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	<title>brevetti &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Può un&#8217;intelligenza artificiale essere responsabile di un brevetto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Aug 2019 23:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Algoritmo Dabus]]></category>
		<category><![CDATA[brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[brevetto]]></category>
		<category><![CDATA[Dabus AI]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà intellettuale]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati sostengono che le regole secondo cui i brevetti debbano andare solo agli uomini sono obsolete Alcuni scienziati e avvocati del Regno Unito stanno combattendo con gli uffici brevetti di tre paesi diversi per capire come gestire il credito per delle nuove invenzioni prodotte da algoritmi di intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato dalla BBC, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38173" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Brevetto_AI_CUT.jpg" alt="" width="810" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Brevetto_AI_CUT.jpg 810w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Brevetto_AI_CUT-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Brevetto_AI_CUT-768x380.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></p>
<p>Gli scienziati sostengono che le regole secondo cui i brevetti debbano andare solo agli uomini sono obsolete</p>
<p>  <span id="more-38174"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni scienziati e avvocati del Regno Unito stanno combattendo con gli uffici brevetti di tre paesi diversi per capire come gestire il credito per delle <strong>nuove invenzioni prodotte da algoritmi di <a href="https://www.ecoseven.net/canali/scienze/che-pensa-l-intelligenza-artificiale-del-jazz.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">intelligenza artificiale</a>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto riportato dalla <a href="https://www.bbc.com/news/technology-49191645" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BBC</a>, gli esperti legali e l&#8217;ingegnere americano Stephen Thaler, inventore di un <strong>algoritmo chiamato <em>Dabus AI</em></strong>, hanno presentato domanda di brevetto nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti a nome di Dabus, sostenendo che l&#8217;algoritmo merita una corretta attribuzione per la progettazione di nuovi prodotti, ma <strong>gli uffici brevetti hanno respinto</strong> tutti e tre <strong>la richiesta</strong>, sostenendo che tradizionalmente i diritti legali vanno alle persone e non agli algoritmi.</p>
<p style="text-align: justify;">È un tipo di questione legale molto insolita che però mostra come i nostri sistemi non siano preparati per accogliere le nuove tecnologie emergenti.<br />Gli scienziati ritengono che <em>Dabus AI</em> meriti credito legale come inventore del contenitore ad incastro facile per i robot basato sul frattale che ha progettato, così come di una lampada che è stata costruita per lampeggiare secondo uno schema che rispecchia l&#8217;attività cerebrale. E quindi, di conseguenza, i diritti legali sulla creazione dovrebbero andare a chi ha effettivamente creato l&#8217;algoritmo in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stato attuale, la persona dietro <em>Dabus AI</em> non ha alcun diritto legale per questi brevetti, che sono legati alla sua invenzione primaria, ovvero l&#8217;algoritmo.<br />Questo mette davvero in crisi l&#8217;intero sistema di proprietà intellettuale, perché anche se l&#8217;idea di avere un inventore umano dietro ogni brevetto è sempre stata necessaria a mantenere i brevetti nelle mani degli inventori anziché delle società, ora le cose sono cambiate e non si possono non fare i conti con il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, si tratta di una questione legale complessa che potrebbe richiedere anni prima di essere risolta, ma è necessario che si trovino dei nuovi appigli per far sì che i meriti vadano sempre nelle tasche giuste.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La storia recente d&#8217;Italia attraverso i simboli del made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 10:43:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-Game News]]></category>
		<category><![CDATA[brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[eni]]></category>
		<category><![CDATA[italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[marchi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
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					<description><![CDATA[Una mostra che racconta l&#8217;Italia tra il 1948 ed il 1970 attraverso &#8216;marchi, loghi, copyright e brevetti&#8217;. Il biglietto da visita di quello che sarebbe presto diventato il &#8216;Made in Italy&#8217;, un patrimonio che in tutto il mondo significa Saper Vivere. Tra le iniziative per i 150 anni&#160;dell&#8217;Unit&#224; d&#8217;Italia, l&#8217;Archivio Centrare di Stato (a Roma) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-895" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/03/images_igallery_resized_lanci-homepage_copyright-italia-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Una mostra che racconta l&#8217;Italia tra il 1948 ed il 1970 attraverso &#8216;marchi, loghi, copyright e brevetti&#8217;. Il biglietto da visita di quello che sarebbe presto diventato il &#8216;Made in Italy&#8217;, un patrimonio che in tutto il mondo significa Saper Vivere.</p>
<p> <span id="more-896"></span> </p>
<p>Tra le iniziative per i 150 anni&nbsp;dell&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia, l&rsquo;Archivio Centrare di Stato (a Roma) ha organizzato e ospitatera&rsquo; dal prossimo 25 marzo una interessante iniziativa: la mostra &ldquo;Copyright Italia &#8211; Brevetti, Marchi, Prodotti 1948-1970&rdquo;. Una carrellata sull&rsquo;immagine che l&rsquo;Italia della ripresa e del miracolo economico dava di se stessa attraverso al ricca produzione di &quot;logotipi&quot;, marchi, brevetti. Una sorta di biglietto da visita di quello che da li a poco il Made in Italy (con il suo capitale di tradizioni legate al <em>saper vivere</em>) sarebbe diventato da li a poco.</p>
<p>Di particolare interesse all&rsquo;interno della mostra il ricco Archivio Storico Eni, con la sua imponente documentazione &egrave; tra i pi&ugrave; ricchi archivi aziendali  d&rsquo;Italia.&nbsp; Disposti idealmente su una linea retta, tutti i documenti  censiti o inventariati dall&rsquo;Archivio Storico Eni darebbero vita a&nbsp;  cinque chilometri di documentazione in gran parte ordinata, che  comprende tra le altre cose, 400.000 immagini e circa 5.000 pezzi di  audiovisivi.</p>
<p>Tra questi spiccano  immagini e i video che&nbsp; illustrano il  lavoro, le sfide e i momenti di vita quotidiana sulle piattaforme Eni di  maggiore importanza, dalla Perro Negro alla Paguro e Saipem 2, che  fanno guadagnare al Cane a sei zampe il primato delle operazioni  offshore in Europa. In meno di quindici anni (dal 1958 al 1972)</p>
<p>(VG)</p>
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