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Puglia

RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARIO DI VIAGGIO, LA PUGLIA

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Puglia

La Puglia come non l’avete mai vista. Dal Gargano al Salento, una regione elegante tra sapori e tradizioni da vivere

Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.

Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.

Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.

PUGLIA

puglia

La Puglia, un tacco raffinato che dona slancio allo stivale. Terra di usanze, di migrazioni e di accoglienza, che da sempre guarda a Oriente in un incrocio di culture e umanità.

La bellezza della regione si presenta già nello sperone dello stivale. Il viaggio ha inizio dal paesino di Lesina, sul lato settentrionale del Gargano. Un caratteristico borgo marinaro con un centro storico dominato dalla Cattedrale e dal palazzo vescovile.

Il vero tesoro di Lesina è la meravigliosa riserva naturale sulle sponde della laguna costiera del Lago di Lesina.

Nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, il lago è circondato da Bosco Isola, una distesa di macchia mediterranea, luogo ideale per gli amanti del birdwatching che qui  possono incontrare fenicotteri e cormorani.

Le pescose acque del lago di Lesina sono note per le sue anguille che arrivano a pesare fino a tre chili. Il piatto principale da queste parti è la minestra d’anguille, servita con la salsa di pomodoro fresco e un contorno di verdure selvatiche.  La caratteristica sagra a dicembre è la giusta occasione per gustarle.

Sempre nella parte settentrionale della regione si incontra Rodi Garganico.

Una cittadina conosciuta come il Giardino del Gargano, grazie ai suoi celebri agrumeti in cui vengono coltivate  le profumate Arance Bionda e Brunetta e il Limone Femminello.

I bastioni racchiudono il centro storico in un labirinto di vicoli tortuosi e piccoli giardini, in cui si resta affascinati dalle case con la facciata bianca e il tetto rosso costruite le une sulle altre.

Rodi Garganico è anche uno degli approdi dell’Adriatico da cui si può raggiungere lo spettacolare arcipelago delle Isole Tremiti. Un autentico paradiso di vento e mare con una straordinaria oasi naturale ed emozionanti colori della costa.

Unico arcipelago della regione, le Tremiti sono composte dalla popolata isola di San Domino, in cui svetta il Faro suo simbolo. Il cuore storico dell’arcipelago appartiene invece a l’isola di San Nicola, dove regnano i torrioni di San Nicola e l’Abbazia di Santa Maria a Mare. Poco distante Capraia, selvaggia e disabitata, perfetta per appassionati  di sub con immersioni a Punta Secca e Cala dei Turchi. A queste seguono l’isola di Pianosa e gli isolotti di Cretaccio e La Vecchia.

Ritornando sulla terraferma, su una rupe a picco sul mare, si trova  Peschici.

Il maestoso castello normanno, insieme alla Torre del Ponte, sono i simboli che conducono verso il centro storico. Un insieme di scalinate scavate nella roccia e case con caratteristiche facciate bianche che scendono verso il mare.

Dal belvedere si può ammirare la distesa di pini  e torri di avvistamento che circondano il litorale, in cui compaiono i trabucchi, strutture in legno sospese sul mare, un tempo dedite alla pesca e oggi deliziosi ristorantini

La spiaggia di Marina è la più estesa, luogo ideale sia per surfisti che per famiglie. A cui segue un’insenatura nascosta dalle spiagge dorate come La Cala e Procinisco.

vieste puglia

Si prosegue per Vieste, punto più a est del Gargano.

Un caratteristico centro storico medievale in pietra fatto di scalinate e archi sottili, a cui seguono tipici negozietti e botteghe artigianali. Il Castello Svevo e la Cattedrale dell’Assunta in stile romanico custodiscono dall’altura il borgo antico.

Vieste incanta anche per i colori delle sue acque e delle sue spiagge affiancate da grotte marine e alte falesie. Lungo la costa si avvicendano numerose calette, tra cui Vignanotica, le spiagge del Castello e la Baia di San Felice,

Nel cuore del Parco Nazionale del Gargano si procede in direzione Mattinata, definita la “farfalla” del Gargano per la ricchezza dei suoi colori e la natura incontaminata del suo litorale.

Una città dal passato secolare, i cui reperti archeologici sono visibili nei ruderi di ville romane, necropoli e abbazie nelle campagne, lungo i sentieri dell’archeo-trekking. Il Rione Junno, centro antico di Mattinata, conserva le tracce dei “pagliai”, antiche abitazioni costruite da pietre grezze incastrate l’una sull’altra.

I fondali cristallini, le baie selvagge e le spiagge di ciottoli bianchi presentano il litorale di Mattinata, caratterizzato dai due faraglioni della Baia delle Zagare e da una serie di grotte, alcuni raggiungibili solo via mare come Grotta Rossa, Grotta del Serpente e Grotta dei Pipistrelli.

La distesa di uliveti occupa circa mille ettari e rientra nell’area di produzione dell’olio Dop Dauno. Mattinata, infatti, è anche la patria di un ottimo olio extravergine d’oliva ottenuto dall’ oliva Ogliarola garganica.

Poi  Monte Sant’Angelo.

Borgo antico in cui si cammina tra vicoletti e case basse e dove le panetterie offrono le tipiche ostie ripiene, dolci farciti di mandorle e miele.

Tappa importante è il Santuario di San Michele, simbolo del paese. Una scalinata scavata nella roccia guida verso la Sacra Grotta, luogo mistico dell’apparizione dell’Arcangelo Michele, e destinazione di numerosi pellegrini. Qui sono conservate la statua di San Michele, il trono episcopale e la croce d’argento di Federico II.

Continuando il cammino nella spiritualità si incontra San Giovanni Rotondo, alle pendici del Monte Calvo e a 600 metri di altitudine. Antico casale medievale, oggi San Giovanni Rotondo è uno dei principali poli del turismo religioso internazionale di devozione per Padre Pio. La cripta del Convento di Santa Maria delle Grazie conserva le sue spoglie ed è meta di costanti pellegrinaggi.

Spostandosi nel cuore dell’antica Daunia si fa visita a San Severo.

Nel centro del paese si distingue  la Cattedrale dell’Assunta insieme ai tre imponenti monasteri, le Benedettine, il Palazzo dei Celestini, sede del Comune, e il Palazzo dei Francescani, sede della biblioteca e del Museo Civico. Il percorso artistico continua con la visita delle tante residenze nobiliari, come i palazzi Cavaliere e Gervasio e l’elegante Teatro Comunale Giuseppe Verdi.

L’ottimo vino è orgoglio della città. Da gustare sia alla Sagra dell’Uva, a settembre, che  alla Festa del Vino Novello, a novembre, in occasione delle celebrazioni di San Martino.

Poco distante Castelnuovo della Daunia, a circa 500 metri di altitudine, dove dal colle del Mulino a Vento si ammirano i profili dei colli molisani e la vallata attraversata dal fiume Fortore. Il paesaggio è segnato da sorgenti termali e corsi d’acqua. La moderna struttura delle Terme di Castelnuovo della Daunia è immersa nel verde della valle del fiume Fortore, in cui è possibile praticare trattamenti curativi ed estetici nella natura incontaminata del Parco Termale.

Il centro storico è un insieme di stradine e piazzette, dove si presentano i campanili della duecentesca Chiesa Madre, dedicata alla Madonna della Murgia, patrona del paesino. A questa, il 15 settembre, vengono dedicati i tradizionali riti religiosi accompagnati dalla caratteristica Fiera della Pecora.

Nelle vicinanze, ai piedi dei Monti Dauni, si trova Pietramontecorvino.

Un paesino medievale dagli stretti vicoli delimitati da un insieme di casette in pietra che salgono sulla la roccia,  in dialetto “a Preta”, su cui sorge Terravecchia, il nucleo più antico del borgo. Le prime abitazioni della zona erano delle grotte naturali, presenti nel grande masso di tufo su cui si sviluppa il centro. Le grotte oggi sono ambienti ipogei utilizzati anche come cantine.

Si arriva poi a Lucera, considerata la “vedetta” della Puglia. Posizionata su tre colli, regna sulla piana del Tavoliere in un’area ricca di vitigni. Proprio da questi ultimi si ricava l’ottimo vino rosso di Lucera dalla facile bevibilità e che accompagna ogni tipo di pietanza.

Una visita al centro storico con i suoi eleganti palazzi nobiliari e le sue  chiese rinascimentali. A questi si aggiunge il Museo Civico Fiorelli, dove è presente una collezione di monete romane, bizantine e medievali e  l’Anfiteatro Romano, a cui si accede da due maestosi portali retti entrambi  da due colonne in stile ionico.

Disteso su una collina tra la pianura del Tavoliere e i monti dell’Irpinia si trova Deliceto.

Il Castello Normanno Svevo è il simbolo della città, mentre il borgo si scopre dal corso principale e prosegue tra viuzze e corti, dove si affacciano Palazzo d’Ambrosio e l’Abbazia di San Nicola.

Nel mese di febbraio, durante la festa in onore di San Mattia, il centro storico si illumina di falò e risuonano canti popolari per tutta la notte, ritornando per un attimo nel Medioevo. Ad agosto, invece, un appuntamento per i buongustai con  la Giornata del Maiale Nero.

Tra i colli del Subappennino Dauno, Accadia si immerge nel verde dei suoi boschi secolari. Il caratteristico Rione Fossi è un’antica cittadella medievale che conserva ancora il suo aspetto originario. Si accede attraverso l’arco di Porta di Capo e da qui parte un’ emozionante serie  di case di pietra, vicoli e grotte. Location perfetta per eventi e concerti come il Festival Accadia Blues.

Nelle vicinanze Sant’Agata di Puglia. Dall’alto dei suoi 800 metri offre un incantevole panorama su tutta la Daunia. Un piccolo presepe di pietra che si distende lungo il pendio della collina, dominato dal Castello Imperiale sul punto più alto del paese. Tutto il centro storico è il cuore del Parco Urbano delle Opere in Pietra, una specie di museo diffuso che racchiude tutti i vicoli, le case e i caratteristici portali.

Il viaggio tra Gargano e Daunia si  potrebbe concludere a Cerignola.

Il borgo di Terra Vecchia è il suo nucleo più antico, un tempo costituito da torrioni e mura. Oggi è rimasto inalterato e lo si può visitare lungo le pavimentate e sinuose stradine.

Circondata da uliveti, Cerignola è nota per le sue olive da mensa, ottime per l’aperitivo, da cui si ricava uno squisito olio. Orgoglio della cittadina è proprio la “bella di Cerignola”, oliva carnosa e di notevoli dimensioni, raccolta nelle campagne del Tavoliere.

Poco distante un mare di cristalli di sale si sdraia sulla costa adriatica.

saline puglia

Si  presenta così Margherita di Savoia. Le sue Saline sono il tesoro naturalistico della città e si estendono per circa quattromila ettari.

La visita al Museo Storico della Salina è un’occasione per scoprire qualcosa in più, con un laboratorio chimico per i più piccoli e una passeggiata nell’affascinante riserva naturale, meta degli appassionati di birdwatching.

Una visita alle Saline offre anche l’opportunità per prendersi cura di sé. Nelle terme si può usufruire delle acque ricche di bromuro e sodio delle vicine sorgenti. L’esteso litorale poi è presentato da  uno splendido mare con lunghe strisce di finissima sabbia ferrosa e vista sul promontorio del Gargano

Il viaggio nella Puglia Imperiale prosegue con Barletta.

Luogo della storica disfida tra cavalieri italiani e francesi, in cui si ritorna indietro nel tempo con una visita alla Cantina della Disfida all’interno di un palazzo trecentesco. Barletta si presenta col magnifico castello normanno nel cuore del centro storico, tra le più belle fortezze rinascimentali del Mezzogiorno e sede del Museo Civico. Nelle vicinanze la Cattedrale, tra i pochi esempi di basilica palatina in Puglia.

A pochi chilometri fuori dalla città si trova il sito archeologico di Canne della Battaglia, dove i Cartaginesi, guidati da Annibale, sconfissero i Romani. Anche il mare rientra nelle bellezze  della città con un litorale di spiagge finissime. La produzione enogastronomica vanta il Rosso Barletta, vino Doc dal colore rubino che con l’invecchiamento assume riflessi arancioni.

Si prosegue per Andria, che custodisce uno dei simboli più affascinanti della Puglia.

Nelle campagne regna Castel del Monte. Una fortezza a forma di corona ottagonale, unica nel suo genere e caratterizzata dal colore chiaro della pietra e da una combinazione di stili tra gotico e normanno. Simbolo della Puglia ed espressione del genio di Federico II di Svevia.

La città vecchia di Andria, invece, è un insieme di vicoletti, piazze e  strettoie del quartiere Casalino, dove si trova la strada più stretta d’Europa. Tra i luoghi di culto più antichi c’è la Chiesa di Sant’Agostino, culla dei Templari, e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, di epoca normanna. Perdendosi tra le vie della città si appaga anche il gusto con una visita all’originale Museo del Confetto, della Caramella e del Cioccolato, dove assaggiare i “tenerelli” dolci fatti con mandorle. Vanto della produzione casearia è la burrata di Andria, un sacchettino di pasta filata chiusa a nodo e ripiena di mozzarella e panna.

Appuntamento tradizionale è il Festival Castel dei Mondi, rassegna internazionale di teatro, danza e arti performative che si svolge ad Andria durante il mese di agosto. La drammaturgia contemporanea e la danza sperimentale sono il fulcro dell’evento, dedicato ogni anno a un tema diverso, con nomi noti e talenti emergenti.

Si prosegue per Minervino Murge.

Una cittadina panoramica che dall’alto dei suoi 500 metri  regala una vista meravigliosa sulla Valle dell’Ofanto, sul Parco Nazionale dell’Alta Murgia e sulla vicina Basilicata. Il cuore del centro antico è il Borgo Scesciola, con strade aggrovigliate, vicoletti tortuosi e rampe scoscese, dove si affacciano le abitazioni di un tempo. Nel borgo si trova anche la cosiddetta Casa delle Streghe, dove, secondo la leggenda, abitò la nota spiritista Eusapia Palladino.

Ai piedi del paese la Grotta di San Michele, affascinante cavità carsica scavata nella roccia da antichi torrenti e circondata dallo straordinario paesaggio dell’Alta Murgia. L’ingresso è  in stile neoclassico dalla volta affrescata, a cui segue l’imponente scalinata di pietra, le colonne e la statua marmorea dell’Arcangelo.

Centro del fungo cardoncello, a Minervino Murge lo si può gustare in tutte le varianti in occasione della tradizionale sagra di fine ottobre, quando si accompagna alla saporita salsiccia, altra specialità del paese. Si chiude in dolcezza con il tipico marzapane, in vendita nei forni e nelle pasticcerie cittadine, preparato con le ottime mandorle e i limoni raccolti nelle campagne circostanti

Si aggiunge Spinazzola, terrazza naturale circondata dalla natura selvaggia dell’Alta Murgia.

Un centro storico con  importanti architetture civili, come il primo ospedale templare di Puglia e i palazzi Saraceno e Messere. Appena fuori dall’abitato si trovano i ruderi del Garagnone, antico castello medievale, oggi immerso in un paesaggio di terra rossa e spighe di grano. Nelle campagne la storia è ancora viva, tra case fantasma e antichi ponti che solcano la natura selvaggia dell’Alta Murgia. Spinazzola è il posto giusto per gustare la celebre salsiccia a punta di coltello, insaccato di antica produzione ottenuto da parti pregiate di carne di maiale.

Si arriva poi a Bisceglie, le cui antiche mura di età aragonese avvolgono un centro storico di vicoletti e stradine lastricate, custodito dal castello svevo.

Fuori dall’antica cinta muraria, Bisceglie presenta chiese, ville e casali, mentre nelle campagne sono conservate le testimonianze di un ricco passato, come i dolmen Frisari, della Chianca e di Albarosa. Ampie spiagge e calette come Cala Pantano, una zona umida con una piccola insenatura naturale, o le Grotte di Ripalta, qualificano il bel litorale di Bisceglie.

La cittadina è anche il posto giusto per concedersi una gustosa cena a base di pesce fresco, con le specialità della zona, tra cui sarde, sgombri e merluzzi. A concludere il pasto ecco i celebri “sospiri”, dolcetti nati da una ricetta antichissima, fatti di pan di Spagna e  ricoperti di glassa bianca.

Il viaggio nella Puglia Imperiale termina con Molfetta.

Un centro storico con vicoli dall’andamento “a spina di pesce”, dominato dal romanico Duomo di San Corrado, gioiello della città vecchia, a cui si aggiungono il Torrione Passari, parte dell’antica cinta muraria, la Chiesa di Sant’Andrea e il Museo Diocesano.

La storia millenaria della città sopravvive nel celebre “Pulo” di Molfetta, impressionante depressione carsica dal diametro di 170 metri e profonda 30, che conserva i resti di un insediamento neolitico.

La scoperta di Bari è affascinante e particolare allo stesso tempo.

Una città dal rapporto simbiotico col mare. E proprio sul suo lungomare, il più esteso d’Italia, sorge Bari Vecchia, cuore antico della città tra il profumo delle focacce appena sfornate e la pasta fresca messa ad asciugare.

Il Castello Svevo è l’ingresso alla città vecchia circondato dai torrioni. Attraversando l’Arco del Pellegrino si arriva nel cuore della Cittadella Nicolaiana, con la Basilica intitolata a San Nicola, protettore della città, in cui sono custodite la Colonna Miracolosa e la Tomba del santo, oggi importante meta di pellegrinaggio per cattolici e ortodossi.

Il santo che unisce Oriente e Occidente e che ha fatto di Bari uno dei maggiori centri della cristianità. Un evento a cui assistere sono i festeggiamenti in onore di San Nicola, a dicembre e a maggio, con il Corteo Storico della Caravella.

Nell’ottocentesca Bari murattiana una serie di palazzi signorili come il Teatro Petruzzelli e Palazzo Fizzarotti, mentre il sottosuolo conserva tesori nascosti, chiese rupestri e ipogei scavati nella roccia, come il Tempio di San Giorgio e l’ipogeo di Madia Diana.

Bari è la patria delle orecchiette, curiose cupolette di pasta fresca lavorate a mano e condite  con le cime di rapa.

orecchiette puglia

Tipicità barese è anche il ciambotto, ragù di pesce ottenuto dal miscuglio di più specialità pescate nel mare Adriatico. Bari è famosa anche per il crudo di pesce, tra seppioline, polpi e frutti di mare e per la tradizionale “tiella”, a base di riso, patate e cozze.

E poi Pane e Pomodoro, che invece è la rinomata spiaggia libera e punto di incontro dei bagnanti in città, insieme al Lido San Francesco.

Si prosegue per Noicattaro, con le sue caratteristiche lame, valli carsiche che solcano il territorio. Il paese sorge sul pendio che si dirige verso la costa adriatica, circondato dalla lama di San Vincenzo e dalla lama Paradiso. Viuzze e abitazioni in pietra viva o tufo caratterizzano il centro antico, raccolto intorno alla Collegiata di Santa Maria della Pace, chiesa di epoca normanno-sveva.

Noicattaro, assieme a Rutigliano, è la capitale barese dell’uva da tavola, dal gusto dolce e dalle abbondanti dimensioni, con vigne che vengono coltivate secondo antiche tradizioni.

La settimana santa è un  periodo particolarmente sentito nel paese. Alle processioni per le vie di Noicattaro prendono parte i crociferi. In particolare nella serata del giovedì santo, quando si svolge il tradizionale pellegrinaggio ai Sepolcri. Dopo la messa, dalla chiesa della Madonna della Lama inizia la processione del crocifero più anziano, circondato da fiaccole e “trozzue”, le raganelle in legno trascinate dai bambini.

Al primo crocifero seguono gli altri incappucciati che, indossando un saio nero e una corona di spine sul capo, incedono lentamente portando sulle spalle una pesante croce.

Tornando sulla costa adriatica si fa visita ad un gioiello come  Polignano a Mare.

polignano puglia

Città natale del cantante Domenico Modugno, Polignano seduce con il centro storico ricco di tracce arabe, bizantine, spagnole e normanne. Il borgo medievale, arroccato sulla costa alta e frastagliata, ha conservato il suo fascino inalterato, con una serie di vicoletti, le tipiche case bianche e logge a strapiombo sul mare.

Sotto il centro abitato e a picco sul mare è di grande impatto la Grotta Palazzese, mentre tra le rocce basse di San Vito è inserita Cala Paura, una piccola insenatura sullo sfondo di un’abbazia benedettina, contraddistinta da  ciottoli bianchi e nascosta tra due falesie.

Si prosegue per Monopoli.

Il Castello Carlo V, sul promontorio di Punta Penna è il simbolo della città. Nelle campagne sorge il Giardino Botanico Lama degli Ulivi, con grotte, chiese rupestri e un grande numero di specie vegetali mediterranee.

Spiagge sabbiose caratterizzano il litorale di Monopoli tra anfratti suggestivi e dolci scogliere. Da non perdere Cala di Torre Incina, sovrastata dall’omonima torre cinquecentesca, e la Spiaggia di Santo Stefano. Ma il mare di Monopoli è anche quello del porticciolo, con angoli caratteristici e distese di gozzi attraccati.

Il viaggio continua alla scoperta di un gioiello rosso e gustoso come la ciliegia, attraversando Conversano Turi.

La prima è una cittadina circondata dai resti delle mura megalitiche che circondano l’affascinante centro storico, ricco di monumenti come il Castello degli Acquaviva in Largo di Corte. Da qui la vista è eccezionale su tutto il paesaggio circostante.

Un interessante fenomeno naturale è quello dei “Laghi”, depressioni carsiche ai piedi delle alture che, a causa delle piogge, si trasformano in piccoli laghi popolati da rettili e anfibi, da esplorare a piedi o in bicicletta. E a giugno la Sagra della ciliegia, dove Conversano si contende il primato della ciliegia più buona con la vicina Turi.

Quest’ultima conquista i visitatori con la dolcezza delle ciliegie Ferrovia, celebrata anche a Turi con una sagra che si tiene a giugno, nel pieno del periodo di raccolta. Una ciliegia polposa e profumata, dal colore rosso scuro e dal sapore intenso. La leggenda narra di un ciliegio nato intorno al casello ferroviario di Sammichele di Bari. Da qui il frutto ha preso il nome di “ferrovia”.

Oltre a questa particolarità, il borgo antico di Turi si presenta arroccato nella parte più alta del centro abitato e conserva l’aspetto tipico dei piccoli centri mediterranei, con casine imbiancate a calce, vicoli stretti ed edicole votive.

Dopo il gusto si soddisfa un altro senso come la vista. E a pensarci è Casamassima.

Antico paesino che conserva un centro storico molto particolare. Resta ancora oggi traccia del colore blu che un tempo tingeva le facciate di tutte le abitazioni della città vecchia, conferendo a Casamassima il titolo di “paese azzurro”, che si riaccende in occasione delle tante iniziative culturali e delle feste popolari, come la Sagra del Vino e il noto Carnevale.

Il percorso conclusivo nella la zona del barese tocca la località di Acquaviva delle Fonti.

Situata sulla Murgia barese a 300 metri sul livello del mare e deve il suo nome alla falda acquifera che scorre nel sottosuolo. Dedicata alla Vergine Assunta e al Martire Eustachio, protettore della città, la cattedrale è una delle quattro Basiliche Palatine della Puglia.

Poco fuori dal centro, al confine con il territorio di Cassano delle Murge, stalattiti bianche e possenti stalagmiti si trovano nella Grotta Curtomartino, un esempio di formazione carsica risalente a circa due milioni di anni fa.

La prima domenica di ottobre Acquaviva delle Fonti festeggia la cipolla rossa con una sfiziosa sagra. Questo prezioso ortaggio è famoso per la sua dolcezza ed è riconoscibile per la forma appiattita e la colorazione violacea.

Poi Cassano delle Murge, nel cuore dell’entroterra barese sorge all’ingresso del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, accanto al polmone verde della Foresta di Mercadante.

Leggenda narra che la Madonna sia apparsa tre volte nelle campagne del centro abitato, dove sorge l’ex Convento di Santa Maria degli Angeli, nei pressi di una grotta affrescata. È qui che, a maggio, si festeggia la “Madonn’ d’basce”, letteralmente “Madonna di giù”.

Il percorso prosegue arrivando ad Altamura inserita nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia  quasi al confine con la Basilicata.

Il paese nasconde nelle campagne il celebre “Pulo”, impressionante dolina carsica profonda circa cento metri. Nei dintorni sono avvenuti ritrovamenti fossili eccezionali come l’uomo di Altamura, unici resti di uno scheletro umano integro del Paleolitico, e orme di dinosauri, in località Pontrelli.

La città colpisce con un centro storico caratterizzato da graziosi vicoli e dai “claustri”, piccole corti affacciate sulla strada. Qui si trovano due simboli di Altamura. Il primo è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, magistrale esempio di romanico pugliese e gotico federiciano, che vanta uno dei portali più ricchi di Puglia.

Il secondo, assolutamente da provare, è il pane di Altamura, a base di semola di grano duro macinato raccolto nelle campagne limitrofe. Il pane è preparato secondo tecniche risalenti al Medio Evo ed è cotto nel forno a legna, talmente buono da essere servito anche come pietanza nelle due forme: “u skuanète”, accavallato e dalla forma alta, oppure a cappello di prete, dall’impasto più morbido e a forma bassa.

Anche Gravina in Puglia rientra nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Gran parte della città si estende sulla sponda di una gravina profonda più di 100 metri e a impreziosire le campagne ci sono i siti archeologici della Collina Petramagna e del Padre Eterno, con i resti di templi, mura e pavimentazioni di antiche dimore e il vasto repertorio ceramico.

Il centro di Gravina in Puglia presenta un volto nascosto. Sotto l’abitato, si conserva in ottimo stato un mondo sotterraneo fatto di cunicoli, cantine e forni seicenteschi. Da piazza Benedetto XIII partono le scalinate che conducono ai quartieri più antichi, tra le case medievali e le chiese rupestri, tra cui la più importante è quella dedicata al patrono San Michele.

Da queste città della Murgia e delle Gravine si arriva a  Santeramo in Colle.

Tra le province di Bari, Taranto e Matera, un vero e proprio polmone verde racchiude Santeramo, grazie ai Boschi della Gravinella e della Parata, un paradiso per gli amanti degli animali e luogo ideale per il birdwatching.

Santeramo conserva un centro storico dall’ anima medievale con gli affascinanti resti di un monastero benedettino e la chiesa romanica del Carmine. Si fa un salto indietro nel tempo durante  festeggiamenti in onore di Sant’Erasmo, il 2 giugno, con la tradizionale fiera paesana e la Cavalcata in costume d’epoca.

Le feste patronali sono anche  l’occasione anche per degustare la carne d’asino e di cavallo, specialità della piccola cittadina murgiana. Nei numerosi “fornelli” cittadini, le tipiche rosticcerie all’aperto annesse alle macellerie, la carne è preparata e servita sotto forma di polpettoni, carpacci,  involtini, e accompagnata da altrettanti squisiti contorni.

Per continuare ad assaggiare prodotti tipici si arriva a Gioia del Colle, centro del comprensorio delle Murge, famoso per la fiorente industria casearia, che regala squisite mozzarelle, burrate e stracciatelle. Eccellenza del comune è anche il vino Primitivo Doc di Gioia del Colle, frutto di un vitigno introdotto in Puglia dai Benedettini nel XII secolo.

Un vino dal sapore pieno, che diventa più vellutato con l’invecchiamento. La scoperta di Gioia inizia ai piedi del Castello normanno-svevo, che spicca per bellezza e imponenza nel cuore del centro antico, una serie intricata  di vicoli e piazze su cui si aprono i caratteristici archi di origini bizantine.

Da qui si entra in un’altra dimensione. La Magna Grecia pugliese che interessa alcune zone della provincia di Taranto.

A partire da Crispiano, ai piedi della Murgia e a due passi dalla Valle d’Itria. Il piccolo centro sorge sulle due sponde del Vallone Lizzitello, ricoperto di boschi.

Le Grotte Vallonee, un tempo rifugio dei monaci basiliani in fuga dalle persecuzioni iconoclaste, divennero in seguito abitazioni dei braccianti e costituiscono la Crispiano moderna.

L’anima verde del paese si sviluppa nelle strade che conducono alle cosiddette cento masserie, tipiche architetture rurali, alcune fortificate per via delle invasioni piratesche, oggi ristrutturate con eleganza e meta di tour enogastronomici.

Poi Massafra, chiamata la “Tebaide d’Italia” per la vastità dei suoi complessi rupestri.

Situata nell’entroterra a nord di Taranto, la città è segnata da una serie di suggestive gravine e lame di origine carsica. La Gravina di San Marco divide in due parti il paese collegate da ponti e attraversamenti che regalano scenari incantevoli.

Riti pagani e culti religiosi si sono alternati nel corso dei secoli. Massafra ne riporta i segni nel proprio territorio con uno degli affascinanti complessi rupestri che si dispiegano sul lato orientale della Gravina di San Marco. Qui si trova la Chiesa rupestre di Santa Marina, mentre sul lato  occidentale si inserisce la Chiesa a grotta di Sant’Antonio Abate.

Ecco Taranto, adagiata sullo Ionio e bagnata dal Mar Grande delimitato da Punta Rondinella e Capo San Vito e dal Mar Piccolo, un bacino semichiuso.

taranto puglia

La posizione strategica ha reso Taranto  protagonista di importanti vicende storiche. Le antiche testimonianze sono custodite presso il Museo archeologico nazionale, il Marta, dove è possibile ammirare i famosi “Ori di Taranto”, raffinate produzioni dell’arte orafa locale tra il IV e il II secolo a.C., oltre all’immensa raccolta di reperti archeologici provenienti da tutta la provincia ionica.

Importante colonia della Magna Grecia, Taranto racconta la sua storia nei suoi diversi livelli. Sotto il piano stradale si nascondono necropoli, cripte e tombe che riconducono al raffinato culto dell’aldilà dell’epoca. Lungo i due ponti che collegano la città vecchia a quella moderna, invece, si sviluppano i vicoli intorno alla centrale via Cava, dove  fioriscono diverse botteghe artigiane. In questo pezzo di terra si presentano architetture nobili e chiese di epoche e stili differenti

La regina della tavola è la cozza tarantina, sia cotta che cruda.

Il sapore si ottiene anche grazie al naturale mescolarsi dell’acqua dolce delle sorgenti dette “citri” a quella salata del mare del Mar Piccolo, dove vengono allevate. Il risultato sono cozze piene e dal profumo e  gusto intensi.

Spiritualità, devozione e antichissime tradizioni diventano tangibili a Taranto nei giorni della Settimana Santa. A  mantenere vivi i riti pasquali sono le antiche confraternite che, nella suggestiva processione dei Misteri, il Venerdì Santo, procedono a passo lentissimo assieme ai “Perdune”, fedeli incappucciati della confraternita del Carmine, che girano scalzi e vestiti con l’abito tradizionale di rito.

Da Taranto ci si sposta verso Martina Franca e si entra nella zona della Valle d’Itria e Murgia dei Trulli.

Martina Franca offre un centro storico con le caratteristiche casette bianche che si sviluppano in verticale e si snodano in stradine tortuose. Per scoprire la sua anima rurale bisogna percorrere le vie della campagna dove spuntano i caratteristici trulli e le coltivazioni incorniciate dai muretti a secco.

Due prodotti in particolare hanno reso famosa Martina Franca anche sulle tavole oltre i confini regionali. Il vino Martina Franca Doc, di colore verdolino o paglierino, dal sapore delicato, ottenuto dai vitigni Verdeca, Fiano e Malvasia bianca, e il saporito capocollo, salume ricavato dalla carne dei maiali allevati nei boschi che circondano la città

Si prosegue verso Locorotondo, nel cuore della Valle d’Itria.

Lo stesso nome indica la caratteristica forma circolare del centro antico del paese, monumento unico che seduce con le sue casupole candide, gli eleganti portali e i balconi fioriti. Insieme ai trulli, tipiche dell’abitato di Locorotondo sono le cosiddette “cummerse”, piccole case dalla forma geometrica regolare e dal tetto spiovente, imbiancate a calce. Disseminate nell’intero centro storico, oggi sono proposte ai turisti come originale struttura ricettiva.

Locorotondo è anche la patria di uno dei vini bianchi più promettenti di tutta la Puglia. Il Locorotondo Doc, vino da pasto bianco, dal profumo intenso e dal sapore morbido, con sentori di pesca e biancospino, ottimo per accompagnare piatti di pesce e tradizionali pietanze della Valle d’Itria.

Nel cuore della Murgia dei Trulli, una graziosa distesa di pinnacoli annuncia Alberobello, tappa obbligata da queste parti.

alberobello puglia

Il cuore del paese è interamente composto dai trulli,  originali abitazioni in pietra a secco, imbiancate con calce viva e dal tetto a forma di cono fatto di pietre a vista. Viuzze tortuose e piazzette caratteristiche s’intrecciano nel Rione Monti, dove si distinguono i “trulli siamesi”, la Chiesa di Sant’Antonio e il Trullo Sovrano, e dove fare una visita al Museo del Territorio, ospitato in un complesso di trulli comunicanti.

Si procede in direzione Fasano, le cui antiche mura custodiscono ancora il Torrione delle Fogge, un tempo uno degli accessi alla città. Nel cuore più antico si ammirano l’architettura tardo-rinascimentale della Chiesa Matrice e la Chiesa barocca del Purgatorio.

Nelle vicinanze di Fasano da non perdere sono gli scavi archeologici di Egnazia e lo Zoosafari, il più grande parco faunistico d’Italia. Circondata da uliveti secolari, Fasano fa parte della rete nazionale Città dell’Olio, sodalizio che raccoglie enti pubblici che mirano a tutelare e promuovere l’olio extra-vergine di oliva.

Da Savelletri a Torre Canne, la costa di Fasano presenta spiagge che alternano bassi scogli a lunghi tratti sabbiosi.

Fasano offre l’opportunità di vivere il mare a diretto contatto con la natura con la notevole attività del parco naturale regionale “Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo”.

Poi Cisternino, affacciato sulla Valle d’Itria,  dove  passeggiando sulle “chianche” si entra nel nucleo urbano d’impronta medioevale rimasto intatto. Si procede nelle atmosfere autentiche dei quattro quartieri di “Bère Vécchie”, “Scheledd”, “u Pantène”, “L’ìsule”, che compongono il piccolo insieme di vie e slarghi dove si alternano case bianche di calce, scalinate, logge e archi. Camminando nei vicoli si resta inebriati dall’odore invitante della carne cotta alla brace secondo tradizione nel tipico forno a legna.

Cisternino, infatti, è celebre per i suoi “fornelli pronti”, macellerie dotate di forno e salette dove,  in compagnia di un buon bicchiere di vino, gustare gli “gnummareddi”, involtini di interiora di carne di agnello, o le deliziose bombette preparate con fettine di vitello semplici o ripiene di caciocavallo, arrotolate e infilzate allo spiedo.

Vicoli, chianche e arcate imbiancate si trovano anche a Ceglie Messapica, inserita nella parte meridionale dell’altopiano delle Murge.

Di origine messapica, Ceglie è circondata da terrazzamenti ricchi di trulli e muretti a secco, mentre stalattiti e stalagmiti si presentano nelle Grotte di Montevicoli, a un chilometro dal centro abitato.

Il borgo antico svela le architetture dei palazzi signori e si inebria del profumo del biscotto cegliese, un pasticcino a forma di cubetto irregolare fatto con pasta di mandorle tostate e farcito con marmellata di ciliegia o uva e aromatizzato con una lieve fragranza di agrumi. I biscotti si trovano nei forni, nei bar e nelle pasticcerie locali e sono tutti da gustare accompagnati da vini dolci della zona o abbinati al rosolio fatto in casa

A seguire Ostuni, la famosa città bianca, che sorge arroccata su tre colli a circa duecento metri sul livello del mare.

La magia di Ostuni è legata alla caratteristica colorazione con pittura a calce del borgo antico, una pratica tuttora rigorosamente rispettata dai residenti.

La campagna di Ostuni, invece, è costellata da masserie, molte delle quali trasformate in accoglienti agriturismi e resort di lusso. La costa di Ostuni si distingue per chilometri di spiagge, in cui si alternano calette sabbiose, spiagge di ciottoli e dune coperte di macchia mediterranea. Da Torre San Leonardo a Lido Morelli.

Poco distante Carovigno, un tempo  fiorente centro messapico che conserva ancora in via Brandi i resti delle antiche mura. Carovigno vecchia è caratterizzata da suggestivi archi in pietra e candide case tinteggiate con la calce che, nel punto più alto del paese, fanno da cornice al Castello Dentice di Frasso. A pochi chilometri da Carovigno, su un promontorio affacciato sul mare sorge la cinquecentesca Torre Guaceto che domina l’omonima Riserva Naturale e l’Area Marina Protetta.

Brindisi si presenta come antico crocevia di popoli e culture con il suo porto naturale che si affaccia sul mare Adriatico.

Le lunghe banchine interne sono state trasformate in un elegante lungomare su cui si evidenzia il borgo antico pieno di locali e ristoranti.

La storia di Brindisi si scopre salendo la Scalinata di Virgilio al termine della quale spuntano le colonne romane terminali della Via Appia, simbolo della città e da sempre punto di riferimento per i naviganti. Di fronte al porto, sull’isola di Sant’Andrea, c’è il Forte a mare, il castello aragonese caratterizzato dal colore rosso delle pietre. Nel porto interno, nella zona detta Casale, si trova il monumento al marinaio d’Italia, alto 53 metri che evoca la forma di un grande timone.

Le cantine brindisine sono inebriate dal profumo del Brindisi doc, che viene prodotto nei comuni di Brindisi e Mesagne con uve Negroamaro ed eventuale aggiunta di Malvasia nera di Brindisi, Sussumaniello e Montepulciano. Mentre il Brindisi Rosso ha un colore rubino intenso, un sapore  vellutato e si sposa bene con piatti di carne o formaggi, il Rosato presenta un color corallo e un gusto asciutto, ideale per accompagnare piatti a base di pesce. La città, inoltre, è membro dell’Appia dei vini, un tracciato enogastronomico che vanta varietà indigene di vitigni.

Lu sule, lu mare e lu ientu. ( il sole, il mare e il vento).Questi tre elementi introducono al viaggio in Salento, nella parte più meridionale della Puglia.

Una terra da scoprire lentamente a partire proprio dal suo capoluogo Lecce, da dove, in base al vento si può scegliere su quale costa dirigersi per andare al mare. Tramontana la costa ionica, scirocco quella adriatica. Ma in ogni caso si ha la fortuna di trovare località spettacolari.

Lecce è la città del barocco e dei ricami di pietra. Elemento principale  della vivacità barocca è la pietra leccese, tanto morbida e friabile che i maestri scalpellini realizzarono ricami raffinatissimi che raggiungono il massimo della bellezza nella facciata della Basilica di Santa Croce, per poi continuare nell’abbraccio sacro dell’ incantevole piazza Duomo dove svetta il campanile.

Forza e imponenza caratterizzano il castello Carlo V, dove oggi è presente il Museo della Cartapesta. Un materiale, questo, prodotto con carta, stracci, colla e malta con cui si sono modellate molte statue di Madonne e santi tra il XVII e XVIII secolo. La raffinata arte di modellare la cartapesta guadagnò popolarità creando numerosi laboratori artigiani.

Poi l’ Anfiteatro Romano, adiacente alla centrale piazza Sant’Oronzo, che regala un suggestivo affaccio sulla storia che ha attraversato la città. Lo si può ammirare gustando un pasticciotto, scrigno di pastafrolla ripieno di crema pasticcera, accompagnato da un espressino, piccolo cappuccino in tazzina di vetro, o da un caffè in ghiaccio con latte di mandorla. Oppure gustare un rustico, pasta sfoglia rotonda e ripiena di besciamella, mozzarella, pomodoro e un pizzico di pepe.

Dopo aver visitato questo piccolo gioiello del profondo sud, non resta che iniziare il viaggio sul litorale adriatico, pezzo di costa rimasto in parte ancora selvaggio. Proseguire fino alla fine del tacco e risalire la costa ionica, alternando tappe nell’entroterra salentino, ricco di caratteristici paesini e particolari tradizioni.

Sulla costa adriatica si incontra la  Riserva naturale delle Cesine che si estende su un’area di circa trecento ettari.

Una zona umida di valore internazionale e habitat distintivi come  le dune, l’area palustre e la macchia mediterranea. Per chi vuole ammirare le bellezze dell’oasi con una visita guidata, il punto di riferimento è la Masseria Le Cesine, struttura difensiva risalente al XV-XVI secolo.

Continuando sulla costa si incontrano le marine di Melendugno, diverse e particolari allo stesso tempo. San Foca, con il suo caratteristico lungomare e il porto. Roca, una distesa poetica di scogli dove potersi tuffare in acque cristalline.

Torre dell’Orso, particolare tratto di sabbia bianca, mare limpido e due faraglioni che spuntano dall’acqua, talmente simili da essere appunto definiti le Due Sorelle.

torre dell'orso puglia

Torre Sant’Andrea, da una parte la scogliera dall’acqua trasparente, dall’altra una baia sabbiosa a due passi dal mare, luogo delle serate estive salentine dove ascoltare buona musica.

Si prosegue per  Otranto, terra magica e ponte naturale tra Mediterraneo e Oriente.

Otranto è posizionata nel tratto di costa più orientale d’Italia, su uno sperone roccioso a picco sul mare.  Passeggiando nella parte più antica ci si immerge nel fascino millenario di un borgo racchiuso dalle mura aragonesi, con le case bianche e l’insieme di stradine lastricate di pietra viva.

Attraversando Porta Alfonsina, si entra nella città vecchia dove meritano una sosta il maniero aragonese e la Cattedrale con il prezioso pavimento musivo e le reliquie degli 800 Martiri, trucidati dai Turchi nel 1480.

Particolarmente aperto a tutti i venti, il lungo tratto di costa è un vero paradiso per i surfisti. A nord del borgo si dispiegano le località di Conca Specchiulla, di Frassanito, dei Laghi Alimini e della Baia dei Turchi, mentre fuori dal centro abitato ci si lascia incantare dal laghetto verde smeraldo incastonato tra le collinette color corallo della cava di bauxite e dal maestoso faro di Punta Palascìa, dove a Capodanno sorge la prima alba sull’Italia.

Una piccola escursione nell’entroterra conduce a Minervino di Lecce, piccolo centro adagiato nella Valle dell’Idro.

Fuori dall’abitato si va alla scoperta del dolmen Li Scusi, alto circa un metro, attorno a cui è sorto un parco culturale. Sempre in aperta campagna si incontra il menhir Monticelli che prende il nome dal fondo in cui si trova.

A marzo, Minervino celebra le Tavole di San Giuseppe, la cui origine risale al periodo medioevale. Una volta all’anno, infatti, era abitudine del signore del luogo offrire da mangiare ai meno abbienti. Ancora oggi i fedeli imbandiscono le tavole con pasta fresca, pesce fritto, rape e altri piatti della tradizione come le “pittule” (frittelle) e la “massa” (pasta con i ceci).

Poco distante Giurdignano, dove affiora l’anima di pietra del Salento. Circondato da dolmen, menhir e pietre antiche, il piccolo centro di Giurdignano è considerato il Giardino megalitico d’Italia.  In via Menhir, in una piazzetta nel cuore del paese, svetta il monolite in carparo dedicato a San Vincenzo. Appena fuori dall’abitato, invece, il menhir di San Paolo spicca su una piccola cripta affrescata. Da visitare sono anche il maestoso dolmen Grassi e il dolmen Stabile.

Anche qui si presenta l’antica tradizione delle Tavole di San Giuseppe, lunghe tavolate ricche di pietanze, imbandite con candide tovaglie, fiori e ceri accesi,. Il 19 marzo in occasione della festa di San Giuseppe si preparano le pietanze tradizionali e alcuni dolci come i “purcedruzzi” e le “cartellate” con il miele.

Ritornando sulla costa si presenta Porto Badisco.

Una graziosa spiaggetta inserita tra le scogliere e il giallo delle ginestre e affacciata sul mare verde-blu. Tratto di costa ideale per immersioni, nuotate con pinne e maschera o per tuffarsi dalla scogliera e risalire agevolmente.

A Badisco si possono gustare i ricci di mare, venduti sui banchetti o nelle trattorie tipiche del piccolissimo borgo. Da queste parti, inoltre, è custodita la preziosa “Sistina del Neolitico”, la Grotta dei Cervi, uno dei più importanti siti preistorici d’Europa, che non è visitabile per preservare i preziosi dipinti e iscrizioni.

Si prosegue scoprendo Santa Cesarea Terme, che si affaccia sull’Adriatico con le sue eleganti linee orientali, sulla sommità di un altopiano a picco sul mare. Simbolo della cittadina è la cupola moresca dell’ottocentesca Villa Sticchi, che sembra una piccola moschea tra le rocce a pochi passi dal mare.

Le preziose sorgenti d’acqua sulfurea, provenienti dalle quattro grotte naturali lungo la costa, hanno fatto di Santa Cesarea un centro termale di primaria importanza, scelto per le cure mediche specializzate e i trattamenti estetici personalizzati, a base di vino, olio d’oliva e mandorle. Un sentiero tra i pini di Aleppo conduce nella parte alta del paese, da dove  ammirare tutto il litorale.

La scogliera prosegue verso Castro, ittadina arroccata sulla scogliera a picco sull’Adriatico.

Seppur caratterizzata da una variegata scogliera, l’antico borgo di pescatori dispone di diversi e comodi accessi al mare dai quali è anche  possibile imbarcarsi per andare alla scoperta delle sue bellissime grotte. Prima fra tutte Grotta Romanelli, uno fra i più importanti giacimenti preistorici italiani con i graffiti a tinta rossa, e a seguire la Grotta Zinzulusa, visitabile anche da terra, che prende il nome dal termine dialettale “zinzuli” (stracci, pezze) usato dai primi castrensi per indicare le stalattiti al suo interno.

Lungo la Marina di Marittima si incontrano particolari insenature e scogliere levigate con un mare azzurro e trasparente. Marina di Marittima ricade nel territorio del comune di Diso e oltre all’insenatura di Acquaviva, così denominata per le numerose e gelide sorgenti che zampillano a pelo d’acqua, si susseguono nella scogliera diverse calette. In più in direzione nord sorge la scogliera di Pizzo Galera erosa dal tempo e dalle mareggiate invernali.

Poi Marina di Andrano, con il suo tratto di costa in cui si alternano scogliere e piccoli accessi al mare, tra cui spiccano La Botte e Marina della Torre, collegate dal lungomare delle Agavi. Marina della Torre ha due punti di balneazione: il Fiume, così chiamato per la presenza di una sorgente di acqua dolce, e la Grotta Verde, cavità marina che con la luce del sole viene inondata da riflessi color verde smeraldo.

Si arriva a Tricase, graziosa cittadina del Capo di Leuca, adagiata sul tratto orientale della costa del Basso Salento.

Cuore del centro storico è il caratteristico Rione Puzzu, raggiungibile superando le intricate viuzze dopo Porta Terra. Da qui si dirama il borgo antico fino alla rinascimentale Chiesa di San Michele Arcangelo, orgoglio di piazza Pisanelli, considerata una delle “sette perle” dell’architettura salentina.

Tra mare e roccia, Tricase è compresa nel Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca – Bosco Tricase, tra i più estesi della regione, caratterizzato da uliveti e falesie a picco sul mare, e attraversato dai sentieri di trekking. Il Bosco Le Chiuse si raccoglie intorno all’imponente Quercia Vallonea, maestoso monumento verde con 700 anni di vita. Da qui si estende il Parco delle Vallonee, con più di mille esemplari sparsi nel territorio comunale.

Una suggestiva appendice sul mare è rappresentata dalla deliziosa Tricase Porto, antico villaggio di pescatori con una spiaggetta e il porticciolo dominato da Villa Torre. Da qui inizia il litorale tricasino, che prosegue in direzione di Marina Serra, dove trovare delle vere e proprie piscine naturali tra le coste rocciose e selvatiche inserite in una vasta insenatura.

Uno spettacolo straordinario è quello del presepe vivente allestito ogni anno sulla collina di Monte Orco, in prossimità di Tricase. Tra i più longevi e grandi di tutto il Mezzogiorno, la rievocazione storica della Natività, con la riproduzione dettagliata di ambientazioni storiche romane e dei vecchi mestieri salentini, attira sempre più visitatori e fedeli.

Procedendo verso sud ecco Santa Maria di Leuca, estremo lembo del Salento, racchiuso tra Punta Ristola e Punta Meliso.

leuca puglia

Il faro, alto 47 metri,  è tra i più importanti d’Italia e domina la baia su cui sorge il borgo dove Adriatico e Ionio si incontrano. Ai piedi del faro c’è la Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae, caratteristico luogo di devozione a picco sul mare.

Sul lungomare si succedono le eleganti dimore signorili e ville liberty da Villa Episcopo a Villa La Meridiana. A Leuca si aprono sul blu le affascinanti grotte marine, raggiungibili via mare con le barche dei pescatori, tra cui la Grotta del Diavolo, la bella Grotta degli Innamorati e la Grotta del Drago.

Spostandosi nell’entroterra si visita  Presicce. L’elegante centro storico è un raffinato rosario di chiese e una sfilata di palazzi signorili, che si alternano a vicoletti, piazzette e case a corte. La barocca Chiesa di Sant’Andrea conserva ancora il campanile rinascimentale, mentre il palazzo ducale di impianto normanno nasconde un sontuoso giardino pensile settecentesco.

Presicce è Città dell’Olio, ma soprattutto è la città dei frantoi ipogei, affascinanti esempi di archeologia industriale che costellano il centro storico. Ce ne sono 23 in tutto l’abitato, di cui otto solo nel borgo antico. Qui restavano chiusi, da ottobre a marzo, i “trappetari” che, con l’aiuto del fedele mulo, producevano l’olio. Oggi è possibile visitare gli antichi frantoi in un suggestivo percorso sotterraneo.

E poco distante, sempre nel capo di Leuca, si trova il minuscolo e splendido borgo di Specchia.

L’armonia delle architetture tra le graziose case a corte e gli eleganti palazzi nobiliari è rimasta inalterata. Specchia ha saputo rivalutare il suo patrimonio architettonico e di archeologia industriale, recuperando i vecchi frantoi ipogei e le costruzioni originarie, facendo del borgo antico un caratteristico albergo diffuso, tra i primi esempi in Italia

Appena fuori dall’abitato, nelle campagne circostanti si ritrovano le antiche “pajare”, originarie costruzioni in pietra a secco, la chiesetta bizantina di Sant’Eufemia e il suggestivo borgo di Cardigliano.

Nelle vicinanze si trova il paese di Ruffano e la sua piccola frazione di Torrepaduli.  Piccolo borgo dell’entroterra del Basso Salento, Torrepaduli è teatro della magica notte di San Rocco, tra il 15 e il 16 agosto, appuntamento imperdibile dell’estate salentina, dove sacro e profano si mescolano allegramente.

Il sagrato del Santuario diventa un luogo sacro di festa, animato fino all’alba da balli  spontanei di pizzica e dall’antica e tradizionale danza delle spade, in cui due uomini, al centro della ronda, si sfidano mimando un duello e agitando le braccia a mo’ di spade.

Da qui si raggiunge Ugento, per poi risalire lungo il versante ionico della costa salentina.

Circondata dagli ulivi, Ugento si affaccia sul mare Ionio. Patria del popolo messapico, custodisce un importante patrimonio archeologico rappresentato dai resti delle antiche mura intorno all’abitato.

Ugento è il cuore del Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento che si estende lungo la costa per otto chilometri, da Torre San Giovanni a Lido Marini, con un ambiente che spazia dai bacini alle dune, fino ad un’area ricca di macchia mediterranea. Il parco è l’ambiente ideale per immergersi nella natura grazie ai sentieri per il trekking, con alcuni percorsi multisensoriali attrezzati con pannelli tattili e per ipovedenti.

Continuando sul litorale si arriva a Marina di Mancaversa. Località balneare di Taviano collocata tra Torre Suda e Punta Pizzo, la Marina di Mancaversa vanta una costa lunga circa due chilometri caratterizzata da una scogliera bassa e rocciosa in cui si insinuano calette sabbiose bagnate dal mare Ionio, limpido e trasparente. La marina di Mancaversa possiede anche un piccolo lido sabbioso lungo circa 300 metri noto come “Mare dei Cavalli” dove un tempo gli abitanti del posto erano soliti portare i cavalli per lavarli.

Ecco poi Gallipoli, città di mare adagiata come un miraggio sulla costa ionica.

Il borgo antico è collegato alla terraferma e alla città nuova da un ponte ad archi del Novecento. Le mura, i bastioni e le torri, che un tempo proteggevano la città dagli invasori, oggi la riparano dalle mareggiate donandole un incredibile fascino. Prima di approdare nel centro storico con le sue stradine lastricate, vale la pena fare una sosta presso il verace mercato del pesce, collocato nell’originario fossato dell’imponente castello.

Gallipoli in estate è sinonimo di mare, relax e divertimento. Ma anche di paradiso naturale. La lunga costa offre calette punteggiate di scogli bassi e spiagge larghe e dorate. La  spiaggetta della Purità è l’unica della città vecchia. Fuori dalla città, invece, procedendo verso sud, si arriva nelle affollate spiagge della Baia Verde, di Punta della Suina e di Lido Pizzo, uno dei tratti di costa più rinomati, caratterizzato da dune basse, mare smeraldino e una peculiare vista della città.

Lasciando per un attimo il mare si visitano le località all’interno del cuore salentino. E da Gallipoli si procede verso Cutrofiano. Antico borgo al centro del Salento, il cui nome deriva dai “cutrubbi”, i vasi di argilla. Ancora oggi è fiorente la lavorazione di terrecotte e ceramiche realizzate dagli artigiani figuli locali. Ad un chilometro dall’abitato si intravede la cripta di San Giovanni Battista interamente scavata nella roccia. Qui è possibile ammirare anche la chiesetta rupestre, una piccola necropoli medievale e un frantoio ipogeo

Nelle vicinanze si raggiunge Maglie, atrio raffinato al centro del Salento.

Nucleo del centro storico, costellato da chiese e palazzi signorili, è la piazza intitolata allo statista Aldo Moro, a cui la cittadina ha dato i natali e a cui è dedicata una statua. Fiore all’occhiello della città è il Museo l’Alca dedicato alla preistoria, alla paleontologia e all’etnologia, con oltre 2.500 reperti, dove è possibile tuffarsi indietro nel tempo.

Appuntamento atteso dell’estate magliese è il Mercatino del Gusto, che nei primi giorni d’agosto inebria la città di sapori e aromi, mettendo a punto gustosi itinerari gastronomici per le vie del centro.

Da questa elegante cittadina ci si muove alla scoperta di una parte di territorio denominato Grecìa Salentina.  Custode della cultura grika, lingua parlata ancora oggi che ha punti in comune col neogreco, la Grecìa Salentina propone un affascinante percorso alla scoperta di tradizioni culturali e fenomeni tipici.

Si parte da Melpignano, nel cuore della Grecìa Salentina.

Un piccolo borgo che ogni anno a fine agosto è inondato dagli oltre centomila spettatori della Notte della Taranta. A fare da sfondo all’evento, unico nel Sud Italia, è il piazzale antistante il solitario Convento degli Agostiniani in stile barocco, con le sue colonne e volute.

La Notte della Taranta, tappa finale del festival che richiama artisti e musicisti da tutto il mondo per cimentarsi con il ritmo e i canti della tradizione salentina, ma senza rinunciare alle contaminazioni con altri linguaggi, dalla world music al rock fino al jazz e alla musica sinfonica. Nato nel 1998 su iniziativa dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e dell’Istituto “Diego Carpitella”, il festival itinerante fa tappa nei centri più suggestivi della Grecìa e del Salento fino ad approdare a Melpignano.

Poco distante Corigliano d’Otranto, lingua di terra che affonda le radici nell’antica Grecia. Nel comune ellenofono le origini bizantine risuonano nei nomi delle vie e nei racconti di quei pochi che ancora parlano griko. Ci si può perdere nella magia del suo centro storico, dominato dal castello e impreziosito dalle tipiche case a corte lungo via San Nicola che conducono alla settecentesca chiesa dedicata al patrono dal bel portale scolpito.

Segue una visita a Martano, il centro più popoloso della Grecìa Salentina.

Il centro storico di Martano è circondato da via Marconi, tra castelli, dimore storiche e chiese barocche. Con i suoi generosi uliveti secolari, Martano fa parte dell’Associazione nazionale “Città dell’Olio” che riunisce i comuni a vocazione olivicola promuovendo la cultura dell’olio extravergine di oliva di qualità.

Il paese omaggia la grande produzione di olive con la sagra della “volìa cazzata”, l’oliva schiacciata, che si svolge in ottobre. Una specialità locale, le olive vengono schiacciate e poi lasciate “maturare” nell’acqua.

Lasciando la Grecìa si procede verso Galatina, un meraviglioso borgo antico con  portici e palazzi settecenteschi abbelliti da imponenti portali e balconi.

A Galatina  arte e fede incontrano la taranta in una delle più belle chiese affrescate d’Italia.

Risuonano ancora oggi le suppliche musicali a San Paolo che salvava dal veleno della taranta. Le donne affidavano il proprio malessere \al potere di guarigione che il santo lasciò in eredità ai suoi discendenti.

Un sorso di acqua del pozzo all’interno della Cappella in via Garibaldi, intitolata al patrono di Galatina, e il segno della croce sulla ferita del morso. Cominciava così il rito della Taranta. Un esorcismo accompagnato da tamburelli, violini e armoniche che fino a non molti anni fa, ogni 29 giugno, iniziava nelle case delle “possedute” in tutto il Salento e si concludeva a Galatina. Le “tarantate” non ci sono più, ma il ritmo ossessivo della pizzica è diventato un simbolo identitario salentino.  .

Dopo le particolari tradizioni di questa terra si  ritorna verso il mare attraversando Nardò.

Un centro storico che ha il suo fulcro nella barocca piazza Salandra, caratterizzata da monumenti civili e religiosi di imponente bellezza. Qui si affacciano il Sedile con la statua di San Gregorio Armeno e la settecentesca Chiesa di San Trifone. Da non perdere la Cattedrale, la Chiesa di San Domenico, massimo esempio di barocco leccese e il Castello degli Acquaviva, sede del Municipio a cui si giunge camminando sull’antico basolato

Ma Nardò vanta anche un litorale dal mare cristallino. A partire da Santa Maria al Bagno, caratteristico borgo marinaro affacciato sullo Ionio che si estende ai piedi delle sue Quattro Colonne. I quattro bastioni angolari sono i resti della Torre Fiume,  fortezza costruita sul mare per volere di Carlo V, oggi simbolo della località marina.

Segue Santa Caterina, dall’affascinante scogliera e dalle acque trasparenti.

Una lunga e fitta pineta fa da cornice allo spettacolo di Porto Selvaggio. Una distesa di mare azzurro-verde circondato da scogli. Per poi visitare la baia di Uluzzu che, con le sue testimonianze di arte figurativa preistorica, ha portato alla definizione della civiltà “uluzziana”.

Risalendo lentamente la costa ionica si arriva a Sant’Isidoro, insenatura dalla sabbia finissima, mare trasparente e un piccolo isolotto raggiungibile a nuoto. Il fondale basso è sempre trasparente e alimentato da flussi di acqua sorgiva che emergono dal sottosuolo carsico. La torre cinquecentesca di Sant’Isidoro comunica con Torre Squillace, una piccola località balneare dove, a pochi metri dalla strada, si apre una spiaggetta di sabbia bianca incastonata tra gli scogli.

Un’altra bellezza è Porto Cesareo, piccolo borgo di pescatori nel cuore della Terra d’Arneo, famosa per le spiagge dorate e il mare incantevole.

Il piccolo paese segue i ritmi e le stagioni del mare e si raccoglie intorno al grazioso porticciolo, con il mercato del pesce e la caratteristica distesa di imbarcazioni colorate. Sono in funzione tutto l’anno le pescherie che riforniscono il Salento con l’ottimo pesce dello Ionio e i navigati pescatori sono lieti di trasmettere i segreti della pesca agli appassionati attraverso esperienze di pescaturismo.

Poco lontana Torre Lapillo, acqua dalle sfumature smeraldine e sabbia finissima. I venti che soffiano da nord, come la tramontana, trasformano il mare in una distesa piatta e trasparente. A sud della baia di Torre Lapillo sorge la cinquecentesca vedetta che domina l’insenatura dell’“uomo morto”. Qui ha sede il Centro di Educazione Ambientale della Riserva naturale orientata “Palude del Conte e Duna Costiera – Porto Cesareo”.

Il viaggio in Puglia si conclude con un’ultima perla salentina come Punta Prosciutto.

Un meraviglioso tratto di costa dalla lunga spiaggia selvaggia e incontaminata. La folta macchia mediterranea, la sabbia bianca e soffice e le acque basse e cristalline rendono questo luogo perfetto per giornate di relax e spettacolari tramonti.

Alessandro Campa

 

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