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	<title>zone umide &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Oggi è la giornata mondiale delle zone umide</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 13:34:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Uccelli migratori]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
		<category><![CDATA[zone umide]]></category>
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					<description><![CDATA[Le zone umide del nostro pianeta sono fondamentali per la nostra sopravvivenza. Ecco cosa le minaccia  Oggi è la giornata mondiale delle zone umide (World Wetlands Day), si tratta di 100milioni di ettari nel mondo strettamente legati al nostro benessere. Infatti è proprio la crisi idrica a essere uno dei primi tre fattori di rischio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-30653" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/02/images_igallery_resized_ambientetest_Zone_umide-17611-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Le zone umide del nostro pianeta sono fondamentali per la nostra sopravvivenza. Ecco cosa le minaccia </p>
<p>  <span id="more-30654"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Oggi è la giornata mondiale delle zone umide (World Wetlands Day), si tratta di 100milioni di ettari nel mondo strettamente legati al nostro benessere. Infatti è proprio la crisi idrica a essere uno dei primi tre fattori di rischio planetario. Le zone umide sono minacciate da numerose attività umane, soprattutto ricordiamo l&#8217;inquinamento, il disboscamento illegale e la cementificazione.</span></p>
<p>&#8216;Quando celebriamo la Giornata mondiale delle zone umide, ricordiamo alla gente che l&#8217;acqua non proviene da un rubinetto; viene da ecosistemi sani e funzionanti&#8221;, ha detto Isabella Pratesi, direttore conservazione <a href="http://www.wwf.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WWF Italia </a>&#8211; Con miliardi di persone che dipendono delle zone umide per l&#8217;approvvigionamento di acqua, cibo e benessere, questa giornata è una vera e propria pietra miliare. Mentre i leader mondiali pensano a come attuare gli impegni presi nell’ambito degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, la protezione delle zone umide fornisce un contributo significativo al  benessere dell’umanità&#8217;.</p>
<p>Come spiega il WWF, le zone umide sono gli ecosistemi con la più alta biodiversità sulla Terra  e agiscono come giganti spugne giganti in grado di assorbire l’acqua delle precipitazioni, immagazzinandola e restituendola nel tempo. Svolgono anche un ruolo cruciale nel depurare le acque in quanto assorbono sostanze chimiche, filtrano gli inquinanti e i sedimenti, abbattono le sospensioni e neutralizzano i batteri pericolosi. </p>
<p>Ma le zone umide sono in pericolo: si stima che la superficie delle zone umide nel mondo sia diminuita del 71% a partire dal 1900. Dal 2000 ad oggi il WWF ha contribuito alla designazione di oltre 100 milioni di ettari di zone umide Ramsar, pari al 45 % della superficie mondiale totale designata a partire dalla nascita della Convenzione nel lontano 1971.</p>
<p>Nel nostro paese le zone umide sono fondamentali per la sopravvivenza della metà delle specie di uccelli. &#8216;Queste aree &#8211; spiega il WWF &#8211; sono fulcro di importanti rotte migratorie tra Europa, Africa e Asia: circa due miliardi di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14524" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uccelli migratori</a> ogni primavera attraversano l&#8217;Italia, ponte nel Mediterraneo fra Africa ed Europa, dai piccoli luì alla grande cicogna bianca e proprio le aree umide rappresentano per molti un &#8216;pit stop&#8217;, una sorta di area di servizio lungo le autostrade delle migrazioni per la sosta, l&#8217;alimentazione, ma anche la nidificazione. Quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia sono legate alle zone umide.</p>
<p>(La Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale è un trattato intergovernativo firmato ad oggi da 169 paesi. La missione della Convenzione di Ramsar è la conservazione e l&#8217;uso razionale delle zone umide per lo sviluppo sostenibile).</p>
<p> </p>
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		<title>2 febbraio: è la Giornata Mondiale delle zone umide</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/2-febbraio-e-la-giornata-mondiale-delle-zone-umide/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 08:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Legambienet]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
		<category><![CDATA[zone umide]]></category>
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					<description><![CDATA[  Si celebra oggi la Giornata mondiale delle zone umide, messe sempre più a rischio da cambiamenti climatici e uomo       Paludi, torbiere, distese di acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata sono luoghi belli e fondamentali per la conservazione della biodiversità terrestre, ma sono anche tra gli ecosistemi più a rischio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-23700" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_index-14085-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Si celebra oggi la Giornata mondiale delle zone umide, messe sempre più a rischio da cambiamenti climatici e uomo</p>
<p> </p>
<p>  <span id="more-23701"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Paludi, torbiere, distese di acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata sono luoghi belli e fondamentali per la conservazione della biodiversità terrestre, ma sono anche tra gli ecosistemi più a rischio del pianeta.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A minacciare le zone umide del mondo è l&#8217;uomo e i cambiamenti climatici in atto. La pressione antropica e il riscaldamento globale ne mettono sempre più a rischio gli equilibri delicati e complessi. Nell’ultimo secolo, oltre il 64% delle zone umide sono scomparse. Non solo non sono stati raggiunti gli obiettivi di fermare la perdita di biodiversità entro il 2010, ma addirittura, secondo dati ISPRA, il tasso di declino e perdita di alcune popolazioni di specie legate agli ecosistemi acquatici è quadruplicato dal 2000 a oggi.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La tutela delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23317" target="_blank" rel="noopener noreferrer">zone umide </a>a livello mondiale è stata sancita il 2 febbraio 1971 dalla Convenzione di Ramsar, che è sottoscritta oggi da 168 Paesi. In Italia queste aree sono 53 secondo l’elenco stilato dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Interessano ambienti e paesaggi molto significativi di 15 regioni &#8211; i laghi, le torbiere, i fiumi e le foci, gli stagni, le lagune, le valli da pesca, i litorali con le acque marine costiere &#8211; e sono per la totalità inseriti anche nella rete Natura 2000 o in aree protette nazionali, regionali o locali. Oltre a rappresentare l’habitat di una particolare flora e fauna, le zone umide contribuiscono, in quanto regolatrici del regime delle acque, proprio alla mitigazione dei cambiamenti climatici.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ecco perché Legambiente si mobilita, con i suoi circoli e le aree di Natura e Territorio, per far conoscere questi luoghi straordinari dal punto di vista ambientale ma spesso sottovalutati. Come il lago Fusaro in Campania, i pantani Longarini a Ragusa o l’oasi del Simeto a Catania in Sicilia, il lago Ariamacina sulla Sila in Calabria, la riserva naturale della Valle Cavanata in Friuli Venezia Giulia, il fiume Ombrone in provincia di Grosseto e la Riserva Naturale di Bosco Tanali nel comune di Bientina (PI) in Toscana, la riserva della Sentina nelle Marche a San Benedetto del Tronto, il parco nazionale del Circeo nel Lazio, la riserva regionale dei Calanchi a Montalbano Jonico e le rive del lago del Pertusillo a Grumento Nova in Basilicata, la laguna di Santa Gilla ad Assemini in Sardegna. Le iniziative promosse dall’associazione coinvolgono oltre ai siti Ramsar anche zone umide considerate minori e spesso non riconosciute con lo status previsto dalla Convenzione: aree acquitrinose, paludi, torbiere oppure zone naturali o artificiali d&#8217;acqua, permanenti o transitorie, opere artificiali rinaturalizzate, casse di espansione, invasi di ritenuta, cave di inerti per attività fluviale, canali e vasche di colmata. Tutte aree poco conosciute dai cittadini e molto spesso non tutelate dalle istituzioni.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8216;Celebrando la Giornata mondiale delle zone umide, vogliamo ricordare che per proteggere questi preziosi ecosistemi serve l’impegno diretto delle istituzioni e la sensibilizzazione dei cittadini &#8211; spiega il responsabile Aree protette di<a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Legambiente</a> Antonio Nicoletti -. Le specie viventi nelle acque interne, che sostengono processi vitali e produttivi, forniscono una serie numerosissima e varia di servizi ecosistemici. La perdita di questi servizi, in particolare di quelli relativi ai processi depurativi, produttivi, alla regolazione dei fenomeni idrogeologici e alla fissazione del carbonio presente nella biosfera, potrebbe determinare impatti preoccupanti sui processi produttivi e sulla qualità della vita dell‘uomo.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E’ perciò urgente attuare azioni di tutela delle risorse idriche e degli ecosistemi acquatici ad esse associati come le zone umide – prosegue Nicoletti -. Nel nostro Paese mancano ancora le necessarie sinergie fra le Direttive Quadro sulle Acque, Habitat e Uccelli e per le aree marino-costiere con la Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente marino. L’integrazione dei loro strumenti permetterebbe di ottimizzare le risorse e i tempi per attuare azioni di tutela e di monitoraggio della biodiversità&#8217;.</p>
<p> </p>
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		<title>Oasi Wwf gratuite in tutta Italia domenica 6 febbraio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 10:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[oasi gratuite]]></category>
		<category><![CDATA[wwf gratuite]]></category>
		<category><![CDATA[zone umide]]></category>
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					<description><![CDATA[Oasi Wwf gratuite in tutta Italia domenica 6 febbraio, si celebra in tutto il mondo il 2 febbraio la Giornata Mondiale delle Zone Umide, la data corrisponde all&#8217;anniversario della firma della Convenzione Internazionale sulla Tutela delle Zone Umide Si celebra in tutto il mondo il 2 febbraio la Giornata Mondiale delle Zone Umide, la data [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-403" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/01/images_igallery_resized_ambiente_oasi-wwf-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="sommario">Oasi Wwf gratuite in tutta Italia domenica 6 febbraio, si celebra in tutto il mondo il 2 febbraio la Giornata Mondiale delle Zone Umide, la data corrisponde all&#8217;anniversario della firma della Convenzione Internazionale sulla Tutela delle Zone Umide</p>
<p>  <span id="more-404"></span>  </p>
<p>Si celebra in tutto il <strong>mondo il 2 febbraio la Giornata Mondiale delle Zone Umide</strong>, la data corrisponde all’anniversario della firma della Convenzione Internazionale sulla Tutela delle Zone Umide, avvenuta nel 1971 a Ramsar, in Iran. In occasione dell’evento, <strong>domenica 6 il WWF </strong>aprirà gratuitamente una quindicina delle sue oasi dove poter ammirare il patrimonio natura.</p>
<p>Le zone umide, offrono una ricchezza in biodiversità incredibile, in cui ognuno dei diversi organismi svolge un preciso e fondamentale ruolo. <strong> Ingresso gratuito dalle ore 10:00 al tramonto.</strong></p>
<p>L’Italia ospita<strong> 52 siti Ramsar.</strong> Dei circa tre milioni di ettari originari, all’inizio del ventesimo secolo ne restavano 1.300.000, fino a preci­pitare ai 300mila nel 1991. Oggi ne rimane lo 0,2%, tra aree inter­ne e marittime. <strong>BIODÌVERSITÀ </strong>Si stima che a questi ambienti sia legato circa il 40 per cento delle specie anima­li e vegetali. Quasi la me­tà delle specie di uccelli presenti in Italia sono le­gate alle zone umide.</p>
<p>Le aree umi­de forniscono acqua po­tabile, aiutano a ricicla­re l’oro blu e producono il 24 per cento del cibo del Pianeta. Servo­no infatti all’irrigazione delle colture e ad alimentare pesci e molluschi (oltre due terzi dei pesci che consumiamo dipendo­no da aree umide costiere o interne). Fan­no da barriera e da magazzini naturali di acqua in caso di inondazioni, oltre a costi­tuire vie di comunicazione, aree impor­tanti a fini ricreativi e turistici e gigante­schi serbatoi di C02 {si stima che custodi­scano circa il 40% della riserva globale di carbonio terrestre).</p>
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