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	<title>Mobilità &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Colpo di sonno alla guida: 7 errori da evitare d&#8217;estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[colpo di sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[Il colpo di sonno alla guida è una delle cause più sottovalutate di incidente stradale, e d&#8217;estate il rischio aumenta sensibilmente: il caldo, i lunghi viaggi verso le località di vacanza, le partenze notturne per evitare il traffico e le giornate iniziate troppo presto mettono il corpo alla prova proprio quando serve la massima lucidità. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319690 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/colpo-di-sonno-alla-guida-1024x683.webp" alt="colpo di sonno alla guida" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/colpo-di-sonno-alla-guida-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/colpo-di-sonno-alla-guida-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/colpo-di-sonno-alla-guida-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/colpo-di-sonno-alla-guida.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il colpo di sonno alla guida è una delle cause più sottovalutate di incidente stradale, e d&#8217;estate il rischio aumenta sensibilmente: il caldo, i lunghi viaggi verso le località di vacanza, le partenze notturne per evitare il traffico e le giornate iniziate troppo presto mettono il corpo alla prova proprio quando serve la massima lucidità. La cosa più importante da capire è che il colpo di sonno non si combatte con la forza di volontà: arriva in modo insidioso, spesso senza che ce ne accorgiamo, e l&#8217;unico rimedio reale è prevenirlo. Ecco i sette errori più comuni che lo favoriscono, e come evitarli.</p>
<h2>Ecco 7 errori che devi assolutamente evitare per non rischiare il colpo di sonno alla guida</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">1. Ignorare i primi segnali di sonnolenza</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il primo errore è il più diffuso: pensare di poter &#8220;resistere ancora un po&#8217;&#8221;. Sbadigli ripetuti, palpebre pesanti, difficoltà a mantenere la corsia, lo sguardo che si fissa nel vuoto, il non ricordare gli ultimi chilometri percorsi sono tutti segnali che il cervello sta cedendo. Non vanno mai ignorati: quando compaiono, l&#8217;unica risposta sicura è fermarsi. Il colpo di sonno può durare pochi secondi, ma a 130 km/h in pochi secondi si percorrono decine di metri senza controllo.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">2. Partire dopo una notte corta</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In estate è frequente mettersi in viaggio all&#8217;alba dopo aver dormito poche ore, magari per la fretta di arrivare al mare o per evitare le code. Affrontare un lungo tragitto con un debito di sonno accumulato è uno degli errori più pericolosi, perché la stanchezza non fa che aumentare chilometro dopo chilometro così come il rischio di subire realmente un colpo di sonno alla guida. Una notte di riposo adeguato prima della partenza vale più di qualsiasi accorgimento preso durante il viaggio.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">3. Guidare nelle ore più critiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Non tutte le ore sono uguali. I momenti in cui il nostro orologio biologico spinge naturalmente verso il sonno sono le prime ore del pomeriggio, soprattutto dopo pranzo, e la fascia centrale della notte fino all&#8217;alba. D&#8217;estate, le partenze notturne per sfuggire al caldo e al traffico cadono proprio in queste finestre critiche. Quando possibile, conviene pianificare il viaggio nelle ore di maggiore vigilanza ed evitare di guidare nei momenti in cui il corpo chiede riposo.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">4. Sottovalutare il caldo in abitacolo</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/fitness/7-consigli-per-allenarsi-con-il-caldo/" target="_blank" rel="noopener">Il caldo è un fattore aggravante</a> specifico dell&#8217;estate. Un abitacolo surriscaldato, l&#8217;aria stagnante e la disidratazione riducono l&#8217;attenzione e accentuano la sonnolenza. L&#8217;errore è guidare in una vettura troppo calda o non bere a sufficienza. Mantenere l&#8217;abitacolo fresco e ventilato, fare ricambi d&#8217;aria regolari e bere acqua durante le soste aiuta a restare lucidi. Anche un colpo di calore lieve può manifestarsi come stanchezza improvvisa.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">5. Non fare pause regolari</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Tirare dritto per arrivare prima è un classico, ma è un errore. La regola condivisa è fermarsi almeno ogni due ore di guida, anche solo per pochi minuti: scendere dall&#8217;auto, sgranchirsi, respirare aria fresca e rimettere in movimento la circolazione. Le pause non sono tempo perso, ma il modo più efficace per spezzare l&#8217;accumulo di stanchezza e ripartire più vigili.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">6. Affidarsi ai &#8220;rimedi&#8221; che non funzionano</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Aprire il finestrino, alzare il volume della musica, schiaffeggiarsi le guance: sono tutti trucchi che danno un&#8217;illusione di vigilanza per pochi istanti, ma non risvegliano davvero un cervello che chiede sonno. Affidarsi a questi espedienti per proseguire è un errore pericoloso, perché maschera il problema senza risolverlo. Se il sonno si fa sentire, nessun accorgimento sostituisce una vera sosta.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">7. Non concedersi un pisolino quando serve</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;errore finale che commette chi rischia un colpo di sonno alla guida è considerare la sosta per dormire una perdita di tempo o un segno di debolezza. Quando la sonnolenza è forte, il rimedio più efficace in assoluto è fermarsi in un&#8217;area di servizio sicura e concedersi un breve riposo di una quindicina di minuti. Un caffè può dare un aiuto, ma il suo effetto richiede tempo per manifestarsi: l&#8217;ideale è berlo e poi riposare brevemente, così da ripartire davvero rigenerati. Nessuna scadenza vale quanto arrivare a destinazione sani e salvi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In conclusione</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.menscpz.it/blog-single-sonnolenza-guida.html" target="_blank" rel="noopener">Il colpo di sonno alla guida</a> si previene con il buon senso più che con i rimedi dell&#8217;ultimo minuto: arrivare riposati alla partenza, evitare le ore critiche, tenere l&#8217;abitacolo fresco, fare pause regolari e — soprattutto — fermarsi davvero quando il corpo lo chiede. D&#8217;estate, con il caldo e i lunghi spostamenti, questi accorgimenti contano ancora di più. Guidare sicuri significa ascoltare i segnali del proprio corpo e non anteporre mai la fretta alla sicurezza, propria e degli altri.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>ATTENZIONE!!! Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce le indicazioni delle autorità competenti in materia di sicurezza stradale. In caso di stanchezza alla guida, l&#8217;unica scelta sicura è interrompere il viaggio e riposare.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Navi cargo a vela: il vento come alleato per consumare e inquinare meno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/barche/navi-cargo-a-vela-vento-consumi-emissioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Accetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 09:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Barche]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni la ricerca applicata al trasporto marittimo ha riscoperto la vela come supporto ai motori delle navi cargo. L&#8217;obiettivo è concreto: ridurre il consumo di carburante e le emissioni senza compromettere affidabilità e operatività. Le vele e i sistemi eolici a bordo non sostituiscono i motori, ma possono affiancarli riducendo il carico sui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure><img decoding="async" style="width: 100%; height: auto;" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/05/navi-cargo-a-vela-vento-consumi-emissioni.webp" alt="Nave cargo con assistenza di vele moderne e sistema eolico" /></figure>
<p>Negli ultimi anni la ricerca applicata al trasporto marittimo ha riscoperto <a href="https://www.rinnovabili.it/mobilita/navigazione/navi-cargo-a-vela/" target="_blank" rel="noopener">la vela come supporto ai motori delle navi cargo</a>. L&#8217;obiettivo è concreto: ridurre il consumo di carburante e le emissioni senza compromettere affidabilità e operatività.</p>
<p>Le vele e i sistemi eolici a bordo non sostituiscono i motori, ma possono affiancarli riducendo il carico sui propulsori. Prototipi attuali mostrano potenziali risparmi di carburante stimati tra il 10% e il 35% in funzione di rotta, vento e tipo di nave.</p>
<h2>Come funzionano le vele moderne sulle navi cargo</h2>
<p>Le soluzioni moderne usano vele rigide o semi-rigide, alberi retrattili e sistemi di controllo computerizzato. Questi elementi convertono la forza del vento in spinta longitudinale e riducono la potenza richiesta dai motori principali.</p>
<p>Esistono anche dispositivi che sfruttano correnti d&#8217;aria a quote elevate (kite o turbine fluttuanti) per generare energia elettrica da usare a bordo o per assistenza alla propulsione.</p>
<h3>Vantaggi tecnici</h3>
<p>Le vele riducono il consumo diretto di carburante, migliorano l&#8217;efficienza energetica complessiva e, se integrate correttamente, non impattano significativamente sulla manovrabilità delle navi in mare aperto.</p>
<h2>Progetti e prototipi significativi</h2>
<p>Alcune università e centri di ricerca stanno sperimentando diverse configurazioni:</p>
<h3>Modelli a più alberi (Università di Tokyo)</h3>
<p>Un progetto accademico prevede navi con più “alberi” che sostengono vele leggere realizzate con materiali compositi. La configurazione mira a massimizzare la spinta e a facilitare la gestione automatizzata delle vele.</p>
<h3>Sistemi eolici ad alta quota (proposte dalla Germania)</h3>
<p>In Germania sono in sviluppo dispositivi che operano a quote intorno ai 300 metri per sfruttare venti più stabili. Queste soluzioni usano tecnologie tipo kite o turbine fluttuanti per catturare energia sopra la superficie marina.</p>
<h2>Benefici attesi per armatori e ambiente</h2>
<p>I promotori dei progetti riportano possibili riduzioni del consumo di carburante dal 10% al 35%, variabili per rotta, condizioni meteo e tipologia di nave. Questo comporta un risparmio economico diretto e una riduzione delle emissioni di CO2 e altri inquinanti.</p>
<h2>Limitazioni e ostacoli pratici</h2>
<p>La diffusione su larga scala incontra ostacoli tecnici, finanziari e operativi. Integrare nuove strutture su navi esistenti richiede analisi strutturali e verifiche di sicurezza specifiche. Per le nuove costruzioni servono investimenti iniziali e la fiducia di armatori e istituti finanziari.</p>
<p>Altri limiti includono la variabilità del vento in zone costiere e portuali, e la necessità di procedure operative per l&#8217;entrata e l&#8217;uscita dai porti.</p>
<h2>Contesti operativi più adatti</h2>
<p>Le soluzioni eoliche e le vele sono più efficaci su rotte oceaniche con venti costanti e prevedibili. Per i traffici brevi o in aree con traffico intenso il contributo del vento è più limitato.</p>
<p>Un approccio realistico è l&#8217;ibridazione: motori efficienti affiancati da sistemi eolici che entrano in funzione quando le condizioni lo permettono.</p>
<h2>Implicazioni pratiche per armatori, porti e legislazione</h2>
<p>Per trasformare i prototipi in soluzioni commerciali servono test su scala reale, nuove norme tecniche e incentivi finanziari. Porti e autorità marittime dovranno adattare procedure di sicurezza e operatività per navi dotate di vele o sistemi ad alta quota.</p>
<h2>FAQ</h2>
<p>Di seguito risposte concise alle domande più frequenti.</p>
<h3>Le vele possono sostituire completamente i motori delle navi cargo?</h3>
<p>No. Le vele sono pensate come supporto ai motori, non come sostituto completo. Possono ridurre il carico sui propulsori e quindi il consumo di carburante, ma non garantiscono autonomia completa in tutte le condizioni di navigazione.</p>
<h3>Quali progetti esistono oggi?</h3>
<p>Tra i progetti citati ci sono studi universitari che propongono modelli a più alberi con vele leggere (esempio: Università di Tokyo) e proposte tedesche per sistemi eolici ad alta quota che sfruttano correnti d&#8217;aria stabili oltre la superficie marina.</p>
<h3>Quanto si può risparmiare di carburante?</h3>
<p>I promotori stimano riduzioni del consumo di carburante tra il 10% e il 35%, variabili in base a rotta, venti e tipologia di nave.</p>
<h3>Dove conviene installare questi sistemi?</h3>
<p>In particolare sulle rotte oceaniche con venti costanti e prevedibili. In aree portuali e rotte brevi il beneficio è più limitato e richiede soluzioni operative dedicate.</p>
<h3>Quali sono i principali ostacoli alla diffusione?</h3>
<p>Ostacoli principali: costi iniziali, necessità di studi strutturali per retrofit, regolamentazione, e la prova di affidabilità su scala commerciale.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>L&#8217;adozione di vele e sistemi eolici sulle navi cargo rappresenta una soluzione concreta per ridurre consumi e impatto ambientale del trasporto marittimo. Progetti esistenti mostrano potenzialità interessanti, ma servono investimenti, test operativi e coordinamento tra ricerca, industria e armatori per passare dalla fase dimostrativa a una diffusione su larga scala.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alla scoperta delle piste ciclabili della Toscana: itinerari tra natura e cultura</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/alla-scoperta-delle-piste-ciclabili-della-toscana-itinerari-tra-natura-e-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 14:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla Ciclovia dell’Arno alla via Francigena per esplorare la Regione in modo sostenibile e salutare La Toscana, famosa per i suoi paesaggi collinari, borghi medievali e città d&#8217;arte, offre anche una vasta rete di piste ciclabili che permettono di esplorare la regione in modo sostenibile e salutare. Questi itinerari ciclabili attraversano vigneti, oliveti, boschi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-221998" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pista-ciclabile-toscana-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pista-ciclabile-toscana-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pista-ciclabile-toscana-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pista-ciclabile-toscana-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pista-ciclabile-toscana-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pista-ciclabile-toscana.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Dalla Ciclovia dell’Arno alla via Francigena per esplorare la Regione in modo sostenibile e salutare</h2>
<p><span id="more-221986"></span></p>
<p>La Toscana, famosa per i suoi paesaggi collinari, borghi medievali e città d&#8217;arte, offre anche una vasta rete di piste ciclabili che permettono di esplorare la regione in modo sostenibile e salutare. Questi itinerari ciclabili attraversano vigneti, oliveti, boschi e coste, offrendo panorami mozzafiato e un&#8217;esperienza unica a contatto con la natura e la storia. Ecco una panoramica delle principali piste ciclabili della Toscana, ideali per ciclisti di tutti i livelli.</p>
<h3>1. Ciclovia dell&#8217;Arno</h3>
<p>La Ciclovia dell&#8217;Arno è uno dei percorsi ciclabili più importanti della Toscana, seguendo il corso del fiume Arno da Arezzo fino a Pisa. Questo itinerario attraversa città storiche come Firenze, dove è possibile ammirare monumenti e opere d&#8217;arte uniche al mondo. La ciclovia offre tratti di diversa difficoltà, con sezioni adatte alle famiglie e altre più impegnative per ciclisti esperti. Lungo il percorso, si possono ammirare paesaggi fluviali, campi coltivati e colline toscane, con numerose opportunità per soste culturali e gastronomiche.</p>
<h3>2. Via Francigena</h3>
<p>La Via Francigena è un antico itinerario di pellegrinaggio che attraversa tutta l&#8217;Europa, e la sua sezione toscana offre un percorso ciclabile affascinante. Da nord a sud, la via attraversa le province di Lucca, Pisa, Firenze, Siena e Grosseto, passando per borghi medievali, abbazie e campagne incontaminate. Questo percorso permette di immergersi nella storia e nella spiritualità della Toscana, con tappe che includono San Gimignano, Monteriggioni e Siena, dove è possibile gustare piatti tipici e vini locali.</p>
<h3>3. Ciclovia del Sole</h3>
<p>Parte di un progetto europeo più ampio, la Ciclovia del Sole in Toscana collega Bologna a Firenze, passando attraverso l&#8217;Appennino tosco-emiliano. Questo percorso offre una sfida per i ciclisti più esperti, con salite e discese che attraversano paesaggi montani, foreste e piccoli villaggi. La ciclovia offre viste spettacolari e la possibilità di scoprire una parte meno conosciuta ma altrettanto affascinante della Toscana.</p>
<h3>4. Ciclovia Tirrenica</h3>
<p>La Ciclovia Tirrenica segue la costa toscana da Massa a Capalbio, offrendo un itinerario lungo il Mar Tirreno che combina spiagge, pinete e città costiere. Questo percorso è ideale per chi ama il mare e vuole scoprire le località balneari della Toscana, come Viareggio, Livorno, Castiglioncello e Orbetello. La ciclovia è prevalentemente pianeggiante e adatta a tutte le età, con numerosi punti di ristoro e possibilità di sosta lungo il percorso.</p>
<h3>5. Ciclovia della Val d&#8217;Orcia</h3>
<p>La Val d0Orcia, patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO, offre uno dei percorsi ciclabili più scenografici della Toscana. Questo itinerario attraversa le colline ondulate, i cipressi e i campi di grano che caratterizzano la valle, passando per borghi pittoreschi come Pienza, Montalcino e Bagno Vignoni. La ciclovia è ideale per chi desidera un&#8217;esperienza di ciclismo immersa nella bellezza naturale e nella cultura enogastronomica della Toscana, con numerose cantine e agriturismi lungo il percorso.</p>
<h3>Consigli per i Ciclisti</h3>
<ul>
<li>Attrezzatura adeguata: assicurarsi di avere una bicicletta in buone condizioni, casco, kit di riparazione e abbigliamento adatto.</li>
<li>Mappa e itinerario: pianificare il percorso in anticipo e portare con sé una mappa o utilizzare app di navigazione specifiche per ciclisti.</li>
<li>Acqua e snack: portare sempre con sé acqua e snack per mantenersi idratati e avere energia durante il percorso.</li>
<li>Rispetto dell&#8217;ambiente: rispettare la natura e le aree protette, evitando di lasciare rifiuti e seguendo i sentieri segnalati.</li>
</ul>
<p>Le piste ciclabili della Toscana offrono un modo ecologico e salutare per esplorare una delle regioni più belle d&#8217;Italia. Che si tratti di pedalare lungo il fiume Arno, seguire le antiche vie dei pellegrini sulla Via Francigena, affrontare le sfide della Ciclovia del Sole, godersi il mare sulla Ciclovia Tirrenica o immergersi nei paesaggi da cartolina della Val d&#8217;Orcia, c’è un percorso per ogni ciclista. Prendere la bicicletta e partire alla scoperta della Toscana è un’esperienza indimenticabile, che permette di vivere appieno la bellezza, la cultura e la tradizione di questa straordinaria Regione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scoprire il Lazio in bicicletta: le migliori piste ciclabili per un viaggio sostenibile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/scoprire-il-lazio-in-bicicletta-le-migliori-piste-ciclabili-per-un-viaggio-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 13:53:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Le piste ciclabili del Lazio per esplorare, immersi nella natura, paesaggi mozzafiato, antichi borghi e meraviglie archeologiche Il Lazio, una regione ricca di storia, cultura e bellezze naturali, offre numerose opportunità per gli amanti delle due ruote. Le piste ciclabili del Lazio permettono di esplorare paesaggi mozzafiato, antichi borghi e meraviglie archeologiche, il tutto immersi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-221984" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pist-ciclabile-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pist-ciclabile-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pist-ciclabile-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pist-ciclabile-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pist-ciclabile-1536x1024.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/07/pist-ciclabile.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>Le piste ciclabili del Lazio per esplorare, immersi nella natura, paesaggi mozzafiato, antichi borghi e meraviglie archeologiche</h2>
<p><span id="more-221983"></span></p>
<p>Il Lazio, una regione ricca di storia, cultura e bellezze naturali, offre numerose opportunità per gli amanti delle due ruote. Le piste ciclabili del Lazio permettono di esplorare paesaggi mozzafiato, antichi borghi e meraviglie archeologiche, il tutto immersi nella natura. Scoprire il Lazio in bicicletta non solo promuove uno stile di vita sostenibile, ma consente anche di vivere un’esperienza unica e coinvolgente. Ecco una panoramica delle principali piste ciclabili presenti nella regione.</p>
<h3>1. Via Appia Antica</h3>
<p>Una delle piste ciclabili più affascinanti del Lazio è senza dubbio la Via Appia Antica. Questa antica strada romana, conosciuta anche come Regina Viarum (regina delle strade), offre un percorso unico attraverso la storia. La ciclabile inizia dal Parco Regionale dell&#8217;Appia Antica a Roma e si estende per oltre 15 chilometri.<br />
Pedalare su questa via permette di ammirare monumenti storici, tombe romane e resti archeologici, il  tutto circondati da un paesaggio rurale incantevole.</p>
<h3>2. Ciclovia del Tevere</h3>
<p>La Ciclovia del Tevere è un percorso che segue il corso del fiume Tevere, attraversando la città di Roma e proseguendo verso nord fino alla Riserva Naturale di Nazzano Tevere-Farfa. Questa pista ciclabile offre un’esperienza unica di Roma, lontano dal traffico cittadino, con la possibilità di ammirare scorci suggestivi del fiume e delle aree verdi circostanti. La ciclovia è ideale per famiglie e ciclisti di tutti i livelli, grazie alla sua pista pianeggiante e ben segnalata.</p>
<h3>3. Anello della Valle del Treja</h3>
<p>Situato tra i comuni di Calcata e Mazzano Romano, l&#8217;Anello della Valle del Treja è un percorso ciclabile che permette di esplorare una delle aree naturali più affascinanti del Lazio. Il percorso, che si sviluppa per circa 20 chilometri, attraversa boschi, prati e formazioni rocciose, offrendo viste spettacolari sulla Valle del Treja e sul suggestivo borgo di Calcata. È una pista ideale per chi ama la natura e desidera un&#8217;esperienza di ciclismo immersa nel verde.</p>
<h3>
4. Parco Ciclistico dei Castelli Romani</h3>
<p>Il Parco Ciclistico dei Castelli Romani è una rete di percorsi ciclabili che attraversa i pittoreschi borghi dei Castelli Romani, a sud di Roma. Questo parco ciclistico offre una varietà di itinerari adatti sia ai ciclisti esperti che ai principianti, permettendo di esplorare le colline, i vigneti e i laghi vulcanici della zona. Tra i percorsi più noti vi è la ciclabile che collega il Lago di Albano al Lago di Nemi, offrendo panorami spettacolari e la possibilità di degustare prodotti tipici locali.</p>
<h3>5. Ciclovia dei Monti Lucretili</h3>
<p>Per chi ama le sfide e i percorsi più impegnativi, la Ciclovia dei Monti Lucretili offre itinerari attraverso le montagne dell’Appennino laziale. Il Parco Naturale dei Monti Lucretili, situato a nord-est di Roma, offre una rete di percorsi ciclabili immersi in una natura incontaminata, tra boschi di faggi, pascoli e antichi sentieri. Questa zona è ideale per gli amanti della mountain bike e offre l&#8217;opportunità di scoprire panorami mozzafiato e una fauna ricca e variegata.</p>
<h3>Consigli per i Ciclisti</h3>
<ul>
<li><strong>Attrezzatura adeguata</strong>: assicurarsi di avere una bicicletta in buone condizioni, casco, kit di riparazione e abbigliamento adeguato.</li>
<li><strong>Mappa e itinerario</strong>: pianificare il percorso in anticipo e portare con sé una mappa o utilizzare app di navigazione specifiche per ciclisti.</li>
<li><strong>Acqua e snack</strong>: portare sempre con sé acqua e snack per rimanere idratati e mantenere l&#8217;energia durante il percorso.</li>
<li><strong>Rispetto dell&#8217;ambiente</strong>: rispettare la natura e le aree protette, evitando di lasciare rifiuti e<br />
seguendo i sentieri segnalati.</li>
</ul>
<p>Le piste ciclabili del Lazio offrono un’opportunità unica per esplorare la regione in modo sostenibile e salutare. Che si tratti di una passeggiata rilassante lungo il Tevere, un’avventura attraverso i Monti Lucretili o un viaggio nella storia lungo la Via Appia Antica, c’è un percorso adatto a ogni ciclista. Prendere la bicicletta e partire alla scoperta del Lazio è un’esperienza indimenticabile che permette di vivere appieno le bellezze naturali e culturali di questa meravigliosa regione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le macchine voleranno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/le-macchine-voleranno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2023 10:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[automobili volanti]]></category>
		<category><![CDATA[expo osaka]]></category>
		<category><![CDATA[flying car]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Macchine volanti]]></category>
		<category><![CDATA[macchine voleranno]]></category>
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					<description><![CDATA[In Giappone e in Italia già nel 2025 Non osiamo immaginare cosa potrebbe succedere se tutte le macchine che ora macinano chilometri e chilometri sulla terra, ad un certo punto dovessero alzarsi e volare nell’aria. Innanzi tutto servirebbe un ordinamento e un codice della “strada” aerea per evitare i possibili incidenti e secondariamente un corso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-179855" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/macchine-voleranno.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/macchine-voleranno.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/macchine-voleranno-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/macchine-voleranno-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/macchine-voleranno-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>In Giappone e in Italia già nel 2025<span id="more-179854"></span></h3>
<p>Non osiamo immaginare cosa potrebbe succedere se tutte le macchine che ora macinano chilometri e chilometri sulla terra, ad un certo punto dovessero alzarsi e volare nell’aria.</p>
<p>Innanzi tutto servirebbe un ordinamento e un codice della “strada” aerea per evitare i possibili incidenti e secondariamente un corso per poter rilasciare delle patenti appositamente fatte per il transito aereo.</p>
<p>Prima di tutto però non dimentichiamoci che ancora le macchine volanti non esistono, ma <strong>sembra che in Giappone il progetto possa diventare realtà a breve</strong>.</p>
<p>La startup giapponese <strong><em>SkyDrive, </em></strong>ha annunciato l&#8217;intenzione di mettere in commercio la sua prima &#8220;macchina volante&#8221; fra circa 2 anni, in occasione dell&#8217;Esposizione universale di Osaka del 2025.</p>
<p>Si tratta di un<strong> veicolo a decollo e atterraggio verticale</strong> (eVTOL), attualmente al vaglio del Ministero dei Trasporti e Turismo giapponese per ottenere le certificazioni necessarie per essere messo in commercio.</p>
<p>Negli anni scorsi sono stati realizzati test di volo con equipaggio con prototipi grandi all&#8217;incirca come due auto.</p>
<h4>Anche l’Italia però non vuole restare a guardare.</h4>
<p>Anche da noi arriveranno le macchine volanti e non dovremo spettare nemmeno così tanto tempo!</p>
<p>Il primo decollo di un aerotaxi in <strong><em>Italia</em></strong> infatti<strong><em>, </em></strong>è previsto nel 2025 dagli aeroporti di Roma e Torino e nel 2026 il servizio potrebbe essere in funzione tra Milano e Cortina, in occasione delle Olimpiadi invernali.</p>
<p>Non ci resta altro che aspettare allora, per capire se quello che abbiamo visto nelle saghe di “Ritorno al futuro” potrebbe diventare una solida realtà pronta a conquistare il mercato delle automobili, o per meglio dire, delle “aviomobili”!</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
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		<title>Gli italiani non sono interessati alle auto elettriche</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/gli-italiani-non-sono-interessati-alle-auto-elettriche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2022 13:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[costi elevati auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[italiani e auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi di decarbonizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Costi elevati e scarsa conoscenza delle caratteristiche le cause principali Areté, azienda leader nel settore della consulenza energetica ha condotta un’indagine ““Vendita di solo auto elettriche dal 2035, cosa ne pensano gli italiani?” per capire cosa pensa il popolo degli italiani degli obiettivi di decarbonizzazione che si è posta la nazione e che dovrebbero essere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-172668" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/italiani-auto-elettriche.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/italiani-auto-elettriche.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/italiani-auto-elettriche-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/italiani-auto-elettriche-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/italiani-auto-elettriche-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Costi elevati e scarsa conoscenza delle caratteristiche le cause principali</h3>
<p><span id="more-172667"></span></p>
<p><strong>Areté</strong>, azienda leader nel settore della consulenza energetica ha condotta un’indagine ““Vendita di solo auto elettriche dal 2035, cosa ne pensano gli italiani?” per capire cosa pensa il popolo degli italiani degli <strong>obiettivi di decarbonizzazione che si è posta la nazione</strong> e che dovrebbero essere raggiunti entro il 2035.</p>
<p>L’indagine ha verificato sul campo alcuni indicatori che rivelano molto degli attuali consumi di mobilità: <strong>l’88% degli intervistati utilizza oggi una vettura con motore termico</strong>, ma cresce la quota di quanti si affidano alle soluzioni alternative (il 9% ha scelto l’ibrido e il 2% l&#8217;elettrico). <strong>Sei italiani su dieci non hanno mai utilizzato, né provato una vettura elettrica</strong>. Tra coloro che l’hanno testata, l’87% esprime un giudizio positivo, apprezzandone la <strong>silenziosità</strong>, la <strong>dotazione tecnologica</strong> di bordo, <strong>la comodità d’uso</strong> in città, il <strong>cambio automatico</strong> e l’accelerazione immediata. Solo il 13% ha riscontrato delle criticità alla guida.</p>
<h4>Costo delle vetture</h4>
<p>Il freno principale, che spinge gli italiani a non considerare questo tipo di auto quando si accingono a fare una valutazione per comprare un nuovo modello di macchina, è <strong>il costo considerato molto elevato</strong>. Quanto sono disposti a pagare gli italiani per avere un’auto elettrica? La risposta è meno di 30mila euro, mentre la media di prezzo dei modelli che sono in vendita attualmente è di 40mila euro.</p>
<h4>Caratteristiche tecnologiche</h4>
<p>Un’altra problematica è data dalla <strong>scarsa conoscenza delle caratteristiche tecnologiche</strong> dei veicoli e della sostanziale differenza fra le auto elettriche e quelle ibride. Il 61% degli intervistati non sa che i motori ibridi sono molto diversi tra loro, mentre il 40% pensa che tutte le vetture ibride ed elettriche siano auto a emissioni zero.</p>
<p>Il 47% reputa che si possa ricaricare l’auto elettrica direttamente alla presa della corrente senza alcuna modifica al contratto della luce, né installazioni di apparecchiature particolari; infine il 47% pensa che tutte le ibride siano in grado di percorrere almeno 50 km viaggiando in modalità elettrica.</p>
<p>Quasi la metà degli italiani, ovvero il 45% dei partecipanti al sondaggio, ritiene che lo scenario fissato dagli obiettivi del FIT for 55, secondo il quale dal 2035 si venderanno soltanto vetture totalmente elettriche, non si realizzerà.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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		<title>Nel 2023 multe più salate</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/nel-2023-multe-piu-salate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 16:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[aumento multe]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[multe più alte]]></category>
		<category><![CDATA[multe più salate]]></category>
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					<description><![CDATA[Aumenteranno del 10% a causa dell’inflazione Aumenta il prezzo del cibo, delle medicine, dei servizi, delle automobili, del carburante della luce e del gas. Aumenta sempre tutto! Per non farci mancare niente, tar qualche mese, già a partire da Gennaio 2023, potrebbero aumentare anche le multe di circa il 10% ed è proprio a causa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-165822" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/multe-salate.jpg" alt="" width="1280" height="852" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/multe-salate.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/multe-salate-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/multe-salate-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/10/multe-salate-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Aumenteranno del 10% a causa dell’inflazione<span id="more-165821"></span></h3>
<p>Aumenta il prezzo del cibo, delle medicine, dei servizi, delle automobili, del carburante della luce e del gas. Aumenta sempre tutto! Per non farci mancare niente, tar qualche mese, già a partire da Gennaio 2023, <strong>potrebbero aumentare anche le multe di circa il 10% ed è proprio a causa dell’inflazione</strong>.</p>
<p>Avverrà automaticamente, se non sarà fatto qualcosa per evitarlo, a partire dal 1° gennaio, perché <strong>il Codice della Strada prevede l’aggiornamento biennale delle sanzioni amministrative</strong>: e l’anno dell’adeguamento è quello dispari, quindi il prossimo.</p>
<p>L’adeguamento dei costi delle sanzioni avviene dunque automaticamente, sulla base di un parametro dell’Istat, l’indice <strong><em>Foi</em></strong> dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.</p>
<h4>Come spiega il Corriere, un divieto di sosta potrebbe passare da 42 a 46 euro, l’uso del cellulare alla guida da 165 a 181 euro.</h4>
<p>La violazione per eccesso di velocità tra 40 e 60 km/h salirebbe da 543 a 597 euro e un accesso abusivo alle zone a traffico limitato o il transito su una corsia riservata al trasporto pubblico da 83 a 91 euro.</p>
<p>L’<strong>Asaps</strong>, l’Associazione sostenitori Polstrada, vorrebbe che questa ‘stangata’ venisse evitata, e ricorda che l’ultimo provvedimento del 31 dicembre 2020 “<em>ebbe come conseguenza una diminuzione minima delle multe, con un calo dello 0,2%, e la conseguenza fu una riduzione delle sanzioni 2021-2022, ma solo quelle che avevano un importo superiore a 250 euro, con la stragrande maggioranza di violazioni rimaste inalterate</em>”. Adesso, invece, l’incremento potrebbe essere del 10%</p>
<p>Nulla è ancora deciso dunque, ma come detto se nessuno dovesse intervenire, gli aumenti scatterebbero in maniera automatica.</p>
<p>L’unico consiglio che possiamo darvi è di <strong>conoscere o ripassare il codice della strada</strong>, per non incappare in sanzioni inutili e soprattutto di rispettare sempre i limiti di velocità e le regolamentazioni.</p>
<p>Sul sito dell’<strong>ACI </strong>(<a href="https://www.aci.it/i-servizi/normative/codice-della-strada.html" target="_blank" rel="noopener">Automobile Club d’Italia</a>) potete trovare il <strong>codice della strada completo</strong>.</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Turbolenze aeree</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/aerei/turbolenze-aeree/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 11:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[peggioramento turbolenze aeree]]></category>
		<category><![CDATA[turbolenze aeree]]></category>
		<category><![CDATA[turbolenze e cambiamento climatico]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono peggiorate a causa del cambiamento climatico Chi ha avuto la fortuna di viaggiare almeno una volta in aereo, si sarà imbattuto in alcune turbolenze. Alcune piccole e impercettibili, altre purtroppo tremendamente spaventose. Le turbolenze sono gli scossoni a cui è soggetto un aereo in volo. Sono causate dall&#8217;incontro tra il velivolo e correnti d&#8217;aria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-164273" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/turbolenze-aeree.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/turbolenze-aeree.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/turbolenze-aeree-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/turbolenze-aeree-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/turbolenze-aeree-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h4>
<h4><strong>Sono peggiorate a causa del cambiamento climatico</strong><span id="more-164272"></span></h4>
<p>Chi ha avuto la fortuna di viaggiare almeno una volta in aereo, si sarà imbattuto in alcune turbolenze. Alcune piccole e impercettibili, altre purtroppo tremendamente spaventose.</p>
<p><strong>Le turbolenze sono gli scossoni a cui è soggetto un aereo in volo</strong>. Sono causate dall&#8217;incontro tra il velivolo e correnti d&#8217;aria ascendenti e discendenti.</p>
<p>Chi, volando, non ha sperimentato turbolenze durante il viaggio? Secondo uno studio, <strong>a causa del cambiamento climatico, si stanno modificando anche le turbolenze</strong> e in futuro saranno più frequenti. Ma volare non sarà meno sicuro.</p>
<p>Le turbolenze sono la principale <strong>causa di lesioni agli assistenti di volo e ai passeggeri</strong>; sono inoltre <strong>uno degli incidenti aerei più comuni</strong> e per il cambiamento climatico rischiano di diventare più frequenti. Costano alle compagnie aeree statunitensi &#8211; a causa di lesioni, ritardi e danni &#8211; fino a 500 milioni di dollari all&#8217;anno, secondo il <em>National Center for Atmospheric Research</em>. Circa 65.000 aerei subiscono turbolenze moderate ogni anno negli Stati Uniti e circa 5.500 incontrano gravi turbolenze. Questi numeri, però, potrebbero essere destinati a crescere.</p>
<p>Quando parliamo dunque di “<em>cambiamento climatico</em>” scopriamo giorno dopo giorno che le conseguenze sulla nostra vita quotidiana, sono sempre maggiori e a volte inaspettate.</p>
<h4>Per fare chiarezza, quando parliamo di &#8220;cambiamenti climatici&#8221;, si intendono le variazioni a lungo termine delle temperature e dei modelli meteorologici.</h4>
<p>Queste variazioni possono avvenire in maniera naturale; tuttavia, a partire dal 19° secolo, <strong>le attività umane sono state il fattore principale all&#8217;origine dei cambiamenti climatici</strong>, imputabili essenzialmente alla combustione di combustibili fossili (come il carbone, il petrolio e il gas) che produce gas che trattengono il calore.</p>
<h4>Ora non volgiamo mettervi ansia ma dobbiamo scrivervi quanto segue, dicendo comunque che sarà un cambio molto graduale.</h4>
<p>Nel corso dei prossimi anni, fino al 2050, si verificherà un <strong>aumento significativo delle turbolenze in aereo</strong>, destinate a diventare sempre più forti e in grado di spostare persone e bagagli nella cabina passeggeri, con conseguenti incidenti e lesioni. Nello specifico, a una quota di crociera di 39mila piedi, <strong>diventeranno persino due-tre volte più frequenti</strong> sul Nord Atlantico, Europa, Nord America, Nord Pacifico e Asia. Un incremento ci sarà anche nell’emisfero settentrionale, in Sud America (+60%), Australia (+50%) e Africa (+50%).</p>
<p>Come spiegano gli scienziati, <strong>il riscaldamento globale aumenta anche la possibilità anche del verificarsi della cosiddetta “turbolenza a cielo sereno”</strong>, invisibile ai radar e quindi difficile da affrontare. Secondo gli autori della ricerca, dunque, è necessario sviluppare migliori previsioni, così da ridurre il rischio di ferimento dei passeggeri e diminuire i costi correlati a carico delle compagnie aeree.</p>
<p>Un motivo in più, per prendere sul serio il tema del cambiamento climatico.</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Taxi senza conducente!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/taxi-senza-conducente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 06:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[automobile senza guidatore]]></category>
		<category><![CDATA[guida autonoma]]></category>
		<category><![CDATA[taxi senza conducente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=163383</guid>

					<description><![CDATA[Siamo ufficialmente nel futuro Macchine volanti e senza conducente, orologi con cui parlare per attivare o disattivare elettrometrici, assistenti virtuali che ricordano per te impegni importanti, liste della spesa o semplici timer per controllare la cottura della pasta. Tutto questo era davvero utopia fino a qualche anno fa, ma oggi sono realtà comuni delle quali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-163385" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/taxi-senza-conducente.jpg" alt="" width="1280" height="906" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/taxi-senza-conducente.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/taxi-senza-conducente-300x212.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/taxi-senza-conducente-1024x725.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/taxi-senza-conducente-768x544.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Siamo ufficialmente nel futuro</strong></p>
<p><span id="more-163383"></span></p>
<p>Macchine volanti e senza conducente, orologi con cui parlare per attivare o disattivare elettrometrici, assistenti virtuali che ricordano per te impegni importanti, liste della spesa o semplici timer per controllare la cottura della pasta.</p>
<p><strong>Tutto questo era davvero utopia fino a qualche anno fa</strong>, ma oggi sono realtà comuni delle quali ormai non ci si stupisce più.</p>
<p>Tra le novità citate, esiste tutto! Unica eccezione, l’auto volante, che pur esistendo, non è entrata ancora a far parte del nostro quotidiano.</p>
<p>Ma per quanto riguarda la <strong>macchina senza conducente</strong>, è una realtà che in alcune parti del mondo funziona veramente.</p>
<p>In Europa lo sviluppo della Guida Autonoma esiste ma procede parecchio a rilento rispetto agli Stati Uniti. Nel vecchio continente stanno per iniziare le sperimentazioni del Livello 3 (Guida Autonoma di Livello 3 in Italia dal luglio 2022), <strong>negli USA invece compagnie come Cruise sono già autorizzate a fornire servizi taxi senza conducente</strong>.</p>
<p>Tra le diverse case che ormai effettuano questo servizio, oltre alla famosa <strong>Chevy Bolt</strong>, esiste da qualche anno <strong>Waymo </strong>di Google.</p>
<p>Spiegare in poche parole quello che queste auto offrono, sarebbe veramente riduttivo e poco credibile.</p>
<p>Così siamo stati sul canale youtube di <strong>TechDale.</strong></p>
<p>Grazie a lui potremo fare anche noi un viaggio su un taxi senza conducente.</p>
<p>Mettetevi comodi</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Ho provato i TAXI con GUIDA AUTONOMA" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Bi27zKhA9sg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h4><strong>Un siparietto divertente.</strong></h4>
<p>L’auto è a guida senza conducente. E lo ha scoperto, a sue spese e con grande sorpresa, un poliziotto di San Francisco. <strong>L’agente aveva fermato l’auto perché procedeva a luci spente</strong> nel quartiere di Richmond. Il poliziotto si avvicina all’auto, si accorge che al volante non c’è nessuno, fa per tornare alla volante e a quel punto la <strong>Chevy Bolt</strong> fa un balzo in avanti e finisce per posizionarsi in un punto della strada più sicuro. Lo stupore degli agenti è davvero tanto ed è tangibile nelle loro azioni: osservano l’interno dell’abitacolo, controllano il veicolo, uno di loro si mette al telefono. Ma apparentemente senza risolvere il mistero.</p>
<p><strong>La vettura è utilizzata per un servizio di taxi sperimentale per i dipendenti della Cruise</strong>: la società non è stata sanzionata, ma è stata aperta un’inchiesta per capire se quanto successo sia un episodio isolato o ci sia qualcosa da sistemare.</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il vecchio CIAO si trasforma in E-bike</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/il-vecchio-ciao-si-trasforma-in-e-bike/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[ciao in ebike]]></category>
		<category><![CDATA[ciao motorino]]></category>
		<category><![CDATA[ciao piaggio]]></category>
		<category><![CDATA[ebike piaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=163057</guid>

					<description><![CDATA[Il motorino che ritorna di moda Un vecchio &#8220;cinquantino&#8221; che avranno guidato più o meno tutti. Il Piaggio Ciao è stato uno dei ciclomotori più venduti in Italia. Fu prodotto appunto dalla Piaggio dal 1967 al 2006. Dotato di un telaio semplice in lamiera d&#8217;acciaio, le cui forme richiamavano le biciclette da donna del tempo e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-163058" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/ciao-ebike-piaggio.jpg" alt="" width="1280" height="950" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/ciao-ebike-piaggio.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/ciao-ebike-piaggio-300x223.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/ciao-ebike-piaggio-1024x760.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/ciao-ebike-piaggio-768x570.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3><strong>Il motorino che ritorna di moda</strong></h3>
<p><span id="more-163057"></span></p>
<p>Un vecchio &#8220;<em>cinquantino&#8221;</em> che avranno guidato più o meno tutti.</p>
<p>Il <strong>Piaggio Ciao</strong> è stato uno dei ciclomotori più venduti in Italia. Fu prodotto appunto dalla Piaggio dal 1967 al 2006.</p>
<p>Dotato di un telaio semplice in lamiera d&#8217;acciaio, le cui forme richiamavano le biciclette da donna del tempo e al cui interno era ricavato anche il serbatoio del carburante (2,8 litri di capacità), di trasmissione automatica a cinghia trapezoidale e d’impianto frenante a tamburo <strong>divenne in breve tempo un veicolo di successo al pari dell&#8217;altra famosa creazione della casa, la Vespa</strong>.</p>
<p>È andato pian piano scomparendo a causa o grazie all’arrivo di <strong>scooter tecnologici</strong> e con alimentazioni differenti.</p>
<p>Uno dei suoi punti di forza era certamente il peso irrisorio, oltre al ridotto consumo di carburante (pari a circa 50 km/l, che gli permettono una percorrenza di 140 km con un pieno; la casa dichiarava fosse di 70 km/l) e alla manutenzione particolarmente semplificata. Altre caratteristiche di successo sono il gancio portaborse, il portapacchi posteriore, l&#8217;antifurto di tipo bloccasterzo e la possibilità d&#8217;essere impiegato anche come bicicletta semplicemente sbloccando il mozzo posteriore premendo un perno, anche se in realtà per chi lo ha utilizzato, sa benissimo la fatica che si faceva nel pedalare.</p>
<p>La buona notizia per i nostalgici è che <strong>il Ciao è tornato in una nuova veste totalmente green</strong>.</p>
<p>Scopriamolo insieme.</p>
<h4><strong>Il kit per trasformare il Ciao in una E-bike</strong></h4>
<p>Dopo quello dedicato alla Vespa (altro modello di scooter della Piaggio, brevettato il 23 aprile del 1946 è uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo nonché più volte utilizzato come simbolo del design italiano) arriva sul mercato <strong>un nuovo kit pensato per trasformare un iconico scooter in un motorino elettrico tutto nuovo</strong>.</p>
<p>Anzi, in una bicicletta a pedalata assistita! Parliamo nello specifico del pacchetto preparato dall’azienda toscana <em><strong>Ambra Italia</strong></em> e dedicato al mitico Ciao di Piaggio che, in pochi passaggi, <strong>può trasformarsi in una vera e propria e-bike</strong>. Presentato in occasione degli <em>Emoving Days</em> di Milano tenutosi il 4 e 5 settembre e composto da un <strong>motore elettrico di potenza pari a 250 watt</strong> &#8211; sufficienti cioè a spingerlo ad una velocità massima di <strong>25 km/h</strong> &#8211; il kit <strong>trasforma il Ciao in un ciclo elettrico a pedalata assistita</strong>, quindi senza obbligo né di assicurazione né di immatricolazione.</p>
<p>Il prezzo del kit montato è di<strong> 2.800 euro</strong>. Prezzo che sale fino a 4.000 euro qualora si desiderasse effettuare anche operazioni di restauro e riverniciatura.</p>
<p>Siamo dunque contenti che a 54 anni da suo lancio sul mercato e 15 dal suo pensionamento, il mito di casa Piaggio può vivere una seconda primavera ad emissioni zero.</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
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