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	<title>crescita &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>L&#8217;impronta ecologica della nostra cache</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 10:22:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
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					<description><![CDATA[La memorizzazione dei dati potrebbe rappresentare molto presto l&#8217;8% dei consumi energetici mondiali. Come ha raccontato Emily Chasan a Bloomberg, ci vuole un&#8217;enorme quantità di energia per immagazzinare tutto quello che i computer immagazzinano in modo da farci viaggiare veloci sui siti che frequentiamo. Dice l&#8217;articolo che «al momento, i data center consumano circa il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-39092" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_monitor-1307227_1280.jpg" alt="" width="800" height="487" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_monitor-1307227_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_monitor-1307227_1280-300x183.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_monitor-1307227_1280-768x468.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>La memorizzazione dei dati potrebbe rappresentare molto presto l&#8217;8% dei consumi energetici mondiali.</h3>
<p><span id="more-39093"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come ha raccontato Emily Chasan a <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-01-25/cutting-back-on-sending-emails-could-help-fight-global-warming?sref=dYPvZQvk" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bloomberg</a>, ci vuole un&#8217;enorme quantità di energia per immagazzinare tutto quello che i computer immagazzinano in modo da farci viaggiare veloci sui siti che frequentiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice l&#8217;articolo che «al momento, i data center consumano circa il 2% dell&#8217;elettricità mondiale, ma si prevede che raggiungeranno l&#8217;8% entro il 2030. Inoltre, solo il 6% circa di tutti i dati mai creati è in uso oggi, secondo una ricerca di Hewlett Packard Enterprise. Ciò significa che il 94% si trova in una vasta &#8220;discarica informatica&#8221;, sebbene con un&#8217;imponente impronta di carbonio».</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni dispositivo collegato al cloud, ogni foto che facciamo, ogni mail che mandiamo, ogni messaggio vocale che registriamo richiede energia per essere immagazzinato e stare lì, a nostra disposizione nel caso in cui lo volessimo recuperare. Se solo pensiamo a quello che conserva ogni nostro cellulare, ogni nostro computer, ogni nostro dispositivo di uso giornaliero, ci rendiamo conto di quanto possa essere grande il problema a livello globale e di quanto sia destinato ad aumentare in fretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se sempre più data center sono alimentati da fonti rinnovabili, hanno server più efficienti o sono collocati in luoghi molto freddi, i requisiti di archiviazione dei dati continuano ad aumentare. E se aggiungiamo al problema anche il mining di bitcoin non la finiamo più.</p>
<p style="text-align: justify;">Bloomberg sostiene che è improbabile che gli aggiornamenti di efficienza energetica o altri miglioramenti tecnologici compensino le emissioni di gas serra dei dati, anzi dobbiamo pensare che il carico di lavoro nel campo del calcolo energetico sarà più che raddoppiato quando sempre più intelligenze artificiali arriveranno online. Più dispositivi sono connessi e più lavoro le persone svolgono nel cloud.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerà trovare delle soluzione e fare delle scelte per affrontare questo problema.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un futuro rinnovabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 12:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo le stime dell&#8217;AIE, le energie rinnovabili globali dovrebbero aumentare del 50% entro i prossimi 5 anni L&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (AIE) ha recentemente pubblicato&#160;le previsioni del mercato per le energie rinnovabili del 2019, illustrando in dettaglio le analisi sull&#8217;energia rinnovabile e le tecnologie. Nel rapporto, le tendenze del settore mostrano che la capacità totale di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38602" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_energie_rinnovablil.jpg" alt="" width="798" height="451" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_energie_rinnovablil.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_energie_rinnovablil-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_energie_rinnovablil-768x434.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Secondo le stime dell&#8217;AIE, le energie rinnovabili globali dovrebbero aumentare del 50% entro i prossimi 5 anni</p>
<p>  <span id="more-38603"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia</strong> (<a href="https://www.iea.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AIE</a>) ha recentemente <a href="https://www.iea.org/renewables2019/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pubblicato</a>&nbsp;le <strong>previsioni del mercato per le energie rinnovabili del 2019</strong>, illustrando in dettaglio le analisi sull&#8217;energia rinnovabile e le tecnologie. Nel rapporto, le tendenze del settore mostrano che<strong> la capacità totale di energia rinnovabile al mondo crescerà del 50% in 5 anni</strong>, aumentando di 1,2 Terawatt – i sistemi solari fotovoltaici rappresentano il 60% di tale aumento.</p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è noto, l&#8217;AIE è un&#8217;organizzazione intergovernativa che funge da consulente politico per i suoi 30 paesi membri in materia di energia economica e pulita. È stata costituita nel 1974, in seguito alla crisi petrolifera, per aiutare i paesi a rispondere alle interruzioni dell&#8217;approvvigionamento energetico. Da allora, il mandato dell&#8217;AIE si è ampliato per includere la promozione di una politica energetica sana e di una cooperazione energetica internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, l<strong>a sua missione si concentra su sicurezza energetica, sviluppo economico, consapevolezza ambientale e impegno a livello mondiale</strong>. Proprio per questo, l&#8217;AIE è un forte sostenitore delle energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso, con questo nuovo rapporto, ci spiega come i progetti di energia solare, eolica e idroelettrica – che si sono sviluppati a un ritmo più rapido negli ultimi anni – stanno per sperimentare un aumento dei tassi di crescita negli anni a venire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto spiega che sono <strong>tre le principali sfide</strong> che deve affrontare il settore: incertezza politica e normativa, elevati rischi di investimento e integrazione dei sistemi di energia eolica e solare fotovoltaica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono necessarie importanti riforme politiche e tariffarie per guidare la crescita del mercato delle energie rinnovabili e per allinearsi con l&#8217;accordo di Parigi riguardo alla limitazione dell&#8217;aumento della temperatura globale a 1,5°C. Le previsioni dell&#8217;AIE indicano che anche i servizi pubblici e le infrastrutture dovranno adattarsi rapidamente.</p>
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		<title>Facebook: due miliardi di iscritti, è record</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 10:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[Facebook è la comunità virtuale più grande di sempre, quasi un terzo della popolazione mondiale vi è connessa Sarebbe difficile pe Facebook fare una festa con tutti gli “amici” invitati: sono ormai due miliardi. La comunità online fondata da Mark Zuckerberg è la più estesa del pianeta e lui commenta così: “Stiamo facendo progressi nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34070" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_facebook_crescita.jpg" alt="" width="800" height="520" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_facebook_crescita.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_facebook_crescita-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_facebook_crescita-768x499.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Facebook è la comunità virtuale più grande di sempre, quasi un terzo della popolazione mondiale vi è connessa</p>
<p>  <span id="more-34071"></span>  </p>
<p>Sarebbe difficile pe Facebook fare una festa con tutti gli “amici” invitati: sono ormai due miliardi. La comunità online fondata da Mark Zuckerberg è la più estesa del pianeta e lui commenta così: “Stiamo facendo progressi nel connettere il mondo. E&#8217; un onore essere in questo viaggio con voi”.</p>
<p>I concorrenti sono abbastanza indietro: YouTube ha di recente annunciato di aver raggiunto quota 1,5 miliardi di utenti al mese, mentre Instagram ne ha 700 milioni e Twitter 328 milioni. Facebook connette invece più della meta&#8217; del popolo di internet e un terzo della popolazione mondiale.</p>
<p>Oltre un miliardo di persone usa i gruppi Facebook, e ogni giorno oltre 800 milioni di persone mettono un “mi piace” su qualche contenuto</p>
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		<title>Le famiglie italiane scelgono il biologico e mangiano meno carne. Tutti i dati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 10:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli italiani mangiano sempre più verdura biologica e sempre meno carne Nell’anno appena trascorso è continuata a salire la quota di mercato del biologico. Sempre più famiglie italiane vogliono mettere in tavola prodotti di qualità e certificati. Secondo i dati dell’Osservatorio Sana-Ice 2016, più di 7 famiglie su 10 (circa 18 milioni di nuclei familiari) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33126" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_biologico_Italia.jpg" alt="" width="500" height="331" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_biologico_Italia.jpg 500w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_biologico_Italia-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Gli italiani mangiano sempre più verdura biologica e sempre meno carne</p>
<p>  <span id="more-33127"></span>  </p>
<p>Nell’anno appena trascorso è continuata a salire la quota di mercato del biologico. Sempre più famiglie italiane vogliono mettere in tavola prodotti di qualità e certificati.</p>
<p>Secondo i dati dell’Osservatorio Sana-Ice 2016, più di 7 famiglie su 10 (circa 18 milioni di nuclei familiari) hanno acquistato almeno un prodotto biologico e ad essere in crescita sono tutti gli indicatori più importanti della filiera italiana del biologico: superfici (+7,5% rispetto al 2014), operatori (+8,2%) e vendite (+15%).</p>
<p>La quota della spesa destinata a prodotti biologici rappresenta il 3,1%; tra anni fa era all’1,9%, segno che chi inizia a consumare prodotti bio difficilmente se ne separa. Il 90% dei consumatori ha iniziato ad acquistare questi prodotti almeno 2-3 anni fa; il 25% ne consuma con grande regolarità (ogni giorno o quasi) o almeno una volta alla settimana (43%).</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=27762" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco come togliere pesticidi da frutta e verdura quando la laviamo.</a></p>
<p>Tra i prodotti a marchio biologico più acquistati troviamo l’ortofrutta fresca, che occupa la prima posizione (74% delle famiglie l’ha acquistata almeno una volta), a seguire l’olio extra vergine d’oliva (62%), poi uova (53%), miele (45%), confetture e marmellate (45%), formaggi freschi (44%), yogurt/burro (41%), riso e pasta (41%).</p>
<p>Anche AssoBio conferma il trend positivo del settore: nel 2015, il campione di 18 imprese associate e monitorate ogni tre mesi ha fatturato (a prezzi all’ingrosso) 594 milioni di euro di prodotti biologici, contro i 485 milioni di euro del 2014, con una crescita del 22,4%. Nei primi tre trimestri del 2016, il fatturato del campione dei soci AssoBio ha già raggiunto quota 493 milioni, superando in soli nove mesi le vendite dell’intero 2014.</p>
<p>E il cibo “verde” si fa largo anche nella grande distribuzione: nei primi nove mesi dello scorso anno, il campione di aziende aderenti ad AssiBio ha fornito ai supermercati 104 milioni di euro in prodotti biologici, contro i 115 dell’intero 2015.</p>
<p>Mentre cresce il consumo di verdura di qualità cala quello della carne. Secondo i dati forniti dall’Ufficio studi della Coop, nel decennio 1991-2000 gli italiani consumavano 87,1 chili pro capite di carne &#8211; picco più alto da sempre &#8211; nel 2016 questo valore è sceso a 80,7 chili e sta lentamente regredendo.</p>
<p>Il rapporto Eurispes 2016 indica che l’8% della popolazione è vegetariana o vegana, un dato che è destinato ad aumentare visto il trend di crescita segnato negli ultimi anni.</p>
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		<title>Il cervello cresce anche da adulti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/il-cervello-cresce-anche-da-adulti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 11:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova scoperta rivela che il cervello non smette di crescere, per lo meno per una determinata area Si pensava che il cervello, una volta raggiunta la maggiore età, smettesse di crescere. Invece una nuova scoperta ci spiega che negli esseri umani il cervello continua a crescere anche da adulti. Non in tutte le aree, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33124" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_crescita_cervello_adulti.jpg" alt="" width="1080" height="461" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_crescita_cervello_adulti.jpg 1080w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_crescita_cervello_adulti-300x128.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_crescita_cervello_adulti-1024x437.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_crescita_cervello_adulti-768x328.jpg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Una nuova scoperta rivela che il cervello non smette di crescere, per lo meno per una determinata area</p>
<p>  <span id="more-33125"></span>  </p>
<p>Si pensava che il cervello, una volta raggiunta la maggiore età, smettesse di crescere. Invece una nuova scoperta ci spiega che negli esseri umani il cervello continua a crescere anche da adulti.</p>
<p>Non in tutte le aree, solo un quella responsabile del riconoscimento facciale.<a href="http://www.sciencemag.org/news/2017/01/surprising-brain-growth-may-reveal-why-we-get-better-recognizing-faces-we-age" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Lo spiega uno studio pubblicato su “Science”</a>. I ricercatori, guidati da Jesse Gomez della Stanford University, hanno utilizzato una risonanza magnetica speciale per confrontare il tessuto cerebrale di più persone. In particolare, come riporta l’Adnkronos, per 22 bambini e 25 adulti hanno accostato i risultati ottenuti in test sul riconoscimento di volti e luoghi e i dati delle risonanze corrispondenti a diverse regioni cerebrali.</p>
<p>Per gli adulti l’area che utilizziamo per identificare i volti è cresciuta, mentre quella per i luoghi è rimasta invariata. La capacità di riconoscere i volti, fondamentale per le interazioni sociali quotidiane, migliora dall&#8217;infanzia all&#8217;età adulta.</p>
<p>Un piccolo semplice trucco per migliorare le prestazioni del nostro cervello? <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13458" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bere dell’acqua prima di concentrarsi migliora le nostre prestazioni intellettuali</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Sviluppo sostenibile: le richieste del WWF all&#8217;UE</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/sviluppo-sostenibile-le-richieste-del-wwf-all-ue/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 10:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Obiettivi di Sviluppo del Millennio]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[I leader mondiali a New York per fissare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile Povertà, fame, ambiente, sono i grandi temi della modernità: ne discuteranno a New York questo fine settimana i leader mondiali per approvare gli &#8216;Obiettivi di Sviluppo Sostenibile&#8217;. In questo caso, rispetto agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che vennero fissati nel 2000 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28831" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_Sviluppo_sostenibile-16659-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>I leader mondiali a New York per fissare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile</p>
<p>  <span id="more-28832"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Povertà, fame, ambiente, sono i grandi temi della modernità: ne discuteranno a New York questo fine settimana i leader mondiali per approvare gli &#8216;Obiettivi di Sviluppo Sostenibile&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">In questo caso, rispetto agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che vennero fissati nel 2000 e che coprivano i quindici anni successivi, questi nuovi obiettivi focalizzano l&#8217;attenzione sulle cause profonde della povertà, la disuguaglianza e il degrado ambientale e non solo sui sintomi.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;È la più grande assise di leader mondiali di sempre, poiché le sfide che abbiamo di fronte sono le più urgenti che mai&#8217;,  ha dichiarato Yolanda Kakabadse, Presidente del<a href="http://www.wwf.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> WWF </a>Internazionale. &#8216;I paesi si riuniscono per riconoscere, finalmente, che la salute dell&#8217;economia, dell&#8217;ambiente delle persone sono fondamentalmente legati&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ci sono in ballo miliardi di dollari di finanziamenti, pubblici e privati, che vanno però spesi in modo intelligente. Ad esempio i sussidi ai combustibili fossili vanno dirottati verso le energie sostenibili. &#8216;Si tratta di un accordo positivo, più completo di quanto ci saremmo potuti aspettare – ha detto Jolanda Kakabadse &#8211; , e ci dà speranza che si possano fare significativi e necessari cambiamenti per le persone e l’ambiente. Ponendo il ruolo centrale dei sistemi naturali nel sostenere il benessere umano, l&#8217;accordo indicherà chiaramente la strada verso una prosperità in accordo con la salute del nostro Pianeta&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;Il WWF ha lavorato anni per assicurarsi che questo Piano comprenda alla fine gli elementi ambientali che gli conferiscono la migliore possibilità di successo perché i sistemi naturali costituiscono il capitale naturale di base per le nostre economie, per il ostro sviluppo e  per il nostro benessere, e quindi, per il nostro futuro – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia &#8211; &#8220;Come network internazionale, continueremo ad impegnarci e a collaborare con governi, imprese e comunità affinché sia garantito il successo e l’implementazione del Piano&#8217;.</span></p>
<p><strong>Ecco le richieste del WWF all&#8217;Unione europea</strong></p>
<p>• Un coinvolgimento attivo per primo al vicepresidente Frans Timmermans, che ha ricevuto il mandato sullo sviluppo sostenibile, per trasformare i nuovi obiettivi globali in realtà, garantendo che tutte le politiche di sostegno non compromettano l&#8217;obiettivo integrato dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>Insieme a centinaia di organizzazioni provenienti da tutta Europa e da molti settori diversi, il WWF ha scritto al vicepresidente Frans Timmermans chiedendogli di dar prova di leadership nel trasformare l&#8217;ambizione degli obiettivi  in una realtà nell&#8217;UE.</p>
<p>• Una strategia ambiziosa di lungo termine da parte della Commissione Europea per attuare gli obiettivi e i target  adottati a New York, in consultazione con le parti interessate, tra cui la società civile.</p>
<p>• Un pacchetto completo di economia circolare, di  vasta portata per il conseguimento nell’Agenda al 2013 in particolare per quanto riguarda i temi  del  consumo e delle produzione sostenibili.</p>
<p>• L’ allocazione delle risorse, pubbliche e private, nazionali e internazionali, da fare in un modo diverso e più efficace per eliminare le spese che attualmente promuovono lo sviluppo non sostenibile all&#8217;interno e all&#8217;esterno dell&#8217;UE. Ad esempio, in tutta l&#8217;Unione europea, la scala di sussidi ai combustibili fossili &#8211;  € 60 miliardi di 2011 &#8211; è di sei volte il livello di finanziamenti pubblici per il clima, € 9,5 miliardi impegnati nel 2013 dall&#8217;UE.</p>
<p>• La coerenza delle politiche UE per lo sviluppo sostenibile: le politiche dell&#8217;UE in settori quali il commercio, l&#8217;agricoltura, l&#8217;energia e gli investimenti, che incidono negativamente sulle persone e l&#8217;ambiente nei paesi in via di sviluppo, hanno bisogno di essere modificate in funzione del perseguimento reale degli OSS .</p>
<p>• Quasi il 40% del bilancio dell&#8217;UE è dedicato all&#8217;agricoltura, con l&#8217;allevamento industriale come settore principale. Attualmente i sussidi all&#8217;agricoltura contribuiscono in gran parte a pratiche dannose per l&#8217;ambiente e all&#8217;aumento dei costi con l’ inquinamento agricolo.</p>
<p>Si calcola che il degrado del suolo agricolo nella UE costi 38 miliardi di euro all&#8217;anno, e l&#8217;eccesso di azoto in acqua ha un valore di 320 miliardi all&#8217;anno, l&#8217;agricoltura è responsabile della metà. L&#8217;UE dovrebbe assicurare la piena coerenza delle sovvenzioni della Politica Agricola Comune con le politiche ambientali dell&#8217;UE e degli obiettivi di sviluppo sostenibile.</p>
<p>L’adozione di importanti criteri di responsabilità sociale di impresa per le  imprese europee che operano all&#8217;interno e all&#8217;esterno dell&#8217;Unione europea: le attività delle imprese dell&#8217;UE all&#8217;estero, tra cui gli investimenti nelle industrie estrattive come la registrazione, l&#8217;estrazione mineraria e la pesca dovrebbero essere coerenti con i criteri di sostenibilità.</p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Perché è raddoppiato il numero dei miopi in una generazione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2015 15:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Miopia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>
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					<description><![CDATA[Boom della miopia. sempre più ragazzi faticano a mettere a fuoco oggetti distanti. i numeri più preoccupanti in Cina. Ma anche Europa e USA non scherzano&#8230; A Guangzhou, nel sud della Cina, c&#8217;era il più grande centro oftalmico del paese asiatico, ma cinque anni fa è stato necessario un ingrandimento della struttura. Troppi ragazzi avevano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24809" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_Miopia_ragazzi-14646-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Boom della miopia. sempre più ragazzi faticano a mettere a fuoco oggetti distanti. i numeri più preoccupanti in Cina. Ma anche Europa e USA non scherzano&#8230;</p>
<p>  <span id="more-24810"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">A Guangzhou, nel sud della Cina, c&#8217;era il più grande centro oftalmico del paese asiatico, ma cinque anni fa è stato necessario un ingrandimento della struttura. Troppi ragazzi avevano bisogno di visite oculistiche, un vero e peroprio boom dei difetti visivi. In quest&#8217;area del mondo si è verificato un incremento vertiginoso dei casi di miopia. Sessant&#8217;anni fa nemmeno il 20% dei cinesi aveva problemi alla vista. Oggi oltre il 90% dei giovani del gigante asiatico porta gli occhiali. Nella vicina Corea si raggiunge la cifra record: a Seoul, il 96.5% dei diciannovenni è ipovedente.</span></p>
<p>Gli Stati Uniti e l&#8217;Europa seguono questo trend: i miopi sono raddoppiati dagli anni sessanta.</p>
<p>Siccome gli occhi si sviluppano durante la crescita dell&#8217;individuo, la miopia, che è un difetto del bulbo oculare, emerge spesso durante l&#8217;adolescenza.</p>
<p>Gli studiosi stanno cercando di capire il perché di questo fenomeno. L&#8217;antica immagine del giovane che passa troppo tempo sui libri non funziona più. Anche legare il tutto al fattore genetico non è sufficiente: nel 1969 uno studio su alcune popolazioni dell&#8217;Alaska dimostrò che i padri che avevano vissuto in comunità isolate non soffrivano di miopia (solo 2 su 131 ne erano affetti), mentre la metà dei loro figli faticavano a mettere a fuoco oggetti distanti. Questo dimostra che ci sono anche fattori ambientali che favoriscono lo sviluppo di questo difetto visivo.</p>
<p>Gli studi hanno legato l&#8217;insorgere della miopia sui ragazzi alle ore passate sui libri, o al computer, ma non è stata elaborata una teoria condivisa fino al 2007. Come spiega la <a href="http://www.nature.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rivista Nature</a>, in quell&#8217;anno Donald Mutti e i suoi colleghi all&#8217;Ohio State University College diffusero i dati di uno <a href="http://optometry.osu.edu/news/article.cfm?id=330" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> che aveva coinvolto più di 500 ragazzini californiani che all&#8217;inizio della ricerca non avevano problemi visivi.</p>
<p>Dopo cinque anni, un quinto dei bambini era affetto da miopia e il solo fattore ambientale associato al rischio risultava il tempo speso all&#8217;aperto. Sembrò una conclusione strana agli stessi ricercatori. </p>
<p>L&#8217;anno seguente uno studio condotto in Australia giunse più o meno alle stesse conclusioni: i ricercatori scoprirono che i bambini che trascorrevano meno tempo all&#8217;aperto erano più soggetti alla miopia.</p>
<p>Inoltre i ragazzini che trascorrevano più tempo all&#8217;aperto non erano per forza cattivi studenti, anzi studiavano e leggevano come gli altri.</p>
<p>Già alcuni studi sugli animali avevano dimostrato la funzione protettrice della luce, ma si trattava solo di esperimenti su volatili.</p>
<p>L&#8217;ipotesi in campo era che la luce stimolasse il rilascio di dopamina nella retina e questo neurotrasmettitore impedisse la malformazione dl bulbo oculare. La dopamina infatti gioca un ruolo cruciale nella buona trasmissione delle immagini al cervello. Sembra anche che sia in grado di evitare una crescita eccessiva dell’occhio dalla nascita ai 25 anni, il cosiddetto &#8216;occhio troppo lungo&#8217; che rende l’occhio miope.</p>
<p>Ian Morgan, un ricercatore della Australian National University di Canberra, ha stimato che i ragazzi dovrebbero trascorrere all&#8217;aperto tre ore al giorno per assumere la luce necessaria al benessere degli occhi. Un esperimento che conferma questa teoria si è svolto a Taiwan: una scuola ha obbligato i ragazzi a stare fuori durante le pause per un totale di 80 minuti al giorno. Dopo un anno i medici hanno diagnosticato la miopia all&#8217;8% degli studenti. La scuola a fianco, che non aveva aderito al programma, aveva un tasso di miopi del 18%.</p>
<p>Purtroppo non tutte le scuole hanno spazi per fare attività all&#8217;aperto, inoltre questa opportunità si lega molto al clima delle diverse zone del pianeta, quindi la ricetta non è praticabile ovunque.</p>
<p>A quanto pare la vita all&#8217;aria aperta favorisce anche la vista, un motivo in più per non chiudersi in casa ma preferire attività all&#8217;aria aperta.</p>
<p>E con un piccolo sforzo possiamo evitare anche i difetti <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">estetici degli occhi, come </span><a href="https://www.ecoseven.net//?p=8839" target="_blank" style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">occhiaie e occhi gonfi: ci sono dei rimedi naturali</a><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p>a.po</p>
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		<title>Anev: dall&#8217;eolico, flusso finanziario di 3.5 miliardi di euro l&#8217;anno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/eolica/anev-dall-eolico-flusso-finanziario-di-3-5-miliardi-di-euro-l-anno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2014 14:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eolica]]></category>
		<category><![CDATA[addetti]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo Simone Togni, presidente dell&#8217;Anev, il settore eolico incanala ogni anno un consistente flusso finanziario fra investimenti diretti e indiretti L’eolico vale 3.5 miliardi di euro all’anno. Parola di Simone Togni, presidente dell&#8217;Anev (Associazione nazionale energia del vento), che in occasione del Convegno Istituzionale ‘Eolico come raggiungere gli obiettivi europei al 2030 tra falsi miti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18070" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_energia_eolico_flusso_finanziario_Anev-11272-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Secondo Simone Togni, presidente dell&#8217;Anev, il settore eolico incanala ogni anno un consistente flusso finanziario fra investimenti diretti e indiretti</p>
<p>  <span id="more-18071"></span>  </p>
<p>L’<strong>eolico</strong> vale 3.5 miliardi di euro all’anno. Parola di Simone Togni, presidente dell&#8217;Anev (Associazione nazionale energia del vento), che in occasione del Convegno Istituzionale ‘Eolico come raggiungere gli obiettivi europei al 2030 tra falsi miti e fatti concreti’ svoltosi ieri presso l’Auditorium del GSE, ha individuato nel settore <strong>eolico</strong> un consistente flusso finanziario fra <strong>investimenti</strong> diretti e indiretti. </p>
<p>‘L’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15585" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>eolico</strong></a> conta oggi oltre 37.000 addetti e con un&#8217;adeguata crescita, si potrebbe giungere a oltre 67.000 <strong>addetti</strong> nel 2020’ – ha dichiarato Togni nel corso del Convegno.</p>
<p>‘Per raggiungere questi obiettivi – ha proseguito Togni &#8211; è  indispensabile innalzare il target del 27% di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17804" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rinnovabili</strong></a> in più al 2030, come proposto dalla Commissione Europea, e renderlo vincolante per i singoli Stati membri&#8217;.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Agricoltura, a Lecce la Cia s&#8217;interroga sulle opportunità per aziende e giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 04:17:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Piu&#8217; agricoltura per nutrire il mondo. Questo lo slogan scelto per la VII Conferenza economica della Confederazione italiana agricoltori (Cia), che si svolgerà il 21 e 22 giugno nella splendida cornice del Castello Carlo V a Lecce Obiettivo della Conferenza, quello di coinvolgere le istituzioni (europee, nazionali e locali), il mondo produttivo e la rappresentanza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3341" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura_955-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Piu&#8217; agricoltura per nutrire il mondo. Questo lo slogan scelto per la VII Conferenza economica della Confederazione italiana agricoltori (Cia), che si svolgerà il 21 e 22 giugno nella splendida cornice del Castello Carlo V a Lecce</p>
<p>  <span id="more-12464"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Obiettivo della <strong>Conferenza</strong>, quello di coinvolgere le istituzioni (europee, nazionali e locali), il mondo produttivo e la rappresentanza <strong>agroalimentare</strong> in un confronto serrato su un unico grande interrogativo: come offrire opportunità di crescita alle aziende e futuro ai giovani che intendono impegnarsi nel comparto. Quest&#8217;ultimi, secondo i dati illustrati dalla Cia hanno contribuito nel primo trimestre dell&#8217;anno, in controtendenza rispetto all&#8217;andamento generale, si alla crescita del valore aggiunto dell&#8217;agricoltura (+4,7%), sia a quella di lavoro (+0,7%) e di export (+6,6) del settore.</span><br /> Eppure &#8211; osserva la Cia &#8211; nonostante i segnali positivi che arrivano dalle statistiche, sono ancora tanti i problemi che soffocano l&#8217;<strong>agricoltura</strong>: il forte aumento dei costi produttivi e degli oneri fiscali, con la questione Imu ancora aperta; l&#8217;iniqua distribuzione del valore lungo la filiera; la mancanza di terre e sostegni ai giovani. <br /> E poi &#8211; aggiunge l&#8217;associazione di categoria &#8211; a livello Ue la riforma della Pac è al rush finale e bisogna lavorare affinché il compromesso finale, previsto per la fine di giugno, tuteli la qualità dell&#8217;agricoltura italiana e i redditi dei nostri produttori. Senza dimenticare il tema della sicurezza alimentare globale, messa a rischio da fenomeni come il &#8221;land grabbing&#8221;, l&#8217;accaparramento dei terreni da parte delle multinazionali. </p>
<p>L&#8217;appuntamento di Lecce, che sarà aperto il 21 giugno dalla relazione del presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, darà spazio a tutti questi temi e alla nascita di Agrinsieme, nuova rappresentanza agricola italiana. Alla &#8221;due giorni&#8221; salentina interverrà il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo. Parteciperanno ai lavori il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il vicepresidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Luca Sani, la vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato Leana Pignedoli, i due sottosegretari di Stato per le Politiche agricole Giuseppe Castiglione e Maurizio Martina.<br /> Saranno presenti anche tutti i protagonisti del coordinamento Agrinsieme: il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, il presidente di Legacoop agroalimentare Giovanni Luppi, il presidente di Fedagri Confcooperative Maurizio Gardini, il presidente di Agci-Agrital Giampaolo Buonfiglio. <span style="line-height: normal;">(com)</span></p>
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