Piante Antismog

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Ripuliscono l’aria e riducono le emissioni

Sono capaci di ripulire l’aria delle nostre città, intrisa di polveri sottili e di anidride carbonica. In vent’anni sono riusciti ad assorbire con le loro foglie quasi 4000 chili di CO2. Sono i cosiddetti alberi mangia smog, piante in grado non solo di catturare i nostri veleni ma anche di abbassare la temperatura dell’ambiente in cui si trovano durante i mesi più caldi.

Con la loro presenza, dai parchi urbani ai giardini delle nostre abitazioni, questi alberi riescono a rimuovere dall’aria migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10 che ogni anno in Italia causano circa 80.000 morti premature.

Le piante possono migliorare notevolmente la qualità dell’aria che respiriamo tra le pareti domestiche. Anche se non ce ne accorgiamo, le nostre case ospitano, infatti, numerose fonti d’inquinamento e l’aria che respiriamo, di conseguenza, ne risente.

Spesso si sente parlare di smog e di innalzamento dei livelli di polveri sottili PM10, tali da richiedere interventi di sospensione del traffico su strada. Con meno frequenza però, ci si sofferma a pensare all’aria insalubre che si può respirare all’interno delle proprie abitazioni o nei luoghi di lavoro.

Parlare di piante mangia smog è limitativo rispetto ai diversi benefici che i vegetali apportano tra le mura domestiche.

Le fonti di inquinamento indoor sono molteplici: fumo, formaldeide, detergenti e disinfettanti per la pulizia, alcune sostanze contenute negli incensi o nelle candele, insetticida, spray anti-tarme o le già citate polveri sottili.

Le piante anti inquinamento non solo producono ossigeno assimilando allo stesso tempo anidride carbonica, esse inoltre assorbono e rimuovono le particelle chimiche volatili. Alcune specie, come la Tillandsia, sono persino in grado di intervenire in campo elettromagnetico arginando le cariche elettrostatiche.

La top 5 delle piante “antismog”

Cerchiamo dunque di capire quali sono le piante che entrano nella classifica mondiale tra quelle “mangia smog”.

 

Al primo posto c’è l’Acero Riccio (Acer platanoides) che raggiunge un’altezza di 20 metri, con foglie di grandi dimensioni, fra i 10 e i 15 cm con al termine una punta ricurva da cui deriva l’appellativo di “riccio”: ogni esemplare è in grado di assorbire fino a 3.800 chili di CO2 in vent’anni.

Al secondo posto la Betulla verrucosa (Betula pendula) riesce ad assorbire 3.100 chili di CO2 in vent’anni. È in grado di crescere sui terreni più difficili ed era considerata albero sacro presso i Celti e le tribù germaniche.

Sul terzo gradino del podio troviamo il Cerro (Quercus cerris) è un grande albero a foglie caduche che può arrivare a 35 m di altezza. A pari merito con la Betulla, assorbe fino a 3.100 chili di CO2.

Al quarto posto un albero antichissimo, il Ginkgo (Ginkgo Biloba) le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa, e vanta una forte adattabilità a tutti i terreni compresi quelli urbani. Ha foglie piccole dalla forma a ventaglio spaccate nel mezzo, il loro colore è verde brillante che cambia in giallo oro durante l’autunno. Può assorbire 2.800 kg di CO2.

Al quinto posto, Fra gli alberi antismog il Tiglio nostrano (Tilia Plathyphyllos) è fra i più longevi con il secolo di vita. Può raggiungere i 40 metri, ha radici profonde e salde e assorbe 2.800 kg di CO2.

Quali sono le piante “antismog” da tenere in casa?

On line si trovano numerosi suggerimenti per capire quali siano le migliori piante da tenere in casa per pulire l’aria.

Ecco una lista di quelle da tenere in casa per purificare l’aria:

Aloe: una pianta che ama la luce e richiede poca acqua. È in grado di filtrare benzene e formaldeide che possono essere presenti nelle tappezzerie, colle per moquette o fotocopiatrici. Adatta pertanto a essere riposta anche negli spazi di lavoro.

Pianta ragno: perfetta sia per l’ufficio, sia per la casa. Ha un bell’aspetto e cresce velocemente senza necessitare di cure eccessive e di essere innaffiata di frequente. Talvolta capita di vederla appesa in cesti sospesi e, con un po’ di fortuna, si possono notare i bei fiori bianchi.

Lingua di suocera: nonostante il nome irriverente, è una pianta da interni capace di donare soddisfazioni. Può essere posizionata in camera da letto o in bagno perché non ha bisogno di fonti intense di luce. Rilascia ossigeno di notte convertendo l’anidride carbonica e al contempo rimuove oltre un centinaio di diversi agenti inquinanti, tra cui il monossido di carbonio.

Edera: tutte le tipologie di questo rampicante sono indicate per ridurre la polvere, oltre che per rimuovere benzene e formaldeide. Cresce bene in ambienti interni, in particolare l’edera inglese.

Ficus benjamin: richiede qualche attenzione e cura in più rispetto ad altre piante, ma oltre a diventare incantevole ha il vantaggio di debellare quotidianamente le tossine.

Tutelare la nostra salute vuol dire anche prendersi cura dell’ambiente che ci circonda. 

D.T.

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