicatechina, migliori la funzione cognitiva negli animali e nell&#8217;uomo. Ha anche la capacità di preservare le capacità cognitive, riducendo così il rischio di malattie neurodegenerative come l&#8217;Alzheimer . L&#8217;epicatechina si trova <strong>nel tè verde, nelle mele e nel vino rosso. <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-64129 alignright" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/peanuts-1850809_1280-e1596652010336.jpg" alt="" width="126" height="84" /></strong></p>
<p>• <strong>Resveratrolo</strong> &#8211; Polifenolo presente <strong>nell&#8217;uva rossa, mirtilli rossi, arachidi e cacao in polvere</strong>, questo potente antiossidante offre benefici a cuore e cervello. Gli studi dimostrano che il resveratrolo non solo può ritardare il declino cognitivo, ma può anche migliorare la funzione di memoria nelle persone con Alzheimer da lieve a moderata. <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-64130 alignright" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/turmeric-2344157_1280-e1596652155193.jpg" alt="curcuma" width="138" height="92" /></p>
<p>• <strong>Curcumina</strong> &#8211; Nota anche per le sue attività antinfiammatorie, questo componente attivo della <strong>curcuma</strong> può aiutare a eliminare le placche amiloidi e migliorare la memoria nei pazienti con Alzheimer.</p>
<h4>I radicali liberi e lo stress ossidativo sono implicati nello sviluppo di problemi cronici di salute, come le malattie neurodegenerative.</h4>
<p>Per prevenire il declino cognitivo e l&#8217;invecchiamento del cervello, mangiare molta frutta e verdura, eccellenti fonti di antiossidanti protettivi e che potenziano il cervello, può contribuire a mantenere in buona salute il nostro corpo e le nostre funzioni cerebrali.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/migliora-la-salute-del-tuo-cervello-scegli-questi-alimenti-ricchi-di-specifici-antiossidanti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scoperto un nuovo segreto per estendere la durata della vita umana</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/scoperto-un-nuovo-segreto-per-estendere-la-durata-della-vita-umana/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/scoperto-un-nuovo-segreto-per-estendere-la-durata-della-vita-umana/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 06:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[durata della vita]]></category>
		<category><![CDATA[ferro]]></category>
		<category><![CDATA[longevità]]></category>
		<category><![CDATA[sangue]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=63402</guid>

					<description><![CDATA[È una questione di livelli di ferro nel sangue Gli scienziati potrebbero aver appena scoperto un nuovo segreto per estendere la durata della vita umana: assicurarsi che ci sia la giusta quantità di ferro nel nostro sangue. I ricercatori della University of Edinburgh, infatti, hanno esaminato i dati sulla durata della vita di 1,75 milioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63404" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/blood-17305_1280-e1595866318615.jpg" alt="ferro nel sangue" width="800" height="482" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/blood-17305_1280-e1595866318615.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/blood-17305_1280-e1595866318615-300x181.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/blood-17305_1280-e1595866318615-768x463.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>È una questione di livelli di ferro nel sangue</h3>
<p><span id="more-63402"></span></p>
<p>Gli scienziati potrebbero aver appena scoperto <strong>un nuovo segreto per estendere la durata della vita umana</strong>: assicurarsi che ci sia la giusta quantità di ferro nel nostro sangue.</p>
<p>I ricercatori della University of Edinburgh, infatti, hanno esaminato i dati sulla durata della vita di 1,75 milioni di persone – di cui almeno 60.000 avevano raggiunto insoliti traguardi di vecchiaia – e <strong>hanno trovato un chiaro legame tra i livelli di ferro nel sangue e una vita più lunga</strong>, come raccontano in una <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-020-17312-3">ricerca </a>pubblicata sulla rivista <em>Nature Communications</em>.</p>
<p>In particolare, <strong>il team ha scoperto che più geni che sembrano regolare i livelli di ferro nel sangue sono stati trovati spesso nelle persone longeve</strong> e quindi ora gli scienziati ipotizzano che si potrebbero sviluppare farmaci che prolungano la durata della vita facendo la stessa cosa.</p>
<h4>Il team sostiene che la ricerca colmi un vuoto di conoscenza che spiega il legame tra durata della vita, dieta e malattia.</h4>
<p>&#8220;Siamo molto entusiasti di questi risultati in quanto suggeriscono fortemente che alti livelli di ferro nel sangue riducono i nostri anni di vita sani e che tenere sotto controllo questi livelli potrebbe prevenire danni legati all&#8217;età&#8221;, ha detto il ricercatore della University of Edinburgh Paul Timmers in un <a href="https://phys.org/news/2020-07-blood-iron-key-ageing-gene.html">comunicato stampa</a> .</p>
<p>&#8220;Ipotizziamo che i nostri risultati sul metabolismo del ferro potrebbero anche iniziare a spiegare perché livelli molto alti di carne rossa ricca di ferro nella dieta sono stati collegati a condizioni legate all&#8217;età come le malattie cardiache&#8221;.</p>
<h4>Timmers ha avvertito, tuttavia, che le implicazioni per la dieta e per qualsiasi potenziale trattamento sono per ora speculative, e vanno ben oltre lo scopo di questo nuovo studio.</h4>
<p>La ricerca vuole solo porre importanti basi per i futuri tentativi di comprendere ciò che fa vivere le persone più a lungo, in modo da poter condividere questo “super-potere” con tutti gli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/scoperto-un-nuovo-segreto-per-estendere-la-durata-della-vita-umana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>19</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dieta del gruppo sanguigno. Che cos&#8217;è? E cosa ci dice di vero?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/dieta-del-gruppo-sanguigno-che-cos-e-e-cosa-c-e-dice-di-vero/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/dieta-del-gruppo-sanguigno-che-cos-e-e-cosa-c-e-dice-di-vero/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 18:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[biologo]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta iperproteica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=21635</guid>

					<description><![CDATA[Come funziona la dieta del gruppo sanguigno? Cosa prevede? Cosa dice di vero? Ecco l&#8217;approfondimento del nostro Biologo nutrizionista Paolo Gozzo Questo tipo di dieta è stata ideata e promossa dal Dott. Peter D&#8217;Adamo, naturopata americano di origine italiana. Si basa sul fatto che ogni individuo deve seguire una particolare alimentazione in base al suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61323" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/breakfast-1869132_1280.jpg" alt="dieta del gruppo sanguigno" width="800" height="445" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/breakfast-1869132_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/breakfast-1869132_1280-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/breakfast-1869132_1280-768x427.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21634" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th__3_-13041-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<h3 class="MsoNormal">Come funziona la dieta del gruppo sanguigno? Cosa prevede? Cosa dice di vero? Ecco l&#8217;approfondimento del nostro Biologo nutrizionista Paolo Gozzo</h3>
<p><span id="more-21635"></span></p>
<p class="MsoNormal">Questo tipo di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34953"><strong>dieta</strong> </a>è stata ideata e promossa dal Dott. Peter D&#8217;Adamo, naturopata americano di origine italiana. <strong>Si basa sul fatto che ogni individuo deve seguire una particolare alimentazione in base al suo gruppo sanguigno</strong>.</p>
<p class="MsoNormal">Il gruppo sanguigno non è altro che una classificazione basata sulla presenza o meno di un determinato antigene (glicoproteina) sulla membrana plasmatica degli eritrociti (globuli rossi).</p>
<h4 class="MsoNormal">Nel sistema di classificazione più conosciuto (AB0) distinguiamo 4 gruppi differenti:</h4>
<p class="MsoNormal">·      <strong>   Gruppo 0</strong>: gli individui di questo gruppo non presentano alcun antigene di membrana. Pertanto sono considerati donatori universali e possono donare a chiunque ma riceve soltanto da individui di gruppo 0</p>
<p class="MsoNormal">·         <strong>Gruppo A</strong>: gli individui di questo gruppo ricevono solo da A e 0</p>
<p class="MsoNormal">·         <strong>Gruppo B</strong>: gli individui di questo gruppo ricevono solo da B e 0</p>
<p class="MsoNormal">·         <strong>Gruppo AB</strong>: gli individui di gruppo AB sono considerati ricevitori universali, in quanto posso ricevere da A,                                          B, AB e 0 ma possono donare soltanto ad individui di gruppo AB.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>NB: Nel discorso non abbiamo considerato il Fattore Rhesus (Rh), ossia una serie di proteine idrofobiche non glicosilate, presenti o meno nella membrana eritrocitaria.</strong></p>
<p class="MsoNormal">Fin qui nulla di strano. <strong>La scoperta dei gruppi sanguigni risale a più di un secolo fà</strong>, nel 1901, ad opera del Biologo e Fisiologo austriaco, naturalizzato statunitense, Karl Landsteiner. Il Sig. D&#8217;Adamo parte dal presupposto che <strong>la differenziazione degli individui sulla base del loro gruppo sanguigno sia un fattore determinante da tenere in considerazione quando si imposta un piano alimentare</strong>.</p>
<h4 class="MsoNormal">In altre parole, secondo questa visione, ogni individuo deve mangiare determinati cibi ed eliminarne altri.</h4>
<p class="MsoNormal">Inoltre, in base al gruppo sanguigno, si può anche determinare il tipo di attività fisica e stile di vita da adottare. Facciamo alcuni esempi:</p>
<p class="MsoNormal">·         <strong>Gli individui con gruppo sanguigno zero sono cosiddetti “cacciatori”</strong>, ossia derivano da antenati che vivevano di caccia. Per questo motivo hanno un fisico atletico e hanno una predisposizione a mangiare cibi di origine animale (carne). Sono sconsigliati latte e latticini, legumi e cereali. Inoltre, poiché l’attività del cacciatore è molto pesante, queste persone dovrebbero svolgere attività fisiche pesanti;</p>
<p class="MsoNormal">·         Poi abbiamo gli individui con <strong>gruppo sanguigno A, eredi degli agricoltor</strong>i, che dovrebbero consumare alimenti vegetali e cereali e limitare il consumo di carne. In aggiunta dovrebbero svolgere attività fisiche rilassanti (come lo è l’attività di raccoglitore dei suoi antenati);</p>
<p class="MsoNormal">·         <strong>Gli individui B sono i cosiddetti “nomadi”</strong> e sono gli unici che possono consumare latte e latticini liberamente. Si sconsiglia l’uso di alimenti ricchi in conservanti e zuccheri semplici e l’attività fisica consigliata è di tipo leggero;</p>
<p class="MsoNormal">·         Infine, <strong>gli individui AB sono descritti come “enigmatici”</strong> e sono evolutivamente più avanzati rispetto agli altri (scommetto che il Dott. D’Adamo è di gruppo sanguigno AB!) e la loro alimentazione e attività fisica è a metà tra quelli di tipo A e B, con moderazione nel consumo di latticini.</p>
<h4 class="MsoNormal">Cosa c’è di vero in tutto questo? Nulla! E&#8217; un ragionamento privo di ogni fondatezza scientifica.</h4>
<p class="MsoNormal">Inoltre i danni che può causare una <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6356"><strong>dieta iperproteica</strong></a> e priva di calcio all’apparato scheletrico sono degni di nota. Non c&#8217;è alcun motivo di pensare che il gruppo sanguigno possa influire sulle scelte alimentari, né tantomeno sul livello di attività fisica da effettuare. <strong>Prestiamo attenzione quando decidiamo di intraprendere una dieta</strong> e facciamoci seguire da professionisti esperti (Medici, Biologi e Dietisti), i quali sapranno consigliarci al meglio, elaborando un Piano Alimentare Personalizzato, adatto al nostro stato fisiologico e patologico.</p>
<p class="MsoNormal"><em><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Paolo Gozzo</a></em></p>
<p class="MsoNormal" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia:</strong></span></p>
<p>D&#8217;Adamo PJ, Whitney C. 2013. L&#8217;alimentazione su Misura. Pickwick editore<br />
Silverthorn DU. 2010. Fisiologia umana. Un approccio integrato. Pearson Editore</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/dieta-del-gruppo-sanguigno-che-cos-e-e-cosa-c-e-dice-di-vero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>161</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi può elaborare diete? Ecco di chi fidarvi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/chi-puo-elaborare-diete-ecco-di-chi-fidarvi/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/chi-puo-elaborare-diete-ecco-di-chi-fidarvi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 18:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[diete nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[elaborazione diete]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo biologo nutrizionista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=21056</guid>

					<description><![CDATA[Non fidatevi proprio di tutti, ne&#8217; del primo sconosciuto incontrato in una palestra: la dieta e&#8217; una cosa seria e non tutti possono elaborarla Molto spesso si fa confusione con i termini “Nutrizionista”, “Dietista”, “Dietologo”, pensando che si tratti sempre della stessa figura professionale, con le medesime competenze. In realtà non è così! Leggendo “Alimentazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58665" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/slimming-2728331_1280.jpg" alt="dieta" width="800" height="454" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/slimming-2728331_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/slimming-2728331_1280-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/slimming-2728331_1280-768x436.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21055" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th__2_-12752-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<h3>Non fidatevi proprio di tutti, ne&#8217; del primo sconosciuto incontrato in una palestra: la dieta e&#8217; una cosa seria e non tutti possono elaborarla</h3>
<p><span id="more-21056"></span></p>
<p>Molto spesso si fa confusione con i termini “Nutrizionista”, “Dietista”, “Dietologo”, pensando che si tratti sempre della stessa figura professionale, con le medesime competenze. In realtà non è così!</p>
<p>Leggendo “Alimentazione e Nutrizione in Parole”, un glossario di Alimentazione e Nutrizione Umana, rilasciato dalla FeSIN (Federazione delle Società Italiane di Nutrizione) in collaborazione con il Segretariato Sociale RAI, si legge:</p>
<p>“<em>Il <strong>Nutrizionista</strong> è un laureato con diversa formazione culturale che, grazie a percorsi formativi specifici e riconosciuti, acquisisce competenze nel campo della nutrizione umana</em>”</p>
<p>“<em>Il <strong>dietista</strong> è un operatore sanitario in possesso di laurea triennale in dietistica o titolo equipollente che, per quanto di competenza ed in collaborazione con altre figure professionali, svolge attività per la sicurezza alimentare, la nutrizione per la collettività, l’educazione alimentare, la dietetica e la nutrizione clinica. In particolare elabora, formula ed attua le diete prescritte dal medico</em>”</p>
<p>“<em>Il <strong>dietologo</strong> è un medico specialista in Scienza dell’Alimentazione o specialista in branca equipollente ma con documentata esperienza, che opera nella dietetica e nella dietoterapia</em>”</p>
<p>Chi è quindi il <a href="http://www.onb.it/faq-biologo-nutrizionista/">Biologo Nutrizionista</a>? E&#8217; un laureato Specialistico/Magistrale in Biologia, Biotecnologie o Scienze della Nutrizione Umana o in possesso di Laurea Quinquennale Vecchio Ordinamento, che ha sostenuto l&#8217;Esame si Stato e conseguito l&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio della professione. Inoltre <strong>deve essere iscritto all&#8217;Ordine nazionale dei Biologi nella Sez.A.</strong></p>
<h4 class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: 11.85pt;">Che differenza c’è tra il biologo nutrizionista e il dietista?</h4>
<p>Come indicato nel sito dell&#8217;ONB, “il Biologo in possesso di laurea di cinque anni iscritto nella Sez.A dell’Ordine Nazionale dei Biologi può svolgere la professione di Biologo nutrizionista in totale autonomia e firmare diete e consulenze nutrizionali. Il Dietista è un professionista sanitario in possesso di laurea triennale (facoltà di medicina) che organizza e coordina le attività specifiche relative all’alimentazione in generale e alla dietetica in particolare; collabora con gli organi preposti alla tutela dell’aspetto igienico-sanitario del servizio di alimentazione; elabora, formula ed attua le diete prescritte dal medico e ne controlla l’accettabilità da parte del paziente; collabora con altre figure al trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento alimentare (DM 2/4/01 MIUR – Suppl. Ord. alla G.U. n.128 del 5/6/2001, all.3, classe 3).”</p>
<h5>Si legge ancora:</h5>
<p>“Con riferimento al tema della competenza del biologo a elaborare diete, si osserva che questa competenza è espressamente riconosciuta dalla legge e anzi si può aggiungere che per il biologo esiste una precisa norma giuridica di rango legislativo, che riconosce la sua competenza a valutare i bisogni nutritivi e, quindi, a elaborare le conseguenti diete. L’art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396 afferma testualmente che formano oggetto della professione di biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”.</p>
<p>Del resto la stessa giurisprudenza amministrativa ha confermato che, oltre alla legge, costituisce fondamento delle competenze del biologo il decreto del Ministero di Grazia e Giustizia n. 362/93.</p>
<p>Il decreto attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali, collettività, gruppi sportivi, ecc., in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività)… la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…” (v. Cons. Stato, sez. V, 16.11.2005, n. 6394, in Foro Amm. Cons. St. 2005, 3305).</p>
<p>Applicando poi i principi sanciti dalla Corte di Cassazione, <strong>l’obbligo che incombe al biologo è ovviamente quello di non qualificarsi come medico</strong>, e, quindi, di non effettuare diagnosi mediche e di non prescrivere farmaci (in tal senso Cass. Pen. 04.05.2005 n. 16626).”</p>
<h5>Quindi:</h5>
<p>“<strong>L’art. 3 della Legge 396/67 e il Decreto Ministeriale 22 luglio 1993, n. 362 (Tariffario professionale) consentono al biologo di elaborare diete ottimali</strong>. Tali diete possono essere rivolte a tutta l’utenza in condizioni fisiologiche. Se invece il cliente presume di essere affetto da una qualche patologia e vorrebbe dal biologo consigli alimentari per curarla, il biologo lo rinvierà al medico perché accerti, con le sue competenze, se il soggetto è affetto da una qualche patologia e solo dopo questo accertamento potrà determinare ed elaborare una dieta che consenta, unitamente ai farmaci consigliati dal medico, il recupero dello stato di benessere.”</p>
<h5><strong>Inoltre</strong>:</h5>
<p>“Il Consiglio Superiore di Sanità ha reso due pareri in merito alle competenze del biologo in materia di nutrizione. In premessa, il Consiglio ha precisato testualmente che “in riferimento al biologo il Consiglio di Stato con la sentenza n.6394/05 ha affermato …che <strong>le competenze del biologo in campo nutrizionale afferiscono ad una serie di atti e attività, fra le quali: la prescrizione di diete</strong>, sia in funzione dei fabbisogni nutritivi sia in funzione delle intolleranze alimentari; <strong>l’elaborazione di diete</strong> destinate sia a soggetti sani sia a soggetti cui è stata diagnosticata una patologia; <strong>la prescrizione o, anche il semplice consiglio o indicazione di integratori/supplementi alimentari</strong> e altri prodotti dietetici di libera vendita” (Parere del Cons. Sup. Sanità del 15/12/2009, pag.2), concludendo poi che “il biologo può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio benessere, quale orientamento nutrizionale, finalizzato al miglioramento dello stato di salute” (Parere del Cons. Sup. Sanità del 12/04/2011).”</p>
<h5><strong>In conclusione, quali sono le figure Professionali che possono elaborare Diete o Piani alimentari rivolti alla persona o alla collettività?</strong></h5>
<p>I medici e i biologi autonomamente. I dietisti possono elaborare diete prescritte da un medico.</p>
<h5><strong>Chi può prescrivere farmaci ed effettuare diagnosi?</strong></h5>
<p>La diagnosi e la prescrizione di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21036">farmaci</a> <strong>spetta alla sola categoria professionale con le competenze necessarie a farlo: i medici.</strong></p>
<p>Infine, troppo spesso si sente parlare di personal trainer, erboristi, naturopati, estetisti ecc. che consigliano ed elaborano diete. Ci tengo a precisare che si tratta di <strong>abuso della professione</strong>, in quanto queste figure non hanno né le competenze necessarie né l’abilitazione legale a farlo e quindi NON possono elaborare diete.</p>
<p>E i farmacisti? Il farmacista “svolge un ruolo abbastanza definito in quanto non può elaborare e prescrivere diete” (Parere del Cons. Sup. Sanità del 15/12/2009, pag.3), né elaborare profili nutrizionali.</p>
<p>Quindi <strong>prestate molta attenzione a chi vi rivolgete per una dieta e/o consigli nutrizionali</strong>, in quanto è in gioco la vostra salute. Non esistono diete uguali per tutti ed è di fondamentale importanza che ad elaborare un Piano Alimentare Personalizzato siano figure competenti in materia e che mirino alla salvaguardia della vostra salute più che del loro portafoglio.</p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/">Paolo Gozzo </a></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: 11.85pt;"><strong><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Tahoma',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black; mso-fareast-language: IT;">Bibliografia e riferimenti normativi</span></strong></p>
<p>“Alimentazione e Nutrizione in Parole” &#8211; FeSIN (Federiazione delle Società Italiane di Nutrizione)</p>
<p>DM 2/4/01 MIUR – Suppl. Ord. alla G.U. n.128 del 5/6/2001, all.3, classe 3</p>
<p>Art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396</p>
<p>Decreto Ministeriale 22 luglio 1993, n. 362</p>
<p>Sentenza n.6394/05 Consiglio di Stato</p>
<p>Parere del Cons. Sup. Sanità del 15/12/2009, pagine 2 e 3</p>
<p>Parere del Cons. Sup. Sanità del 12/04/2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ulteriori informazioni potete consultare il sito dell&#8217;Ordine Nazione dei Biologi</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/chi-puo-elaborare-diete-ecco-di-chi-fidarvi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La dieta a «digiuno intermittente»</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/la-dieta-a-digiuno-intermittente/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ecoseven/la-dieta-a-digiuno-intermittente/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 14:40:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno intermittente]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38944</guid>

					<description><![CDATA[Gli scienziati dicono che alternare la presenza all&#8217;assenza totale dei pasti potrebbe migliorare la nostra salute Secondo un articolo&#160;pubblicato dal New England Journal of Medicine, il digiuno intermittente è un&#8217;opzione che si può prendere legittimamente in considerazione come approccio per migliorare la propria salute e mantenersi sani. È quello che dice l&#8217;autore senior dello studio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38943" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_cook-366875_1280.jpg" alt="" width="800" height="480" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_cook-366875_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_cook-366875_1280-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_cook-366875_1280-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Gli scienziati dicono che alternare la presenza all&#8217;assenza totale dei pasti potrebbe migliorare la nostra salute</h2>
<p>  <span id="more-38944"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMra1905136" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo</a>&nbsp;pubblicato dal New England Journal of Medicine, <strong>il digiuno intermittente è un&#8217;opzione che si può prendere legittimamente in considerazione come approccio per migliorare la propria salute e mantenersi sani</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">È quello che dice l&#8217;autore senior dello studio, Mark Mattson, neuroscienziato alla Johns Hopkins Medicine di Baltimora.</p>
<p style="text-align: justify;">Mattson ha spiegato che esistono principalmente due modi principali per adottare il digiuno intermittente nella nostra dieta:<br />• un&#8217;alimentazione giornaliera a tempo limitato che dà una finestra stretta durante la quale poter mangiare – di solito dalle 6 alle 8 ore al giorno;<br />• il digiuno intermittente 5:2 che richiede che le persone, per due giorni alla settimana, mangino un solo pasto moderato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le persone digiunano, di fatto, stanno lentamente bruciando il glucosio immagazzinato nel loro fegato, ha spiegato Mattson – il fegato contiene circa 700 calorie di glucosio e ci vogliono dalle 10 alle 12 ore per utilizzare i depositi di energia del fegato, quindi quello che succede è che i grassi sono usati per l&#8217;energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo processo si chiama «passaggio metabolico»: il modello alimentare di tre pasti al giorno non consente ai nostri corpi di attraversare le riserve di energia del loro fegato e di passare alla combustione dei grassi.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo documento, Mattson e i suoi colleghi hanno riassunto le prove scientifiche attuali che dimostrano, attraverso vari studi, che il digiuno intermittente può:<br />• stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, aumentare la resistenza allo stress ed eliminare l&#8217;infiammazione;<br />• ridurre la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo e migliorare la frequenza cardiaca a riposo;<br />• migliorare la salute e la memoria del cervello.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ecoseven/la-dieta-a-digiuno-intermittente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>27</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dormire il giusto riduce la possibilità di incorrere in un infarto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/dormire-il-giusto-riduce-la-possibilita-di-incorrere-in-un-infarto/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/dormire-il-giusto-riduce-la-possibilita-di-incorrere-in-un-infarto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 13:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere e salute]]></category>
		<category><![CDATA[corretti stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta sana]]></category>
		<category><![CDATA[dornire]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>
		<category><![CDATA[rischi per la salute]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[salute del cuore]]></category>
		<category><![CDATA[smettere di fumare]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38377</guid>

					<description><![CDATA[Anche tenendo conto di altri fattori, secondo gli scienziati la quantità di ore di sonno ha un grande impatto sul rischio di infarto Un nuovo studio,&#160;pubblicato sulla rivista Journal of American College of Cardiology, ha raccontato che dormire troppo poco o troppo può aumentare il rischio di infarto. Per lo studio, gli scienziati hanno esaminato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38376" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Dormire_contro_infarto_CUT.jpg" alt="" width="816" height="416" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Dormire_contro_infarto_CUT.jpg 816w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Dormire_contro_infarto_CUT-300x153.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Dormire_contro_infarto_CUT-768x392.jpg 768w" sizes="(max-width: 816px) 100vw, 816px" /></p>
<p>Anche tenendo conto di altri fattori, secondo gli scienziati la quantità di ore di sonno ha un grande impatto sul rischio di infarto</p>
<p>  <span id="more-38377"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0735109719359492?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>,&nbsp;pubblicato sulla rivista <em>Journal of American College of Cardiology</em>, ha raccontato che <strong>dormire troppo poco o troppo può aumentare il rischio di infarto</strong>. Per lo studio, gli scienziati hanno esaminato le informazioni genetiche, le abitudini di sonno e le cartelle cliniche di 461.000 partecipanti alla <a href="https://www.ukbiobank.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>UK BioBank</em></a>, uno studio inglese che raccoglie dati a lungo termine: le persone esaminate erano di età compresa tra i 40 e i 69 anni e non avevano mai avuto un infarto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo averli seguiti per sette anni, gli scienziati hanno scoperto che, rispetto a quelli che dormivano dalle 6 alle 9 ore per notte, quelli che dormivano meno di sei ore avevano il 20% in più di probabilità di avere un infarto e quelli che dormivano di più di nove ore il 34%. Inoltre, più ci si allontanava dall&#8217;intervallo delle sei/nove ore, più il rischio diventava pronunciato.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno preso in considerazione altri 30 fattori oltre al sonno – cose come: la struttura corporea, l&#8217;attività fisica, lo stato socioeconomico e la salute mentale – ma hanno, comunque, concluso che<strong> la durata del sonno è davvero un fattore chiave quando si tratta di salute del cuore</strong>.<br />Infatti, quando sono stati analizzate le persone con una predisposizione genetica alle malattie cardiache, si è scoperto che dormire tra le sei e le nove ore a notte riduceva il rischio di avere un infarto del 18%. Quindi, oltre alla <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/dieta/differenziare-la-dieta-e-la-base-di-ogni-dieta.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dieta</a> sana, alla decisione di non fumare, anche dormire bene è un approccio alla vita che può aiutare a scongiurare i problemi cardiaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è il primo studio che giunge a conclusioni simili, ma gli altri sul tema erano principalmente studi osservazionali, che non dimostravano alcuna correlazione di causa ed effetto. Questo studio, invece, grazie all&#8217;utilizzo di un ampio set di dati di coorte e grazie alla ricerca combinata di osservazione e genetica, ha permesso al <em>team</em> di affrontare l&#8217;argomento in modo concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/dormire-il-giusto-riduce-la-possibilita-di-incorrere-in-un-infarto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una dieta&#8230; a prova di intestino</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/una-dieta-a-prova-di-intestino/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ecoseven/una-dieta-a-prova-di-intestino/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 15:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[grassi]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37903</guid>

					<description><![CDATA[In che modo una dieta ricca di grassi influisce sulla salute dell&#8217;intestino? Diete ricche di grassi, come la dieta chetogenica (o Keto Diet), stanno diventando molto popolari. Queste spesso prevedono l&#8217;eliminazione dei carboidrati, ma a che costo per il nostro organismo? Secondo un nuovo studio, esagerare con cibi grassi potrebbe avere un impatto negativo non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37902" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_bacon-123860.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_bacon-123860.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_bacon-123860-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_bacon-123860-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In che modo una dieta ricca di grassi influisce sulla salute dell&#8217;intestino?</p>
<p>  <span id="more-37903"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Diete ricche di grassi, come la dieta chetogenica (o Keto Diet), stanno diventando molto popolari. Queste spesso prevedono l&#8217;eliminazione dei carboidrati, ma a che costo per il nostro organismo?</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un nuovo studio, esagerare con cibi grassi potrebbe avere un impatto negativo non solo sulla linea, ma anche sui <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20171:un-cavolo-per-il-tuo-intestino&amp;catid=136&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">batteri intestinali</a>, responsabili di tanti aspetti della nostra salute.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.livescience.com/64810-gut-bacteria-high-fat-diet.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nello studio</a>, i ricercatori hanno esaminato più di 200 giovani adulti sani, di età compresa tra i 18 ei 35 anni. Hanno assegnato loro una dieta di sei mesi a basso, moderato o ricco contenuto di grassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo a basso contenuto di grassi consumava il 20% delle calorie giornaliere dal grasso e ricavava il 66% dai carboidrati, mentre le percentuali di grasso per i gruppi moderati e ad alto contenuto di grassi erano rispettivamente del 30% e del 40% di grassi. Il consumo medio di grassi prima dello studio era circa il 31%.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno modificato l&#8217;assunzione di carboidrati, come farina e riso, per compensare i cambiamenti nell&#8217;assunzione dei grassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver valutato i campioni di sangue e di feci, gli studiosi hanno scoperto che coloro che avevano una dieta ad alto contenuto di grassi aveva avuto &#8220;cambiamenti sfavorevoli&#8221; nei livelli di batteri intestinali. In particolare, i loro livelli di Blautia e Faecalibacterium erano diminuiti. Al contrario, il gruppo a basso contenuto di grassi aveva livelli elevati di questi batteri buoni.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ecoseven/una-dieta-a-prova-di-intestino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non tutti i carboidrati vengono per nuocere</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/non-tutti-i-carboidrati-vengono-per-nuocere/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ecoseven/non-tutti-i-carboidrati-vengono-per-nuocere/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2019 06:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[carboidrati]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37752</guid>

					<description><![CDATA[Le diete più popolari prevedono una riduzione dei carboidrati, ma gli esperti non sono d&#8217;accordo I carboidrati si trovano in diversi tipi di alimenti. Alcuni di questi sono molto lavorati, come il pane e la pasta. Tuttavia, esistono alternative eccellenti, come il riso integrale, avena e legumi, o la stessa pasta integrale, che sono ricchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37751" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/05/images_bread-3467243_960_720.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_bread-3467243_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_bread-3467243_960_720-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_bread-3467243_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Le diete più popolari prevedono una riduzione dei carboidrati, ma gli esperti non sono d&#8217;accordo</p>
<p>  <span id="more-37752"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I carboidrati si trovano in diversi tipi di alimenti. Alcuni di questi sono molto lavorati, come il pane e la pasta. Tuttavia, <a href="http://healthmedicinet.com/i/are-we-finally-falling-back-in-love-with-carbohydrates/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esistono alternative eccellenti</a>, <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/riso-integrale-o-riso-bianco.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come il riso integrale</a>, avena e legumi, o la stessa pasta integrale, che sono ricchi di carboidrati e fibre alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">I carboidrati contenuti negli alimenti molto raffinati causano picchi nei livelli di zucchero del sangue e possono portare al sovrappeso. Al contrario, gli alimenti ricchi di fibre danno un immediato senso di sazietà, non influenzano i livelli di glucosio nel sangue e aiutano a perdere peso, contribuendo alla salute dell&#8217;intestino.</p>
<p style="text-align: justify;">Una dieta ricca di fibre può proteggere da molte malattie, come il cancro del colon-retto, malattie cardiache, l&#8217;ictus e il diabete di tipo 2. E&#8217; in grado di stimolare la riduzione del colesterolo e della pressione sanguigna. La fibra assicura la diversità del microbiota intestinale, promuovendo la crescita batterica.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio del 2017 condotto da ricercatori della Tufts University ha dimostrato che i carboidrati contenuti nei cereali integrali possono effettivamente migliorare le risposte immunitarie e reintegrare i buoni batteri intestinali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo. Gli scienziati hanno scoperto che la cottura di patate e alcuni alimenti a base di carboidrati produce amidi che resistono alla digestione nell&#8217;intestino tenue, proprio come le fibre.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle fibre alimentari, i cibi ricchi di carboidrati forniscono molti importanti micronutrienti al corpo, come la vitamina B, che supporta gli occhi, il sistema nervoso e la pelle.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ecoseven/non-tutti-i-carboidrati-vengono-per-nuocere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>143</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
