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	<title>appetito &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Scoperto nel cervello l’interruttore della fame</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 11:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[appetito]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[interruttore]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
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					<description><![CDATA[Qual è la zona del cervello che ci fa smettere di mangiare? C’è un nucleo di cellule nel cervello che ci fa smettere di mangiare quando siamo sazi. Lo hanno scoperto, quasi per caso, gli scienziati della Johns Hopkins University School of Medicine mentre conducevano una ricerca sul sistema di apprendimento e memoria nei topi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-31009" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Obesita___infantile-17798-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Qual è la zona del cervello che ci fa smettere di mangiare?</p>
<p>  <span id="more-31010"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">C’è un nucleo di cellule nel cervello che ci fa smettere di mangiare quando siamo sazi. Lo hanno scoperto, quasi per caso, gli scienziati della Johns Hopkins University School of Medicine mentre conducevano una ricerca sul sistema di apprendimento e memoria nei topi.</span></p>
<p>Su ‘<a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2016/03/160317145956.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Science</a>’ spiegano che si tratta di cellule nervose che sembrano controllare il comportamento alimentare nei topi e ciò spiega molte cose sul come il cervello ci dica quando è il momento di smettere di mangiare.</p>
<p>È una scoperta che potrebbe farci fare grandi passi in avanti nella lotta all’obesità.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘Quando il tipo di cellule del cervello che abbiamo scoperto si accende e manda alcuni segnali, i nostri topi di laboratorio smettono di mangiare’, spiega Richard Huganir, direttore del Dipartimento di Neuroscienze presso la Johns Hopkins University School of Medicine.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">In sostanza questi segnali dicono ai topi che hanno mangiato a sufficienza.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La chiave della ricerca è l’enzima Ogt, un un catalizzatore biologico coinvolto in molte funzioni corporee. Gli animali privati di questo enzima hanno mangiato di più degli altri in condizioni ‘normali’.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L’enzima in questione agisce anche in un piccolo gruppo di cellule nervose all&#8217;interno di un cluster di neuroni: il cosiddetto ‘nucleo paraventricolare’.</span></p>
<p>In queste cellule l’enzima Ogt aiuta a mantenere in vita le sinapsi; queste cellule sono responsabili dell&#8217;invio del messaggio di smettere di mangiare.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘Se i nostri risultati saranno confermati su altri animali e sull&#8217;uomo, potranno aprire la strada alla ricerca di farmaci o altri mezzi per controllare la fame’, spiega il ricercatore Olof Lagerlöf.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=9159" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Avere un cane in casa potrebbe aiutare a combattere l’obesita’ infantile: i padroni di un amico a quattro zampe si muovono molto di piu’ e raggiungono i livelli consigliati di attivita’ fisica</a>.</span></p>
<p> </p>
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		<title>Hai sempre fame? 7 possibili cause</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2015 14:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[appetito]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Mangeresti a qualsiasi ora? Proviamo a cercare le cause del tuo perenne appetito Avere appetito è una bellissima cosa, specie se abbiamo fatto attività fisica, abbiamo lavorato tutto il giorno ed è arrivata l&#8217;ora di sedersi a tavola. Tuttavia non essere mai sazi può essere un problema. Perché ci viene da prire il frigo così [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-26018" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_affamato-15247-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Mangeresti a qualsiasi ora? Proviamo a cercare le cause del tuo perenne appetito</p>
<p>  <span id="more-26019"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Avere appetito è una bellissima cosa, specie se abbiamo fatto attività fisica, abbiamo lavorato tutto il giorno ed è arrivata l&#8217;ora di sedersi a tavola. Tuttavia non essere mai sazi può essere un problema. Perché ci viene da prire il frigo così spesso? Ecco alcune possibili cause:</span></p>
<h2>Sei disidratato</h2>
<p>Una piccola disidratazione può essere confusa con la fame. In realtà il tuo corpo ha bisogno di acqua. Se ti senti affamato e ti stai chiedendo il perché, prima bevi dell&#8217;acqua e attendi un quarto d&#8217;ora.</p>
<h2>Dormi poco</h2>
<p>Poco sonno può far accrescere il livello di grelina, un ormone che stimola l&#8217;appetito; inoltre diminuisce il livello di leptina, un ormone che dà senso di sazietà.</p>
<h2>Botta di zuccheri?</h2>
<p>Se ti abbuffi di carboidrati semplici, ad esempio mangi molti dolci, biscotti, crackers, il tuo livello di zuccheri nel sangue sale rapidamente. Ma altrettanto rapidamente &#8216;svanisce l&#8217;effetto&#8217; e quindi ti ritrovi al punto di partenza desideroso di un&#8217;altro giro di dolci. Se vivi in un &#8216;altalena&#8217; di glucosio sarai più esposto a fame improvvisa e fuori pasto.</p>
<h2>Bevi troppo?</h2>
<p>Spesso l&#8217;alcool stimola l&#8217;appetito e alcuni studi hanno dimostrato che siamo più portati a mangiare cibi calorici dopo aver bevuto. Inoltre i superalcolici ti disidratano, e torniamo al punto n.1.</p>
<h2>Mangi poche proteine?</h2>
<p>Le proteine ti aiutano ad aumentare il senso di sazietà, quindi prova a mangiare yogurt greco, uova, carne magra e cereali integrali.</p>
<h2>Salti i pasti?</h2>
<p>Se salti un pasto è peggio, perché il tuo stomaco produce grelina e l&#8217;appetito cresce e quando sei davanti al cibo rischi di esagerare. Meglio tenere una certa regolarità e mangiare qualche snack salutare tra i pasti.</p>
<h2>Ti ingozzi?</h2>
<p>È meglio mangiare con calma e dare al nostro organismo la sensazione che ci stiamo saziando a dovere. Sarà più semplice sentirsi a posto. Inoltre se ti sembra di avere ancora un languorino attendi venti minuti prima di mangiare ancora; è il tempo &#8216;tecnico&#8217; che serve al senso di sazietà per arrivare al tuo cervello.</p>
<p>C&#8217;è anche il fenomeno della fame <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6610" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nervosa e in questo caso si consiglia il melone</a>.</p>
<p>Come sempre, questi sono dei suggerimenti di massima, in caso di disfunzioni bisogna consultare un medico e fare le dovute analisi.</p>
<p>a.po</p>
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		<title>Perché la marijuana mette fame?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/perche-la-marijuana-mette-fame/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 13:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[appetito]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[fame chimica]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo sballo, la marijuana è studiata per le sue proprietà mediche In gergo la chiamano &#8216;fame chimica&#8217;, ma lo stimolo dell&#8217;appetito fornito dalla cannabis è oggetto di ricerche perché a livello medico potrebbe aiutare mettere fame a persone che per varie ragioni sono inappetenti. Funziona così: il recettore CB1 viene stimolato dal dronabinol, principale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-24248" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_marijuana-14363-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Non solo sballo, la marijuana è studiata per le sue proprietà mediche<br /></span></p>
<p>  <span id="more-24249"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">In gergo la chiamano &#8216;fame chimica&#8217;, ma lo stimolo dell&#8217;appetito fornito dalla cannabis è oggetto di ricerche perché a livello medico potrebbe aiutare mettere fame a persone che per varie ragioni sono inappetenti.</span></p>
<p>Funziona così: il recettore CB1 viene stimolato dal dronabinol, principale principio attivo della cannabis (comunemente detto THC); i<span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">l <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Recettori_cannabinoidi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recettore CB1</a> quindi stimola il rilascio di un ormone che mette appetito. (Infatti si pensa che limitando la sua attività si possa perdere peso). C&#8217;è da dire che il meccanismo secondo il quale questo recettore stimola o meno la fame è ancora oggetto di studio.</span></p>
<p><a href="http://bbs.yale.edu/about/article.aspx?id=8791" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Neuroscienziati dell&#8217;università di Yale </a>hanno svelato che le cellule nervose chiamate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proopiomelanocortina" target="_blank" rel="noopener noreferrer">POMC</a> giocano un ruolo chiave in questo processo. Si era sempre pensato che le cellule POMC promuovessero un senso di sazietà, ma il nuovo studio ha scoperto che questi neuroni liberano anche ormoni che stimolano l&#8217;appetito.</p>
<p>Per questo la cannabis può avere un&#8217;importanza per alcune terapie: ad esempio ridare l&#8217;appetito ai malati di tumore che lo perdono a causa delle chemioteapie o stimolare la fame nelle persone che soffrono di anoressia.</p>
<p>Quest&#8217;autunno abbiamo dato la notizia che l’esercito italiano produrrà la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20194" target="_blank" rel="noopener noreferrer">marijuana di Stato, da utilizzare a scopo terapeutico</a>.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
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		<title>I cibi morbidi sono più calorici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/i-cibi-morbidi-sono-piu-calorici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 20:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[appetito]]></category>
		<category><![CDATA[calorie]]></category>
		<category><![CDATA[cibi morbidi]]></category>
		<category><![CDATA[masticare]]></category>
		<category><![CDATA[peso]]></category>
		<category><![CDATA[sazietà]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata scoperta una relazione tra la forma del cibo, la masticazione e l’assunzione delle calorie. Leggi lo studio effettuato dall&#8217;Università di Wageningen, in Olanda Puree di verdure, lasagne, pomodori pelati ingeriti in grandi bocconi e sottoposti a pochi atti masticatori, hanno un tasso assunzione al minuto maggiore dei cibi solidi. Secondo uno studio effettuato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-11188" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_igallery_resized_enogastronomia_lasagne-7551-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 13px;">È stata scoperta una relazione tra la forma del cibo, la masticazione e l’assunzione delle calorie. Leggi lo studio effettuato dall&#8217;Università di Wageningen, in Olanda</span></p>
<p>  <span id="more-11189"></span>  </p>
<p>Puree di verdure, lasagne, pomodori pelati ingeriti in grandi bocconi e sottoposti a pochi atti masticatori, hanno un tasso assunzione al minuto maggiore dei cibi solidi.</p>
<p>Secondo uno studio effettuato dall&#8217;Università olandese di Wageningen insieme ai ricercatori del Centro di Ricerca Nestlè (Nrc), esiste una relazione tra la forma dei cibi, il tempo di masticazione e la quantità di calorie assunte. Gli esperti hanno analizzato il nesso tra le caratteristiche di un pasto, il senso di sazietà e la conseguente assunzione di nutrienti e calorie. Mangiare cibi più &#8216;morbidi&#8217; risulterebbe meno appagante rispetto a quelli più solidi, consumati con piccoli morsi e masticate lunghe che aumenterebbero il senso di sazietà riducendo, quindi, le quantità ingerite. <br />&#8216;Questi studi &#8211; ha detto Ciaran Forde, ricercatore che ha condotto lo studio &#8211; ci danno la possibilità di conoscere l&#8217;impatto che gli alimenti, nelle diverse forme, hanno sul comportamento alimentare, sul senso di sazietà e sull&#8217;assunzione di cibo. Il nostro obiettivo e&#8217; aiutare i consumatori a raggiungere la sazietà ingerendo meno calorie&#8217;.</p>
<p>Pubblicato recentemente su &#8216;Appetite&#8217;, lo studio ha indagato, in una prima fase, l&#8217;influenza della dimensione dei morsi e della durata della masticazione nella soddisfazione della fame e, di conseguenza, sulle calorie assunte; in una seconda fase, la variabile della forma della pietanza servita come variabile decisive per spegnere l&#8217;appetito.</p>
<p>(dp)</p>
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