<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Suolo &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/categoria/ambiente/suolo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 Jun 2026 12:03:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>C&#8217;è una rete di funghi sotto i nostri piedi? Si, e protegge il Mondo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rete-di-funghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 12:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Suolo]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[rete di funghi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=319787</guid>

					<description><![CDATA[Camminiamo ogni giorno sopra una rete di funghi, una delle strutture viventi più estese del pianeta senza accorgercene. Sotto il suolo di prati, boschi e campi si nasconde una rete di filamenti sottilissimi — le ife dei funghi — che, srotolata in un&#8217;unica linea, raggiungerebbe una lunghezza quasi inimmaginabile: circa un miliardo di volte la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319788 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/rete-globale-funghi.webp" alt="rete di funghi" width="1536" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/rete-globale-funghi.webp 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/rete-globale-funghi-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/rete-globale-funghi-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/rete-globale-funghi-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Camminiamo ogni giorno sopra una rete di funghi, una delle strutture viventi più estese del pianeta senza accorgercene. Sotto il suolo di prati, boschi e campi si nasconde una rete di filamenti sottilissimi — le ife dei funghi — che, srotolata in un&#8217;unica linea, raggiungerebbe una lunghezza quasi inimmaginabile: circa un miliardo di volte la distanza che separa la Terra dal Sole. Tradotto in chilometri, parliamo di un&#8217;estensione dell&#8217;ordine dei 110 quadrilioni di chilometri. Non è una metafora poetica: è il risultato della prima mappa globale di questi organismi, pubblicata sulla rivista <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.adu4373?adobe_mc=MCMID%3D88365542030369471684254531512362050871%7CMCORGID%3D242B6472541199F70A4C98A6%2540AdobeOrg%7CTS%3D1781266885" target="_blank" rel="noopener"><em>Science</em></a>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">A realizzarla è stato un gruppo di ricerca guidato dalla <a href="https://vu.nl/en" target="_blank" rel="noopener">Libera Università di Amsterdam</a> e dall&#8217;<a href="https://amolf.nl/" target="_blank" rel="noopener">Istituto Amolf,</a> insieme alla <a href="https://www.spun.earth/" target="_blank" rel="noopener">SPUN (Society for the Protection of Underground Networks)</a>, un&#8217;organizzazione nata proprio per cartografare il mondo sommerso dei funghi. E ciò che ne emerge ridisegna l&#8217;idea che abbiamo del terreno sotto di noi: non un fondale inerte, ma un sistema vivo, connesso, indispensabile.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Il &#8220;sistema circolatorio&#8221; del pianeta</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">I protagonisti sono i funghi micorrizici, organismi che da centinaia di milioni di anni vivono in simbiosi con le piante. Il meccanismo è uno scambio: i funghi avvolgono le radici e si spingono nel terreno molto più in profondità di quanto le radici riuscirebbero da sole, raggiungendo acqua e minerali altrimenti irraggiungibili. In cambio ricevono il carbonio che le piante producono con la fotosintesi. È un baratto antichissimo, e funziona così bene che oggi coinvolge circa il 70% delle specie vegetali della Terra.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Questa rete non si limita a nutrire le singole piante. Le collega tra loro: le ife di un solo fungo possono mettere in comunicazione decine o centinaia di piante diverse, permettendo il passaggio di nutrienti, acqua e persino segnali chimici di allarme. È per questo che gli scienziati la chiamano spesso uno dei &#8220;sistemi circolatori&#8221; del pianeta, e l&#8217;hanno ribattezzata con un nome che dice tutto: <em>Wood Wide Web</em>, il web del bosco.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Una rete di funghi alleata silenziosa contro la crisi climatica</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">C&#8217;è un dato che dovrebbe interessare chiunque abbia a cuore il clima. Queste reti fungine trasportano e immagazzinano ogni anno nel suolo una quantità enorme di anidride carbonica — secondo lo studio, dell&#8217;ordine di miliardi di tonnellate, una frazione significativa delle emissioni globali legate ai combustibili fossili. Carbonio che, se non venisse sequestrato sottoterra, finirebbe in atmosfera ad alimentare il riscaldamento globale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La portata di questo serbatoio vivente è impressionante: la massa di carbonio custodita in queste reti è stimata tra le quattro e le sei volte quella di tutti gli esseri umani viventi messi insieme. In altre parole, sotto i nostri piedi lavora, gratis e in silenzio, una delle infrastrutture anti-CO₂ più efficienti del pianeta. E non richiede elettricità, server o manutenzione: funziona da sola da milioni di anni.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">La mappa della rete di funghi svela dove sono più dense</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.corriere.it/pianeta2030/26_gennaio_19/rete-funghi-ripulisce-suolo-carbonio-scoperta-scienziata-toby-kiers-vince-tyler-prize-abbiamo-galassia-sotto-piedi-26831758-f536-11f0-b228-4859216a3d2f.shtml" target="_blank" rel="noopener">Mappare l&#8217;invisibile non è stato semplice</a>. Il team è partito da una revisione degli studi esistenti, raccogliendo circa 16.000 campioni di suolo prelevati da ecosistemi di tutto il mondo, ciascuno geolocalizzato. Da lì, grazie all&#8217;apprendimento automatico, ha costruito mappe predittive che mostrano dove le reti sono più dense — e dove servono ancora dati.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il risultato riserva qualche sorpresa. Non sono le foreste tropicali a ospitare la quota maggiore, ma le praterie: circa il 40% della rete fungina terrestre si trova in questi ambienti, con concentrazioni eccezionali in zone come il Sudan, la Florida e l&#8217;altopiano tibetano. Ed è proprio qui che scatta l&#8217;allarme: le praterie sono tra gli ecosistemi meno protetti del mondo e vengono convertite in terreni agricoli a un ritmo quattro volte superiore a quello delle foreste. I terreni coltivati intensivamente, infatti, risultano i più poveri di queste reti, con conseguenze dirette sulla salute del suolo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Perché ci riguarda da vicino questa rete di funghi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Si potrebbe pensare che <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/dai-funghi-una-incredibile-arma-per-combattere-linquinamento/" target="_blank" rel="noopener">questa rete di funghi mondiale</a> riguardi solo gli scienziati. È vero il contrario. La salute di queste reti determina la fertilità dei suoli da cui dipende il nostro cibo, la capacità del terreno di trattenere acqua e carbonio, la resistenza degli ecosistemi alla siccità. Pratiche agricole come il taglio raso dei boschi, le monocolture e l&#8217;uso massiccio di fertilizzanti chimici danneggiano queste reti, e ricostruirle artificialmente è difficilissimo: la complessità di una rete formatasi naturalmente in secoli non si replica con un trapianto di spore.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La prima mappa globale della rete di funghi del sottosuolo ci consegna allora un messaggio che va oltre la curiosità scientifica. Sotto ogni passo che facciamo c&#8217;è un mondo vivo, antico e operoso, che sostiene gran parte della vita in superficie — compresa la nostra. Conoscerlo è il primo passo per smettere di darlo per scontato, e cominciare a proteggerlo. Anche questo, in fondo, è saper vivere: riconoscere che il benessere che cerchiamo in superficie affonda le radici, letteralmente, in ciò che non vediamo.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative. I dati riportati si riferiscono allo studio pubblicato sulla rivista Science e ai materiali divulgativi disponibili a giugno 2026; alcune stime quantitative possono variare a seconda delle fonti e degli aggiornamenti della ricerca. Per i dettagli scientifici si rimanda alle pubblicazioni originali.</em></p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<h2 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Cos&#8217;è la rete di funghi di cui parla lo studio?</strong><br />
È l&#8217;insieme dei filamenti (ife) dei funghi micorrizici che vivono nel suolo in simbiosi con le piante. Collegati in un&#8217;unica linea, raggiungerebbero circa un miliardo di volte la distanza Terra-Sole. La prima mappa globale è stata pubblicata sulla rivista <em>Science</em>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Cosa sono i funghi micorrizici e a cosa servono?</strong><br />
Sono funghi che vivono in simbiosi con le radici delle piante: forniscono acqua e nutrienti minerali e ricevono in cambio il carbonio prodotto dalla fotosintesi. Coinvolgono circa il 70% delle specie vegetali e collegano tra loro più piante, formando il cosiddetto &#8220;Wood Wide Web&#8221;.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché questa rete è importante per il clima?</strong><br />
Perché trasporta e immagazzina ogni anno nel suolo enormi quantità di anidride carbonica, sottraendola all&#8217;atmosfera. La massa di carbonio custodita in queste reti è stimata tra le 4 e le 6 volte quella di tutta l&#8217;umanità vivente.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Quali sono le principali minacce a queste reti fungine?</strong><br />
L&#8217;agricoltura intensiva, le monocolture, i fertilizzanti chimici e il taglio raso dei boschi. Particolarmente a rischio sono le praterie, che ospitano circa il 40% della rete globale ma sono tra gli ecosistemi meno protetti e vengono convertite in terreni agricoli molto rapidamente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I diserbanti sono una minaccia per la fertilità dei terreni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/i-diserbanti-sono-una-minaccia-per-la-fertilita-dei-terreni/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/i-diserbanti-sono-una-minaccia-per-la-fertilita-dei-terreni/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 20:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suolo]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[catena alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione suolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diserbanti]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[Glifosato]]></category>
		<category><![CDATA[lombrichi]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38140</guid>

					<description><![CDATA[Glifosato e AMPA non danneggiano solo l&#8217;uomo ma anche i lombrichi Il glifosato (N-phosphonomethylglycine), l&#8217;erbicida più utilizzato in Europa, è sotto accusa da tempo per gli effetti nocivi sulla salute umana, ma i suoi effetti potrebbero riguardare anche gli organismi che stanno alla base della catena alimentare umana.&#160; L&#8217;acido aminometilfosfonico (AMPA), infatti, il più tossico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38139" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_disserbanti_e_terreni.jpg" alt="" width="794" height="489" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_disserbanti_e_terreni.jpg 794w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_disserbanti_e_terreni-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_disserbanti_e_terreni-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>Glifosato e AMPA non danneggiano solo l&#8217;uomo ma anche i lombrichi</p>
<p>  <span id="more-38140"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il glifosato (N-phosphonomethylglycine), l&#8217;erbicida più utilizzato in Europa, è <a href="http://www.stopglifosato.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sotto accusa da tempo per gli effetti nocivi sulla salute umana</a>, ma i suoi effetti potrebbero riguardare anche gli organismi che stanno alla base della catena alimentare umana.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acido aminometilfosfonico (AMPA), infatti, il più tossico dei metaboliti del glifosato, rimane per tempi lunghissimi nel suolo, dove danneggia i lombrichi e rovina la qualità del terreno.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori, che hanno studiato&nbsp;gli <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4726205/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">effetti del metabolita sulle specie di lombrichi nota come “Eisenia Andrei”</a>, hanno scoperto che gli esemplari i cui genitori vivevano in un suolo contaminato avevano una crescita ridotta e non potevano sfruttare appieno il potenziale dell&#8217;ecosistema del suolo.</p>
<p style="text-align: justify;">I lombrichi sono considerati una componente vitale del biota di ogni terreno: svolgono un ruolo nella formazione e nel mantenimento della sua struttura e fertilità. In realtà, sono spesso considerati un indicatore chiave della qualità e del grado di contaminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha dimostrato che l&#8217;AMPA può persistere fino a 240 giorni dopo l&#8217;applicazione, a seconda delle condizioni del campo. Oltre ai lombrichi, molti funghi e batteri sono sensibili alla sostanza chimica. I microbi del suolo svolgono un ruolo importante nei processi vitali della terra, come il ciclo del carbonio e dei nutrienti. <br />Gli effetti potrebbero essere quindi ancora peggiori di quanto ipotizzato.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/i-diserbanti-sono-una-minaccia-per-la-fertilita-dei-terreni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fertilizzanti intelligenti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/fertilizzanti-intelligenti/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/fertilizzanti-intelligenti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2019 07:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suolo]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti intelligenti]]></category>
		<category><![CDATA[sensori GPS]]></category>
		<category><![CDATA[telerilevamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38054</guid>

					<description><![CDATA[Un nuovo studio dice che i fertilizzanti intelligenti combinati con altre tecnologie potrebbero aiutare gli agricoltori a produrre e combattere il cambiamento climatico Il dibattito sui fertilizzanti sintetici è sempre molto acceso, perché da una parte non sono ottimali per gli ecosistemi naturali ma, dall&#8217;altra, aiutano gli agricoltori a produrre la quantità di raccolto necessaria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38053" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_Fertilizzanti_intelligenti.jpg" alt="" width="800" height="453" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_Fertilizzanti_intelligenti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_Fertilizzanti_intelligenti-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_Fertilizzanti_intelligenti-768x435.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un nuovo studio dice che i fertilizzanti intelligenti combinati con altre tecnologie potrebbero aiutare gli agricoltori a produrre e combattere il cambiamento climatico</p>
<p>  <span id="more-38054"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito sui fertilizzanti sintetici è sempre molto acceso, perché da una parte non sono ottimali per gli ecosistemi naturali ma, dall&#8217;altra, aiutano gli agricoltori a produrre la quantità di raccolto necessaria a nutrire la popolazione mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi due decenni, hanno preso piede i fertilizzanti a rilascio controllato che sono diventati via via sempre più precisi, con formule di rilascio che non solo sono migliori per le piante, ma probabilmente anche per il pianeta. Questi fertilizzanti contengono sostanze nutritive in capsule invece dei granuli solubili del concime convenzionale: le capsule rallentano il rilascio dei nutrienti, dando alla pianta più tempo per assorbirli, invece che doverli assumere tutti in una volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente, i fertilizzanti a rilascio controllato sono diventati ancora più intelligenti, visto che riescono a rilasciare le sostanze nutritive a intervalli diversi a seconda delle condizioni del terreno – di temperatura, acidità o livello di umidità. Se si pensa di combinare questo con dei sensori GPS, con una mappatura della qualità del suolo e con un&#8217;intelligenza artificiale, allora la tecnologia di agricoltura di precisione può davvero pensare di salvare gli agricoltori e gli ecosistemi limitrofi dagli sprechi di fertilizzanti e dall&#8217;inquinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, un recente <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-019-42271-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> della Michigan State University ha rivelato che i fertilizzanti intelligenti combinati con una tecnologia di telerilevamento potrebbero far risparmiare 6,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica all&#8217;atmosfera – l&#8217;equivalente di quello che producono 1,5 milioni di auto all&#8217;anno.<br />In pratica, identificando la terra più produttiva non ci sarebbero sprechi di terreno, le colture sarebbero più concentrate, l&#8217;uso di fertilizzanti ridotto e alcuni spazi potrebbero essere lasciati liberi, aree selvagge in cui potrebbero ritagliarsi il loro habitat altri animali, per esempio le <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/un-alveare-urbano-per-salvare-le-api.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">api</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/fertilizzanti-intelligenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>165</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le piante e il loro metabolismo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/le-piante-e-il-loro-metabolismo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/le-piante-e-il-loro-metabolismo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 13:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suolo]]></category>
		<category><![CDATA[metaboliti]]></category>
		<category><![CDATA[microrganismi]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[radici]]></category>
		<category><![CDATA[rizosfera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=36195</guid>

					<description><![CDATA[Una nuova ricerca indaga il rapporto tra piante, terreno e metaboliti Sappiamo che la salute della maggior parte delle piante dipende dalle condizioni del terreno su cui vivono e dai microbi contenuti in esso. Un nuovo studio, condotto dagli scienziati del dipartimento di energia del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) e UC Berkeley, ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36194" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_wood-3216896_1920.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_wood-3216896_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_wood-3216896_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_wood-3216896_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h3>Una nuova ricerca indaga il rapporto tra piante, terreno e metaboliti</h3>
<p><span id="more-36195"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che la salute della maggior parte delle piante dipende dalle condizioni del terreno su cui vivono e dai microbi contenuti in esso. Un <a href="https://www.nature.com/articles/s41564-018-0129-3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>, condotto dagli scienziati del dipartimento di energia del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) e UC Berkeley, ci fornisce oggi ulteriori informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno scoperto che, mentre le piante si sviluppano, creano in corrispondenza delle radici un tessuto che favorisce il <strong>proliferare della componente microbiologica capace di consumare specifici metaboliti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Da più di un secolo si sa che le piante influenzano la composizione del suolo, in particolare attraverso il rilascio di metaboliti nel terreno che circonda le radici”, ha spiegato Kateryna Zhalnina, principale autrice della ricerca. “Fino a oggi, tuttavia, non si sapeva che il contenuto rilasciato dalle piante fosse un’alimentazione dei microrganismi del terreno adatta a guidare lo sviluppo della presenza microbiologica. Gli scienziati di Berkeley hanno mostrato che i processi di sviluppo delle piante (Avena barbata) determinano modelli coerenti nella composizione chimica degli strati di terreno che circondano le radici.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti gli organismi superiori, <strong>le piante si sono evolute specializzando le proprie funzioni</strong>. Le interazioni tra radici e suolo sono fondamentali per la loro sopravvivenza. Dato questo legame, le piante si sono modificate per poter regolare la composizione della propria <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rizosfera" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rizosfera</a>, modulando di conseguenza la propria crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Le piante hanno dimostrato ancora una volta di essere <strong>organismi molto più sensibili e raffinati di quanto si pensasse</strong>, anche se la scienza aveva già dato qualche indizio, mostrando la loro <a href="https://www.ecoseven.net//?p=7294" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vulnerabilità al rumore</a> e la loro capacità di dimostrare <a href="https://www.ecoseven.net//?p=35636" target="_blank" rel="noopener noreferrer">particolari stati di coscienza</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/le-piante-e-il-loro-metabolismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>35</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le donne che sposano alberi in Messico</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/le-donne-che-sposano-alberi-in-messico/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/le-donne-che-sposano-alberi-in-messico/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 10:15:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suolo]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35714</guid>

					<description><![CDATA[Per sensibilizzare le persone contro il disboscamento arrivano questi bizzarri matrimoni green Delle attiviste messicane si sono recate a San Jacinto Amilpas per sposarsi, una notizia che potrebbe sembrare normalissima se non fosse che le cerimonia a cui hanno preso parte era un matrimonio di massa per dichiarare la loro eterna devozione alla natura e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35713" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_MatrimonioAlberi.jpg" alt="" width="800" height="544" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_MatrimonioAlberi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_MatrimonioAlberi-300x204.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_MatrimonioAlberi-768x522.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Per sensibilizzare le persone contro il disboscamento arrivano questi bizzarri matrimoni green</p>
<p>  <span id="more-35714"></span>  </p>
<p>Delle attiviste messicane si sono recate a San Jacinto Amilpas per sposarsi, una notizia che potrebbe sembrare normalissima se non fosse che le cerimonia a cui hanno preso parte era un matrimonio di massa per dichiarare la loro eterna devozione alla natura e in particolare agli alberi – che erano, per l&#8217;appunto, i loro sposi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento, che è stato chiamato «Marry a Tree» («Sposa un albero») è stato ideato per aiutare a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sul disboscamento illegale e sulla deforestazione nello stato di Oaxaca.</p>
<p style="text-align: justify;">La cerimonia è stata guidata dall&#8217;attore e ambientalista peruviano Richard Torres che, a sua volta, si è sposato varie volte con alberi – la prima a Bogotà, in Colombia, nel 2014, nel tentativo di incoraggiare i ribelli delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia a piantare alberi invece di incitare alla guerra.<br />Ovviamente, si tratta di matrimoni non vincolanti, se non sul fronte dell&#8217;etica per il rispetto dell&#8217;ambiente, però, a quanto dicono gli attivisti, questo metodo si sta dimostrando ottimo per far luce sul disboscamento illegale che, negli ultimi anni, ha avuto una portata davvero devastante in Messico, rendendosi responsabile anche di un aumento della siccità. In effetti, le foreste del paese stanno subendo un duro colpo a causa del commercio illegale di legname – che si pensa essere controllato da associazioni criminali – e Oaxaca è diventato uno dei cinque stati più colpiti dalla deforestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">È possibile vedere <a href="https://www.youtube.com/watch?v=i2eDl_cK6vw&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a>&nbsp;&nbsp;il video di Torres che sposa i suoi alberi e fermarsi un po&#8217; a pensare: anche se non sposeremo un albero e magari non ne abbracceremo mai nemmeno uno, dovremmo comunque fermarci a riflettere, una volta di più, sul tipo di rispetto che dovremmo avere nei confronti dell&#8217;ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/le-donne-che-sposano-alberi-in-messico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>164</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Foreste, allarme WWF: &#8216;persi 50 campi da calcio al minuto&#8217;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/foreste-allarme-wwf-persi-50-campi-da-calcio-al-minuto/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/foreste-allarme-wwf-persi-50-campi-da-calcio-al-minuto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2015 13:52:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suolo]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[desertificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Disboscamento]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=25526</guid>

					<description><![CDATA[Il consumo del suolo prosegue a un ritmo preoccupante con effetti nocivi sul territorio, il clima e gli abitanti delle zone sfruttate In occasione dell&#8217;Earth Day il WWF ha puntato l&#8217;attenzione sul tema delle foreste: &#8216;Abbiamo già perso quasi il 40% della superficie forestale originaria del Pianeta e la gran parte negli ultimissimi decenni. Oggi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25525" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_Disboscamento-15005-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il consumo del suolo prosegue a un ritmo preoccupante con effetti nocivi sul territorio, il clima e gli abitanti delle zone sfruttate</p>
<p>  <span id="more-25526"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">In occasione dell&#8217;Earth Day il WWF ha puntato l&#8217;attenzione sul tema delle foreste: &#8216;Abbiamo già perso quasi il 40% della superficie forestale originaria del Pianeta e la gran parte negli ultimissimi decenni. Oggi solo il 31% della superficie del pianeta è ricoperto da foreste, e ne perdiamo ogni anno 13 milioni di ettari: la deforestazione è la principale minaccia per la vita dell’uomo sulla terra. Secondo il <a href="http://www.wri.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">World Resource Institute</a> perdiamo 50 campi da calcio di foreste ogni minuto&#8217;</span></p>
<p>Per questo l&#8217;associazione ambientalista ha deciso di dare il via a una <a href="http://criminidinatura.wwf.it/foreste.wwf.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">campagna per salvare le foreste del pianeta</a> e a una raccolta fondi. Con le donazioni, spiegano, possiamo combattere il bracconaggio, aumentare le superfici protette e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni indigene.</p>
<p>I dieci paesi secondo il <a href="http://www.wwf.it/news/notizie/?uNewsID=15262" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WWF</a> che subiscono la perdita netta maggiore di area forestale sono, rispetto ai dati del decennio 2000 – 2010:</p>
<p>1. Brasile</p>
<p>2. Australia</p>
<p>3. Indonesia</p>
<p>4. Nigeria</p>
<p>5. Tanzania</p>
<p>6. Zimbabwe</p>
<p>7. Repubblica Democratica del Congo</p>
<p>8. Birmania (Myanmar),</p>
<p>9. Bolivia,</p>
<p>10 Venezuela</p>
<p>Il disboscamento avviene per la crescente domanda mondiale di prodotti agricoli e di legname per le infrastrutture. Prodotti comunemente diffusi e di uso crescente come soia, olio di palma, carne, pelli da trasformare, fa notare il WWF, sono oggi forse la causa primaria dei processi di deforestazione nel mondo e l’Unione Europea è tra i maggiori consumatori mondiali di prodotti derivati da processi di deforestazione illegali.</p>
<p>Sul tema è scesa in campo anche la<a href="https://www.ecoseven.net//?p=25403" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Apple che ha siglato una partnership con il Conservation Fund statunitense</a> per proteggere 36mila acri di foreste, pari a 27mila campi da calcio</p>
<p>a.po</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/foreste-allarme-wwf-persi-50-campi-da-calcio-al-minuto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>216</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
