Raccolta del sale nella Riserva naturale Saline di Trapani e Paceco

Un esempio di connubio tra attività economiche e tutela del territorio

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All’interno della Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco, gestite dal WWF, è partita la raccolta del sale. Ci sono infatti dieci saline nella riserva che offrono un prodotto di qualità superiore, apprezzato anche all’estero. I metodi di raccolta sono antichi, ma garantiscono un risultato di alta qualità; non a caso Il sale marino trapanese, ormai da anni è un consolidato presidio Slow Food, e recentemente ha avuto il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta).

E questa attività si inserisce bene nell’ambiente circostante, come spiega il WWF, ciò ‘rappresenta un felice connubio tra conservazione di attività economiche tradizionali e conservazione della biodiversità. In questo periodo infatti, oltre alla consueta presenza di avifauna migratoria, è possibile vedere i giovani delle specie nidificanti, tra cui avocette, cavalieri d’Italia, fraticelli, oltre all’ormai consolidata presenza di grandi gruppi di fenicotteri, che sostano in quest’area ricca di cibo durante il loro percorso migratorio tra Europa e Africa.’

Le distese d’acqua delle saline, per gli uccelli migratori rappresentano un ottimo punto di sosta. Ricordiamo che da queste parti fanno tappa il fenicottero rosa, la spatola e il falco di palude.

La Riserva Naturale Orientata ‘Saline di Trapani e Paceco, spiega il WWF, rappresenta un intreccio di ecosistemi, connubio tra habitat salmastri, d’acqua dolce e di terraferma, dove la presenza di canneti, vasche di salina, canali, isolotti, nonché praterie di piante alofile (che, cioè amano ambienti salati) garantisce la presenza di una preziosa biodiversità, anche di specie acquatiche.

a.po