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	<title>Risparmio &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Carrello della spesa: l&#8217;Italia è più cara dell&#8217;Europa?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/carrello-della-spesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:10:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[carrello dela spesa. prezzi al consumo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quanto costa davvero riempire il carrello della spesa, oggi, in Italia rispetto al resto d&#8217;Europa? E cosa muove i prezzi del cibo: l&#8217;inflazione, il clima, i mercati internazionali? Con questa puntata inauguriamo una rubrica dedicata ai prezzi alimentari in Italia e in Europa, pensata per leggere i numeri ufficiali — ISTAT, Eurostat, ISMEA — e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319757 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Carrello-della-spesa-1024x683.webp" alt="carrello della spesa" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Carrello-della-spesa-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Carrello-della-spesa-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Carrello-della-spesa-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Carrello-della-spesa.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Quanto costa davvero riempire il carrello della spesa, oggi, in Italia rispetto al resto d&#8217;Europa? E cosa muove i prezzi del cibo: l&#8217;inflazione, il clima, i mercati internazionali? Con questa puntata inauguriamo una rubrica dedicata ai prezzi alimentari in Italia e in Europa, pensata per leggere i numeri ufficiali — ISTAT, Eurostat, ISMEA — e tradurli in qualcosa di utile per chi fa la spesa ogni giorno. Non solo fotografare i rincari, ma capire <em>perché</em> avvengono, mettendoli in relazione con gli eventi che li determinano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;obiettivo è offrire, periodicamente, un quadro chiaro e comparativo, con dati aggiornati e fonti verificabili, nello spirito di un&#8217;economia del benessere che parte dalle cose concrete: il pane, l&#8217;olio, il caffè, la verdura. Cominciamo dalla situazione di metà 2026.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il quadro italiano: cosa dicono i dati ISTAT sul carrello della spesa?</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Partiamo dai numeri più recenti. A maggio 2026, secondo le stime preliminari ISTAT, <a href="https://www.ecoseven.net/economia/inflazione-2026-torna-a-pesare/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;inflazione complessiva</a> sale al +3,2%, ma sono i beni alimentari a fare da freno, mantenendo sostanzialmente stabile il loro ritmo di crescita. <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-dati-provvisori-maggio-2026/" target="_blank" rel="noopener">La dinamica dei prezzi del cosiddetto &#8220;carrello della spesa&#8221; resta ferma al +2,3%.</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il &#8220;carrello della spesa&#8221; è un indicatore prezioso, perché misura proprio i beni di uso quotidiano — alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona. Un dato che merita attenzione è quello dei prodotti ad alta frequenza d&#8217;acquisto, cioè quelli che compriamo più spesso, salito leggermente fino al +4,5%: un segnale che la spesa più ricorrente pesa più di quanto suggerisca l&#8217;indice medio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">C&#8217;è poi un aspetto sociale dietro questi numeri. L&#8217;aumento del carrello della spesa colpisce in modo più marcato i redditi più fragili, perché incide su consumi incomprimibili: anche variazioni contenute possono tradursi in una riduzione del potere d&#8217;acquisto reale, soprattutto dove i redditi medi sono più bassi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Guardando ai mesi precedenti si coglie la volatilità del comparto. Ad aprile 2026 i prezzi degli alimentari non lavorati — frutta, verdura, carne fresca — avevano accelerato fino al +6,0%, a riprova di quanto i prodotti freschi siano soggetti a oscillazioni rapide legate a stagionalità e clima.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold"><a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Comparative_price_levels_for_food,_beverages_and_tobacco" target="_blank" rel="noopener">Il confronto europeo</a>: dove si colloca l&#8217;Italia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È qui che il quadro diventa più interessante, perché permette di capire se l&#8217;Italia è un&#8217;eccezione o segue la media continentale. La risposta, sul fronte dell&#8217;inflazione alimentare recente, è che l&#8217;Italia si muove sostanzialmente in linea con l&#8217;Europa. Nell&#8217;Unione Europea il costo del cibo è aumentato del 2,3% ad aprile 2026 su base annua, mentre nell&#8217;Area Euro l&#8217;incremento è stato del 2,2% nello stesso mese. Valori molto vicini al +2,3% del carrello italiano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per dare profondità storica al dato: l&#8217;inflazione alimentare nell&#8217;UE ha toccato un picco del 19,2% a marzo 2023, per poi rientrare progressivamente verso valori contenuti. Siamo dunque usciti dalla fase acuta dei rincari, ma su livelli di prezzo che restano più alti rispetto a prima.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Un secondo livello di confronto, ancora più rivelatore, riguarda non quanto i prezzi <em>crescono</em>, ma quanto i prezzi <em>sono</em> alti in assoluto nei diversi Paesi. Su questo <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Comparative_price_levels_for_food,_beverages_and_tobacco" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a> offre il dato più illuminante. Nel 2024 i livelli di prezzo per cibo e bevande analcoliche variavano considerevolmente: in Lussemburgo erano del 24% sopra la media UE, mentre in Romania del 22% sotto la media. L&#8217;Italia si colloca in una posizione intermedia, vicina alla media europea: né tra i Paesi più cari come quelli nordici, né tra i più economici dell&#8217;Est.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Un dato storico aiuta a inquadrare la tenuta italiana nella fase critica. Secondo ISMEA, durante l&#8217;ondata inflattiva del 2023 la dinamica dei prezzi alimentari italiani è risultata comunque inferiore a quella media registrata nell&#8217;UE e negli altri tre principali Paesi messi a confronto: Francia, Germania e Spagna.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa muove davvero i prezzi: il ruolo degli eventi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Qui arriviamo al cuore della rubrica: i prezzi non si muovono da soli, ma rispondono a eventi precisi. Capirli aiuta a interpretare i rincari invece di subirli.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Il clima è ormai il fattore numero uno.</strong> Gli eventi meteorologici estremi incidono direttamente sui raccolti, generando shock di prezzo improvvisi. Uno studio pubblicato su Environmental Research Letters ha analizzato 16 casi di aumenti dei prezzi alimentari nel mondo legati a caldo estremo, siccità o piogge tra il 2022 e il 2024. Il caso più vicino a noi è emblematico: la siccità nell&#8217;Europa meridionale tra il 2022 e il 2023 ha causato un aumento del 50% del prezzo dell&#8217;olio d&#8217;oliva in tutta l&#8217;UE da gennaio 2023 a gennaio 2024, colpendo gravemente Spagna e Italia, i due maggiori produttori.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>La concentrazione geografica delle produzioni amplifica gli shock.</strong> Materie prime come cacao, caffè o riso dipendono da poche aree del mondo: basta una crisi climatica in una regione per creare tensioni su scala internazionale. Il prezzo del cacao è salito alle stelle negli ultimi due anni anche per le condizioni meteorologiche estreme in Ghana e Costa d&#8217;Avorio, dove si coltiva oltre il 60% del cacao mondiale. Il risultato è che il mercato non è più ciclico nel senso tradizionale, ma si muove per shock improvvisi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>La dipendenza dalle importazioni espone l&#8217;Italia.</strong> È una vulnerabilità strutturale del nostro sistema agroalimentare. I dieci prodotti più importati dall&#8217;Italia sono, nell&#8217;ordine: caffè, olio extravergine d&#8217;oliva, mais, bovini vivi, prosciutti e spalle di suini, frumento tenero e duro, fave di soia, olio di palma e panelli di soia. Quando i prezzi internazionali di questi prodotti salgono, il rincaro si trasmette al consumatore italiano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Energia e costi di produzione restano sullo sfondo.</strong> Gli aumenti dei prezzi dei fertilizzanti e dei prodotti energetici hanno fatto salire i costi del settore agricolo, in un contesto in cui i prezzi internazionali delle commodity agroalimentari sono stati influenzati da fattori come l&#8217;andamento climatico nei grandi Paesi produttori e la guerra tra Russia e Ucraina.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I prezzi all&#8217;origine: il termometro a monte</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Un indicatore che seguiremo in questa rubrica è quello dei prezzi agricoli all&#8217;origine, rilevati da ISMEA: sono i prezzi che gli agricoltori ricevono, e anticipano spesso ciò che arriverà sugli scaffali. I dati ISMEA mostrano come, anche in fasi di flessione generale delle coltivazioni, alcuni prodotti registrino rincari fortissimi all&#8217;origine: è stato il caso dell&#8217;olio di oliva (+26,9%) e del frumento duro (+28,9%).</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Questo scollamento — alcuni prodotti che crollano, altri che volano — è tipico di un mercato mosso da shock localizzati più che da tendenze generali. Seguire i prezzi all&#8217;origine permette di anticipare i movimenti del carrello con qualche mese di vantaggio.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa aspettarsi (e cosa monitoreremo)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Le previsioni per i prossimi anni indicano un quadro di relativa stabilità, ma fragile. I modelli prevedono per l&#8217;inflazione alimentare UE valori intorno al 2,6% nel 2027 e al 2,3% nel 2028, in assenza di nuovi shock. La parola chiave è proprio questa: <em>in assenza di shock</em>. Perché, come abbiamo visto, basta una siccità o una gelata nella regione sbagliata per ribaltare le previsioni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In questa rubrica continueremo a seguire l&#8217;andamento dei prezzi alimentari in Italia e in Europa, puntata dopo puntata: i dati ISTAT sul carrello, i confronti Eurostat tra Paesi, i prezzi all&#8217;origine ISMEA e gli eventi — climatici, geopolitici, di mercato — che li determinano. L&#8217;obiettivo è dare a chi legge gli strumenti per capire cosa c&#8217;è dietro lo scontrino, e fare scelte di spesa più consapevoli. Perché sapere perché un prezzo sale è il primo passo per difendere il proprio potere d&#8217;acquisto.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative. I dati riportati provengono da fonti ufficiali (ISTAT, Eurostat, ISMEA) e studi accademici aggiornati a giugno 2026; trattandosi di indicatori soggetti a revisione e aggiornamento periodico, i valori possono variare nelle rilevazioni successive.</em></p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Quanto sono aumentati i prezzi nel carrello della spesa in Italia nel 2026?</strong><br />
Secondo le stime ISTAT di maggio 2026, i prezzi del &#8220;carrello della spesa&#8221; — i beni di uso quotidiano — crescono del +2,3% su base annua, un ritmo sostanzialmente stabile. I prodotti ad alta frequenza d&#8217;acquisto, quelli comprati più spesso, salgono un po&#8217; di più (+4,5%). Gli alimentari nel complesso fanno da freno all&#8217;inflazione generale, che a maggio è al +3,2%.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>I prezzi del cibo in Italia sono più alti che nel resto d&#8217;Europa?</strong><br />
Sul fronte dell&#8217;inflazione recente, l&#8217;Italia è in linea con la media europea (intorno al +2,3% nell&#8217;UE ad aprile 2026). Sul livello assoluto dei prezzi, secondo Eurostat l&#8217;Italia si colloca in posizione intermedia: più economica dei Paesi nordici e del Lussemburgo (24% sopra la media UE nel 2024), più cara dei Paesi dell&#8217;Est come la Romania (22% sotto la media).</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché aumentano i prezzi di olio, caffè e cacao nel carrello della spesa?</strong><br />
Soprattutto a causa di eventi climatici estremi nelle aree di produzione. La siccità nel Sud Europa ha fatto salire l&#8217;olio d&#8217;oliva del 50% nell&#8217;UE tra il 2023 e il 2024; il cacao è rincarato per le condizioni meteo avverse in Ghana e Costa d&#8217;Avorio, da cui proviene oltre il 60% della produzione mondiale. La concentrazione geografica di queste colture amplifica gli shock di prezzo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Cosa significa &#8220;carrello della spesa&#8221; nei dati ISTAT?</strong><br />
È l&#8217;indice che misura i prezzi dei beni di uso quotidiano e ad alta frequenza d&#8217;acquisto: alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona. È un indicatore più vicino alla spesa reale delle famiglie rispetto all&#8217;inflazione generale, e tende a pesare di più sui redditi bassi perché riguarda consumi difficilmente comprimibili.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché i prezzi alimentari del carrello della spesa sono così legati al clima?</strong><br />
Perché il cibo nasce dall&#8217;agricoltura, che dipende dalle condizioni meteorologiche. Siccità, ondate di calore, gelate e alluvioni riducono i raccolti e provocano rincari improvvisi. Con il cambiamento climatico questi eventi sono più frequenti, tanto che gli esperti osservano come il mercato agroalimentare si muova ormai &#8220;per shock&#8221; più che secondo cicli regolari.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come migliorare l&#8217;aria in casa senza spendere: 8 mosse a costo zero</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/come-migliorare-laria-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 14:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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		<category><![CDATA[migliorare l'aria]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Migliorare l&#8217;aria in casa serve? Spesso l&#8217;aria che respiriamo tra le mura di casa è più carica di inquinanti di quella esterna. La buona notizia: per renderla più sana non servono purificatori costosi, ma poche abitudini gratuite. Che aria respiriamo in casa? Passiamo in casa la maggior parte del nostro tempo, eppure raramente ci chiediamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-319552 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Aria-Pulita-a-casa-1024x683.webp" alt="migliorare l'aria in casa" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Aria-Pulita-a-casa-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Aria-Pulita-a-casa-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Aria-Pulita-a-casa-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Aria-Pulita-a-casa.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Migliorare l&#8217;aria in casa serve? Spesso l&#8217;aria che respiriamo tra le mura di casa è più carica di inquinanti di quella esterna. La buona notizia: per renderla più sana non servono purificatori costosi, ma poche abitudini gratuite.</em></p>
<h2>Che aria respiriamo in casa?</h2>
<p>Passiamo in casa la maggior parte del nostro tempo, eppure raramente ci chiediamo &#8220;dovremmo migliorare l&#8217;aria in casa&#8221;? È un errore che paghiamo in salute: diversi studi indicano che l&#8217;aria degli ambienti chiusi può essere anche più inquinata di quella all&#8217;aperto, perché in pochi metri quadri si concentrano umidità, residui di detergenti, fumi della cottura, polveri e composti rilasciati da mobili e materiali.</p>
<h2>8 consigli pratici per migliorare l&#8217;aria in casa a costo zero</h2>
<p>La parte interessante, in ottica di <strong>economia del benessere</strong>, è che migliorarla è quasi sempre una questione di abitudini, non di acquisti. Prima di pensare a un purificatore d&#8217;aria, ecco otto mosse a costo zero che cambiano davvero la qualità dell&#8217;aria che respiri.</p>
<ol>
<li>
<h3><strong> Apri le finestre, ma nel momento giusto</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Il gesto più semplice resta il più efficace. Bastano cinque-dieci minuti di finestre spalancate per ricambiare completamente l&#8217;aria di una stanza, molto più che tenerle socchiuse per ore. Il momento migliore è la mattina presto o la sera, quando l&#8217;aria esterna è più fresca e, in città, meno carica di traffico. È il cosiddetto &#8220;ricambio rapido&#8221;: apri tutto, crei corrente, richiudi.</p>
<ol start="2">
<li>
<h3><strong> Crea corrente: l&#8217;aria deve attraversare</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Aprire una sola finestra serve a poco. Per svuotare davvero una stanza dall&#8217;aria viziata occorre creare un flusso che la attraversi: apri finestre su lati opposti dell&#8217;abitazione, anche per pochi minuti, e lascia che la corrente porti fuori umidità e inquinanti. È gratis e impiega una frazione del tempo.</p>
<ol start="3">
<li>
<h3><strong> Cucina sempre con la cappa o la finestra aperta</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>La cottura dei cibi è una delle principali <a href="https://www.ecoseven.net/casa/eliminare-odore-di-cipolla-casa/" target="_blank" rel="noopener">fonti di inquinamento domestico</a>: rilascia vapori, grassi e particelle fini. Accendere la cappa aspirante mentre cucini — o, se non ce l&#8217;hai, tenere la finestra aperta — riduce drasticamente ciò che resta sospeso nell&#8217;aria e si deposita sulle superfici. Vale soprattutto per fritture e cotture lunghe.</p>
<ol start="4">
<li>
<h3><strong> Combatti l&#8217;umidità prima che diventi muffa</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>L&#8217;umidità in eccesso è nemica dell&#8217;aria sana: favorisce muffe e acari, due tra le cause più comuni di allergie e disturbi respiratori tra le mura domestiche. Arieggia il bagno dopo la doccia, non stendere il bucato bagnato in stanze chiuse senza ricambio, e copri le pentole mentre bollono. Sono gesti gratuiti che tengono l&#8217;umidità sotto controllo alla radice e contribuiscono a migliorare l&#8217;aria in casa.</p>
<ol start="5">
<li>
<h3><strong> Togliti le scarpe sulla porta</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Buona parte delle polveri, dei pollini e delle sostanze che finiscono nell&#8217;aria di casa entra letteralmente sotto le suole. L&#8217;abitudine — molto diffusa in tanti Paesi — di togliere le scarpe all&#8217;ingresso riduce in modo sensibile lo sporco e gli inquinanti che porteremmo in giro per le stanze. Costo: zero.</p>
<ol start="6">
<li>
<h3><strong> Scegli le piante che puliscono l&#8217;aria</strong></h3>
</li>
</ol>
<p><a href="https://it.puressentiel.com/blogs/consigli/come-purificare-laria-di-casa-in-modo-naturale" target="_blank" rel="noopener">Alcune piante d&#8217;appartamento aiutano</a> a filtrare l&#8217;aria e regalano un tocco di verde che fa bene anche all&#8217;umore. Specie robuste e poco esigenti come il pothos, la sansevieria o lo spatifillo sopravvivono con poche cure e contribuiscono a un ambiente più gradevole. Non sostituiscono il ricambio d&#8217;aria, <a href="https://www.ecoseven.net/casa/piante-antismog/" target="_blank" rel="noopener">ma sono un alleato a bassissimo costo</a>.</p>
<ol start="7">
<li>
<h3><strong> Fai attenzione a profumatori e spray</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Deodoranti per ambienti, candele profumate e spray vari danno la sensazione di &#8220;aria pulita&#8221;, ma spesso fanno l&#8217;opposto e non servono per migliorare l&#8217;aria in casa: mascherano gli odori aggiungendo all&#8217;aria nuove sostanze. Ridurli — e affidarsi al ricambio naturale per eliminare i cattivi odori invece di coprirli — migliora la qualità dell&#8217;aria e fa anche risparmiare sulla spesa.</p>
<ol start="8">
<li>
<h3><strong> Spolvera con un panno umido, non a secco</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Spolverare a secco solleva la polvere e la rimette in circolo nell&#8217;aria che poi respiri. Un semplice panno leggermente umido la cattura e la trattiene. È un dettaglio, ma su superfici, mensole e davanzali fa una differenza concreta in chi soffre di allergie.</p>
<h2><strong>La regola d&#8217;oro: arieggiare batte qualsiasi acquisto</strong></h2>
<p>Se dovessimo riassumere tutto in una sola abitudine, sarebbe questa: <strong>aprire le finestre ogni giorno, anche d&#8217;inverno, anche per pochi minuti</strong>. Nessun dispositivo sostituisce il ricambio d&#8217;aria naturale, ed è completamente gratuito. Il resto sono accorgimenti che si sommano.</p>
<p>Migliorare l&#8217;aria di casa, in fondo, è un piccolo manifesto del <em>Saper Vivere</em>: più salute e più benessere non da ciò che compriamo, ma da come scegliamo di abitare i nostri spazi.</p>
<h2><strong>Domande frequenti</strong></h2>
<p><strong>L&#8217;aria di casa è davvero più inquinata di quella esterna?</strong> Può esserlo. Negli ambienti chiusi si accumulano umidità, vapori di cottura, polveri, residui di detergenti e sostanze rilasciate da mobili e materiali. Senza un ricambio regolare, la loro concentrazione può superare quella dell&#8217;aria all&#8217;aperto.</p>
<p><strong>Le piante bastano a purificare l&#8217;aria di casa?</strong> No, da sole non bastano. Alcune piante contribuiscono a un ambiente più sano e gradevole, ma nessuna sostituisce il ricambio d&#8217;aria: arieggiare ogni giorno resta la mossa più efficace.</p>
<p><strong>Ogni quanto bisogna arieggiare le stanze?</strong> L&#8217;ideale è più volte al giorno, anche solo per cinque-dieci minuti a finestre spalancate, creando corrente. È più efficace di tenere le finestre socchiuse a lungo, e va fatto anche in inverno.</p>
<p><strong>Serve comprare un purificatore d&#8217;aria?</strong> Nella maggior parte delle case no. Un purificatore può aiutare in situazioni specifiche, ma per la qualità dell&#8217;aria quotidiana contano molto di più il ricambio regolare, il controllo dell&#8217;umidità e la riduzione delle fonti di inquinamento interne.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come usare il condizionatore senza sprecare energia (e preservare la salute)</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/risparmio/come-usare-condizionatore-risparmiare-energia-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Accetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:57:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=319455</guid>

					<description><![CDATA[Con l&#8217;aumento delle temperature il condizionatore è utile, ma può consumare molta energia e influire sul benessere. Questa guida spiega come ridurre i consumi mantenendo comfort e qualità dell&#8217;aria: scelta del modello, installazione corretta, uso quotidiano e manutenzione dei filtri. In breve Risposta diretta: imposta il condizionatore tra 25 e 27 °C, usa il timer [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure>
    <img decoding="async" 
      src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/come-usare-condizionatore-risparmiare-energia-salute.webp" 
      alt="Condizionatore montato in soggiorno mentre si regola il termostato" 
      style="width:100%; height:auto;"
    /><br />
  </figure>
<p>Con l&#8217;aumento delle temperature il condizionatore è utile, ma può consumare molta energia e influire sul benessere. Questa guida spiega come ridurre i consumi mantenendo comfort e qualità dell&#8217;aria: scelta del modello, installazione corretta, uso quotidiano e manutenzione dei filtri.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>Risposta diretta: imposta il condizionatore tra 25 e 27 °C, usa il timer per evitare accensioni inutili, scegli una macchina proporzionata alla stanza e pulisci i filtri con cadenza regolare. Questi accorgimenti mantengono comfort, riducono i consumi e limitano i rischi per la salute.</p>
<h2>Perché pensare al risparmio</h2>
<p>Il condizionatore incide sui consumi energetici soprattutto se sovradimensionato, mal posizionato o usato per abbassare eccessivamente la temperatura. Cicli frequenti di accensione/spegnimento aumentano l&#8217;usura e i consumi. Temperature troppo basse possono anche creare disagio fisico e sbalzi termici dannosi.</p>
<h2>Scegliere il modello giusto</h2>
<h3>Dimensioni adeguate</h3>
<p>Scegliere un condizionatore con potenza proporzionata alla stanza evita cicli di funzionamento brevi e inefficienze. Un apparecchio troppo potente non garantisce migliore comfort né controllo dell&#8217;umidità.</p>
<h3>Funzioni utili</h3>
<p>Preferire unità con timer programmabile e modalità di risparmio energetico permette di accendere l&#8217;aria condizionata solo quando serve e di ridurre i costi durante le ore di minor utilizzo.</p>
<h2>Installazione e collocazione</h2>
<p>Una corretta installazione influisce notevolmente sull&#8217;efficienza. Alcuni consigli pratici:</p>
<ul>
<li>Non posizionare l&#8217;unità vicino a sorgenti di calore (sole diretto, lampade, elettrodomestici) perché l&#8217;apparecchio lavorerà più del necessario.</li>
<li>Metti l&#8217;unità in una zona ariosa e non nascosta da tende, piante o mobili che ostacolano il flusso d&#8217;aria o lo scarico.</li>
<li>Segui le indicazioni del tecnico al momento del montaggio per garantire corretto scarico della condensa e ventilazione.</li>
</ul>
<h2>Uso quotidiano e buone pratiche</h2>
<p>Per risparmiare energia e proteggere la salute:</p>
<ul>
<li>Non lasciare il condizionatore acceso tutto il giorno quando non sei in casa; usa il timer o la programmazione per riaccenderlo poco prima del rientro.</li>
<li>Evita sbalzi termici eccessivi: impostare la temperatura interna circa 5 °C più bassa rispetto all&#8217;esterno è una regola pratica; in molte giornate calde una temperatura tra 25 e 27 °C è equilibrata tra comfort e consumi.</li>
<li>Usa la ventilazione naturale e i ventilatori a soffitto quando possibile per ridurre il carico del condizionatore.</li>
</ul>
<h2>Manutenzione e salute</h2>
<p>La manutenzione preserva l&#8217;efficienza e la qualità dell&#8217;aria:</p>
<ul>
<li>Pulisci o sostituisci i filtri regolarmente: filtri sporchi aumentano i consumi e peggiorano la qualità dell&#8217;aria interna.</li>
<li>Programma controlli periodici dell&#8217;unità per verificare isolamento, scarico della condensa e funzionamento del motore.</li>
<li>Mantenere una temperatura moderata riduce il rischio di malesseri legati a sbalzi termici.</li>
</ul>
<h2>Piccoli accorgimenti in più</h2>
<p>Altri interventi che alleggeriscono il lavoro del condizionatore:</p>
<ul>
<li>Migliora l&#8217;isolamento degli infissi per ridurre dispersioni termiche.</li>
<li>Usa tende, veneziane o schermature solari nelle ore più calde per limitare l&#8217;apporto di calore dall&#8217;esterno.</li>
<li>Controlla la tenuta delle porte e disputa eventuali correnti d&#8217;aria indesiderate.</li>
</ul>
<h2>Contesto pratico e implicazioni</h2>
<p>Applicare questi consigli significa bilanciare comfort e costi: ridurre i consumi senza rinunciare al benessere in casa. Per chi vive in appartamenti esposti al sole, le schermature esterne e l&#8217;isolamento diventano interventi strategici. In edifici condominiali, una scelta progettuale del punto di installazione può migliorare l&#8217;efficienza complessiva.</p>
<h2>FAQ</h2>
<div>
<h3>Qual è la temperatura ideale per il condizionatore?</h3>
<p>In genere tra 25 e 27 °C è un buon compromesso tra comfort e risparmio. Evitare impostazioni molto basse rispetto all&#8217;esterno riduce i consumi e gli sbalzi termici.</p>
<h3>Quanto spesso pulire i filtri?</h3>
<p>I filtri andrebbero controllati e puliti con regolarità; a seconda dell&#8217;uso ciò può significare ogni 1-2 mesi. Filtri puliti mantengono efficienza e migliore qualità dell&#8217;aria.</p>
<h3>Come scegliere la potenza corretta del condizionatore?</h3>
<p>La potenza dovrebbe essere proporzionale alla superficie e all&#8217;esposizione della stanza. Evita apparecchi sovradimensionati per non causare cicli brevi di accensione/spegnimento.</p>
<h3>Conviene usare il timer o l&#8217;impostazione continua?</h3>
<p>Usare il timer è preferibile: permette di evitare accensioni inutili quando si è fuori e di raffrescare poco prima del rientro, riducendo i consumi complessivi.</p>
</div>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Un uso intelligente del condizionatore passa attraverso la scelta del modello adeguato, una corretta installazione, manutenzione regolare e abitudini consapevoli. Con pochi gesti concreti si conciliano comfort, risparmio energetico e tutela della salute respiratoria.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Risparmiare energia in casa: come eliminare gli sprechi e abbattere i consumi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/risparmio/risparmiare-energia-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Accetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=319312</guid>

					<description><![CDATA[Ridurre i consumi energetici in casa passa soprattutto dall&#8217;efficienza dell&#8217;involucro edilizio: isolamento, infissi e ventilazione. Questo articolo spiega chiaramente quali interventi funzionano, come priorizzarli e cosa può fare un cittadino per trasformare gli sprechi in risparmi. Isolare l&#8217;involucro (tetto, pareti esterne, pavimenti e solai), sostituire infissi con serramenti ad alte prestazioni e installare ventilazione meccanica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure><img decoding="async" style="width: 100%; height: auto;" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/05/risparmiare-energia-casa.webp" alt="Casa con isolamento termico, nuove finestre e sistema di ventilazione" /></figure>
<p>Ridurre i consumi energetici in casa passa soprattutto dall&#8217;efficienza dell&#8217;involucro edilizio: isolamento, infissi e ventilazione. Questo articolo spiega chiaramente quali interventi funzionano, come priorizzarli e cosa può fare un cittadino per trasformare gli sprechi in risparmi.</p>
<p>Isolare l&#8217;involucro (tetto, pareti esterne, pavimenti e solai), sostituire infissi con serramenti ad alte prestazioni e installare ventilazione meccanica con recupero di calore sono le misure più efficaci per ridurre i consumi domestici e le emissioni.</p>
<h2>Perché intervenire sull&#8217;edificio</h2>
<p>Il settore residenziale è uno dei maggiori consumatori di energia: le abitazioni assorbono una quota significativa del consumo complessivo. Ridurre le perdite termiche abbassa le bollette e le emissioni di CO2 di origine domestica.</p>
<h3>Impatto diretto su consumi e comfort</h3>
<p>Un involucro più efficiente mantiene la temperatura interna con meno energia. Questo migliora il comfort e può aumentare il valore dell&#8217;immobile.</p>
<h2>Interventi efficaci e pratici</h2>
<h3>Isolamento termico dell&#8217;involucro</h3>
<p>Coibentare il tetto, le pareti esterne e, se necessario, i pavimenti è l&#8217;intervento più diretto per limitare le dispersioni. Materiali isolanti adeguati riducono il fabbisogno per riscaldamento e raffrescamento e innalzano il comfort interno.</p>
<h3>Infissi performanti</h3>
<p>Sostituire finestre e porte-finestre con serramenti ad elevate prestazioni termiche riduce gli scambi di calore. Vetrate multiple (doppi o tripli vetri) con intercapedine riempita di gas a bassa conducibilità come argon o kripton e un rivestimento basso-emissivo limitano le perdite di calore verso l&#8217;esterno mantenendo l&#8217;irraggiamento solare utile.</p>
<h3>Ventilazione con recupero di calore</h3>
<p>I sistemi di ventilazione meccanica controllata dotati di recuperatori permettono il ricambio d&#8217;aria senza aprire le finestre, recuperando parte del calore presente nell&#8217;aria espulsa. Questo riduce il consumo per il riscaldamento mantenendo buona qualità dell&#8217;aria interna.</p>
<h2>Cosa può fare il cittadino</h2>
<h3>Valutare lo stato dell&#8217;edificio</h3>
<p>Controllare spifferi, ponti termici e lo stato di isolamento di pareti e solai aiuta a decidere gli interventi prioritari. Un semplice test con fiamma o termoscan può individuare dispersioni evidenti.</p>
<h3>Stabilire priorità di intervento</h3>
<p>Spesso conviene partire dall&#8217;isolamento del tetto e delle pareti esterne e dalla chiusura delle perdite d&#8217;aria. Successivamente si valutano il rinnovo degli infissi e l&#8217;installazione di sistemi di ventilazione con recupero di calore.</p>
<h3>Cercare consulenza tecnica</h3>
<p>Un audit energetico o la consulenza di un tecnico specializzato aiutano a dimensionare gli interventi, stimare i risparmi e pianificare spese e tempi.</p>
<h2>Approfondimenti e iniziative</h2>
<p>Tra i materiali isolanti più discussi ci sono le lane di vetro; su questi temi si tengono convegni e seminari. Ad esempio, è stato annunciato un convegno a Roma, il 15 aprile, nell&#8217;aula convegni del CNR, organizzato dalle università di Torino e di Urbino, dedicato all&#8217;uso delle lane di vetro per la coibentazione.</p>
<h2>Vantaggi concreti e implicazioni pratiche</h2>
<p>Vantaggi immediati: riduzione delle bollette, diminuzione delle emissioni domestiche di CO2 e miglior comfort abitativo. Sul piano pratico, valutare costi e tempi di ritorno degli interventi e informarsi su eventuali incentivi e normative locali è fondamentale prima di avviare i lavori.</p>
<h2>FAQ</h2>
<p>Risposte rapide alle domande più frequenti.</p>
<h3>1) Qual è l&#8217;intervento che dà il maggior risparmio?</h3>
<p>L&#8217;isolamento dell&#8217;involucro (tetto e pareti esterne) è spesso il più efficace in termini di riduzione delle dispersioni e dei consumi complessivi.</p>
<h3>2) Conviene sostituire gli infissi anche se sembrano in buono stato?</h3>
<p>Se gli infissi hanno vetri singoli o telaio non performante, la sostituzione con serramenti a vetri multipli e intercapedine riempita può ridurre in modo significativo le perdite di calore.</p>
<h3>3) Come funziona la ventilazione con recupero di calore?</h3>
<p>Il recuperatore trasferisce il calore dall&#8217;aria in uscita a quella in ingresso senza miscelare i flussi. In questo modo si mantiene la qualità dell&#8217;aria interna riducendo la perdita di energia.</p>
<h3>4) Serve un audit energetico prima di intervenire?</h3>
<p>Sì: un audit fornisce una diagnosi precisa, identifica priorità e permette di stimare costi e risparmi, rendendo gli interventi più efficaci.</p>
<h3>5) Quali materiali isolanti sono comunemente usati?</h3>
<p>Tra i materiali più diffusi ci sono schiume isolanti, pannelli rigidi, fibre naturali e derivate come la lana di vetro; la scelta dipende da spessore disponibile, prestazioni termiche e requisiti di posa.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Intervenire sull&#8217;efficienza dell&#8217;involucro abitativo è una strategia concreta per risparmiare energia, ridurre emissioni e migliorare il comfort domestico. Valutare lo stato dell&#8217;edificio, pianificare interventi mirati e rivolgersi a tecnici qualificati sono passaggi chiave per ottenere risultati tangibili.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Candele fai da te</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/risparmio/candele-fai-da-te/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 10:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[candele fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[candele natalizie]]></category>
		<category><![CDATA[candele profumate]]></category>
		<category><![CDATA[cera]]></category>
		<category><![CDATA[realizzare candele]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopriamo come realizzarle Tra gli argomenti che trattiamo, spesso ci dedichiamo ai “lavoretti” fai da te per sviluppare la creatività e perché no, far risparmiare qualche soldino all’utente finale. Oggi parliamo di candele, un prodotto che tantissimi di noi usano in casa, soprattutto a ridosso di questo periodo natalizio. Realizzare candele sarà un piacevole passatempo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-171660" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/candele-fai-da-te.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/candele-fai-da-te.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/candele-fai-da-te-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/candele-fai-da-te-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/11/candele-fai-da-te-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Scopriamo come realizzarle<span id="more-171658"></span></h3>
<p>Tra gli argomenti che trattiamo, spesso ci dedichiamo ai “lavoretti” fai da te per sviluppare la creatività e perché no, far risparmiare qualche soldino all’utente finale.</p>
<p>Oggi parliamo di <strong>candele</strong>, un prodotto che tantissimi di noi usano in casa, soprattutto a ridosso di questo periodo natalizio.</p>
<p><strong>Realizzare candele sarà un piacevole passatempo</strong>, per niente faticoso e soprattutto regalerà la soddisfazione di poter decorare la propria casa con degli oggetti fatti con le proprie mani. Ecco di seguito i consigli e gli strumenti che possano aiutarvi a capire<strong> come fare le candele artigianalmente</strong>.</p>
<p>Il primo passo per creare delle candele è ovviamente quello di <strong>procurarsi gli ingredienti necessari</strong>. Innanzitutto bisognerà pensare alla cera. Questa può essere di origine naturale o chimica.</p>
<p>Vediamo cosa serve di preciso:</p>
<ul>
<li>I<strong> contenitori</strong>: scegli dei vasetti di vetro resistenti al calore in modo che il vetro non si rompa a contatto con la cera bollente. Puoi scegliere di riciclare dei<strong> vasetti per uso alimentare, dei tappi in alluminio, bottiglie di birra ben ripulite od anche le metà di arance o limoni</strong> (svuotate della polpa, si intende).</li>
<li>La <strong>cera per candele</strong>: scegli della cera naturale, <strong>come la cera di soia o la cera d’api</strong>, in modo da realizzare delle candele fai da te in pieno rispetto della salute. Si tratta di un prodotto facilmente reperibile in negozi di bricolage oppure online ed in commercio esistono varie tipologie di cera naturale ed anche in diversi formati: <strong>granuli, ricariche, fiocchi di cera</strong> sono solo alcuni esempi. Puoi anche decidere di <strong>riciclare eventuali resti di vecchie candele naturali</strong> o, addirittura, utilizzare degli ormai andati pastelli a cera per colorare le tue candele home made.</li>
<li><strong>Stoppini</strong> per candele: per realizzare delle perfette candele fai da te, avrai bisogno di stoppini appropriati al tuo utilizzo. Scegli gli stoppini per candela con base in modo che non si muova quando andrai a versare la cera liquida nel contenitore. Anche in questo caso, potrai acquistare gli stoppini per candele fai da te senza troppe difficoltà, online oppure negli store fisici di bricolage.</li>
<li>Avrai infine bisogno di <strong>un</strong> <strong>pentolino</strong>, meglio se antiaderente, e di <strong>un cucchiaino in legno</strong>.</li>
</ul>
<h4>Come realizzare le candele</h4>
<p>Una volta raccolti tutto il necessario, non resta che realizzare le candele fai da te!</p>
<ol>
<li><strong>Fissa lo stoppino</strong> sul fondo del contenitore che hai scelto. Se lo stoppino non ha un fondo autoadesivo, puoi ovviare al problema aggiungendo del nastro biadesivo per fissare la base metallica. Un altro suggerimento efficace e semplice da attuare è quello di<strong> legare lo stoppino con un bastoncino</strong> poggiato sul contenitore: in questo modo, gli stoppini resteranno belli dritti durante l’aggiunta della cera liquida.</li>
<li><strong>Lascia sciogliere la cera</strong> nel pentolino a fuoco medio/basso. La cera dovrà sciogliersi completamente, evitando che inizi a bollire.</li>
<li>Eventuale: aggiungi il <strong>colorante alimentare</strong> (o i vecchi pastelli in cera) ed anche gli <strong>oli essenziali</strong> (oppure spezie da cucina come alloro e cannella) solo quando la cera è completamente sciolta. Lascia intiepidire e gira con il cucchiaio di legno.</li>
<li><strong>Versa la cera sciolta nel contenitore</strong>. A questo punto, non resta che aspettare che raffreddi completamente fino ad assumere la consistenza solida.</li>
</ol>
<p>Come sempre online abbiamo trovato migliaia di tutorial dedicati a questo argomento.</p>
<p>Ve ne consigliamo dunque uno, preso da canale “<strong>creativo</strong>” con quasi 15.000 iscritti, nel quale viene spiegato in modo dettagliato e soprattutto semplice, il procedimento completo per mettervi all’opera in questa realizzazione artistica.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="FACILISSIME Candele FAI DA TE! ?️" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/iQtoUOyTE6Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Scatenate ovviamente la fantasia per quanto riguarda forme, colori e profumazioni e approfittate di questo periodo natalizio per farne alcune a tema e utilizzarle durante le feste!</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un futuro a batterie anche per le case</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/risparmio/un-futuro-a-batterie-anche-per-le-case/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/casa/risparmio/un-futuro-a-batterie-anche-per-le-case/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 13:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[litio]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35092</guid>

					<description><![CDATA[Molto presto anche le nostre case potrebbero auto-alimentarsi grazie a degli accumulatori di energia La tecnologia della batteria è stata sostanzialmente sempre la stessa negli ultimi anni; tutti i miglioramenti sono stati sull&#8217;aumento della capacità e sul prolungamento della durata, ma per il resto le batterie agli ioni di litio sono rimaste stabilmente al loro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35091" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_tesla_batterie_casa.jpg" alt="" width="1159" height="713" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_tesla_batterie_casa.jpg 1159w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_tesla_batterie_casa-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_tesla_batterie_casa-1024x630.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_tesla_batterie_casa-768x472.jpg 768w" sizes="(max-width: 1159px) 100vw, 1159px" /></p>
<p>Molto presto anche le nostre case potrebbero auto-alimentarsi grazie a degli accumulatori di energia</p>
<p>  <span id="more-35092"></span>  </p>
<p>La tecnologia della batteria è stata sostanzialmente sempre la stessa negli ultimi anni; tutti i miglioramenti sono stati sull&#8217;aumento della capacità e sul prolungamento della durata, ma per il resto le batterie agli ioni di litio sono rimaste stabilmente al loro posto, all&#8217;interno di tutti i dispositivi mobili e di molte auto elettriche. La notizia è che presto queste batterie potrebbero alimentare anche le nostre case, grazie a prodotti come quelli proposti da Tesla e da altre start-up che vendono batterie domestiche sia ai proprietari di case che ai fornitori di servizi.</p>
<p>Secondo un resoconto del «Wall Street Journal», negli Stati Uniti sono sempre di più le case che mirano a rendere la loro rete elettrica a batteria, vedendo la capacità delle aziende di fornire energia in pericolo. E non solo. È anche molto saggio avere quest&#8217;ancora di salvezza in caso di disastri di qualche tipo: se si è autonomi e non collegati a una rete che può interrompere l&#8217;erogazione, ci si salva. Le batterie di casa accoppiate con i pannelli solari possono davvero farlo.</p>
<p>Durante l&#8217;uragano Irma, per esempio, i clienti di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=28558" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tesla</a> o della batteria tedesca <a href="https://www.sonnenbatterie.de/en/start" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sonen</a>&nbsp;sono stati in grado di mantenere le loro case «illuminate» – infatti Tesla ha spedito batterie a Porto Rico quando c&#8217;è stato l&#8217;uragano Maria.</p>
<p>Insomma, Tesla sta lavorando a una specie di ecosistema di energia autosufficiente, grazie alle sue batterie Powerwall e Powerpack – entrambe unità di stoccaggio elettriche, la prima progettata per le case, mentre la seconda per le aziende di servizio.</p>
<p>Una sorta di «sconnessione» molto interessante in un momento in cui il mercato dell&#8217;energia elettrica sta subendo un cambiamento così radicale. Grazie alla disponibilità di fonti energetiche rinnovabili, infatti – in particolare grazie alla crescente popolarità dei pannelli solari sempre più economici –, lo stoccaggio di energia sta diventando un fattore importante. <br />E quindi le batterie domestiche sono il motore del nostro futuro.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/casa/risparmio/un-futuro-a-batterie-anche-per-le-case/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>162</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nostra lotta contro il freddo: ieri e oggi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/risparmio/la-nostra-lotta-contro-il-freddo-ieri-e-oggi/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/casa/risparmio/la-nostra-lotta-contro-il-freddo-ieri-e-oggi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 12:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[Ariston]]></category>
		<category><![CDATA[Caldaie]]></category>
		<category><![CDATA[Caldaie a condensazione]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi di riscaldamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=34868</guid>

					<description><![CDATA[Con le nuove caldaie a condensazione si diminuiscono le emissioni e si aumenta l&#8217;efficienza energetica: ecco come funzionano Risale al 2015 il momento di commiato tra gli impianti di riscaldamento e le caldaie di vecchia generazione. Gli apparecchi ormai obsoleti, quelli non a condensazione, sono stati banditi ed è definitivamente arrivato per loro lo smaltimento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34867" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Caldaie_e_condensazione.jpg" alt="" width="660" height="300" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Caldaie_e_condensazione.jpg 660w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Caldaie_e_condensazione-300x136.jpg 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></p>
<p>Con le nuove caldaie a condensazione si diminuiscono le emissioni e si aumenta l&#8217;efficienza energetica: ecco come funzionano</p>
<p>  <span id="more-34868"></span>  </p>
<p>Risale al 2015 il momento di commiato tra gli impianti di riscaldamento e le caldaie di vecchia generazione. Gli apparecchi ormai obsoleti, quelli non a condensazione, sono stati banditi ed è definitivamente arrivato per loro lo smaltimento tra i rifiuti speciali.</p>
<p>Con le vecchie caldaie si raggiungevano livelli di emissioni di CO2 che a seguito della normativa europea definita Ecodesign non sono più tollerati. Ed ecco che i nuovi prodotti, come quelli di <a href="http://www.ariston.com/it/Caldaie_e_accessori/Caldaie_a_Condensazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ariston</a>, <a href="https://www.viessmann.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Viessmann</a> o Vaillant nascono con l’obbligo inderogabile di presentare un’etichetta che riporti la loro classificazione energetica che va da A+ a G. L’obiettivo principe dell’UE è una drastica riduzione delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34845" target="_blank" rel="noopener noreferrer">emissioni di CO2</a> che come lasciano ben sperare questi prodotti di nuova generazione, potranno abbassarsi fino al 20%, con un conseguente aumento dell’efficienza energetica e un’impennata dell’impiego delle nuove forme di energie rinnovabili nella stessa misura.</p>
<p>Ed ecco che, a discapito dei sistemi che, oltre a riscaldare e a garantire acqua calda sanitaria, impattavano con l’ambiente attraverso emissioni eccessive, oggi arriva sul mercato la caldaia a condensazione.</p>
<p>Per proteggerci dal freddo, le vecchie caldaie utilizzavano il calore della combustione con una conseguente dispersione del vapore acqueo che è dannoso per il sistema. Il funzionamento delle caldaie a vapore è invece differente e gli stessi vapori che derivano dalla dispersione del calore vengono riutilizzati, invece che essere dispersi nell’ambiente, con un conseguente aumento dell’efficienza termica.<br />Ma vediamo più nel dettaglio come funziona una pompa di calore, un prodotto che oggi ci permette di proteggerci dal freddo quando siamo in casa e di farlo nel pieno rispetto dell’ambiente, con un notevole vantaggio anche per il nostro portafoglio perché l’installazione delle caldaie a condensazione viene incentivata anche dal Governo che, attraverso gli ecobonus, garantisce un rimborso fino a 30.000€ per chi esegue lavori di riqualifica degli impianti di riscaldamento.</p>
<p>Le caldaie a condensazione sono state progettate per garantire un notevole risparmio energetico grazie a una tecnologia fortemente avanzata che consente il recupero di una parte del calore contenuto nei gas di scarico che viene trasformato in vapore acqueo. In questo modo, il combustibile recuperato viene sfruttato al meglio con la garanzia di un maggiore rendimento a fronte di un notevole vantaggio che riguarda i consumi, molto più bassi rispetto a quelli di una caldaia tradizionale. Nel vecchio sistema, infatti, l’espulsione dei gas di combustione avviene ad una temperatura che si aggira intorno ai 110°C. Diversamente, le caldaie a condensazione sono progettate con un sistema che, prima dell’espulsione, permette ai gas di attraversare uno scambiatore di calore che è in grado di condensare il vapore acqueo trasferendo immediatamente una parte del calore latente di condensazione all’acqua del circuito primario. Ed è precisamente attraverso questo processo che i gas di scarico recuperati vengono espulsi ma, in questo caso, ad una temperatura inferiore rispetto al sistema precedente e che si aggira intorno ai 40° C. Così, il calore, che altrimenti andrebbe disperso, viene prontamente riutilizzato.</p>
<p>È evidente dunque il consumo inferiore di combustibile che una caldaia a condensazione garantisce rispetto a una caldaia tradizionale (GPL, con bruciatore, atmosferica o ad aria soffiata). Ed è sorprendete sapere che la quota di energia recuperabile può arrivare fino al 16%. </p>
<p>Rispetto alle caldaie di ieri, i vantaggi ottenuti dall’uso di una caldaia a condensazione sono molti. Vediamoli insieme. </p>
<p><strong>L’efficienza.</strong> <br />In una caldaia a condensazione l’efficienza del funzionamento è superiore rispetto ad una caldaia tradizionale del 30%. </p>
<p><strong>La sicurezza.</strong><br />Le caldaie di nuova generazione sono a tenuta stagna: scaricano fuori i fumi recuperati dall’aria esterna, evitando qualsiasi contaminazione dell’ambiente abitato. Ciò è possibile perché durante l’installazione, i tecnici praticano dei fori nelle pareti attraverso i quali i fumi vengono espulsi. </p>
<p><strong>Il risparmio.</strong><br />L’ultimo vantaggio, anche se non in ordine di importanza in quanto spinge ad affrontare lavori anche quando non è proprio necessario sostituire o rottamare una caldaia, è il risparmio. Non stiamo adesso parlano di risparmio energetico, bensì di un risparmio che riguarda l’ammontare delle bollette e le spese di intervento. Parlando dei vantaggi sui consumi, il vantaggio rispetto ad una caldaia di vecchia generazione può arrivare fino ad un risparmio del 20% per quello che riguarda il consumo di acqua cada sanitaria a 80° C e fino al 30% sul consumo dell’acqua calda sanitaria a 60° C. Tornando al vantaggio economico, parliamo de gli incentivi statali che vengono identificati nel famoso <a href="https://www.guidafisco.it/legge-stabilita-ecobonus-65-spese-detrazione-come-funziona-1185" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecobonus</a> che può essere richiesto dai contribuenti che siano proprietari di un immobile oggetto dell’intervento. Il massimale per la sostituzione degli impianti di riscaldamento invernale è di 30.000 euro. Queste agevolazioni si applicano sulle spese sostenute nell’anno in corso e sono in genere ripartite in dieci quote annuali di pari importo. Sono rimborsi a cui si ha diritto se nella dichiarazione dei redditi si inseriscono i dati catastali dell’immobile in cui i lavori di sostituzione o di installazione ex novo sono stati compiuti. Sarà inoltre necessario, al fine di ottenere il rimborso, a sua volta possibile solo a fronte del pagamento dei lavori tramite bonifico bancario dedicato, allegare anche le certificazioni riguardanti lo svolgimento dei lavori.</p>
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		<title>Ecobonus: nel 2018 sarà possibile detrarre il 36% per gli interventi sul verde privato. Alcune idee per una casa più verde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 10:15:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[ecobonus]]></category>
		<category><![CDATA[giardino]]></category>
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					<description><![CDATA[È il momento ideale per effettuare interventi sul verde privato: si potrà dedurre il 36% del costo dei lavori Nella legge di bilancio approvata al senato è presente il nuovo ecobonus, sono previsti incentivi statali dedicati anche a chi effettuerà interventi sul verde privato. Si potrà dedurre il 36% del costo dei lavori, per spese [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34827" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_ecobonus_2018.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_ecobonus_2018.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_ecobonus_2018-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_ecobonus_2018-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>È il momento ideale per effettuare interventi sul verde privato: si potrà dedurre il 36% del costo dei lavori</p>
<p>  <span id="more-34828"></span>  </p>
<p>Nella legge di bilancio approvata al senato è presente il nuovo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34774" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ecobonus</a>, sono previsti incentivi statali dedicati anche a chi effettuerà interventi sul verde privato.</p>
<p>Si potrà dedurre il 36% del costo dei lavori, per spese fino a 5 mila euro: rendere più verde uno spazio esterno diventerà così non solo vantaggioso per la qualità dell’aria in città, ma anche per il proprio portafogli.<br />Immobiliare.it ha raccolto 5 idee per rendere più “green” in terrazzo di casa:</p>
<p><strong>Tutto in vaso</strong><br />Il modo più semplice per riempire di verde il proprio terrazzo è quello di sbizzarrirsi con piante e fiori in vaso. In commercio ce ne sono tantissimi, basterà scegliere quelli più adatti alle proprie esigenze: chi non è (ancora) dotato di pollice verde, può optare per piante sempreverdi come il pino mugo, il ginepro o l’erica ma anche viburni, clematidi, fuxie, ciclamini, e tutte le bulbose da fiore a risveglio primaverile: crochi, tulipani, giacinti, fresie. Della famiglia dei sempreverdi fa parte il rosmarino che, oltre ad essere una pianta bella da vedere, è anche un valido alleato per la cucina. E sempre per accontentare non solo la vista ma anche il palato, chi abita a Sud e gode di un clima mite e soleggiato, può invece scegliere aranci e limoni ma anche gelsomini, rose o gerani.</p>
<p><strong>Giardini pensili</strong><br />Realizzare una copertura verde con un giardino pensile, tecnica che affonda le sue radici nell’Antica Babilonia, è di certo più complicato, ma l’Ecobonus 2018 potrebbe essere l’occasione perfetta per decidere di realizzarne una. Per un giardino pensile serve un terrazzo di metratura considerevole e alcune verifiche tecniche prima di dare il via alle opere. La stratificazione prevede una membrana impermeabilizzante, uno strato antiradice, un elemento di protezione meccanica, un elemento drenante e/o di accumulo idrico, un elemento filtrante, un substrato composto generalmente da un miscuglio di materiale inorganico (pomice, agriperlite, argilla espansa) ed organico (torbe, cortecce compostate, fibra di cocco) e per ultimo lo strato di vegetazione con le piante. Sarà necessario accertarsi con un esperto che il proprio terrazzo possa strutturalmente reggere il peso di questo intervento, ma una volta realizzato si potrà dire di avere in casa una miniatura del Bosco Verticale, uno dei grattacieli più ammirati al mondo.</p>
<p><strong>Autoproduzione di frutta e verdura</strong><br />Un’altra idea è quella di destinare lo spazio esterno all’autoproduzione di frutta e verdura. Si potrebbe così approfittare del Bonus Verde per realizzare un orto sul terrazzo, dove coltivare i propri ortaggi o alberi da frutto preferiti. Questa soluzione permette non solo di risparmiare sull’acquisto dei prodotti dell’orto, ma anche di scegliere consapevolmente fertilizzanti e trattamenti, optando magari per soluzioni biologiche e amiche dell’ambiente.</p>
<p><strong>Una migliore irrigazione</strong><br />Un impianto di irrigazione professionale è uno sfizio che grazie all’Ecobonus 2018 ci si potrà concedere più a cuor leggero. In commercio ne esistono di vari prezzi e fatture, a seconda della centralina di irrigazione e dal grado di precisione dell’impianto. I modelli più evoluti si autoregolano a seconda delle condizioni meteo che vengono rilevate e permettono di mantenere le piante del terrazzo in uno stato di rifornimento idrico ottimale.</p>
<p><strong>Sfruttare tutti gli spazi</strong><br />Se le dimensioni del terrazzo non permettono di avere un orto in orizzontale, questo non vuol dire che si debba rinunciare del tutto all’idea. Una moda recente è quella di creare delle pareti vegetali che permettono di sfruttare al meglio gli spazi in verticale. In attesa dell’approvazione definitiva della legge e dopo le necessarie verifiche sulle effettive possibilità di detrazioni fiscali, un modo per approfittare del Bonus Verde potrebbe essere proprio l’acquisto di apposite strutture a sacche da appendere alle pareti e nelle quali trapiantare, ad esempio, erbe aromatiche, ma anche fragole o piante ornamentali come edere, felci, begonie e surfinie.</p>
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		<title>Efficenza energetica: le detrazioni del 65% stanno per scadere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 08:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[ecobonus]]></category>
		<category><![CDATA[Efficientamento Energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Efficientamento energetico delle abitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Ristrutturazioni edilizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 2018 gli incentivi saranno del 50% Compiere lavori di riqualificazione edilizia, anche sostituendo porte e finestre, permette di ridurre le spese di riscaldamento e migliorare il comfort domestico. In questo modo si ottiene un immediato risparmio sulla bolletta, soprattutto durante la stagione fredda. Fino al 31 Dicembre 2017 a questi benefici si sommano le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34773" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_efficienza-energetica-casa.png" alt="" width="795" height="497" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_efficienza-energetica-casa.png 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_efficienza-energetica-casa-300x188.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_efficienza-energetica-casa-768x480.png 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></p>
<p>Dal 2018 gli incentivi saranno del 50%</p>
<p>  <span id="more-34774"></span>  </p>
<p>Compiere lavori di riqualificazione edilizia, anche sostituendo porte e finestre, permette di ridurre le spese di riscaldamento e migliorare il comfort domestico. In questo modo si ottiene un immediato risparmio sulla bolletta, soprattutto durante la stagione fredda.</p>
<p>Fino al 31 Dicembre 2017 a questi benefici si sommano le detrazioni fiscali del 65% riservate agli interventi di efficientamento energetico delle abitazioni.<br />Secondo il disegno di legge di Bilancio 2018, però, questi incentivi scenderanno al 50% nel prossimo anno.</p>
<p>Non cambiano i meccanismi per usufruire dell’incentivo: i pagamenti dovranno essere effettuati con bonifico bancario o postale e il rimborso Irpef avverrà in dieci anni, con rate di pari importo. <br />Chi può beneficiare dell’agevolazione? Non solo i proprietari degli immobili, ma anche inquilini, familiari, conviventi del possessore dell’immobile. L’importante è che sostengano le spese e le fatture e i bonifici risultino intestati a lui.</p>
<p>E, se vogliamo ristrutturare, ricordiamoci dei biomateriali: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=3022" target="_blank" rel="noopener noreferrer">approfondiamo questo tema dell’architettura sostenibile</a>.</p>
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		<title>Dieci trucchi per risparmiare sul riscaldamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2017 08:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva la stagione fredda, ma la stagione del risparmio non passa mai. Segui questi 10 consigli per tagliare la bolletta del riscaldamento Ormai l’autunno è entrato nel vivo, gli alberi perdono le foglie, le giornate si accorciano e le serate sono sempre più fresche. Il momento in cui si torna a godere del tepore casalingo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34732" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_risparmio_riscaldamento.jpg" alt="" width="1024" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_risparmio_riscaldamento.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_risparmio_riscaldamento-300x146.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_risparmio_riscaldamento-768x375.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Arriva la stagione fredda, ma la stagione del risparmio non passa mai. Segui questi 10 consigli per tagliare la bolletta del riscaldamento</p>
<p>  <span id="more-34733"></span>  </p>
<p>Ormai l’autunno è entrato nel vivo, gli alberi perdono le foglie, le giornate si accorciano e le serate sono sempre più fresche. Il momento in cui si torna a godere del tepore casalingo e si riattivano gli impianti di riscaldamento.</p>
<p>Infatti dal 15 di questo mese è possibile accendere i riscaldamenti in oltre la metà degli 8mila comuni italiani, vale a dire quelli della cosiddetta zona climatica &#8216;E&#8217; che comprende grandi città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, ma anche zone di montagna dove il clima è già rigido.</p>
<p>Per evitare sprechi e anche “sorprese” in bolletta, l’<a href="http://www.enea.it/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Enea</a> propone un vademecum con 10 regole pratiche per un riscaldamento efficiente che unisca il comfort al risparmio in bolletta.</p>
<p>1 – <strong>Effettuare la manutenzione degli impianti</strong>. È la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato consuma e inquina meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa a partire da 500 euro.</p>
<p>2 &#8211; <strong>Controllare la temperatura degli ambienti.</strong> Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.</p>
<p>3 – <strong>Attenti alle ore di accensione</strong>. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i comuni in fascia &#8216;E&#8217;, ad esempio, è consentito fino a un massimo di 14 ore.</p>
<p>4 &#8211; <strong>Installare pannelli riflettenti</strong> tra muro e termosifone. È un &#8216;trucco&#8217; semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.</p>
<p>5 &#8211; <strong>Schermare le finestre durante la notte</strong>. Chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.</p>
<p>6 &#8211; <strong>Fare il check-up alla propria casa</strong>. L&#8217;isolamento termico su pareti e finestre dell’edificio è un aspetto da non trascurare: se la costruzione è stata completata prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre. Con i nuovi modelli che disperdono meno calore il beneficio può essere doppio: si riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire degli ecobonus, la detrazione fiscale del 65%.</p>
<p>7 &#8211; <strong>Impianti di riscaldamento innovativi.</strong> Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione o a biomasse, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata con un impianto fotovoltaico. Per l’installazione si può usufruire della detrazione fiscale del 65% in caso di intervento complessivo di riqualificazione energetica o del 50% per una semplice ristrutturazione edilizia.</p>
<p>8 &#8211;<strong> Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni.</strong> Collocare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Inoltre attenzione a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti e si evitano inutili dispersioni di calore.</p>
<p>9 – <strong>Installare i cronotermostati.</strong> Un aiuto al risparmio arriva dai moderni dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa.</p>
<p>10 &#8211; <strong>Applicare valvole termostatiche.</strong> Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di mantenere costante la temperatura impostata e concentrare il calore negli ambienti più frequentati. Inoltre, permettono di evitare sprechi abbattendo i costi in bolletta fino al 20%. Le termovalvole usufruiscono di una detrazione fiscale del 50% se installate durante una semplice ristrutturazione edilizia o del 65% per interventi di efficientamento energetico e/o per la sostituzione di una vecchia caldaia con una ad alta efficienza.</p>
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