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	<title>cuore &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Caffeina e aritmia: sfatato un falso mito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 18:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[aritmia]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[caffeina]]></category>
		<category><![CDATA[caffeina non provoca aritmia]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
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					<description><![CDATA[Dicono gli scienziati che la caffeina non provoca aritmia, anzi&#8230; &#8220;Non bere troppo caffè che ti aumenta il battito cardiaco&#8221;: quante volte abbiamo sentito questa frase? Per decenni, i medici hanno avvertito le persone che soffrono di problemi del ritmo cardiaco di evitare il caffè, temendo che potesse provocargli aritmia. Ma un nuovo ampio studio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112511" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/coffee-819362_1280-e1627224783126.jpg" alt="caffeina e aritmia" width="800" height="600" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Dicono gli scienziati che la caffeina non provoca aritmia, anzi&#8230;</h3>
<p><span id="more-112510"></span></p>
<p align="justify">&#8220;Non bere troppo caffè che ti aumenta il battito cardiaco&#8221;: quante volte abbiamo sentito questa frase? Per decenni, <strong>i medici hanno avvertito le persone che soffrono di problemi del ritmo cardiaco di evitare il caffè</strong>, temendo che potesse provocargli aritmia.</p>
<p align="justify">Ma un nuovo ampio <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2782015" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato su Jama Internal Medicine, ha scoperto che la maggior parte delle persone può godersi sia il caffè mattutino che altre bevande con caffeina il pomeriggio o la sera senza preoccupazioni perché <strong>la caffeina non sembra aumentare il rischio di aritmie della maggior parte delle persone</strong>. Anzi, i risultati indicano che o<strong>gni tazza di caffè in più che una persona beve quotidianamente potrebbe ridurre il rischio di aritmia</strong> in media di circa il 3%, secondo lo studio.</p>
<p align="justify">Il caffè è una delle bevande più consumate in tutto il mondo, ma le sue proprietà stimolanti hanno spinto molti medici a mettere in guardia i malati di cuore, per questo gli scienziati che si sono occupati di questa ricerca hanno deciso di analizzare la questione.</p>
<p align="justify">Per vedere se la caffeina può davvero far accelerare o battere il cuore in modo anomalo, lo studio ha analizzato i dati di oltre 386.000 persone che hanno partecipato a uno studio sanitario britannico a lungo termine. Di quel grande gruppo, circa 17.000 hanno sviluppato un problema del ritmo cardiaco durante un follow-up medio di 4,5 anni, hanno detto i ricercatori.</p>
<h4 align="justify">A tutti i partecipanti è stato chiesto del loro consumo di caffè quando sono entrati nello studio.</h4>
<p align="justify">I ricercatori hanno confrontato la loro risposta alla loro probabilità di sviluppare un ritmo cardiaco anormale lungo la linea.</p>
<p align="justify">Il risultato è che non c&#8217;era alcun legame tra caffeina e disturbi del ritmo cardiaco, anche quando i ricercatori hanno preso in considerazione <strong>fattori genetici che potrebbero influenzare il modo in cui gli individui metabolizzano la caffeina</strong>. Tuttavia, spiegano i ricercatori, sono necessarie ulteriori ricerche per scoprire esattamente come il caffè colpisce il cuore e perché potrebbe proteggere dalle aritmie.</p>
<p align="justify">
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		<title>Anche nello spazio il cuore invecchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 07:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[astronauti]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Trascorrere il tempo nello spazio fa invecchiare il cuore più velocemente? Anche se le agenzie spaziali di tutto il mondo proseguono con le loro missioni nello spazio profondo e con i progetti di insediamento sulla Luna e su Marte, non è ancora chiaro cosa possano fare al corpo umano i soggiorni prolungati nello spazio. Recentemente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70854" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280.jpg" alt="cuore" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/heart-762564_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Trascorrere il tempo nello spazio fa invecchiare il cuore più velocemente?</h3>
<p><span id="more-70853"></span></p>
<p>Anche se le agenzie spaziali di tutto il mondo proseguono con le loro missioni nello spazio profondo e con i progetti di insediamento sulla Luna e su Marte, <strong>non è ancora chiaro cosa possano fare al corpo umano i soggiorni prolungati nello spazio</strong>.</p>
<p>Recentemente, per esempio, si è scoperto che <strong>tra le conseguenze possibili allo stare molto tempo in orbita, c&#8217;è un indebolimento del cuore</strong>, come racconta una <a href="https://www.nature.com/articles/s41526-020-00117-5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a> pubblicata la scorsa settimana sulla rivista NPJ Microgravity.</p>
<p><strong>Poiché la vita in assenza di gravità richiede meno sforzo fisico, il cuore diventa decondizionato dallo stress e meno tollerante all&#8217;esercizio in futuro</strong> – secondo il team di ingegneri del Politecnico di Torino che si è occupato della ricerca, questa condizione assomiglia a una versione accelerata dell&#8217;invecchiamento.</p>
<p>Secondo i modelli del team, gli astronauti che stanno per periodi lunghi in assenza di gravità, finiscono per avere cuori simili a chi non ha mai fatto sport, vivendo una vita sedentaria.</p>
<h4>È una notizia abbastanza scioccante, soprattutto dato il rigore fisico dei test che gli astronauti devono affrontare prima del volo spaziale.</h4>
<p>&#8220;I risultati attuali sono utili per progettare futuri voli spaziali a lungo termine, individuare contromisure ottimali e comprendere lo stato di salute degli astronauti quando è richiesta la capacità fisica immediata al momento del ripristino della gravità parziale (ad esempio, nell&#8217;atterraggio sulla Luna/Marte)&#8221;, ha dichiarato l&#8217;autrice principale, l&#8217;ingegnere aerospaziale Stefania Scarsoglio, in un <a href="https://phys.org/news/2020-10-human-heart-space-mathematical.html" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa</a>.</p>
<h4>Fortunatamente, ci sono due aspetti positivi in questa scoperta non molto positiva.</h4>
<p>Il primo è che dà modo di sapere che <strong>gli astronauti devono continuare con l&#8217;esercizio fisico mentre sono in assenza di gravità per evitare la condizione di indebolimento</strong>; il secondo è che <strong>lo studio dei modi in cui lo spazio deteriora la salute del cuore potrebbe portare anche a nuove intuizioni</strong> che potranno aiutare il benessere cardiaco sulla Terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un trapianto cardiaco unico nel suo genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2020 15:29:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[cellule cardiache]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[sintetizzate]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori hanno trapiantato cellule muscolari cardiache realizzate in laboratorio in un paziente I ricercatori dell&#8217;Università giapponese di Osaka hanno annunciato – come riportato dal Japan Times&#160;– il completamento di un trapianto di cuore che è diverso da tutto quello che abbiamo visto finora. Invece di sostituire il cuore del loro paziente con un nuovo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-39074" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_surgery-1822458_1280.jpg" alt="" width="798" height="492" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_surgery-1822458_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_surgery-1822458_1280-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_surgery-1822458_1280-768x474.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h2>I ricercatori hanno trapiantato cellule muscolari cardiache realizzate in laboratorio in un paziente</h2>
<p>  <span id="more-39075"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori dell&#8217;Università giapponese di Osaka hanno annunciato – come riportato dal <a href="https://www.japantimes.co.jp/news/2020/01/28/national/science-health/osaka-university-transplants-ips-cell-based-heart-cells-worlds-first-clinical-trial/#.XjKewGhKjIV" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Japan Times</a>&nbsp;– il completamento di un trapianto di cuore che è diverso da tutto quello che abbiamo visto finora.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece di sostituire il cuore del loro paziente con un nuovo organo, questi <strong>ricercatori hanno posizionato fogli degradabili contenenti cellule del muscolo cardiaco sulle aree danneggiate del cuore e, se la procedura avrà l&#8217;effetto desiderato, potrebbe non essere più necessario il trapianto</strong> – e questo varrebbe per un certo numero di trapianti di cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per creare le cellule del muscolo cardiaco, il team ha iniziato con cellule staminali pluripotenti indotte (anche dette <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_staminale_pluripotente_indotta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">iPS</a>) – si tratta di cellule che i ricercatori creano prendendo le cellule di un adulto (spesso dalla loro pelle o dal loro sangue) e riprogrammandole nel loro stato pluripotente embrionale. I ricercatori possono convincere le cellule iPS a diventare qualsiasi tipo di cellula vorrebbero: nel caso di questo studio, i ricercatori hanno creato cellule del muscolo cardiaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paziente che ha ricevuto il trapianto soffre di cardiomiopatia ischemica, una condizione in cui il cuore di una persona ha difficoltà a pompare perché i suoi muscoli non ricevono abbastanza sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei casi più gravi, la condizione può richiedere un trapianto di cuore, ma il team dell&#8217;Università di Osaka spera che le cellule muscolari sul foglio secernano una proteina che aiuta a rigenerare i vasi sanguigni, migliorando così la funzionalità cardiaca del paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno in programma di monitorare il paziente per il prossimo anno e sperano di condurre la stessa procedura su altre nove persone che soffrono della stessa condizione entro i prossimi tre anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutto va bene, la procedura potrebbe diventare <strong>un&#8217;alternativa ai trapianti di cuore</strong> per questi casi, con il vantaggio che l&#8217;approvvigionamento di cellule iPS è molto più facile rispetto alla ricerca di un cuore donatore adatto e che il sistema immunitario di un ricevente ha maggiori probabilità di tollerare le cellule rispetto a un nuovo organo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Cosa fa la marijuana al nostro cuore?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/cosa-fa-la-marijuana-al-nostro-cuore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 13:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[alterazione]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[funzionamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo una nuova ricerca, fare uso di cannabis cambia la struttura del cuore e altera la sua capacità di funzionamento I ricercatori hanno scoperto un nuovo motivo per cui non si dovrebbe fare uso di marijuana: questa droga può letteralmente cambiare il cuore di chi la consuma. Un team di ricercatori ha pubblicato uno studio&#160;sulla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38896" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_seedling-1062908_1280.jpg" alt="" width="797" height="456" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_seedling-1062908_1280.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_seedling-1062908_1280-300x172.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_seedling-1062908_1280-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<h2>Secondo una nuova ricerca, fare uso di cannabis cambia la struttura del cuore e altera la sua capacità di funzionamento</h2>
<p>  <span id="more-38897"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno scoperto un nuovo motivo per cui non si dovrebbe fare uso di marijuana: questa droga può letteralmente cambiare il cuore di chi la consuma.</p>
<p style="text-align: justify;">Un team di ricercatori ha pubblicato uno <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1936878X19310095?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;sulla rivista JACC Cardiovascular Imaging in cui descrive in dettaglio l&#8217;analisi delle scansioni cardiache di 3.407 persone senza malattie cardiache, raccolte nell&#8217;ambito degli studi della <a href="https://www.ukbiobank.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UK Biobank</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di quelle persone, 47 erano abituali consumatori di marijuana, il che significa che ne avevano fatto uso su base giornaliera o settimanale negli ultimi cinque anni; 105 avevano usato la cannabis regolarmente cinque o più anni prima dello studio, mentre gli altri avevano usato la droga raramente o mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team ha trovato un&#8217;associazione tra l&#8217;uso regolare di marijuana e un ventricolo sinistro allargato nel cuore. I ricercatori hanno anche trovato segni precoci di compromissione della funzione cardiaca negli utenti che ne facevano un uso attuale – lo hanno misurato usando la deformazione delle fibre muscolari del cuore durante la contrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team ha notato che la massa del ventricolo sinistro era la stessa per tutti e tre i gruppi, così come la quantità di sangue emessa dalla camera ad ogni battito cardiaco. Ha anche riconosciuto che lo studio aveva diverse limitazioni, incluso il fatto che il gruppo di partecipanti era bianco per il 96% e aveva il compito di auto-denunciare il suo uso di cannabis.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, i ricercatori ritengono che le associazioni che hanno trovato siano abbastanza significative da giustificare studi di follow-up, soprattutto vista la nuova tendenza verso la legalizzazione della marijuana.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il cuore delle balene</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/il-cuore-delle-balene/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 20:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[balenottera azzura]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[prima volta]]></category>
		<category><![CDATA[registrazione]]></category>
		<category><![CDATA[scienziati]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati riescono a fare la prima registrazione del cuore di una balenottera&#160;azzurra e scoprono molte cose su questo animale La balenottera azzurra, nonostante questo nome che pare quasi un vezzeggiativo, è un mammifero marino molto grande: con i suoi 33 metri di lunghezza e le sue 150 tonnellate di peso, è l&#8217;animale più grande [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38806" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_humpback-whale-1984341_1280.jpg" alt="" width="795" height="476" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_humpback-whale-1984341_1280.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_humpback-whale-1984341_1280-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_humpback-whale-1984341_1280-768x460.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></p>
<h2>Gli scienziati riescono a fare la prima registrazione del cuore di una balenottera&nbsp;azzurra e scoprono molte cose su questo animale</h2>
<p>  <span id="more-38807"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Balaenoptera_musculus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">balenottera azzurra</a>, nonostante questo nome che pare quasi un vezzeggiativo, è un mammifero marino molto grande: con i suoi 33 metri di lunghezza e le sue 150 tonnellate di peso, è l&#8217;animale più grande che abbia mai vissuto sul nostro pianeta – più grande persino del più grande dei dinosauri.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, registrare la frequenza cardiaca di uno di questi colossali cetacei è stato un obiettivo che non è stato facile da raggiungere.</p>
<p style="text-align: justify;">Come <a href="https://news.stanford.edu/2019/11/25/first-ever-recording-blue-whales-heart-rate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spiegano</a>&nbsp;i ricercatori della Stanford University, circa un decennio fa, due ricercatori, Paul Ponganis della Scripps Institution of Oceanography e Jeremy Goldbogen dell&#8217;Università di Stanford, hanno misurato la frequenza cardiaca dei pinguini imperatori subacquei in Antartide e si sono chiesti se potevano fare lo stesso con le balene.</p>
<p style="text-align: justify;">Per rispondersi, da allora, hanno cercato di capire come farlo, creando un sistema di sensori che poteva essere applicato da quattro piccole ventose su un&#8217;area vicino alla pinna di una balenottera azzurra; e andandolo a provare.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista <a href="https://www.pnas.org/content/early/2019/11/19/1914273116" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Proceedings of the National Academy of Science</a>&nbsp;racconta quello che hanno trovato quando ci sono riusciti.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori sono rimasti sorpresi dal fatto che gli estremi delle frequenze cardiache registrate (sia quelli bassi che quelli alti) abbiano superato le loro previsioni: la frequenza cardiaca più bassa, per esempio, era di circa il 30-50% più bassa di quanto ci si aspettasse.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno scoperto, così, che il cuore di una balenottera azzurra lavora quasi al limite, il che potrebbe spiegare perché questi animali non sono diventati più grandi e perché nessun altro animale è mai stato più grande di loro: i bisogni energetici di un corpo più grande sarebbero più alti di quello che il loro cuore potrebbe sostenere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scoperta affascinante insegna molto e permetterà di rispondere a parecchie domande di base su questi animali marini.</p>
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		<title>Stampiamo un cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 08:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Bioprinting]]></category>
		<category><![CDATA[collagene]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[tessuto umano artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie ad una nuova tecnica, gli scienziati hanno stampato parti funzionali del cuore in 3D Sappiamo bene che con la stampa 3D ormai sono stati raggiunti traguardi di ogni tipo: da una bioplastica fatta di alghe&#160;a un&#8217;intera Lamborghini. Recentemente, però, un team di ricercatori dell&#8217;americana&#160;Carnegie Mellon University&#160;è riuscito a fare qualcosa che nessuno aveva ancora [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38155" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Stampa_3D_cuore_CUT.jpg" alt="" width="816" height="416" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Stampa_3D_cuore_CUT.jpg 816w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Stampa_3D_cuore_CUT-300x153.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Stampa_3D_cuore_CUT-768x392.jpg 768w" sizes="(max-width: 816px) 100vw, 816px" /></p>
<p>Grazie ad una nuova tecnica, gli scienziati hanno stampato parti funzionali del cuore in 3D</p>
<p>  <span id="more-38156"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo bene che con la stampa 3D ormai sono stati raggiunti traguardi di ogni tipo: da una <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/alghe-come-alternativa-alla-plastica.html?highlight=WyIzZCJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bioplastica fatta di alghe</a>&nbsp;a un&#8217;intera <a href="https://www.ecoseven.net/mobilita/auto/una-lamborghini-stampata-in-3d.html?highlight=WyJzdGFtcGEiLCIzZCIsInN0YW1wYSAzZCJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lamborghini</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente, però, un<em> team</em> di ricercatori dell&#8217;americana&nbsp;<a href="https://www.cmu.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carnegie Mellon University</a>&nbsp;è riuscito a fare qualcosa che nessuno aveva ancora fatto: stampare componenti funzionali del cuore umano, inclusi piccoli vasi sanguigni e grandi ventricoli, in 3D, con una nuova tecnica niente affatto scontata.</p>
<p style="text-align: justify;">Riuscire a stampare tessuti artificiali che ricalcano le principali proprietà strutturali, meccaniche e biologiche dei tessuti naturali non è facile, è una stampa particolarmente impegnativa. Le forme complesse, infatti, devono essere supportate mentre vengono stampate, altrimenti iniziano a deformarsi. Per ovviare a questo problema, il <em>team</em> ha stampato usando delle <strong>impalcature temporanee di supporto composte da collagene</strong> – come viene spiegato in un <a href="https://science.sciencemag.org/content/365/6452/482" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista <em>Science</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questa tecnica, gli scienziati hanno portato a termine con successo la <strong>stampa 3D di cinque componenti del cuore umano</strong>, che coprono dimensioni piccole come quelle dei capillari, fino ad arrivare a scalature molto impegnative, come quelle degli organi completi – che sono stati convalidati per la funzione dei tessuti e delle altre componenti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Dieta da «cavernicoli»: ecco quali sono i problemi nel seguirla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 12:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[basso consumo carboidrati]]></category>
		<category><![CDATA[carboidrati]]></category>
		<category><![CDATA[cavernicoli]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[dieta iperproteica]]></category>
		<category><![CDATA[dieta paleolitica]]></category>
		<category><![CDATA[malattie cardiache]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova ricerca ha scoperto che un biomarcatore di malattie cardiache è collegato alla dieta paleolitica La dieta «paleolitica» è una dieta che prevede di mangiare come se non si avesse a disposizione altro che quello che si può cacciare o raccogliere: i suoi sostenitori dicono che il corpo umano è progettato in modo ottimale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38096" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_paleolitico.jpg" alt="" width="781" height="490" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_paleolitico.jpg 781w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_paleolitico-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_paleolitico-768x482.jpg 768w" sizes="(max-width: 781px) 100vw, 781px" /></p>
<p>Una nuova ricerca ha scoperto che un biomarcatore di malattie cardiache è collegato alla dieta paleolitica</p>
<p>  <span id="more-38097"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La dieta «paleolitica» è una dieta che prevede di mangiare come se non si avesse a disposizione altro che quello che si può cacciare o raccogliere: i suoi sostenitori dicono che il corpo umano è progettato in modo ottimale per mangiare come è stato fatto prima dell&#8217;inizio dell&#8217;agricoltura, circa 10.000 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa dieta da «cavernicoli», insomma, sostiene un totale respingimento dell&#8217;alimentazione così come è oggi.<br />Ovviamente, le persone che la seguono dicono di sentirsi molto bene e di perdere peso: beh, è normale. Si tratta di un&#8217;alimentazione che si basa su carne, pesce, verdure, noci e semi, con un bassissimo consumo di carboidrati e l&#8217;assenza di prodotti lattiero-caseario, legumi, cereali, sale, oli trasformati e zucchero raffinato; quindi niente cibo spazzatura e prodotti industriali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto, però, è che, come la maggior parte delle diete a basso contenuto di carboidrati, <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/dieta/le-diete-dimagranti-iperproteiche-non-fanno-miracoli-e-sono-pericolose.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;abbondanza di carne e una carenza di cereali integrali dovrebbe dare motivo di preoccupazione.</a> Proprio per questo è stato recentemente reso noto uno <a href="https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00394-019-02036-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato sulla rivista <em>European Journal of Nutrition</em>, che è il primo grande studio al mondo che esamina l&#8217;impatto della dieta da cavernicoli sui batteri intestinali e che è giunto a una conclusione preoccupante: le persone che seguono questo tipo di dieta hanno il doppio della quantità di un biomarcatore del sangue chiave strettamente legato alle malattie cardiache.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori della <em>Edith Cowan University</em> hanno confrontato 44 persone che seguivano questa dieta con 47 che ne seguivano una tradizionale australiana e hanno misurato la quantità di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trimetilammina-N-ossido" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trimetilammina-N-ossido (TMAO)</a> nel sangue dei partecipanti allo studio. Il TMAO è un composto organico che si trova nell&#8217;intestino: a suoi livelli elevati è associato un aumentato rischio di malattie cardiache.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno detto che, visto che questa dieta sta acquistando sempre maggiore popolarità, era il caso di spiegare che «fare i cavernicoli» non comporta benefici sull&#8217;intestino anzi, a lungo andare, può provocare problemi al cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Flessioni e cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 18:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[flessioni]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, le flessioni potrebbero aiutare la salute cardiaca degli uomini Uno studio, pubblicato recentemente su Jama Network, racconta come, in un gruppo, gli uomini attivi di mezza età che sono stati in grado di completare un ciclo di più di 40 flessioni avevano un rischio significativamente più basso di problemi cardiovascolari (tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38031" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_flessioniecuore.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_flessioniecuore.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_flessioniecuore-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_flessioniecuore-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, le flessioni potrebbero aiutare la salute cardiaca degli uomini</p>
<p>  <span id="more-38032"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2724778" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uno studio</a>, pubblicato recentemente su Jama Network, racconta come, in un gruppo, gli uomini attivi di mezza età che sono stati in grado di completare un ciclo di più di 40 flessioni avevano un rischio significativamente più basso di problemi cardiovascolari (tra cui diagnosi di malattia coronarica e eventi importanti come insufficienza cardiaca) rispetto a quelli che sono stati in grado di eseguire meno di 10 flessioni durante l&#8217;esame di riferimento – i primi avevano ben il 96% in meno di rischio di incorrere in malattie del cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a una ricerca con un follow-up durato 10 anni, i ricercatori hanno analizzato i dati sulla salute di 1.104 pompieri maschi fisicamente molto attivi, dal 2000 al 2010. La loro età media era 39.6 anni e l&#8217;indice medio di massa corporea era 28.7 (quindi erano in sovrappeso, ma non obesi). All&#8217;inizio dello studio sono stati misurate le loro capacità fisiche e ciascuno ha poi, successivamente, fatto altro esami e riempito questionari sanitari e medici ciclicamente.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati dello studio hanno rafforzato la convinzione che l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20340:quanto-fa-bene-sollevare-pesi&amp;catid=78&amp;Itemid=2433" target="_blank" rel="noopener noreferrer">allenamento</a> e le capacità muscolari favoriscono la salute del cuore.<br />In realtà, anche se non si arriva alle 40 flessioni dei «migliori» dello studio, non è un problema, o meglio, non è un successo, ma non è un dramma: anche un solo sollevamento in più riusciva a fare la differenza – gli uomini che erano in grado di completare anche solo 11 flessioni (qualcuna in più dei «peggiori») riuscivano ad abbassare la percentuale di rischio di malattia cardiaca del 64%. </p>
<p style="text-align: justify;">Quindi il punto è sempre il medesimo: bisogna allenarsi. E anche se lo studio si è concentrato sui benefici delle flessioni, quello che dovremmo fare (tutti: uomini e donne, sopra e sotto i quaranta) è fare sport, prepararci alla vita futura con attività che includono una varietà di movimenti e di esercizi sia aerobici che anaerobici. <br />Se poi questo ci porta a riuscire a fare 40 flessioni, beh: tanto meglio.</p>
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		<title>Il cuore degli animali e quello che mangiano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/il-cuore-degli-animali-e-quello-che-mangiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 05:45:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[mangimi]]></category>
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					<description><![CDATA[Più di 500 segnalazioni di malattie cardiache in cani e gatti sono legate ad alcuni alimenti specifici per animali, ha dichiarato la FDA Secondo la Food and Drug Administration degli Stati Uniti, alcuni alimenti specifici per animali potrebbero essere correlati all&#8217;insorgenza di malattie cardiache. Tra gennaio 2014 e aprile 2019 sono stati segnalati più di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37950" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_cuoricanicghatti.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cuoricanicghatti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cuoricanicghatti-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_cuoricanicghatti-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Più di 500 segnalazioni di malattie cardiache in cani e gatti sono legate ad alcuni alimenti specifici per animali, ha dichiarato la FDA</p>
<p>  <span id="more-37951"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.fda.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo la Food and Drug Administration</a> degli Stati Uniti, alcuni alimenti specifici per animali potrebbero essere correlati all&#8217;insorgenza di malattie cardiache. Tra gennaio 2014 e aprile 2019 sono stati segnalati più di 500 casi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cardiomiopatia_dilatativa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cardiomiopatia dilatativa</a> &nbsp;– 515 nei cani e 9 nei gatti – e l&#8217;indagine per capire a cosa fossero dovuti si è mossa proprio a partire da quello che gli animali mangiano.</p>
<p style="text-align: justify;">La cardiomiopatia dilatativa canina è una malattia del muscolo cardiaco del cane che spesso porta a insufficienza cardiaca congestizia e anche se la cause primarie sono sconosciute, si ritiene che la genetica sia un fattore. Di solito, ad esserne affetti, però, sono cani di razze grandi, giganti – come gli alani, i terranova, i cani lupo irlandesi, i San Bernardo e i dobermann – ma molti casi segnalati alla FDA hanno coinvolto razze più piccole, suggerendo qualcosa di diverso da una causa genetica.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato nel 2018 che si è iniziato a pensare al cibo e ad alcuni tipi di alimenti per cani e che si sono iniziate a stilare delle liste. <br />Oltre il 90% dei prodotti collegati alla cardiomiopatia dilatativa era privo di cereali (quindi non conteneva <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20467:sneakers-sostenibili&amp;catid=15&amp;Itemid=2435" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mais</a>, soia, grano, riso, orzo o altro), il 93% conteneva piselli e/o lenticchie, l&#8217;89% solo piselli, il 62% lenticchie e il 42% conteneva patate o patate dolci.</p>
<p style="text-align: justify;">Le maggiori fonti proteiche nelle diete degli animali domestici dei casi segnalati includevano: pollo (113), agnello (98), salmone (72), coregone (65), canguro (58), tacchino (57), manzo (47), maiale (24), carne di cervo (21), anatra e bisonte (20 ciascuno), uova (18), proteine vegetali (7), coniglio (4) e capra (1).</p>
<p style="text-align: justify;">La FDA ha anche affermato che il maggior numero (452) dei prodotti legati ai rischi cardiaci erano alimenti secchi, seguiti da numeri molto più piccoli di cibo crudo, semi umido e bagnato.<br />Anche se non è ancora possibile definire specificatamente come certe diete influiscano sulla salute cardiaca dei nostri animali, la FDA ha chiesto ai veterinari di riportare sempre i casi di cani e gatti con una cardiomiopatia dilatitva che potrebbe essere associata alla dieta, in modo da poter continuare a indagare.</p>
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		<title>Se la forma del nostro corpo ci istruisse sul nostro cuore?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/se-la-forma-del-nostro-corpo-ci-istruisse-sul-nostro-cuore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 05:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[menopausa]]></category>
		<category><![CDATA[postmenopausa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Le donne in postmenopausa possono capire i loro eventuali problemi di cuore guardando i posti dove si accumula il peso sul loro corpo Il rischio di malattie cardiache per le donne anziane è una condizione con la quale si deve fare i conti. Per questo, è molto interessante la teoria di un recente studio), pubblicato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37946" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_corposanizianocvure.jpg" alt="corpo anziani" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_corposanizianocvure.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_corposanizianocvure-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_corposanizianocvure-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Le donne in postmenopausa possono capire i loro eventuali problemi di cuore guardando i posti dove si accumula il peso sul loro corpo</p>
<p>  <span id="more-37947"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio di <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20455:inquinamento-e-pressione-sanguigna&amp;catid=69&amp;Itemid=2429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">malattie cardiache</a> per le donne anziane è una condizione con la quale si deve fare i conti. Per questo, è molto interessante la teoria di <a href="https://academic.oup.com/eurheartj/advance-article/doi/10.1093/eurheartj/ehz391/5524773?searchresult=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un recente studio</a>), pubblicato sulla rivista European Heart Journal, che sostiene che si può capire la percentuale con cui il cuore di una donna in postmenopausa può darle problemi guardando la forma del suo corpo: se assomiglia più a una mela che a una pera, le sue probabilità di problemi cardiaci aumentano, anche se ha un peso normale.<br />Insomma, tutto gira intorno a come l&#8217;adipe di distribuisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare questa ricerca, gli scienziati hanno raccolto dati su quasi 162.000 donne in post menopausa che hanno preso parte a uno studio di Women&#8217;s Health Initiative tra il 1993 e il 1998. Le donne sono poi state seguite fino a febbraio 2017. In questo modo, i ricercatori hanno scoperto che la forma a mela (ovvero quando il grasso è immagazzinato per lo più intorno al centro del corpo) comporta quasi il doppio del rischio di malattie cardiache o ictus, rispetto alle forma a pera (ovvero con il peso immagazzinato più in basso, verso le gambe).</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, oltre a quanto si pesa, bisogna anche valutare dove quel peso è distribuito. </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno calcolato che se 1.000 donne dello studio riducessero il loro grasso sulla pancia da più del 37% a meno del 27%, ma mantenessero identico il loro grasso sulle gambe, ci sarebbero sei casi di malattie cardiovascolari in meno ogni anno. E se 1.000 donne dello studio mantenessero lo stesso grasso sulla pancia e aumentassero il grasso corporeo da meno del 42% a oltre il 49%, tre casi di malattie cardiovascolari sarebbero evitati ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, anche se lo studio si occupa solo delle donne in postmenopausa e quindi la percentuale di persone a cui i risultati possono essere applicati è bassa, si tratta di un punto di vista molto interessante, da non lasciare inascoltato.</p>
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